Pubblicato in: Gemme, Società

Gemma n° 2021

“Ho portato come gemma questa collana che mi è stata regalata dai miei nonni poco meno di un anno fa. La porto sempre con me; quando non ce l’ho e devo fare una verifica a scuola mi viene più ansia perché penso che a volte la mia fortuna sia data dalla presenza di questa collana. Mi accompagna sempre, sia nei momenti in cui sono più felice, sia nei momenti più tristi: i miei nonni sono ancora vivi e li vedo, anche se non spesso, ma con la collana mi sembra di averli lì”.

Proprio ieri stavo pensando che difficilmente siamo realmente soli, anche quando non siamo fisicamente in compagnia di qualcuno, la nostra mente e il nostro cuore sono abitati dall’“altro”, talvolta un “altro” conosciuto e amato, come nella gemma di G. (classe terza), talvolta un “altro” fantasticato o idealizzato. E spesso gli oggetti sono ciò che vivifica questa assenza rendendola presenza.

Pubblicato in: Gemme, Società

Gemma n° 2019

“La mia gemma è una foto che ho scattato alla mia migliore amica e al mio fidanzato: da quando li ho conosciuti loro sono le mie rocce. Entrambi, in qualche modo, mi hanno ribaltato l’esistenza in modo positivo. Non ci sono molte parole per spiegare questi rapporti, penso che si possa capire. Semplicemente sono tutto per me e mi fa anche piacere che vadano molto d’accordo, sebbene abbiano due caratteri molto diversi”.

Alessandro Panico scrive “Tutta la natura, ossia tutta la realtà, è esprimibile sotto forma di relazioni tra le varie cose” (La filosofia spiegata ai miei figli). E uomini e donne ne sono pienamente parte come dimostra la gemma di M. (classe quarta).

Pubblicato in: Bibbia e Spiritualità, Gemme

Gemma n°2017

“Ho portato una foto di mia nonna e di mio zio. La tengo in camera perché io e mia nonna eravamo molto legati, molto vicini. Quando è morta non sono riuscito ad essere vicino a lei perché era in terapia intensiva e i bambini non potevano accedervi, quindi nei suoi ultimi due mesi di vita non sono riuscito a vederla”.

Mi affido alla spiritualità orientale per commentare la gemma di G. (classe prima): “Ogni sofferenza è un seme di buddha, perché la sofferenza spinge i mortali a cercare la saggezza” (Bodhidharma).

Pubblicato in: cinema e tv, Gemme

Gemma n° 2016

“Ho portato questo anello. Era di mia mamma, lo indossava quando era piccola; ora non le sta più e quest’anno, per il mio 15° compleanno me l’ha regalato. Ci sono molto affezionata perché io e mia mamma siamo molto legate, ci raccontiamo tutto e quindi l’anello lo porto sempre con me”.

Nella serie tv Giudice Amy c’è un veloce scambio di battute che ben si addice alla gemma di F. (classe prima):
“- Se indosso questo anello a che cosa dico di si?
– All’idea che se decidi di spiccare il volo io ti insegnerò a volare.”

Pubblicato in: Gemme, Letteratura, Società

Gemma n° 2013

“Come gemma ho deciso di portare questo diario in cui ho fatto scrivere alle persone a cui voglio bene un qualcosa che poi rimanesse a me. Qualcuno ha incollato foto, qualcuno ha scritto quello che pensava verso di me o anche qualcosa che non c’entrava niente ma che sarebbe rimasta a me come ricordo”.

Alcune parole di Cesare Pavese per commentare la gemma di B. (classe terza): “Piace di tanto in tanto avere un otre in cui versarsi e poi bervi se stessi: dato che dagli altri chiediamo ciò che abbiamo già in noi. Mistero perché non ci basti scrutare e bere in noi e ci occorra riavere noi dagli altri”.

Pubblicato in: Gemme, Letteratura, libri e fumetti

Gemma n° 2009

“Questa collana me l’ha regalata mia mamma qualche anno fa; nonostante il fatto che in questo periodo non abbiamo un buon rapporto perché litighiamo ogni giorno (anche se lei mi aiuta sempre), questa collana la terrò sempre con me”.

Questa la gemma di L. (classe terza). E’ una fase di tempesta quella che sta vivendo nel suo rapporto con la madre. Mi viene in mente una citazione di Haruki Murakami dal libro Kafka sulla spiaggia: “Quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e a uscirne vivo. Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero. Ma su un punto non c’è dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi era entrato”.

Pubblicato in: Gemme, Società

Gemma n° 2007

“Ho portato questo braccialetto che mi hanno regalato i miei nonni al Battesimo: non l’ho mai indossato perché ho paura di romperlo. Che io sappia non me l’hanno dato accompagnato da un biglietto o da una lettera particolare, però sento un legame e ho paura che, rompendolo, possa spezzarsi qualcosa. Lo uso come portafortuna per le cose importanti (non per una verifica), come ad esempio per i viaggi: lo tengo in un sacchettino o attaccato ad una collana.”

Mi sono accorto solo guardando la fotografia del braccialetto di R. (classe seconda) che le gemme azzurre sono le ali di piccole api. “L’ape e la vespa si cibano degli stessi fiori; però non producono lo stesso miele” dice il filosofo francese Joseph Joubert. Penso che valga lo stesso per i regali che riceviamo: alcuni sono di passaggio e dimentichiamo anche velocemente chi ce li abbia donati (è triste ma penso sia così), altri si radicano nel cuore e nella memoria e diventano simbolo di un legame profondo.

Pubblicato in: cinema e tv, Gemme

Gemma n° 2006

“La mia gemma è il mio gatto Striscia, di circa 8 anni, molto scorbutico e antipatico con le persone; se abbiamo ospiti si nasconde subito in camera mia perché è molto ascociale. Per questo motivo andiamo molto d’accordo, sento una connessione fortissima con lui, è veramente il mio migliore amico. Nel periodo di isolamento del Covid mi sono resa conto di quanto io dia per scontata la sua presenza; passando tutto quel tempo con lui ho deciso di starci il più possibile, anche perché vivendo solo in casa soffre molto la solitudine. In fin dei conti i nostri amici animali non hanno che noi e si meritano tempo e attenzioni”.

Commento la gemma di J. con le parole di Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany: “Io e il mio gatto… siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene.”

Pubblicato in: Gemme

Gemma n° 2004

“Ho deciso di portare una stella alpina che mi ha dato mio papà un paio di anni fa circa; l’aveva presa quando mia madre aveva scoperto di essere incinta di me. Mio padre è sempre stato appassionato di montagna insieme a suo fratello, mio zio; hanno sempre condiviso questa passione, sono spesso andati in montagna insieme. Se ne intendevano e molte volte facevano le guide. Quasi quattro anni fa mio zio è andato a camminare; mio padre non c’era quella volta, lui si è sentito male, è caduto e non ce l’ha fatta. Con lui ho sempre avuto un rapporto molto speciale e ho fatto tante cose con lui e con i suoi due figli, i miei cugini. Siamo spesso andati a camminare insieme, andavamo ogni estate lassù. Questa stella rappresenta la passione per la montagna e a mio padre, oltre a ricordargli me, ricorda anche suo fratello. Per me è molto speciale”.

Mia mamma cantava in un coro e ho passato tanti venerdì e sabati della mia infanzia a sentire concerti di cori. Alcune musiche sono diventate per me molto familiari. Una di quelle che ancora mi commuove e mi tocca il cuore è “Signore delle cime” e la lascio qui come commento alla gemma di S. (classe seconda).

Pubblicato in: Gemme, musica

Gemma n° 2000

“La gemma che ho deciso di portare è mia nonna, una delle persone più importanti della mia vita perché fin da piccola ha passato tantissimo tempo con  me. I miei lavoravano molte ore al giorno e se non ci fosse stata lei non avrei avuto qualcuno con cui stare. Ogni giorno dopo scuola andavo da lei a pranzo e mi ha insegnato tante cose: a colorare, a giocare a carte, a scrivere. Sono molto grata per questo”.

Per commentare la gemma di E. (classe seconda), l’ennesima dedicata quest’anno a una nonna o a un nonno, recupero una vecchia e strana canzone degli ormai sciolti PGR (Per grazia ricevuta) con la particolare voce di Giovanni Lindo Ferretti. Si intitola I miei nonni. Il ritornello: 
Rendo onore a chi mi ha preceduto tra mille errori e abominevoli credenze mi ha fatto vivo, sopravvivere, crescere
Il mondo è complesso, incantevole, difficile
Rendo onore a chi mi ha voluto, mille e mille errori, abominevoli presenze, io sono vivo, sopravvissuto, cresciuto.

Pubblicato in: Gemme, libri e fumetti

Gemma n° 1994

“Oggi ho portato questo anello che mi è stato regalato da mia madre. Me lo ha regalato quando sono andata per la prima volta a Roma dove lei abita. Per me era l’inizio di un periodo molto complicato e non so per quale motivo mi sono affezionata molto a questo oggetto”.

Nel libro Lascia che ti racconti di Jorge Bucay ho trovato le parole giuste per la gemma di G. (classe prima):
“«Maestà» disse l’uomo facendo una riverenza «nel luogo da dove provengo si parla dei tuoi mali e del tuo dolore. Sono venuto qui a portarti il rimedio.» E chinando la testa porse al re un cofanetto di cuoio. Il re, sorpreso e speranzoso, lo aprì e frugò nel cofanetto. Dentro c’era soltanto un anello d’argento.
«Grazie» disse il re in preda all’entusiasmo. È un anello magico?»
«Certamente» rispose il viaggiatore «ma non basta portarlo al dito perché la sua magia faccia effetto… Ogni mattina, quando ti alzi, dovrai leggere l’iscrizione incisa sull’anello, e ricordare quelle parole ogni volta che vedrai l’anello al tuo dito.»
Il re prese l’anello e lesse ad alta voce: «Devi sapere che anche questo passerà».”

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Gemma n° 1991

“Io volevo parlare di mia sorella, la ‘cosa più importante che possiedo’. Lei ha tre anni e mezzo meno di me e condividiamo qualsiasi cosa facciamo, anche se sono cose brutte ce le diciamo anche senza dirle ai nostri genitori. Sappiamo tutto l’una dell’altra, abbiamo un rapporto di fiducia oltre ogni limite e non ho paura di dirle nulla. Sono molto felice ad avere una sorella così, significa che mi vuole tanto bene e quando reputa sbagliata una cosa che ho fatto, mi aiuta a correggerla e io faccio lo stesso con lei”.

Il vocabolario Treccani definisce complicità la partecipazione a un’azione criminosa o colpevole, considerata, in diritto penale, una forma di concorso nel reato. Non mi azzarderei ad accostare questa descrizione al rapporto tra M. (classe seconda) e la sorella. Poi, più avanti, si legge Con senso attenuato, connivenza, aiuto diretto o indiretto in macchinazioni anche scherzose, e sim.: se n’è andata a ballare all’insaputa del fidanzato e con la c. della sorella; anche, perfetta intesa. Ecco, ci siamo. Allora sì, direi che è un buon modo di definire quello speciale legame che lega due sorelle.

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Gemma n° 1990

La gatta Minù è quella a destra

“Ho tre gatti, ne avevo una che durante la quarantena ne ha partoriti due. La gatta, la mamma, è scomparsa da un po’ di mesi ed è lei la mia gemma, un po’ per ricordarla e perché è quella a cui sono stata più affezzionata, anche per l’aiuto che ha dato a tutta la mia famiglia. Durante la quarantena, periodo per nessuno allegro, ho avuto un periodo in cui sono stata male sia fisicamente che psicologicamente, cercavo di isolarmi in camera però lei cercava di entrare, di saltare sulla maniglia della porta, si lamentava se qualcuno a me indesiderato entrava. Se la mandavo via, tornava indietro, dormiva ai piedi del letto anche se non la volevo… Dei gatti si dice spesso che siano apatici, freddi, opportunisti, eppure ho sperimentato altro…”.

Non posso esprimermi sui gatti perché non ne ho mai posseduto uno direttamente, ho sempre e solo frequentato gatti altrui. Però so quanto un animale domestico possa essere parte della vita famigliare, quanti diventi parte delle vicende e delle relazioni che vi si intessono. Grazie a F. (classe terza) per avermene dato un’ulteriore conferma.

Pubblicato in: Gemme, libri e fumetti

Gemma n° 1986

“Questo libro mi è stato regalato quando avevo due anni e mezzo da mia sorella nata in quel momento e mia mamma mi ha detto che me l’aveva portato lei nascendo (ovviamente l’aveva preso mamma). Per me è molto importante: come si vede è molto rovinato perché l’ho letto tante volte da piccola e l’ho anche colorato insieme a mia sorella. Glielo leggevo quando, alle elementari, ho imparato a leggere; è il primo ricordo che condivido con mia sorella e abbiamo un bel rapporto”.

Questa la gemma di V. (classe terza). Che belli questi oggetti usati, rabberciati, consunti dal tempo, sdruciti, segnati dal passare dei giorni e delle mani: mi sono sempre affezionato più a loro che a quelli, magari più economicamente preziosi, ma che non si potevano, proprio per il loro valore, toccare. E quindi restavano lì, spettatori delle nostre vite, senza esserne i protagonisti insieme a noi.

Pubblicato in: Gemme

Gemma n° 1981

“Ho portato questo braccialetto perché me l’ha regalato mia nonna alla Prima Comunione e lei mi ha aiutato in un periodo in cui non stavo proprio bene. Il braccialetto ha tanti significati, uno per ogni charm. Ad esempio la M rappresenta il mio nome ma anche quello della nonna, oppure il ciondolo con un personaggio di Winnie the pooh è lì perché da piccola amavo questo cartone e mi ricorda la mia infanzia, oppure il cuore con le zampette mi ricorda il cane che ora purtroppo non c’è più ma che mi ha accompagnato nella vita”.

Guardo la foto del braccialetto di M. (classe prima) e osservo tutti gli altri charms e immagino quanta vita contengano, quanti riferimenti, quanta ricchezza, quante relazioni…

Pubblicato in: Gemme, musica

Gemma n° 1979

“Ho scelto la canzone Margherita di Riccardo Cocciante perché quando ero piccola, fino all’età di 7 anni, mio padre me la cantava sempre la sera prima di addormentarmi, quindi è molto importante per me”.

Questa la gemma presentata da M. (classe seconda, e no, non si chiama Margherita…). Posto che la canzone non è una ninna nanna, evidenzio le parole che tuttavia possono essere riferibili ad un bimbo e avere la caratteristica di un augurio: “Fatti grande dolce luna e riempi il cielo intero, e perché quel suo sorriso possa ritornare ancora splendi sole domattina come non hai fatto ancora”.

Pubblicato in: Gemme, Letteratura

Gemma n° 1976

“Ho deciso di portare questa boccetta con dentro delle conchiglie. E’ un semplice ricordo di un anno trascorso in Emilia Romagna in terza media. E’ stato un anno piacevole, in cui ho conosciuto nuove persone e un ambiente nuovo. Una persona con cui avevo instaurato una bella amicizia mi ha lasciato questo ricordo raccogliendo semplicemente delle conchiglie dalla spiaggia del paese dove abitavo dicendomi “Le terrai sul comodino e penserai a me ogni tanto”. Un gesto d’affetto che ho pensato di condividere”.

Semplicità, bontà e verità sono le caratteristiche che, secondo Tolstoj, dovrebbero definire la grandezza. E la grandezza può rivelarsi anche nelle cose piccole, come quella raccontata da M. (classe quinta).

Pubblicato in: Gemme, Società

Gemma n° 1973

“Ho portato come gemma questo braccialetto: me l’ha dato la mamma di una persona per me molto importante. Non mi aspettavo che diventassimo così vicine, infatti la considero quasi come una seconda mamma. Lo indosso dal mio compleanno, quando me l’ha dato”.

Credo che quello descritto da J. (classe terza) non sia solo un dono o un gesto d’affetto: è il riconoscimento che la presenza di J. è preziosa per la persona per cui condividono l’affetto. Come dire, è un ti voglio bene per il bene che vuoi ad un’altra persona. Penso sia una delle vie per far crescere un po’ questo mondo, per renderlo un posto migliore.

Pubblicato in: Gemme, musica, Società

Gemma n° 1970

“La gemma di quest’anno la voglio dedicare a G. La dedico a lei perché è letteralmente l’unica persona con cui ho un rapporto quasi simbiotico, ci completiamo. Con G. ho condiviso tutte le mie esperienze più importanti e bizzarre, lei è l’unica che sa tutto di me e che mi conosce davvero bene: l’unica che quando c’è la più piccola cosa che non vada riesce a leggermelo in faccia e farmelo passare. Non a caso quest’estate, durante un periodo un po’ difficile, è stata l’unica in grado di distrarmi e non farmi pensare a quello che stava succedendo.
Siamo diventate amiche per caso, non appena ci siamo parlate ci siamo trovate da subito in sintonia. Siamo diventate amiche anche un po’ per destino, abbiamo avuto una vera conversazione soltanto in 2a superiore nonostante ci conoscessimo dalla prima media. Sento quindi come se essere diventate amiche non sia solo una coincidenza, perché tante volte abbiamo avuto l’occasione di diventarlo ma non è mai successo fino a quel momento.
Con lei sento di poter essere davvero me stessa. Non appena succede qualcosa, brutta, bella o divertente, la prima persona a cui mi viene in mente di raccontarla è lei.
Auguro davvero a tutti di incontrare nella vita un tornado come G.”

Visto che E. (classe quarta) non ha portato un oggetto o una foto, fornisco io la colonna sonora che mi è venuta in mente con un brano che qualche anno fa mi ha fatto scoprire un’alunna. Si tratta di Count on me di Bruno Mars: il video non è lo stesso (non si trova più) ma le parole sì. Eccone alcune:
“Scopriamo la pasta di cui siamo fatti quando siamo chiamati ad aiutare i nostri amici in difficoltà
Puoi contare su di me come 1 2 3 Sarò lì
E so che quando ne avrò bisogno potrò contare su di te come 4 3 2 e tu sarai lì
Perché è così che dovrebbero comportarsi gli amici
Se dovessi continuare a girarti e rigirarti senza riuscire ad addormentarti
Canterò una canzone al tuo fianco
E se mai dovessi dimenticare quanto sei importante per me te lo ricorderò ogni giorno”.

Pubblicato in: Gemme, musica

Gemma n° 1968

“Come gemma ho deciso di portare la canzone Life on Mars? di David Bowie: mia madre è una grandissima fan di David Bowie e fin da quando ero piccola abbiamo ascoltato le sue canzoni insieme. Dei bei ricordi sono legati a questa canzone. Anche il testo mi piace”.

Mi sento di commentare la gemma di E. (classe seconda) con una delle mie canzoni preferite del duca bianco, Heroes. In questi giorni si sono spesso ricordati, a proposito della guerra russo-ucraina, la cortina di ferro e il muro di Berlino. Ecco quindi le parole della canzone “Io, io riesco a ricordare (mi ricordo) in piedi accanto al Muro (accanto al Muro) e i fucili sparavano sopra le nostre teste (sopra le nostre teste). E ci baciammo, come se niente potesse accadere (niente potesse accadere) e la vergogna era dall’altra parte. Oh possiamo batterli, ancora e per sempre, allora potremmo essere Eroi, anche solo per un giorno”.