Gemma n° 2989

“Come gemma quest’anno ho deciso di portare una città dove ho lasciato il mio cuore: Londra. Penso sia la città dove mi sono trovata meglio, dove ho costruito tantissimi ricordi e dove ogni volta non vedo l’ora di tornare. Ma più in generale vorrei parlare del mio periodo di quattro mesi in Inghilterra perché è stato fondamentale per me, non tanto dal punto di vista scolastico o della lingua, ma soprattutto perché mi ha consentito di conoscermi a fondo. Vivevo praticamente da sola e ciò mi ha permesso di stare a stretto contatto, forse per la prima volta, con i miei pensieri, le mie paure e le mie ansie. Per quanto mi mancassero i miei amici e la mia famiglia, penso che in Inghilterra ci sia una versione di me che può esistere solo là. È una parte della mia anima, a mio parere la migliore e la più autentica, che ho lasciato per sempre in quella stanza, in quel paese e che un giorno spero di poter ritrovare” (M. classe quinta).

Il cuoco di Ulisse

La canzone Buon sangue di Jovanotti comincia con una frase apparentemente assurda: “Un mio parente era il cuoco sulla nave di Ulisse.”
Non Ulisse. Non Circe. Nemmeno uno dei marinai che legarono il capitano all’albero maestro per resistere alle Sirene. Il cuoco. Quello che preparava pranzi e cene, invisibile com’è invisibile chi nutre gli eroi senza diventarlo mai.
Eppure è proprio lui — addormentatosi di guardia, senza cera nelle orecchie, per puro caso — ad ascoltare quel canto misterioso. E a dimenticarlo. E a portarselo dentro per sempre senza saperlo.

Nel video qui sopra ho cercato di attraversare insieme il paradosso meraviglioso che Jovanotti costruisce: un antieroe che entra nell’epica dalla porta di servizio e ci insegna qualcosa che Ulisse, con tutto il suo ingegno, non avrebbe potuto insegnarci.
Il testo mi ha lasciato in mano una serie di domande scomode. Del tipo che non si chiudono facilmente. Del tipo che tornano.

Siamo troppo bravi a mettere la cera nelle orecchie? Filtri, notifiche disattivate, bolle algoritmiche: ci proteggiamo dall’ignoto con una precisione che i marinai di Omero si sognerebbero. Ma cosa stiamo perdendo, mentre siamo così occupati a non disturbarci?
Chi è il cuoco nella nostra storia? A scuola, in famiglia, nella squadra in cui giochiamo o lavoriamo — c’è sempre qualcuno che non finisce nelle foto di gruppo ma senza cui tutto si fermerebbe. Lo riconosciamo? L’abbiamo mai ringraziato?
Vivere come in un sogno: liberazione o fuga? Jovanotti dice di aver imparato dal cuoco a trattare la realtà come un sogno. È un invito alla leggerezza o un rischio di perdere il contatto con ciò che fa male e che va cambiato?
Abbiamo un ricordo dimenticato che ci ha cambiato? Un concerto, un viaggio, un incontro: magari non ne ricordiamo quasi nulla, eppure sentiamo che dopo non eravamo più le stesse persone. Com’è possibile essere stati trasformati da qualcosa che non sappiamo nemmeno di ricordare?
Perché “parente”? Jovanotti poteva dire “ho sentito la storia”, “mi hanno raccontato”. Invece dice parente. Scegliere come antenato qualcuno che non ha fatto grandi imprese, ma ha semplicemente saputo restare aperto all’assoluto — non è forse il gesto più radicale del pezzo?

Queste sono le domande che il video prova ad aprire, senza la pretesa di chiuderle. Perché certe cose, come il canto delle Sirene, non si spiegano: si ascoltano, si dimenticano, e restano.

Gemma n° 2967

“Parigi per me non è stata solo una città, è stata un’emozione continua. Doveva essere il regalo dei miei 18 anni da parte del mio fidanzato, ma alla fine è diventato il regalo più bello anche per me, qualcosa di nostro che porteremo sempre dentro.
Siamo partiti senza sapere davvero cosa aspettarci, ma con una voglia incredibile di vivere tutto. In quei 4/5 giorni abbiamo fatto più di 35 mila passi al giorno, sempre in movimento, sempre con gli occhi pieni di meraviglia. Eppure non ci pesava mai: eravamo sempre in giro, con la voglia di vedere tutto, di non perdere neanche un attimo. E la cosa più bella non erano nemmeno i posti, ma come ci sentivamo mentre li scoprivamo insieme.
Di giorno inseguivamo ogni cosa da vedere, senza volerci perdere nulla. Ci siamo anche persi tra le strade, improvvisando, ridendo per niente, lasciandoci guidare dal momento. E proprio quella spontaneità ha reso tutto ancora più speciale.
Ricordo una sera, eravamo stanchi morti e ci siamo seduti vicino alla Senna, con le luci della Torre Eiffel che si riflettevano sull’acqua. Non stavamo facendo nulla di particolare, ma ridevamo senza motivo. Era uno di quei momenti in cui non serve dire niente, perché senti che è tutto perfetto così.
Parigi ci ha regalato emozioni vere: la spensieratezza, la complicità, la sensazione di essere esattamente nel posto giusto al momento giusto. Ogni giorno era diverso, ma tutti avevano qualcosa di speciale.
È stato il viaggio più bello che io abbia mai fatto, perché non è stato solo visitare una città, ma viverla insieme. E tornando a casa mi sono sentita diversa, più leggera, con la consapevolezza che certi momenti non passano mai davvero. Rimangono lì, dentro di te, come Parigi”.
(N. classe quarta).

Gemma n° 2953

“Quest’anno ho deciso di portare come gemma questa foto che ho scattato quando sono andata in Grecia per la gita di quinta. Ho deciso di portare questa foto perché è stata un’esperienza indimenticabile. Da quando mi sono appassionata alla civiltà greca e alla mitologia ho sempre sognato di andare in Grecia e visitare luoghi come Atene e Delfi. Quest’esperienza mi ha permesso di vedere luoghi che non avrei mai pensato di riuscire a visitare” (E. classe quinta).

Gemma n° 2949

“Quest’anno ho deciso di portare come “gemma” un album fotografico che ho realizzato durante l’estate sul viaggio che ho fatto ad aprile a New York. Ho stampato tutte le foto e ho creato l’album completamente da zero, scegliendo e organizzando ogni pagina. L’ho costruito nei momenti di noia dell’estate e, mentre riguardavo le foto e mettevo insieme i ricordi, mi è venuta un po’ di nostalgia. Allo stesso tempo però mi ha resa molto felice, perché mi sono resa conto di aver vissuto un’esperienza davvero speciale. Questo viaggio è stato uno dei più belli della mia vita. Ho avuto la possibilità di visitare posti che fino all’anno prima mi sembravano lontanissimi da me, quasi irraggiungibili. Inoltre l’ho fatto insieme alle mie amiche: proprio durante quel viaggio abbiamo legato ancora di più. Riguardare queste foto mi ha fatto capire quanto quell’esperienza mi abbia fatto crescere. Mi ha resa più indipendente e anche più sicura di quello che voglio fare in futuro. Per questo ho scelto questo album come mia gemma: perché non è solo una raccolta di foto, ma un modo per custodire ricordi, emozioni e un momento della mia vita che porterò sempre con me” (M. classe quinta).

Gemma n° 2944

“Quest’anno per la mia gemma ho scelto di parlare di L., la ragazza che mi ha ospitato nel corso dello scambio a cui ho partecipato con la mia classe. Sin da subito si è dimostrata una ragazza ricca di energie e generosità. Ancor prima del mio arrivo nella sua città, lei non ha esitato a contattarmi e per settimane ci siamo scambiate messaggi e foto per raccontarci della nostra vita quotidiana e delle nostre abitudini. Condividiamo diversi interessi e passioni, un esempio di questo è il nostro amore smisurato per gli ABBA, la nostra band preferita. Ad entrambe piace cucinare, ma se dovessimo scegliere opteremmo sempre per preparare dei dolci al posto di piatti salati. Quando sono arrivata finalmente a casa sua, mi sono sentita subito a mio agio,  questo perché la sua famiglia mi ha accolto con gentilezza, percependo la mia persona come un membro familiare vero e proprio. Lo scambio è durato circa 4 giorni, ma L. e i suoi fratelli si sono fatti in quattro per farmeli passare al meglio, programmando diverse attività. L’ultimo giorno del mio viaggio combaciava con il mio compleanno e ancora una volta la famiglia di L. ha saputo rendere la giornata speciale e farmi sentire parte di loro. Insieme abbiamo preparato dei muffins al mirtillo, deliziosi. Inoltre sono stati così gentili da pensare persino ad un piccolo dono. Quando infine ci siamo salutati mi hanno chiesto di tornare a trovarli in estate, abbracciandomi, mentre ci scambiavamo dei saluti e parole dolci.
Ora sarà il mio turno di ospitare L. e personalmente non aspetto altro”.
(E. classe terza).

Gemma n° 2939

“Quest’anno, come ultima gemma, ho deciso di portare la gita di quinta. È stato un viaggio che, oltre ad avermi regalato ricordi importanti, mi ha dato anche la possibilità di condividerlo con le mie migliori amiche. Penso che la Grecia sia stata la meta perfetta per concludere nel migliore dei modi questi cinque anni di scuola superiore. Aver vissuto questa esperienza insieme a loro mi ha fatto capire quanto la nostra amicizia sia forte e indissolubile. Sono certa che questo legame non si concluderà con la fine della scuola, ma continuerà ad accompagnarci per tutta la vita” (A. classe quinta).

Gemma n° 2918

“Quest’anno come mia ultima gemma ho deciso di portare una città stupenda, che mi ha riempito di ricordi che porterò sempre nel cuore, soprattutto per le persone con cui ho condiviso i miei viaggi. Roma è veramente la città eterna: ogni volta che ci vado rimango sempre stupita dalla sua bellezza e grandezza, non solo fisica ma anche culturale. Roma per me non è solo una città, ma è il luogo in cui ho vissuto momenti che mi hanno fatto crescere. Durante quei viaggi ho avuto la possibilità di conoscere meglio alcune persone  e costruire con loro un legame profondo che porterò sempre con me. Inoltre, siamo sempre stati accolti dalla gentilezza e disponibilità delle persone, perciò ho un bel ricordo anche di loro. Roma, quindi, è legata a nuove amicizie ed esperienze che mi hanno formato come persona” (S. classe quinta).

Gemma n° 2896

“Come gemma quest’anno porto un posto in cui tornerei sempre e che avrà sempre uno spazio nel mio cuore: Parigi. Mi ricordo la me piccola che sognava i tetti di Parigi e la grandezza della Tour Eiffel, guardando le immagini alla TV. Ho chiesto ai miei almeno un milione di volte di andarci e finalmente a 10 anni hanno deciso di portarmi. La me piccola era la persona più felice del mondo e ancora oggi ricordo quel viaggio come il più emozionante della mia vita. Il giorno in cui sono tornata a casa volevo già tornare e per questo un anno dopo sono tornata. Quest’anno sentivo la mancanza dell’odore del caffè che esce dai bistrot, il luccichio della Tour Eiffel di notte e l’eleganza di tutte le strade e per questo ho obbligato tutta la mia famiglia a tornare di nuovo. Per me ogni volta é come se fosse la prima, rimango sempre stupita dalla bellezza di questa città. A Parigi è come se ci fosse un’altra parte di me, una parte migliore che lascia i pensieri altrove e vive con spensieratezza. A luglio di questa estate sono stata per la terza volta e un giorno spero di prendere un volo per Parigi di sola andata e vivere per sempre con quella parte migliore di me” (B. classe terza).

Gemma n° 2891

“La gemma che ho scelto di portare oggi è la mia vacanza studio di quindici giorni a Eastbourne, nel sud dell’Inghilterra. Sono partita senza grandi aspettative, pensando soprattutto di migliorare l’inglese, ma alla fine è stata un’esperienza molto più importante di quanto immaginassi.
Ho conosciuto persone da tutto il mondo e ho stretto legami davvero forti, soprattutto con alcune ragazze di Barcellona, con cui ancora oggi sono in contatto. Ci siamo legate tantissimo anche grazie alle piccole cose, come il fatto che il cibo della mensa fosse terribile e finissimo sempre da Tesco a comprare noodles, trasformando anche quei momenti in ricordi divertenti.
Non è stata solo un’esperienza di studio, ma anche di grande divertimento: tra risate, piccoli casini, serate passate insieme e momenti super caotici come quando abbiamo visto tutti insieme la partita Paris Saint-Germain contro Real Madrid, è stato tutto molto intenso. Anche le lezioni erano leggere e piacevoli, nonostante a volte fossimo stanchissimi per le nottate passate a chiacchierare.
È un’esperienza che mi ha fatto crescere tanto, mi ha aiutata a mettermi in gioco e a creare legami veri in pochissimo tempo. Sono davvero grata ai miei genitori per avermi dato la possibilità di viverla, perché è qualcosa che porterò sempre con me”.
(C. classe terza).

Gemma n° 2862

“Quest’anno come gemma ho deciso di parlare del mio viaggio in Finlandia, un viaggio che sognavo di poter fare da molti anni, sin da piccolo. Inizialmente mi ci interessai soltanto per la famosa notizia che avessero il sistema scolastico migliore dell’Europa, ma presto scoprii molto di più riguardo a questo paese, ad esempio la particolarità della loro lingua che ha origini uraliche piuttosto che indoeuropee come maggior parte dell’Europa. Insieme alla sua costante posizione in alto nella classifica per i paesi più sicuri e felici e alla presenza di parchi naturali nazionali, sono stati questi i fattori che mi hanno spinto molto a voler visitare questo paese; e il risultato non mi ha per niente deluso. Il centro e la città erano sempre animati, il tempo era sempre bello, alle 23 non c’era ancora buio totale e il cibo era fantastico. Non c’è stato mai un momento in cui mi sono pentito di aver fatto questo viaggio, e lo rifarei più che volentieri (anche se con un po’ meno di vento)” (F. classe quarta).

Gemma n° 2848

“Questo bracciale l’ho preso durante il viaggio di istruzione a Bruxelles. A esso sono collegati molti ricordi e molte nuove amicizie” (S. classe seconda).

Gemma n° 2838

“La mia gemma è il ricordo del primo viaggio a Parigi con una mia amica. È stato un momento speciale perché abbiamo vissuto la città con leggerezza, riso insieme e scoperto posti nuovi. C’era anche la neve, che ha reso tutto più magico e indimenticabile. Mi ha lasciato una bella sensazione di libertà e spensieratezza, per questo lo porto con me come un ricordo prezioso” (F. classe quinta).

Gemma n° 2829

“Come gemma quest’anno ho deciso di portare la gita a Bruxelles che abbiamo fatto nel periodo natalizio. È stato tutto bellissimo, partendo dal viaggio in aereo, che è stato il primo per me, la città tutta decorata, le mie compagne di stanza, le nostre lamentele per la stanza decisamente piccola, se camminavamo un po’ troppo, per il cibo in hotel, la porta della camera troppo pesante e per le attese, insomma un po’ tutto, poi c’erano le nostre canzoni, le notti a dormire tutte insieme, il gioco dell’impostore, la serie dopo cena e infine l’allarme antincendio e “la donna con il coltello”. Ma soprattutto le continue risate anche per il nulla. Mi sono divertita moltissimo, non tanto per la gita in sé, ma stando con delle persone che mi fanno ridere, piangere e stare bene” (G. classe seconda).

Gemma n° 2800

“Come gemma ho deciso di portare una mia esperienza in Ecuador ma anche in Colombia e in Norvegia. L’ultima volta a lezione ho citato questa associazione con cui ho fatto un po’ di viaggi. L’associazione si chiama CISV nato dall’acronimo Children’s International Summer Villages, ma in realtà ora è diventata una parola intera. CISV è un’associazione internazionale indipendente affiliata all’UNESCO, che offre l’opportunità a bambini, ragazzi e adulti di sperimentare il fascino e la ricchezza delle differenze culturali. L’educazione alla pace è la base su cui si formano tutti i principi CISV ed è dal 1951 che organizza programmi di scambi internazionali e progetti sul territorio in più di 70 paesi nel mondo.
Parlando della mia esperienza, questi programmi a cui ho partecipato mi hanno aiutata veramente tanto a crescere come persona, in particolare quello di questa estate, e soprattutto mi hanno aiutata a capire molte cose che prima non capivo. Ho imparato davvero molto su vari fronti; a parte le altre culture che ho incontrato, ho iniziato a capire il significato di amicizia e ho davvero trovato una seconda famiglia. In Norvegia ci sono stata nel 2022 quindi nell’estate tra la quinta elementare e la prima media. Il programma per questa fascia d’età prevede di stare via per quattro settimane, come sempre insieme ad un adulto e altri tre ragazzi della stessa età. Diciamo che questo è il programma più giocoso e a cui partecipano più persone. Oltre ad aver superato molti ostacoli e ad aver migliorato decisamente il mio inglese e la mia capacità di comunicare con persone che non conoscono la mia lingua, ho imparato l’importanza e la profondità che alcuni legami possono avere. Essendo più piccolini ho perso quasi del tutto i contatti che avevo con queste persone (che venivano da più o meno qualunque parte del mondo) ma non dimenticherò mai la spensieratezza di quei giorni. Ho visto un enorme cambiamento invece con il viaggio che ho fatto in Colombia un anno fa. Qui erano previste due settimane ed ero molto più lontana da casa. Essendo due settimane non ho avuto la possibilità di legare veramente con molte persone. Questa è una cosa soggettiva perché effettivamente per avere un vero legame con qualcuno io ho bisogno di molto più tempo rispetto ad altre persone, però ho mantenuto molto di più i contatti ed è stata veramente un’esperienza da cui sono tornata come una persona diversa. Ma il viaggio che mi ha cambiata di più è stato senza ombra di dubbio quello in Ecuador di quest’estate. Oltre ad aver imparato moltissime cose ho capito molto più a fondo quello che è questa associazione e cosa significa farne parte, ho avuto la fortuna di incontrare di nuovo due persone che avevo incontrato l’anno prima in Colombia ed è stato veramente emozionante. Ci sono stata tre settimane e non scherzo quando dico che sono state tra le più belle della mia vita. Con le persone di quest’anno sono rimasta molto più in contatto (anche perché è passato poco tempo) e vorrei veramente tanto rivederle un giorno. Oltre a questo, data la fascia d’età, è un programma che ti fa maturare perché sei molto più indipendente e prendi più decisioni da solo. Ho incontrato persone fantastiche e creato ricordi indimenticabili e spero di avere la possibilità di fare molte più esperienze simili”.
(B. classe prima).

Gemma n° 2786

“Quest’anno come gemma ho deciso di portare l’esperienza che ho fatto questo mese come delegato a New York. È stata un’esperienza che nonostante non sia durata tantissimo mi ha fatto crescere a livello umano e perciò la porterò per sempre nel mio cuore. I primi giorni avevo addirittura rimorsi per aver scelto di farla perché avevo paura che non fosse una cosa adatta a me e che non ne fossi capace, invece mi sono divertita veramente tanto e sono riuscita anche a parlare in pubblico (cosa che per me ha un gran valore dal momento che parlare in pubblico è sempre stata una mia grande paura). Durante i giorni in cui sono stata a New York ho conosciuto anche persone da diverse parti d’Italia e del mondo che, anche se magari in futuro perderemo i rapporti, avranno sempre un posto speciale nel mio cuore.
Ora New York mi manca veramente molto e spero in futuro di rivivere altri momenti simili” (F. classe quarta).

Gemma n° 2778

“Quest’anno come gemma ho deciso di portare l’esperienza che ho vissuto a settembre 2024. Ho avuto la possibilità di trascorrere 3 mesi in Irlanda come exchange student: sono stata ospitata da una famiglia e sono andata regolarmente a scuola. Mi sono resa conto di essere stata molto fortunata, perché sarei potuta capitare in una famiglia o in una scuola in cui non mi trovavo bene, invece in entrambe mi sono trovata molto bene. In particolare la mia host family è stata veramente come una seconda famiglia, e mi sono sentita a casa fin dal primo momento che li ho conosciuti.
Anche a scuola ho conosciuto persone meravigliose, belle sia dentro che fuori, sempre disponibili e pazienti. Alcune di queste sono diventate amicizie così profonde, che abbiamo già programmato di incontrarci quest’estate. È stata l’esperienza più bella che io abbia mai vissuto, non solo grazie a tutte le persone che l’hanno resa indimenticabile, ma anche perché mi ha aperto gli occhi da diversi punti di vista, specialmente sulle mie capacità. Porterò sempre nel cuore tutto quello che ho vissuto, che rimarrà sempre impresso nella mia memoria” (S. classe quarta).

Gemma n° 2773

“Ho scelto questa foto poiché raffigura un momento del viaggio in Grecia che ho fatto a febbraio. La foto è stata scattata in cima all’Acropoli di Atene, alle spalle del Partenone. La ritengo molto significativa per me in quanto, oltre all’esperienza in sé, ho potuto passare dei gran bei momenti con i miei amici più cari” (F. classe quinta).

Gemma n° 2772

“9 aprile 2024
Oggi finalmente partiamo per New York. Il viaggio dei miei sogni. Questo giorno sembrava non arrivare mai, eppure i 4 mesi che separavano l’iscrizione dalla partenza sono volati in un attimo. Arriviamo a Malpensa. Era ora. Era arrivato il momento che tanto temevo. No no, non il decollo dell’aereo. La puntura che devo fare. Sono terrorizzata dagli aghi, tanto che per un attimo mi è anche passato per la testa il pensiero di non prendere l’aereo per quei 0,3 ml di liquido. Cose da pazzi. È stato disgustoso ma ce l’ho fatta. Finalmente possiamo partire e goderci l’esperienza più bella fatta finora.

19 aprile 2024
Mi sveglio, guardo l’ora. 15:42. Ieri sera siamo tornate da New York. Mi ci è voluto un quarto d’ora per metabolizzare se è stato tutto un sogno o se l’ho vissuto veramente. Apro la galleria. Le foto c’erano. Era tutto vero. Mi prendo 20 minuti per riguardare tutte le foto scattate. Sarò per sempre grata di aver avuto la fortuna di vivere un’esperienza del genere a 17 anni con le mie persone del cuore. Ma che ora è? Già le 4 e mezza??? Devo andare a ginnastica. Mi cambio subito. Questo allenamento non lo posso proprio saltare. 

24 aprile 2024
Finita una ne inizia un’altra. Oggi io e la squadra di ritmica partiamo per i campionati nazionali nelle Marche. Il viaggio è stato lungo. Sto cercato di non pensarci ma nella mia testa frulla solo un pensiero. E se questa sarà la mia ultima gara? Non riesco a capacitarmi. Non oso immaginare la mia vita senza ginnastica. 

27 aprile 2024
È il giorno della gara. Mi sono svegliata con il solito mal di pancia. Ho un mix di emozioni dentro di me che non riesco a controllare. Da una parte sono agitata, mi sento una grande responsabilità addosso. Se dovesse andare male lo rimpiangerei per tutta la vita. Però dall’altra parte sono felicissima. Ho avuto la fortuna di compiere questo bellissimo percorso durato ben 12 anni e ci tengo a dargli una degna conclusione.
S. mi schiaccia le spalle, mi alza il mento e entro in pedana. È andata. Sono contentissima, indipendentemente da quello che sarà il risultato. È l’ora delle premiazioni. Sento “e il primo posto per la categoria serie b, senior 3, attrezzo clavette va a S_________”. Non realizzo. Mi tremano le gambe, non riesco neanche a camminare dritta per andare a prendere la coppa. Non ci potevo credere. La sera mi arriva un messaggio dalla mia allenatrice che purtroppo non è potuta essere presente alle gare. “ciao S, volevo scriverti questo messaggio prima ma sono stata presa da 1000 cose. Quello che hai fatto quest’anno è stato prenderti un rischio abbastanza grande perché prendere in mano due attrezzi che hai usato poco in tutta la tua carriera di ginnastica per il fine di portarli alle nazionali, cercare di farli bene e guadagnarsi il punteggio e il posto non era un’impresa facile. poi sono comunque due attrezzi difficili perché palla devi saperla un po’ maneggiare e gestire, Clavette è difficile perché fanno paura e perché sono comunque due attrezzi da gestire quindi in realtà 2 cose non una sola quindi è difficile in generale.  Mi hai proprio stupita da un punto di vista di scelta perché ero un po’ indecisa, conoscendoti, su quello che avresti potuto scegliere però mi hai comunque stupita perché è una scelta che hai pensato, hai fatto e alla fine hai lavorato te la sei portata a casa con tutte le difficoltà del caso: le prime gare andate male, le perdite e tutto quanto che fanno parte del percorso per arrivare poi al fine della della gara. Con questo voglio dirti una cosa: hai fatto benissimo, nella vita bisogna prendersi dei rischi anche se le cose fanno paura bisogna farle e cercare di portarsele a casa a volte va bene, a volte va male, in questo è andata bene e va bene così però sei stata molto coraggiosa e questa cosa nella vita paga quindi ricordatela,  mi raccomando questa cosa deve rimanerti in testa per cui momenti in futuro in cui magari hai delle paure oppure fallisci in qualcosa perché ci sta fallire, e ti devi ricordare sempre di questa cosa come promemoria.” Mi scende una lacrima.

8 giugno 2024
Oggi è l’ultimo giorno di scuola. Finalmente libera. Adesso posso dedicarmi a scuola guida, ai miei amici che non vedo quasi mai e soprattutto a organizzare il mio diciottesimo, che aspetto da tantissimo. Domani andrò a trovare il nonno che purtroppo hanno dovuto ricoverare in ospedale. È da qualche giorno che non si muove più dal letto quindi meglio fare degli accertamenti.

30 giugno 2024
Stasera c’è il compleanno di G. Quella bambina che conosco dall’asilo domani fa 18 anni. Come è possibile che il tempo passi così in fretta? La mamma mi accompagna a casa sua prima della festa. Aveva un atteggiamento strano, frettoloso, come se dovesse scappare da qualche parte. Non le do peso. Penso a divertirmi e godermi la serata. 

1 luglio 2024
Oggi finalmente inizia il centro estivo. Sveglia presto e alle 7 e mezza siamo già al lavoro. Finalmente rincontro i miei amici, non li vedevo da 1 anno, mi erano mancati. Inizia a piovere. Non diluviava così da tanto. È pioggia fitta e pungente. Sono arrivate le 5, è ora di tornare a casa. Perché c’è la macchina della mamma e non quella del papà nel parcheggio? Salgo in macchina. “Come è andata?” Mi chiede. “Bene bene” rispondo. “Perché sei venuta tu?” “Mi hanno dato mezza giornata di ferie”. Non mi aveva convinto questa risposta. Riattivo i dati del cellulare. Mi arrivano 3 messaggi da zii e amici di famiglia che dicevano tutti la stessa cosa. “Mi dispiace S. ti sono vicina”, oppure, “ti abbraccio forte, qualsiasi cosa sono qua”. “Cos è successo?” Dico con la voce tremante. “Niente perché?” Mi risponde. “Dimmi cosa è successo” ripeto con la voce sempre più tremante. “Il nonno non ce l’ha fatta”.  Mi sento cadere nel vuoto. Scoppio a piangere. Non era uno dei soliti pianti. Non riuscivo a respirare. Parcheggia, saliamo in casa. Mi butto sul divano. Mi gira la testa. Arriva il papà e mi abbraccia. Non mi dava un abbraccio del genere da tanto, anzi forse non me ne aveva mai dato uno così. Non mi aspettavo questa notizia. Non me la aspettavo proprio. Come è possibile? Una settimana fa ero stata a trovarlo in ospedale e mi aveva promesso che avrebbe fatto di tutto per farsi dimettere per il mio compleanno 15 giorni dopo. Non me ne capacito. Esco in terrazza a prendere un po’ d’aria. Vedo l’arcobaleno. È il nonno ne sono sicura.

2 luglio 2024
Vado a trovare la nonna. Occhi pieni di dolore. Una guerra che avevano combattuto insieme vinta però solo da uno dei due. “Ricordati che sei stata la soddisfazione più grande che ha avuto il nonno”. Mi dice.
Se penso che mentre lui stava tirando i suoi ultimi respiri io ero a ballare mi vengono i brividi.

17 luglio 2024
È arrivato il giorno che aspettavo da tutto l’anno. Oggi divento maggiorenne. Cos’è cambiato da ieri a oggi? Ho più responsabilità? Rispondo io delle mie azioni? Mi sento più adulta?
È stata una bella giornata, ho festeggiato con i miei amici e ho avuto l’occasione di risentirne altri. Arrivo a casa verso l’1:00. La mamma mi dà un regalo. Mi dice che è da parte della nonna. Apro la busta e leggo il biglietto. “Cara S. questo è un regalo che nonno diede a me quando ci siamo conosciuti. Voglio che tu abbia questo anello come simbolo dell’amore infinito che il nonno ed io abbiamo e che avrai per sempre da noi, ti voglio bene, tua nonna.”

21 luglio 2024
La festa dei 18 anni. Da quanto aspettavo questo giorno. Ho indossato l’anello della nonna. Mentre vado verso la villa della festa lo fisso. Alzo lo sguardo verso il finestrino e vedo un arcobaleno. Il nonno mi stava guardando. Mi aveva detto più volte che ci teneva ad essere presente alla festa, e così ha fatto.
Ho avuto Il compleanno da principessa che ho sempre sognato. Per la prima volta dopo 18 anni ho capito veramente il significato della frase qualità è meglio di quantità. È vero non avevo 100 invitati ma quelli che c’erano hanno reso veramente la mia festa indimenticabile, E quasi sicuramente se fossero venuti tutti quelli che avevo invitato non mi sarei divertita così tanto.

11 settembre 2024
Oggi ricomincia la scuola. In che senso sono già in quinta? Guardandomi indietro non mi capacito di come possano essere passati già 4 anni da quel 19 settembre 2020. Siamo arrivati all’ultimo capitolo dell’adolescenza senza neanche accorgercene. Ma me li sono goduti questi hanni? Ho fatto le mie esperienze? C’è qualcosa che potevo fare meglio? Tornassi indietro sceglierei ancora questa scuola? Non voglio pensarci, in fondo la fine è ancora lontana.

27 febbraio 2025
Finalmenteeeeeeee! È arrivata la patenteee. L’esame è stato terrificante ma l’abbiamo portata a casa. Si inizia a sentire profumo di libertà.

12 marzo 2025
Guardo l’ora. 2:14. Non riesco a dormire. Inizio a sentire il peso della quinta. Ultimo anno, ultime verifiche, ultimi sforzi. E poi tutto questo non tornerà più. Le facce che sono stata abituata a vedere ogni giorno 6 giorni su 7 dal nulla spariranno e resteranno solo un ricordo.
Mi sembra assurdo. Abbiamo passato anni a lamentarci, a contare i giorni che mancavano alla fine, a dire “non vedo l’ora che arrivi giugno”. E adesso che ci siamo, che la fine è dietro l’angolo, fa paura. Perché fino ad ora, ogni anno c’era una certezza: a settembre saremmo tornati in quella classe, con le solite lezioni, i soliti compiti e le solite verifiche. Ma questa volta no. Questa volta siamo solo noi di fronte a infinite possibilità. È una sensazione strana. Da una parte non vedo l’ora che finisca perché non ce la faccio più, sono esausta, dall’altra però spero quel momento arrivi il più tardi possibile, perché vorrebbe dire iniziare a prendere in mano la propria vita diventando responsabili a tutti gli effetti delle proprie scelte. Sono pronta? Sono abbastanza matura? Se faccio la scelta sbagliata? Mi sento infinitamente piccola rispetto al mondo fuori dalle mura della scuola. Però alla fine lo so. Anche questo passerà, usciremo tutti da quella porta una volta per tutte e questi anni rimarranno solo un ricordo lontano.”
(S. classe quinta).

Gemma n° 2767

“Quest’anno come gemma ho deciso di portare New York. In quegli otto giorni ho vissuto emozioni che difficilmente riuscirò a dimenticare. Ogni angolo della città mi ha trasmesso qualcosa di unico: l’energia di Times Square, la maestosità di Central Park, la vista mozzafiato dall’Empire State Building. Ogni passo che facevo per le strade di Manhattan mi faceva sentire parte di qualcosa di più grande, come se quella città, che avevo sempre sognato, mi stesse finalmente accogliendo a braccia aperte. Ma oltre ai luoghi, ciò che ha reso questo viaggio davvero speciale sono state le persone. Ho avuto la possibilità di condividere questa esperienza con persone straordinarie, con cui ho riso, mi sono emozionata e ho creato moltissimi ricordi indimenticabili. Alcune di loro le conoscevo già, altre le ho incontrate per la prima volta, ma con tutte ho sentito un legame sincero e profondo. Ogni sera, dopo giornate intense a esplorare la città, ci ritrovavamo nella stanza mia e di B., la 2823, a raccontarci le emozioni vissute, ridendo fino a tarda notte e rendendo ancora più speciale ogni momento. New York mi ha insegnato tanto: l’importanza di buttarsi nelle esperienze senza paura, di adattarsi alle novità e di apprezzare ogni piccolo momento. Camminare tra i grattacieli, prendere la metro senza sapere esattamente dove saremmo finite, scambiare qualche parola con perfetti sconosciuti: tutto questo mi ha fatto sentire viva e indipendente, dandomi la conferma che i sogni, con determinazione e passione, possono davvero diventare realtà. Un momento che non dimenticherò mai è stato vedere la Statua della Libertà da vicino: mi sono fermata qualche istante a osservarla, pensando a tutte le persone che l’avevano vista prima di me con la speranza di un futuro migliore. In quel momento ho realizzato quanto fossi fortunata a essere lì, a vivere quel sogno che fino a poco tempo prima sembrava irraggiungibile. New York non è solo una città, è un’emozione continua, un luogo che ti mette alla prova, ti sorprende e ti lascia senza fiato. Questo viaggio resterà sempre una gemma preziosa nel mio cuore, un simbolo di crescita, indipendenza e felicità. So che prima o poi ci tornerò, perché una parte di me è rimasta lì, tra le luci di Broadway, i taxi gialli e il cielo che si riflette nei grattacieli” (S. classe quarta).