Gemma n° 2993

“Ho riflettuto molto su cosa portare come gemma quest‘anno e ammetto che non é stato affatto semplice scegliere, finché, sfogliando l’album delle foto, mi sono imbattuta in una tenera foto che ritrae me e mia nonna quando avevo appena un anno. Fin da quando sono nata, mia nonna é stata una presenza costante nella mia vita e ho deciso di dedicarle questa gemma per tutto quello che ha sempre fatto per me e per mio fratello. Quando ero piccola e mia madre lavorava, casa sua era una tappa fissa: mi preparava sempre i miei piatti preferiti, mi aiutava a fare i compiti, giocava con me a carte e mi portava quasi ogni pomeriggio al parco. Se mi comportavo male, mi sgridava proprio come se fosse una seconda mamma e mi faceva capire che ciò che avevo fatto o detto era sbagliato. Non mi ricordo un singolo giorno in cui non mi abbia dato una delle sue tipiche lezioni di vita e le sono veramente grata per questo, poiché mi hanno aiutato a migliorare e a maturare, ma soprattutto a capire come funziona la vita. Ora che sono cresciuta, non vado molto spesso a trovarla come facevo prima, ma ogni volta che entro in casa sua, ritrovo il calore e la serenità che provavo da piccola appena varcavo la soglia. Mi accoglie sempre con il sorriso ed è pronta a fare di tutto pur di rendermi felice. A volte le rispondo male e non ne vado fiera; subito dopo mi rendo conto di tutto quello che ha sempre fatto per me e me ne pento. Nonostante ciò, le racconto sempre tutto, ad esempio della scuola o dei miei amici e lei è sempre entusiasta di ascoltarmi e di darmi consigli. Ho passato gran parte della mia infanzia a scorrazzare per quella casa piena di ricordi e risate, soprattutto durante l‘estate e ora che sono grande, rimpiango quei momenti privi di preoccupazioni e stress. A volte vorrei tornare indietro e rivivere anche solo per un secondo quella spensieratezza che ogni bambino possiede. Mia nonna è un punto di riferimento fondamentale nella mia vita, perché mi ha insegnato moltissime cose, ma soprattutto ha creato dei ricordi che custodirò con gelosia all’interno del mio cuore, per tutta la vita e che trasmetterò ai miei figli quando cresceró. Mia nonna però, mi vede ancora come la sua nipotina e ogni volta che passo il pomeriggio a casa sua, capisco quanto sia speciale il legame che ci ha sempre unite. Non so cosa farei senza di lei e anche se il tempo scorre, rimarrà per sempre una delle mie persone preferite in assoluto. Un semplice grazie non basta per tutto quello che ha sempre fatto per me e spero di riuscire a trasmetterle tutto il bene e l‘ammirazione che provo nei suoi confronti. Certe persone non sono solamente parte della nostra vita, ma sono la radice: invisibili agli occhi degli altri, ma indispensabili per farci crescere e diventare ciò che siamo. Anche quando non ci sarà più, so che ovunque andrò, una parte di me rimarrà per sempre legata a lei e ai ricordi che ci uniscono” (A. classe terza).

Gemma n° 2992

“Quest’anno, come gemma, ho deciso di portare le mie due “sorelline”, A. ed E. Sono le figlie più piccole di amici dei miei genitori, e le conosco da quando sono nate. Tra noi c’è sempre stato un legame speciale, che con il tempo è diventato un rapporto di vera fratellanza.
A. ed E. hanno 8 anni, e le conosco talmente bene che mi sembra di vederle crescere davanti ai miei occhi ogni giorno. Nonostante la differenza di età, tra noi c’è una connessione profonda che va oltre la semplice conoscenza. Sono quelle bambine che quando ci vediamo non vedono l’ora di correre verso di me, cercandomi sempre come punto di riferimento. È come se per loro io fossi una specie di “guida”.
Ogni estate, durante il centro estivo, passiamo insieme circa tre settimane. Nonostante ci siano tanti altri animatori e bambini, A. ed E. mi cercano sempre, e mi fanno sentire importante. Mi hanno insegnato a non dare mai per scontato un sorriso, a prendermi cura degli altri anche quando tutto sta andando bene e sembra che non ci sia nulla di speciale in un semplice abbraccio. Stando con loro ho imparato che la responsabilità non è solo una questione di impegni o doveri, ma anche un sentimento di cura e di attenzione verso gli altri. Ogni volta che mi cercano, ogni volta che mi chiedono qualcosa mi ricordo che ogni gesto che faccio può essere importante ai loro occhi. Essere per loro una figura di riferimento mi ha fatto capire che anche le piccole azioni possono avere un grande impatto.
A. ed E. sono molto più di due bambine: sono come le mie due piccole sorelle che piano piano in qualche modo sto aiutando a crescere e anche se sono ancora piccole sanno che io per loro ci sarò sempre”.
(E. classe terza).

Gemma n° 2986

“Questa penna è un regalo di mio papà. Non ha solo un valore economico, ma soprattutto un valore affettivo. Poiché non ho un legame molto stretto con lui, a volte contorto e difficile per via delle discussioni, questo oggetto è ciò che mi fa pensare a lui e rappresenta un qualcosa di positivo e piacevole. Infine mi auguro che in futuro si possa creare un rapporto più forte tra noi” (M. classe quinta).

Gemma n° 2985

“Solitamente quando si arriva alla fine di un’esperienza, ti viene chiesto di tirare le somme. Visto che dopo cinque lunghi anni, anche le superiori che sembravano infinite stanno in realtà finendo, mi sono ritrovata a tirare le somme anche io. Come gemma volevo portare qualcosa di significativo e che potesse dare un’immagine abbastanza esaustiva di questi anni. Ci ho pensato molto perché volevo davvero trovare la cosa perfetta e alla fine ho pensato che il modo migliore per raccontare me stessa e questi cinque anni, era parlare delle persone che mi sono state accanto.
Parlando di loro, parlo in realtà più di me stessa perché ognuna di queste persone mi ha lasciato un pezzetto. La canzone del video si chiama Foto di gruppo. Per me è una di quelle canzoni che ogni volta che ascolti, ti fa capire qualcosa di nuovo sulla vita. Ho scelto questa canzone per il ritornello che dice “tanto va così, ti accorgi che la vita è una foto di gruppo, molti posano”. Praticamente il cantante parla delle persone vere, delle persone che lo hanno reso ciò che è lui oggi.
Questo è il motivo per cui anche io, cercando di tirare le somme mi sono ritrovata tra le mani tanti ricordi e nei pensieri le facce delle persone che mi hanno reso la E. che sono. Quando mi guardo allo specchio, spero di aver imparato qualcosa da ognuna di queste persone: Q. mi ha insegnato cosa vuol dire essere gentili, M. mi ha infuso almeno un po’ della sua spensieratezza, L. mi ha dimostrato che per le cose belle vale la pena saper aspettare. Da S. ho capito che a volte al posto di farsi tante domande va bene anche arrabbiarsi e farsi una risata mentre P. mi ha dimostrato che i veri amici ci sono sempre, in qualsiasi momento. Oltre loro ovviamente ci sono anche gli amici di sempre, ma di quelli ne ho già parlato tante volte.
Mi è capitato più volte negli ultimi mesi di accorgermi che siamo diventati grandi e che non siamo più i ragazzini scalmanati che facevano feste ogni weekend e che uscivano la sera per ore senza una meta. Adesso siamo grandi, abbiamo la macchina, qualcuno un lavoro, le rispettive morose e morosi. Ogni tanto guardo i miei amici e capisco che siamo grandi, un po’ perché mi sento sopraffatta dalle responsabilità, un po’ perché vedo che F. (mia nonna), che per anni è stato il punto di riferimento per tutta la compagnia di amici, sta iniziando a invecchiare e per lei non è più così facile tenere tutti a casa sua. Un po’ perché tra tutti i nostri impegni è diventato più difficile vedersi, un po’ perché l’anno prossimo porterà tanti cambiamenti.
Per ultimo ma non per importanza vorrei fare un pensiero sulle persone che nella “foto di gruppo” della mia vita sono le più importanti: ovvero M., mia zia C. e F. Di loro non voglio avere un pezzetto, vorrei avere letteralmente tutto. F. mi ha insegnato tutto quello che so, l’importanza di avere dei valori e l’amore per la letteratura. Mia zia, anche se faccio fatica a dimostrare quanto le voglia bene, è la persona che forse c’è stata di più in tutta la mia vita e che ha sempre lottato e fatto di tutto per vedermi felice. E infine M., non serve che dica molto perché lui lo sa già, è colui che dà un senso a tutte le mie giornate. Allora quello che spero io è che la foto di gruppo della mia vita contenga per sempre tutte queste persone vere e sincere”.
(E. classe quinta).

Gemma n° 2983

“Io avevo paura dei cani e un giorno i miei genitori hanno deciso di comprarne uno; io non lo volevo ma loro insistevano. Così ne chiesi uno piccolino e mi è arrivato Sam, che a soli tre mesi pesava già 25 kg. Io non avevo paura di lui, anzi lui mi ha fatto passare la paura, siamo cresciuti insieme e avevamo un’intesa unica. Il mio cane era semplicemente gigante e per me stare in piedi se avevo lui con me è sempre stato praticamente impossibile: appena facevo un semplice passo lui correva per prendermi e per buttarmi a terra e ci riusciva ogni volta. Dopo 9 splendidi anni ci ha lasciato in modo improvviso;  forse per vecchiaia era arrivato il suo momento. So solo che ha lasciato un vuoto incredibile che nessuno e nulla potrà realmente colmare. Ora i miei genitori hanno preso Axel, un nuovo cane a cui mi sono già affezionata, ma nulla potrà mai rimpiazzare Sam, anche se Axel è già diventato parte della famiglia” (A. classe prima).

Gemma n° 2979

Immagine creata con @ChatGPT

“Come gemma ho deciso di portare la mia famiglia. Ho due fratelli e una sorella e sono la più piccola: mi ritengo molto fortunata perché ho una famiglia che mi vuole bene. Uno dei miei sogni è rendendere i miei genitori fieri di me per rigranziarli per tutti i sacrifici che hanno fatto per me” (M. classe prima).

Gemma n° 2975

“Quest’anno come gemma ho scelto di portare mia madre. Questo per me è strano perché mia mamma non è la mamma con cui mi confido quando ho un problema, non è quella con cui parlo delle cose che mi succedono tutti i giorni, non è quella che mi accompagna a fare shopping, mia madre è più quella con cui troppo spesso non riesco a parlare, quella con cui litigo troppo spesso, con cui alzo la voce, che mi dà consigli che non voglio seguire.
Nonostante tutto questo però non la vorrei diversa anzi, penso che sia quella perfetta per me, quella che mette alla prova tutti i miei difetti e mi aiuta a crescere tutti i giorni, e sono grata a lei per tutte le cose che fa perché, nonostante non mi piacciano, attraverso di esse mi dimostra quanto mi vuole bene. Insomma, lei non è la mamma dei sogni ma è quella di cui ho bisogno” (B. classe quarta).

Gemma n° 2971

“Come gemma quest’anno ho scelto di portare la serie Una mamma per amica.
Sono molto legata a questa serie perché è la mia preferita e ogni volta che la guardo mi mette di buon umore.
Un altro motivo per cui sono molto legata a questa serie è che era anche la serie preferita di mia mamma quando era giovane e in qualche modo questo mi fa sentire più vicina a lei, infatti ogni volta che la troviamo in tv la guardiamo insieme.
La serie parla di una mamma e sua figlia e del loro rapporto, come fossero migliori amiche ed è anche per quello che mi unisce molto a mia mamma, perché lei è sempre stata la mia prima e, in un certo senso, unica migliore amica ed è sempre stata la prima persona a cui io potessi chiedere consigli o aiuto ogni volta che ne avessi bisogno” (N. classe quinta).

Gemma n° 2970

“Come gemma di quest’anno ho deciso di portare una tra le mie persone preferite: mia sorella. Io e lei abbiamo solamente due anni di differenza ed è come se per me ci fosse sempre stata.  Non ho mai notato più di tanto questa differenza d’età, anche perché lei è sempre stata molto matura ma allo stesso spensierata e solare ed è proprio per questo motivo che mi trovo molto bene quando sono con lei, e, soprattutto, non ho ricordi di una vita senza di lei.
Siamo cresciute insieme tra una litigata e l’altra, mi ha fatto comprendere cosa significa volere veramente bene a qualcuno e trovare la felicità nelle cose più semplici, come quando da piccole amavamo giocare alla “bicicletta” stese sul divano oppure quando cercavamo di replicare scene dei nostri film e cartoni animati preferiti sopra le sedie. Erano momenti nostri, semplici ma allo stesso tempo veri, e sono tra i ricordi più belli della mia infanzia.
C. non è solo una sorella ma un pezzo del mio cuore che cammina accanto a me ogni giorno e probabilmente anzi, certamente, l’unica che mai mi tradirà. Mi ha sempre sostenuto nei momenti belli ma soprattutto in quelli brutti e so, da sempre, che posso e potrò contare su di lei per la vita.
É lei stessa che crescendo, ha fatto crescere un po’ anche me, che le sono stata sempre  accanto.
Con lei ho imparato cosa significa l’espressione  ‘amore fraterno’, che seppur complicata, C. l’ha resa la più bella che io abbia mai sentito.
E forse è proprio da lì che viene tutto quello che siamo oggi, un legame indissolubile e infinito che ci terrà unite per sempre”.
(S. classe terza).

Gemma n° 2963

“Come gemma ho deciso di portare la fede di matrimonio della mia bisnonna, persona alla quale ero tanto legata. È morta pochi anni fa e prima di morire ha chiesto a mia nonna di lasciare a me la sua fede come ricordo per far sì che lei fosse sempre con me anche se non fisicamente, come suo ricordo. Ha aspettato che crescessi abbastanza per darmela e adesso la porto sempre con me” (V. classe seconda).

Gemma n° 2961

“Come gemma ho portato un recap dell’ultimo anno, che è stato uno dei più belli ma al contempo anche malinconico.
Malinconico perché per me è l’ultimo anno da adolescente, l’ultimo di superiori ed è l’anno in cui la mia vita cambierà e prenderà una strada diversa.
È stato un anno particolarmente bello perché sono stata non una ma ben due volte a vedere il mio cantante preferito, più altri concerti di artisti che mi piacciono molto e desideravo di vedere da anni.
È stato l’anno della patente, l’anno in cui sono diventata un po’ più indipendente, l’anno in cui ho lasciato vecchie amicizie e riaperto altre che in precedenza si erano chiuse.
Ho aggiunto anche una foto con il mio moroso perché, potrà far ridere sentirlo dire da un’adolescente, però lui è la mia costante. Stiamo insieme da più di 4 anni e in tutti questi lui è stato l’unico a non essersene mai andato. Si dice tanto che i ragazzi vanno e vengono ma gli amici rimangono, beh per me è il contrario.
Ho scelto anche la foto di casa mia perché è ormai qualche anno che lavoro e do una mano lì, ma nell’ultimo sono veramente entrata dentro questo mondo; nonostante sia un lavoro pesante, trovo sia uno dei più gratificanti anche dal punto di vista umano. Stando dietro il banco, vedendo ogni giorno le stesse persone, poi queste pian piano ti raccontano sempre qualche dettaglio diverso della loro vita e finisci inevitabilmente per affezionarti, che può essere un lato positivo come negativo. Però trovo che in pochi altri lavori si possa instaurare un certo rapporto con i propri clienti e questa cosa non è da sottovalutare . Inoltre, essendo casa mia sono ovviamente molto legata a tutto ciò, ancora di più perché è una cosa che parte da molto molto prima: il mio bisnonno era andato in Argentina a lavorare per guadagnare un po’ di più e quando è tornato ha deciso di comprare il casale, che oggi è quello della foto. Poi, mio padre mi ha raccontato che già mio nonno voleva aprire un’osteria, ma per una cosa o per l’altra non è riuscito a farlo e quindi lui ha in un certo senso esaudito il suo desiderio. Le radici che mi legano a questo posto sono molto profonde e solamente nell’ultimo anno sono riuscita a capire veramente quanto per me sia importante. Inoltre, mi sembra scontato dirlo, ma mi renderebbe orgogliosa un domani prendere in mano l’attività e portarla avanti, e spero di riuscire a farlo” (K. classe quinta).

Gemma n° 2957

“Questo è il mio blocco schermo e significa molto per me: sono con mio fratello, gli voglio bene più di quanto riesca a dire a parole, anche quando litighiamo. Il bene che provo per te non cambia mai. Anche se non te lo dico spesso sei la persona più importante per me. Ci sarò sempre per te, e spero che un legame come il nostro non si rompa mai” (W. classe terza).

Gemma n° 2956

“Chi ti ama ti sbuccia la frutta,
chi ti ama ti porta il tè in un pomeriggio freddo di dicembre mentre studi
chi ti ama gioisce per i tuoi successi più di quanto lo fai tu
chi ti ama ti prepara il tuo piatto preferito dopo una brutta giornata solo per vedere il tuo sorriso,
chi ti ama mette la sveglia 10 minuti prima solo per prepararti la colazione,
chi ti ama racconta di te come se fossi la sua più grande vittoria,
chi ti ama risparmia e si sacrifica per la certezza del tuo futuro al quale forse non parteciperà.
Chi ti ama lo dimostra nei più piccoli e silenziosi dettagli, non lo fa in un video, in una foto o con mille parole elaborate ma nella semplice, e forse un po’ banale, quotidianità;
è un sentimento che profuma di bucato steso al sole e che si riflette negli occhi, che non riescono a non vedere la versione migliore di te.
Quando alle elementari mi hanno chiesto di scrivere un tema sulle mie persone preferite il mio pensiero è subito ricaduto sui miei nonni, delle vere forze della natura. Quella forza che solo crescendo, ho capito che non risiede solo nei muscoli ma nella capacità di restare in piedi nonostante tutto.
A voi nonni, che mi avete sostenuto e cresciuto come un figlia, quando dopo intere giornate insieme il papà mi veniva a prendere e io cercavo di nascondermi per rimanere con voi perché anche tutto il tempo del mondo con voi non mi basterà mai. Tutte le estati, le vacanze di natale e di pasqua  trascorse nella vostra casa che diventa sempre un hotel per tutta la famiglia, “serviti e riveriti” come dice nonna. È in quel “serviti e riveriti” che nascondete la vostra missione più grande: farci stare bene e al sicuro sempre. In ogni angolo della casa sento l’eco delle risate ma soprattutto delle litigate e il rumore della tavola apparecchiata per tutti.
Il mio studio e il mio impegno sono un atto di gratitudine verso di te, nonna. Tu, che hai dovuto rinunciare ai libri, sei diventata la mia lezione di vita più grande. Ogni pagina che sfoglio è un modo per onorare la tua curiosità e la tua intelligenza. Con la tua cucina “a occhio”, i tuoi gelati segreti e la tua pazienza infinita, sai sempre come rimettere insieme i miei pezzi e ricordarmi chi sono.
E a te, nonno, devo la strada che oggi posso percorrere. La tua schiena piegata dal lavoro e i tuoi silenzi generosi sono stati il sacrificio necessario per permettermi di sognare. Anche se la tecnologia ti sembra un mondo lontano, insegnarti a usare un telefono è il mio piccolo modo per restituirti un po’ della tua pazienza. Mi resterà sempre nel cuore la tua immagine fissa sul divano alle prese con i cruciverba e quel tuo modo pudico, ma protettivo, di stringermi la mano.
Siete il mio tesoro più prezioso: la dimostrazione che l’impegno è un privilegio e che l’amore si manifesta nei piccoli gesti quotidiani, fatti di complicità, fiducia e infinita dolcezza.
Ovunque io vada, porterò con me il sapore di quei dolci fatti a caso, il rumore delle penne sui giornali e il calore di quel divano. Spero che un giorno, guardandomi, possiate dire che ne è valsa la pena.
Tutto ciò che faccio, lo faccio per voi. Studio, fatico e guardo al futuro con determinazione perché voglio che i vostri sacrifici abbiano il finale che meritano.
Perché alla fine, la verità è una sola: chi ti ama come mi amate voi, non ha bisogno di grandi gesti per cambiare il mondo, gli basta restare sulla porta a guardarti partire, sapendo di averti dato le ali per volare più in alto di quanto loro abbiano mai potuto fare”.
(V. classe terza).

Gemma n° 2955

“Come gemma di quest’anno ho deciso di portare il ciondolo di Wall-e. Questo robottino per me non rappresenta soltanto il mio film preferito di quando ero piccola, ma dentro di sé racchiude un duplice significato.
Da una parte infatti l’ho sempre associato alla mia famiglia. Mi ricordo che quando ero piccola, guardavamo spessissimo questo film tutti insieme sul divano e, ogni singola volta, si creava un’atmosfera di tranquillità e spensieratezza che mi faceva sentire al sicuro. Quelle due ore, solo due, in cui sentivo la mia famiglia ancora più unita. La cosa che rendeva quei momenti ancora più nostalgici è sicuramente il fatto che l’abbiamo sempre guardato in inglese, che soprattutto io non l’abbia mai voluto vedere in italiano, anche dopo essere arrivati in Italia, perché per qualche strano motivo pensavo che avrebbe perso la sua magia.
Dall’altro lato, però, questo ciondolo ha un significato ancora più profondo perché a volte mi sono rivista in lui. Mi sono rivista in Wall-e, che era stato abbandonato sulla terra e dimenticato da tutti; non uno si ricordava di lui e i pochi che erano a conoscenza della sua presenza sul pianeta, davano per scontato il suo lavoro. Ma il robottino non ci dava molto peso, anzi, ha continuato costantemente a fare quello che ha sempre fatto dall’inizio, mettendo da parte il senso di solitudine e consolandosi, insieme alla piccola blatta, guardando spezzoni di film romantici che aveva trovato in giro. Nessuno ha mai riconosciuto veramente lo sforzo di Wall-e il quale, nonostante non ci fossero persone che continuassero ad imporglielo, ha continuato a pulire la Terra spronato dal pensiero che un giorno, tutto il lavoro che in mezzo a quel mondo abbandonato poteva sembrare superfluo e inutile, sarebbe servito a qualcosa, oppure soltanto a qualcuno” (C. classe terza).

Gemma n° 2942

“Non so bene come iniziare il testo per questa gemma, perché a differenza delle altre, è qualcosa che sento talmente profondamente da non saper bene come esprimerla a parole.
Quest’oggi ho deciso di portare come gemma, ciò che in quest’ultimo periodo mi ha dato più di tutto la forza di andare avanti e non rinunciare agli obiettivi che mi ero prefissata: i miei genitori.
Potrebbe risultare abbastanza banale come scelta, ma chi mi conosce bene sa che la famiglia per me è un pilastro fondamentale nella mia vita.
Pur essendo una frase fatta, racchiude nella maniera più concisa e sostanziale ciò che voglio spiegare e ciò che sento:
A loro non devo solamente la vita, ma molto altro:
Sono loro che mi hanno dato e continuano tuttora a darmi gli strumenti per capire ciò a cui voglio dare valore nella mia vita, ciò per cui voglio lottare e impegnarmi ogni giorno. Mi hanno insegnato il senso del dovere, del sacrificio, della resilienza, del rispetto e molti altri.
Ho sempre ammirato la forza e la volontà di lottare di entrambi, li ho sempre ammirati per come hanno saputo affrontare a superare sempre a testa alta gli ostacoli che la vita gli ha posto davanti, ostacoli che io stessa alla loro età del tempo non avrei saputo affrontare con tale forza d’animo. Immedesimandomi in loro, mi rendo sempre di più conto degli sforzi enormi che fanno ogni giorno.
Il fatto di racchiudere nel mio viso i tratti di queste due persone fantastiche mi spinge a guardarmi allo specchio e provare affetto per quello che vedo, e penso che questo non sia solo bellissimo, ma una delle espressioni d’amore più profonde.
Quando mi viene detto che le espressioni del mio viso ricordano mio papà, mi si riempie il cuore di gioia.
Quando mi viene detto che il mio sorriso è quello della mamma, sento un calore nel petto.
Non so bene come descrivere il senso di gratitudine che provo nei loro confronti, ma so che è questo spingermi ogni giorno a dare il meglio di me.
Sono grata del fatto di aver sempre avuto la possibilità di sbagliare, di cadere, di fallire, e di girarmi ogni volta per trovarli là, a volte di fianco a me e altre sopra sugli spalti, pronti a guidarmi in questa nuova esperienza che è la vita.
Ripeto, è difficile, se non quasi impossibile per me spiegare quello che provo.
So per certo che niente potrà mai sostituire il legame che abbiamo: l’umorismo che abbiamo io e mio papà, e che capiamo solo noi, la nostra incredibile somiglianza a livello caratteriale, per esempio per quanto siamo entrambi permalosi, i lunghi discorsi sulla vita che mi permettono di vedere le cose da punti di vista che non combaciano con il mio, i momenti passati a scherzare con mia mamma, le sue ricette sempre nuove e simpatiche, il suo animo sempre scherzoso e leggero e sopratutto la sua indole tenace e coraggiosa. Ma questi sono solo alcune delle qualità che caratterizzano i miei punti di riferimento; spero quindi di essere riuscita a trasmettere la loro essenza nella maniera più diretta.
Vi voglio bene”.
(S. classe quarta).

Gemma n° 2937

“Era il 24 dicembre e stavo facendo una delle mie attività natalizie preferite: impacchettare i regali mentre guardavo un film. C’era quell’atmosfera calda e sospesa che solo la vigilia sa creare, fatta di carta colorata, nastri sparsi ovunque e lucine che brillavano in sottofondo. Il film era “L’amore non va in vacanza”, uno di quelli che per anni mi ero rifiutata di vedere perché convinta fosse la solita commedia romantica prevedibile, ma alla fine mi ha sorpresa. Dopo aver finito il mio “turno da elfo”, stavo sistemando le carte e i fiocchi avanzati quando mia mamma è arrivata di corsa dicendo che c’era ancora un regalo da incartare. Per fortuna ha aggiunto che lo avrebbe fatto lei: per quanto ami questa tradizione, sono anche abbastanza pigra e l’idea di ricominciare da capo non mi entusiasmava affatto. Il giorno dopo, al momento dello scambio dei regali, mia mamma ha appoggiato sul tavolo un piccolo pacchetto (proprio quello della sera prima) dicendo che era per me e per le mie sorelle. C’era qualcosa di diverso nel suo modo di porgercelo, una dolcezza silenziosa che ho capito solo dopo. Quando lo abbiamo aperto, abbiamo trovato quattro ciondoli: due per le mie sorelle maggiori, uno per lei e uno per me. Separati erano semplici pezzi dorati, ma messi insieme formavano un unico cuore. Appena l’ho visto l’ho indossato subito, quasi d’istinto, come se sapessi che non fosse soltanto una collana. Con il passare dei giorni, ogni volta che lo guardavo, capivo sempre di più che non era solo un oggetto, non era solo un insieme di molecole che casualmente componevano un pezzo di puzzle. Era qualcosa di più profondo: un simbolo concreto di tutto l’amore e di tutti gli insegnamenti che mia madre ha sempre cercato di trasmettere a me e alle mie sorelle. Fin da quando eravamo piccole, ci ha ripetuto che la cosa più importante fosse l’amore. Non solo provarlo, ma scegliere ogni giorno come donarlo: attraverso le parole, nei gesti più piccoli, nella presenza costante anche quando la vita si fa complicata. Io, che sono sempre stata una persona molto riflessiva, non ho mai smesso di pensare a queste sue parole. Nemmeno ora, mentre scrivo. Forse è proprio per questo che quel ciondolo non rappresenta soltanto l’unione tra me, le mie sorelle e mia mamma. Rappresenta il modo in cui questo legame si è costruito nel tempo, con pazienza, errori, crescita e perdono. Ognuno di quei quattro pezzi ha scelto, giorno dopo giorno, di diventare ciò che è oggi, senza mai smettere di far parte dello stesso cuore. Grazie a quel ciondolo — e soprattutto grazie agli insegnamenti di mia madre — ho imparato che l’amore non è qualcosa di astratto o distante. È una scelta quotidiana. Ho capito come amare il mondo attorno a me, come riconoscere la felicità quando si presenta e, soprattutto, come condividerla. Forse è anche per questo che quel ciondolo, oltre a rappresentare l’amore, per me è diventato qualcosa di più concreto: un promemoria. Mi ricorda che la felicità non è per forza qualcosa di straordinario, ma spesso è nascosta nelle cose semplici di tutti i giorni. Quando lo guardo, mi riporta con i piedi per terra e mi fa pensare a ciò che davvero conta, a quello che mi fa stare bene senza bisogno di esagerazioni o grandi gesti. Mi fa pensare a tutto ciò che mi rende felice, come:

  • La mia famiglia
  • Napoli ( nome del mio gruppo di migliori amici)
  • E, E e C (le mie migliori amiche)
  • I Fratella (nome del mio gruppo di amici dell’Erasmus)
  • J (campo estivo)
  • L’odore della pioggia
  • Camminare sulla ghiaia dopo la pioggia
  • Osservare l’arcobaleno
  • Viaggiare
  • Prendere il treno
  • Osservare le persone che camminano
  • Guardare le nuvole
  • Guardare le stelle distesa per terra con i miei amici
  • Filosofeggiare
  • Parlare di cose superficiali e cose importanti durante una serata
  • Serata con gli amici
  • Urlare e cantare le canzoni in macchina
  • Bere il caffè
  • Bere il té
  • Ascoltare la musica nei vinili
  • Musica ad alto volume
  • Respirare l’aria del fiume
  • Vedere gli animali liberi nella natura
  • Rocky (il mio cane)
  • Leggere
  • Comprare libri
  • Vedere i film
  • Analizzare film/libri
  • Vedere le foglie cadere dagli alberi
  • La pioggia
  • Il mare d’inverno
  • La luce del sole tra la natura subito dopo la pioggia
  • L’alba
  • Il tramonto
  • Rivedere la mia seconda famiglia che abita lontano e vedere che non è cambiato nullla (campo estivo)
  • Stare sul bus e vedere le persone attorno a me e pensare che anche se per poco tempo faccio parte della loro vita e viceversa
  • Annusare i libri
  • Ridere fino a quando la pancia mi fa male
  • L’autunno
  • Il canto degli uccelli
  • Le camminate
  • Osservare la luna
  • I cocchi (miei peluche e compagni di vita)
  • Studiare
  • Sentire di sapere
  • Amare
  • Conoscere nuove culture
  • Organizzare eventi
  • Fare foto per poi fare album
  • Osservare l’arte e analizzarla
    Ecco, tutto questo è racchiuso in un pezzetto di metallo.”
    (B. classe quinta).

Gemma n° 2933

“Quest’anno come gemma ho deciso di portare un oggetto che cercavo da molto e che ho ritrovato solo ultimamente: si tratta del portacarte di mio nonno. Potrebbe sembrare una banalità ma a me ricorda molti episodi della mia infanzia, in particolare quando il nonno e il papà giocavano a scopa e io tenevo i punti su un foglietto. Mio nonno non era un uomo di famiglia, affatto, ma oltre alla casa e al posto di lavoro frequentava l’osteria dove si trovava con i suoi amici per giocare a carte. Essendo una persona riflessiva e taciturna, giocava anche a casa per ore a solitario. Questo portacarte ha un segno distintivo che mi ricorda mio nonno perché lui fumava molto, una volta lo aveva accidentalmente rovinato e da allora è ancora “cisato”.
Il mio rapporto con mio nonno non era particolarmente speciale perché si è ammalato ed è venuto a mancare quando ero piccola, ma rimarranno sempre con me quei piccoli gesti che dimostravano il suo affetto nei miei confronti, nei confronti della sua prima nipotina”.
(A. classe quarta).

Gemma n° 2931

“Quest’anno ho deciso di portare come gemma mia sorella: la persona più importante che ho.
Crescere con lei ha significato avere sempre qualcuno davanti da seguire, qualcuno che mi insegnava le cose anche senza che me ne accorgessi.
Non è solo mia sorella: è la persona che c’è sempre stata per me, nei momenti belli e in quelli brutti. È la prima che chiamo quando mi succede qualcosa di importante, sia una cosa bella sia una cosa che mi fa stare male. Con lei posso essere me stessa senza vergognarmi di niente. So che con lei posso parlare di tutto e che ci sarà sempre per me.
Da tre anni non viviamo più insieme perché si è trasferita a Milano, e per me non è stato per niente facile. Prima era tutto più semplice: bastava andare nella sua stanza per parlarle, chiederle un consiglio o anche solo stare insieme. Adesso invece possiamo sentirci solo al telefono e ci vediamo poche volte all’anno. E non è la stessa cosa.
Mi mancano le cose più normali, quelle che sembrano piccole ma in realtà non lo sono: ridere insieme senza motivo, raccontarci la giornata la sera, condividere le cose di tutti i giorni.
Però questa distanza mi ha fatto capire una cosa importante: anche se è lontana, per me non è mai davvero distante. So che c’è sempre e che posso contare su di lei in qualsiasi momento. La distanza non ha cambiato quello che è per me, e non lo cambierà mai. Anzi, mi ha fatto capire ancora di più quanto sia fondamentale nella mia vita.
Per me non è solo mia sorella: è la mia migliore amica, il mio esempio e il mio punto fermo”.
(G. classe terza).

Gemma n° 2930

“Quest’anno, come ultima gemma, ho deciso di portare A. e S. Loro due racchiudono perfettamente tutto il mio percorso di questi cinque anni: sono state le persone che mi sono sempre state accanto, senza mai mollarmi, nemmeno per un attimo. Le considero vere e proprie sorelle, perché con loro ho condiviso tutto: le risate, le lacrime, le giornate leggere e quelle pesanti, i momenti più belli e quelli più difficili. Per qualsiasi cosa ho sempre potuto contare su di loro, anche, e soprattutto, nei momenti più bui, quando sembrava impossibile andare avanti. Mi hanno sostenuta, capita, spronata e fatta sentire meno sola. Senza di loro questo percorso non sarebbe stato lo stesso, e probabilmente nemmeno io sarei la persona che sono oggi. Sono state un punto fermo, una certezza, un rifugio sicuro. E per questo le ringrazierò sempre. Spero davvero con tutto il cuore che, una volta uscite da qui, resti tutto così: che la nostra amicizia continui a crescere, a rafforzarsi, e che possiamo portarci dietro questo legame speciale anche fuori da queste mura, nella vita vera. Perché loro non sono state solo delle compagne di classe, ma la famiglia che mi sono scelta” (S. classe quinta).

Gemma n° 2929

“Ho pensato tanto a cosa poter portare come ultima gemma e sono stata veramente molto indecisa: l’unica cosa che sapevo fin dall’inizio era che volevo che fosse qualcosa che aveva attraversato tutti i 5 anni e, perché no, tutta la mia vita. Quindi ho deciso di portare questi due anelli. Ovviamente non sono solo due gioielli, ma un ricordo molto molto importante: mia nonna paterna. Nonostante fosse sempre la prima a “dirmi su di tutto” quando facevo qualcosa che non andava, è stata la donna che mi ha cresciuta. I miei hanno lavorato entrambi fino a tardi per quasi tutta la mia vita e quindi era lei che mi portava, mi veniva a prendere a scuola, mi preparava il pranzo, mi teneva il pomeriggio. Lei, come in realtà tutti i miei nonni, è stata colei che mi ha passato quella forte motivazione e dedizione nello studio. È con lei che parlavo di storia come di politica o letteratura. È da quando mi ha raccontato di quanto avrebbe voluto studiare, ma al tempo non ha potuto, che mi ripeto che tutto questo studio lo voglio fare per lei, per “vendicarla”, raggiungere ciò che per lei non è stato possibile a causa della sua situazione economica e familiare del tempo. Tutti i miei nonni sono stati molto importanti, ma lei è stata un po’ più importante perché, alla fine, è grazie a lei se sono la persona che sono oggi, nel bene e nel male” (C. classe quinta).