Gemma n° 2880

Immagine creata con Gemini®

“Come gemma ho deciso di portare il mio sport, la pallavolo, non solo per lo sport in sé, per la rapidità di pensare e del gioco, ma per la squadra. La cosa che mi ha spinto a fare questo sport è il lavoro di squadra. È vero, i tocchi sono tre, quindi i giocatori che toccano la palla sono 2/3, però perché riescano a fare 3 tocchi precisi ci vuole il lavoro di tutta la squadra negli allenamenti. Nessun ruolo, di cui è composta la pallavolo, riuscirebbe ad allenarsi da solo e in partita a giocare bene con i compagni: ci vuole l’allenamento insieme. E poi quando giochi da molto tempo con la stessa squadra, diventa come una grande famiglia” (B. classe prima).

Gemma n° 2879

“La mia gemma è una spilla che mi ha regalato una mia vecchia amica. Ci siamo conosciute in seconda media, quando arrivò da un’altra scuola: era timida ma molto gentile. Ci hanno messe di banco vicine e, parlando, abbiamo scoperto di avere tante cose in comune. Col passare del tempo siamo diventate migliori amiche e per Natale mi regalò questa spilla, che ancora oggi conservo e indosso durante le feste. Purtroppo l’anno scorso si è trasferita in un’altra città e, a causa di questo, abbiamo perso i contatti, ma resta per me un bel ricordo della nostra amicizia” (G. classe terza).

Gemma n° 2878

“Quest’anno come gemma ho deciso di portare mia sorella.
Per me mia sorella è un esempio, una guida, qualcuno che riesce a farmi sentire al sicuro anche quando dentro ho solo confusione. Lei c’è sempre stata. Mi ha sempre aiutata senza farmi sentire sbagliata, mi ha ascoltata davvero e mi ha sostenuta quando ne avevo più bisogno. Quindi so che, qualunque cosa accada, non sarò mai sola. Il suo amore è diventato la mia forza, e il mio affetto per lei non finirà mai” (V. classe terza).

Gemma n° 2877

“Quest’anno come gemma porto il mio gatto Cotone. Ha 7 anni e il primo di giugno ne farà 8.
L’ho voluto portare perché è il mio primo animale domestico in assoluto. Ricordo che da quando avevo circa 3/4 anni ho sempre desiderato un gattino perché ne ero OSSESSIONATA! (e ancora oggi ma l’ossessione è calata rispetto a circa 10 anni fa). Grazie ai miei genitori finalmente l’ottobre 2017 siamo andati da una signora che teneva dei cuccioli che aveva trovato abbandonati su una strada di San Giovanni Al Natisone. Lì abbiamo visto per la prima volta Cotone, che al tempo la signora lo aveva chiamato Limone. Grazie a Cotone ho imparato di più sui gatti e ai loro atteggiamenti, soprattutto perché lui è un gatto molto timido e che si spaventa facilmente (e ti attacca pure), ma se lui si fida di te si lascia coccolare e sfamare. Infatti questo lo dimostra ogni volta che a casa arriva un ospite, lui lo vede, lo sente e scappa a nascondersi immediatamente. Cotone è anche un gatto selvatico che dorme e fa i bisogni fuori casa (in giardino) e gioca con altri gatti del quartiere. È un animale abbastanza indipendente che però prega come un disperato appena non mangia da 1 ora. Cotone rimarrà per sempre il mio animale domestico preferito in assoluto e sono felice di aver un buon rapporto con lui❤️” (R. classe seconda).

Gemma n° 2876

Immagine creata con Gemini®

“Questa volta, come gemma, ho deciso di portare qualcosa di diverso: non più una singola e precisa cosa o persona, bensì un insieme di persone. Quest’anno è un anno speciale ma allo stesso tempo doloroso, perché sarà il mio ultimo anno qui. Questo mi provoca una sensazione di curiosità, ma anche di nostalgia.
Questa gemma non vuole essere melodrammatica né ricordare la sofferenza che inevitabilmente la distanza mi provocherà; al contrario, vuole celebrare con felicità tutte le persone che per me ci sono sempre state in modo incondizionato. Queste persone mi hanno insegnato ad apprezzare la vita e mi hanno regalato momenti indimenticabili.
Ho scelto di non dedicare questa gemma a una persona specifica proprio perché ogni mia amica è stata indispensabile per me.
C., a cui avevo dedicato la gemma l’anno precedente, mi ha insegnato il significato dell’amore incondizionato e fraterno, pur non essendo sangue del mio sangue. C. è sempre stata quella bambina calma e serena che, fin dal primo giorno, mi ha trasmesso fiducia e lealtà. Ricordo che la prima volta che la vidi le chiesi di mettermi un cerotto sulla schiena, per coprire la mia più grande insicurezza da bambina, affinché gli altri bambini non potessero vederla e giudicarla. Da quel giorno diventammo inseparabili, due pezzi di puzzle che si completano, proprio come il braccialetto che portiamo al polso.
M., invece, era quella bambina che da piccola faticavo a tollerare a causa dei nostri caratteri forti e spesso in contrasto. Con il tempo abbiamo imparato ad accettare questa nostra diversità e a costruire un legame solido e indistruttibile.
S. è stata la mia compagna di avventure e di divertimento sfrenato. È sempre stata l’amica più simile a me, e con lei ho imparato a fregarmene di tutto e di tutti, come se insieme il resto del mondo scomparisse.
E. e V. sono le mie amiche d’avventura: con loro ho scalato montagne senza conoscere la strada, ho dormito nel Tagliamento nel bel mezzo di una tempesta perché il telefono non prendeva, ho organizzato scherzi indimenticabili e sono scappata da inseguimenti di animali.
L. è la persona a cui mi sono legata di più negli ultimi anni. Nonostante all’inizio non mi avesse fatto una buona impressione, ho scoperto quanto la sua presenza quotidiana fosse capace di rendermi felice e viva, tanto da provare una sensazione di vuoto nei giorni della sua assenza. Anche se la conosco solo da due anni, mi sembra di conoscerla da una vita intera, e questo mi fa capire quanto tenga a questo nostro legame.
S. è il mio compagno di vita e il mio amico di viaggi: con lui ho lasciato libero il mio lato più selvaggio e istintivo, permettendomi di fare le pazzie tipicamente associate al mondo maschile.
Anche L., con il suo umorismo, mi ha fatto vivere momenti unici e irripetibili, riuscendo ad allontanarmi dai momenti no e dai pensieri negativi.
Tutte queste persone, e molte altre, nel loro piccolo mi hanno trasformata e mi hanno resa la persona solare e socievole che sono oggi. Hanno accettato e abbracciato i miei difetti, talvolta con difficoltà, diventando parti fondamentali del mio cuore e della mia vita”.
(S. classe quinta).

Gemma n° 2875

“Fin da quando ero piccola ho sempre desiderato avere un cane, qualcuno che fosse mio compagno di giochi e che potessi portare a spasso. Per me non era solo un animale, ma un amico con cui crescere e condividere momenti della mia vita. Questo sogno si è finalmente realizzato il primo settembre 2025, quando siamo andati in canile e abbiamo incontrato un piccolo cucciolo di cane bolognese.
In realtà, più che sceglierlo noi, è stato lui a scegliere noi. Appena ci ha visti, ci è venuto incontro, ha iniziato a giocare, a rotolarsi per terra, a mordicchiarci piano e a cercare coccole, soprattutto le mie. In quel momento ho capito che quel cane sarebbe diventato qualcosa di speciale. L’abbiamo chiamato Holly.
Da quando Holly è entrato nella mia vita, ho capito che non è solo compagnia o gioia. Con lui ho imparato a prendermi cura di un altro essere vivente, a essere responsabile e attenta. Ma soprattutto ho capito quanto un cane possa essere sensibile.
Qualche tempo fa ho letto un articolo che spiegava come i cani riescano a percepire il nostro dolore emotivo. Quando siamo tristi, stressati o attraversiamo momenti difficili, il nostro corpo rilascia segnali che loro riescono a sentire. Per questo si avvicinano, ci leccano, restano accanto a noi più del solito. È come se cercassero di “ripulire” la nostra tristezza, sia del corpo che dell’anima, dicendoci silenziosamente: non sei solo, lascia che ti aiuti.

Holly fa proprio questo con me. Il suo non è solo affetto, ma un modo profondo di prendersi cura di me, di capirmi e di abbracciarmi senza usare le braccia. L’amore dei cani per noi esseri umani è infinito e sincero, e questo è uno degli insegnamenti più grandi che ho ricevuto.
Oggi non riuscirei più a immaginare la mia vita senza di lui. Holly è diventato una parte fondamentale della mia quotidianità e del mio cuore. Mi ha regalato una gioia immensa e mi ha insegnato che l’amore più vero a volte non ha bisogno di parole”.
(E. classe terza).

Gemma n° 2874

“Quest’anno ho deciso di portare come gemma la mia migliore amica G. Ci siamo conosciute tre anni fa, quando io cominciavo le superiori e lei era in seconda, grazie ad una persona che ringrazio ancora profondamente per averci fatto incontrare. Il legame fra me e lei è speciale. Fin dal primo giorno, ci siamo sentite a nostro agio assieme e ci siamo rese conto di avere molte cose in comune. Una delle passioni più grandi che condividiamo è la musica; ogni giorno la ascoltiamo in corriera, quando siamo assieme ci sono sempre le canzoni di sottofondo e poi ci siamo noi due, che cantiamo facendo il nostro piccolo concerto, ricordando quello della scorsa estate.
All’inizio dello scorso luglio, siamo andate insieme al concerto di Irama, il nostro cantante preferito. Era il primo concerto per entrambe e non lo dimenticheremo mai, sia per il contesto che per le persone che abbiamo conosciuto.
G. sa tutto di me, sia le cose belle che quelle brutte e io so tutto di lei. Quando mi vede la mattina, se è successo qualcosa o se sono triste perchè la giornata è cominciata male, lei lo capisce subito. Un secondo dopo essere scese dalla corriera, mi chiede cosa c’è che non va e lo stesso faccio io con lei.
Le voglio un mondo di bene e, nonostante fra pochi giorni diventi maggiorenne, per me resterà sempre la mia piccola G.”
(F. classe terza).

Gemma n° 2873

“Quest’anno, come gemma, ho deciso di portare il mio gatto. Nonostante sia con me da circa due anni, ha completamente cambiato e migliorato la mia vita, diventando una presenza molto importante per me.
Il suo arrivo nella mia famiglia è stato del tutto inaspettato, soprattutto perché mio papà non voleva assolutamente avere gatti. Tuttavia il destino ha voluto che un giorno una piccola gatta randagia si presentasse alla nostra porta, affamata e spaventata. Io mi sono subito affezionata a lei, anche se aveva perso un occhio a causa di una congiuntivite avuta prima di arrivare da noi. Questo però non ha mai influito su ciò che provavo per lei, anzi mi ha fatto capire quanto fosse forte e quanto avesse bisogno di amore.
Poco tempo dopo la micia ha avuto dei gattini e credo sia stata una delle esperienze più belle e uniche della mia vita. Purtroppo, dopo alcune disavventure, alcuni cuccioli non ce l’hanno fatta, lasciando un vuoto difficile da colmare. Alla fine abbiamo deciso di tenere un gattino: l’unico maschio della cucciolata, che con il suo carattere dolce e vivace è riuscito a entrare nel cuore di tutta la famiglia.
Dopo qualche mese, però, la mamma è scappata e non è più tornata. È stato un dolore enorme, qualcosa che mi ha spezzato il cuore. Ma ho cercato di farmi forza, perché avevo ancora suo figlio con me, che ormai sentivo quasi come un figlio mio: l’ho visto nascere, crescere e muovere i suoi primi passi, momenti che porterò per sempre nel cuore.
Oggi tengo al mio gatto più che mai. Capisco che per alcune persone possa sembrare esagerato dare così tanta importanza a un animale, ma per me lui non è “solo” un gatto: è compagnia, conforto e amore incondizionato. La sua presenza riesce a farmi stare meglio anche dopo le giornate più difficili, e non riesco mai davvero a prendermela con lui, nemmeno quando combina qualche disastro.
In così poco tempo è diventato una parte fondamentale della mia vita, e sono certa che continuerà ad accompagnarmi ancora per molto tempo”.
(M. classe quinta).