Gemma n° 2993

“Ho riflettuto molto su cosa portare come gemma quest‘anno e ammetto che non é stato affatto semplice scegliere, finché, sfogliando l’album delle foto, mi sono imbattuta in una tenera foto che ritrae me e mia nonna quando avevo appena un anno. Fin da quando sono nata, mia nonna é stata una presenza costante nella mia vita e ho deciso di dedicarle questa gemma per tutto quello che ha sempre fatto per me e per mio fratello. Quando ero piccola e mia madre lavorava, casa sua era una tappa fissa: mi preparava sempre i miei piatti preferiti, mi aiutava a fare i compiti, giocava con me a carte e mi portava quasi ogni pomeriggio al parco. Se mi comportavo male, mi sgridava proprio come se fosse una seconda mamma e mi faceva capire che ciò che avevo fatto o detto era sbagliato. Non mi ricordo un singolo giorno in cui non mi abbia dato una delle sue tipiche lezioni di vita e le sono veramente grata per questo, poiché mi hanno aiutato a migliorare e a maturare, ma soprattutto a capire come funziona la vita. Ora che sono cresciuta, non vado molto spesso a trovarla come facevo prima, ma ogni volta che entro in casa sua, ritrovo il calore e la serenità che provavo da piccola appena varcavo la soglia. Mi accoglie sempre con il sorriso ed è pronta a fare di tutto pur di rendermi felice. A volte le rispondo male e non ne vado fiera; subito dopo mi rendo conto di tutto quello che ha sempre fatto per me e me ne pento. Nonostante ciò, le racconto sempre tutto, ad esempio della scuola o dei miei amici e lei è sempre entusiasta di ascoltarmi e di darmi consigli. Ho passato gran parte della mia infanzia a scorrazzare per quella casa piena di ricordi e risate, soprattutto durante l‘estate e ora che sono grande, rimpiango quei momenti privi di preoccupazioni e stress. A volte vorrei tornare indietro e rivivere anche solo per un secondo quella spensieratezza che ogni bambino possiede. Mia nonna è un punto di riferimento fondamentale nella mia vita, perché mi ha insegnato moltissime cose, ma soprattutto ha creato dei ricordi che custodirò con gelosia all’interno del mio cuore, per tutta la vita e che trasmetterò ai miei figli quando cresceró. Mia nonna però, mi vede ancora come la sua nipotina e ogni volta che passo il pomeriggio a casa sua, capisco quanto sia speciale il legame che ci ha sempre unite. Non so cosa farei senza di lei e anche se il tempo scorre, rimarrà per sempre una delle mie persone preferite in assoluto. Un semplice grazie non basta per tutto quello che ha sempre fatto per me e spero di riuscire a trasmetterle tutto il bene e l‘ammirazione che provo nei suoi confronti. Certe persone non sono solamente parte della nostra vita, ma sono la radice: invisibili agli occhi degli altri, ma indispensabili per farci crescere e diventare ciò che siamo. Anche quando non ci sarà più, so che ovunque andrò, una parte di me rimarrà per sempre legata a lei e ai ricordi che ci uniscono” (A. classe terza).

Gemma n° 2982

“Ho scelto la canzone A modo tuo di Elisa per la mia gemma  perché per me rappresenta un legame molto importante: quello con mia nonna. Questa canzone parla dell’amore di chi ti cresce e ti accompagna nella vita, lasciandoti libero di essere te stesso, “a modo tuo”. Ed è proprio questo che rappresentava per me mia nonna. Mia nonna è venuta a mancare il 13 gennaio di quest’anno, e questa era una delle sue canzoni preferite. Io sono cresciuta con lei dal giorno della mia nascita fino ai miei  18 anni, e per me non era solo una nonna, ma una presenza fondamentale nella mia vita. Ogni volta che ascolto questa canzone penso a lei, a tutto l’amore che mi ha dato, ai momenti passati insieme e a tutto quello che mi ha insegnato. Adesso mi ritrovo ad affrontare la vita senza di lei, ed è difficile. Però questa canzone mi aiuta, perché mi ricorda che anche se lei non c’è più fisicamente, tutto quello che mi ha lasciato dentro continua a vivere in me. A modo tuo per me è importante perché mi fa sentire ancora vicina a lei. È come se, ogni volta che la ascolto, mi accompagnasse ancora e mi dicesse di andare avanti, vivendo la mia vita proprio a modo mio. Per questo ho scelto questa canzone: perché rappresenta un amore che non finisce mai” (A. classe quinta).

Gemma n° 2963

“Come gemma ho deciso di portare la fede di matrimonio della mia bisnonna, persona alla quale ero tanto legata. È morta pochi anni fa e prima di morire ha chiesto a mia nonna di lasciare a me la sua fede come ricordo per far sì che lei fosse sempre con me anche se non fisicamente, come suo ricordo. Ha aspettato che crescessi abbastanza per darmela e adesso la porto sempre con me” (V. classe seconda).

Gemma n° 2956

“Chi ti ama ti sbuccia la frutta,
chi ti ama ti porta il tè in un pomeriggio freddo di dicembre mentre studi
chi ti ama gioisce per i tuoi successi più di quanto lo fai tu
chi ti ama ti prepara il tuo piatto preferito dopo una brutta giornata solo per vedere il tuo sorriso,
chi ti ama mette la sveglia 10 minuti prima solo per prepararti la colazione,
chi ti ama racconta di te come se fossi la sua più grande vittoria,
chi ti ama risparmia e si sacrifica per la certezza del tuo futuro al quale forse non parteciperà.
Chi ti ama lo dimostra nei più piccoli e silenziosi dettagli, non lo fa in un video, in una foto o con mille parole elaborate ma nella semplice, e forse un po’ banale, quotidianità;
è un sentimento che profuma di bucato steso al sole e che si riflette negli occhi, che non riescono a non vedere la versione migliore di te.
Quando alle elementari mi hanno chiesto di scrivere un tema sulle mie persone preferite il mio pensiero è subito ricaduto sui miei nonni, delle vere forze della natura. Quella forza che solo crescendo, ho capito che non risiede solo nei muscoli ma nella capacità di restare in piedi nonostante tutto.
A voi nonni, che mi avete sostenuto e cresciuto come un figlia, quando dopo intere giornate insieme il papà mi veniva a prendere e io cercavo di nascondermi per rimanere con voi perché anche tutto il tempo del mondo con voi non mi basterà mai. Tutte le estati, le vacanze di natale e di pasqua  trascorse nella vostra casa che diventa sempre un hotel per tutta la famiglia, “serviti e riveriti” come dice nonna. È in quel “serviti e riveriti” che nascondete la vostra missione più grande: farci stare bene e al sicuro sempre. In ogni angolo della casa sento l’eco delle risate ma soprattutto delle litigate e il rumore della tavola apparecchiata per tutti.
Il mio studio e il mio impegno sono un atto di gratitudine verso di te, nonna. Tu, che hai dovuto rinunciare ai libri, sei diventata la mia lezione di vita più grande. Ogni pagina che sfoglio è un modo per onorare la tua curiosità e la tua intelligenza. Con la tua cucina “a occhio”, i tuoi gelati segreti e la tua pazienza infinita, sai sempre come rimettere insieme i miei pezzi e ricordarmi chi sono.
E a te, nonno, devo la strada che oggi posso percorrere. La tua schiena piegata dal lavoro e i tuoi silenzi generosi sono stati il sacrificio necessario per permettermi di sognare. Anche se la tecnologia ti sembra un mondo lontano, insegnarti a usare un telefono è il mio piccolo modo per restituirti un po’ della tua pazienza. Mi resterà sempre nel cuore la tua immagine fissa sul divano alle prese con i cruciverba e quel tuo modo pudico, ma protettivo, di stringermi la mano.
Siete il mio tesoro più prezioso: la dimostrazione che l’impegno è un privilegio e che l’amore si manifesta nei piccoli gesti quotidiani, fatti di complicità, fiducia e infinita dolcezza.
Ovunque io vada, porterò con me il sapore di quei dolci fatti a caso, il rumore delle penne sui giornali e il calore di quel divano. Spero che un giorno, guardandomi, possiate dire che ne è valsa la pena.
Tutto ciò che faccio, lo faccio per voi. Studio, fatico e guardo al futuro con determinazione perché voglio che i vostri sacrifici abbiano il finale che meritano.
Perché alla fine, la verità è una sola: chi ti ama come mi amate voi, non ha bisogno di grandi gesti per cambiare il mondo, gli basta restare sulla porta a guardarti partire, sapendo di averti dato le ali per volare più in alto di quanto loro abbiano mai potuto fare”.
(V. classe terza).

Gemma n° 2933

“Quest’anno come gemma ho deciso di portare un oggetto che cercavo da molto e che ho ritrovato solo ultimamente: si tratta del portacarte di mio nonno. Potrebbe sembrare una banalità ma a me ricorda molti episodi della mia infanzia, in particolare quando il nonno e il papà giocavano a scopa e io tenevo i punti su un foglietto. Mio nonno non era un uomo di famiglia, affatto, ma oltre alla casa e al posto di lavoro frequentava l’osteria dove si trovava con i suoi amici per giocare a carte. Essendo una persona riflessiva e taciturna, giocava anche a casa per ore a solitario. Questo portacarte ha un segno distintivo che mi ricorda mio nonno perché lui fumava molto, una volta lo aveva accidentalmente rovinato e da allora è ancora “cisato”.
Il mio rapporto con mio nonno non era particolarmente speciale perché si è ammalato ed è venuto a mancare quando ero piccola, ma rimarranno sempre con me quei piccoli gesti che dimostravano il suo affetto nei miei confronti, nei confronti della sua prima nipotina”.
(A. classe quarta).

Gemma n° 2929

“Ho pensato tanto a cosa poter portare come ultima gemma e sono stata veramente molto indecisa: l’unica cosa che sapevo fin dall’inizio era che volevo che fosse qualcosa che aveva attraversato tutti i 5 anni e, perché no, tutta la mia vita. Quindi ho deciso di portare questi due anelli. Ovviamente non sono solo due gioielli, ma un ricordo molto molto importante: mia nonna paterna. Nonostante fosse sempre la prima a “dirmi su di tutto” quando facevo qualcosa che non andava, è stata la donna che mi ha cresciuta. I miei hanno lavorato entrambi fino a tardi per quasi tutta la mia vita e quindi era lei che mi portava, mi veniva a prendere a scuola, mi preparava il pranzo, mi teneva il pomeriggio. Lei, come in realtà tutti i miei nonni, è stata colei che mi ha passato quella forte motivazione e dedizione nello studio. È con lei che parlavo di storia come di politica o letteratura. È da quando mi ha raccontato di quanto avrebbe voluto studiare, ma al tempo non ha potuto, che mi ripeto che tutto questo studio lo voglio fare per lei, per “vendicarla”, raggiungere ciò che per lei non è stato possibile a causa della sua situazione economica e familiare del tempo. Tutti i miei nonni sono stati molto importanti, ma lei è stata un po’ più importante perché, alla fine, è grazie a lei se sono la persona che sono oggi, nel bene e nel male” (C. classe quinta).

Gemma n° 2902

“Ed anche quest’anno, come gemma, ho portato una persona molto speciale nella mia vita. Una persona che, anche se non è più fisicamente qui, è sempre con me. All’inizio non volevo raccontare di lui ma poi mi sono fatta coraggio perché  il suo ricordo non deve essere un momento di tristezza ma di felicità.
Mio nonno è la gemma che ho scelto per questo 2026; un uomo che ha lasciato un segno indelebile nella mia vita. Ricordo quando andavo a trovare lui e la nonna: mi faceva i grattini sotto i piedi con un ramoscello che trovavo in giardino e poi mi leggeva le fiabe. Sapeva fare un mondo di cose, aveva persino la sua officina privata… ancora oggi alcune volte quando devo aggiustare qualcosa, dico tra me e me “cavolo non è qui ad aiutarmi”. Era un uomo speciale, pieno di vita, che mi strappava un sorriso, con quelle sua luccicante dentiera. Ora che sono cresciuta è strano immaginarmi il rapporto che ci sarebbe stato tra noi due… se fosse ancora qui sono certa che andrei a trovarlo ogni giorno, per bere un buon tè, parlare del più e del meno o ancora meglio… per aggiustare qualche oggetto o creare qualche cosa insieme. Anche se i ricordi ad oggi sono sbiaditi, lo sento a fianco a me, che ricolora tutti quei momenti passati insieme, per renderli ancora una volta vividi. Mio nonno è la mia gemma indelebile, quella che più di tutte non si può cancellare.
Pensare a lui una volta mi faceva solamente male…ma oggi sorrido, amo e ricordo.
Al mio nonno❤️”
(G. classe seconda).

Gemma n° 2892

“La gemma che ho deciso di portare è una statuina di un gatto. Questo oggetto, in sé, non ha un valore materiale particolare, ma l’ho scelto perché mi permette di parlare della persona che me lo ha regalato: mia nonna. Lei ha affrontato davvero tante difficoltà nella sua vita, ma nonostante tutto è sempre rimasta una figura centrale, non solo per me, ma per tutta la mia famiglia. Si è sempre divisa in quattro per renderci felici e, anche nei momenti più complicati, ha cercato di mettere da parte i suoi problemi per mettere al primo posto noi. Mia nonna è stata come una seconda madre per me e per mio fratello. Ogni giorno, dall’asilo fino alla fine delle elementari, è sempre stata lei a portarci a scuola, accompagnandoci con la sua presenza costante e rassicurante. Senza di lei non saremmo riusciti nemmeno ad affrontare alcune scelte importanti, come l’apertura di un mutuo, segno di quanto sia stata fondamentale per la nostra famiglia. Spesso dice che spera di non andarsene presto, perché non vuole lasciarci proprio adesso, quando ci sono ancora delle situazioni da sistemare. Questa frase mi colpisce molto, perché dimostra quanto continui a preoccuparsi per noi, anche dopo aver già dato così tanto. Non so come sarebbe stata la nostra vita senza di lei, senza quell’ancora di salvezza che c’è sempre, soprattutto nei momenti più difficili. Proprio per questo ho deciso di dedicare a lei la mia gemma. Quando guardo questa statuina è come se fosse sempre presente accanto a me. È sulla mia scrivania e ogni volta che entro nella mia stanza le rivolgo uno sguardo. Ha la testa sollevata, come se osservasse tutto dall’alto, e mi ricorda mia nonna, che guarda sempre a noi con attenzione e amore” (G. classe quarta).

Gemma n° 2868

“Ciao nonna
Non ero certa che mai avrei cercato di esprimere a parole ciò che provo ormai da un po’, perché scriverlo fa sembrare tutto un po’ più vero, ogni parola mi ricorda che la distanza tra noi è più grande di quella a cui eravamo abituate, mi ricorda che non ci sarai a rispondermi alle chiamate con quel “pronto?” un po’ assonnato perché puntualmente ti chiamavo mentre facevi il tuo riposino e tu cercavi di farmi credere che non fosse così per non farmi sentire in colpa, che non sentirò più i tuoi racconti su quella vita così piena che hai vissuto o la mamma che parla per ore al telefono con te la sera.
E fa male fermarmi e rendermi conto di dover parlare di te al passato perché tu sei sempre stata il mio presente. Se fossi qui mi diresti di non dispiacermi  perché sei in un posto incantevole circondata dall’amore di Dio a cui hai sempre dedicato ogni giornata, ogni gesto, ogni preghiera.
Sai nonna, a Natale eravamo tutti lì a casa tua, è stato strano ma al contempo è stato come se tu fossi stata lì in mezzo a noi, quella casa, che sarà sempre “casa della nonna”: è pervasa di te, in ogni angolo di ogni stanza così come lo sono i nostri cuori a cui tu non hai mai negato amore, un amore senza riserve che non si è mai arreso davanti alle paure, alle difficoltà e alla lontananza che rendeva ogni nostro incontro più speciale.
Sei sempre stata e sei ancora un’ancora, un punto di riferimento per noi che ti abbiamo sempre guardato con ammirazione. Avrei voglia di raccontarti tante cose e abbracciarti forte forte e sentirmi chiamare “gioia” come facevi sempre. Così ci siamo salutate l’ultima volta che ti ho visto e quelle parole risuonano sempre nella mia mente quando penso a te.
Mi manca sentire il suono di quelle parole sicure e risolute e la dolcezza dei tuoi baci sulla fronte. So che adesso sei in un posto lontano ma migliore e vegli su di noi da un po’ più su.
Ti immagino lassù, finalmente, dopo tanto tempo, danzare abbracciata al nonno come nella foto che guardavo sempre quando entravo in camera tua, digli da parte mia che avrei tanto voluto conoscere anche lui come ho avuto la fortuna di conoscere te.
É impossibile racchiudere ciò che sei stata per me in così poche parole perché è un sentimento che non si rinchiude in semplici lettere ma ho voluto comunque tentare.
Ciao nonna, mi manchi tanto
La tua A.”
(A. classe quinta)

Gemma n° 2806

“La gemma che ho voluto portare quest’anno è la collana che indosso tutti i giorni. Quando ho lasciato casa l’anno scorso, mia madre mi ha dato questa collana, che era di mio nonno; purtroppo non sono mai riuscito a conoscerlo anche se mi sarebbe piaciuto tantissimo. Da quel momento in avanti la collana è diventata parte di me, è come se mio nonno e tutta la mia famiglia stessero sempre con me in qualunque momento difficile e bellissimo; anche se a 800km di distanza so che ci saranno sempre per me e spero che mio nonno mi protegga da lassù e sia fiero di me” (G. classe quarta).

Gemma n° 2799

“Come gemma di oggi vorrei parlare di mia nipote, M. Lei è nata il 12 aprile 2021 e da quando la conosco, la mia visione del mondo è cambiata. Io le sono stata sempre vicina e per me, lei è il mio mondo. Mi ha portato gioia anche nei momenti difficili. Le voglio molto bene, e per me, lei è la ragione per cui sorrido sempre e guardo avanti senza arrendermi. Io per lei sono la sua eroina, e lo stesso è lei per me” (B. classe prima).

Gemma n° 2759

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“Non c’è molto da dire. La nonna è sempre la nonna. La nonna D. però non solo. La nonna D. è la nonna che ti aiuta a ripetere la struttura della “Ziqqurat” perché il giorno dopo c’è la verifica sui sumeri e tu non riesci a studiare da sola. La nonna D. è la nonna che odia cucinare ma che non ti fa mai mancare pranzo, cena e merenda. La nonna D. è la nonna che ti difende sempre, soprattutto da mamma e papà. La nonna D. è la nonna che che ti accompagna alla fermata dell’autobus per andare all’asilo mano nella mano. La nonna D. è la nonna che quando vede che hai scarabocchiato sul muro di casa con la penna, dice che il tuo disegno è un capolavoro. La nonna D. è la nonna che quando ti trova con le forbici in mano, i capelli per terra e sulla testa un gran bel casino, prima ti sgrida perché è pericoloso e poi ti dice che sei bellissima. La nonna D. è la nonna che quando sei ammalata ti misura la febbre ogni due minuti. La nonna D. è la nonna che il mercoledì pomeriggio, quando passa il camioncino dei gelati, ti prende sempre una bella pallina alla nocciola. La nonna D. è la nonna che ti chiama ancora “Tituti” nonostante tu non sia più una bambina. La nonna D. è la nonna che ti compra sempre le figurine dell’album degli Amici Cucciolotti anche se la mamma e il papà non sono d’accordo. La nonna D. è la nonna che dopo aver visto la tua pagella andrà a vantarsi con tutte le amiche del paese. La nonna D. è la nonna che ti guarda con occhi innamorati ancora oggi, anche se non si ricorda più il tuo nome. La nonna D. è la nonna con il cuore più grande del mondo, perché nonostante la sua testa non funzioni più come una volta, continua ad amarti, anche più di prima. La nonna D. è la nonna che nonostante tutto ti porta sempre nella sua anima, anche se i ricordi ormai si sono persi. La nonna D., per me, è la gemma più preziosa” (G. classe quinta).

Gemma n° 2750

“Come gemma ho deciso di portare mia zia, una delle persone più importanti per me: c’è sempre stata per me nei momenti felici, ma anche in quelli tristi.
Mi ha sempre detto, che se avessi avuto bisogno di parlare con qualcuno e di sfogarmi lei ci sarebbe stata, anche se ultimamente non l’ho fatto e me ne pento perché avrei potuto risolvere alcuni problemi più facilmente invece di tenermi tutto dentro.
Quando ero piccola adoravo stare con lei, passavamo i pomeriggi e le serate a giocare, mi ricordo di quando doveva sistemare la sua camera e ci mettevamo a cantare le canzoni oppure di quando la domenica mattina si preparava per andare a lavorare e stavo in bagno con lei mentre si preparava.
Ora ci vediamo meno spesso però mia zia resterà sempre la parte più importante di me” (D. classe prima).

Gemma n° 2738

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Perché in fin dei conti questo siamo.
Esseri fragili.
Deboli ramoscelli attaccati fievolmente al grande albero della vita.
Pronti a spezzarsi da un momento all’altro.

È l’inizio di una poesia che avevo letto qualche anno fa e che avevo salvato sul telefono. Ma non ne avevo mai capito il significato, fino a quest’estate.
Finisce la scuola, sono finalmente libero e tra due settimane parto per Toronto, per il viaggio che sto sognando da mesi. Non potrei essere più contento. Ma c’è qualcosa che non va, o qualcuno: sono quasi 2 mesi infatti che mio nonno, che abita nella mia stessa casa, che ho visto ogni giorno della mia vita, non sta bene; gli hanno diagnosticato un grande tumore ai polmoni e siamo tutti in pensiero per lui. Ora che ho finito scuola, ho più tempo da spendere con lui; mi ero promesso di farlo, ma purtroppo non l’ho sempre mantenuto, non quanto avrei voluto. Arriva domenica, è sera, sono con lui e stiamo parlando. Improvvisamente comincia a sentirsi sempre peggio, chiamo giù mio padre e tutti insieme decidiamo che forse è meglio chiamare un’ambulanza e farlo visitare in ospedale. Lunedì i miei vanno a trovarlo e dicono a me e mia sorella che non sta benissimo ma neanche male. Dal giorno dopo andiamo anche noi a trovarlo, non siamo mai stati così felici di vederlo. E così mercoledì e giovedì. Poi arriva venerdì, il giorno prima di partire per il Canada: sono le 8, mi alzo, vado in cucina e trovo un biglietto dei miei: “siamo in ospedale”. Era strano che fossero andati a quell’ora, avevo già capito cos’era successo. Passano 10 minuti, i miei tornano a casa e li vedo entrare pieni di lacrime agli occhi, so cosa stanno per dirmi, ma non ho il coraggio di chiederlo. Si avvicina mio padre: “Il nonno se n’è andato”. Io scoppio a piangere e abbraccio mio padre così forte come non ho mai fatto in tutta la vita. Ma ora come faccio a partire, ad andare a migliaia di chilometri di distanza, da solo, in queste condizioni, non andando neanche al suo funerale? Nonostante ciò, i miei mi dicono di andare, perché in fondo anche mio nonno l’avrebbe voluto per me. E allora parto, vivo un mese incredibile, pieno di emozioni, conosco gente stupenda da tutto il mondo e visito posti unici. Torno a casa e continuo a vivere la mia estate come meglio posso, certo con un vuoto dentro. Poi arriva domenica 25 agosto. Il giorno prima avevo finalmente compiuto 18 anni ed ero felicissimo. La mattina mentre vado alla sagra del paese per aiutare, scrivo sul gruppo del calcetto “Martedì calcetto?”. Spengo il telefono e lo riprendo solo dopo pranzo dopo aver finito di lavorare. Il primo messaggio che trovo è quello di un mio amico: “R, non so se è il caso di andare martedì, L. non c’è più”. Rimango paralizzato, in mezzo alla sagra, in mezzo a centinaia di persone. Non ci posso credere. Dopo qualche settimana, riportano su il corpo dalla Puglia, dov’era in vacanza quando se n’è andato. Andare al funerale di un tuo amico che conosci dalla terza elementare, un ragazzo di soli 20 anni, con tutti i tuoi amici, non era qualcosa che avrei voluto vivere. Vederli tutti piangere, abbracciarsi, cercando di farsi forza a vicenda, è straziante e non lo augurerei nemmeno al mio peggior nemico.
Ora capisco perché siamo esseri fragili, deboli ramoscelli attaccati fievolmente al grande albero della vita, pronti a spezzarsi da un momento all’altro.
Ora capisco che bisogna vivere ogni giorno al meglio, come fosse l’ultimo, o almeno anche solo provarci, infatti io non ci riesco sempre, guardarsi allo specchio e sentirsi realizzati, andare a dormire la sera ed essere contenti di chi si è e di cosa si è fatto. Per se stessi. Per gli altri. Per chi non c’è più.”
(R. classe quinta).

Gemma n° 2736

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“Questa gemma voglio dedicarla a mia nonna perché è una delle persone più importanti della mia vita.
Lei c’è sempre stata e non mi ha mai fatto mancare nulla.
Ha sempre creduto in me e mi ha sempre incoraggiata e sostenuta. Mi ha vista ridere, mi ha vista piangere, mi ha vista sbagliare, mi ha vista crescere.
Riesce sempre a farmi sorridere, anche nei momenti difficili, anche quando penso di non farcela” (G. classe seconda).

Gemma n° 2718

“Come gemma quest’anno ho scelto di portare questa maglietta. L’ho scelta perché me l’ha fatta mia nonna, che purtroppo è venuta a mancare qualche mese fa. Mia nonna era una delle persone più importanti per me, e ogni volta che andavamo in Albania dai miei parenti io rimanevo sempre a dormire da lei. La cosa di cui mi pento di più è di non averla vista più spesso, e prima che se ne andasse, perché appunto i miei parenti vivono tutti in Albania. Mi ricordo che ogni volta che le chiedevo, mi faceva sempre delle maglie, delle borse e varie cose e penso che ora siano le cose che tengo più strette a me per avere un ricordo di lei” (N. classe quarta).

Gemma n° 2712

“Da tre anni io suono il violino che apparteneva al mio bisnonno. Il mio bisnonno ha svolto la leva militare per poi andare in guerra, durante la quale fu catturato e imprigionato in un campo di lavoro. Il campo si chiamava “Alma” nome della località in cui era situato. Al suo rientro in Italia nel 1946, ha acquistato il violino che è stato conservato dai miei nonni” (M. classe prima).

Gemma n° 2707

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“Questa foto rappresenta i miei nonni quando erano giovani (18/19 anni) e per me è un oggetto molto importante perché innanzitutto mi ricorda le nostre origini, ma anche tutte le storie della nostra famiglia. I miei nonni per me sono un esempio di vita poiché hanno affrontato ogni difficoltà con determinazione e ottimismo e per questo li ammiro” (M. classe prima).

Gemma n° 2704

“Ho deciso di portare questo peluche come gemma perché è stato uno degli ultimi regali da parte di mia zia.
Nel 2020 a mia zia viene diagnosticato un tumore. Eravamo tutti molto preoccupati, ma lei, lei era quella più calma. Lo ha combattuto per 3 anni e mezzo fino allo stremo. Vederla in quelle condizioni è stata una delle cose che mi ha più segnata, perché quando lei stava morendo io ero lì.
Non voglio che questa gemma sia un ricordo triste, anzi voglio ricordare come sia importante la vita e soprattutto quanto sia prezioso poterla vivere. Lei mi ha insegnato a vedere il mondo in modo positivo e trarre vantaggio da ogni sbaglio” (M. classe prima).

Gemma n° 2696

“Fa strano dirlo, ma questa è la mia ultima gemma. Proprio per questo motivo ho pensato a lungo a cosa o chi portare, ma alla fine sono andata sul sicuro. Come ultima mia gemma infatti, ho deciso di parlare della mia nonna materna, B., per ringraziarla un po’ per tutto quello che ha sempre fatto per me.
Io e mia nonna siamo sempre state molto legate, anche perché ho passato la maggior parte della mia infanzia e della mia adolescenza a casa sua.
Molti dei ricordi più vividi della mia infanzia infatti sono proprio con mia nonna.
Ricordo perfettamente tutti i pomeriggi passati a farla disperare, dato che non riuscivo ad addormentarmi in nessun modo e allora la costringevo a prepararmi la mia tazza a forma di orso piena di spremuta di arancia e zucchero e portarmi fino alla discarica di T. per vedere i gabbiani, promettendole che solo così mi sarei addormentata (ovviamente non mi addormentavo mai).
Inoltre ogni tragitto in auto con mia nonna era sempre accompagnato da un’accurata selezione di CD di canzoni estive anni cinquanta e sessanta o di canzoni natalizie dello Zecchino d’Oro, che ascoltavamo indipendentemente dal periodo dell’anno (al 90% se ci avessero fermate in un pomeriggio di novembre ci avrebbero beccate mentre ascoltavamo Sapore di sale di Gino Paoli).
Ricordo ancora perfettamente i pomeriggi passati a preparare le frittelle, a bere il the, a cucire, a trasformare la sua casa in un museo con i miei disegni o a ripeterle disperatamente gli argomenti delle mie interrogazioni. Infatti, nonostante mia nonna non abbia mai potuto continuare a studiare, ha sempre cercato di aiutarmi come poteva nei compiti e nello studio quando non potevano farlo i miei genitori, ricordandomi quanto io fossi fortunata a poter andare a scuola e dandomi quel pizzico di motivazione in più.
Mia nonna inoltre è sempre stata (ed è ancora) un po’ la mia complice. Quando litigavo con le mie amiche o una verifica non andava come speravo infatti, era sempre lei la prima a saperlo (anche se poi andava subito a dirlo a mia mamma, pure quando le facevo promettere che non lo avrebbe fatto).
Avrei ancora tantissime cose da dire, ma meglio finire qua perché sennò non la finisco più.
Insomma, ci tenevo a concludere la mia serie di gemme ringraziando per bene la nonna B. per tutto quello che ha fatto e continua a fare per me”.
(B. classe quinta).