“A S. S. non è solo la mia compagna di banco, è il mio punto di riferimento quando sono persa nei miei pensieri. Mai avrei pensato di potermi legare a una persona in un modo talmente forte da non poter far a meno della sua presenza. S. è la prima persona a cui scrivo quando mi accadono cose belle per gioirne insieme ma anche la prima a cui racconto i miei problemi e so che è sempre pronta a supportarmi e consolarmi. S. è stata la mia ancora di salvataggio in un momento in cui il mondo mi era crollato davanti e mi scrisse che credeva in me. In quel momento capii quanto fossi fortunata ad averla nella mia vita. S. mi ha insegnato che tutti meritano una seconda possibilità e che c’è del buono anche in me. Mi ha insegnato ad essere fiera dei miei traguardi, anche se insignificanti agli occhi degli altri, e mi ha insegnato che se voglio veramente una cosa non devo mollare ma anzi continuare a lottare e si avvererà. Non gliel’ho mai detto veramente ma sono davvero orgogliosa di lei e vederla sorridere fa sorridere anche il mio cuore. Purtroppo questo è il nostro ultimo anno insieme e ad essere sincera mi spaventa non poterla avere più alla mia destra. Non so cosa abbia fatto per meritarmi un’amica così, anche se il termine amica è molto riduttivo, ma so che avrà per sempre un posto nel mio cuore”. (L. classe quinta)
“Quest’anno come gemma ho deciso di portare una parte importante della scuola, ma soprattutto della mia vita: i miei amici. In particolare vorrei dedicarla ad alcuni miei amici di classe. Li conosco da appena un anno circa, ma mi sembra di conoscerli da sempre. Con loro ho passato alcuni dei momenti più belli di questo ultimo periodo e spero di passarne ancora molti. Abbiamo creato un bellissimo rapporto che spero possa durare per sempre, non solo per cinque anni, ma per tutta la vita. Sono delle persone veramente speciali e importantissime per me e, anche se forse non lo dimostro spesso, gli voglio un mondo di bene. Riescono a rendere ogni giornata meno pesante e più divertente e piacevole. Quando sto con loro mi sento veramente bene e sono me stessa al 100%. Per qualsiasi cosa loro ci sono e questa è una delle cose più belle secondo me. E, ovviamente anche fuori da scuola, siamo un bellissimo gruppo, ci piace uscire insieme e scherzare. Loro ci sono sempre se vuoi ridere, piangere, se sei arrabbiato, se hai qualche problema o se semplicemente vuoi qualcuno al tuo fianco. Credo che siano il regalo più bello che la scuola mi abbia donato e ne sarò grata per sempre. Quindi voglio semplicemente ringraziarli per quello che sono e per quello che rappresentano per me e per supportarmi e sopportarmi sempre. Grazie a V. per capirmi sempre e supportarmi, a G. per farmi sempre sorridere e consolare, a C. per la sua dolcezza e gentilezza, a E. per i suoi dolci abbracci, a C. per scherzare insieme tanto da sembrare matte e a D. per farmi ridere. Vi voglio un mondo di bene e grazie per tutto”. (S. classe seconda).
“Quest’anno come gemma ho deciso di portare la mia gatta. L’abbiamo chiamata “Night” perché lei è di colore nero come il cielo di notte e ha una macchia bianca sul petto che assomiglia a una mezza luna. L’abbiamo presa tre anni fa e da quando ce l’abbiamo la mia vita, e non solo la mia, ma anche della mia famiglia, è cambiata. Ogni volta che sto male, sono preoccupata per qualcosa oppure sono in ansia e la mia famiglia non può aiutarmi, accarezzare la mia gatta mi rilassa e mi calma. Prima di averla i discorsi in casa erano sempre i soliti per esempio sulla scuola o sul lavoro ma adesso abbiamo un argomento in più di cui parlare, cioè della nostra gatta. In un certo senso Night ci ha rallegrato le giornate e ogni giorno c’è qualcosa di nuovo di cui parlare. Anche se a volte fa dei disastri oppure dá fastidio le voglio molto bene perché grazie a lei la mia vita è migliorata” (S. classe seconda).
“Per la gemma di quest’anno ho deciso di portare un anello che mi è stato regalato da mia zia. Lei e mia sorella ne hanno uno uguale. Noi tre siamo cresciute praticamente insieme, e mia zia ha scelto di donarci questo anello come simbolo del nostro legame. Sono molto affezionata a questo anello; non lo tolgo mai ed è sempre con me” (F. classe quarta).
“Come gemma quest’anno ho deciso di portare una delle mie più grandi passioni, ossia il cinema. È iniziata quando avevo 12 anni, durante la quarantena, quando vidi per la prima volta la saga di Harry Potter. Da lì mi si è aperto un mondo. Un mondo in cui ora mi piacerebbe lavorare. Ne avevo visti molti di film fino a quel momento, ma nessuno era riuscito a trasmettermi quelle emozioni che solo la magia dei film di Harry Potter può fare. È come se fosse arrivato il film giusto al momento giusto. Ho passato il resto della quarantena ad esplorare più a fondo tutto quello che si nasconde nel dietro le quinte e ho capito che per la creazione di un film serve un infinità di lavoro e creatività e questo mi ha subito affascinato. Alcune volte non mi va tanto di dire che Harry Potter è il mio film preferito perché moltissime persone lo ritengono un film per bambini. Ma per me ha un significato che va oltre la semplice trama. Infatti nonostante negli anni poi abbia visto moltissimi altri film meravigliosi, Harry Potter rimarrà sempre il mio film preferito, perché sono stati proprio quei film a farmi scoprire e amare il mondo del cinema”. (V. classe quarta).
“Oggi ho scelto di portare la sciarpa della partita Barcellona-Lione. Sabato 21 maggio 2022, dopo aver fatto un giro per la città di Torino, io, tre mie compagne di squadra e le nostre rispettive famiglie, siamo andati all’Allianz Stadium a vedere la finale di Champions League femminile. Il Lione ha vinto 3 a 1 contro il Barcellona ed è stata una partita magnifica; lo stadio, lo spettacolo di inizio partita e anche la premiazione finale erano stupendi, ci siamo tutti divertiti tantissimo. Il giorno dopo, invece, siamo andati in provincia di Vicenza perché, questa volta, abbiamo dovuto giocare noi ragazze; non ricordo che squadra fosse ma so che abbiamo vinto” (E. classe terza).
“La mia gemma è una foto con mia sorella di quando eravamo piccoli. Questa foto, che è anche il mio sfondo del telefono, rappresenta per me il pensiero che lei stia sempre vicino a me, anche se adesso stiamo a 700km di distanza, e che lei ci sarà sempre per me come io ci sarò sempre per lei e la distanza non cambierà mai il rapporto che abbiamo. Sin da quando ero piccolo lei mi ha sempre curato e protetto come un figlio e di questo gliene sarò per sempre grato e ora che siamo diventati grandi ci sosterremo sempre anche nei momenti di difficoltà” (L. classe terza).
“La gemma di quest’anno è la mia estate. È stata una delle migliori estati fino ad ora, soprattutto per quanto riguarda la crescita personale e la responsabilità. Ho lavorato tutta l’estate e continuo tutt’ora a fare la cameriera. Sentivo il bisogno e la curiosità di sapere cosa si prova a lavorare e a sentirmi più indipendente finanziariamente. Ora posso essere libera di spendere i soldi come mi pare senza sentirmi in colpa per chiederne troppi ai miei genitori. Inoltre ho imparato a relazionarmi con i clienti e a stare dietro alle loro esigenze (non tutti sono cortesi), e con i colleghi di lavoro. Allo stesso tempo, nonostante lavorassi molto, sono riuscita spesso ad uscire con i miei amici, a divertirmi e a fare nuove esperienze con loro. Ho cercato di organizzare il tempo al meglio. Dopo quest’estate ho capito che sto veramente crescendo e che sto entrando nel mondo adulto, cosa che un po’ mi spaventa ma prima o poi doveva succedere” (G. classe quinta).
“Queste due ragazze sono le due mie migliori amiche. Ci conosciamo praticamente da quando siamo nate, perché viviamo nello stesso condominio. Loro sono come delle sorelle per me, ci aiutiamo a vicenda dandoci consigli. Io sono più grande di loro e mi piace dar loro consigli per aiutarle. Loro sono importantissime per me e non riesco ad immaginare la mia vita senza di loro” (E. classe quarta).
“Come gemma ho deciso di portare qualcosa di molto personale ovvero un quaderno con dei francobolli. Questo libretto me l’ha regalato mio nonno prima di andarsene e, come a me, l’ha regalato anche a mio fratello e ai miei quattro cugini. Ognuno ha attaccati diversi francobolli in base ai propri interessi, ad esempio io ho le farfalle. È molto importante per me perché è l’ultimo ricordo che ho prima che venisse ricoverato in ospedale e prima di andarsene. Mio nonno non era un uomo di molte parole e all’apparenza sembrava un po’ scorbutico ma in realtà era molto buono e cercava in tutti i modi di prendersi cura dei suoi nipoti inclusa me. Di lui mi piaceva che a volte mi raccontava le sue storie di quando era giovane e io mi mettevo lì ad ascoltarlo. Nonostante adesso non ci sia più, la casa, dove adesso vive mia nonna, mi ricorderà sempre le cene e i momenti passati in famiglia assieme a lui. Adesso ho davvero la consapevolezza di dire che i nonni sono la nostra più grande fortuna ed è importante goderseli perché non saranno sempre con noi. Io adesso ho le mie due nonne che sono le mie rocce e sarò sempre grata per quello che mi hanno dato sin da piccola”. (C. classe quinta).
“Come gemma ho deciso di portare un brano della cantautrice Yelokre. La canzone si intitola Harpy Hare e fin dal primo ascolto è diventata la mia canzone preferita. Yelokre è un’artista molto particolare, poiché, nelle sue canzoni, racconta le vicende di 4 bambini, i larks. Ogni lark rappresenta uno degli Harkers, delle entità che abitano la foresta e che i bambini venerano cantando loro delle canzoni. Gli harkers sono quattro: il narratore, rappresentato da Cole che indossa una maschera con le sembianze da coniglio, il suonatore di campane, rappresentato da Clementine con la maschera da capra, l’infiammato rappresentato da Kingsley con la maschera con le sembianze di un albero e il Croon, rappresentato da Perrin mascherato da Alce. Il brano parla di un istinto materno protettivo e del percorso di crescita dei figli della Arpia. Tuttavia la madre non è ancora pronta a lasciar andare i propri figli, e desidera ossessivamente proteggerli a tutti i costi” (V. classe terza).
“Ho pensato a lungo quale fosse l’argomento giusto per la mia gemma di quest’anno e alla fine ho deciso che non la volevo dedicare a una persona, bensì alla danza. Ho con Lei un rapporto di amore e odio, è come se fosse una mia vecchia amica che nonostante tutto c’è sempre stata, nel bene e nel male. Grazie a Lei ho conosciuto tante persone fantastiche e ho fatto esperienze nuove. Penso che senza di essa mi sentirei vuota, senza quotidianità, abbandonata da questa attività che mi ha accompagnata per quasi tutta la vita. A volte ho avuto delle difficoltà. Ho pensato più volte di lasciare ma alla fine non ho mollato mai e ne è sempre valsa la pena. Mi ha portato tanta felicità anche in giornate dove vedevo tutto nero. Mi ha spronata quando pensavo di non farcela, quindi è stata per me una grande maestra di vita” (L. classe seconda).
“La mia gemma è mia sorella e spiegare il perché tramite delle banali parole è assai riduttivo. Conosco tante persone, ma nessuna di loro è come mia sorella. Ne conosco tante ma nessuna è capace di farmi ridere come fa lei. Capita, che quando ho paura, sia lei a darmi coraggio, poiché è l’unica a credere in me più di quanto lo faccia io. Succede che quando mi sento sola, sia lei l’unica a farmi sentire speciale, come la Rosa per il Piccolo Principe. Mia sorella, come lui, è capace di coltivare rose e nutrirle d’amore. Voglio bene a molte persone, ma è a mia sorella che penso quando viaggio da sola e immagino di poter condividere con lei quello che io vedo. Era lei che ho chiamato al telefono quando, due anni fa, guardavo l’oceano dalle scogliere in Irlanda. La penso durante i viaggi perché solitamente è lei a fornire le ordinate di cui necessito quando mi sento persa. Mia sorella è la parte razionale che da sola mi manca, è la parola di cui necessito nei momenti difficili ed è sempre lei il coraggio che alle volte mi manca”. (E. classe quinta).
“Quest’anno come gemma ho deciso di portare l’estate 2024. È stata una delle migliori estati di tutta la mia vita, ho fatto nuove (fantastiche!!) conoscenze ed esperienze. È stata l’estate giusta al momento giusto. Durante i mesi di Giugno e Luglio ho “lavorato” ad un centro estivo in spiaggia ed è stata un’esperienza veramente meravigliosa! Mi sono affezionata molto ai bimbi nonostante stessero con noi solo pochissime settimane. Ad Agosto, invece, sono partita per una vacanza differente dalle precedenti, perché non c’era solo la mia famiglia ma molte di più. Ho trascorso la prima parte del mese assieme a dei ragazzi già noti che ho potuto conoscere meglio, aggiungerei fortunatamente. Dopo un po’ di giorni ci hanno raggiunto altre 6 famiglie e insieme abbiamo passato dei giorni unici e spensierati, in luoghi tranquilli che quasi sembravano “riservati” per noi, perché raggiungibili solamente in barca. Purtroppo tutti abitiamo distanti tra noi e riuscire a vedersi anche d’inverno è molto difficile. Fortunatamente, però, siamo sempre in contatto e riusciamo a far sembrare di essere sempre insieme! In poco tempo sono diventate tra le persone più importanti nella mia vita. Spero di passare un’estate altrettanto magnifica nel 2025!” (M. classe terza).
“Comincio dicendo che sono una persona molto sensibile a livello olfattivo, e mi viene sempre istintivo associare determinati odori e profumi a determinate persone o momenti. Questo ovviamente si riflette inevitabilmente sul loro aspetto emozionale, infatti mi é capitato un sacco di volte di ritrovarmi sorpresa in modo completamente inaspettato nel riconoscere, per esempio, il profumo di una persona che in quel determinato contesto non c’entrava niente. Da piccola i profumi fungevano da rifugio, mi davano sicurezza ovunque andassi. In modo specifico, mia mamma possedeva un profumo che metteva ogni giorno. Era un profumo molto semplice, ma io non l’ho mai sentito addosso a nessun altro se non lei. Per tutto il periodo della scuola materna e i primi anni di elementari ho provato ogni giorno una malinconia fortissima di casa, e anche se era una cosa assolutamente banale, mi capitava spesso di entrare in crisi, e ricordo che la mia mamma per donarmi la sensazione di casa ovunque andassi mi metteva ogni mattina uno spruzzo del suo profumo. Ricordo anche che quando doveva uscire la sera a cena si metteva sempre quello stesso profumo prima di darmi la buonanotte. Era una sicurezza e un punto fermo riconoscibile. La mamma mi ha regalato l’ultima boccetta di quel profumo due anni fa e adesso non lo riesco più a trovare in commercio, il che è abbastanza triste, però è un pilastro che mi rimarrà sempre nell’anima richiamando quella sensazione che mi faceva sentire come se tutto andasse bene e io fossi al sicuro”. (E. classe quinta).
“Per quanto mi riguarda, scegliere la gemma di quest’anno è stato più che semplice, e chiunque mi conosce sa già di chi parlerò: voglio parlare di due persone molto importanti per me. La prima persona si chiama G. È sicuramente l’amico più stretto che ho, e anche se è di giù, gli parlo ogni giorno. Gli voglio un mondo di bene, ed è stata l’unica persona per cui ho pianto a dirotto la sera prima di tornare a Udine da Napoli. Lo considero realmente come un fratello, ho iniziato a stringere con lui negli ultimi due anni, perché era amico di mio fratello, e abbiamo iniziato a conoscerci sempre di più diventando come due fratelli. Mentre ero giù, ho passato tutti i giorni a casa sua, e siamo andati dappertutto insieme, creando dei ricordi praticamente indimenticabili. Io ci sono sempre per lui e lui per me e spero che questo rapporto realmente stretto e confidenziale non possa mai finire.
La seconda persona di cui vorrei parlare è una persona altrettanto speciale per me, la mia ragazza F. L’ho conosciuta solamente tre giorni prima della fine della scuola, perché mia sorella la seguiva su Instagram, e ho deciso di seguirla anche io. La notte tra il 7 e l’8 giugno, ho parlato con lei tutta la notte fino alle due e svegliandomi solamente alle 6:30, e andando a scuola. Io la vedevo ogni giorno nel bus, e conoscerla mi ha stranito inizialmente. Abbiamo iniziato a parlare tanto, ogni giorno per tutta la giornata ed anche la notte; mentre parlavamo in chat, io avevo capito che qualcosa si smuoveva. Poi ho deciso di chiederle di uscire, e organizzare un’uscita mi sembrava quasi impossibile, ma poi mi è saltato in mente che, abitando abbastanza vicini, potevamo incontrarci in un parco molto piccolo vicino casa. Il 15 giugno abbiamo deciso di incontrarci. Sono arrivato 5 minuti in ritardo, per paura che i miei genitori scoprissero che fossi uscito con una ragazza, e lo sapeva solo mia sorella. Quel giorno stesso ho deciso di baciarla, e finalmente di fidanzarci. Quella sera stessa è tornata mia sorella che mi ha urlato qualche insulto perché non bisogna baciare al primo appuntamento. Oggi sono tre mesi e mezzo che stiamo insieme e il quindici ottobre saranno quattro mesi. Sono veramente grato di averla conosciuta e certamente la amo, quindi sento una effettiva connessione che va oltre qualunque barriera, ma soprattutto le voglio bene, quindi spero tutto il meglio per lei. Spero che a scuola oppure nelle amicizie, in famiglia, possa andare tutto bene, che non ci siano problemi, anche perché sono molto empatico con le persone a cui voglio bene, e specialmente con lei, con una ragazza che tre mesi fa solo guardavo e ne parlavo come se fosse antipatica e come se mi vedesse come un matto, mentre invece anche lei parlava di me e probabilmente credeva che pensassi lo stesso”. (D. classe seconda)