Pubblicato in: Storia

Pakistan


Raid e arresti a Lahore contro Giustizia e pace e la Commissione diritti umani

di Qaiser Felix

Lo denuncia Peter Jacob, segretario esecutivo della Commissione episcopale giustizia e pace, che invita a mantenere saldo l’impegno contro la dittatura militare. Nadeem Anthony, membro del Consiglio della Commissione per i diritti umani del Pakistan, ha telefonato ad AsiaNews durante il suo arresto. Da allora è sparito.

63a564a1569b6f70e73d213f132a0a75.jpgLahore (AsiaNews) – Durante il neo-proclamato stato di emergenza, i soldati dell’esercito pakistano hanno attaccato anche gli uffici della Commissione pakistana per i diritti umani, ed arrestato uno dei membri della Commissione episcopale Giustizia e Pace, Irfan Barkat. Al momento, è difficile viaggiare e comunicare all’interno del Pakistan, così che molti impegni della Commissione sono stati annullati. Lo denuncia ad AsiaNews Peter Jacob, segretario esecutivo dell’organismo.

Secondo Jacob, “la situazione attuale è preoccupante: la Commissione è molto colpita da quello che è successo sin dal colpo di Stato del presidente Musharraf. Le televisioni private e straniere sono state staccate, e tutto quello che si sente è propaganda pro-regime”.

Lo stato di emergenza, continua, “è stato formalmente proclamato per fermare i militanti e gli estremisti, ma in pratica vengono arrestati attivisti per i diritti umani e persone comuni, magari contrarie al governo. Noi cerchiamo di tenere sott’occhio la situazione ed adottare la miglior strategia possibile, ma dobbiamo cercare di mantenere alto anche il nostro impegno contro la dittatura militare, e lavorare per una vera democrazia”.

Fra gli arrestati delle ultime ore vi è anche Nadeem Anthony, membro del Consiglio della Commissione per i diritti umani del Pakistan, che ha telefonato ad AsiaNews durante il raid della polizia nei suoi uffici. Nel corso della telefonata, ha confermato che “oltre 50 persone della Commissione, fra cui anche donne, sono state arrestate”. Subito dopo, si è udito l’ordine di chiudere il telefono, e da allora non se ne hanno più notizie.

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