Gemma n° 2111

“Ho scelto un’immagine molto semplice ma che per me ha un grande significato: un tramonto. Sin da quando sono bambina ho sempre amato i tramonti, in generale il cielo, le stelle e l’astronomia. Questa foto l’ho scattata una sera di luglio mi ricordo che ero seduta sullo sdraio in giardino ed ero rimasta incantata da questo tramonto. Riguardando questa foto mi vengono in mente anche tutti i bei momenti che ho passato quell’estate” (G. classe terza).

Gemma n° 2105

“Come gemma ho deciso di portare un anello che ho preso quest’estate ad Anzio, una bellissima città marittima sulla costa laziale. Quando ci sono andata, ho condiviso un appartamento con delle mie amiche e mia sorella  e insieme abbiamo passato momenti bellissimi, serate indimenticabili e giornate intere sulla spiaggia a divertirci. Proprio lì abbiamo conosciuto dei bagnini più o meno della nostra età e abbiamo fatto subito amicizia. Abbiamo scoperto immediatamente quanto simili eravamo e ancora tuttora che siamo tornate in Friuli ci teniamo molto spesso in contatto con loro. Tutto questo per dire che l’anello preso ad Anzio è così importante per me perchè mi ricorda tutti i bellissimi momenti condivisi con i nostri nuovi amici e il cielo delle serate estive molto simile ad uno dei quadri dipinti da Monet. Infine non credo nelle coincidenze e la sera prima di comprare questo anello ho visto la mia prima stella cadente illuminare il cielo di Anzio” (E. classe terza).

Gemma n° 2104

“Questa è la gemma che ho deciso di portare quest’anno, anche perché riguarda l’estate appena passata e quindi non avrei potuto fare altrimenti. Tante cose l’avrebbero potuta rappresentare, ma questi, che in realtà oggettivamente sono dei semplici occhiali, li lego a uno dei momenti più importanti che hanno positivamente segnato il periodo estivo: la mia prima vacanza da sola, o meglio, senza adulti e persone che mi potessero vietare di andare avanti mangiando pasta in bianco e pomodori tutti i giorni. Invece ho vissuto questa esperienza con delle persone a cui voglio un mondo di bene: E.e B. Non dimenticherò mai come abbiamo passato una settimana a Lignano a fingere di essere responsabili, ma perdendo la pazienza facilmente e litigando in tempi record per poi scherzarci su, con B. che si era trasformata in una malata di pulito e noi altre che cucinavamo piatti spesso insipidi. Questa esperienza ha segnato la mia vita e sarà per sempre un ricordo indelebile, che riporterò alla luce ogni qual volta guarderò questi occhiali” (E. classe terza).

Gemma n° 2103

“La mia gemma è un video che ho realizzato a fine estate e che riprende i migliori momenti trascorsi con i miei amici.
L’estate passata è stata un periodo piuttosto forte e significativo, perché ho avuto l’occasione di conoscere una nuova versione di me stessa. Ho trascorso un’estate intensa, la prima da maggiorenne, mi sono avvicinata al mondo del lavoro e ho imparato a convivere con situazioni complesse. È stata un’estate di miglioramenti personali, perché ho trascorso momenti in cui mi sono sentita finalmente me stessa e mi sono svincolata dal mondo circostante. È stata un’estate in cui, per la prima volta, ho capito cosa significa vivere e percepire la libertà. Nel video c’è infatti un piccolo filmato di me e i miei amici che saltiamo e balliamo in mezzo al mare di notte durante le prove di Jovanotti. Quella sera mi sono sentita per la prima volta viva. Mi sono sentita viva perché mi sono sconnessa dal mondo circostante e mi sono goduta l’attimo, senza pensare ai giudizi altrui e alla paura di apparire diversamente da come voglio. Mi sono sentita viva perché ho urlato fuori tutto il peso che mi grava dentro, che non riesco ad esternare e che non ho coraggio di mostrare. Mi sono sentita viva perché non mi sono sforzata di nascondere i miei punti deboli e i miei difetti.
Sono questi i momenti che hanno reso la mia estate speciale. Ciò che mi auguro è quindi di continuare a sentirmi così viva, così libera, così me stessa. Mi auguro di imparare ad accettare ciò che, fino ad ora, non ho avuto il coraggio di accettare. Mi auguro di essere più estroversa, meno paurosa. Mi auguro di smetterla di chiedermi se sono abbastanza intelligente, abbastanza bella o abbastanza magra. Mi auguro di capire che la perfezione non può essere raggiunta e che va bene così. Mi auguro di trovare la mia chiave per la felicità” (L. classe quinta).

Gemma n° 2090

“Questa è una foto che ho scattato quest’estate quando ero a casa dei miei nonni. Ho deciso di portare questa gemma perché è uno dei miei posti preferiti e ogni volta che mi trovo lì mi sento spensierata e rilassata, soprattutto quando è sera e si possono vedere le luci lontanissime della città” (A. classe terza).

Gemma n° 2087

“Questa foto l’ho scattata nella notte di Ferragosto. Ho scelto questa gemma perché era finalmente uno dei periodi in cui finalmente mi sentivo rilassata. Chi mi conosce sa che sono un po’ una overthinker, quindi ho molto spesso tante preoccupazioni e non riesco a divertirmi veramente. Ad esempio qui non ci volevo neanche andare, non so bene perché, poi fortunatamente ci sono andata e ho conosciuto nuove persone e nel complesso è stata una bella esperienza” (S. classe quarta).

Gemma n° 2066

“Ho scelto questa foto perché mi ricorda quest’ultima estate. Era un momento felice assieme ai miei amici, avevo appena imparato a giocare a poker e stavo perdendo di brutto, ma perlomeno mi stavo divertendo.
Nonostante questa foto sia stata scattata i primi di settembre, è un ricordo della “vecchia” me, che in veramente pochi mesi/settimane è cambiata in meglio per quanto riguarda idee e pensieri” (F. classe seconda).

Gemma n° 2063

“La gemma che scelgo di portare è un luogo a me molto caro, cioè Lignano.
Può essere un posto scontato, perché è frequentato da molte persone, ma per me è come una seconda casa. 
Ogni volta che vado lì mi sento libera, spensierata e protetta. Vado a  Lignano fin da quando sono piccola e non ha mai smesso di piacermi. Una delle cose per cui adoro questo luogo è quella di poter incontrare tutti i miei amici e passare con loro l’estate. Spesso la sera mangiamo in spiaggia guardando il tramonto e poi ci fermiamo lì per osservare le stelle. Io faccio sempre molte foto, perché mi piace immortalare i momenti e poi una volta stampate appenderle in camera. 
Ogni volta che le guardo mi sento molto fortunata,  perché mi rendo conto delle persone meravigliose che ho accanto.
Il fatto di avere un bel gruppo di amici durante l’estate è molto importante per me, perché grazie alle persone che ti circondano puoi sentirti apprezzato. 
L’amicizia dal mio punto di vista è molto importante, perché è come un braccio destro o una spalla su cui piangere. Non dimenticherò mai le belle persone conosciute qui, che hanno reso le mie estati fantastiche” (G. classe prima).

Gemma n° 2045

“Ho deciso di portare come gemma il braccialetto che ci è stato dato dal college di Londra perché è il ricordo materiale più significativo delle 2 settimane che ho trascorso lì quest’estate.
Sono stati soltanto 15 giorni che rispetto a tutta la vita potrebbero sembrare insignificanti, eppure non è stato un viaggio qualsiasi, ma il migliore che io abbia mai intrapreso e se potessi rifarei ogni cosa, senza cambiare nulla. Londra mozzafiato in ogni suo angolo, i ballerini in mezzo alla strada, la vita in college, le corse per non perdere la metro, le serate nelle vie illuminate o in college fino a notte fonda e soprattutto le persone che mi hanno accompagnata in tutto questo, resteranno per sempre nel mio cuore. È stato come se tutte le paranoie, le preoccupazioni e i pensieri negativi si fossero messi in pausa per 2 settimane all’insegna della spensieratezza e della felicità. Per questo non ho avuto dubbi nel scegliere la gemma che rappresenta un’esperienza così speciale” (G. classe terza).

Gemma n° 2029

Ho scelto la canzone Snap di Rosa Linn, che ha anche rappresentato l’Armenia all’Eurovision, non tanto per il significato ma perché mi ricorda tantissimi bei momenti di questa estate: io e dei miei amici abbiamo legato molto anche grazie ad un camp di danza e l’abbiamo ascoltata diverse volte. Poi, alla fine di questa estate, una mia amica ha creato un video dove ha montato foto e video della stagione con questa canzone di sottofondo. Quindi, ogni volta che l’ascolto penso a tutti i bei momenti passati. (A. classe seconda)

Gemma n° 2023

Inizia un nuovo anno scolastico e, con esso, una nuova serie di gemme. Quest’anno, visto un possibile e auspicato concorso che potrebbe mettere fine a 25 anni di precariato, non avrò il tempo di commentare con un mio contributo le gemme portate in classe. Iniziamo con quella di A. (classe quarta).

“Ho deciso di portare questo peluche perché l’ho preso quest’estate con le mie amiche in vacanza e quindi mi ricorda un’estate che ho passato in modo abbastanza tranquillo dopo due anni di Covid: ho fatto diverse esperienze e ho conosciuto persone nuove”.

Gemma n° 1995

“Ho portato una foto di Lignano della scorsa estate: da quando ero piccola ci vado ogni estate, quindi è sinonimo di niente preoccupazioni, compiti, studio. Insomma, un posto felice”.

A differenza di G. (classe prima), ho scoperto Lignano da grande, perché le mie estati d’infanzia sono legate a Grado e poi alla montagna. Ma le sensazioni sono le stesse, precise e identiche.

Gemma n° 1978

Non ho nascosto i volti delle persone in quanto la foto è pubblicata con “privacy pubblica” sulla pagina aperta del DUM su Facebook

“Questa foto della scorsa estate rappresenta le due settimane che ho passato come volontario dell’Associazione Dinsi Une Man, un’associazione che aiuta le persone disabili che normalmente non avrebbero l’occasione di andare a fare due settimane di vacanza e che così invece riescono ad andare in spiaggia. Qui eravamo a Lignano. E’ stata un’esperienza che mi ha cambiato la vita; avevo già fatto una specie di prova di 3 giorni due o tre anni fa, ma fare il passo di diventare un volontario a tutti gli effetti significa prendersi cura di una persona. Ho avuto la gioia di prendermi cura di due persone. All’inizio il pensiero è stato “Due persone sotto la mia cura? Riesco a prendermi a malapena cura di me stesso!”. Poi, più i giorni sono andati avanti, più mi sono sentito a mio agio, anche grazie agli altri volontari che mi hanno sostenuto e dato una mano. Alla fine mi ha gratificato anche che mi abbiano fatto i complimenti per come mi ero comportato nel mio primo anno. Sono state due settimane passate tra momenti seri e momenti di demenza assoluta, due settimane divertenti e di vera felicità che consiglio a tutti (VENITE AL DUM! Abbiamo bisogno di volontari).

Commento la gemma di E. (classe quarta) con un consiglio d’ascolto, un podcast che suggerisco di ascoltare. Si tratta di Le vite degli altri (qui su Spotify), 10 episodi condotti da Alessandro Banfi (20 minuti a puntata circa). Racconta storie di chi dedica il proprio impegno e il proprio tempo agli altri. Da Mattia Villardita, il giovane che veste i panni di Spiderman per i bambini malati di cancro ad Anna Fiscale, la giovane di Verona che lavora con le rimanenze dei grandi marchi della moda. Da Nicoletta Cosentino, donna di Palermo che chiama a riscossa le Cuoche combattenti a Rosalba Rotondo, Preside della scuola di Scampia. Storie che sono esempi di virtù civile e di solidarietà sociale: uomini e donne premiati dal Capo dello Stato Mattarella per l’impegno a favore degli altri. Diceva Italo Calvino che ci sono due modi per sopravvivere all’inferno. Prenderne parte oppure raccontare ciò che inferno non è. Questa serie vuole descrivere, attraverso storie di vita vissuta, la possibilità di bene che è in ognuno di noi. Ai suoi interlocutori Banfi pone sempre una domanda, uguale per tutti: “Fare del bene aiuta anche, egoisticamente, a diventare persone migliori? Fa bene anche a noi stessi?”. Puntualmente la risposta è sì: fare bene agli altri fa stare meglio anche noi, fa vivere meglio anche noi. L’amore condiviso fa crescere l’amore.

Gemma n° 1954

“Ho deciso di portare Heat waves che è una canzone che ho ascoltato molto questa estate e che mi ha fatto da colonna sonora in tutti i momenti felici: in sottofondo c’era sempre”.

Approfondisco la gemma di L. con un testo che ho trovato su KissKiss e che parla del video dei Glass Animals: «Il video Heat Waves è una lettera d’amore alla musica dal vivo e alla cultura che la circonda», racconta Dave Bayley. «È stato girato al culmine dell’isolamento del mio quartiere nell’East London dalle persone che vivono intorno a me, semplicemente usando i loro telefoni. Si tratta di persone che di solito sono in giro per spettacoli, gallerie d’arte, cinema, ecc. Ora questi luoghi sono lasciati vuoti e molti di loro non sopravvivranno. La canzone parla della perdita e della nostalgia, l’arte prevede lo stare insieme e il contatto umano. Voglio ringraziare tutti coloro che hanno dato una mano. Quando tutti si sporgevano dalle loro finestre per filmare, ho provato lo stesso senso di unione e di energia che si prova nei live show. Ho avvertito la freddezza di esibirsi in una stanza vuota con la band bloccata sugli schermi.»

Gemma n° 1937

“Ho portato questa stella marina: un’estate fa sono andata al mare con un’amica e il tempo passato insieme è stato bellissimo. In quell’occasione abbiamo trovato questa stella e ogni volta che la vedo penso alla mia amica e alle belle vacanze che abbiamo passato insieme”.

Fortunatamente ho ritrovato in rete una storiella che avevo letto almeno 30 anni fa, utile a commentare la gemma di G. (classe prima).
“Un uomo d’affari in vacanza stava camminando lungo una spiaggia quando vide un ragazzino. Lungo la riva c’erano molte stelle di mare che erano state portate lì dalle onde e sarebbero certamente morte prima del ritorno dell’alta marea. Il ragazzo camminava lentamente lungo la spiaggia e ogni tanto si abbassava per prendere e rigettare nell’oceano una stella marina.
L’uomo d’affari, sperando d’impartire al ragazzo una lezione di buon senso, si avvicinò a lui e disse, “Ho osservato ciò che fai, figliolo. Tu hai un buon cuore, e so che hai buone intenzioni, ma ti rendi conto di quante spiagge ci sono qui intorno e di quante stelle di mare muoiono su ogni riva ogni giorno? Certamente, un ragazzo tanto laborioso e generoso come te potrebbe trovare qualcosa di meglio da fare con il suo tempo. Pensi veramente che ciò che stai facendo riuscirà a fare la differenza?”
Il ragazzo alzò gli occhi verso quell’uomo, e poi li posò su una stella di mare che si trovava ai suoi piedi. Raccolse la stella marina, e mentre la rigettava gentilmente nell’oceano, disse: “Fa la differenza per questa.””

Gemma n° 1905

“Ho deciso di portare questo video di Franco 126 a Lignano della scorsa estate. E’ vero che sono solo 15 secondi, ma sono 15 secondi di normalità dopo questi due anni di reclusione: è un video che mi dà serenità e quindi spesso me lo riguardo”.

Una delle cose belle delle gemme è farmi conoscere mondi che non conosco, dalla musica al cinema, dai libri all’arte. Così oggi, grazie a G. (classe seconda), mi sono messo a cercare in rete alcuni testi di Franco 126 e mi sono imbattuto in Che senso ha (non è la canzone del video di G.). Vi consiglio la visione del video che metto sotto e scrivo le ultime parole del pezzo: “Forse non c’è nessun forse e nemmeno una ragione, a volte basta tirare un filo per disfare l’intero maglione, ma passerà come una stazione o un raffreddore di stagione o uno sbalzo d’umore, come tutto per forza di cose. Me ne vado con la giacca sulla spalla, giro l’angolo e in un attimo è già l’alba e non è nulla di che se non so nulla di te. E me ne vado con la giacca sulla spalla, lascio indietro dubbi e punti di domanda e ci sta un silenzio che sembra che parli per te”. Si parla di una routine fatta di abitudini che hanno bisogno di essere spezzate; mi fa pensare a questo periodo di straordinarietà che ha bisogno di gesti che spezzino questa straordinarietà che rischia di diventare e di essere vissuta come triste abitudine.

Gemma n° 1902

“Ho portato una macchina fotografica istantanea: l’ho acquistata subito dopo gli esami, all’inizio della scorsa estate. Pensavo di non riuscire a riempirla, sono 27 scatti, perché mi aspettavo un’estate un po’ così, invece li ho fatti tutti perché ci sono stati molti momenti belli con gli amici. Mi è piaciuto anche portare a sviluppare le foto per poi rivivere questi momenti.”

Questa la gemma di A. (classe prima). La fotografia è essenzialmente questione di luce e di tempo. Penso che ciò non riguardi soltanto il momento dello scatto, ma anche il momento in cui ti metti a rivedere il risultato ottenuto, soprattutto se lo stampi: sotto quale luce lo guardi e a che tempo ti riporta, se ti lascia una traccia luminosa o buia e in quale tempo ti proietta.

Gemma n° 1863

“Come gemma ho portato questo libretto, “Guida del campo estivo”, fatto con la Parrocchia; è stato quello che mi è piaciuto di più, quello in cui mi sono trovata meglio e ho socializzato un po’ di più”.

Ne ho fatti di campi estivi, quanti ricordi, quante emozioni. La costruzione di un libretto partiva poi da molto lontano, soprattutto quando non si usavano i pc e si assemblavano con ritagli di fotocopie, colla e forbici e macchina da scrivere. Ad aprile si iniziava per i campi che si tenevano a luglio e agosto e i cui effetti duravano almeno fino a ottobre-novembre, quando si entrava nel vivo dell’attività invernale. Grazie a M. (classe seconda) per questo tuffo nel passato e per la condivisione dell’esperienza positiva.

Gemma n° 1845

“Un veloce video con l’esperienza che ho vissuto quest’estate in Albania è la mia gemma. Si è trattato del mio primo periodo prolungato lontano da casa, ricco di molte esperienze che non avevo mai fatto. E’ stata una piccola svolta della mia vita, il periodo migliore dello scorso anno, ciò che ha salvato tutto l’anno. Un viaggio che mi è rimasto dentro”.
Possiedo un libro di racconti dell’orrore di Edgar Allan Poe e ho sempre confinato i suoi libri in quel genere letterario. Mi sorprende pertanto trovare una sua frase che bene commenta la gemma di V. (classe terza): “Viaggiare è come sognare: la differenza è che non tutti, al risveglio, ricordano qualcosa, mentre ognuno conserva calda la memoria della meta da cui è tornato”.

Gemma n° 1832

“La mia gemma è questo braccialetto che mi ha regalato una mia amica più o meno quando avevo otto anni: ci eravamo conosciute al mare, lei era di Padova e ci vedevamo solo d’estate. Un anno mi disse che non sarebbe più tornata l’anno successivo e che quindi non ci saremmo potute rivedere. Così ci siamo scambiate i braccialetti per ricordarci reciprocamente”. 

Questa la gemma di M. (classe prima), che poi alla mia domanda se sia ancora in contatto con questa amica ha risposto che si sono perse. Mi ha fatto fare un salto alla mia infanzia e sono emersi dal passato volti sfumati di amicizie veloci che hanno comunque lasciato un segno, visto che a distanza di tanti anni sono ancora presenti nella memoria. Bello!

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