Gemma n° 2925

“Quest’anno come gemma ho deciso di portare il mio gruppo di amici dell’infanzia: ci conosciamo da quando abbiamo tre anni e, ancora adesso, ci troviamo spesso in giro, soprattutto nel nostro paese. Abbiamo fatto le scuole insieme (fino alle medie) e frequentiamo il catechismo da quando abbiamo 7 anni. Da ottobre 2025 siamo diventati “il gruppo dei cresimandi” e adesso quasi ogni mese organizziamo un’attività diversa per la comunità: dal “concorso dei presepi” alla “tombola per i nonni” e la festa di carnevale. Loro sono molto importanti per me perché so che posso parlare liberamente e dire tutto quello che voglio, ma anche ridere, piangere e, qualche volta, litigare. Sono figlia unica, ma è come se loro fossero i miei fratelli e le mie sorelle. So che ci vedremo ancora per molto tempo e che condivideremo insieme ancora molto tempo, divertente, noioso o triste che sia!” (A. classe seconda).

Gemma n° 2924

“Ho voluto dedicare questa gemma a mio fratello P.
P. per me è sempre stato una persona da cui prendere spunto, il mio spirito guida, perché ho sempre voluto diventare la persona che è, cioè una persona che aiuta gli altri, che si prende cura degli altri se sono in difficoltà e che è sempre disposto a dare una mano agli altri.
Lui mi è sempre stato vicino, mi ha sempre consolata quando ero giù di morale e si è sempre preso cura di me. In questi ultimi 2 anni abbiamo passato dei momenti difficili però grazie al nostro legame stiamo riuscendo a superarli. Anche se alcune volte litighiamo alla fine facciamo sempre pace. Io voglio un mondo di bene a mio fratello e farei di tutto per lui” (E. classe seconda).

Gemma n° 2923

Immagine creata con Gemini®

“Per la mia prima gemma ho deciso di portare la musica, perché la musica riesce a dire quello che a parole spesso non si sa come spiegare. È un modo di comunicare che arriva a tutti, anche quando non si trovano le parole giuste. Tramite lei si possono anche fare amicizie e, cosa molto importante, si impara a migliorare, capendo che non si deve essere perfetti quando ci si esibisce.
Non importa quanti errori fai, l’importante è vivere quel momento. Una sensazione bellissima è quando sali sul palco e cominci a suonare: è un’emozione che non scomparirà mai. Non importa quante volte lo fai, non ti ci abitui mai. E secondo me è proprio questo il bello: se diventasse un’abitudine, perderebbe tutto il suo significato. La cosa bella della musica è che una performance o un concerto non saranno mai uguali a un altro: dipende sempre da chi si esibisce, dalla circostanza, dall’emozione e anche un po’ dalla fortuna. Questo mostra la bellezza della diversità, una cosa che purtroppo non tutti riescono ancora ad apprezzare. Spesso, infatti, chi è ‘diverso’ viene giudicato, mentre la musica ci insegna che è proprio quella differenza a rendere unico e prezioso ogni essere umano” (S. classe prima).

Gemma n° 2922

“Ho scelto di parlare di Stranger Things, che è una serie televisiva non solo che parla di fantascienza , ma una storia che parla di amicizia, crescita personale e il timore di affrontare le nostre paure più grandi. Anche se ambientata negli anni ‘80, i ragazzi vivono la vita, le pressioni sociali e l’ansia in modo simile a come le viviamo noi oggi. Infatti, mi sono ritrovata più volte nei loro sentimenti e nelle loro paure. Le emozioni dei personaggi sono molto attuali ed è facile sentirsi coinvolti.
La serie è ambientata a Hawkins, in America, dove iniziano ad accadere una serie di eventi strani collegati a un mondo parallelo, che però un gruppo di ragazzi (e anche alcuni adulti) affronta tutto insieme. Ognuno di loro ha un lato fragile, è proprio questo che li accomuna. Mi ha fatto commuovere il fatto che negli ultimi episodi vengano mostrati i loro ricordi più tristi e i momenti che all’inizio sembravano impossibili da risolvere.
Un argomento toccante è anche il non sentirsi accettati, soprattutto in quel periodo, quando essere se stessi aveva molti limiti. I limiti ancora oggi ci sono, ma sono molto più ridotti e le generazioni attuali cercano di non far sentire nessuno “diverso” o “sbagliato”. Oggi i limiti sono ridotti e le generazioni attuali cercano di non far sentire nessuno “diverso” o “sbagliato”. I personaggi hanno vissuto momenti in cui pensavano di non essere abbastanza o di non essere adatti, e alla fine hanno trovato un modo insieme per non sentirsi soli durante questi momenti bui.
Un’altra cosa che mi ha colpito è la sensibilità della serie nel comprendere l’importanza dei sentimenti dei bambini e degli adolescenti, che molto spesso ricevono indifferenza o parole come “non sanno quello che fanno” nel momento più fragile. I bambini vengono etichettati come “innocenti” o “facili da persuadere” dai più cattivi della storia, perché non tutti capivano che quello che sembrava un piano per salvare il mondo in realtà era un piano per distruggerlo.
Guardare la serie dall’inizio alla fine, vedere i bambini crescere e diventare ragazzi, e osservare come tutti scoprono chi sono veramente e quali sono i propri valori è veramente prezioso. Ho apprezzato inoltre gli elementi fantascientifici, come ad esempio la teoria del Ponte, che avevano iniziato a studiare scienziati come Einstein. Infine, posso dire che Stranger Things ha lasciato un segno molto significativo su di me e mi ha dimostrato che l’amicizia non è solo divertirsi insieme, ma restare vicini l’uno accanto all’altro nonostante tutto”.
(M. classe prima).

Gemma n° 2921

“Oggi la mia gemma è Yankee, il mio cavallo.
E sì… probabilmente sia i professori sia i miei compagni di classe saranno un po’ stufi di sentirmi parlare di cavalli, perché lo faccio praticamente sempre. Però questa volta non è “solo” un discorso sui cavalli. È qualcosa di molto più profondo.
Yankee non è solo il mio cavallo. È il mio compagno di vita, il mio amico più fedele, la cosa più bella che mi sia mai capitata.
Il mio amore per i cavalli non è nato ieri. Fin da quando ero piccola sentivo che stare in mezzo a loro mi faceva sentire a casa. Ho iniziato ad andare a cavallo seriamente nel settembre 2020, scegliendo la monta americana, anche se prima avevo fatto qualche esperienza di monta inglese. Cercavo di andare in scuderia il più possibile, perché non riuscivo a stare lontana dalla natura e dai cavalli: era il posto dove mi sentivo davvero me stessa.
Per cinque anni ho montato i cavalli della scuderia, cambiandoli continuamente. Questo significava non poter creare un legame vero con uno in particolare. E nel nostro sport il legame è tutto. Non è solo tecnica, è relazione. Nonostante le difficoltà, non mi sono mai arresa.
Poi nel gennaio 2024 ho cambiato scuderia e ho iniziato a lavorare duramente in una nuova disciplina: il reining. È stato un anno di sacrifici e crescita. E finalmente, nel marzo 2025, dopo lunghe ricerche, è arrivato lui.
Quando l’ho incontrato, aveva quasi quattro anni. A maggio ne farà cinque: è ancora molto giovane, deve fare esperienza, deve crescere. Ma in fondo anche io, che monto da sei anni, ho ancora tantissime cose da imparare. E forse è proprio questo il bello: stiamo crescendo insieme.
Non sempre le cose vanno bene. Anzi, le difficoltà sono tante. Yankee prima era molto agitato, troppo energico, difficile da gestire. Oggi è calmissimo, dolce, coccolone. Sembra un altro cavallo. E io? Io prima non mi fidavo ad occhi chiusi di nessun cavallo. Con lui invece è stato amore a prima vista. Quando l’ho incontrato ho sentito che era destino.
Da quando ci siamo trovati, siamo cambiati entrambi in meglio. Io sono diventata più sicura, più brava, ora riesco a competere a livelli più alti. Lui è semplicemente felice. Miglioriamo ogni giorno, insieme. E quando le cose si fanno complicate, non esitiamo a fermarci. Facciamo una lunga passeggiata in mezzo al verde, per liberare la mente dai pensieri. “Prendi fiato e ricomincia”, mi dico sempre.
Yankee rappresenta non solo la mia enorme passione, ma anni di sogni, sacrifici, candeline spente con lo stesso desiderio. Oggi la mia gemma è lui.
Perché non è solo un cavallo di cui parlo sempre… è la prova che quando credi davvero in qualcosa e non smetti di lottare, prima o poi quel sogno diventa realtà”.
(E. classe quinta).

Gemma n° 2920

“Quest’anno, come gemma, ho deciso di portare la mia ex allenatrice M.
L’ho conosciuta quando avevo solo tre anni e ho iniziato ad allenarmi con lei a cinque.
Lei è sempre stata quella allenatrice “cattiva”, quella che non aveva pietà per nessuna, quella che metteva paura a tutti. M. non ha peli sulla lingua, ti dice le cose in faccia senza problemi, per esempio se non sei portata te lo dice.
Io, fin da subito, ho visto il buono che c’era in lei, e lei a sua volta lo ha visto in me. Ero solo una bimba, ero quella che non saltava mai un allenamento, che lavorava con la testa e che, quando veniva sgridata, non piangeva: continuava a lavorare finché non le riusciva tutto perfetto.
Soprattutto negli ultimi tre anni abbiamo legato moltissimo. Lei non ha mai smesso di credere in me, neanche quando io avevo perso le speranze. Anche quando alle qualifiche per il mondiale junior sono arrivata seconda, lei era comunque super fiera di me.
Siamo sempre state molto simili: trovavamo sempre quel minimo errore e lavoravamo senza sosta per rendere tutto perfetto. Non dimenticherò mai quando restavamo in palestra fino a tardi, perché io, pur di fare un’esecuzione senza errori, non me ne andavo.
Magda c’è sempre stata per me ed è stata la figura adulta che mi ha cresciuto nel modo migliore. Le devo moltissimo. Quando avevo 13 anni e i miei genitori erano in vacanza, sono stata da lei due settimane. Alle mie gare c’era sempre, e se per caso non riusciva a venire era la prima persona che mi chiamava finita la gara. Lei mi risolveva i problemi. Quando ero sotto pressione per le gare importanti e non riuscivo a reggere anche la scuola, mi aiutava a studiare. Mi portava alle visite mediche. Quando litigavo con i miei genitori andavo in palestra e poi dormivo da lei. Quando i miei genitori si dimenticavano di pagare le gare, le pagava lei.Litigavamo, certo, anche tanto. Agli allenamenti mi sfiniva al massimo, per essere sicura che tornassi a casa soddisfatta. Lei mi ha insegnato a non arrendermi mai. Quando, una settimana prima del campionato italiano per cui ero prontissima, mi sono fratturata il ginocchio e non ho potuto partecipare, mi ha detto: “Torni il prossimo anno e ti prendi il titolo, te lo prometto perché te lo meriti”. E l’anno dopo, con tanto duro lavoro, ce l’ho fatta: sono salita sul gradino più alto del podio grazie a lei.
Purtroppo, però, quest’estate ci siamo salutate per sempre. Io ho detto addio allo sport a cui ho dato cuore e anima, e lei ha dovuto accettare la mia scelta, anche se non era veramente d’accordo. Ora non parliamo più, ma sono sicura che rimarremo per sempre nel cuore l’una dell’altra, perché un rapporto così stretto è difficile da separare davvero”.
(A. classe terza).

Gemma n° 2919

“È da quando son piccola che io sono l’amica pianista.
Quella che alle feste doveva sempre “suonare qualcosa”.
Quella che iniziava a suonare e sentiva gli sguardi addosso.
Quella che suonava anche quando avrebbe preferito restare tra il pubblico.
Quella che, in fondo, non sapeva mai se stava suonando per sé o per gli altri.
Un giorno mi chiesi: “ma chi sono io senza il pianoforte?”. Non avevo una risposta a quella domanda. Suonare uno strumento è sempre il primo pensiero che mi viene in mente quando qualcuno mi chiede “cosa ti piace fare”, come nei testi in tedesco che cominciano con “Mein Hobby ist…”. Crescendo, il pianoforte ha sempre avuto un qualche impatto su di me.
La frustrazione durante lo studio di un nuovo brano, la soddisfazione dopo averlo imparato. L’ansia prima di una lezione dopo non aver studiato abbastanza, il sollievo dopo essere riuscita a cavarmela lo stesso. Tutte queste emozioni, negative e positive, mi hanno avvicinato a questo strumento, rendendolo parte di me. L’ho amato, odiato, ignorato, e ritrovato. Ma alla fine il pianoforte è stato la mia voce quando le parole mancavano, il mio rifugio quando il mondo era troppo rumoroso.
Grazie alla musica ho incontrato delle splendide persone ognuna con le sue passioni. Ho incontrato amici, amori, dolori. Flautisti, pianisti, violinisti. E allora penso che forse la domanda “chi sono senza il pianoforte” non ha bisogno di una risposta chiara. Forse la risposta è che sono sempre stata io, anche nei momenti in cui non suonavo, perché ogni nota che ho suonato ha lasciato un’impronta dentro di me, e quella impronta sono io. Quando sono riuscita a capire che il pianoforte non è solo uno strumento che fa musica, ma una passione, un altro linguaggio, un altro mondo, non mi sono più interessata a cosa pensano gli altri. Perchè suonare non è più solo esibirsi davanti a un pubblico, ma riconoscere che dentro ogni pausa, ogni accordo, ogni melodia c’è un pezzo di me che finalmente si sente libera”.
(V. classe terza).

Gemma n° 2918

“Quest’anno come mia ultima gemma ho deciso di portare una città stupenda, che mi ha riempito di ricordi che porterò sempre nel cuore, soprattutto per le persone con cui ho condiviso i miei viaggi. Roma è veramente la città eterna: ogni volta che ci vado rimango sempre stupita dalla sua bellezza e grandezza, non solo fisica ma anche culturale. Roma per me non è solo una città, ma è il luogo in cui ho vissuto momenti che mi hanno fatto crescere. Durante quei viaggi ho avuto la possibilità di conoscere meglio alcune persone  e costruire con loro un legame profondo che porterò sempre con me. Inoltre, siamo sempre stati accolti dalla gentilezza e disponibilità delle persone, perciò ho un bel ricordo anche di loro. Roma, quindi, è legata a nuove amicizie ed esperienze che mi hanno formato come persona” (S. classe quinta).

Gemma n° 2917

“So che può sembrare un po’ banale, ma quest’anno ho deciso di portare lui, il mio ragazzo.
Fin da piccola ho avuto uomini nella mia vita che mi hanno sempre mostrato solo tanta indifferenza e, il poter essere amata davvero, per me, è sempre stato un qualcosa di molto lontano, quasi un sogno.
Ho deciso di portare lui proprio per questo motivo, perché nonostante le mille incomprensioni, i litigi e tutto il resto, lui è il primo ragazzo che mi fa sentire degna di affetto, come nessuno aveva mai fatto.
Siamo giovani e non so come andranno le cose, però gli sarò sempre grata per avermi fatto capire che anche io merito amore” (R. classe quinta).

Gemma n° 2916

“Come gemma ho deciso di portare il mio film preferito: Arancia Meccanica. Anche essendo un film discutibile, lo guardo sempre molto volentieri. Il tema centrale del film, la libertà, sottolinea come nella sua assenza l’uomo arriva alla follia, come succede al protagonista Alex. Ci sono molti fattori che mi fanno amare questo film, come la musica di Beethoven spesso presente. Questo film è stato anche diretto da un regista molto conosciuto: Stanley Kubrick, il quale ha diretto numerosi film, tra cui “The Shining” oppure “2001: Odissea nello Spazio”, altri capolavori del cinema che adoro. Consiglio a tutti di guardare questo film almeno una volta nella vita!” (G. classe terza).

Gemma n° 2915

“Migliore amica = La persona con cui si ha il rapporto di amicizia più stretto, profondo e privilegiato, caratterizzato da grande fiducia, affetto e condivisione. Certo, i dizionari di italiano cercano di dare la definizione migliore a questo termine, ma secondo me ognuno ha la sua. Per me, migliore amica = B., C. e S.. Banale, sì; ma non ci sono parole per esprimere cosa loro rappresentano per me.
B. è la mia migliore amica dalle elementari, siamo veramente l’una l’opposto dell’altra. Lei bionda, io mora, lei occhi azzurri, io occhi scuri, lei carnagione chiara, io scura, lei paziente e sempre sorridente, io… insomma… il contrario. Sin da piccole abbiamo trovato un equilibrio vincente: in 12 anni di amicizia non abbiamo mai litigato, mai una volta che una delle due ha alzato la voce, mai una volta che non ci siamo capite. Quando siamo insieme tutto ciò che ha anche solo un piccolo aspetto negativo, si trasforma in qualcosa di divertente e sensato. Insieme abbiamo fatto taaante, ma tante cose, tra cui: travestimenti assurdi, muffin spettacolari, giornate in spiaggia con la pioggia (e no, non perché avevamo scelto di provare l’ebbrezza di una fresca giornata estiva piovosa, ma semplicemente perché, sfigate come siamo, sceglievamo sempre di andare al mare nei giorni sbagliati, pioggia, vento… insomma mai una volta che ci siamo godute una bella spiaggia con il sole).
“Siete sempre insieme”, classica frase dei nostri genitori. Sì, sempre insieme, una a fianco all’altra, a supportarci e sopportarci in tutti i momenti difficili, in tutti quelli di gioia e di tristezza. Sempre insieme a giudicare tutto ciò che ci circonda senza mai, o almeno quasi, mostrare i nostri pensieri. Sempre insieme a tutte le noiosissime mostre in cui i nostri genitori ci portano lasciandoci ogni volta ampia scelta per la partecipazione. Sempre insieme a divertirci tra i bambini, tipo a intagliare e colorare una zucca. Insomma, chiaro il concetto? Da sempre, sempre e per sempre insieme.
Tutti i miei amici, anche quelli che magari non hanno mai visto B., la conoscono. Lei è una parte fondamentale della mia vita, è la prima persona che chiamo quando mi succede qualcosa, è la prima che bombardo di messaggi quando ho bisogno di un consiglio.
Siamo state separate da scuola, sport, hobby, ma siamo sempre riuscite a ritagliare un momento solo per noi, per vederci, per raccontarci di tutto e di tutti. Questo credo sia il segno del fatto che, se veramente tieni a una cosa o a una persona, fai di tutto pur di viverla.
Si, nella mia vita ho conosciuto altre “b.”, ma lei sarà sempre l’unica “mia B.”.

C. e S., pronunciate sempre insieme una dopo l’altra. Le ho ri-conosciute nell’estate del 2023, quando durante una vacanza in barca da lontano ho sentito chiamare il nome di mia mamma. Da lì hanno iniziato a far parte della mia vita due ragazze meravigliose. In soli pochi giorni abbiamo legato come se fossimo migliori amiche da anni, ci capivamo con uno sguardo. Complicità, fiducia, sincerità, c’era e c’è tutto. Purtroppo abitiamo tutte abbastanza distanti, ma non appena troviamo un weekend libero organizziamo un’uscita per vederci e passare un po’ di tempo insieme. Ponderatezza, entusiasmo e responsabilità, ognuna bilancia le altre.
In loro tre ho trovato la mia seconda famiglia.
Mi auguro veramente di poter essere per sempre al loro fianco e viceversa, perché in questo momento io un mondo senza loro non me lo immagino proprio”.
(M. classe quarta).

Gemma n° 2914

“Ho scelto di portare questa gemma perché è un anello speciale e importante per me.
È stato uno dei regali ricevuti questo Natale, e lo abbiamo ricevuto sia io che G. da uno nostro amico stretto.
Questo anello si chiama “Claddagh ring” e il nostro amico in una lettera ci ha spiegato il vero significato di questo anello irlandese” (E. classe quinta).

Gemma n° 2913

“Oggi come gemma ho voluto portare D., uno dei miei migliori amici; lui non è uno qualunque, non è il classico amico con il quale fai le solite cavolate e ti diverti, lui è l’amico con cui puoi parlare davvero, che ti dirà sempre le cose più scomode e vere, e trovo che sia una cosa fantastica, che ti permette di vivere la vita con più serenità.
Sinceramente auguro a tutti di avere un “D.” nella propria vita, perché gli amici non servono solo a scherzare, ma a essere lì per te ogni cosa succeda” (T. classe terza).

Gemma n° 2912

“L’amicizia per me è una delle cose che si trovano alla base della vita, in quanto un amico è colui che sai sempre ci sarà, sia nei momenti difficili che in quelli semplici; è colui che ti sostiene nelle tue scelte, che ti incita a fare qualcosa se sa che ti farebbe stare bene e che non ti giudica quando sbagli, bensì ti aiuta a comprendere i tuoi errori e ti aiuta a migliorare. Purtroppo, soprattutto al giorno d’oggi, è difficile trovare amici che possano essere definiti tali, perché spesso è più facile sparlare o girare le spalle quando è più conveniente.
Quando ero piccola ho sempre avuto tanti amici, ma poi, la maggior parte di questiultimi, si è dimostrata non tale e ha dimostrato di non tenere a me come pensavo. Così ero quasi arrivata alla convinzione che le amicizie fossero, per la maggioranza delle volte, false. Fino a quando non è arrivata lei: E. Solo lei mi ha dimostrato, nel corso degli anni, cosa vuol dire essere veramente amico di qualcuno e tenerci davvero a quella persona. E. mi ha fatto capire cosa vuol dire sapere di avere una persona a fianco che è sempre pronta a supportarti in qualsiasi momento, nonostante tutto. Questo non vuol dire che E. sia perfetta, anzi, è piena di difetti, ma proprio come lo sono anche io, ma la perfezione in lei sta nel non farmi pesare ogni mio difetto e ogni mio sbaglio e a farmi sentire sempre apprezzata. Ogni persona che mi conosce, conosce pure lei e sa quanto io ci tenga, in quanto ormai la reputo come mia sorella.
Io sono inoltre dell’idea che nell’amicizia si dimostri amore, ovviamente non come quello che si prova nelle relazioni, perché E. è la forma di amore più vera e genuina che io conosca e che da sempre mi ha fatta sentire perfetta.
Spero e auguro a tutti di trovare una persona come E. nella vostra vita e un’amicizia così pura e vera”.
(M. classe prima).

Gemma n° 2911

Immagine creata con ChatGPT®

“Ho un rapporto speciale con mia mamma: è un po’ come un’amica, ma diversa da tutte le altre.
Pratico pattinaggio fin da piccola e lei non si è mai persa una gara; è la mia fan numero uno e se oggi continuo a pattinare è anche merito suo. Ha sempre fatto di tutto per non farmi mancare mai un allenamento, perché sapeva quanto io ci tenessi. In quel periodo alcune persone si sono allontanate, ma lei, consapevole della situazione, è rimasta al mio fianco. Durante il weekend passiamo molto tempo insieme, come due amiche, e ci raccontiamo tutto quello che non siamo riuscite a dirci durante la settimana. È diventata la persona a cui invio il primo messaggio quando mi succede qualcosa di bello, perché so che non prova invidia e quando sono felice io lo è pure lei e inoltre le basta uno sguardo per capirmi. In un mondo dove le persone spesso vanno e vengono, lei è la mia costante” (E. classe seconda).

Gemma n° 2910

“Come ultima gemma ho deciso di portare i miei diari. Ho cominciato a tenere un diario dalle elementari ed è un’abitudine che ho preso da mio nonno perché lui tuttora scrive ogni sera qualche riga su quello che fa durante il giorno e fin da piccola guardavo affascinata i suoi scaffali pieni di diari degli ultimi 50 anni.
Così ho iniziato ad imitarlo, anche se ovviamente non avevo il tempo di scrivere ogni giorno e spesso interrompevo il diario dopo qualche mese perché me ne dimenticavo. Ma adesso ho preso la cosa più seriamente e negli ultimi anni ho scritto molto. Ho scoperto che scrivere è davvero utile e rilassante perché mi aiuta a svuotare la mente. Essendo una persona introversa faccio difficoltà ad esprimere a parole i miei pensieri, ma sulla carta riesco a scrivere qualsiasi cosa mi passi per la mente senza temere alcun giudizio. Infine trovo molto divertente andare a rileggerli a distanza di anni, soprattutto per vedere come sono cambiata oppure anche per riscoprire cose di cui mi ero dimenticata”.
(V. classe quinta).

Gemma n° 2909

“La mia ultima gemma la dedico a qualcosa che mi ha riempito davvero il cuore e che mi ha accompagnato per gran parte delle superiori.
Comincio la gemma parlando di G., uno dei tanti bambini che ha partecipato al Grest del 2025, e che mi ha rubato un pezzetto di cuore. La cosa che più mi colpisce di lui è come usa l’immaginazione. Infatti, stando a contatto con molti bambini di più o meno la sua stessa età, ho notato l’effetto che la tecnologia ha su di loro. Li vedo un po’ spenti, o magari usano addirittura parole che noi usiamo (prese da tik tok ecc). Ma G. è diverso. Lui mi ricorda molto la me bambina.
La spensieratezza e l’immaginazione che caratterizzano G. sono state parole fondamentali nel Grest dell’anno scorso. A casa c’era una situazione difficile, e sentivo che non ne potevo parlare con nessuno se non con la mia migliore amica, che per fortuna vedevo ogni giorno proprio al Grest. Ma nonostante non ne potessi parlare con quasi nessuno, l’energia e l’affetto dei bambini (e dei miei altri amici animatori) mi migliorava sempre l’umore, e mi distraeva dal caos di casa mia e della mia testa. Penso che se non fosse stato per il Grest non sarei riuscita ad andare oltre questo periodo. Ma in generale, nonostante le varie e continue lamentele da parte nostra per la gestione del Grest, ci siamo molto divertiti e ho connesso molto con molti bambini e ragazzi”.
(V. classe quinta).

Gemma n° 2908

“Due anni fa giurai a me stessa di non portare mai più un ragazzo come gemma. Oggi, romperò quella promessa per parlare di San Valentino. San Valentino è entrato nella mia vita in maniera piuttosto inaspettata e bizzarra e, da quel giorno, non ha mai smesso di migliorare le mie giornate. Insomma, ha fatto il suo lavoro, quello del santo: mi ha curata, salvata, protetta e supportata in ogni situazione, anche in quelle che sembravano impossibili da affrontare. Da un anno a questa parte mi aiuta ad affrontare ogni giorno, per quanto possa essere triste, difficile o pesante; ma non solo. La parte migliore è poter condividere con lui le giornate belle, quelle che, a ripensarci, strappano un sorriso o fanno scendere una lacrima di gioia.  Solo da poco ho realizzato quante cose la sua presenza abbia introdotto nella mia vita: l’improvvisa passione per una lingua sempre detestata, nuove prospettive sul futuro, l’amore per il rosa, l’apprezzamento della mia femminilità, una dolcezza più consapevole e, incredibilmente, l’abitudine a bere più acqua, con la conseguente risoluzione di molti problemi di salute. Piccoli cambiamenti, forse, ma capaci di trasformare profondamente ciò che sono. A volte mi sembra di essere monotematica: nella mia testa c’è quasi esclusivamente lui. Ma poi, riflettendoci, è da più di un anno che c’è sempre e soltanto lui, al mio fianco quando le persone a cui tenevo di più mi hanno voltato le spalle; quando i miei genitori non credevano in me, era lui a farlo; quando l’unica soluzione sembrava gettare la spugna, era lui a raccoglierla e a restituirmela, spingendomi a riprovare. Non ho abbastanza parole per descrivere quanto io sia grata per il suo arrivo e per la sua presenza nella mia vita, perché è probabile che, senza di lui, oggi non sarei qui. Una cosa che mi ha fatto sorridere, è stata la coincidenza della data della mia gemma con l’argomento che volevo trattare. Mi piace considerarlo un segno del destino, per quanto la sua esistenza mi sia dubbia” (G. classe quarta).

Gemma n° 2907

“L’atletica è la mia passione da 6 anni, ma in realtà ho iniziato quasi per caso. Nel 2020, a causa del Covid, hanno chiuso tutte le palestre e io allora facevo ginnastica artistica. Volevo comunque continuare a fare sport, ma molti non si potevano praticare perché erano al chiuso. Uno dei pochi che si poteva fare all’esterno era proprio l’atletica, così i miei genitori mi hanno proposto di provarla…e io ho accettato. Non pensavo che sarebbe diventata una parte importante della mia vita. All’inizio facevo tanta fatica e mi sembrava tutto difficile, però con il tempo ho capito che era normale. Nessuno migliora subito e, andando avanti, avevo capito che sarei cresciuta. E infatti è stato così: non solo fisicamente, ma anche mentalmente. Inoltre in questi anni si è creato un gruppo di amiche davvero speciali. Siamo molto legate: condividiamo allenamenti, risate, gare, momenti difficili e soddisfazioni. Vado ad allenamento non solo per migliorare, ma anche per divertirmi e stare con loro. E’ il mio modo per sfogarmi, per liberare la testa e sentirmi bene. Spero di continuare ancora a lungo questo sport e di riuscire a organizzare al meglio studio e allenamenti. Spero anche che le mie amiche riescano a fare lo stesso, perchè se qualcuna dovesse lasciare si sentirebbe tantissimo la sua mancanza: il gruppo non sarebbe più lo stesso. Siamo molto unite, e proprio per questo l’atletica per me non è solo uno sport, ma un pezzo della mia vita che non voglio perdere” (G. classe prima).

Gemma n° 2906

“Ho deciso di portare come gemma i miei due gatti perché è il mio animale preferito e ne ho sempre desiderato uno da quando avevo 5 anni.
Il primo si chiama Tobia e ha 6 anni, il secondo Maverick e ne ha 2.
Quando è arrivato Tobia ero super contenta ma avevo paura che mi graffiasse per cui non lo prendevo in braccio e ancora oggi è un po’ diffidente. Invece Maverick è molto coccoloso, giocherellone e anche mangione!!
Inoltre ha imparato ad aprirsi la porta da solo, ormai è una sua abitudine! Loro mi hanno migliorato la vita, diventando una presenza molto importante per me. 😻😻”
(A. classe prima).