Pubblicato in: Gemme, Letteratura, Società

Gemma n° 1817

L. (classe quinta) ha acceso il suo iPad e ha proiettato due foto: “Sono due foto con mia mamma perché la mia gemma è il nostro rapporto. Fino a poco tempo fa spesso facevo le cose senza dirle niente e quando veniva fuori che magari ero uscita litigavamo sempre; non capivo di sbagliare, me la prendevo sempre con lei e pensavo fosse cattiva. Col tempo sono cambiata e ora ho un bellissimo rapporto con lei, parliamo di tutto e non mi sento imbarazzata su niente perché mi sento a mio agio. Usciamo spesso anche da sole senza il resto della famiglia e talvolta ci scambiano per sorelle e per me lei non è solo una mamma ma anche un’amica; anche in casa, quando combiniamo qualcosa, siamo complici”.

Devo dire che in questi anni sono più frequenti le gemme d’amore nei confronti dei nonni rispetto a quelle nei confronti dei genitori, anche se comunque più frequenti rispetto al passato. Il poeta bengalese Rabindranath Tagore scriveva: “Il bambino chiama la mamma e domanda: “Da dove sono venuto? Dove mi hai raccolto?”. La mamma ascolta, piange e sorride mentre stringe al petto il suo bambino: “Eri un desiderio dentro al cuore”.” Ecco, quel de-siderio, quella mancanza di una stella (de-, distanza e – sidera, stelle) che dia senso al tuo cielo, è ciò che fa sì che quella relazione sia così forte, quell’amore così totale.

Pubblicato in: cinema e tv, Diritti umani, Etica, Gemme, libri e fumetti, Società

Gemma n° 1790

“Ho portato il trailer di Mio fratello rincorre i dinosauri, basato su una storia vera: è la vicenda di Jack, un ragazzo che ha un fratello minore con la sindrome di Down, Gio. All’inizio lo vede come un supereroe, poi lo vive come un peso e un problema e non ne parla con nessuno dei suoi amici. Crescendo però scopre la bellezza di suo fratello e la sua unicità.

Ho poi portato un passo dal libro con la descrizione di Gio fatta da Jack:
La vita con Gio era un continuo viaggio tra gli opposti, tra divertimento e logoramento, azione e riflessione, imprevedibilità e prevedibilità, ingenuità e genialità, ordine e disordine. Gio che si butta a terra fingendo di cadere per sbaglio. Gio che scrive ogni azione prima di farla. Gio che salva una lumaca dalla nonna che la vuole cucinare. Gio che, se gli chiedi se quello che ha in mano è un pupazzo o un lupo vero, risponde: «Pupazzo vero». Gio che fa lo sgambetto alle bambine solo per aiutarle a rialzarsi, far loro una carezza e chiedere: «Come stai?» Gio che: in Africa ci sono le zebre, in America i bufali, in India gli elefanti, in Europa le volpi, in Asia i panda, in Cina i cinesi. Che se passano dei cinesi ride e si tira gli occhi, anche se li ha già come loro. Che la più grande disputa è stata se il T-rex era carnivoro o erbivoro. Che le vecchie sono molle; e glielo dice proprio, a tutte quelle che incontra. Gio che se vede un cartello con scritto «Vietato calpestare l’erba» lo gira e poi la calpesta. Che se lo mandi di sopra a prenderti il telefono e chiedere a papà se vuole la minestra lui va da papà a chiedergli se vuole il telefono. Che dice faccio da solo e ti mando via, con nella voce un’incertezza che capisci che lo sta dicendo a se stesso, per farsi forza. Gio che non capisce perché la sua ombra lo segue, e di tanto in tanto si volta di scatto a vedere se è ancora lì.
Gio era tutto, ma più di ogni altra cosa era libertà. Lui era libero in tutti i modi in cui avrei voluto essere libero io. Gio era tornato a essere il mio supereroe. E non avrebbe più smesso di stupirmi.
A. (classe seconda) ha portato questa gemma molto toccante. Immediato pensare al libro e al film Wonder (vi si fa riferimento anche nel trailer). Vorrei offrire un punto di vista diverso; leggo spesso il blog di una mamma, The princess and the autism. Scrive così nella presentazione: “Ciao! Benvenuti nel mio blog dove si parla di Ariel (la mia meravigliosa bimba di 10 anni che, tra le altre cose, è autistica), di Davide (il mio meraviglioso bimbo di 11 anni che, tra le altre cose, non è autistico) e di Baloo (il nostro cucciolo di barboncino nano che potrebbe essere essere autistico) e della sottoscritta, mamma in affanno ma sempre con determinazione. Cosa abbiamo di speciale? Niente! Siamo una famiglia “autistica” come molte altre, ma cerchiamo di vedere il bicchiere sempre mezzo pieno. Non illudetevi… di solito non sono di così poche parole!”. Sono veramente tanti gli spunti che offre, tante le riflessioni che partono da quanto scrive. E mostra un mondo in tutte le sue sfaccettature. Un esempio? Ecco quanto ha scritto il 17 ottobre
“Tu che non hai una figlia disabile, cosa ne sai della mia vita?
Ti puoi permettere di tracciare confini ben definiti tra bianco e nero, le sfumature di grigio le lasci a Christian Gray e Anastasia Steel; di dividere il mondo in pensieri giusti e sbagliati e, ovviamente, quelli corretti sono solo quelli che corrispondono al tuo vissuto, gli altri non vengono nemmeno presi in considerazione.
Tu cosa ne sai delle notti in bianco passate a pensare ad un futuro che potrebbe essere lontano, ma invece è già domani, mentre lei urla e si batte la testa?
Sai quanto pesano le lacrime ingoiate sotto la doccia?
Hai mai provato il dolore dei sussurri degli inizi, pronunciati alle spalle come fossero un gossip da rivista patinata: “Ha la figlia ritardata”? E l’indifferenza del quotidiano?
Quante ore della tua vita perfetta hai passato in automobile? No, non per portare i figli a danza, calcio, judo o quel che è, ma per affidarli a professionisti che li aiutino a stare meglio o a essere più autonomi.
Hai mai dovuto rinunciare al tuo lavoro o ad uscire con gli amici per stare con lei, perché sta avendo una brutta crisi?
Ti sei mai sentito così stanco da voler scomparire? No, non andare via, ma dissolverti come il pulviscolo che filtra dalla finestra, farti assorbire dal materasso sul quale stazioni sveglia da ore, non muovendo un muscolo per paura che lei si possa svegliare?
Tuo figlio piange nel sonno avvolto da incubi in cui lei scappa e non sa chiedere aiuto per tornare a casa?
Porti sulla pelle le cicatrici della sua rabbia? E sul cuore quelle del suo dolore?
Ti prego, non dividere il mondo in pensieri giusti o sbagliati, soprattutto quando non sai quando è stata l’ultima volta in cui una persona ha pianto. O riso.”

Pubblicato in: Gemme

Gemma n° 1781

“Ho portato una foto di Piazza del Popolo a Roma: ci sono stata in vacanza con mia madre quest’estate. E’ una foto simbolo di diverse cose: l’amore per i viaggi (finalmente ho ripreso a muovermi dopo il Covid), l’amore per l’Italia (perché anche se siamo in un linguistico e studiamo altre lingue, è giusto ricordarsi che l’Italia è un bellissimo paese, anche se a volte gestito male: penso sia bene viaggiare prima in Italia e poi uscire) e il bene che voglio a mia mamma (sono stata molto felice di condividere delle giornate intere con lei, anche se abbiamo pure litigato un po’).”

Questa la gemma di A. (classe quarta). Da qualche parte, non ricordo dove, avevo letto una frase del tipo “Ogni viaggio lo vivi tre volte: quando lo sogni, quando lo vivi e quando lo ricordi”. Grazie quindi ad A. che ci ha fatto vivere la terza volta del suo viaggio!

Pubblicato in: Gemme, musica

Gemma n° 1769

“Ho scelto la canzone degli Abba Gimme! Gimme! Gimme! perché mi piace molto il ritmo, mi dà molta carica, soprattutto in questo periodo in cui sono sempre demotivata e stanca. Proprio ieri sera ho scoperto grazie a mio padre che mio nonno era un grande fan degli Abba e questa era la sua canzone preferita e io non lo sapevo! Poi ho voluto anche portare delle foto: tre me le ha regalate C., la mia migliore amica, e rappresenta il nostro gruppo di amiche. Per me sono speciali: la terza media è stato un brutto perido, ero sempre triste per vari motivi che non voglio riportare, ed è stata una fortuna conoscerle. Queste foto sono un bellissimo ricordo di loro e del compleanno. Infine una foto in cui ci siamo mia madre ed io: me l’ha regalata lei, a cui sono molto legata perché è la persona a cui tengo di più. Siamo entrambe molto testarde e litighiamo spesso perché vogliamo entrambe avere ragione. Lei ha fatto molti sacrifici per me ed è la persona per la quale darei anche la vita”.

Composita la gemma di G. (classe seconda). Quella degli Abba è in realtà una canzone il cui testo sembra andare in direzione diversa da quella suggerita dal ritmo: sonorità da disco music che sembrano anticipare il grande periodo della musica elettronica anni ‘80 e che accompagnano un testo che parla di solitudine (“mi rende così depressa guardare l’oscurità, non c’è un’anima là fuori, nessuno che ascolti la mia preghiera”) e della ricerca di una compagnia (qualcuno che scacci le ombre e che faccia attraversare il buio verso le prime luci del giorno). Buon ascolto e buona ricerca!

Pubblicato in: opinioni

I tuoi regali

 

Teresa.jpg

Oggi ne fai 70 e nel giorno in cui dovrei essere io a fare un regalo a te, ho voglia di pensare ai regali che tu hai fatto a me.

Un amore incondizionato per la tua famiglia.
Un senso etico delle cose che si fanno.
La passione per il canto.
Il rispetto per se stessi.
La serietà di un impegno preso.
La capacità di dire sì davanti ai sacrifici.
La disponibilità nei confronti degli altri.
Il sapere dire i sì e i no quando sarebbe più facile dire i no e i sì.
Il riuscire a tornare sui propri passi.
Il guardare i lati positivi delle cose.
Il giocarsi fino in fondo in quello che conta.
La curiosità del conoscere.
Il fascino della montagna.
La capacità di adattarti alla diversità tra Monica e me.
La gratuità di Dio.
Il tuo desiderio di sistemare i problemi di noi figli.
Il “in qualche modo si combina”.
L’esserci sempre.
La capacità di perdonare e di voler andare oltre i conflitti.
La presenza silenziosa nei momenti in cui avevo bisogno di quella.
L’amore per il papà.
Monica.

… e tutto quello che mi verrà in mente appena questo post sarà pubblicato…
Buon compleanno mà.

Pubblicato in: cinema e tv, Etica, Gemme, Società

Gemme n° 500

Ho portato una delle scene che più mi hanno emozionato in questo film, una versione moderna de La bella addormentata. Gli argomenti trattati maggiormente nel film sono l’amore, il perdono, la vendetta. Questa scena mi riporta sempre all’infanzia perché mi fa pensare all’amore materno e a mia madre, a cui sono molto legata.” Questa è stata la gemma di J. (classe terza).
Nel film la madre parla dell’impossibilità di chiedere perdono, in quanto ciò che ha commesso è imperdonabile; tuttavia, mi vengono in mente le parole di un altro film che parla di una storia vera, quella di Nelson Mandela. In Invictus il leader africano afferma: “Il perdono libera l’anima e cancella la paura”. E’ vero, chiedere perdono non assicura il perdono da parte di chi ha subito il torto, ma è pure un primo passo di ammissione di quanto si è fatto e di riconoscimento dell’errore.

Pubblicato in: cinema e tv, Etica, Gemme, Società

Gemme n° 435

Ho scelto questa breve sequenza perché, nonostante sia una commedia, mi ha sempre fatto pensare al ruolo del genitore che spesso noi ragazzi sottovalutiamo; pensiamo sia semplice, che non ci capiscono e non sono in grado di soddisfarci al meglio. Ecco, questo lo dedico a mia mamma che c’è sempre e mi sostiene. Ultimamente ho avuto un periodo così e parlando con lei ho capito meglio il ruolo dei genitori, soprattutto quello di madre. Mi piacerebbe in futuro essere così o anche meglio se mai mi capiterà di essere un genitore”. Così si è espressa M. (classe terza).
Tempo fa avevo letto una frase, di non ricordo chi, in cui si affermava che i genitori possono donare ai figli due cose molto importanti: le radici e le ali. Ecco, le parole di M. mi hanno fatto pensare alle radici…

Pubblicato in: Gemme, musica, Società

Gemme n° 368

I Foo Fighters sono un gruppo che conosco da una vita, il loro è stato il mio primo concerto, nel 2006. Nonostante nel testo si dica “He’s ordinary”, dedico questa canzone a mia madre; con lei ho molto legato ultimamente anche se attraverso un brutto periodo, anche con la scuola. Lei è la mia eroina che mi salva dalle brutte situazioni della vita.” Ecco come K. (classe terza) ha presentato la propria gemma.
C’è una canzone in cui Alex Britti (“Mamma e papà”) canta così: “Hey, mamma, guardami adesso, sempre lo stesso figlio anche se non parliamo spesso, come quando da bambino che sembravi mia sorella ti vedevo in mezzo agli altri ed eri sempre la più bella. Mi ricordo che stavamo praticamente sempre insieme, tua unica missione era farmi stare bene anche quando invece non era tutto a posto, mi guardavi sorridendo e soffrivi di nascosto. E quando arrivava l’estate andavamo sempre al mare con la macchina senza radio pensavamo noi a cantare le canzoni di Bennato, Battisti e De Gregori. Eravamo sull’asfalto ma sembrava in mezzo ai fiori. E poi la sera non volevo mai dormire e tu anche se eri stanca mi venivi a coccolare e ancora adesso che non stiamo tanto insieme, penso a quei momenti d’oro se ho bisogno di star bene. Passa il tempo, siamo grandi in un istante e sei ancora la mia voce più importante. Quante volte vi ho pensato nei momenti più importanti quando solo sopra un palco affrontavo i miei giganti, quando in macchina di notte con l’Europa da scoprire, fare finta di star bene per non farvi preoccupare. Quante volte ho detto “basta, ma chi me lo fa fare?”, però poi pensando a voi non riuscivo mai a mollare. Questa vita di speranze ma piena di emozioni, questa vita che racconto spesso nelle mie canzoni, qualcosa che va oltre la realtà e che non finirà mai”.

Pubblicato in: Etica, Gemme, Letteratura, libri e fumetti, Pensatoio

Gemme n° 364

piscina

E’ una foto di parecchi anni fa in cui ci siamo io e mia mamma: lei è la persona per me più importante, mi ha fatto anche da papà, insegnandomi tantissime cose. Certo, ora ci sono delle discussioni, ma dopo 5 minuti facciamo pace. E’ come una migliore amica, la prima persona a cui dico tutto, e che sa sempre come aiutarmi”. Questa la gemma di M. (classe seconda).
Mi affido alle poetiche parole di Rabindranath Tagore: “Da dove sono venuto? Dove mi hai trovato? Domandò il bambino a sua madre. Ed ella pianse e rise allo stesso tempo e stringendolo al petto gli rispose: tu eri nascosto nel mio cuore bambino mio, tu eri il Suo desiderio. Tu eri nelle bambole della mia infanzia, in tutte le mie speranze, in tutti i miei amori, nella mia vita, nella vita di mia madre, tu hai vissuto. Lo Spirito immortale che presiede nella nostra casa ti ha cullato nel Suo seno in ogni tempo, e mentre contemplo il tuo viso, l’onda del mistero mi sommerge perché tu che appartieni a tutti, tu mi sei stato donato. E per paura che tu fugga via ti tengo stretto nel mio cuore. Quale magia ha dunque affidato il tesoro del mondo nelle mie esili braccia?”

Pubblicato in: Bibbia e Spiritualità, Etica, Gemme, Letteratura, Società

Gemme n° 315

j

Ho portato una foto in cui sono con mia mamma nel 2005. Ho deciso così perché lei è molto per me: è una sorella che non ho mai avuto, mi aiuta sempre, mi tira su il morale, mi diverte, fa le facce buffe, scherza con me, mi rallegra la giornata. C’è sempre stata e posso sempre contare su di lei.” Questa è stata la gemma di J, (classe seconda).
Appoggio qui un capolavoro di Alda Merini: Tra le tue braccia
C’è un posto nel mondo
dove il cuore batte forte,
dove rimani senza fiato,
per quanta emozione provi,
dove il tempo si ferma
e non hai più l’età;
quel posto è tra le tue braccia
in cui non invecchia il cuore,
mentre la mente non smette mai di sognare…
Da lì fuggir non potrò
poiché la fantasia d’incanto
risente il nostro calore e no…
non permetterò mai
ch’io possa rinunciar a chi
d’amor mi sa far volar.”

Pubblicato in: Etica, Gemme, musica, Società

Gemme n° 143

Questa canzone è un omaggio a mia mamma, di cui ho portato anche una foto di diversi anni fa. Quando io e mia sorella eravamo piccole siamo vissute con lei, poi mia sorella è andata a vivere fuori casa. Un giorno è capitato che mia mamma stesse male e c’ero solo io con lei: lì ho capito la sua importanza e, come dice la canzone, tutto quello faccio lo faccio per lei. Anche io morirei per mia mamma:
«I would fight for you, I’d lie for you
Walk the wire for you, ya I’d die for you»”.
Non ho sfogliato tutte le gemme presentate fino ad ora ma ho la quasi assoluta certezza che quelle dedicate alla figura materna siano la maggioranza. Mi viene allora naturale proporre, a commento della gemma di L. (classe terza) questa frase anonima: “La mamma tiene la mano dei suoi bambini per un po’, i loro cuori per sempre”.

Pubblicato in: Etica, Gemme, musica, Società

Gemme n° 140

BraccialettoSinceramente all’inizio non sapevo cosa portare come «gemma», ma sicuramente avrei raccontato ai miei compagni la storia di un oggetto che simboleggia un bel momento della mia vita e magari molto di più. E’ questo braccialetto, che mia mamma mi aveva comprato circa un anno e mezzo fa. Era l’estate del 2013, i miei genitori, mio fratello ed io siamo andati in Sicilia. Non mi ricordo questa vacanza nei minimi dettagli ma ho comunque il vivido ricordo di due settimane fantastiche in compagnia della mia famiglia. E’ grazie a loro se mi trovo qua a raccontarvi una banale storia su questo oggetto attorno al mio polso, comprato in una piccola baracca in un paese di cui non ricordo nemmeno il nome. Credo che dentro questo braccialetto (ma anche in molti altri oggetti) siano rinchiusi tutti gli affetti che mia mamma mi dà ogni giorno. Credo che per ogni persona la propria madre sia una delle persone più importanti del mondo. Oltre a considerarla «mamma» la considero anche come «amica», le chiedo dei consigli e lei mi aiuta in qualsiasi situazione, sia negativa che positiva. Purtroppo ci sarà, prima o poi, un momento in cui dovrò separarmi da lei, sarà difficile anzi, difficilissimo, ma grazie a mia mamma riuscirò a cavarmela!”. Così E. (classe terza) ha motivato la scelta della sua gemma. Mi limito a fornirle la colonna sonora:

Pubblicato in: Etica, Gemme, musica, sfoghi, Società

Gemme n° 84

Ho deciso di portare la canzone “Blue” che parla fondamentalmente del rapporto madre-figlia. In questo periodo mia mamma sta soffrendo molto, ed io non riesco a starle molto vicina perché ho molto da studiare e non le posso dedicare lo stesso tempo di una volta. Mamma è a casa con me, anche se a volte mi sembra lontanissima.” Profondamente commossa, così V. (classe terza) ha presentato la sua gemma; e ha proseguito: “Da un po’ di tempo mamma sta cercando lavoro; apparentemente, spero che riesca a trovarlo. In realtà ho timore che il nostro rapporto possa in qualche modo cambiare. Da quando mamma ha perso suo padre fa fatica a sorridere. Oggi ho portato anche tre foto da cui traspare tutta la sua premura nei miei confronti, tutto il suo sostegno, in tutto. Mamma è speciale, è il mio primo pensiero. Spero davvero, durante le vacanze di Natale, di riuscire a trovare più tempo per lei”.
Mi è venuta in mente una canzone di Christina Aguilera, “I turn to you”: “Quando sono persa nella pioggia, nei tuoi occhi so che troverò la luce per illuminare la mia strada e quando sono spaventata e mi manca la terra sotto i piedi, quando il mio mondo impazzisce, tu puoi ribaltare la situazione. E quando sono giù tu ci sei, spingendomi verso l’’alto. Sei sempre lì, dandomi tutto quello che hai”.

Pubblicato in: Filosofia e teologia, Gemme, Letteratura

Gemme n° 3

Oggi non riporto la gemma portata da C. (classe terza) per un semplice motivo: ha “regalato” ai compagni una foto del suo battesimo. “Ho portato questa foto perché è un momento in cui sono sia con mamma che con papà. Si sono separati quando avevo quattro anni e questo è uno dei pochi ricordi che ho della nostra vitamacchinina insieme”. Sono anche io una persona che fa molta fatica a recuperare i ricordi dell’infanzia. Talvolta emergono dal passato in modo inatteso, magari grazie a un oggetto, un suono, una voce, un profumo, una foto…
Ci sono legami di seta… che ti aspettano su incroci del destino che mai avresti immaginato. Il Ricordo unisce ciò che la vita separa. E ti sembra una strana, inaspettata, piacevole connessione notturna, come una carezza, senza tempo.” (Anton Vanligt)

Pubblicato in: Bibbia e Spiritualità, Etica, Filosofia e teologia, musica

C’è ancora una luce

1969. 31 gennaio, come oggi. Agli Apple Studios i Beatles registrano la versione definitiva di una delle loro canzoni più famose: Let it be. E’ un testo semplice, che invita alla speranza nei momenti bui e oscuri. Molti hanno vista nella Mother Mary dell’inizio un riferimento alla madre di Gesù; Paul McCartney afferma che è una lettura che non gli dispiace, ma in realtà si tratta della madre scomparsa nel 1956, apparsagli in sogno durante un periodo di difficoltà del gruppo.

Quando mi trovo in momenti difficili madre Maria viene da me

con parole di saggezza, Lascia che sia

E nella mia ora di oscurità lei sta proprio davanti a me

con parole di saggezza, Lascia che sia

Lascia che sia, lascia che sia, lascia che sia, lascia che sia

sussurra parole di saggezza, Lascia che sia

E quando la gente con il cuore spezzato che vive nel mondo andrà d’accordo

ci sarà una risposta, Lascia che sia

Perché anche se sono divise vedranno che c’è ancora una possibilità

ci sarà una risposta, Lascia che sia

Lascia che sia, lascia che sia, lascia che sia, lascia che sia

ci sarà una risposta, Lascia che sia

Lascia che sia, lascia che sia, lascia che sia, lascia che sia

sussurra parole di saggezza, Lascia che sia

E quando la notte è piena di nuvole c’è ancora una luce che splende su di me

splendi fino a domani, Lascia che sia

Mi sveglio al suono della musica madre Maria viene da me

Con parole di saggezza, Lascia che sia

Lascia che sia, …