
“Quest’anno come gemma ho deciso di portare un video che raggruppa alcuni dei momenti più belli che ho vissuto questo anno con le persone a cui tengo di più. Spero che questo nuovo anno che sta arrivando ne conservi tanti altri” (S. classe quarta).

anche dopo l'ora di religione

“Quest’anno come gemma ho deciso di portare un video che raggruppa alcuni dei momenti più belli che ho vissuto questo anno con le persone a cui tengo di più. Spero che questo nuovo anno che sta arrivando ne conservi tanti altri” (S. classe quarta).

“Ho scelto di portare R., un mio amico. Lo conosco da quando ho un anno e l’ho sempre considerato un fratello che mi è stato accanto anche nei momenti più difficili. Noi due siamo molto uniti, abbiamo 11 anni di differenza e ci vogliamo un bene immenso. Fin da piccola lui è sempre stato la mia roccia, la persona su cui poter contare sempre. Ogni estate con le nostre famiglie più un’altra andavamo in vacanza insieme. Nell’estate del 21, mentre eravamo in vacanza, io ricevetti la notizia che una mia amica non c’era più e stetti male per parecchi giorni. Ogni sera andavo sulla terrazza della casa che avevamo affittato e mi mettevo a guardare il cielo e tutte le stelle pensando a lei; passavo i giorni a guardare le nostre foto fatte insieme e le nostre conversazioni. Stavo molto male, cercavo di allontanare tutti da me, tutti tranne R. che mi è stato vicino e cercava di distrarmi. Poi lui si è arruolato in aeronautica militare: all’inizio ci vedevamo abbastanza spesso, ma ora lo vedrò di meno perché è andato negli Stati Uniti. Spero di vederlo presto perché mi manca” (I. classe prima).

“Ho portato il braccialetto che mi hanno dato alle finali di beach volley a Cesenatico. Per me questo rappresenta un ricordo molto significativo della mia vita poiché durante quei pochi giorni ho legato ancora di più con i miei amici e compagni di squadra e ho fatto quello che preferisco dando il massimo. Spero davvero di poter rivivere questa esperienza quest’anno” (E. classe terza).
“Come ultima Gemma ho deciso di portare le persone che per me sono più importanti. Nella prima foto c’è C. che io definisco la mia finta sorella. Io e lei ci conosciamo dal primo anno di asilo nido e siamo sempre state insieme fino alla terza media. Nonostante ora lei sia a scuola a Gemona ed io a Udine la sento vicino come se fosse sempre al mio fianco. Nella seconda foto invece c’é R., é più piccola di me ma andiamo molto d’accordo. L’ho conosciuta come morosa di uno dei miei migliori amici ed all’inizio non andavamo per niente d’accordo, meno la vedevo meglio era. Col tempo abbiamo scoperto di avere molte cose in comune, ci siamo aiutate molto durante i periodi bui e ci sosteniamo sempre. Nella terza foto altre amiche: con loro ho legato tre anni fa, eravamo assieme alle medie ma poi ci siamo perse di vista per rincontrarci di nuovo. Non so cosa farei senza di loro, non riesco ad esprimere quanto io sia legata. Nell’ultima foto ci sono oltre che le mie compagne di classe preferite, anche le mie spalle destre. A loro devo tutto. Tutte loro mi stanno aiutando a ritrovare la mia strada, quella che da un po’ di tempo ormai mi sembrava persa, mi stanno aiutando a capire che valgo, che non sono sola e che ce la posso sempre fare” (B. classe quinta).

“Forse non è la foto perfetta, da quadretto.
La luce non è delle migliori e l’inquadratura tantomeno.
E questo non sarà di certo il testo perfetto per esprimere ciò che sono per me loro, l’unica cosa perfetta che c’è in questa foto.
C. e G., compagne di classe all’asilo, alle elementari, alle medie e ora con C. anche alle superiori, migliori amiche, un trio inseparabile da 9 anni ormai.
Questa foto risale a quest’estate quando siamo andate ad Amsterdam a vedere il concerto di Ed Sheeran.
Felicità, spensieratezza, amicizia, amore, questo è quello che mi trasmette questa foto.
Le canzoni di Eh Sheeran sono quelle che, esattamente un anno fa, novembre 2021, mi hanno tirata fuori da un periodo buio e indovinate chi me le ha fatte ascoltare per la prima volta? Proprio una di loro due.
Come le canzoni di Ed Sheeran, hanno avuto questo potere di farmi tornare a galla, così ci riescono sempre loro due.
Sono le persone alle quali mi rivolgo quando sono felice, triste, quando ho bisogno di parlare, di sfogarmi, di divertirmi, di ridere.
Sono le uniche con cui avrei mai potuto vivere un’esperienza del genere come quella che abbiamo vissuto quest’estate.
Senza di loro non sarei la persona che sono oggi, loro sono un pilastro del mio passato, del mio presente e lo saranno nel mio futuro, magari in università diverse, in città diverse, con vite completamente diverse, ma sempre nello stesso posto fisso nel mio cuore” (C. classe quarta).
“Ho scelto di portare questa canzone perché, anche se fa parte di una telenovela Disney, è molto importante per me.
Mi ricorda la prima volta che l’ho ascoltata nell’estate 2017 con la mia migliore amica. Noi abitiamo in due stati diversi, io in Italia mentre lei in Croazia, e ogni volta che mi manca ascolto sempre questa canzone, perché mi ricorda il sentimento comune che abbiamo provato quando l’abbiamo ascoltata. La prima volta che l’abbiamo ascoltata non capivamo il significato, ma poi ci siamo incuriosite perché ci faceva uno strano effetto ascoltarla, non riuscivamo ad aprire la bocca mentre veniva cantata, eravamo troppo concentrate sull’interpretazione, sentivamo una sensazione forte come se quella canzone ci creasse un buco nello stomaco.
Così ci siamo messe a cercare la traduzione della canzone e è da lì che finalmente abbiamo capito il significato e il perché ci faceva quell’effetto. Per noi aveva e ha un significato molto profondo perché ci sentivamo e sentiamo rappresentate da quelle parole” (E. classe seconda).

“Ho portato una foto degli ultimi giorni di scuola dell’anno scorso, subito dopo essere state bagnate dalle quinte; è una delle poche foto in cui siamo tutte insieme. Non mi sono mai trovata molto bene in una classe, in un gruppo, fin da piccola; invece loro, sin da quando sono arrivata, mi hanno subito inclusa, a partire da E., che conoscevo già e con la quale è stato bello ritrovarsi. Come rido con loro non rido con nessuno, voglio a ognuna di loro un bene dell’anima, ci sono sempre” (K. classe terza).

“Quest’anno, a differenza dello scorso, ho voluto portare una gemma felice e negli ultimi 11 mesi la mia felicità è stata lui.
Questa foto è molto significativa per me perché, dopo due anni di covid, eravamo finalmente tornati in presenza e ciò ha significato tornare compagni di banco. Lo siamo sempre stati, sin dalla prima, ma dopo pochi mesi è scoppiata la pandemia che ci ha divisi, ma questo non ha fermato la nostra amicizia.
Lo smile sul dorso della mano è un dispetto che gli facevo, ma che è poi diventato il simbolo del nostro rapporto. Lo scorso dicembre ha iniziato a cambiare tutto, sono entrati in gioco i sentimenti e ora stiamo felicemente insieme.
È stato un anno molto difficile per me, dopo 13 anni il mio inconscio ha deciso di risbattermi in faccia il trauma della morte di mia mamma.
Lui, però, ha fatto tanti piccoli gesti per strapparmi il sorriso, tra cui portare una commovente gemma su di noi (la gemma n°2046), venire con me al concerto di Irama (nonostante non gli piaccia) e accordarsi con mio papà per farmi una sorpresa portandomi al cinema.
Quando sono con lui mi sento protetta e tutti i miei problemi spariscono. Vada come vada gli sarò sempre grata per tutto e rimarrà sempre il mio primo vero grande amore” (G. classe quarta).

“Ho deciso di portare il portachiavi che ho preso per il mio dodicesimo compleanno insieme ai miei migliori amici. Ci tengo molto e ho tanti ricordi felici che associo ad esso” (A. classe terza).

“Come gemma ho deciso di portare un anello che ho preso quest’estate ad Anzio, una bellissima città marittima sulla costa laziale. Quando ci sono andata, ho condiviso un appartamento con delle mie amiche e mia sorella e insieme abbiamo passato momenti bellissimi, serate indimenticabili e giornate intere sulla spiaggia a divertirci. Proprio lì abbiamo conosciuto dei bagnini più o meno della nostra età e abbiamo fatto subito amicizia. Abbiamo scoperto immediatamente quanto simili eravamo e ancora tuttora che siamo tornate in Friuli ci teniamo molto spesso in contatto con loro. Tutto questo per dire che l’anello preso ad Anzio è così importante per me perchè mi ricorda tutti i bellissimi momenti condivisi con i nostri nuovi amici e il cielo delle serate estive molto simile ad uno dei quadri dipinti da Monet. Infine non credo nelle coincidenze e la sera prima di comprare questo anello ho visto la mia prima stella cadente illuminare il cielo di Anzio” (E. classe terza).

“Questa è la gemma che ho deciso di portare quest’anno, anche perché riguarda l’estate appena passata e quindi non avrei potuto fare altrimenti. Tante cose l’avrebbero potuta rappresentare, ma questi, che in realtà oggettivamente sono dei semplici occhiali, li lego a uno dei momenti più importanti che hanno positivamente segnato il periodo estivo: la mia prima vacanza da sola, o meglio, senza adulti e persone che mi potessero vietare di andare avanti mangiando pasta in bianco e pomodori tutti i giorni. Invece ho vissuto questa esperienza con delle persone a cui voglio un mondo di bene: E.e B. Non dimenticherò mai come abbiamo passato una settimana a Lignano a fingere di essere responsabili, ma perdendo la pazienza facilmente e litigando in tempi record per poi scherzarci su, con B. che si era trasformata in una malata di pulito e noi altre che cucinavamo piatti spesso insipidi. Questa esperienza ha segnato la mia vita e sarà per sempre un ricordo indelebile, che riporterò alla luce ogni qual volta guarderò questi occhiali” (E. classe terza).

“La scelta di portare una data come gemma può sembrare inusuale ma per me ha un profondo significato in quanto custodisco il ricordo di quel giorno proprio come un tesoro prezioso. È stata, infatti, una giornata di emozioni contrastanti: una delle più belle e spensierate che io abbia mai vissuto nonostante nella stessa giornata sia stata anche tanto triste.
Il 29 luglio di quest’anno è stato l’ultimo giorno che ho trascorso con la mia migliore amica prima che si trasferisse in un’altra regione. Questa estate, quando sono venuta a conoscenza del suo trasferimento, devo ammettere che ho provato un forte dolore, quasi come se una parte di me se ne andasse ma devo dire che ciò che è successo ci ha portato a vederci poi ogni giorno fino alla sua partenza. Mi piace ricordare questa data in quanto è stato uno dei giorni in cui mi sono sentita più libera e spensierata come se il tempo fosse una cosa superflua. Abbiamo passato tutto il giorno a girare per Udine e abbiamo addirittura fatto delle nuove splendide conoscenze. Quando ne parlo la tristezza riaffiora ma credo di aver sfruttato al meglio il tempo che ci siamo concesse sapendo che non ci saremmo riviste per diversi mesi. Quelle ore hanno creato nel mio cuore un ricordo bello e indelebile, che porterò come per sempre” (A. classe seconda).

“Ho portato questa foto del 2 ottobre 2020. Alla domanda tipica che cos’è l’amore rispondo che esistono vari tipi di amore: l’amore che proviamo per i nostri cari, l’amore per il nostro animale domestico, l’amore per qualcosa che ci piace fare, l’amore per noi stessi, l’amore per gli amici. Io credo che il detto che quando si trova un vero amico si trova un tesoro sia assolutamente vero, perché trovare amici che ti sostengano veramente, che siano veri amici, è difficile. Penso che questo amore sia unico, travolgente in modo positivo. In questa foto ci sono queste persone: siamo rimaste unite, anche nei momenti di difficoltà, abbiamo fatto molte esperienze nuove insieme e tuttora le facciamo. Penso proprio che questo gruppo lo porterò sempre con me” (A. classe quarta).

“Ho deciso di portare questa foto perché è una delle mie foto preferite assieme alle mie migliori amiche.
Non sono mai stata una persona che fa facilmente amicizia, tendo a chiudermi in me stessa e non parlare con gli altri, ma da quando ho conosciuto loro mi sento molto più libera e felice.
Mi hanno aiutata molto e, nonostante gli alti e i bassi, siamo sempre riuscite ad accettare i lati negativi e positivi l’una delle altre e questa è la mia cosa preferita in assoluto.
Ci sono state in momenti molto brutti degli ultimi anni e sono riuscite sempre (anche tutt’ora) a strapparmi un sorriso” (R. classe terza).

“Come gemma quest’anno ho deciso di portare questo peluche a forma di orca, che si trova in camera mia sopra la libreria; agli occhi degli altri probabilmente potrà sembrare una cosa stupida o infantile ma per me ha un significato importante.
Questo oggetto l’ho ricevuto durante l’ultima sera che ho passato con i miei amici di R. prima di trasferirmi qui in Friuli.
Quella sera c’erano le giostre ma io ero comunque abbastanza triste perché il giorno dopo sarei partita e non li avrei più rivisti per un bel po’ di tempo, e sapevo che sarebbe stato difficile per me allontanarmi da loro visto che erano persone a cui volevo bene e con cui uscivo molto frequentemente.

Verso fine serata, quando era quasi arrivato il momento di tornare a casa, mi misi a piangere. Un mio amico di nome G., ad un certo punto, si allontanò dal gruppo e per risollevarmi un po’ il morale andò ad uno stand, quello in cui devi prendere i cigni con l’asta. E’ stato lì per una mezz’ora e alla fine ha vinto questo peluche e me l’ha regalato, poi ognuno dei miei amici ha scritto la sua iniziale sull’etichetta. Per questo motivo il pupazzo è molto importante per me, perché è un bellissimo regalo che mi hanno fatto i miei amici e ogni volta che lo vedo penso a loro” (R. classe quarta).

“Ho portato una foto scattata questa estate. Per me è importante perché c’è una ragazza, quella a sinistra, davvero speciale sia per me che per G. che appare nella foto. Siamo cresciute insieme, però lei si è dovuta trasferire in Germania tre anni fa. Quest’estate, per la prima volta, è tornata in Italia e la foto risale ad allora. E’ stata qui due settimane e sono state due settimane intensissime, perché lei è un uragano, e bellissime, perché sono riuscita a rivederla” (L. classe quinta).
PS: è evidente che quella sopra non è la foto di L. ma non me l’ha mandata 😀

“Quest’anno come gemma ho deciso di portare questi due bracciali. Io mi affeziono facilmente a regali ricevuti da persone importanti per me e questi li ho ricevuti dalle mie migliori amiche. Con loro posso essere me stessa senza paura di essere giudicata e mi hanno aiutata in un periodo non proprio bello della mia vita” (E. classe seconda).


“Questo è il mio cane, si chiama Rabol, ha cinque anni e mezzo. Lo vedo come una persona, ogni tanto mi sembra proprio che parli e capisce senza che io gli dica niente. Posso dire che sia il mio migliore amico. Ogni tanto mi viene anche da pensare a quando non ci sarà più…” poi sono arrivate le lacrime di commozione (G. classe quinta).

“Ho scelto questa foto perché mi ricorda quest’ultima estate. Era un momento felice assieme ai miei amici, avevo appena imparato a giocare a poker e stavo perdendo di brutto, ma perlomeno mi stavo divertendo.
Nonostante questa foto sia stata scattata i primi di settembre, è un ricordo della “vecchia” me, che in veramente pochi mesi/settimane è cambiata in meglio per quanto riguarda idee e pensieri” (F. classe seconda).

“Lei è A., è la mia migliore amica, ci conosciamo da 11-12 anni; ho scelto di portare lei perché è tutto per me, qualsiasi cosa succeda a me o a lei ci parliamo sempre, ci vediamo ogni giorno, ci scriviamo ogni giorno. Qualsiasi cosa sia successa in tutti questi anni, la nostra amicizia non è mai finita. Le voglio un sacco di bene ed è letteralmente la mia vita” (M. classe prima).