Pubblicato in: Etica, Scuola

Verso quali lidi?


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In questo periodo i ragazzi dell’ultimo anno della scuola secondaria di primo grado si stanno preparando agli esami e poi a lasciare le loro classi per approdare alle scuole “superiori”. Come sceglieranno? Ieri su radio 3 ho sentito un’interessante intervista a Francesco Dell’Oro che si occupa di orientamento a Milano. Qui sotto l’estratto di un’altra intervista di Simonetta Pagnotti.

“– I ragazzi non vivono bene questa scelta?

«Sono molto preoccupati e indecisi. Sono adolescenti, lo ripeto, spesso il linguaggio di noi adulti esercita su di loro una pressione indebita, li mette in sofferenza. Dobbiamo cercare di presentare il momento della scelta in modo positivo».

– Si spieghi meglio…

«Spesso si sentono dire: “Tu non puoi fare questo, tu non puoi fare quest’altro”, che tradotto significa: i più bravi al liceo, i meno bravi al tecnico e così via. Così si sentono stigmatizzati per quello che non possono fare. Dobbiamo invece valorizzare le loro potenzialità, in modo che diventino protagonisti della scelta. Dobbiamo rassicurarli, far capire loro che le difficoltà che hanno incontrato nel percorso scolastico possono essere superate o, perché no, trasformate in risorsa. Che esistono non una ma tante intelligenze: un’intelligenza logica, un’intelligenza pratica, un’intelligenza artistico musicale…».

– Quali sono i consigli che si sente di dare alle famiglie che devono sostenere i ragazzi in questo momento di scelta?

«Sono fondamentalmente tre suggerimenti. In primo luogo: aiutiamo i ragazzi a scegliere una scuola che non li mandi in sofferenza, ma che permetta loro di vivere con serenità, anche se con impegno, gli anni dell’adolescenza. Il secondo consiglio è quello di aiutarli a capire che cosa li interessa davvero, che cosa li appassiona».

– Ha parlato di tre suggerimenti. E l’ultimo?

«È probabilmente il più prosaico, ma in quarant’anni di esperienza ho constatato che è molto utile. Lo dico ai ragazzi, in ogni incontro. Se scegliete un certo tipo di scuola, dovete anche capire che impegno richiede. Ossia quante ore al giorno dovete stare seduti al tavolino sui libri. A volte io chiedo: “Perché avete scelto una scuola dove dovete affrontare il greco e il latino?”. I meno motivati scuotono la testa e dicono: “Ci tocca”. Di fatto hanno scelto mamma e zia».

– Il vostro servizio si occupa anche dei ragazzi delle superiori che hanno fatto una scelta sbagliata…

«È vero, sono le scuole a segnalare i giovani in difficoltà e noi cerchiamo di riagganciarli. Nei casi più difficili andiamo a parlare con il preside e con il consiglio di classe».

– In questi casi consigliate di cambiare?

«Noi diciamo subito che non siamo un ufficio traslochi, non è questo il nostro compito. In certi casi è bene che il ragazzo cambi indirizzo e anche in fretta, ma molto spesso il suo disagio è frutto di un problema di relazioni, è esistenziale più che scolastico. Allora bisogna cercare di rimotivarlo».

– Lei sta sempre dalla parte dei ragazzi…

«A volte fanno arrabbiare, per alcuni di loro l’impegno scolastico è veleno. Ma è altrettanto vero che vediamo troppe anime ferite, per non dire devastate. Hanno bisogno di regole ma, se non cerchiamo di rafforzare la loro autostima, il messaggio non passa».”

2 pensieri riguardo “Verso quali lidi?

  1. Prof, ma lo sa che adoro leggere il suo blog? Seppur io non abbia seguito ufficialmente le ore di religione al liceo, con lei mi sono divertita molto, imbucandomi alle sue lezioni!
    E mi creda, a distanza di anni, da quando sono uscita da quella scuola, ho realizzato che il disagio alle superiori è creato da alcuni docenti che ti sono apertamente ostili.
    E’ quasi un peccato che lei insegni solo religione, e non altre materie.

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  2. Grazie delle belle parole, Sara. Non ti nascondo che fanno piacere. Senza entrare troppo nel dettaglio del capitolo scuola (ci sarebbe tantissimo da dire), penso che sia simile a tanti altri posti di lavoro: ci sono insegnanti ottimi, buoni, discreti, adeguati, inadeguati, inetti… Il fatto è che si relazionano non solo con colleghi ma anche con studenti che non sono ancora persone adulte. Penso questo sia un po’ il grande bug… Ancora grazie 😉

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