Gemma n° 2229

“Queste siamo io e A., la mia migliore amica. Da piccole ci conoscevamo di vista per esserci viste in spiaggia o uscire dalle nostre case estive, siccome abitiamo nello stesso condominio. Col tempo abbiamo iniziato ad andare in spiaggia assieme, a fare la spesa assieme o anche solo vederci nel giardino di sera dato che non potevamo uscire. Pur di vedere A. la accompagnavo alle 6 di mattina in spiaggia solo per giocare col suo cane, per poi trovarci a fare colazione a casa sua. Ora  esco di casa con la borsa piena di vestiti per dormire da lei, così da poter passare più tempo insieme, anche solo per guardare un brutto film per poter ridere un po’. A. nonostante si arrabbi se non riusciamo a vederci mi sta sempre vicino: basta un messaggio in cui le chiedo aiuto per qualsiasi cosa e lei mi risponde. A. è importante ed è praticamente la mia seconda sorella” (V. classe prima).

Gemma n° 2228

“Come gemma di quest’anno ho scelto il mio piccolo pupazzo a forma di coniglietto. Me l’ha regalato un’amica di mia madre quando non avevo ancora compiuto un anno e da allora è stato, in un certo senso, il mio migliore amico. Quando tutto il mondo intorno a me cambiava, lui rimaneva quello che non si sarebbe mai modificato e che sarebbe rimasto sempre lì al mio fianco. Anche se è molto piccolo, quando lo abbraccio, mi riporta indietro nel tempo, a quegli anni tranquilli e spensierati” (C. classe seconda).

Gemma n° 2226

“Quest’anno ho riflettuto parecchio su cosa avrei potuto portare come gemma, non perché non avevo delle cose da portare bensì perché le cose che avrei voluto portare erano davvero molte.
Così ho scelto un oggetto che potesse racchiudere in qualche modo tante piccole gemme che hanno contribuito a riempire quest’anno con tante emozioni ed esperienze.
Quindi ho portato una macchina fotografica analogica e anche alcune foto che ho scattato durante momenti di grande spensieratezza e felicità.
Questa analogica in particolare è la terza che utilizzo; la prima l’avevo comprata insieme alle mie amiche durante un viaggetto che avevamo fatto insieme a Trieste ad aprile, infatti è piena di foto che abbiamo scattato durante quella giornata. La seconda comprendeva principalmente foto che ho scattato durante le mie vacanze in Grecia e alcune foto scattate a Londra. Nella terza (ovvero questa), che non ho ancora terminato, ci sono altre foto di Londra, un paio di foto fatte ad alcuni concerti a cui sono andata quest’estate ma soprattutto tante foto delle mie amiche.
Ho scelto di portare la macchina fotografica non perché sia la mia più grande passione, bensì perché a me piace davvero molto scattare foto a luoghi e a persone che amo, di cui vorrei ricordarmi per sempre, infatti anche la galleria del mio telefono è davvero piena di foto.
Le mie foto non devono necessariamente avere un significato profondo, semplicemente rappresentano ciò che io considero bello.
Molte foto mi ricordano del luoghi, ricollegabili a delle avventure che ho vissuto; altre ritraggono le amiche, una delle cose che amo di più fotografare, soprattutto mentre fanno cose semplici e spontanee; secondo me le mie amiche sono davvero davvero belle, non solo esteticamente, loro hanno qualcosa che le fa splendere in tutto ciò che fanno.
Faccio tante foto durante delle belle esperienze memorabili, così che anche nei momenti di tristezza, nei quali la mia mente non riesce a spostarsi dai pensieri negativi, io possa riguardare le mie foto ed ecco che subito ritorna un grande sorriso: mi basta semplicemente guardare una foto scattata in un momento pieno di serenità per stare un po’ meglio.
C’è una frase di una delle mie canzoni preferite dei The Cure, ovvero Pictures of You, che dice “I’ve been looking so long at these pictures of you that I almost believe that they’re real; I’ve been living so long with my pictures of you that I  almost believe that the pictures are all I can feel” (ovvero “ho guardato così a lungo queste tue foto che quasi credo che siano reali; ho vissuto così a lungo con le mie foto di te che quasi credo che le immagini siano tutto ciò che posso sentire”); diciamo che per me le foto sono appunto un modo per rivivere i ricordi e farmi tornare “a quei momenti lì”, intrisi di serenità.
Inoltre scattare foto alle persone è uno dei miei modi per dimostrare affetto, è per questo che cerco, nella quotidianità, di “cogliere l’attimo” e scattare qualche foto durante dei momenti spontanei: secondo me infatti le foto più belle sono fatti negli attimi più inaspettati.
Per me fare foto è sia una “dimostrazione di amore” verso persone, cose o luoghi che sto fotografando, sia un mezzo per non dimenticarmi mai delle esperienze vissute, così da ricordarmene sempre; mi trasmettono speranza e allegria, sono un modo per ricordarmi che nonostante i momenti brutti, durante i quali magari è difficile trovare un motivo per continuare ad andare avanti, ci sono anche molti momenti pieni di felicità, che mi permettono di andare avanti nella speranza di vivere ancora tanti momenti come quelli” (S. classe terza).

Gemma n° 2220

“Ho portato delle foto con la mia migliore amica. E’ sempre stata l’unica amica con cui ho condiviso tutto di me, fin da quando sono arrivata qui alle elementari. Questo è uno di quei ricordi che ogni tanto riguardo e mi riportano alla mente i momenti belli. Abbiamo fatto queste foto al Città Fiera nel giorno in cui abbiamo festeggiato 6 anni di conoscenza”.

Gemma n° 2216

“Come gemma ho scelto di portare mia sorella A. perché è una tra le pochissime persone che mi capiscono e mi aiutano. A. ha 17 anni, ha i capelli biondo scuro e gli occhi azzurri. Ha un carattere veramente molto particolare e faccio fatica qualche volta a capirla. Io ed A. litighiamo ogni giorno ma questo non influisce tanto sul nostro rapporto. A. non dimostra affetto, non mi ha mai abbracciato o dato un bacio sulla guancia, non mi ha mai detto “ti voglio bene” (forse perché si vergogna) però so che ci tiene a me come io tengo a lei. In questi mesi ci parliamo molto di più, ci raccontiamo di tutto e di più e ci sfoghiamo, mentre un anno fa ci dicevamo solo “ciao” e basta. Io mi fido ciecamente di A. e per me la fiducia è qualcosa che non tutti si meritano. E’ proprio lei la persona che mi insegna, ogni giorno, a crescere e a pensare. Senza di A. mi mancherebbe un pezzo fondamentale e insostituibile della mia persona” (C. classe prima).

Gemma n° 2211

“Ho portato una canzone che ricorda tanto la mia infanzia perché me l’aveva dedicata mio papà. In realtà della mia infanzia non ricordo tante cose però questa canzone mi è rimasta impressa perché ha un bellissimo testo.

Per me il papà è un punto di riferimento perché, anche se qualche volta mi fa arrabbiare e mi innervosisce molto spesso, il papà è sempre il papà. Mi piace anche una frase che dice che il papà è il primo eroe di un figlio e il primo amore di una figlia” (G. classe terza).

Gemma n° 2207

“Ho scelto di portare una fotografia di anni fa nella quale ci sono mia mamma, mio fratello ed io nel pancione. La mia famiglia sarà sempre preziosa come una gemma. Ci tengo molto a questo ricordo speciale seppur io non fossi ancora nata, credo anche che saremo per sempre uniti e che continueremo a volerci bene come dal primo momento” (A. classe terza).

Gemma n° 2204

“Qualche mese fa, precisamente ad ottobre, sono andata a Cividale per fare un giro tra le bancarelle di antiquariato insieme al mio ragazzo.
Mai mi sarei aspettata però, di trovare la mia gemma.
Mi ricordo che stavamo passeggiando e avevamo deciso di fermarci a guardare una bancarella; tra le varie cose, ho trovato loro: sono due medagliette che un tempo si cucivano nei cappotti, e a guardarle così non sono nulla di che, però sembrava mi stessero aspettando, perché incise su quelle medagliette ci sono le iniziali mie e del mio ragazzo. Non mi sembrava vero, anche perché erano le uniche, non ce ne erano altre con altre iniziali, c’erano semplicemente loro in mezzo alle cianfrusaglie.
Forse non saranno nulla di che, anche perché non me ne posso fare nulla, ma sono rimasta talmente colpita dalla coincidenza che me le sono portate a casa. Mi sembra assurdo, quasi un segno del destino averle trovate, mi ha fatto la pelle d’oca, perché io un po’ ci credo in queste cose, penso di averle trovate per un motivo.
È come la storia che ci ha raccontato lei prof, di quando ha incontrato Sara, c’è una connessione così forte che avvengono cose che non sappiamo spiegare. Magari sono ancora troppo giovane, ma so che io sono tale e quale a lui, e che lui è la mia anima gemella; anche se un giorno dovesse finire, non penso che troverò mai un’altra persona così simile a me che mi faccia sentire a casa”
(A. classe quarta).

Gemma n° 2200

“Ho deciso di portare questo cappello di Spider-man. Nonostante possa sembrare una cosa molto infantile, per me ha un grande significato. Ad agosto dell’anno scorso sono riuscita ad andare in Bosnia dai parenti di mia mamma. Sono rimasta a casa di mio nonno e di mia zia, che vivono insieme. Era la prima volta che andavo giù dopo la pandemia ed ero molto felice. Un giorno mia mamma e mio nonno sono usciti a fare shopping al centro commerciale. Quando sono tornati a casa mio nonno mi ha dato questo cappello, sapendo che il personaggio mi piaceva. La cosa ovviamente mi ha fatto molto piacere. Questo cappello è diventato l’ultima cosa che mio nonno mi ha dato prima di morire, pochi mesi dopo. Ho deciso di portarlo perché è un modo non troppo triste per avere qualcosa che mi ricordi lui e che posso sempre avere con me” (V. classe seconda).

Natale 2022

Chi è nel triennio ormai lo sa: tra gli stoppini prima (durante la DAD) e gli auguri poi, a Natale e a Pasqua ho preso l’abitudine di rivolgervi un pensiero scritto…
Non so che periodo vi aspetti, non so quali feste vi attendano. So che c’è chi aspetta con trepidazione le vacanze natalizie perché è un momento di gioia e condivisione e chi le attende con paura perché legate a momenti dolorosi, c’è chi le attende con indifferenza perché è tutto come gli altri giorni e chi le passerà da una festa all’altra. C’è in particolare chi le vivrà con il vuoto di chi non può più avere accanto fisicamente, e costoro le e li abbraccio con forza.
In mezzo a tutto questo, desidero farvi un augurio per il pranzo di Natale o di Capodanno o di un qualsiasi giorno delle vostre vite. Prendo spunto da una poesia di Franco Arminio:

Alzatevi durante la cena,
ditelo che avete un dolore
che non passa. Guardate negli occhi
i parenti, provate a fondare
davvero una famiglia
una federazione di ferite.
Ora che siete in compagnia
ditela la vostra solitudine,
sicuramente è la stessa degli altri.
E dite la noia, l’insofferenza
per il freddo, per il cappotto,
per la digestione.
Se scoppiate a piangere
è ancora meglio,
scandalizzateli i vostri parenti,
piantate la bandiera dell’inquietudine
in mezzo al salotto.
Fatevi coraggio, prendete un libro di poesia
leggete qualche verso,
loro per domani hanno programmato
il cinema.
Parlate dei morti,
parlate di voi e poi ascoltate,
sparecchiate, togliete di mezzo il cibo,
mettete a tavola la vostra vita.

Mi viene da aggiungere un piatto a questa tavola imbandita: quello della gioia, delle cose belle perché anche loro hanno bisogno di essere condivise, di essere portate alla luce, di essere consumate e digerite per diventare sostanza dei nostri giorni. Si tratta di mettere in tavola quello che conta, di mettere a fuoco l’essenziale. In una classe prima, quest’anno, è stato messo sulla cattedra il presepe della foto. Come nella foto, accade spesso anche nella vita che ci voglia un po’ per mettere a fuoco l’essenziale, la condivisione, l’io e il tu, il noi, l’amore…
A tutte voi, a tutti voi, alle persone che amate e che sono una benedizione nelle vostre vite, auguro buon Natale e, viste le parole che ho scritto… buon appetito!

Gemma n° 2182

“Come gemma ho scelto la canzone Ça plane pour moi di Plastic Bertrand. Ho scelto questa canzone perché è una delle preferite di mio padre visto che gli ricorda la sua adolescenza. Ogni volta che siamo in macchina la metto perché le mie canzoni gli fanno venire il mal di testa. Un’altra ragione per cui l’ho scelta è per festeggiare il suo ritorno questo sabato dopo essere stato via per lavoro” (L. classe seconda).

Gemma n° 2179

“Come gemma ho deciso di portare questa collanina. Può sembrare qualcosa di banale, ma per me è molto importante. Mi è stata regalata dalla zia di mia madre, però per me era come una nonna. Purtroppo è venuta a mancare poco prima che andassi alle elementari. Gli anni successivi non l’ho portata perché mi faceva troppo male indossare qualcosa che le appartenesse.
In seguito ho capito che se non avessi affrontato il dolore non sarei mai riuscita a superarlo. Perciò alle medie ho incominciato a metterla e adesso la tengo come portafortuna e per ricordarmi dei bei momenti passati con lei” (V. classe prima).

Gemma n° 2177

“Come gemma ho deciso di portare mia mamma.
Lei rappresenta la mia famiglia e l’ho sempre vista come un’amica mancata, ma allo stesso tempo un punto di riferimento stabile.
Ad oggi lei è una tra le poche persone che riescono a rendermi felice davvero e con cui so di poter parlare liberamente. Certamente, non le racconto proprio tutto di quello che succede, ma come è giusto che sia.
Non sono molto brava e non mi piace molto esprimere i miei sentimenti e parlare di ciò che prvo, ma ho capito nel corso del tempo che un gesto vale molto di più di mille parole.
Sono una persona alla quale non piacciono i gesti eclatanti o ricevere abbracci, ma piuttosto quella che li dà per far sentire meglio gli altri.
Anche mia mamma è abbastanza simile a me, ma molto più premurosa e affabile; lo è sempre stata.
E’ sempre riuscita a farmi vedere la luce nel buio e a spronarmi per raggiungere i miei obbiettivi quando avevo un po’ perso quella voglia.
Ci sono stati periodi durante i quali i ruoli sono diventati gli stessi e quindi sono maturata, per permettere a entambe di vedere quella luce che tanto ci veniva annebbiata.
Non saprei esprimere a parole, ma neanche a gesti, l’amore che provo per mia mamma, ma so che lei sarà sempre lì a sostenermi e io ci sarò sempre a sostenere lei.
Una persona, se quella giusta, riempie il vuoto che hanno lasciato altre venti”

(G. classe prima).

Gemma n° 2174

“Come gemma ho portato questa foto dove ci siamo io e mio papà. Per me è una persona molto importante e fin da piccola ho avuto un bellissimo rapporto con lui. Soprattutto in questo periodo, quando non mi sono sentita tanto bene, mi è stato sempre accanto e l’ho apprezzato veramente tanto perché per me è molto importante sapere di poter contare su una persona quando sto male sia che sia un familiare sia che sia un amico. Quando ho dei momenti di sconforto dove mi sembra che non mi vada niente bene vado da mio papà e passo un po’ di tempo con lui e anche solo stare lì mi tranquillizza e mi rassicura. Una cosa che ci accomuna è la musica; fin da quando ero piccola mio papà mi faceva ascoltare le canzoni che gli piacevano e le metteva in macchina, questa è una cosa che facciamo tutt’ora; infatti mi piace molto viaggiare in macchina con lui perché questi per me sono dei momenti dove riesco a distrarmi e a stare tranquilla, cosa che per una persona ansiosa come me è un po’ difficile” (A. classe seconda).

Gemma n° 2169

“La gemma che ho deciso di portare è la canzone di Martin Garrix High on life. Questa canzone mi starà per sempre a cuore perché non dimenticherò mai quella sera di tanti tanti mesi fa, quando l’ho fatta scoprire e ascoltare alla mia ragazza G., e ho potuto finalmente leggerle un pezzo della canzone nel ritornello che fa “And I’d walk a million miles just too see your smile, ‘til the day I die”. Infatti, per molto tempo avevo aspettato una persona a cui poter dedicare queste poche ma per me importantissime parole piene di significato, e proprio in lei ho visto questa persona, qualcuno che mi aveva (fino a quel momento, ma ancora oggi) fatto stare benissimo, sentire finalmente felice, dopo tanti brutti momenti, voluto e amato.
La canzone è ormai diventata una delle mie preferite perché se prima la amavo semplicemente perché mi piaceva la melodia e il ritmo, adesso la amo soprattutto perché da quel momento è diventata la “nostra canzone” e ogni volta che la ascolto mi rendo conto della fortuna che ho ad avere lei e mi vengono in mente tutti i bei momenti passati e presenti con lei che ho messo e continuo a mettere costantemente nel cassetto dei ricordi” (R. classe terza).

Gemma n° 2163

“Non essendo né uno bravo con le parole né tantomeno un poeta, mi è difficile spiegare a parole con una frase di senso compiuto, quella che posso considerare oltre che la mia fonte di felicità, la mia vera e propria essenza di vita.
Perciò, ho pensato che realizzare un video sulle note di moscowmule con tutti i momenti migliori vissuti nell’ultimo periodo fosse la maniera perfetta per dimostrare come le persone che mi circondano, mi riempano le giornate di gioia e di sorrisi nonostante giornate storte e ostacoli che la vita giornalmente presenta. Quindi vi presento, come potete vedere nella copertina del video, la mia “fortuna” (simboleggiata da un quadrifoglio trovato in giardino) che ho avuto l’enorme possibilità di trovare e cogliere” (L. classe quarta).

Gemma n° 2153

“La mia ultima gemma ho deciso di dedicarla alle mie tre sorelle. Si chiamano E., G. e A.. E. è la più grande ed è quella che diciamo ha “aperto la strada”. Mentre G. e A. sono le più piccole. Ogni volta che le persone ci vedono insieme ci dicono sempre che siamo uguali, ma noi dopo tutti gli anni che sono passati non abbiamo ancora capito come fanno le persone a vederci uguali o per lo meno simili. Se siamo “simili” di aspetto, di carattere siamo totalmente diverse. E. è la più riservata e timida. Lei è quella che cerca sempre di non litigare o dopo un litigio è la prima che viene a chiedere scusa perché non le piace bisticciare. G. è la terza ed è quella che prende la vita con calma. Per lei la vita va presa con leggerezza e per lei i problemi si trovano in fondo alla lista delle cose da fare. La prima cosa invece è dormire e mangiare (me l’ha detto lei di dirlo. Per lei sono cose essenziali). A. invece è l’ultima ed è l’artista della famiglia. Ha un’immaginazione fuori dal comune. A. però è anche “l’animalista”. Adora gli animali e per il compleanno ha convinto i miei genitori a farsi comprare una papera. 
Come tutte le sorelle e i fratelli non andiamo sempre d’amore e d’accordo. Io direi che andiamo a periodi. Ci sono periodi in cui facciamo ogni cosa insieme; mentre ci sono periodi in cui non siamo capaci di stare insieme per più di 5 minuti. 
Nonostante ciò ci vogliamo un sacco di bene, anche se non ce lo diciamo così spesso. Per noi non è importante dirsi “ti voglio bene”, perché è come se fosse una cosa “scontata”. È un po’ come una regola non scritta ma tu sai che c’è ed esiste e che niente e nessuno potrà mai cambiarla. 
Loro sono le mie rocce. Sono quelle persone che in mezzo alla tempesta mi terrebbero la mano. Sono le mie complici perché ogni cosa stupida da fare si fa insieme. Ma sono anche “maestre di vita” perché da ognuna di loro imparo qualcosa. 
Loro hanno un pezzo del mio cuore che nessuno potrà mai avere” (M. classe quinta).

Gemma n° 2148

“Ho deciso di portare questo angioletto fatto di argilla perché è un oggetto a cui sono legata da quando ho un anno. Mi è stato regalato al mio battesimo  da due miei cugini che erano fratelli. Loro abitavano a Verona, ed erano venuti qua per il mio battesimo. Mi avevano fatto questo regalo che davvero è stato una cosa che non avrei mai immaginato mi  avrebbe aiutato tanto. Nel 2010 sono venuti a mancare a causa di un incidente stradale. Da quando ne ho coscienza sono sempre stata legata a questo angioletto che è l’unica cosa che mi resta di loro. Ad oggi sono 12 anni che loro non ci sono più e mi dispiace di non avere un ricordo ben preciso di loro ma vivo delle storie che mi racconta mia madre su di loro e di come erano. Saranno per sempre due persone che io amerò con tutto il mio cuore e che saranno sempre parte integrante di me” (A. classe seconda).

Gemma n° 2137

“Io, G., come gemma ho deciso di portare questo quadro che mi ha disegnato mio nonno. Sono io, da piccola, seduta sulla scacchiera mentre gioco con i pezzi degli scacchi. Ne ha disegnato uno simile con mio fratello quando lui era piccolino: ha iniziato il mio nello stesso modo ma ha dovuto fermarsi per problemi di salute. Infatti ha finito di disegnarlo quando io avevo circa 11 anni e appena mi ha mostrato il quadro finito sono scoppiata in lacrime di gioia. Adesso questo quadro è appeso in soggiorno, insieme a quello di mio fratello. In questo momento mio nonno è in una situazione difficile ed è bloccato in ospedale, ma lui e questo quadro hanno un posto speciale nel mio cuore” (G. classe terza).

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