Gemma n° 2682

“Quest’anno, essendo l’ultimo anno di liceo, ho deciso di portare un foto con l’intento di farmi conoscere meglio dalla classe, raccontando un pezzo della mia vita a cui i miei compagni non hanno potuto assistere.
Questa foto è un immagine di me da bambina, scattata nei miei primi mesi.
Tutto sommato penso non sia cambiato molto, ma al contempo credo sia cambiato tanto.
Nonostante nella foto sia sempre io, una cosa che è mutata e che mi diversifica da quel ricordo è che all’epoca mi trovavo in un altro paese, avevo una vita completamente diversa e conoscevo persone diverse che ad oggi non vedo più, e sebbene io cerchi di mantenermi in contatto con alcuni è difficile avere lo stesso rapporto di prima.
Una cosa che invece posso dire non sia cambiata è il sorriso. Ho sempre avuto questa cosa di sorridere/ridere in maniera evidente o esagerata in situazioni sbagliate, per esempio quando mi sento a disagio oppure e soprattutto quando mento” (D. classe quinta).

Gemma n° 2681

“Quest’anno la scelta della gemma è stata molto semplice; ho deciso infatti di parlare del mio migliore amico M.
Lui è il mio tutto, la ragione per cui credo fermamente che l’amicizia tra maschio e femmina sia una delle migliori che possa mai nascere.
Ci siamo conosciuti al centro estivo del mio paese, aveva aperto da due anni dopo la fine del covid ed ero molto emozionata perché era il mio ultimo anno da “animata” prima di diventare animatrice. La mia migliore amica era animatrice e molti degli animatori con cui ero cresciuta avevano deciso di abbandonare il centro estivo. Ricordo ancora quella mattinata, qualcuno giocava a calcio e io e le mie amiche avevamo deciso di sederci per raccontarci i gossip. Non so con quale coraggio ma quel giorno gli chiesi di unirsi a noi per scherzare insieme e conoscerci. Io ero ancora abbastanza timida (non come adesso) quindi per me era difficile essermi esposta così con un animatore che non conoscevo minimamente. Adesso, dopo 3 anni, ringrazio la me del passato per aver avuto quel coraggio. Da quel giorno infatti abbiamo iniziato a uscire le sere nel mio paesino creando un bellissimo gruppo.
Ho caricato questa foto perché è il regalo di compleanno che mi ha fatto. I girasoli infatti sono i miei fiori preferiti e da quando ci siamo conosciuti glielo ripeto sempre. Quando ho aperto il suo regalo sono rimasta a bocca aperta perché avevo capito che al mio fianco avevo il ragazzo migliore al mondo. Lui c’è sempre per me, sopporta tutte le mie crisi isteriche ed è sempre pronto a farmi sentire bene anche quando vorrei stare da sola. I suoi genitori devono essere più che orgogliosi perché sono veramente rari i ragazzi come lui. Con lui posso essere me stessa al 100% facendo anche la scema, non vergognandomi affatto. È il primo ragazzo a cui basta uno sguardo per capire come sto veramente ed è il primo con cui non ho problemi ad aprirmi e raccontare tutto di me.
Ormai per me è diventato essenziale, l’estensione della mia anima. È l’unico che mi ha promesso di rimanere e dopo tutto è rimasto. Il bene che gli voglio è indescrivibile, sono disposta a perdere la mia stessa vita per lui.
Molto probabilmente entrerà in accademia militare dovendo andare in Veneto, ciò significa che il prossimo anno passerò dal vederlo ogni giorno al vederci poche volte l’anno ma io gli auguro il meglio sperando con tutto il mio cuore che riesca a realizzare i suoi sogni.
Per me è come un fratello perché è sempre pronto a proteggermi, perfino i miei genitori lo vedono come un figlio. Insomma è la mia ragione di vita e sarò per sempre grata al destino per avermi permesso di incontrarlo e di creare questa amicizia”.
(A. classe seconda).

Gemma n° 2680

“Come gemma quest’anno ho deciso di portare questa foto scattata durante la gita di classe a Bruxelles. Ho deciso di portare questa foto come gemma perché  durante quella gita sono potuta essere davvero me stessa, cosa che non mi succede spesso. Di mio sono una persona molto timida e introversa e mi apro solamente con le poche persone di cui mi fido e con cui ho confidenza. L’anno scorso, e quindi anche durante questa gita, io ero ancora nella mia vecchia classe, nella quale non mi sentivo accettata e voluta da nessuno. L’anno scorso è stato un anno difficile per me poiché ero spesso, o quasi sempre, da sola, nonostante io provassi a farmi della amicizie. Questa gita è stata una vera liberazione per me perché ho potuto passarla insieme a delle persone che mi accettavano per quello che ero e che, anche se ero in un’altra classe, mi sono state più vicine di chiunque altro. Non credo di aver riso mai così tanto come durante questa gita. Sono potuta essere me stessa, senza aver paura di essere giudicata. È proprio anche grazie a questa gita che ho deciso di cambiare classe e ogni giorno mi rendo conto che non potevo fare scelta migliore” (E. classe quarta).

Gemma n° 2679

“La gemma che ho deciso di portare è questa collana che mi ha dato mia nonna. È speciale non solo perché me l’ha data lei, ma perché l’ha presa a Gernica, il paese dove è nata e in cui è cresciuta, e che poi ha dovuto lasciare.
Era un piccolo ricordo della sua terra e della sua adolescenza, e ha pensato di lasciarlo per darlo a me. Ogni volta che la indosso, sento di portare con me una parte della sua storia e delle sue radici. Perciò, per me, questo è l’oggetto più prezioso che possiedo” (E. classe seconda).

Gemma n° 2678

“Quest’anno, come gemma, ho deciso di portare una canzone. Non una semplice canzone, ma una canzone che mi risveglia i forti sentimenti che provo verso una persona: I. Nel giro di qualche anno, è diventata una delle persone più importanti per me. Lei c’è sempre stata, ci siamo sempre aiutate e sostenute a vicenda, nonostante tutte le difficoltà. Le sono grata per avermi regalato alcuni dei migliori momenti della mia vita fino ad adesso. Quando sono con lei, mi si risveglia una felicità unica, pura, quella che si prova solo con le persone con cui si sta veramente bene. Con lei, è come se tornassi un po’ bambina: riesce a farmi ridere in modo spensierato, facendomi dimenticare ogni preoccupazione.
Senza farlo apposta, abbiamo entrambe portato come gemma la medesima cosa: la nostra amicizia, la cosa più preziosa che abbiamo.
Questa canzone ad un certo punto dice “I knew you in another life; You had that same look in your eyes; I love you, don’t act so surprised”, e credo che questa frase riassume perfettamente la nostra amicizia. Ogni volta che la ascolto, penso alla persona speciale che ho accanto, a cui sono infinitamente grata, e che spero non se ne andrà mai”.
(B. classe quarta).

Gemma n° 2677

“Come gemma ho deciso di portare la foto dell’accampamento che abbiamo tirato su io e i miei amici quest’estate in campeggio. Siamo stati lì 4 giorni a giugno perché volevamo vedere il concerto di Calcutta ma nessuno aveva la casa a Lignano.
Quei 4 giorni sono stati decisamente i più belli dell’anno per svariati motivi:  è stata la mia prima vacanza in autonomia e l’ho trascorsa con alcune delle persone a cui voglio più bene. Ho sempre trascorso le mie estati  in campeggio, ma negli ultimi anni io e la mia famiglia abbiamo optato per altre mete turistiche. Tornare lì mi ha fatto riaffiorare un sacco di ricordi ed è decisamente uno dei posti che mi porterò sempre nel cuore. C’è una libertà che ti dona lo stare in mezzo alla natura che un appartamento non potrà mai darti.
È stata inoltre una vacanza significativa perché è stata l’ultima vacanza trascorsa nel camper dei miei nonni, visto che l’hanno venduto qualche giorno fa, dopo averci viaggiato per 50 anni e aver donato a tutta la famiglia dei ricordi di viaggi che raramente si dimenticano.
Dal campeggio si sentivano le prove del concerto e non vedevamo l’ora di ascoltare Calcutta dal vivo. Dopo il concerto siamo andati in spiaggia e siamo rimasti lì fino all’alba. È stato uno dei primi after che io abbia mai fatto ed è stato tutto veramente speciale. Anche se quest’estate ho visto parecchi concerti di artisti ben più famosi di lui, posso dire che il suo è stato quello che mi porterò nel cuore, grazie alle persone con le quali ho trascorso quei 4 giorni”.
(E. classe quarta).

Gemma n° 2676

“Questa è la mia mamma. Per me lei rappresenta un punto fermo nella mia vita, è la mia spalla destra ed è colei che ci sarà sempre per me in ogni attimo della mia vita. Sono davvero grata di avere una mamma come lei, sempre pronta ad aiutarmi e sostenermi in ogni cosa e in ogni sfida che mi viene posta davanti. Anche se litighiamo, ogni tanto ci urliamo, resterà sempre la persona più importante della mia vita e non avrei mai potuto chiedere mamma migliore” (A. classe quarta).

Gemma n° 2675

“Come gemma ho scelto di portare un animale molto importante per me: il mio cane Maggie. È sempre stata speciale, mi ha vista nascere e crescere, ed è stata al mio fianco in tantissimi momenti felici. Da piccola, spesso dormiva con me, e giocavamo sempre insieme, anche se probabilmente la stressavo un po’. Nonostante questo, sono convinta che anche per lei fossi molto importante. Negli ultimi anni, purtroppo, Maggie ha sviluppato alcuni tumori che, anche se benigni, l’hanno portata a stare molto male, soprattutto a causa della vecchiaia e operarla non era una buona soluzione. Con il tempo ci siamo resi conto che non riusciva più a vivere come prima, e abbiamo capito che la scelta migliore per lei era sopprimerla. La sua morte mi ha causato un grande dolore, soprattutto perché sono stata con lei fino agli ultimi istanti, tenendola in braccio mentre se ne andava” (V. classe terza).

Gemma n° 2674

“La barriera corallina delle Maldive, il deserto ventilato negli Emirati, le persone che ballano per strada a Santo Domingo, il tramonto a Roma, i grattacieli di New York dall’alto, il cibo in sud Italia, le moschee a Istanbul e le bici in Olanda sono solo alcuni dei bei ricordi che mi balzano in mente non appena chiudo gli occhi per dormire.
In questa gemma volevo sottolineare quanto per me, sin da piccola, sia stato importante viaggiare. Le esperienze che si fanno durante i viaggi sono a mio parere le più belle: nuove conoscenze, nuove culture, nuove religioni, nuovo cibo, nuovi pensieri, nuove curiosità…anche inconsapevolmente si raccolgono così tante informazioni utili e interessanti che ti spingono a visitare sempre un posto nuovo. I viaggi costituiscono saggezza e ricordi in più che nella vita mi sono sempre stati utili e che spero di portare con me per sempre” (G. classe terza).

Gemma n° 2673

“Questo braccialetto mi è stato regalato da una mia cara amica che mi è stata molto vicina in un periodo molto difficile per me: senza il suo aiuto non so proprio come ce l’avrei fatta” (E. classe prima).

Gemma n° 2672

“A differenza degli scorsi anni, dove non sapevo bene che cose portare come gemma, quest’anno mi sono ritrovata ad avere più argomenti di cui parlare.
Ieri pomeriggio (dato che sono una persona molto indecisa) ho chiesto a mia sorella più piccola cosa secondo lei potessi portare. Dopo averle spiegato cosa fosse mi ha detto scherzando “porta me”. 
Io in realtà avevo già pensato di parlare di lei, ma quando me l’ha detto ho deciso. Io ho due sorelle più piccole di qualche anno.
La più piccola, da quando è andata alle medie (l’anno scorso), ha avuto un grandissimo cambiamento che per fortuna ci ha permesso di andare più d’accordo e di poter parlare di tutto, cosa che prima non succedeva così spesso data la differenza di età. Sono molto contenta del rapporto che abbiamo e penso che ciò derivi anche dal fatto che siamo molto simili e ci piacciono quasi le stesse cose. Con la mia altra sorella invece litigo di più, ma ciò non significa che non le voglia bene.
Essendo la sorella più grande ho sempre cercato di dare il buon esempio e spero di starci riuscendo. I nostri genitori da piccole ci dicevano sempre che siamo molto fortunate ad avere delle sorelle, perché in futuro sarà come avere sempre una persona su cui contare. Spero veramente che il nostro rapporto rimarrà più o meno lo stesso nel tempo.”
(S. classe quinta)

Gemma n° 2671

“Generalmente, fin da piccola, non sono mai stata una persona diffidente nei confronti degli altri; anzi, facevo amicizia molto facilmente e mi affezionavo subito alle persone. Col tempo, però, come penso sia successo a molti, questa mia caratteristica è cambiata radicalmente, non perché avessi deciso di diventare improvvisamente diffidente, ma perché molte persone sono passate attraverso la mia vita e ciascuna ha lasciato qualcosa, nel bene e nel male. E soprattutto, ognuna di loro ha portato via con sé qualcosa di me. Una di queste persone è stata quella che ha segnato un cambiamento profondo. È stata una delle esperienze più dolorose della mia vita, che mi ha cambiata profondamente, da cima a fondo, non lasciandomi più la stessa di prima. Dopo averla persa, dopo aver sperimentato il dolore di ogni delusione, mi sono ritrovata a riflettere più volte su ogni nuova amicizia, a mettere una barriera tra me e gli altri. E anche quando ho provato a fidarmi di qualcuno, lo facevo solo dopo averci pensato più volte, anche cinque, chiedendomi se fosse davvero giusto aprirmi e mostrare lati di me che forse avrei preferito tenere nascosti. Mi sono spesso pentita, ma di una cosa sono certa: di quella decisione non mi pentirò mai.
Poi, nel novembre 2022, la disposizione dei banchi in classe è cambiata. Mi è capitato di sedermi accanto a una persona che, inizialmente, non conoscevo. Non mi dispiaceva affatto la sua compagnia: era silenziosa, tranquilla, sembrava una persona pacata. E forse andava anche meglio così, pensavo. Tuttavia, un giorno l’ho vista triste, e, nonostante la mia reticenza a coinvolgermi emotivamente, ho fatto qualcosa che ha cambiato tutto: le ho scritto un bigliettino. Le ho detto che, se avesse avuto bisogno di parlare, sarei stata lì per ascoltarla, anche se non ci conoscevamo bene. Posso dire con certezza che molte volte mi sono pentita delle scelte fatte, avrei voluto tornare indietro e rimediare, cercando di capire se facendo le cose diversamente sarebbe andata meglio. Ma quella, di certo, è una delle pochissime cose di cui non mi pentirò mai. Sono passati ormai tre anni da quel bigliettino. Tanto è cambiato, quasi tutto. Le persone che mi stanno accanto sono diverse, sono cambiata io, ma lei è rimasta una costante nella mia vita. Ogni giorno che passa è sempre più bello averla accanto. B. mi ha insegnato molte cose, e io a lei. Abbiamo riso, abbiamo vissuto momenti che ci hanno arricchite reciprocamente. Da lei ho imparato la pazienza, ho capito cosa significa sentirsi apprezzata e perdonata anche quando si commettono errori. Ho imparato ad accettare i complimenti senza sentire il bisogno di aggiungere altro, se non un semplice “grazie”. Ho capito che è giusto riconoscere i propri limiti, senza pretendere sempre il massimo da se stessi, e soprattutto, ho imparato che a volte pensare a sé stessi non è un difetto, ma una necessità (anche se, forse, dovremmo farlo un po’ di più). Sono grata di poterla vedere ogni giorno in classe, di poter parlare con lei dall’altra parte della stanza. Sono grata di averla incontrata, di poterla chiamare amica. E soprattutto, sono infinitamente grata di averle scritto quel primo bigliettino, che ha cambiato la mia vita per sempre, arricchendola con qualcosa che non potrei mai scambiare con nulla al mondo. Senza di lei, mi sentirei come una metà vagante, incompleta”.
(I. classe quarta).

Gemma n° 2670

“Quest’anno come gemma ho deciso di portare una foto di me da piccola con mio papà: io e lui abbiamo un bellissimo rapporto, ci raccontiamo sempre tutto e ci fidiamo reciprocamente.
Mi piace condividere i miei pensieri e le mie preoccupazioni con lui perché so che sicuramente mi capirà e non mi giudicherà. Mi ha sempre supportato nelle mie scelte e mi ha fatto capire che, qualunque cosa accadesse, avrei sempre potuto contare su di lui.
Sia per me che per mia sorella è sempre stato un punto di riferimento, un esempio da seguire e non ci ha mai fatto mancare nulla. Mi sento fortunata ad avere un padre come lui e anche se qualche volta discutiamo non lo cambierei con nulla al mondo” (R. classe terza).

Gemma n° 2669

“Era una notte d’inverno, ricordo perfettamente che il cielo era limpido e c’era la luna piena. Io ero fuori sul balcone a sognare ed a fare la romanticona. Arrivò mio padre che mi porse la sua felpa enorme: così calda, con il suo profumo preferito travolgente. Ad un certo punto, il mio papà mi pose davanti agli occhi il suo telefono e mi disse queste tre parole: “Te la dedico”.
Era una canzone e mi misi ad ascoltarla.
“Viaggia insieme a me e io ti guiderò
e tutto ciò che so te lo insegnerò
finchè arriverà il giorno in cui
tu riuscirai a fare a meno di me.
Io ti porterò dove non sei stato mai
E ti mostrerò le meraviglie del mondo
E quando arriverà il momento in cui andrai,
Tu, tu guiderai,
Tu lo insegnerai
Ad un altro o un altro
Come te… “
La canzone in questione era “Viaggia insieme a me” degli Eiffel 65.

Dopo aver capito il testo mio padre chiamò il mio nome e mi girai. I suoi occhi brillavano di una luce che non avevo mai visto: forse era l’orgoglio, l’amore che un padre prova verso la figlia.
Mi disse “Nessun uomo ti amerà come ti amo io. Sì, un giorno ti dovrò lasciar andare, perché è giusto che tu faccia la tua vita. Ma ricordati che per te e per i tuoi fratelli la porta sarà per sempre aperta. Anche se un giorno non ci sarò più, non preoccuparti, perché sarò in tutte le stelle e ti darò il mio amore eterno da lassù”.
Questa è la mia prima gemma: l’amore della famiglia.
(N. classe quarta).

Gemma n° 2668

“Come mia ultima gemma ho deciso di portare la mia migliore amica C., io e lei ci conosciamo dalla prima elementare e siamo sempre state compagne di classe e vicine di banco, oltre che migliori amiche. È sempre stata una parte fondamentale e un punto di riferimento nella mia vita, abbiamo sempre avuto un bellissimo rapporto e ci siamo sempre sostenute e aiutate a vicenda. Scelgo di portare lei perché è una delle persone più importanti per me, abbiamo trascorso l’infanzia e l’adolescenza assieme, abbiamo fatto moltissime esperienze durante il corso della nostra amicizia e ognuna ci è servita a maturare sempre un po’ di più il nostro rapporto. Io la considero come una seconda sorella ormai, siamo cresciute insieme e abbiamo visto e vissuto ogni periodo e momento della vita dell’altra, da quelli più belli a quelli più brutti, ci siamo divertite, abbiamo pianto, ci siamo consolate e siamo cresciute, sempre insieme. Conosciamo tutto l’una dell’altra e ci capiamo con un solo sguardo. C. c’è sempre stata per me come io lo sono stata per lei, e adesso che finiremo il liceo e per la prima volta non ci vedremo più tutti i giorni, sono certa che nonostante ciò non ci separeremo e la nostra amicizia rimarrà. Le voglio un’infinità di bene e la ringrazio non solo per essere la mia migliore amica, ma la mia compagna di vita” (E. classe quinta).

Gemma n° 2667

“Quest’anno come gemma ho deciso di portare una delle persone più importanti per me: il mio migliore amico. Io e M. ci conosciamo da quando avevamo tre anni.
Siamo sempre stati molto uniti perché abbiamo un carattere abbastanza simile. Pur conoscendoci da molti anni non ho ricordi di un nostro litigio tranne qualche bisticcio quando eravamo piccoli. Abbiamo fatto asilo e elementari insieme, invece alle medie eravamo in classi diverse pur essendo nella stessa scuola e ora siamo di nuovo insieme. M. c’è sempre stato, mi ha sempre sopportata e supportata in tutto e per questo gli voglio molto bene” (A. classe seconda).

Gemma n° 2666

“Come gemma ho deciso di portare la mia gatta, le voglio molto bene, e mi tiene sempre compagnia” (S. classe seconda).

Gemma n° 2665

Immagine creata con ChatGPT®

“Ho deciso di portare il referto di una partita di basket a cui ho partecipato, perché per me è una delle più importanti. In questa partita, risalente al 2017, ho stabilito il mio record di punti (37) in soli venti minuti. Ero veramente bravo, ma purtroppo ho deciso di smettere di giocare. Ancora oggi, quando guardo il referto, provo un po’ di nostalgia di quei tempi” (F. classe terza).

Gemma n° 2664

“Quest’anno come gemma ho deciso di portare una persona molto importante per me: V., la mia compagna di banco da ottobre della prima superiore. Ho deciso di portare lei più che altro per ringraziarla per essermi stata sempre vicino, infatti, senza di lei probabilmente non avrei superato molti ostacoli della mia vita.
V. è una di quelle persone che sanno sempre aiutarti e capirti nei momenti difficili. Lei per me è una parte fondamentale della mia vita proprio perché è la prima persona che mi fa ridere, è la prima persona a cui racconto ciò che mi succede, è la prima persona che mi aiuta a scuola ed è la prima persona che c’è sempre per me” (A. classe seconda).

Gemma n° 2663

“Come gemma di quest’anno ho deciso di portare la Polonia, il Paese d’origine dei miei genitori. In questi anni mi sono sempre chiesta se sia anche il mio Paese d’origine o meno. Tutta la mia famiglia vive lì, ci passo ogni vacanza di Natale e parte delle vacanze estive e a casa parlo polacco con i miei genitori; sicuramente le mie origini sono legate alla Polonia ma non ho mai capito se quello fosse mai stato il mio posto o meno. Per questo ho sempre avuto un rapporto di amore e odio con il fatto di vivere in Italia e avere una diversa nazionalità. Questo stile di vita mi ha sempre creato molta confusione riguardo a quello che sarà il mio futuro. Non credo che riuscirò mai ad attardarmi allo stile di vita che c’è lì, e in particolare al freddo e all’alimentazione; per me è un posto dove posso andare in vacanza, visitare i miei parenti e prendermi una pausa terapeutica dalla mia vita qui in Italia. Pur sentendomi molto meglio in Italia, mi ricorderò sempre delle mie radici perché mi hanno aiutata tanto ad avere una sensibilità e una prospettiva più ampia riguardo a certe cose, a prendere in considerazione due modi di vivere molto diversi nelle mie scelte future” (K. classe quinta).