Gemma n° 2222

“La gemma che ho deciso di portare è una collana che mi ha regalato mia mamma qualche mese fa. È un ciondolo che abbiamo preso insieme a Venezia in una bancarella e inizialmente era per lei. Io prima usavo un’altra collana con una pietra di quarzo rosa, soltanto che dopo un po’ di tempo si è rotta, così mia mamma ha deciso di darmi la sua. Da quel momento la indosso ogni giorno perché fin dal primo istante mi ci sono affezionata e mi ha portato anche tanta fortuna in certe situazioni. È un ciondolo a forma di cuore fatto con il vetro di Murano e per me ha un valore immenso perché rappresenta l’amore. Per me l’amore è un sentimento molto importante perché senza amore non c’è vita. Può essere l’amore per la propria famiglia, per i propri amici oppure per una persona nuova nella nostra vita. Questa collana rappresenta per me l’amore che non basta mai ed è per questo che voglio portarmela sempre con me ovunque vada” (K. classe terza).

Gemma n° 2211

“Ho portato una canzone che ricorda tanto la mia infanzia perché me l’aveva dedicata mio papà. In realtà della mia infanzia non ricordo tante cose però questa canzone mi è rimasta impressa perché ha un bellissimo testo.

Per me il papà è un punto di riferimento perché, anche se qualche volta mi fa arrabbiare e mi innervosisce molto spesso, il papà è sempre il papà. Mi piace anche una frase che dice che il papà è il primo eroe di un figlio e il primo amore di una figlia” (G. classe terza).

Gemma n° 2208

“Come gemma ho deciso di portare la squadra di calcio del mio paese. Mio papà fin da piccola mi ha sempre portata a vedere le partite, in qualche modo sono quindi cresciuta in quel campo. Ho iniziato due anni fa a lavorare con loro nel chiosco durante le partite. Fin da subito mi hanno accolta benissimo e sono stati sempre molto disponibili, sono diventati una seconda famiglia e col tempo sono riuscita ad instaurare un rapporto di amicizia con tanti ragazzi della squadra. Ritornare in quel campo da più grande e viverlo facendo parte di quella famiglia mi ha aiutata anche in periodi bui. Nonostante con tanti ragazzi io abbia molti anni di differenza mi son sempre stati tanto vicini e mi hanno sempre aiutata in momenti brutti” (S. classe quarta).

Gemma n° 2203

“Ho scelto questo brano dei Coldplay perché è la canzone preferita di me e mio padre, una persona molto importante per me.
Purtroppo con il suo lavoro spesso non è a casa, però quando siamo in macchina perché mi deve accompagnare da qualche parte mettiamo sempre questo brano.
Per questo motivo sentirla mi ricorda i momenti felici di quando ero bambina e stavo insieme a lui” (M. classe seconda).

Gemma n° 2191

Ho scelto di portare come gemma la canzone Iris dei Goo Goo Dolls perché ci sono molto affezionata. Infatti è diventata la canzone mia e di mio padre perché l’ascoltiamo sempre quando andiamo da qualche parte in macchina, che sia al supermercato o in viaggio. In realtà non è per il testo che è diventata la nostra canzone ma perché da anni, ormai, la ascoltiamo a ripetizione e la cantiamo a squarciagola. Le sentiamo nostra nonostante non ci sentiamo legati al testo” (M. classe terza).

Gemma n° 2182

“Come gemma ho scelto la canzone Ça plane pour moi di Plastic Bertrand. Ho scelto questa canzone perché è una delle preferite di mio padre visto che gli ricorda la sua adolescenza. Ogni volta che siamo in macchina la metto perché le mie canzoni gli fanno venire il mal di testa. Un’altra ragione per cui l’ho scelta è per festeggiare il suo ritorno questo sabato dopo essere stato via per lavoro” (L. classe seconda).

Gemma n° 2177

“Come gemma ho deciso di portare mia mamma.
Lei rappresenta la mia famiglia e l’ho sempre vista come un’amica mancata, ma allo stesso tempo un punto di riferimento stabile.
Ad oggi lei è una tra le poche persone che riescono a rendermi felice davvero e con cui so di poter parlare liberamente. Certamente, non le racconto proprio tutto di quello che succede, ma come è giusto che sia.
Non sono molto brava e non mi piace molto esprimere i miei sentimenti e parlare di ciò che prvo, ma ho capito nel corso del tempo che un gesto vale molto di più di mille parole.
Sono una persona alla quale non piacciono i gesti eclatanti o ricevere abbracci, ma piuttosto quella che li dà per far sentire meglio gli altri.
Anche mia mamma è abbastanza simile a me, ma molto più premurosa e affabile; lo è sempre stata.
E’ sempre riuscita a farmi vedere la luce nel buio e a spronarmi per raggiungere i miei obbiettivi quando avevo un po’ perso quella voglia.
Ci sono stati periodi durante i quali i ruoli sono diventati gli stessi e quindi sono maturata, per permettere a entambe di vedere quella luce che tanto ci veniva annebbiata.
Non saprei esprimere a parole, ma neanche a gesti, l’amore che provo per mia mamma, ma so che lei sarà sempre lì a sostenermi e io ci sarò sempre a sostenere lei.
Una persona, se quella giusta, riempie il vuoto che hanno lasciato altre venti”

(G. classe prima).

Gemma n° 2174

“Come gemma ho portato questa foto dove ci siamo io e mio papà. Per me è una persona molto importante e fin da piccola ho avuto un bellissimo rapporto con lui. Soprattutto in questo periodo, quando non mi sono sentita tanto bene, mi è stato sempre accanto e l’ho apprezzato veramente tanto perché per me è molto importante sapere di poter contare su una persona quando sto male sia che sia un familiare sia che sia un amico. Quando ho dei momenti di sconforto dove mi sembra che non mi vada niente bene vado da mio papà e passo un po’ di tempo con lui e anche solo stare lì mi tranquillizza e mi rassicura. Una cosa che ci accomuna è la musica; fin da quando ero piccola mio papà mi faceva ascoltare le canzoni che gli piacevano e le metteva in macchina, questa è una cosa che facciamo tutt’ora; infatti mi piace molto viaggiare in macchina con lui perché questi per me sono dei momenti dove riesco a distrarmi e a stare tranquilla, cosa che per una persona ansiosa come me è un po’ difficile” (A. classe seconda).

Gemma n° 2155

“Come gemma quest’anno ho deciso di portare una maglia che ho preso al concerto di Cesare Cremonini domenica 13 novembre a Milano.
Sono stata al concerto assieme a mia mamma, nonostante fossimo già state al concerto che aveva fatto a Lignano a giugno di quest’anno durante il tour estivo. Dato che il concerto di Lignano ci era piaciuto molto, mia mamma ha deciso di regalarmi i biglietti per una data al Mediolanum Forum di Assago per il compleanno! Ho iniziato ad ascoltare Cremonini da piccola, proprio grazie a mia mamma che metteva i suoi cd in auto, per questo motivo ci sono molto affezionata! Considero questa maglia molto importante dato che la collego a un momento particolarmente felice che ho vissuto insieme a mia mamma” (B. classe terza).

Gemma n° 2139

“Ho deciso di portare come gemma mia mamma.
Mia mamma è sempre stata una persona molto forte, determinata e mi ha sempre aiutata in qualsiasi momento.
Purtroppo un po’ di mesi fa, ha scoperto di avere una malattia grave.
Inizialmente questa notizia l’ha buttata giù di morale come tutti noi, perché non ce l’aspettavamo.
I mesi seguenti non sono stati duri per lei, perché aveva sempre quella forza e quella determinazione che la portava avanti.
Dopo l’intervento si è ripresa in fretta.
Dopo un po’ di mesi ha cominciato le terapie. Queste terapie sono state abbastanza lunghe, ma lei con la sua forza e la sua determinazione le ha fatte tutte fino alla fine.
Finalmente il ciclo di terapie si è concluso, un sollievo per lei e per tutti noi.
Anch’io in molte situazioni vorrei avere la forza e la determinazione con cui mia mamma è riuscita a superare la malattia” (C. classe quarta).

Gemma n° 2113

“Ho scelto la canzone Canzoni alla radio degli Stadio perché è una canzone che mi ricorda la mia infanzia: era la canzone che cantavo sempre in macchina con mio papà e che ancora cantiamo. Lui mi prende sempre in giro dicendomi che quando ero piccola volevo sempre mettere quella canzone ma ora è lui che ogni volta che siamo assieme si diverte a cantare e a ballare con me in macchina o per strada diverse canzoni.
Ha un significato molto profondo questa canzone perché rappresenta il rapporto fantastico e molto stretto che ho da sempre con mio papà, che è e sempre sarà l’uomo più fantastico ed importante della mia vita.
Ho scelto poi questo video in particolare perché è l’esibizione a Sanremo del 1986, quindi quando mio papà aveva 16 anni e lui aveva scoperto questa canzone in quel periodo quindi quando aveva la mia stessa età. E questo accresce il nostro legame con questa canzone” (M. classe quarta).

Gemma n° 2101

“Quest’anno come gemma ho deciso di portare una foto, una foto della mia mamma.
Con lei in realtà, non ho mai avuto un grandissimo rapporto perché abbiamo caratteri identici che molto spesso ci portano allo scontro.
Ci sono stati periodi, quando io avevo circa 14/15 anni, in cui nemmeno ci parlavamo per colpa un po’ dell’orgoglio, ma ad oggi, crescendo e diventando più matura ho capito che senza di lei io non potrei andare da nessuna parte.
Mi ricordo che da piccolissima non riuscivo ad addormentarmi senza la sua mano nella mia oppure senza toccare un pezzo del suo braccio o della testa o qualsiasi altra parte, solo così mi sentivo al sicuro e protetta.
Ad oggi, non trascorriamo molto tempo assieme a causa del suo lavoro e dei miei impegni però vorrei dirle tante cose come che la ringrazio per tutto ciò che fa per me da sempre.
Non le dico spesso questa cosa però davvero la amo con tutto il mio cuore e senza lei, e papà, sarei persa.
Io ci sarò sempre per lei, come lei c’è sempre stata per me anche nei periodi più difficili che ho dovuto affrontare. Molto spesso abbiamo pianto assieme, riso assieme e ci siamo divertite.
La mia mamma merita tutto l’amore di ‘sto mondo perché ha sempre lottato e faticato per me, per mia sorella e i miei fratelli e spero, un giorno, di poterla ripagare per questo” (M. classe quinta).

Gemma n° 2067

“Ho deciso di portare Mockingbird di Eminem perché oltre ad essere una delle mie canzoni preferite, per me ha anche un significato molto profondo. Rappresenta l’amore di un padre verso la figlia che cerca di provare a uscire dalla povertà per assicurare una vita migliore alla sua famiglia in cui la madre è assente. 
Questa canzone è molto importante per me perché me l’ha consigliata una persona a cui ero molto legata ma con cui ho perso i rapporti e mi ricorda le giornate in cui passavamo ad ascoltare questa canzone e in cui parlavamo di musica, infatti avevamo gli stessi gusti in questo campo. Adesso ascoltando questa canzone mi commuovo quasi ogni volta, sia perché è una canzone particolarmente triste sia perché mi ricordo dei bei momenti che io e questa persona abbiamo vissuto insieme. Penso anche al fatto che le amicizie (come tutti i rapporti con le persone) non possano mai durare per sempre e bisogna vivere ogni attimo al meglio, sia i momenti tristi che quelli felici e assaporarne tutte le sfumature. 
Questa canzone racconta anche di tutte le fatiche che hanno dovuto affrontare per arrivare a vivere una vita migliore (anche se quest’ultima parte non è specificata nella canzone ma è la storia del passato di Eminem) e insegna che nonostante si vada incontro a delle difficoltà o a dei problemi non bisogna mai darsi per vinti e cercare di andare avanti e di sistemare i problemi. 
Mi dispiace molto che da molti questo tipo di musica venga sottovalutata e sminuita perché “non convenzionale” oppure perché è una musica non cantata ma quasi parlata, proprio perché anche se alcune canzoni non sembrano avere un senso in realtà ce l’hanno. Non è il caso di questa canzone perché il senso si capisce, ma comunque penso che ognuno dovrebbe provare ad ascoltare non solo un solo genere di musica ma allargare i propri orizzonti per poi magari scoprire che anche altre canzoni sono belle” (G. classe seconda).

Gemma n° 2057

“Come l’anno scorso, anche per quest’anno è stato difficile trovare un qualcosa da presentare in questa gemma, perché fondamentalmente ci sono tante cose a cui sono legata.
Alla fine ho deciso di parlare di questa foto.
Questa immagine può sembrare a molti una, diciamo, “semplice” foto tra padre e figlia, ma c’è ben altro dietro.
Sono sempre stata fortunata, non posso negarlo, ad avere un padre così.
Oltre a essere padre e figlia, mi piace dire che siamo anche amici (anche se a lui non piace sentire questa cosa).
Mi piace definirlo come “amico”, proprio perché, oltre che padre, credo che sia una delle poche persone a cui racconto tutto e di cui mi fido ciecamente, quello a cui racconto quello che mi succede, una delle poche persone che mi ha vista attraversare i momenti peggiori e che mi ha sempre aiutata a risollevarmi.
È la persona a cui devo più di tutte, e so che lui per me ci sarà sempre, come io per lui.
Mi ha lasciato libera di imparare a vivere, di sbattere la testa tornando poi da lui in lacrime dicendomi “cosa ti avevo detto io?”, ma nonostante ciò non mi ha mai abbandonata, anzi è sempre stato la spalla su cui piangere e anche addormentarmi, mentre guardiamo la televisione sul divano.
Crescendo, ho acquistato abbastanza consapevolezza da capire tutti i sacrifici che ha fatto per vedermi felice, dal momento che continuare a crescere una figlia di 9 anni da solo non è facile.
Devo essere sincera, non mi ha fatto mai mancare nulla, e di questo gliene sarò infinitamente grata, perché con il passare degli anni, guardandomi intorno, capisco che non tutti i miei coetanei hanno potuto contare su una figura di padre presente.
Ovviamente, non tutto è sempre rose e fiori, come giusto che sia, ma rimarrà sempre la persona che mi ama di più al mondo, come solo un genitore sa fare.
Non sono mai stata una ragazza di grandi parole, e forse tutto questo che vi ho raccontato lui non lo sa, ma vorrei che un giorno sapesse che non avrei potuto desiderare di meglio per me” (E. classe quarta).

Gemma n° 2016

“Ho portato questo anello. Era di mia mamma, lo indossava quando era piccola; ora non le sta più e quest’anno, per il mio 15° compleanno me l’ha regalato. Ci sono molto affezionata perché io e mia mamma siamo molto legate, ci raccontiamo tutto e quindi l’anello lo porto sempre con me”.

Nella serie tv Giudice Amy c’è un veloce scambio di battute che ben si addice alla gemma di F. (classe prima):
“- Se indosso questo anello a che cosa dico di si?
– All’idea che se decidi di spiccare il volo io ti insegnerò a volare.”

Gemma n° 2009

“Questa collana me l’ha regalata mia mamma qualche anno fa; nonostante il fatto che in questo periodo non abbiamo un buon rapporto perché litighiamo ogni giorno (anche se lei mi aiuta sempre), questa collana la terrò sempre con me”.

Questa la gemma di L. (classe terza). E’ una fase di tempesta quella che sta vivendo nel suo rapporto con la madre. Mi viene in mente una citazione di Haruki Murakami dal libro Kafka sulla spiaggia: “Quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e a uscirne vivo. Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero. Ma su un punto non c’è dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi era entrato”.

Gemma n° 2003

“Quest’anno come gemma ho deciso di portare la mia mamma, una foto con me e lei in cui io sono molto piccola. Lei per me è tutto, un pilastro fondamentale; a lei racconto sempre tutto e fra noi non ci sono segreti. Con lei ho viaggiato e fatto tante cose. La persona che sono oggi è grazie a lei. Non è solo la mia mamma, è la migliore amica, la persona che amo di più al mondo”.

D. (classe quarta) mi ha chiesto di mettere come immagine la serie Una mamma per amica. Non entro nel dibattito che spesso si apre se sia corretto o meno immaginare o definire il rapporto madre e figlia come amicizia, mi limito a condividere una frase della blogger Caitlin Houston: “Le parole non bastano per esprimere l’amore incondizionato che esiste tra una madre e una figlia”.

Gemma n° 1968

“Come gemma ho deciso di portare la canzone Life on Mars? di David Bowie: mia madre è una grandissima fan di David Bowie e fin da quando ero piccola abbiamo ascoltato le sue canzoni insieme. Dei bei ricordi sono legati a questa canzone. Anche il testo mi piace”.

Mi sento di commentare la gemma di E. (classe seconda) con una delle mie canzoni preferite del duca bianco, Heroes. In questi giorni si sono spesso ricordati, a proposito della guerra russo-ucraina, la cortina di ferro e il muro di Berlino. Ecco quindi le parole della canzone “Io, io riesco a ricordare (mi ricordo) in piedi accanto al Muro (accanto al Muro) e i fucili sparavano sopra le nostre teste (sopra le nostre teste). E ci baciammo, come se niente potesse accadere (niente potesse accadere) e la vergogna era dall’altra parte. Oh possiamo batterli, ancora e per sempre, allora potremmo essere Eroi, anche solo per un giorno”.

Gemma n° 1965

“Ho scelto di portare il trailer del film Interstellar: l’ho visto al cinema con i miei in un periodo non buono per me. Mi hanno colpito alcune frasi che ci sono nel trailer e anche tante scene. Devo dire anche che, avendolo rivisto recentemente, sono riuscita a comprendere molte più cose della prima volta”.

Ho trovato Interstellar un film molto ricco di suggestioni e una fonte abbondante di riflessione. Per commentare la gemma di G. (classe seconda) lascio qui delle citazioni (solo alcune, ce ne sarebbero tante!).

TARS : La terza legge di Newton. L’unico modo che gli umani hanno trovato per andare avanti è lasciarsi qualcosa alle spalle.

Cooper : Un tempo per la meraviglia alzavamo al cielo lo sguardo sentendoci parte del firmamento, ora invece lo abbassiamo preoccupati di far parte del mare di fango.

Murph: Perché tu e la mamma mi avete chiamata come una cosa brutta?
Cooper: No, non è vero.
Murph: La legge di Murphy.
Cooper: La legge di Murphy non significa che succederà una cosa brutta, ma che tutto quello che può accadere accadrà. E a noi questo non dispiaceva per niente.

Romilly: Se solo potessimo vedere all’interno della stella collassata. La singolarità. Allora capiremmo la gravità.
Cooper: Non c’è nessun dato da captare?
Romilly: Niente supera quell’orizzonte. Neanche la luce. La risposta è lì ma non c’è modo di vederla.

Professor Brand : Non ho paura della morte. Sono un vecchio fisico. Ho paura del tempo.

Dr. Mann : Lei ha dei legami, ma anche senza una famiglia le posso assicurare che il desiderio di stare con altre persone è potente. Quell’emozione è alla base di quello che ci rende umani. Non è da sottovalutare.

Dr. Mann : Lei sa perché non potevamo mandare delle macchine nelle nostre missioni, vero Cooper? Una macchina non improvvisa bene. Perché non si può programmare la paura della morte. Il nostro istinto di sopravvivenza è la nostra più grande fonte di ispirazione. Prendiamo lei come esempio: un padre con un istinto di sopravvivenza che si estende ai propri figli. Per la ricerca sa quale sarà l’ultima cosa che lei vedrà prima di morire? I suoi figli. I loro volti. In punto di morte la sua mente spingerà ancora un po’ di più per sopravvivere. Per loro, Cooper.

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