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La tentazione del potere

Vangelo di ieri, prima domenica di Quaresima. L’episodio è quello delle tentazioni (chi lo conosce può saltare tutta la parte in corsivo):
In quel tempo, Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane». Ma egli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”».
Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”». Gesù gli rispose: «Sta scritto anche: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”».
Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai». Allora Gesù gli rispose: «Vàttene, satana! Sta scritto infatti: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”».
Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano. (Mt 4,1-11)
Desidero pubblicare ora tre rese cinematografiche di una delle più grandi tentazioni per l’uomo contemporaneo, quella del potere, che poi ritengo essere essenziale: il desiderio dell’uomo di essere dio, di farsi divinità esercitando la forza per i propri fini personali.
Il primo episodio è tratto dal film Jesus, miniserie televisiva diretta da Roger Young nel 1999. In rete ho trovato solo la versione in inglese, ma è sufficiente notare quante volte venga ripetuto il termine “power” e poi la sequenza tra il minuto 3.50 e 4.30 circa, per rendersi conto di quanto il tema del potere sia centrale.

In maniera diversa viene trattato l’argomento in una delle sequenze finali di “L’avvocato del diavolo”. Qui il riferimento non è più il Vangelo, anche se il protagonista è senza dubbio di origini religiose. Al Pacino incarna il diavolo e si può assistere a uno dei suoi più grandi monologhi in cui accusa Dio di essere un moralista, un sadico, un padrone assenteista, un guardone giocherellone, causa del senso di colpa dell’uomo, mentre definisce se stesso come un fanatico dell’uomo e l’ultimo degli umanisti, con il XX secolo che lo fa essere all’apice dell’esistenza.

Infine, per sorridere un po’, una breve sequenza tratta da “Una settimana da Dio”. Il protagonista Bruce (Jim Carrey) ha appena ricevuto da Dio (Morgan Freeman) la possibilità di prendere il suo posto per una settimana; al di là di quello che succede in questa brevissima sequenza di un minuto, voglio porre l’attenzione sulla musica scelta per accompagnare i trucchetti di Bruce. Si tratta del brano della band tedesca Snap dal titolo “The power”…

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Pezzi

dalìAvverto che c’è il bisogno di un post di alleggerimento (almeno in apparenza…) con un brevissimo racconto.

«“Una volta il diavolo andò a passeggio con un amico. Videro un uomo davanti a loro che si chinava e raccoglieva qualcosa dalla strada.
Che cos’ha trovato quell’uomo?” chiese l’amico.
Un pezzo di verità” rispose il diavolo.
E non ti dispiace?” chiese l’amico.
No” disse il diavolo. “Gli permetterò di farne un credo religioso.”»
(A. De Mello, “Il canto degli uccelli”)

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La nota di Kant

tentazioni2A proposito delle riflessioni che stiamo conducendo in quinta sul male, ho trovato questo breve ma significativo testo che compare in una nota de “La religione entro i limiti della semplice ragione” di Immanuel Kant e che ho trovato citato nel libro “Il principio passione” di Vito Mancuso.
“Padre Charlevoix narra che un catecumeno irochese, al quale stava spiegando tutto il Male che lo Spirito maligno ha introdotto nella creazione originariamente buona e tutti i continui tentativi da lui compiuti per vanificare le migliori istituzioni divine, gli chiese con impazienza: «Ma perché Dio non uccide il Diavolo?», e confessa francamente di non aver saputo trovare lì per lì nessuna risposta”.

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Di Ghoul in Ghoul…

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Sul numero di ottobre di XL, nella sezione “mondo”, Anna Lombardi scrive dello spettacolo organizzato dalla diocesi della Cattedrale di New York: una processione di mostri emerge dalla cripta di una chiesa neogotica e avanza lungo le navate sottolineata da ululati e musica sinistra e grida di orrore del pubblico. L’orchestra è composta da scheletri e anche il pubblico dà il suo contributo: streghe, vampiri, zombie, fantasmi. Il climax si ha con l’arrivo dei Ghouls, demoni infernali che aggrediscono il pubblico con urla e gestacci. Infine uno scheletro-papa con il piviale minaccia i presenti dal pulpito con un forcone. Dove siamo? St John Divine, nel cuore di Harlem.

Mi sposto di parecchi chilometri, molto lontano da Harlem, molto vicino a casa nostra. L’esorcista don Ermes Macchioni di Sassuolo afferma a Martina Castigliani: “Venite all’oratorio e portate i vostri bambini vestiti di bianco, o meglio ancora travestiti da santi. Proteggete i vostri figli quella notte, perché, anche senza volerlo e a loro insaputa, gioirebbero e danzerebbero per quello che viene chiamato “il Grande Cornuto” e che non può salvarli. Portateli in Chiesa l’indomani, giorno dei Santi e custoditeli da queste frottole spirituali e di moda che purtroppo non sono mai innocue… Alla fine dell’800, gli spiriti hanno confessato. Anche se i riti vengono fatti con superficialità, ogni volta che li evochiamo, loro si sentono chiamati in causa e legittimati a tornare. Per questo, io dico, ognuno può fare quello che vuole, però la sera del 31 ottobre se i battezzati non vogliono essere ipocriti vengano a festeggiare la festa della luce vestiti di bianco. Anche lì si balla e si danza, solo rievochiamo la luce e non le tenebre.”

That’s all folks…