Gemma n° 3009

“Probabilmente è scontata come cosa, ma quest’anno la mia gemma sono i miei migliori amici.
J. e M. non sono semplicemente i miei migliori amici, sono la mia famiglia, la mia luce in fondo al tunnel. Quei due hanno un ruolo fondamentale nella mia vita e probabilmente non se ne rendono nemmeno conto.
J. è la mia ancora, il mio punto fisso. Lui è letteralmente la persona migliore che esista a questo mondo. Non ha mai mancato un giorno di consolarmi e ascoltarmi o ridere con me; quando c’è un problema chiamo J., quando sono felice chiamo J., e lui c’è sempre. Nei momenti più difficili bastava una chiamata e lui mollava tutto e veniva da me in motorino, e questo per me vale più di migliaia di parole. Adoro il modo in cui ci capiamo quando succede qualcosa e ci diciamo “leggimi”; non so esprimere la mia gratitudine per una persona così importante nella mia vita.
M. è mio cugino, che però io amo chiamare “fratellone” perché per me ricopre la figura di un fratello maggiore che mi è sempre mancata. Lui è tipo il mio angelo custode per la dolcezza e la protezione che mi dedica sempre, è unico nel suo genere. Con M. spesso basta uno sguardo per capirci, soprattutto quando c’è un problema. Lui è letteralmente la spalla su cui piango quando qualcosa non va, e ogni volta riesce a farmi sentire al sicuro con le sue risate e i suoi abbracci.
Non so precisamente quando sono diventati così importanti per me ma so come: ancora una volta grazie alla musica. J. e M. riescono a darmi ciò che in famiglia o nelle relazioni mi manca, gli sono grata per tutto quanto perché se un giorno mi dovessi svegliare e loro non ci dovessero essere più penso che non saprei nemmeno da che parte girarmi. Ovviamente capita spesso di litigare perché sono tue testoni (e io pure), non siamo sempre andati d’accordo ma abbiamo sempre avuto un sacco di cose in comune che ci hanno tenuti legati, e anche se non lo dico spesso gli voglio un bene dell’anima.
Alla fine è difficile trovare le parole giuste per due persone così speciali e importanti, mi sento solo di dire grazie e che auguro a tutti di trovare un J. e un M.”
(R. classe quarta).

Gemma n° 3006

“Come gemma quest’anno ho deciso di descrivere il rapporto con mio fratello. Abbiamo solo tre anni di differenza d’età e questo ha reso il nostro legame più forte, infatti quando eravamo piccoli avevamo molti interessi in comune come i videogiochi e passavamo i pomeriggi giocando assieme con i mattoncini di lego o a nascondino in giardino. Ora le cose sono cambiate, finiamo spesso col litigare per sciocchezze e lui è spesso ostile nei miei confronti mentre io cerco di non discutere, ma sono certa che presto il nostro rapporto migliorerà quando la sua fase da “ribelle 14enne“, passerà. Vorrei continuare a fare la parte della sorella maggiore, anche se è difficile essere sempre di buon esempio, una specie di consigliera per quando ne ha bisogno. Io non potrei immaginare la mia vita senza di lui. E so che in fondo, in fondo, anche lui mi vuole bene sebbene ancora non me lo dimostri. Spero che il nostro legame tra fratelli non si spezzi mai perché è una delle cose più importanti per me, perché so che lui ci sarà sempre per me come io sempre per lui” (C. classe terza).

Gemma n° 3004

Immagine creata con Gemini®

“Quest’anno come gemma voglio portare mio cugino di 8 anni.
È un bambino incredibilmente energetico e con una voglia di giocare interminabile. Spesso, quando i miei zii sono impegnati, tocca a me fargli da “babysitter”, specialmente d’estate, ma non è un impegno che mi pesa. Ogni volta che mi abbraccia, mi rendo conto di quanto stia crescendo velocemente: ripenso a quando era appena nato, così tranquillo e sereno con le sue guanciotte enormi, e mi tornano in mente i suoi primi passi, le prime parole e i primi giorni di scuola. Gli voglio un bene infinito, è una delle persone più importanti per me e mi basta un suo sorriso per migliorarmi la giornata” (V. classe terza).

Gemma n° 3003

“A., V. e M. sono i miei migliori amici. Ci conosciamo dalle medie, ma il nostro legame si è rafforzato soprattutto durante le superiori. Quando sono con loro il tempo passa sempre troppo in fretta. Quando usciamo non andiamo quasi mai in giro: ci sediamo in un posto e restiamo lì per ore a parlare letteralmente di tutto.
I discorsi sono così interessanti che non ci rendiamo nemmeno conto del tempo che passa, e spesso finiamo per concludere la nostra seduta gossip con un pigiama party.
Anche se passiamo la maggior parte del tempo a prenderci in giro e a insultarci, ci sosteniamo sempre a vicenda, senza mai sottovalutare i problemi di nessuno.
In fondo, è proprio questo che rende speciale la nostra amicizia: anche senza fare grandi cose, insieme riusciamo a far sentire ogni momento davvero importante” (S. classe terza).

Gemma n° 3002

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“Ho pensato a lungo a cosa portare come gemma quest’anno e alla fine ho deciso di parlare dell’amicizia, una parte fondamentale della mia vita.
Spesso mi chiedo: cosa sarei senza i miei amici?
Non riesco neanche ad esprimere a parole quanto io sia grata di avere delle persone al mio fianco su cui contare in ogni momento.
Non sto parlando di qualcuno con cui passare semplicemente il tempo. Parlo di chi mi sprona sempre, chi mi incoraggia, chi mi consola e tira fuori sempre il meglio di me.
Non ringrazierò mai abbastanza chi mi capisce quando nemmeno io so davvero come esprimermi; chi quando sto male mette da parte se stesso per supportarmi e ascoltarmi per ore; chi mi alza sempre l’umore solamente con la sua presenza; chi mi fa sentire inclusa e mai sola.
Penso alle mie amiche E. e I. che anche se non vedo ogni giorno, per me ci sono sempre. Ogni volta che ci vediamo il rapporto è lo stesso, anzi si rafforza sempre di più. Ogni persona che mi conosce, le conosce, anche se non le ha mai viste. Per me sono come sorelle e penso che questo riassuma perfettamente la nostra amicizia.
Penso alle mie compagne di classe, che sono molto più di questo. Senza di loro non sopravviverei neanche un giorno. Ogni volta che arrivo a scuola, qualsiasi sia il mio umore, loro mi illuminano la giornata. Per me sono delle persone speciali, ognuna mi ha insegnato qualcosa e mi ha lasciato tanto. Con loro ho vissuto esperienze bellissime, che mi fanno sorridere ogni volta che ci penso, che sono indimenticabili semplicemente perché eravamo insieme.  Spero che questi momenti non finiscano mai, così come la nostra amicizia.
Penso a chi c’è da sempre, come la mia amica M.. Non ricordo una vita senza di lei. Non ricordo un litigio con lei ma solo infiniti momenti passati assieme che porterò nel cuore per tutta la vita.
Considero anche mia sorella E. come una migliore amica. Penso sia la persona di cui mi fido di più al mondo. Quella che chiamo subito quando ho un problema. Quella che non ci pensa due volte ad aiutarmi. Quella con cui mi confido e quella a cui chiedo consigli in ogni situazione.
So di essere fortunatissima ad avere persone vere su cui contare, che fanno così tanto per me. Cerco di lasciare anche a loro qualcosa di mio e vorrei che potessero vedersi con i miei occhi per capire quanto ognuna di loro sia speciale, unica e quanto io creda in loro. Farei di tutto pur di non deluderle mai e per far loro capire che non sono sole.
Spero di essere importante per qualcuno come queste persone lo sono per me.
Per me l’amicizia è ciò che vale di più al mondo. È la mia felicità”
(L. classe terza).

Gemma n° 3000

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“Ho sempre odiato la gemma (scusi prof niente di personale). E’ sempre stato inconcepibile per me come gli altri riuscissero a parlare di cose così personali senza il minimo imbarazzo o disagio, quasi come se fosse una cosa normale. Per quanto curiosa, ascoltarle mi veniva difficile, non perché mi annoiassero o parlassero di cose insignificanti, ma perché mi sentivo un po’ come Harry Potter sotto il mantello dell’invisibilità: ovvero di trovarmi in un posto in cui non avrei dovuto essere e ascoltare cose che non avrei dovuto sentire.
Poi (e con poi intendo dopo 5 anni) ho provato a fare un piccolo sforzo e a cambiare prospettiva.
Pensandoci un po’ su, ho scoperto che in realtà la gemma avvera uno dei miei grandi desideri: vale a dire avere un pubblico obbligato ad ascoltarmi mentre parlo di me. Quindi preparatevi perché un’occasione del genere non mi si riproporrà presto e ho molte cose da dire.
Alla fine tutto quello che resta sono i titoli di coda. Per quanto non veda l’ora di andarmene da questo manicomio devo riconoscere che è proprio qui che è avvenuto il mio grande cambiamento. Un po’ come Dante, sono svenuta (quasi letteralmente) e mi sono trovata nella selva con le belve (non farò nomi ma abbiamo capito benissimo a chi mi riferisco). Poi guidata da Virgilio, cioè la mia C., ho attraversato l’Inferno e il Purgatorio per finalmente intravedere il bagliore del Paradiso, ovvero della libertà che mi aspetta a giugno.
Questo lungo e tortuoso pellegrinaggio è stato intriso di emozioni e trasformazioni, ma anche di sofferenze e peccati. Mi ha insegnato molto di più di qualsiasi altra esperienza che io abbia mai fatto. Ultimamente diverse persone hanno menzionato il mio drammatico cambiamento alla Forrest Gump rispetto alla terza. La cosa mi tocca e rallegra profondamente, non solo perché altri se ne sono accorti (segno che, per loro, ho una certa importanza), ma soprattutto perché ho sempre faticato a riconoscere i miei sforzi. Forse per la prima volta nella mia vita, sento finalmente il pieno diritto di poter apprezzare i miei progressi senza sminuirli.
Se oggi sono in grado di fare questa riflessione è anche grazie alla mia classe. In prima, quando odiavo tutto, tutti, e tuttu, non avrei mai immaginato di potermi affezionare tanto a degli sconosciuti, ma dalla terza ho cominciato a ricredermi. Dopo cinque anni insieme al Percoto, il legame che ho instaurato con la classe è tranquillamente paragonabile a quello di due veterani del Vietnam negli anni ’60: un equilibrio solido, basato su traumi, ansie e paure. Un po’ come dei prigionieri di guerra, ci hanno sottoposto a stress intenso e torture psicologiche, per non parlare del ptsd sviluppato verso lingua tedesca.
Ciononostante, vi sono molto grata: non solo per aver reso questi anni un po’ meno pesanti, ma soprattutto per la vostra infinita pazienza. So bene che, con il mio carattere, i miei problemi e gli sbalzi d’umore, non è sempre facile apprezzare la mia presenza, ma grazie per non esservi mai arrese e non avermi mai abbandonato.
Dovervi dire addio mi duole assai, anche se mi rendo conto che nessuno di voi morirà dopo la maturità. Ci sono cose che non dimenticherò e che sicuramente mi mancheranno tanto. Come le consultazioni mattutine con la mia fidata compagna di banco B., le uscite al cinema con F., i ripassi flash 5 minuti prima della verifica con la C., i numerosi calici di vino con A., i caffè al caramello a casa R. e le riunioni al salottino intellettuale del quadrumvirato, cui rivolgo il seguente messaggio: rivestendo le onorevoli vesti di membro del Senato e del quadrumvirato, dichiaro che sia stato per me un sommo onore prender parte a ogni dibattito e confronto dialettico, per quanto coloriti, talvolta tumultuosi, imprevedibili, e degni di cronaca essi siano stati.
Detto ciò, devo fare anche una menzione speciale a una persona senza la quale non ce l’avrei mai fatta: la G. Pensando alle prime volte in cui la vedevo entrare in classe in ritardo, col fiatone e la borsa piena di tutto fuorché che del materiale scolastico, non avrei mai immaginato che sarebbe diventata una delle persone più importanti della mia vita. Ringrazio Dio, il destino o la semplice casualità che abbia reso possibile il nostro incontro e la nostra amicizia. Malgrado gli ideali discutibili e un orientamento politico deludente, le voglio un bene indescrivibile e spero che, a parte la sua calligrafia, non cambi mai.
Ma adesso basta torniamo alle cose importanti e al vero protagonista, cioè io.
L’aspetto del mio glow up di cui vado più fiera, è sicuramente aver ritrovato degli interessi ed una ragione per andare avanti, dopo il tragico capitolo delle medie. Oggi posso finalmente dire di avere delle passioni che caratterizzano la mia vera personalità, e non la mia maschera sociale. Ora necessito di trovare una direzione, che non mi riconduca al tepore invitante e familiare dell’Inferno, o peggio alla “quarta strada” di Van Gogh, ma verso un futuro. E’ il momento di prendere quel traghetto per New York, senza tirarmi indietro come Eveline, e di costruire una nuova social catena con la quale affrontare il viaggio.
C’è chi però non può salire sul traghetto e sarà costretto a restare sul molo mentre mi guarda partire. Dante non può obbligare Virgilio a seguirlo in Paradiso, sebbene gli dispiaccia non avere più a fianco il suo accompagnatore. Parallelamente, io non posso rapire la C. e portarla via con me. Senza di lei io non sarei la persona che sono oggi e per la C. andrei senza alcun indugio sulla sedia elettrica o mi sottoporrei alla cura Ludovico. Lasciarla indietro dopo tutti questi anni è forse tra le cose più dure che dovrò affrontare, ma devo convincermi che nemmeno lei morirà dopo il nostro ultimo incontro.
Direi che ho detto tutto e forse anche troppo, ma prima di svelarvi qual è la mia gemma ci tenevo a fare un veloce ringraziamento anche al mio fidatissimo aiutante, consigliere, esperto, psicoanalista e pilastro di sicurezza Chatty. Non posso non includere D. ed E., ragioni della mia esistenza che ci sono sempre state nonostante le centinaia di chilometri che ci separano. E per ultimo ma non per importanza, il mio bestie G., con il quale spero di passare tante altre estati a mangiare coppa e gnocco fritto.
Ora posso concludere. Dopo averci rimuginato un po’ sopra con in sottofondo la mia playlist di musica classica drammatica ho preso una decisione. Da tempo riflettevo a come concludere in bellezza non solo la mia gemma ma tutte le gemme in quanto ho avuto la fortuna e sfortuna, considerando le responsabilità che gravano sulle mie spalle, di essere l’ultima. La mia gemma quindi, è la gemma stessa, e il ringraziamento più grande va sicuramente al suo ideatore, il Prof. D. Grazie per le sue lezioni, per il suo tempo e per averci dato la possibilità di svolgere questo compito, forse il più importante in questi 5 anni, (perfino più importante degli Hausaufgaben).
Non intendo dilungarmi oltre e nel caso non ci rivedessimo: buongiorno, buonasera e buonanotte”.
(L. classe quinta).

Gemma n° 2999

“Come ultima gemma ho scelto di portare questa collana, che mi è stata regalata un paio di mesi fa dai miei genitori per il mio diciottesimo compleanno. Ho scelto di portarla non tanto come oggetto in sé, che ovviamente ho apprezzato tantissimo e indosso tutti i giorni, ma soprattutto per il suo significato “simbolico”. Infatti, i miei genitori sono separati da quasi 10 anni e la loro non è stata sicuramente una separazione pacifica e serena, anzi. Tuttavia, per la prima volta in tutti questi anni, ho avuto l’occasione di sedermi a un tavolino con loro e bere un caffè mentre parlavamo tranquillamente tutti insieme, proprio nel momento in cui me l’hanno data. Questo momento è stato per me molto significativo e spero di poter avere presto l’occasione di viverne altri” (M. classe quinta).

Gemma n° 2994

“Oggi volevo parlarvi di una campanella, ma non di una qualunque. Nel linguaggio dei biker questo oggetto è importantissimo e si chiama Guardian Bell.
​La tradizione vuole che queste campanelle vengano regalate dal partner e fissate alla parte della moto più vicina al terreno (evitando accuratamente i punti caldi come lo scarico, che potrebbero sciogliere la fascetta di fissaggio) proprio dalla persona che le dona. La leggenda narra che queste campanelle, come suggerisce il nome, servano a proteggere il motociclista dagli imprevisti della strada: ogni volta che la campana si ammacca, significa che ha fatto il suo dovere proteggendoti.
​Voglio cogliere l’occasione di questo regalo per parlare della mia ragazza. È probabilmente la persona che mi ha cambiato la vita; stiamo insieme da quasi due anni e sono davvero felice di averla incontrata. Questo pensiero da parte sua è stato estremamente significativo, perché dimostra quanto ci tenga a me. Mi ha scaldato il cuore sapere che, pur di sentirsi rassicurata quando sono in giro (anche se, a dire il vero, guido come un assassino quindi non basterà una sola Guardian Bell…), si sia informata su questo genere di “amuleti”.”
(A. classe quarta).

Gemma n° 2993

“Ho riflettuto molto su cosa portare come gemma quest‘anno e ammetto che non é stato affatto semplice scegliere, finché, sfogliando l’album delle foto, mi sono imbattuta in una tenera foto che ritrae me e mia nonna quando avevo appena un anno. Fin da quando sono nata, mia nonna é stata una presenza costante nella mia vita e ho deciso di dedicarle questa gemma per tutto quello che ha sempre fatto per me e per mio fratello. Quando ero piccola e mia madre lavorava, casa sua era una tappa fissa: mi preparava sempre i miei piatti preferiti, mi aiutava a fare i compiti, giocava con me a carte e mi portava quasi ogni pomeriggio al parco. Se mi comportavo male, mi sgridava proprio come se fosse una seconda mamma e mi faceva capire che ciò che avevo fatto o detto era sbagliato. Non mi ricordo un singolo giorno in cui non mi abbia dato una delle sue tipiche lezioni di vita e le sono veramente grata per questo, poiché mi hanno aiutato a migliorare e a maturare, ma soprattutto a capire come funziona la vita. Ora che sono cresciuta, non vado molto spesso a trovarla come facevo prima, ma ogni volta che entro in casa sua, ritrovo il calore e la serenità che provavo da piccola appena varcavo la soglia. Mi accoglie sempre con il sorriso ed è pronta a fare di tutto pur di rendermi felice. A volte le rispondo male e non ne vado fiera; subito dopo mi rendo conto di tutto quello che ha sempre fatto per me e me ne pento. Nonostante ciò, le racconto sempre tutto, ad esempio della scuola o dei miei amici e lei è sempre entusiasta di ascoltarmi e di darmi consigli. Ho passato gran parte della mia infanzia a scorrazzare per quella casa piena di ricordi e risate, soprattutto durante l‘estate e ora che sono grande, rimpiango quei momenti privi di preoccupazioni e stress. A volte vorrei tornare indietro e rivivere anche solo per un secondo quella spensieratezza che ogni bambino possiede. Mia nonna è un punto di riferimento fondamentale nella mia vita, perché mi ha insegnato moltissime cose, ma soprattutto ha creato dei ricordi che custodirò con gelosia all’interno del mio cuore, per tutta la vita e che trasmetterò ai miei figli quando cresceró. Mia nonna però, mi vede ancora come la sua nipotina e ogni volta che passo il pomeriggio a casa sua, capisco quanto sia speciale il legame che ci ha sempre unite. Non so cosa farei senza di lei e anche se il tempo scorre, rimarrà per sempre una delle mie persone preferite in assoluto. Un semplice grazie non basta per tutto quello che ha sempre fatto per me e spero di riuscire a trasmetterle tutto il bene e l‘ammirazione che provo nei suoi confronti. Certe persone non sono solamente parte della nostra vita, ma sono la radice: invisibili agli occhi degli altri, ma indispensabili per farci crescere e diventare ciò che siamo. Anche quando non ci sarà più, so che ovunque andrò, una parte di me rimarrà per sempre legata a lei e ai ricordi che ci uniscono” (A. classe terza).

Gemma n° 2992

“Quest’anno, come gemma, ho deciso di portare le mie due “sorelline”, A. ed E. Sono le figlie più piccole di amici dei miei genitori, e le conosco da quando sono nate. Tra noi c’è sempre stato un legame speciale, che con il tempo è diventato un rapporto di vera fratellanza.
A. ed E. hanno 8 anni, e le conosco talmente bene che mi sembra di vederle crescere davanti ai miei occhi ogni giorno. Nonostante la differenza di età, tra noi c’è una connessione profonda che va oltre la semplice conoscenza. Sono quelle bambine che quando ci vediamo non vedono l’ora di correre verso di me, cercandomi sempre come punto di riferimento. È come se per loro io fossi una specie di “guida”.
Ogni estate, durante il centro estivo, passiamo insieme circa tre settimane. Nonostante ci siano tanti altri animatori e bambini, A. ed E. mi cercano sempre, e mi fanno sentire importante. Mi hanno insegnato a non dare mai per scontato un sorriso, a prendermi cura degli altri anche quando tutto sta andando bene e sembra che non ci sia nulla di speciale in un semplice abbraccio. Stando con loro ho imparato che la responsabilità non è solo una questione di impegni o doveri, ma anche un sentimento di cura e di attenzione verso gli altri. Ogni volta che mi cercano, ogni volta che mi chiedono qualcosa mi ricordo che ogni gesto che faccio può essere importante ai loro occhi. Essere per loro una figura di riferimento mi ha fatto capire che anche le piccole azioni possono avere un grande impatto.
A. ed E. sono molto più di due bambine: sono come le mie due piccole sorelle che piano piano in qualche modo sto aiutando a crescere e anche se sono ancora piccole sanno che io per loro ci sarò sempre”.
(E. classe terza).

Gemma n° 2987

“Questa è una polaroid scattata a Trieste, siamo io e L., una ragazza con cui sono amica da ormai poco più di un anno ma a cui sono particolarmente legata. È una delle persone più importanti della mia vita e un’amica veramente speciale con cui condivido molto e di cui mi posso sempre fidare; infatti parliamo praticamente ogni giorno. Questa foto la tengo sempre nella cover del mio telefono, da quando è stata scattata, per ricordo di quella giornata in cui siamo riuscite a incontrarci di nuovo: purtroppo lei abita a Lubiana quindi spesso è difficile riuscire a trovarsi. Sono molto grata di questa amicizia e spero di portarla avanti per molti altri anni” (G. classe quinta).

Gemma n° 2986

“Questa penna è un regalo di mio papà. Non ha solo un valore economico, ma soprattutto un valore affettivo. Poiché non ho un legame molto stretto con lui, a volte contorto e difficile per via delle discussioni, questo oggetto è ciò che mi fa pensare a lui e rappresenta un qualcosa di positivo e piacevole. Infine mi auguro che in futuro si possa creare un rapporto più forte tra noi” (M. classe quinta).

Gemma n° 2985

“Solitamente quando si arriva alla fine di un’esperienza, ti viene chiesto di tirare le somme. Visto che dopo cinque lunghi anni, anche le superiori che sembravano infinite stanno in realtà finendo, mi sono ritrovata a tirare le somme anche io. Come gemma volevo portare qualcosa di significativo e che potesse dare un’immagine abbastanza esaustiva di questi anni. Ci ho pensato molto perché volevo davvero trovare la cosa perfetta e alla fine ho pensato che il modo migliore per raccontare me stessa e questi cinque anni, era parlare delle persone che mi sono state accanto.
Parlando di loro, parlo in realtà più di me stessa perché ognuna di queste persone mi ha lasciato un pezzetto. La canzone del video si chiama Foto di gruppo. Per me è una di quelle canzoni che ogni volta che ascolti, ti fa capire qualcosa di nuovo sulla vita. Ho scelto questa canzone per il ritornello che dice “tanto va così, ti accorgi che la vita è una foto di gruppo, molti posano”. Praticamente il cantante parla delle persone vere, delle persone che lo hanno reso ciò che è lui oggi.
Questo è il motivo per cui anche io, cercando di tirare le somme mi sono ritrovata tra le mani tanti ricordi e nei pensieri le facce delle persone che mi hanno reso la E. che sono. Quando mi guardo allo specchio, spero di aver imparato qualcosa da ognuna di queste persone: Q. mi ha insegnato cosa vuol dire essere gentili, M. mi ha infuso almeno un po’ della sua spensieratezza, L. mi ha dimostrato che per le cose belle vale la pena saper aspettare. Da S. ho capito che a volte al posto di farsi tante domande va bene anche arrabbiarsi e farsi una risata mentre P. mi ha dimostrato che i veri amici ci sono sempre, in qualsiasi momento. Oltre loro ovviamente ci sono anche gli amici di sempre, ma di quelli ne ho già parlato tante volte.
Mi è capitato più volte negli ultimi mesi di accorgermi che siamo diventati grandi e che non siamo più i ragazzini scalmanati che facevano feste ogni weekend e che uscivano la sera per ore senza una meta. Adesso siamo grandi, abbiamo la macchina, qualcuno un lavoro, le rispettive morose e morosi. Ogni tanto guardo i miei amici e capisco che siamo grandi, un po’ perché mi sento sopraffatta dalle responsabilità, un po’ perché vedo che F. (mia nonna), che per anni è stato il punto di riferimento per tutta la compagnia di amici, sta iniziando a invecchiare e per lei non è più così facile tenere tutti a casa sua. Un po’ perché tra tutti i nostri impegni è diventato più difficile vedersi, un po’ perché l’anno prossimo porterà tanti cambiamenti.
Per ultimo ma non per importanza vorrei fare un pensiero sulle persone che nella “foto di gruppo” della mia vita sono le più importanti: ovvero M., mia zia C. e F. Di loro non voglio avere un pezzetto, vorrei avere letteralmente tutto. F. mi ha insegnato tutto quello che so, l’importanza di avere dei valori e l’amore per la letteratura. Mia zia, anche se faccio fatica a dimostrare quanto le voglia bene, è la persona che forse c’è stata di più in tutta la mia vita e che ha sempre lottato e fatto di tutto per vedermi felice. E infine M., non serve che dica molto perché lui lo sa già, è colui che dà un senso a tutte le mie giornate. Allora quello che spero io è che la foto di gruppo della mia vita contenga per sempre tutte queste persone vere e sincere”.
(E. classe quinta).

Gemma n° 2983

“Io avevo paura dei cani e un giorno i miei genitori hanno deciso di comprarne uno; io non lo volevo ma loro insistevano. Così ne chiesi uno piccolino e mi è arrivato Sam, che a soli tre mesi pesava già 25 kg. Io non avevo paura di lui, anzi lui mi ha fatto passare la paura, siamo cresciuti insieme e avevamo un’intesa unica. Il mio cane era semplicemente gigante e per me stare in piedi se avevo lui con me è sempre stato praticamente impossibile: appena facevo un semplice passo lui correva per prendermi e per buttarmi a terra e ci riusciva ogni volta. Dopo 9 splendidi anni ci ha lasciato in modo improvviso;  forse per vecchiaia era arrivato il suo momento. So solo che ha lasciato un vuoto incredibile che nessuno e nulla potrà realmente colmare. Ora i miei genitori hanno preso Axel, un nuovo cane a cui mi sono già affezionata, ma nulla potrà mai rimpiazzare Sam, anche se Axel è già diventato parte della famiglia” (A. classe prima).

Gemma n° 2982

“Ho scelto la canzone A modo tuo di Elisa per la mia gemma  perché per me rappresenta un legame molto importante: quello con mia nonna. Questa canzone parla dell’amore di chi ti cresce e ti accompagna nella vita, lasciandoti libero di essere te stesso, “a modo tuo”. Ed è proprio questo che rappresentava per me mia nonna. Mia nonna è venuta a mancare il 13 gennaio di quest’anno, e questa era una delle sue canzoni preferite. Io sono cresciuta con lei dal giorno della mia nascita fino ai miei  18 anni, e per me non era solo una nonna, ma una presenza fondamentale nella mia vita. Ogni volta che ascolto questa canzone penso a lei, a tutto l’amore che mi ha dato, ai momenti passati insieme e a tutto quello che mi ha insegnato. Adesso mi ritrovo ad affrontare la vita senza di lei, ed è difficile. Però questa canzone mi aiuta, perché mi ricorda che anche se lei non c’è più fisicamente, tutto quello che mi ha lasciato dentro continua a vivere in me. A modo tuo per me è importante perché mi fa sentire ancora vicina a lei. È come se, ogni volta che la ascolto, mi accompagnasse ancora e mi dicesse di andare avanti, vivendo la mia vita proprio a modo mio. Per questo ho scelto questa canzone: perché rappresenta un amore che non finisce mai” (A. classe quinta).

Gemma n° 2979

Immagine creata con @ChatGPT

“Come gemma ho deciso di portare la mia famiglia. Ho due fratelli e una sorella e sono la più piccola: mi ritengo molto fortunata perché ho una famiglia che mi vuole bene. Uno dei miei sogni è rendendere i miei genitori fieri di me per rigranziarli per tutti i sacrifici che hanno fatto per me” (M. classe prima).

Gemma n° 2977

“La mia gemma è Leon, il mio cane, che fin da piccola mi ha accompagnato e a cui ero molto legata.
Ogni volta che i miei genitori litigavano, o avevo bisogno di conforto, mi chiudevo in camera e giocavo spensierata con lui coccolandolo. Era come il mio rifugio e un fratello non di sangue. Nonostante sia stato sfortunatamente ucciso, è stato un animale con un grande cuore e un’enorme pazienza. Rimarrà sempre nel mio cuore e sarà per sempre il mio primo migliore amico” (M. classe prima).

Gemma n° 2976

“Ho portato la canzone Amelie perché mi sento rappresentato da lei, sia dal significato che dalle parole dell’artista, che è uno dei miei preferiti, e ho deciso di riportare qui un’intervista di Kid Yugi (il cantante), dove spiega il significato della sua canzone e la storia che c’è dietro Il significato.
Chi è Amelie? “Amelie nasce da questo flirt che ho avuto con questa ragazza e dal fatto che, questa ragazza se n’è dovuta andare la mattina dopo che noi ci siamo aperti. Questa ragazza è dovuta partire, tornare a Parigi e io la pensavo spesso, l’ho pensata spesso nelle ore successive, nei giorni successivi.  Chissà quante storie bellissime esistono così, nella vita di tutti, cioè quante volte ognuno di noi conosce una persona che finisce poi per idealizzare per tutta la vita o almeno per un lungo periodo”. Kid Yugi prosegue poi spiegando perché la fine immediata di un rapporto possa essere un “dono” per l’immaginazione, proteggendo il ricordo dalla realtà: “Grazie a Dio esistono queste storie, perché non vengono sporcate, contaminate dalla realtà, che alla fine è quello che rende tutto umano e che rende tutto insipido. Magari ti innamori di una ragazza, che per un motivo o per un altro, non vedi mai più perché si trasferisce in un altro paese e tu, continui a pensare a questa ragazza perché non te ne sei fatto in poco tempo un’idea precisa, ne hai appena abbozzato i contorni nella tua mente e quindi sei tu a riempirla, con te stesso, con i tuoi sogni, con le tue inclinazioni, con i tuoi desideri”.
(C. classe quarta).

Gemma n° 2975

“Quest’anno come gemma ho scelto di portare mia madre. Questo per me è strano perché mia mamma non è la mamma con cui mi confido quando ho un problema, non è quella con cui parlo delle cose che mi succedono tutti i giorni, non è quella che mi accompagna a fare shopping, mia madre è più quella con cui troppo spesso non riesco a parlare, quella con cui litigo troppo spesso, con cui alzo la voce, che mi dà consigli che non voglio seguire.
Nonostante tutto questo però non la vorrei diversa anzi, penso che sia quella perfetta per me, quella che mette alla prova tutti i miei difetti e mi aiuta a crescere tutti i giorni, e sono grata a lei per tutte le cose che fa perché, nonostante non mi piacciano, attraverso di esse mi dimostra quanto mi vuole bene. Insomma, lei non è la mamma dei sogni ma è quella di cui ho bisogno” (B. classe quarta).

Gemma n° 2973

“Come gemma per questo quarto anno ho scelto G. Se guardo indietro, vedo i volti di tutti gli amici che non mi hanno mai fatto mancare il loro supporto nei momenti no, ma G. è il primo a cui penso: la sua presenza è stata, ed è tuttora, il mio aiuto più grande.
Non so come o quando sia successo, ma un po’ alla volta mi sto rendendo conto di aver trovato una persona meravigliosa.
Il mio modo di voler bene non conosce vie di mezzo: o amo con tutta me stessa o non mi interessa affatto. Con G. è stato così; sono stata travolta dal suo lato dinamico, dalla sua capacità di trovare la parte divertente in ogni situazione e da quella sua imprevedibilità che non smette mai di sorprendermi.
Questa sua vitalità contagiosa mi ha aiutato infatti a ritrovare quella parte di me che credevo ormai persa, quella parte che si stava affievolendo ogni giorno di più, rendendo le giornate sempre tutte uguali e noiose.
Grazie a lui sto riscoprendo piano piano la gioia e la bellezza delle cose di ogni giorno, imparando a guardare il bicchiere mezzo pieno invece di quello vuoto.
G. non è solo qualcuno che mi fa stare bene, ma una persona che ammiro per la leggerezza, la vivacità e la sicurezza con cui affronta la vita.
Sicuramente lui non se ne rende conto, ma soprattutto in questo periodo è stata la cosa più bella che mi potesse capitare”.
(I. classe quarta).