Pubblicato in: Diritti umani, Etica, Società

Cattivi custodi


Due notizie che riguardano la terza compagnia estrattiva al mondo, l’anglo-australiana Rio Tinto Group (ricerca, estrae e lavora vari materiali, dalla bauxite al rame, dall’oro ai diamanti, dal carbone all’uranio…). Entrambe sono tratte dal numero di agosto di Rocca.

Fonte immagine: Wikimedia

La prima riguarda gli Stati Uniti e in particolare l’Arizona: qui, nella parte centrale dello Stato, c’è Oak Flat, terra sacra agli Apache. Oak Flat ha la sfortuna di trovarsi “sopra uno dei più grandi giacimenti di rame al mondo. L’area rischia di essere venduta a una compagnia legata alla multinazionale estrattiva Rio Tinto. A fronte di questa notizia è sorto un movimento di protesta, per affermare il diritto del popolo apache alla difesa della terra e del suo patrimonio culturale e religioso.”

Fonte immagine: The Guardian

La seconda notizia ci porta invece in Australia: qui “durante i lavori di ampliamento della miniera di ferro di Marandoo, di proprietà della Rio Tinto Group, è stato distrutto un sito che gli aborigeni considerano sacro, le grotte nella gola di Juukan. In queste grotte diversi scavi hanno rinvenuto manufatti risalenti a 28.000 anni fa, tra cui strumenti, oggetti sacri e una ciocca di capelli umani intrecciati di 4.000 anni fa, dimostrando l’esistenza degli antenati diretti degli attuali custodi della zona, il popolo Puutu Kunti Kurrama e Pinikura (Pkkp). Per capire la dimensione del danno culturale, basta riferirsi alla dichiarazione dell’Unesco, secondo cui «la distruzione archeologica nella gola di Juukan è paragonabile alle statue dei Buddha Bamiyan buttate giù dai talebani in Afghanistan o all’annientamento della città siriana di Palmira voluto dall’Isis».”

Non mi è difficile accostare a queste notizie le parole poste all’inizio di Querida Amazonia, l’esortazione apostolica dell’attuale papa: “Sogno un’Amazzonia che lotti per i diritti dei più poveri, dei popoli originari, degli ultimi, dove la loro voce sia ascoltata e la loro dignità sia promossa. Sogno un’Amazzonia che difenda la ricchezza culturale che la distingue, dove risplende in forme tanto varie la bellezza umana. Sogno un’Amazzonia che custodisca gelosamente l’irresistibile bellezza naturale che l’adorna, la vita traboccante che riempie i suoi fiumi e le sue foreste”. Che bello se Jakob Stausholm, CEO della Rio Tinto Group, facesse sue queste parole (e tanti altri con lui…)

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