Il re e gli zeloti

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Stamattina ho accompagnato mia moglie ad una visita. Mentre la attendo riprendo la lettura di “E l’eco rispose” che avevo sospeso da qualche settimana, e dopo poche righe mi imbatto in queste parole di Khaled Hosseini: “Si immagini mille pugni chiusi alzati al cielo! Il re aveva messo in moto la terra, capisce, ma era circondato da un oceano di zeloti, e lei sa bene cosa succede quando il fondo dell’oceano si scuote, Monsieur Boustouler. Uno tsunami di ribelli barbuti si abbatté sul povero re, che cercò inutilmente di mantenersi a galla agitando le braccia”.

Continuo mutamento

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Lo scorso 26 gennaio se n’è andato il poeta messicano José Emilio Pacheco, che ha saputo regalare al mondo chicche come questa:
“Eppure amo questo continuo mutamento,
questo variare istante dopo istante:
senza di esso ciò che chiamiamo vita
sarebbe di pietra.”

Per una femminilizzazione del mondo

Nelle ultime settimane sto sempre meno volentieri su fb, dove sempre più spesso leggo rabbia e livore, se non odio. Il tutto mi sta nauseando e annoiando. I Radiodervish escono con un nuovo cd, Human. In un’intervista di Chiara Calpini per XL che ho letto oggi pomeriggio affermano: “Quello che da tempo aspettiamo è una femminilizzazione del mondo, nel senso di far corrispondere le nostre risposte e i nostri comportamenti all’emisfero destro del cervello che sovraintende ai sentimenti, all’intuizione e alla creatività. Ma anche trovare un’armonia che superi il dualismo e lo scontro. Smettere con le recriminazioni e lavorare con gioia al cambiamento. La musica può fare tutto questo, raccontando storie positive ed emblematiche”.

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