Pubblicato in: Bibbia e Spiritualità, Etica, Filosofia e teologia, Letteratura, musica

1. Slegare la fune


Sei anni fa ho fatto una piccola trasmissione per Radio Spazio 103: cinque minuti sul tema del viaggio e della musica. Ripropongo qui quelle puntate: è un’occasione per me di riprenderle in mano e approfondire alcuni aspetti. Alla fine ci sono anche dei “compagni di viaggio”, cioè delle canzoni legate allo stesso argomento.

Ho scelto una canzone fortemente evocatrice per iniziare il nostro viaggio estivo: ascoltandola con attenzione e chiudendo gli occhi si ha veramente la sensazione di essere in una strada di Algeri. Questa bellissima dolce ballata dei Modena ci parla continuamente del paese straniero, ma lo fa traendo spunto non da un viaggio effettuato ma dagli organi di senso di Suad, una donna del deserto. E’ così che dai suoi occhi emergono foto e immagini di “polvere e tramonti, tappeti stesi, tende e silenzi, casbah e mercati, aeroplani su terre straniere e piedi scalzi nei vicoli di Algeri”; dalla pelle e dai capelli promana il “profumo dolce dell’erba e dell’incenso, di bracieri accesi, di ebano e di spezie, di sabbia portata dal vento e di palme”; infine, la bocca di Suad ci “parla di caldo e di colori, di mattoni gialli asciugati sotto il sole, di strade e carovane, di villaggi ai confini del mondo e di esuli stanchi che aspettano il ritorno”.

Penso che possa essere molto bello tornare da un viaggio portandosi dietro tutte queste sensazioni; ma affinché ciò avvenga penso sia importante partire col piede giusto. E allora mi permetto di suggerire, nel corso di queste puntate, non tanto dei consigli, ma più che altro degli spunti di riflessione, utili sia per un viaggio materiale che per uno metaforico o metafisico.

Prima di tutto mi piace pensare che il viaggio non consista solo in un giungere a destinazione, ovvero in un semplice spostamento che ci faccia divorare chilometri nel minor tempo possibile. Partire è schiudere noi stessi agli altri, agli incontri di persone e luoghi differenti; è abbandonare l’egoismo che ci fa guardare alla nostra quotidianità come l’unica importante e, spesso, possibile. Partire è destabilizzare l’egocentrismo, rendersi disponibili a mettere al centro dell’attenzione qualcos’altro o qualcun altro. Mi viene alla mente l’immagine di un viaggio in treno: se ci sediamo con le spalle rivolte alla direzione di marcia e guardiamo fuori dal finestrino, gli oggetti ci arrivano all’improvviso e subito diventano piccoli, allontanandosi da noi. Nel momento stesso in cui appaiono, già si dileguano. Se invece siamo seduti nella direzione in cui va il treno, le cose ci appaiono fin da lontano, molto piccole, ma diventano sempre più grandi, fino ad inondare gli occhi. Andiamo incontro alle cose, non le fuggiamo. Diventa pertanto fondamentale la disposizione d’animo che abbiamo prima del viaggio: siamo disponibili a mollare gli ormeggi? Rischiamo altrimenti di fare come i due turisti del racconto di Bruno Ferrero: una sera, due turisti che si trovavano in un camping sulle rive di un lago decisero di attraversarlo in barca per andare a «farsi un bicchierino» nel bar situato sull’altra riva. Ci rimasero fino a notte fonda, scolandosi una discreta serie di bottiglie. Quando uscirono dal bar ondeggiavano alquanto, ma riuscirono a prendere posto nella barca per intraprendere il viaggio di ritorno. Cominciarono a remare gagliardamente. Sudati e sbuffanti, si sforzarono con decisione per due ore. Finalmente uno disse all’altro: «Non pensi che a quest’ora dovremmo già aver toccato l’altra riva, da un bel po’ di tempo?». «Certo!», rispose l’altro. «Ma forse non abbiamo remato con abbastanza energia». I due raddoppiarono gli sforzi e remarono risolutamente ancora per un’ora. Solo quando spuntò l’alba constatarono stupefatti che erano sempre allo stesso punto. Si erano dimenticati di slegare la robusta fune che legava la loro barca al pontile.

Lasciarsi destabilizzare, farsi incontro al nuovo, non aver paura del diverso, penso possano essere validi metodi per giungere alle ultime righe della canzone di oggi: “La tua casa è fra le nuvole e il deserto”.

Compagni di viaggio:

  • Tiromancino, Imparare dal vento

  • Nomadi, Cammina cammina

  • Franco Battiato, Nomadi

  • Ligabue, Seduti in riva ad un fosso

  • Claudio Baglioni, Poster

  • Claudio Baglioni, Strada facendo

  • Daniele Silvestri, Salirò

  • Lunapop, 50 Special

  • Lucio Battisti, Sì viaggiare

  • Litfiba, Lacio drom (buon viaggio)

  • Francesco De Gregori, Viaggi & miraggi

  • Jovanotti, La linea d’ombra

  • Pink Floyd, On the run

  • Red Hot Chili Peppers, Aeroplane

  • Jamiroquai, Travelling without moving

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