Gemma n° 2345

“Un oggetto tanto piccolo che per me racchiude un mondo intero. Ho la passione per la fotografia, questa macchinetta usa e getta la uso quando cerco di immortalare attimi che considero magici e che voglio siano indelebili. Attraverso l’obiettivo della Kodak osservo e inquadro il mondo per come lo vedo e vivo io” (A. classe quinta).

Gemma n° 2344

“Sin dalla prima lezione di religione sapevo già quale sarebbe stata la gemma che avrei portato. Avevo pensato a cosa dire e a mostrarla a tutta la classe. Ci ho pensato fino a due settimane fa, fino a quando l’ho persa. Ho deciso però di “portarla” lo stesso perché per me ha, o aveva, un valore immenso.
Come gemma ho deciso di portare la borraccia che usavo per giocare a pallavolo. Non era una semplice borraccia, come si può pensare, bensì una sicurezza, un tranquillante nei miei momenti di ansia, “un’amica” che mi consolava. Ma cos’aveva di speciale questa borraccia? Erano i cerotti che vi erano attaccati sopra a renderla speciale.
Questi cerottini erano semplici ma al tempo stesso “magici” e a renderli magici erano i momenti in cui venivano attaccati alla borraccia, oltre al significato che trasmettevano. Quando ero in ansia per una partita abbiamo attaccato il cerottino con su scritto “don’t worry” e leggendolo mi tranquillizzavo ogni volta prima di entrare in campo, quando invece una partita era andata male abbiamo attaccato il cerottino con su scritto “don’t cry” e ogni volta che lo rileggevo capivo che non bisognava demoralizzarsi per una sola partita brutta. Abbiamo poi attaccato un cerotto per bambini dove c’erano disegnate delle mucche molto carine e un cerotto rosso a forma di cuore su cui poi ne abbiamo incollato un altro identico sopra perché si stava staccando. Il mio preferito però era quello rosa con 5 cuoricini rossi e una scritta fatta a mano in pennarello che diceva “POCA ANSIETTA, LA GIUSTA QUANTITÀ”.
Non vorrei darlo per scontato quindi mi sento in dovere di dirlo: a rendere speciale questa borraccia non erano tanto i cerotti, ma la persona con cui li attaccavo. Persona senza la quale non sarei riuscita ad affrontare la scorsa stagione. E ogni volta che mi capitava di rileggerli, pensavo ai momenti passati insieme e mi scappava un sorriso”.
(R. classe seconda).

Gemma n° 2343

“Ho scelto questa canzone perché rientra nel gruppo di canzoni che sento mie, ora la condivido anche con altri. Mi piace perché esprime gioventù, ingiustizia ed essenza di vita” (C. classe quinta).

Gemma n° 2342

“Come gemma quest’anno non avevo la minima idea di cosa portare, fino a ieri non avevo ancora trovato niente che per me avesse un significato tanto grande.
Poi stando in camera mia ho notato le foto che ho attaccate al muro, in particolare questa dove siamo io e mio fratello.
Penso che un rapporto tra fratelli sia un qualcosa di unico, per me in assoluto il rapporto più importante che ho con una persona.
Da piccoli litigavamo di continuo per qualunque cosa e ogni scusa era buona per insultarci a vicenda.
Adesso che siamo cresciuti però è diverso. Non viviamo più nella stessa casa e ci vediamo qualche volta nei weekend.
Solo adesso ho capito quanto lui sia stato influente sul mio modo di essere, pensare o comportarmi, e ho capito che è la persona a cui tengo di più in assoluto.
Penso che crescere insieme abbia creato un legame veramente unico, perché anche se ci odiavamo a morte, oggi, in ogni ricordo che ho della mia infanzia c’è anche mio fratello”-
(E. classe terza).

Gemma n° 2341

“Quest’anno ho pensato tanto a cosa portare come gemma, alla fine ho deciso di portare il mio gruppo di amiche: anche se può sembrare banale, non lo è affatto.
Dalla terza media, io e le mie amiche abbiamo creato questo gruppo, in cui siamo in otto.
Siamo tutte e otto l’una più diversa dall’altra: intendo che non abbiamo veramente neanche una cosa in comune, eppure, non avrei mai potuto trovare amiche migliori di quelle che ho.
Noi ci conosciamo dall’asilo ma solo in terza media abbiamo ufficialmente creato il nostro gruppo, che noi chiamiamo “Fight club”, come il film.
Non avrei veramente mai pensato di poter avere un gruppo di amiche così bello e unito.
Purtroppo, anche se viviamo nello stesso paese, durante l’anno scolastico è più difficile trovare un giorno dove riusciamo tutte a vederci, ma bene o male ce la facciamo sempre.
Con loro posso essere spensierata e tranquilla, nessuna si sente giudicata perché ci difendiamo sempre a vicenda. Quando siamo insieme ridiamo, scherziamo, piangiamo, ci divertiamo, facciamo discorsi stupidi  ma a volte anche filosofici.
A parole mi è veramente difficile spiegare quanto bene voglia ad ognuna di loro perché è un sentimento così grande che è impossibile da spiegare.
Spesso parliamo del futuro. Tutti quelli che conosciamo pensavano che dopo un anno avremmo litigato e che il nostro gruppo non sarebbe durato, invece siamo ancora insieme e in questo periodo siamo più unite che mai.
Spero con tutto il cuore che il nostro legame continui sempre a rimanere così.
Mi chiedo sempre cosa farei senza di loro e penso a quanto sia fortunata ad averle”.
(E. classe terza).

Gemma n° 2340

“Io come gemma ho deciso di portare mio fratello.
Nonostante con gli anni il nostro rapporto sia notevolmente cambiato, lui è sempre stato la persona più importante per me. C’è stato in qualsiasi momento, mi ha supportata continuamente e mi ha fatto vedere la luce anche nei periodi più bui. Ho deciso proprio quest’anno di portare lui come gemma perché, dato che si è trasferito a Bologna, percepisco sempre di più la sua mancanza, e mi sono resa conto quanto in realtà sia importante per me” (S. classe terza).

Gemma n° 2339

“Come gemma ho deciso di portare un luogo: l’oratorio di C., che più che un luogo è un gruppo di persone, del quale sono entrato a far parte, come animatore, l’anno scorso e grazie al quale non solo ho rivisto vecchi amici, sono anche riuscito a conoscere meglio altre persone con cui non ho mai avuto rapporti amichevoli prima. Oltre ai miei amici ho conosciuto anche molti bambini con cui ho giocato e con cui mi sono divertito molto; grazie a loro e ai miei “colleghi” ho creato molti ricordi nonostante sia passato solo poco più di un’anno. Per me l’oratorio rappresenta una seconda famiglia, un posto dove rilassarmi, un posto dove andare e divertirmi. Sono veramente contento di aver avuto l’opportunità di entrare in questo gruppo e sono veramente contento di aver trovato delle persone con cui il divertimento è assicurato. Spero veramente che questo gruppo resterà intatto il più possibile, non solo per quanto riguarda l’animazione ma anche per la vita giornaliera” (A. classe seconda).

Gemma n° 2338

“Quest’anno come gemma ho deciso di portare una persona e quindi una parte della mia vita, mia mamma. Mia mamma è una persona buona, sempre presente con tutti e molto profonda. Mia mamma ha 48 anni e da 18 si prende cura di me e mia sorella, facendoci sentire protette. Quello da cui non ci poteva proteggere erano però le cose incontrollabili, il destino, il corso della natura. Mia mamma da 3 anni e mezzo ha un tumore maligno ai polmoni al quarto stadio, con metastasi alla colonna vertebrale. Per fortuna (e so che non si può definire così) è un cancro particolare, non una massa come si è soliti pensare, bensì uno strato di cellule che coprono l’intera superficie. Di conseguenza la cura non prevede chemio ma terapie staminali mirate ad una determinata zona. Tante volte mi sono chiesta perché a lei, tante volte ho pensato che avrei preferito averlo io pur di non vederla soffrire e non nego che ho la costante paura di non poter fare più le cose quotidiane che faccio con lei. Questa malattia per quanto sia disgustosa mi ha fatto maturare e capire che la vita è da vivere al 100%. Mi ha insegnato che probabilmente chiunque potrebbe combattere una guerra che tiene nascosta. Io l’ho fatto: per molto tempo ho tenuto nascosto una cosa più grande di me, forse perché dicendolo si sarebbe concretizzato o forse perché non volevo (e non voglio) essere trattata in modo diverso. Questa malattia mi ha insegnato ad essere forte, a combattere per quello che voglio, a stringere i denti e ad andare avanti, a proteggere gli altri prima di proteggere me stessa. Mi ha insegnato che la vita è fatta da alti e bassi e che se voglio davvero qualcosa non devo aspettare il momento giusto.
Questa gemma ha un unico scopo ossia di farvi capire quello che un cancro ha fatto capire a me. La vita corre più veloce di quanto si pensi e non aspetta che tu prenda il treno giusto. Potresti riuscire a beccare quella coincidenza che tanto aspettavi, ma potresti benissimo aspettare le due ore di ritardo prima del prossimo treno. Ma quando lo aspetti, ricordati che a destinazione ci sono l’amore, la fiducia, la speranza: c’è semplicemente l’aria.
Per rappresentare questo messaggio che spero vi arrivi con tutto il cuore, porto una canzone di Ligabue Certe Notti. Mia mamma e mio papà la cantavano nei sedili anteriori della macchina ma io non l’ho mai apprezzata. Ora mi ritrovo a cantare la stessa canzone, sempre in macchina, con il mio ragazzo che guida.”
(B. classe quinta).

Gemma n° 2337

“Ci sono poche canzoni che collego a dei momenti specifici della mia vita ma Thunderstruck degli AC/DC è sicuramente una di queste. Non è una canzone che ascolto e questo non è il mio genere di musica preferito eppure ogni volta che sento questa canzone o ci penso mi viene in mente un flashback ben preciso: una bambina che si scatena e salta sulle note di questa canzone con il suo papà nello studiolo della propria casa. Ora non sempre io e mio papà andiamo d’accordo, abbiamo due caratteri diversi che capita si scontrino. Nonostante questo non rinuncio mai a una buona chiacchierata con lui e non posso negare di volergli bene.
Qualche tempo fa mi ha chiesto di portare ogni tanto un po’ di musica da “boomer” (come la chiama lui) a scuola (Sì, ha imparato la parola boomer e adesso la usa sempre, anche quando non serve). Non sapeva però che stavo già pensando di portare questa canzone come gemma ed ora eccomi qua a parlarne” (R. classe quarta)

Gemma n° 2336

“Se la gemma parla di cose o persone a cui teniamo, credo che la mia debba parlare di A.
A fine giugno, ho avuto il piacere e la fortuna di conoscere colui che mi è stato a fianco questi ultimi mesi, facendomi scoprire nuove passioni e luoghi che, molto probabilmente, non avrei mai conosciuto se lui non ci fosse stato. Assieme a lui ho passato momenti belli e brutti, felici e tristi. È una delle mie preoccupazioni per il futuro perché sono certa che ne farà parte.
Una mia compagna parlava di un libro nella sua gemma, un libro dal finale triste che veniva più volte riletto nella speranza di un cambiamento ma che mai avveniva. Io spero solo che il mio libro sia lungo e che quando arriverò al termine delle sue pagine sarò così vecchia da non poterle leggere” (G. classe seconda).

Gemma n° 2335

“Ho deciso di portare queste foto perché rappresentano le persone importanti che hanno fatto parte della mia più grande avventura. Quest’anno infatti sono stata due settimane a Miami per un viaggio-studio. Ero completamente sola dall’altre parte del mondo, lontana da tutti, ma per fortuna ho conosciuto tante persone fantastiche che mi sono state vicine in quei giorni. Ho conosciuto ragazzi italiani e americani, infatti in una foto ci sono tutti i ragazzi che facevano parte della mia classe di business alla Mater (la scuola che ho potuto frequentare quelle due settimane); in un’altra c’è E., la mia buddy, che mi ha accompagnato e spiegato ogni cosa all’interno della scuola, e con cui ho molto legato. In un’altra foto invece c’è A., un ragazzo americano che mi ha subito accolta e con cui ho fatto molta amicizia. Nell’ultima foto ci sono invece le ragazze italiane con cui ho condiviso questo viaggio. Sono diventate la mia seconda famiglia e sono molto grata di averle potuto conoscere.
È stata un’esperienza unica che mi ha cambiato, mi ha fatto conoscere una nuova cultura e mi ha resa una persona indipendente” (R. classe terza).

Gemma n° 2334

“Come gemma ho scelto di portare questi braccialetti. Sono stati presi rispettivamente a inizio e fine estate e li condivido con due mie amiche. Per me sono importanti perché oltre a rappresentare il bel rapporto che ho con loro, raccolgono un po’ anche la mia estate, che non è stata molto ricca o interessante, ma è stata resa speciale proprio da piccoli momenti passati insieme a queste persone” (M. classe terza).

Gemma n° 2333

“Qualche giorno fa ho ritrovato questa piccola macchina fotografica appartenente a mia madre e ho riscoperto l’esistenza di tantissime foto della mia infanzia. Ho dedicato del tempo a me stessa per osservare tutte le fotografie e rivivere tutti i ricordi racchiusi nelle stesse. Avere la possibilità di riprendere in mano queste immagini mi ha suscitato un’emozione particolare che mi ha fatto riflettere sul valore dei ricordi.
Io riconosco di essere una persona molto legata al passato, perché durante tutta la mia vita ho vissuto dei momenti bellissimi che mi hanno lasciato delle memorie indimenticabili. Tuttavia, non so se definire il mio atteggiamento un pregio o un difetto, dal momento che io sono così strettamente legata ai miei ricordi che mi sembra di vivere continuamente una condizione di permanente malinconia, consapevole del fatto che tendo spesso a rivivere il passato e a dimenticarmi di ciò che mi circonda nel presente. Io penso che ricordare sia quel valore umano che consente di legare tutte le fasi della propria vita, di rivivere gli stessi momenti con le stesse emozioni, e riconosco la mia paura del tempo, una forza irrefrenabile, che determina l’avanzare del presente e un abbandono del passato. Ed è proprio questa la mia preoccupazione, ovvero il dimenticare i momenti speciali e le memorie più belle, determinato da un proseguire del tempo al quale io non riesco a stare dietro. Proprio per questo motivo, mi prendo del tempo per dedicarmi a dare importanza ai miei ricordi, che sono una parte essenziale di me e che mi danno un senso di sicurezza, perché so di poterli rivivere attraverso la memoria.
Dalle foto che ho velocemente guardato, sono emerse alcune che mi hanno consolato del fatto che io stessa, in questo momento, mi sento serena e in un certo senso anche soddisfatta nei confronti della mia vita. In particolare, mi hanno colpito principalmente delle foto raffiguranti me e la mia famiglia, che mi hanno fatto realizzare il valore della stessa e una foto che mi ritrae con una farfalla posata sulla mia mano. Quest’ultima, nel suo complesso, risulta essenzialmente semplice, ma, per me, racchiude la mia personalità, e, in un certo senso, mi lascia un senso di sicurezza, perché so che dentro di me lei è ancora chiaramente presente”.
(C. classe quarta)

Gemma n° 2332

La mia gemma quest’anno è il mio anno all’estero: in dieci mesi sono cresciuta e cambiata tantissimo e decidere di partire è stata la decisione migliore che avessi potuto prendere. Mi fa piacere che in tanti abbiano notato il mio cambiamento: dicono che sembri più felice, espansiva e disinvolta. Oggi ho portato in classe una delle testimonianze più belle che mi sono rimaste, una delle più preziose per me, ovvero tutte le lettere e i biglietti che le persone più importanti che ho incontrato negli Stati Uniti mi hanno scritto e regalato poco prima che io ripartissi per tornare in Italia. È stato davvero il regalo più bello che avessero mai potuto farmi perché ora ho le loro parole da rileggere tutte le volte che voglio. In quei mesi ho scoperto una nuova cultura, un diverso stile di vita, mi sono sentita parte di una comunità, ho viaggiato, riso, pianto, ho esplorato ed apprezzato un nuovo sistema scolastico, ho provato nuovi sport e vissuto al massimo. In dieci mesi ho incontrato delle persone che hanno lasciato un segno indelebile nella mia vita e con cui sono ancora in contatto tutti i giorni: amici, famiglia ospitante e insegnanti mi hanno sempre accolta, incoraggiata e fatta sentire inclusa. Custodirò per sempre la mia esperienza all’estero nel cuore come l’anno più felice che ho vissuto finora…adesso posso davvero dire di avere una seconda casa dall’altra parte del mondo, e se ci penso mi commuovo.

Gemma n° 2331

“Come gemma quest’anno ho deciso di portare mia sorella, E.
L’estate 2023 ha fatto da scenario ad uno dei periodi più significativi nel nostro rapporto: abbiamo condiviso esperienze e creato ricordi di cui sono profondamente grata ancora oggi e che porterò sempre nel cuore.
Anche se Emma è la mia sorella minore, precisamente più piccola di 2 anni e 9 mesi, la differenza di età è diventata con il tempo sempre meno rilevante, fino ad essere praticamente impercettibile. Sarò per sempre grata di avere lei nella mia vita e non la cambierei con nessuna al mondo (anche se a volte non la sopporto).
Spesso i nostri genitori ci spiegavano l’importanza ma soprattutto la fortuna che avevamo nell’avere una persona alla quale siamo così legate al nostro fianco. Anni fa prendevo queste parole come frasi fatte, ma in innumerevoli situazioni ho capito l’integrità di questo concetto e compreso così la preziosità di questo regalo.
Spesso “invidio” le persone che sono riuscite a mantenere salde le amicizie nate durante l’infanzia, ma poi mi ricordo che lei c’era, ed io c’ero per lei, che c’eravamo sempre l’una per l’altra e improvvisamente tutto il resto non conta.
Oltretutto è una delle ragazze più belle che io abbia mai visto.”
(S. classe seconda)

Gemma n° 2330

“Come ogni anno, anche questo ho avuto qualche dubbio su cosa portare come gemma. Poi ho pensato all’ultimo periodo e non ho avuto nessun dubbio.
Ho voluto portare questa foto, non tanto per la foto in sé ma per ciò che significa la persona che c’è. Il rapporto che ho con mia mamma è davvero particolare.
A volte è un rapporto madre figlia normale.
A volte è come se fossimo la stessa persona, siamo identiche non solo esteticamente ma anche caratterialmente, entrambe timide, un po’ chiuse, scegliamo bene le persone con le quali aprirci.
Io ho scelto di aprirmi proprio con lei, infatti a volte il nostro rapporto si trasforma in uno da migliori amiche. Credo sia da poco più di un anno che abbiamo legato così tanto.
Il tutto è nato ad aprile 2022, dopo un’assemblea d’istituto sui disturbi alimentari, quando mi sono confidata con lei e, per la prima volta, ho detto a qualcuno quali fossero le paure, le insicurezze che mi turbavano in quel periodo.
Il nostro rapporto poi è tornato ad essere quello madre-figlia fino a dicembre dell’anno scorso.
Da un giorno all’altro mi sono ritrovata con il cuore a pezzi, senza punti di riferimento, mi sono sentita persa.
Sono entrata nel periodo più brutto della mia vita e lei era l’unica persona che lo sapeva, l’unica con cui potevo e riuscivo a parlare.
Si è subita tutte le mie crisi, i pianti, il mio mal di stomaco, gli sbalzi d’umore, le lamentele, le chiamate persino da Lisbona perché stavo male, i discorsi fino a sera tardi a parlare del più e del meno, lo shopping assieme, tutti i miei gossip.
C’è stata e c’è sempre per me, per incoraggiarmi, per spronarmi e per consolarmi. Anche quando faccio di testa mia, pensando di riuscire a cavarmela da sola senza l’aiuto di nessuno, quando faccio la testarda e vado dritta per la mia strada finché non sbatto la testa e mi faccio male.
Ha sempre cercato di darmi quello che lei non ha mai avuto, una migliore amica, una sorella, una spalla su cui ridere, piangere, confidarsi.
Non mi ha mai fatto mancare nulla e non posso davvero lamentarmi di niente.
Crescendo mi sono resa conto di quanto sia importante per me e che senza di lei non riuscirei ad andare avanti.”
(C. classe quinta)

Gemma n° 2329

“Come gemma ho portato l’anello che mi ha regalato mio papà al compimento dei miei 15 anni. Nella mia famiglia i 15 anni sono molto importanti perché mia mamma viene da Cuba e lì si fa la quinseñera che corrisponde al diciottesimo. Questo anello ha valore inestimabile per me perché con mio papà ho un legame molto bello e ogni volta che guardo l’anello penso a lui. Purtroppo il mio papà ha una certa età, per questo ho paura che presto potrebbe abbandonarmi e non riesco neanche a immaginare come potrei andare avanti senza di lui. Ma so che anche quando lui non ci sarà più in qualche modo sarà sempre accanto a me” (G. classe terza).

Gemma n° 2328

“Quest’anno come gemma ho portato qualcosa di veramente speciale, il mio primo nipote.
Si chiama C. ed è nato il 29 settembre 2023 alle 8:10 del mattino.
Per me è stato un raggio di sole, la cosa più bella che potesse mai capitarmi in uno dei periodi più difficili per me che mi hanno portato a prendere decisioni importanti e ritrovarmi quasi ogni giorno in posti in cui non avrei avuto voglia di essere: sapere che al mio fianco avrei avuto, e a oggi ho, una creatura così bella e piccola mi faceva entrare in un’altra dimensione, magnifica e perfetta e mi dava la forza per andare avanti.
Non passo troppo tempo assieme a lui perché sono spesso fuori casa oppure lui dorme o mangia, però quando lo tengo in braccio mi sento la persona più fortunata del mondo. Ho imparato a cambiarlo, mettergli le calzine e scegliere i vestiti più belli per lui che può sembrare scontato ma non lo è.
Se penso a lui sono veramente felice, mi fa impazzire tutto ciò che fa e mi rende felice vedere come ha stravolto la vita di tutti quanti nella mia famiglia”.
(M. classe quinta).

Gemma n° 2327

The wound is where the light enters you
Come gemma ho deciso di portare questa frase che ho trovato poco tempo fa, di cui non conosco l’autore, ma che mi ha colpito molto e che vuol dire “la ferita è il luogo dove entra la luce”.
L’interpretazione delle ferite come fessure dentro le quali possono entrare la luce e la speranza mi è rimasta particolarmente impressa. Essendo normale raccogliere ferite nel corso della propria vita, perché percorso inevitabile dell’uomo, questa visione alquanto speranzosa del dolore mi ha ispirato molto. Facendomi riflettere sul fatto che sebbene alcune ferite non si possano chiudere mai, ce ne sono alcune che ci aiutano a comprendere meglio gli altri e a cercare di diffondere più luce possibile affinché possano penetrare nelle ferite degli altri. Penso che il dolore ci faccia capire l’importanza dei momenti di luce e ce li faccia apprezzare maggiormente. Più numerose sono le ferite, più una persona può capire quanto sia importante fare star bene gli altri.”
(M. classe quinta).

Gemma n° 2326

“Come gemma ho portato mio nonno materno perché è la persona che mi assomiglia di più caratterialmente nonostante sia un po’ più duro sotto certi aspetti. Per esempio se non viene seguito il programma della giornata alla lettera rischia di stare arrabbiato per tutto il giorno o si impunta sulle cose anche se non ha ragione. Dal 2022, dopo la morte di mia nonna, si è un po’ spento e incupito e ha perso il suo buon umore che lo caratterizzava. Ora quando lo guardo lo vedo quasi spaesato e si capisce subito che non sta bene. Ogni volta che lo vado a trovare in Lombardia mi viene un po’ da piangere perché mi manca il vecchio lui e perché penso a quanto mia nonna gli abbia cambiato la vita. Per questo gli voglio tanto bene e cerco di stargli vicino nonostante la distanza” (E. classe terza).