Gemma n° 2128

“Come gemma ho deciso di portare la mia collana. Sul ciondolo è raffigurata mia nonna. A lei ero molto legata ma purtroppo è venuta a mancare 7 anni fa. Da quando non c’è più ho sempre pensato di non riuscire a fare certe cose e mi sono chiusa in me stessa. Grazie a mia mamma e ai suoi aiuti ho ritrovato la fiducia in me stessa e quando la stringo a me mi dà protezione” (G. classe prima).

Gemma n° 2118

“La gemma che ho deciso di portare oggi è la mia gatta Bettina.
In una sera di molti anni fa mia nonna la trovò sull’uscio della porta e decise di accoglierla in casa, nutrirla, e lavarla. Nei giorni successivi se ne affezionò molto e decise di tenerla.
Quando questo successe io ero veramente piccola, infatti non mi ricordo dell’accaduto; so solo che da un giorno all’altro mi ritrovai ad andare a trovare mia nonna solo per giocare con la sua gatta. Quando avevo nove anni mia nonna morì, prima di lasciarci decise di darmi in eredità Bettina, che tuttora rimane l’unico suo ricordo vivente” (A. classe seconda).

Gemma n° 2080

“La gemma che ho deciso di portare oggi è mia nonna.
E’ da quando sono piccola che passo alcuni pomeriggi a casa sua (un tempo ci passavo quasi tutta la settimana, poiché i miei lavoravano) e mi sembra ancora adesso di non ringraziarla abbastanza.
Lei ha sempre dedicato tanto del suo tempo a me e mia sorella: da quando ci fermavamo a pranzo da lei a quando la sera, dopo aver passato il pomeriggio da lei, andavamo a casa.
Mia nonna non ha potuto studiare molto quando era piccola, ma ha sempre cercato di aiutarmi alle elementari con i compiti.
Mia nonna per me è come una seconda mamma: sono cresciuta con lei e da lei ho imparato tante cose.
Forse questa gemma è un modo per ringraziarla per tutto quello che ha fatto e che continua a fare per me: non ha avuto una vita facile e ancora adesso nella sua vita ci sono alcuni ostacoli, motivo per il quale la considero una delle persone più forti che conosco.
Per me, lei è più che una semplice nonna: è un esempio e una persona da cui traggo sempre ispirazione e che ammiro molto” (E. classe terza).

Gemma n° 2050

“Per la gemma di quest’anno ho scelto di portare queste scarpine di quando ero piccola, le ho ritrovate solamente grazie a mia nonna che, mettendo in ordine un armadio con tutte le mie cose di quando ero piccola, le ha prese e me le ha portate così che potessi avere un ricordo. Sinceramente non pensavo di averle ancora, perché le vedevo solo nelle foto dei miei album: queste scarpe fanno parte della mia infanzia e mi ricordano momenti felici e spensierati” (M. classe seconda).

Gemma n° 2044

“Ero molto indecisa su cosa portare come Gemma, perché ho molti ricordi e oggetti che sono speciali per me. Ho deciso infine di condividere con la classe un braccialetto. Lo  diede mia nonna a mia sorella e me al nostro quattordicesimo compleanno. Rimasi profondamente colpita, perché fu la prima e unica volta che vidi mia nonna piangere.
È un oggetto importantissimo perché ne possedeva 4 e ognuna di noi (nonna, mamma, mia sorella ed io) ne abbiamo uno. Per lei rappresentava una grande conquista perché fu il primo accessorio che comprò con i suoi primi risparmi, dopo anni e anni di lavoro. Lo uso soprattutto in occasioni speciali, perché non riuscirei mai a perdonarmi  se lo perdessi e  ci sono molto affezionata perché so che sarà una parte di lei che avrò sempre con me” (C. classe terza).

Gemma n°2017

“Ho portato una foto di mia nonna e di mio zio. La tengo in camera perché io e mia nonna eravamo molto legati, molto vicini. Quando è morta non sono riuscito ad essere vicino a lei perché era in terapia intensiva e i bambini non potevano accedervi, quindi nei suoi ultimi due mesi di vita non sono riuscito a vederla”.

Mi affido alla spiritualità orientale per commentare la gemma di G. (classe prima): “Ogni sofferenza è un seme di buddha, perché la sofferenza spinge i mortali a cercare la saggezza” (Bodhidharma).

Gemma n° 2000

“La gemma che ho deciso di portare è mia nonna, una delle persone più importanti della mia vita perché fin da piccola ha passato tantissimo tempo con  me. I miei lavoravano molte ore al giorno e se non ci fosse stata lei non avrei avuto qualcuno con cui stare. Ogni giorno dopo scuola andavo da lei a pranzo e mi ha insegnato tante cose: a colorare, a giocare a carte, a scrivere. Sono molto grata per questo”.

Per commentare la gemma di E. (classe seconda), l’ennesima dedicata quest’anno a una nonna o a un nonno, recupero una vecchia e strana canzone degli ormai sciolti PGR (Per grazia ricevuta) con la particolare voce di Giovanni Lindo Ferretti. Si intitola I miei nonni. Il ritornello: 
Rendo onore a chi mi ha preceduto tra mille errori e abominevoli credenze mi ha fatto vivo, sopravvivere, crescere
Il mondo è complesso, incantevole, difficile
Rendo onore a chi mi ha voluto, mille e mille errori, abominevoli presenze, io sono vivo, sopravvissuto, cresciuto.

Gemma n° 1992

“La mia gemma è un orecchino di perla, uno solo perché l’altro l’ho perso. Non sono i primi in assoluto, ma i primi di cui ho ricordo; avrò avuto 6 o 7 anni e me li ha regalati mia nonna. Li tenevo sempre, un po’ come faceva lei; in più io porto il suo nome. Quindi, questa cosa ci univa tantissimo e io l’ho sempre ammirata per il suo carattere, il suo modo di fare, anche se talvolta era un po’ dura. Un giorno alle elementari, giocando a ricreazione, mi sono accorta di averne perso uno e sono andata in panico, ho persino fatto chiamare mia mamma. Non ero tanto impaurita di far arrabbiare la nonna, ma ero molto dispiaciuta di averlo perso; allora le abbiamo telefonato e mi ha tranquillizata tanto. Ora, anche se l’orecchino è unico, lo indosso qualche volta perché è un regalo di nonna, anche se lei non c’è più: un modo per ricordarmi di lei”.

Commento la gemma di G. (classe seconda) con un breve testo di Alessandro D’Avenia da Cose che nessuno sa: “Nessuna perla è uguale all’altra. Nessuna perla è mai perfettamente simmetrica. E nelle cose di questo mondo meglio tenersi lontani dalla perfezione: la luna quando è piena comincia a calare, la frutta quando è matura cade, il cuore quando è felice già teme di perdere quella gioia, l’amore quando raggiunge l’estasi è già passato. Solo le mancanze assicurano la bellezza, solo l’imperfezione aspira all’eternità.”

Gemma n° 1985

“Questa foto mi ricorda due cose. La prima non si vede bene, ma intorno al collo ho un cartellino, quello delle gite delle elementari e questa è la prima gita: è stato per me un bel periodo. La seconda cosa è che qui sono a casa dei miei nonni: la nonna ora non c’è più ed ero molto legata a lei”.

Resto stupito da quante gemme tocchino l’infanzia, come questa di M. (classe prima). Personalmente non ho molti ricordi di quand’ero piccolo, faccio fatica a recuperare dalla memoria degli episodi e a distinguere realtà e fantasia. Allora mi affido a quanto scrive lo psicoanalista James Hillman: “La nostra vita non è determinata tanto dalla nostra infanzia, quanto dal modo in cui abbiamo imparato a immaginarla.”

Gemma n° 1981

“Ho portato questo braccialetto perché me l’ha regalato mia nonna alla Prima Comunione e lei mi ha aiutato in un periodo in cui non stavo proprio bene. Il braccialetto ha tanti significati, uno per ogni charm. Ad esempio la M rappresenta il mio nome ma anche quello della nonna, oppure il ciondolo con un personaggio di Winnie the pooh è lì perché da piccola amavo questo cartone e mi ricorda la mia infanzia, oppure il cuore con le zampette mi ricorda il cane che ora purtroppo non c’è più ma che mi ha accompagnato nella vita”.

Guardo la foto del braccialetto di M. (classe prima) e osservo tutti gli altri charms e immagino quanta vita contengano, quanti riferimenti, quanta ricchezza, quante relazioni…

Gemma n° 1969

“Sono molto affezionata a questa collana: me l’ha regalata la nonna alla Prima Comunione. La tengo sempre al collo. Lei mi è sempre stata vicina nei momenti del bisogno o quando dovevo parlare con qualcuno”

Colgo l’occasione di questa gemma di M. (classe prima) per condividere un desiderio: un giorno mi piacerebbe riunire ed incontrare in aula magna tutti i nonni che sono stati (e sicuramente saranno) al centro delle gemme, sia coloro che se ne sono andati che coloro che sono ancora qui a regalarci la loro presenza. E li farei parlare delle loro nipoti e dei loro nipoti. Sono sicuro che vedrei brillare anche i loro occhi!

Gemma n° 1963

“Ero molto indecisa, alla fine ho portato due cose molto importanti per me: la musica e una foto di mia nonna. Inizio dalla seconda: mia nonna è morta prima che io nascessi e io porto il suo nome. Nonostante non l’abbia mai conosciuta, è una figura molto importante per me, conosciuta attraverso i racconti delle altre persone: una cosa che mi ha sempre scaldato molto il cuore è che molte persone che l’hanno conosciuta dicono che io somiglio molto a lei. Era una persona meravigliosa e anche assomigliarle per l’1% sarebbe un onore. Ho portato una sua foto che tengo in camera e mi porta molta felicità: c’è lei con un agnellino in un campo. Poi ho portato una canzone degli Artic Monkeys, il mio gruppo preferito: Piledriver waltz. Mi accompagna sempre, sia nei momenti di tristezza che in quelli di gioia.

Guardo e riguardo la foto della nonna di M. (classe terza): c’è una bellissima luce calda, ombre piuttosto allungate, verde e giallo dominano la scena dalla quale emergono le due figure centrali, la nonna e l’agnellino, entrambi intenti nella loro occupazione e incuranti del fotografo. Vi trovo segni del mio passato, della mia infanzia, delle mie origini, e la mente va in questo inizio di primavera…

Gemma n° 1950

“La mia gemma sarebbe una foto di mia nonna, l’unica cosa di lei che ho ancora. E’ mancata 3-4 anni fa, era una delle persone più vicine a me e anche una delle migliori persone, gentile con tutti, onesta”.

La presenza, la gentilezza, l’onestà: auguro a F. (classe prima) di incarnare i valori che ha riconosciuto alla nonna. L’averli nominati è un gran bel segno.

Gemma n° 1917

“Ho deciso di portare una collana e un bracciale che mi hanno regalato le mie nonne al Battesimo. Ci tengo molto anche perché loro ci sono sempre state, mi hanno anche cresciuta, sono state punto di riferimento con cui confidarsi. In particolare la nonna che vive vicino a casa la vedo ogni giorno e si confida con me, così come faccio io con lei. Sono come delle seconde mamme su cui contare sempre.”

Voglio commentare la gemma di C. (classe terza) con una brevissima scena di Coco, soprattutto per il modo in cui la nonna entra in scena. Mi fa morire ogni volta.

Gemma n° 1916

“Ho deciso di portare delle foto di mia nonna materna: penso sia la persona a cui sono più legata di tutta la mia famiglia. Da piccola ero sempre con lei e con il nonno. Ci prendevamo spesso i pomeriggi per vedere queste foto e lei raccontava di quando era giovane; ora quando sono triste o la vedo giù ritiro fuori l’album con le foto e stiamo bene e facciamo una cosa insieme”.

Guardo con calma le cinque foto portate in classe da I. (classe prima), volti di persone a me sconosciute e mi sovviene il ricordo di una frase di Einstein. So che potrebbe starci bene ma non ricordo affatto il contenuto per intero. Una ricerca su qualche sito ed eccola: “Una fotografia non invecchia mai. Voi ed io cambiamo, tutte le persone cambiano nel corso dei mesi e degli anni, ma una fotografia resta sempre la stessa. Com’è bello guardare una foto di mamma e papà scattata molti anni fa. Li vedi così come te li ricordi. Ma mentre la gente continua a vivere, cambia completamente. Questo è il motivo per cui penso che una fotografia possa essere gentile”.

Gemma n° 1911

“Inizialmente, a settembre-ottobre, avevo intenzione di portare una cosa, un altro oggetto, ma poi a novembre è successo qualcosa cha ha cambiato in peggio la mia vita e quindi ho deciso di portare questo, un semplice anello che può sembrare insignificante e che porto sempre con me qui alla mano sinistra. L’anello mi ricorda la persona che me l’ha dato: mia nonna, per me una seconda mamma. L’anello mi sta dando la forza di andare avanti e la convinzione che, nonostante tutti i problemi, scuola compresa, un giorno tornerà a valer la pena vivere e sentirsi viva”.

La voce di A. (classe terza) è flebile, le parole sono macigni. Essere attraversati da un’esperienza di dolore lancinante segna un’esistenza e c’è bisogno di arrivare al fondo di quel dolore per trovare i segni che ti riportino in superficie dopo la lunga apnea. Il grande dolore ti lascia senza fiato ma poi quei segni ti fanno prima risalire e prendere le prime boccate d’aria e saranno boccate disordinate, esagerate, fameliche di ossigeno. Poi ritroverai il tuo respiro normale, ma prima di riprendere la navigazione avrai bisogno di un po’ di tempo per restare a galla a riposarti dopo quello che hai vissuto e cercare di raccordare il ritmo del cuore e del respiro con quello delle onde. Dopo, soltanto dopo, tornerà il momento di rimettere vento nelle vele e risentirti vivo. Hai ragione A., quel giorno tornerà.

Gemma n° 1894

“Ho portato questo braccialetto che è anche un regalo. L’avevo preso per mia nonna, ad una gita scolastica a Padova perché a lei piaceva tanto il rosa confetto. Glielo avevo portato e lei lo metteva sempre su, anche nell’ultimo periodo in cui era tanto magra e pertanto le scappava. Quando è morta l’ho tenuto io e ogni sera lo tengo sotto il cuscino.”

Della gemma proposta da F. (classe prima) voglio soffermarmi sull’ultima parte, il posto dove conserva il braccialetto: sotto il cuscino. Immagino che ci appoggi sopra la testa e mi piace pensare che sia un po’ come appoggiarla sopra le gambe della nonna a prendersi una coccola, a lasciare che mani rugose intreccino giovani capelli a stringere nodi tra generazioni impossibili da sciogliere.

Gemma n° 1891

“La gemma che ho voluto portare quest’oggi è questa vecchia fotocamera che mi è stata regalata da una persona che adesso c’è ancora fisicamente ma purtroppo non mentalmente: mia nonna, che da qualche anno è affetta da una gravissima forma di Alzheimer. Ho usato questa fotocamera veramente tanto, ne ha passate di cotte e di crude: quando ha smesso di funzionare mi sono molto rattristato perché ho pensato a chi me l’aveva regalata. Adesso è stata sostituita da un’altra, però i ricordi che ho su questa e le foto che conservo ancora sono per me veramente importantissime”.
Isabel Allende ha scritto delle parole che vedo ben adattarsi alla gemma di L. (classe seconda): “L’essenziale è spesso invisibile; è solo il cuore, e non l’occhio, a poterlo cogliere, ma la macchina fotografica a volte sfiora tracce di quella sostanza.”

Gemma n° 1881

“E’ l’iniziale del mio nome: mi è stata regalata da mia nonna due anni fa. A quel tempo si è ammalata di Alzheimer, io sono stata a trovarla e quando si ricordava delle cose ed era anche il mio compleanno, mi ha regalato quel ciondolo. All’inizio non l’avevo considerato tanto, però poi è stato l’ultimo regalo che ho potuto avere da lei perché l’anno dopo è venuta a mancare e io in quel momento non sono potuta esserci. Quel ciondolo è l’unica cosa che mi è rimasta come ricordo, lo custodisco e lo porto sempre al collo”.

Quanto raccontato da A. (classe prima) mi ha fatto pensare a quelle volte in cui il “peso”, l’importanza di un oggetto possano cambiare nel corso del tempo e come certi momenti li viviamo senza la consapevolezza che possano essere determinanti: la vita è imprevedibile (e a volte dolorosa e spietata).

Gemma n° 1829

“Volevo portare una collana ma la catenina si è rotta e ho solo la medaglietta. Questa era di mia nonna, l’ha sempre avuta, sin da quando era giovane, era un suo portafortuna. Quand’è mancata l’ha voluta dare a me: io o la indosso o ce l’ho sempre con me nello zaino o nella borsa perché è diventato un portafortuna anche per me. La nonna poi è mancata durante la pandemia, per cui non l’ho potuta vedere nell’ultimo mese e mi è mancata molto. Il suo gesto mi è piaciuto molto: mi ha dato una cosa veramente importante per lei”.

In classe non abbiamo potuto far girare di mano in mano la madonnina portata da G. (classe quinta), allora l’ho fotografata e ho proiettato la foto e ci siamo accorti che Maria ha il volto sorridente. Mi è venuta in mente una sequenza di un film di Checco Zalone, al contempo tenera e divertente.

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