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poche sono le parole


Poche sono la parole in questi casi, se non che non vi è parola…

Così scrive Agostino in occasione della morte di un caro amico:

“Ormai quell’uomo errava con me nell’animo e la mia anima non poteva stare senza di lui. Ed ecco che tu, che incombi alle spalle dei tuoi fuggitivi, “Dio delle vendette” e nello stesso tempo fonte di ogni misericordia, che ci converti a te in modi stupefacenti, ecco che lo togliesti da questa vita, dopo che aveva trascorso un anno appena nella mia amicizia, per me dolce al di sopra di tutte le dolcezze di quella mia vita. Da questo dolore il mio cuore fu ricoperto di tenebra, e tutto ciò che vedevo era morte. E la patria era per me un supplizio, e la casa paterna una incredibile infelicità, e tutto ciò che avevo messo in comune con lui, senza di lui si era mutato in una sofferenza lacerante. I miei occhi lo cercavano dovunque, e non lo trovavano; e odiavo tutte le cose perché non avevano lui, e non potevano più dirmi: “Eccolo, verrà”, come quando da vivo non era lì. Io stesso ero divenuto per me un grosso punto interrogativo, e chiedevo alla mia anima perché fosse triste, perché mi tormentasse tanto, e non sapeva rispondermi niente. E se le dicevo: “Spera in Dio”, giustamente non mi obbediva, perché era più vero e migliore quell’ uomo carissimo che aveva perso, di quel fantasma in cui le ordinavo di sperare. Solo il pianto mi era dolce. Ed io continuavo ad essere per me un luogo di infelicità, dove non potevo restare, dal quale non potevo fuggire.”

2 pensieri riguardo “poche sono le parole

  1. sono veramente parole che vanno dritte al cuore e danno un esempio veramente umano e caldo di fede come percorso pieno di ostacoli ed incertezze…sono dispiaciuta di non fare l’ora di religione quest’anno, ma voglio ringraziarla comunque per la sua disponibilità (i testi e i documenti che ha messo sul blog sono davvero interessanti!), è grazie a persone come lei che la scuola assume un valore positivo!

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  2. grazie martina per il tuo contributo. Penso che la fede sia sempre un cammino, un cammino che passa attraverso mete e non destinato a una Meta definitiva arrivati alla quale il cammino è finito una volta e per sempre; un cammino fatto di curve, salite, discese, rettilinei, aree di sosta, passaggi a livello, rotonde, sottopassi che ti lascio interpretare metaforicamente come meglio credi… Il credente che si dice arrivato e certo mi lascia sempre molte perplessità e, non ti nascondo, anche un po’ di paura… Aloa

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