Gemma n° 2890

“Quest’anno come gemma ho scelto di portare il mio migliore amico M.
lo e lui ci conosciamo dai tempi dell’asilo: è stato il mio primo vero amico e, da quel momento, siamo sempre stati inseparabili.
Crescendo insieme abbiamo condiviso tantissimi momenti: alcuni dei più belli, e anche tra i più recenti, sono stati il concerto di Tate McRae e quello di RAYE, cantare insieme le nostre canzoni preferite, senza preoccuparci di essere stonati come due campane e ridere fino ad avere il mal di pancia e le lacrime agli occhi resterà sempre uno dei ricordi più preziosi.
Con M. ho imparato cosa vuol dire avere un amico vero, qualcuno su cui puoi sempre contare, indipendentemente da tutto.
M. è una persona molto importante per me: è simpatico, sincero ma soprattutto leale.
Lui mi ascolta davvero perché tiene al mio bene.
Ci sono stati momenti in cui avevo bisogno di supporto e conforto, e lui è sempre stato lì, senza esitazioni, dimostrandomi quanto sia importante avere qualcuno di  fidato accanto.
Per esempio quando lo scorso anno sono stata ricoverata in ospedale, avevo paura e lui era presente.
La sua vicinanza è stata fondamentale per me perché mi distraeva dai miei pensieri.
Ho ricevuto tanti messaggi da persone con cui nemmeno parlavo che mi chiedevano che cosa avessi o come stessi. Ero stanca di rispondere, perché sapevo che a loro non interessava davvero come stavo: erano solo curiose. Ed è proprio in momenti come questi che si riconoscono i veri amici.
È grazie a lui che so cosa significa crescere insieme, condividere sogni e sfide, ridere fino alle lacrime e sentirsi capiti senza bisogno di spiegazioni.
C’è però una cosa che mi fa rimanere male: non si ricorda il mio compleanno. È successo anche l’anno scorso, quando, arrivato alla fermata, si è avvicinato a me e alle nostre amiche. Eravamo in silenzio e lui ha detto: «Devo notare qualcosa? Hai fatto qualcosa di nuovo ai capelli?». Alla fine sono stata io a ricordargli che era il mio compleanno, ma ormai so che è fatto così.
Ormai sono 14 anni che ci conosciamo e posso dire che la nostra amicizia è senza filtri e sono così grata per questo perché a lui posso raccontare tutto e parlare di qualsiasi cosa, senza paura di essere giudicata.
E come disse Herman Melville: «Un vero amico è più vicino di un fratello.»”
(A. classe terza).

Gemma n° 2889

“Come gemma di quest’anno ho deciso di portare la cartina del mio paese. Ho con esso un rapporto di amore e odio, perché spesso desidero viaggiare verso luoghi lontani e allontanarmi da questo spazio così piccolo. Tuttavia, ogni volta che sono lontana da casa sento una forte mancanza: dei miei genitori, dei miei familiari, dei miei amici e dei luoghi che frequento da quando sono piccola. Reputo questo luogo un “nido”, in cui posso tornare ogni volta che ho bisogno di trovare conforto” (F. classe quinta).

Gemma n° 2888

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“Quest’anno per la seconda volta mi ritrovo a fare la gemma il giorno 7 di febbraio. Forse inizio a pensare che non sia più una coincidenza: è il momento che io spieghi perché. Per me questa data ha segnato un inizio e una fine di due capitoli diversi della mia vita che mi hanno insegnato molto. Il primo 7 febbraio una persona ha iniziato a far parte della mia vita, invece quello successivo un’altra persona se n’è uscita.
Questa data, per quanto possa essere casuale, ogni anno mi fa riflettere su quanto io sia cambiata nel corso del tempo. È proprio in quei momenti che penso a quanto stavo bene o stavo male quel giorno esatto di qualche anno fa e vorrei poter parlare alla me del passato per poterle dire che tutto ha un inizio e una fine. All’inizio il pensiero che qualcosa di così bello non sia infinito e illimitato suscita angoscia, ma poi con il tempo capisci perché non lo è, e realizzi che sei frutto delle tue esperienze, che la tua anima ne raccoglie tanti piccoli frammenti come dei souvenir dopo una vita di viaggi in giro per il mondo, alcuni indimenticabili, altri che ti fanno capire che in quel posto non ci vuoi tornare più.
Quindi oggi, 7 febbraio, spero di andarmene lontano e di tornare senza paura, pronta per ripartire un’altra volta ancora” (G. classe quarta).

Gemma n° 2887

“Quest’anno come mia ultima, ma sicuramente non meno importante, gemma ho scelto di portare le mie due amiche più care.
Sicuramente non avrei potuto chiedere delle amiche migliori.
Nei momenti in cui mi sento giù loro in qualche modo sono sempre presenti, ad esempio con una parola di conforto o semplicemente un sorriso.
Qualche giorno fa ho cambiato scuola e quando sono arrivata alla fermata dell’autobus alle 7 del mattino avevo molta paura, ma subito dopo quel timore è svanito quando ho visto le mie amiche aspettarmi per accompagnarmi fino a scuola.
Questo loro gesto mi fa capire quanto io sia fortunata ad avere delle persone cosí belle al mio fianco e ne saró sempre molto grata” (A. classe seconda).

Gemma n° 2886

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“Come gemma ho voluto portare una delle persone più importanti della mia vita: E.
L’ho scelta perché per me rappresenta l’amicizia vera, quella che nasce quasi per caso ma che poi diventa indispensabile, una di quelle che ti cambiano la vita senza chiedere permesso. Io ed E. abbiamo iniziato a conoscerci meglio nell’estate della prima superiore. All’inizio eravamo semplicemente due compagne di classe, nulla di più. Poi, giorno dopo giorno, tra una chiacchierata, una risata e del tempo passato insieme, quel rapporto semplice si è trasformato in qualcosa di enorme. Senza nemmeno accorgercene è nata un’amicizia profonda, sincera, che col tempo è diventata una delle parti più importanti della mia vita. Da quel primo “conosci anche tu gente di Pagnacco?” è iniziato tutto, e da lì non ci siamo più fermate. Con E. ho capito davvero cosa significa non sentirsi mai soli. È una di quelle persone di cui non riesci a fare a meno, perché sai che c’è sempre. Siamo una spalla l’una per l’altra in ogni momento: in quelli felici, quando ridiamo fino alle lacrime e ci divertiamo come matte, ma soprattutto in quelli difficili, quando basta la sua presenza per stare un po’ meglio. Condividiamo tutto, senza maschere, sapendo di poterci fidare completamente. E. è una persona che sa esserci davvero. Mi sostiene, mi incoraggia, è fiera di me anche quando io faccio fatica ad esserlo. Mi calma quando sto male, mi ascolta per ore senza stancarsi, mi capisce anche solo da uno sguardo. È quella che mi ha asciugato le lacrime, che è rimasta nonostante il mio carattere difficile, che non se n’è mai andata nei momenti complicati. È quella che mi abbraccia quando sa che ne ho bisogno, anche senza che io dica nulla. Grazie a lei sono cresciuta, ho imparato a conoscermi meglio e a credere di più in me stessa. La sua presenza è un regalo enorme: è solare, altruista, premurosa…speciale e unica. Una di quelle persone rare che illuminano la vita di chi hanno accanto. Non servono mille amici, ma una che ne vale un milione, e lei per me è esattamente questo”.
(G. classe quinta).

Gemma n° 2885

“Oggi ho scelto di portare come gemma i miei fratelli: T. e O.
T. è il fratello più grande con cui il rapporto è diventato davvero “più bello” solo col tempo. All’inizio si sentiva tantissimo il distacco d’età: otto anni sono tanti, soprattutto da piccoli, infatti non eravamo molto uniti. Ho iniziato a notare un vero cambiamento pochi mesi prima che si trasferisse con la sua morosa L.; sentivo che mi cercava di più, che mi chiedeva cose che prima non chiedeva. Non pensavo potessimo andare così d’accordo: ho scoperto che abbiamo lo stesso tipo di ironia, gli stessi “problemi con la mamma” e che la pensiamo allo stesso modo su tante cose. Mi ha aiutata molto quando a scuola non andava bene: lo faceva sempre un po’ prendendomi in giro, “sfottendomi”, ma in realtà mi aiutava a tranquillizzarmi e a non sentirmi sbagliata. Per fortuna lavora nell’azienda dei miei genitori, quindi ho ancora la possibilità di vederlo tutti i giorni, e questo per me conta tantissimo.
O., invece, è stato il fratello dei “traumi”. Quello che ti faceva mettere in porta promettendo che avrebbe tirato piano (spoiler: non lo faceva mai). Quello che provava su di me tutte le mosse di wrestling e che, quando ti faceva male, la prima cosa che diceva non era “stai bene?”, ma “non dirlo alla mamma”. In quei momenti lo odiavo, ma se potessi tornare indietro non rifiuterei più neanche una di quelle proposte, perché solo oggi so che erano momenti preziosi. A differenza di T, O. lo vedo di meno. Anche lui lavora nell’azienda, ma è sempre fuori casa per lavoro e, quando torna, deve subito andare ad allenamento. Però quel poco tempo che lo vedo mi basta, perché riesce sempre a farmi ridere. Sicuramente un momento che porto nel cuore è il viaggio a New York, quando siamo andati tutti e tre insieme, più L. È stata proprio la vacanza dei sogni e non volevo che finisse. Non nego che abbiamo litigato, ma anche questo l’ha resa “nostra”.
Amo i miei fratelli, amo vederli giocare a calcio, amo quando ci ritroviamo per fare merenda, amo quando ci prendiamo in giro, amo quando mi dicono “ma tu sei la sorella di…”, amo come riescono a farmi ridere, amo anche quando litighiamo, amo quando scherziamo su chi sia il figlio preferito, amo essere cresciuta con loro. Amo tutto di loro e sono davvero grata di non essere figlia unica… anche se, in fondo, una sorellina me la meritavo”.
(P. classe quarta).

Gemma n° 2884

“Quando avevo 10 anni mio papà comprò una chitarra elettrica. Non so bene perché dal nulla comprò una chitarra, ma penso sia stato il migliore acquisto mai fatto.
A me, al tempo, la chitarra non interessava molto, né avrei voluto imparare a suonarla, ma in qualche modo i miei mi iscrissero in una scuola di musica e poco dopo iniziai a prendere lezioni. Il primo anno non dimostravo grande interesse, tanto che i miei pensarono di smettere, ma poi d’un tratto iniziai ad appassionarmi di musica. Da quel momento penso che in me scattò qualcosa, insomma, prendevo sempre in mano la chitarra, e ogni momento era un buon momento per suonare qualcosa.
Ormai suono questo strumento da 5 anni, e miei vicini lo sanno bene… Ogni volta che la prendo in mano non penso più a nulla, se non al movimento delle mie dita sul manico e alle note” (E. classe prima).

Gemma n° 2882

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Come rondine che migra lontano con la sua fantasia non trovo più un filo
su cui appoggiare i miei piedi.
Chissà se il giorno di Pasqua
io e te
eterni bambini
riusciremo a rompere il guscio.
Ma abbiamo paura della guerra come tutti
non vogliamo portarci dietro un amico che è nero, come l’odio e intanto andiamo
nei cinema di periferia a vedere un vecchio film dove si parla d’amore.
Alda Merini

Questa poesia è un elogio all’incertezza che tanto temo quanto è presente nella mia vita. La poesia, come la lettura della Bibbia, mi ha aiutato ad abbracciare la confusione di questi mesi. Solo senza più fili su cui poggiarsi possiamo essere veramente liberi, per quanto privi di sicurezza”.
(A. classe quinta).

Gemma n° 2881

“Ho deciso di portare questa collana come gemma perché per me ha un valore molto profondo: rappresenta l’unione della storia di mio papà e di mia mamma, ed è un simbolo importante della mia famiglia.
La collana mi è stata data da mio papà. Insieme alla catena c’è un ciondolo a cerchio che apparteneva a mia nonna: lei lo ha dato a mio papà e lui, a sua volta, lo ha donato a me. È un oggetto carico di ricordi e di aneddoti che mio padre mi ha raccontato nel tempo. Proprio per questo, in futuro mi piacerebbe trasmettere questa collana ai miei figli, per mantenere viva questa tradizione familiare.
La croce, invece, mi è stata regalata da mia mamma. Non rappresenta un momento preciso, ma è legata a una storia molto significativa che lei mi ha raccontato quando me l’ha donata. Mia mamma è originaria di Cuba e, quando era piccola, non possedeva ancora questa collana. Mia nonna materna le raccontava spesso quanto i chicchi fossero importanti, perché rappresentavano la base della vita e della società: il chicco di riso, il chicco di caffè, elementi semplici ma fondamentali, soprattutto in un Paese povero come Cuba, dove non ci si poteva permettere molti lussi. Questa idea è rimasta sempre molto impressa a mia mamma.
Anni dopo, mia mamma si è trasferita in Italia insieme a mio papà, dopo essersi innamorati e sposati. All’inizio non è stato un periodo facile: lei non parlava bene l’italiano e mio papà, dovendo lavorare, non voleva lasciarla sola in casa. Per questo la lasciava spesso da una nostra parente, che è diventata per lei un punto di riferimento fondamentale. Le ha insegnato molto, hanno condiviso tanti momenti importanti e si sono legate profondamente. Quando questa parente è venuta a mancare, a mia mamma è stata regalata una collana che lei non aveva mai visto prima.
Questa collana aveva un ciondolo a forma di chicco di caffè, da cui proviene la croce che oggi porto io. Appena mia mamma lo ha visto, ha subito pensato a sua nonna e a tutte le storie che le raccontava da bambina. Per lei è stato un segno molto forte.
Questo ricordo è molto importante anche per me. Credo molto nel destino e penso che, se mia mamma non avesse incontrato proprio mio papà, non avrebbe mai ricevuto quella collana che le ricordava così profondamente la sua storia. È come se fossero stati legati da un filo rosso, destinati a incontrarsi. Ed è per questo che questa collana, per me, ha un valore enorme”.
(G. classe quinta).

Gemma n° 2880

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“Come gemma ho deciso di portare il mio sport, la pallavolo, non solo per lo sport in sé, per la rapidità di pensare e del gioco, ma per la squadra. La cosa che mi ha spinto a fare questo sport è il lavoro di squadra. È vero, i tocchi sono tre, quindi i giocatori che toccano la palla sono 2/3, però perché riescano a fare 3 tocchi precisi ci vuole il lavoro di tutta la squadra negli allenamenti. Nessun ruolo, di cui è composta la pallavolo, riuscirebbe ad allenarsi da solo e in partita a giocare bene con i compagni: ci vuole l’allenamento insieme. E poi quando giochi da molto tempo con la stessa squadra, diventa come una grande famiglia” (B. classe prima).

Gemma n° 2879

“La mia gemma è una spilla che mi ha regalato una mia vecchia amica. Ci siamo conosciute in seconda media, quando arrivò da un’altra scuola: era timida ma molto gentile. Ci hanno messe di banco vicine e, parlando, abbiamo scoperto di avere tante cose in comune. Col passare del tempo siamo diventate migliori amiche e per Natale mi regalò questa spilla, che ancora oggi conservo e indosso durante le feste. Purtroppo l’anno scorso si è trasferita in un’altra città e, a causa di questo, abbiamo perso i contatti, ma resta per me un bel ricordo della nostra amicizia” (G. classe terza).

Gemma n° 2878

“Quest’anno come gemma ho deciso di portare mia sorella.
Per me mia sorella è un esempio, una guida, qualcuno che riesce a farmi sentire al sicuro anche quando dentro ho solo confusione. Lei c’è sempre stata. Mi ha sempre aiutata senza farmi sentire sbagliata, mi ha ascoltata davvero e mi ha sostenuta quando ne avevo più bisogno. Quindi so che, qualunque cosa accada, non sarò mai sola. Il suo amore è diventato la mia forza, e il mio affetto per lei non finirà mai” (V. classe terza).

Gemma n° 2877

“Quest’anno come gemma porto il mio gatto Cotone. Ha 7 anni e il primo di giugno ne farà 8.
L’ho voluto portare perché è il mio primo animale domestico in assoluto. Ricordo che da quando avevo circa 3/4 anni ho sempre desiderato un gattino perché ne ero OSSESSIONATA! (e ancora oggi ma l’ossessione è calata rispetto a circa 10 anni fa). Grazie ai miei genitori finalmente l’ottobre 2017 siamo andati da una signora che teneva dei cuccioli che aveva trovato abbandonati su una strada di San Giovanni Al Natisone. Lì abbiamo visto per la prima volta Cotone, che al tempo la signora lo aveva chiamato Limone. Grazie a Cotone ho imparato di più sui gatti e ai loro atteggiamenti, soprattutto perché lui è un gatto molto timido e che si spaventa facilmente (e ti attacca pure), ma se lui si fida di te si lascia coccolare e sfamare. Infatti questo lo dimostra ogni volta che a casa arriva un ospite, lui lo vede, lo sente e scappa a nascondersi immediatamente. Cotone è anche un gatto selvatico che dorme e fa i bisogni fuori casa (in giardino) e gioca con altri gatti del quartiere. È un animale abbastanza indipendente che però prega come un disperato appena non mangia da 1 ora. Cotone rimarrà per sempre il mio animale domestico preferito in assoluto e sono felice di aver un buon rapporto con lui❤️” (R. classe seconda).

Gemma n° 2876

Immagine creata con Gemini®

“Questa volta, come gemma, ho deciso di portare qualcosa di diverso: non più una singola e precisa cosa o persona, bensì un insieme di persone. Quest’anno è un anno speciale ma allo stesso tempo doloroso, perché sarà il mio ultimo anno qui. Questo mi provoca una sensazione di curiosità, ma anche di nostalgia.
Questa gemma non vuole essere melodrammatica né ricordare la sofferenza che inevitabilmente la distanza mi provocherà; al contrario, vuole celebrare con felicità tutte le persone che per me ci sono sempre state in modo incondizionato. Queste persone mi hanno insegnato ad apprezzare la vita e mi hanno regalato momenti indimenticabili.
Ho scelto di non dedicare questa gemma a una persona specifica proprio perché ogni mia amica è stata indispensabile per me.
C., a cui avevo dedicato la gemma l’anno precedente, mi ha insegnato il significato dell’amore incondizionato e fraterno, pur non essendo sangue del mio sangue. C. è sempre stata quella bambina calma e serena che, fin dal primo giorno, mi ha trasmesso fiducia e lealtà. Ricordo che la prima volta che la vidi le chiesi di mettermi un cerotto sulla schiena, per coprire la mia più grande insicurezza da bambina, affinché gli altri bambini non potessero vederla e giudicarla. Da quel giorno diventammo inseparabili, due pezzi di puzzle che si completano, proprio come il braccialetto che portiamo al polso.
M., invece, era quella bambina che da piccola faticavo a tollerare a causa dei nostri caratteri forti e spesso in contrasto. Con il tempo abbiamo imparato ad accettare questa nostra diversità e a costruire un legame solido e indistruttibile.
S. è stata la mia compagna di avventure e di divertimento sfrenato. È sempre stata l’amica più simile a me, e con lei ho imparato a fregarmene di tutto e di tutti, come se insieme il resto del mondo scomparisse.
E. e V. sono le mie amiche d’avventura: con loro ho scalato montagne senza conoscere la strada, ho dormito nel Tagliamento nel bel mezzo di una tempesta perché il telefono non prendeva, ho organizzato scherzi indimenticabili e sono scappata da inseguimenti di animali.
L. è la persona a cui mi sono legata di più negli ultimi anni. Nonostante all’inizio non mi avesse fatto una buona impressione, ho scoperto quanto la sua presenza quotidiana fosse capace di rendermi felice e viva, tanto da provare una sensazione di vuoto nei giorni della sua assenza. Anche se la conosco solo da due anni, mi sembra di conoscerla da una vita intera, e questo mi fa capire quanto tenga a questo nostro legame.
S. è il mio compagno di vita e il mio amico di viaggi: con lui ho lasciato libero il mio lato più selvaggio e istintivo, permettendomi di fare le pazzie tipicamente associate al mondo maschile.
Anche L., con il suo umorismo, mi ha fatto vivere momenti unici e irripetibili, riuscendo ad allontanarmi dai momenti no e dai pensieri negativi.
Tutte queste persone, e molte altre, nel loro piccolo mi hanno trasformata e mi hanno resa la persona solare e socievole che sono oggi. Hanno accettato e abbracciato i miei difetti, talvolta con difficoltà, diventando parti fondamentali del mio cuore e della mia vita”.
(S. classe quinta).

Gemma n° 2875

“Fin da quando ero piccola ho sempre desiderato avere un cane, qualcuno che fosse mio compagno di giochi e che potessi portare a spasso. Per me non era solo un animale, ma un amico con cui crescere e condividere momenti della mia vita. Questo sogno si è finalmente realizzato il primo settembre 2025, quando siamo andati in canile e abbiamo incontrato un piccolo cucciolo di cane bolognese.
In realtà, più che sceglierlo noi, è stato lui a scegliere noi. Appena ci ha visti, ci è venuto incontro, ha iniziato a giocare, a rotolarsi per terra, a mordicchiarci piano e a cercare coccole, soprattutto le mie. In quel momento ho capito che quel cane sarebbe diventato qualcosa di speciale. L’abbiamo chiamato Holly.
Da quando Holly è entrato nella mia vita, ho capito che non è solo compagnia o gioia. Con lui ho imparato a prendermi cura di un altro essere vivente, a essere responsabile e attenta. Ma soprattutto ho capito quanto un cane possa essere sensibile.
Qualche tempo fa ho letto un articolo che spiegava come i cani riescano a percepire il nostro dolore emotivo. Quando siamo tristi, stressati o attraversiamo momenti difficili, il nostro corpo rilascia segnali che loro riescono a sentire. Per questo si avvicinano, ci leccano, restano accanto a noi più del solito. È come se cercassero di “ripulire” la nostra tristezza, sia del corpo che dell’anima, dicendoci silenziosamente: non sei solo, lascia che ti aiuti.

Holly fa proprio questo con me. Il suo non è solo affetto, ma un modo profondo di prendersi cura di me, di capirmi e di abbracciarmi senza usare le braccia. L’amore dei cani per noi esseri umani è infinito e sincero, e questo è uno degli insegnamenti più grandi che ho ricevuto.
Oggi non riuscirei più a immaginare la mia vita senza di lui. Holly è diventato una parte fondamentale della mia quotidianità e del mio cuore. Mi ha regalato una gioia immensa e mi ha insegnato che l’amore più vero a volte non ha bisogno di parole”.
(E. classe terza).

Gemma n° 2874

“Quest’anno ho deciso di portare come gemma la mia migliore amica G. Ci siamo conosciute tre anni fa, quando io cominciavo le superiori e lei era in seconda, grazie ad una persona che ringrazio ancora profondamente per averci fatto incontrare. Il legame fra me e lei è speciale. Fin dal primo giorno, ci siamo sentite a nostro agio assieme e ci siamo rese conto di avere molte cose in comune. Una delle passioni più grandi che condividiamo è la musica; ogni giorno la ascoltiamo in corriera, quando siamo assieme ci sono sempre le canzoni di sottofondo e poi ci siamo noi due, che cantiamo facendo il nostro piccolo concerto, ricordando quello della scorsa estate.
All’inizio dello scorso luglio, siamo andate insieme al concerto di Irama, il nostro cantante preferito. Era il primo concerto per entrambe e non lo dimenticheremo mai, sia per il contesto che per le persone che abbiamo conosciuto.
G. sa tutto di me, sia le cose belle che quelle brutte e io so tutto di lei. Quando mi vede la mattina, se è successo qualcosa o se sono triste perchè la giornata è cominciata male, lei lo capisce subito. Un secondo dopo essere scese dalla corriera, mi chiede cosa c’è che non va e lo stesso faccio io con lei.
Le voglio un mondo di bene e, nonostante fra pochi giorni diventi maggiorenne, per me resterà sempre la mia piccola G.”
(F. classe terza).

Gemma n° 2873

“Quest’anno, come gemma, ho deciso di portare il mio gatto. Nonostante sia con me da circa due anni, ha completamente cambiato e migliorato la mia vita, diventando una presenza molto importante per me.
Il suo arrivo nella mia famiglia è stato del tutto inaspettato, soprattutto perché mio papà non voleva assolutamente avere gatti. Tuttavia il destino ha voluto che un giorno una piccola gatta randagia si presentasse alla nostra porta, affamata e spaventata. Io mi sono subito affezionata a lei, anche se aveva perso un occhio a causa di una congiuntivite avuta prima di arrivare da noi. Questo però non ha mai influito su ciò che provavo per lei, anzi mi ha fatto capire quanto fosse forte e quanto avesse bisogno di amore.
Poco tempo dopo la micia ha avuto dei gattini e credo sia stata una delle esperienze più belle e uniche della mia vita. Purtroppo, dopo alcune disavventure, alcuni cuccioli non ce l’hanno fatta, lasciando un vuoto difficile da colmare. Alla fine abbiamo deciso di tenere un gattino: l’unico maschio della cucciolata, che con il suo carattere dolce e vivace è riuscito a entrare nel cuore di tutta la famiglia.
Dopo qualche mese, però, la mamma è scappata e non è più tornata. È stato un dolore enorme, qualcosa che mi ha spezzato il cuore. Ma ho cercato di farmi forza, perché avevo ancora suo figlio con me, che ormai sentivo quasi come un figlio mio: l’ho visto nascere, crescere e muovere i suoi primi passi, momenti che porterò per sempre nel cuore.
Oggi tengo al mio gatto più che mai. Capisco che per alcune persone possa sembrare esagerato dare così tanta importanza a un animale, ma per me lui non è “solo” un gatto: è compagnia, conforto e amore incondizionato. La sua presenza riesce a farmi stare meglio anche dopo le giornate più difficili, e non riesco mai davvero a prendermela con lui, nemmeno quando combina qualche disastro.
In così poco tempo è diventato una parte fondamentale della mia vita, e sono certa che continuerà ad accompagnarmi ancora per molto tempo”.
(M. classe quinta).

Gemma n° 2872

“Ho pensato a lungo cosa portare per la mia gemma ma non trovavo qualcosa di adatto che mi rappresentasse, non trovavo niente. Poi ho capito che dovevo portare non qualcosa, ma qualcuno. La mia mamma é ciò che mi rappresenta. Lei per me c’è sempre stata e io glie ne sarò sempre grata. Non ho avuto un’infanzia facile. Ma non è stato facile neanche per mia mamma crescermi. Mio padre non c’è mai stato e mia mamma ha sempre dovuto lavorare per due. Lei per me ha fatto tutto. Il medico, il “taxi” come dice lei, la cuoca, ma soprattutto da padre. Non voglio parlare di me ma voglio parlare di lei. Ho scelto questa foto perché è dove vedo in lei un sorriso spontaneo e genuino. Lei ha sofferto più di me però cerca sempre di essere forte per me. Guardando questa foto spero sempre di poterla rivedere sorridere così, senza pensieri, libera di poter fare ciò che ama: la fotografia. Mia mamma è una parte fondamentale per me e anche se litighiamo, io so che faremo sempre pace perché pensare ad una vita senza di lei è come vivere senza anima” (L. classe quarta).

Gemma n° 2871

“La mia gemma di quest’anno è l’estate 2025. Per me è stata un’estate piena di esperienze, emozioni e persone.
Esperienze come il viaggio a Roma per il Giubileo; le lunghe camminate, il caldo torrido, i pranzi e le cene per strada, le serate insieme a ridere e a parlare fino a tarda notte ignorando la fatica che ci avrebbe aspettato il giorno dopo, i discorsi profondi, i “ma quanto manca” a ogni passo, i saluti e i sorrisi tra noi e le persone degli altri paesi, tutti insieme, tutti uguali. Essere una pellegrina, vivere di cose semplici e condividere riempie il cuore di cose vere; infatti tutto ciò mi ha permesso di crescere, creare ricordi indelebili e ampliare i miei orizzonti.

Poi, le giornate a Lignano da sola con le mie amiche e il viaggio a Paestum con la scuola grazie al quale ho potuto visitare luoghi antichi meravigliosi e fare nuove amicizie.
Emozioni perché ho sentito di aver vissuto quest’estate al massimo, di essermi goduta ogni attimo senza pensarci troppo. Ho provato amore, affetto, delusione, tristezza, rabbia, felicità, spensieratezza; è vero che non sono tutte positive, ma anche quelle negative fanno parte della vita e vanno affrontate.
Sicuramente non ce l’avrei fatta senza la parte più importante della mia estate, ovvero le persone, o meglio gli amici, quelli vecchi e quelli nuovi, che mi hanno circondato. Non essendo molto brava con le parole, ho scelto una canzone di Gio Evan per descrivere cosa rappresentano loro per me. Il testo dice:

“Nonna le chiamava “persone medicina”
Diceva che ci sono persone che quando le guardi guarisci
Che appena le senti calmano i battiti
Aggiustano i polsi
Ti aprono le persiane del cuore e fanno entrare la luce vera
Quella del sole
Persone che con un abbraccio ti fermano la tachicardia di dentro
Quella che per notti e anni
Hai collezionato a colpi di ansie
Che nemmeno ti appartenevano
Nonna diceva che esistono persone che hanno le tisane dentro gli occhi
Camomilla nello sguardo
Che tu le vedi e ti si tranquillizza il respiro, i pensieri
E dopo averle incontrate anche i sogni diventano più puliti
Dopo averle incontrate pure i sogni sognano meglio
Diceva che esistono persone che non si spaventano dei tuoi dolori
Che non hanno paura di abbracciarti i traumi
Che sanno dove metterti dentro le parole giuste
Persone che hanno imparato a frequentare così bene il sole
Che sanno addirittura accompagnarti fino al tuo tramonto
Nonna le chiamava “persone medicina”
Diceva che ci sono persone che quando le guardi guarisci
A detta sua le uniche persone da frequentare
A detta sua le uniche persone da diventare”.
Coloro a cui sto pensando sono proprio quelle persone che la vita ti fa incontrare al momento giusto, in modo inaspettato, come sapesse, senza che tu lo esprima, che ne hai proprio bisogno”.
(A. classe quarta).