Pubblicato in: Bibbia e Spiritualità, Filosofia e teologia, Letteratura, musica

5. Quando finisce la notte


Sei anni fa ho fatto una piccola trasmissione per Radio Spazio 103: cinque minuti sul tema del viaggio e della musica. Ripropongo qui quelle puntate: è un’occasione per me di riprenderle in mano e approfondire alcuni aspetti. Alla fine ci sono anche dei “compagni di viaggio”, cioè delle canzoni legate allo stesso argomento.

Non c’è molto da dire sul testo della canzone di questa settimana, se non il fatto che si tratta di uno dei successi dell’estate e che va ad aggiungersi al grande numero di testi dedicati al tema di questa puntata, quello della notte (la prossima settimana approfondiremo in parte l’argomento con il sogno per poi, fra due settimane, svegliarci con una puntata dedicata all’alba).

La canzone descrive tipiche situazioni estive: “Notte di mezza estate, feste improvvisate; diavoli alle chitarre, ma angeli sotto le stelle. Sogno di mezza estate, beati o voi che entrate; nel girone degli innamoramenti, miracoli e tradimenti.” E via con il ritornello: “Perché c’è nell’aria, c’è stasera, c’è qualcosa che non sai cos’è… qualcosa di speciale in questo cielo blu, dipinto di blues.” Nel 1988 gli 883 cantavano la notte come un regno in cui tutto è permesso, in cui bisogna lasciarsi andare per vedere che anche se non cambia niente ci si divertirà lo stesso. “Nella notte un ritmo che ti prende, nella notte ti sembra di volare, nella notte che batte, batte, batte e che ti porta via lontano.”

Sono molte le canzoni, soprattutto quelle estive che, parlando della notte, ne tratteggiano gli aspetti trasgressivi e misteriosi, il divertimento e il lasciarsi andare. Canta Jovanotti: “La notte è più bello, si vive meglio, per chi fino alle 5 non conosce sbadiglio”. E d’altronde non si può fare a meno di ammettere che di notte le difese vengono meno: se scriviamo una lettera d’amore quando tutto attorno è buio, riusciamo a buttare sulla carta cose che alla luce del giorno non avremmo il coraggio neppure di pensare (mai rileggere la mattina una lettera scritta di notte! non la spediremmo mai). E’ di notte che si confidano più facilmente i segreti come se l’oscurità, quella stessa oscurità che a volte ci incute timore, ci proteggesse da orecchi e occhi indiscreti. E’ di notte che confessiamo un amore, che chiediamo perdono per un torto o un’offesa arrecati, come se il fatto che le forme siano più indistinte ci proteggesse dalla durezza degli spigoli della vita.

E così si hanno le notti animate delle città turistiche in cui è difficile trovare attimi di silenzio, le notti umide delle afose città in cui il ronzio di condizionatori e di auto fanno da rumore di fondo, le notti delle campagne in cui, a meno che non ci siano contadini a bagnare i campi, si colgono i rumori della natura e degli animali e le notti delle montagne in cui il regno del silenzio si estende ovunque.

Ci sono poi gli elementi della notte: le stelle e la luna che possono fare la differenza in una canzone come “Emozioni” di Lucio Battisti in cui canta “e guidare come un pazzo a fari spenti nella notte per vedere se è poi è tanto difficile morire”.

E ci sono le musiche della notte: Britti e Bennato ci suggeriscono a parole il blues, ma ci sarebbero anche il jazz e lo swing, il latino-americano e la etnica, la house e la progressive, ma anche il rock e il metal, il pop e il rap… E non dimentichiamo le radio, mentre le tv hanno sempre un ruolo piuttosto marginale (basta vedere la programmazione, ricca di repliche).

E c’è il popolo della notte, chi dorme ma anche chi tira fino a tardi per divertirsi o perché vorrebbe dormire ma proprio non ce la fa; e c’è anche chi lavora. Canta ancora Jovanotti: “La gente della notte fa lavori strani, certi nascono oggi e finiscono domani, baristi, spacciatori, puttane e giornalai, poliziotti, travestiti, gente in cerca di guai, padroni di locali, spogliarelliste, camionisti, metronotte, ladri e giornalisti, fornai e pasticceri, fotomodelle.”…

Concludo con una significativa storiella orientale:

«Un vecchio rabbino domandò una volta ai suoi allievi da che cosa si potesse riconoscere il momento preciso in cui finiva la notte e cominciava il giorno.

“Forse da quando si può distinguere con facilità un cane da una pecora?”. “No”, disse il rabbino. “Quando si distingue un albero di datteri da un albero di fichi?”. “No”, ripeté il rabbino.

“Ma quand’è, allora?”, domandarono gli allievi. Il rabbino rispose: “E’ quando guardando il volto di una persona qualunque, tu riconosci un fratello o una sorella. Fino a quel punto, è ancora notte nel tuo cuore.”»

Compagni di viaggio:

  • Claudio Baglioni, Notte di note, note di notte
  • Jovanotti, Gente della notte
  • Le Vibrazioni, In una notte d’estate
  • Vasco Rossi, L’una per te
  • Lucio Dalla, Baggio… Baggio
  • Antonello Venditti, Notte prima degli esami
  • 883, Nella notte
  • Nannini – Bennato, Notti magiche
  • Zero Assoluto, Semplicemente
  • The Doors, Moonlight drive
  • Down Low, Moonlight
  • Mike Oldfield, Moonlight shadows
  • Jon Bon Jovi, Midnight in Chelsea

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