Gemma n° 2923

Immagine creata con Gemini®

“Per la mia prima gemma ho deciso di portare la musica, perché la musica riesce a dire quello che a parole spesso non si sa come spiegare. È un modo di comunicare che arriva a tutti, anche quando non si trovano le parole giuste. Tramite lei si possono anche fare amicizie e, cosa molto importante, si impara a migliorare, capendo che non si deve essere perfetti quando ci si esibisce.
Non importa quanti errori fai, l’importante è vivere quel momento. Una sensazione bellissima è quando sali sul palco e cominci a suonare: è un’emozione che non scomparirà mai. Non importa quante volte lo fai, non ti ci abitui mai. E secondo me è proprio questo il bello: se diventasse un’abitudine, perderebbe tutto il suo significato. La cosa bella della musica è che una performance o un concerto non saranno mai uguali a un altro: dipende sempre da chi si esibisce, dalla circostanza, dall’emozione e anche un po’ dalla fortuna. Questo mostra la bellezza della diversità, una cosa che purtroppo non tutti riescono ancora ad apprezzare. Spesso, infatti, chi è ‘diverso’ viene giudicato, mentre la musica ci insegna che è proprio quella differenza a rendere unico e prezioso ogni essere umano” (S. classe prima).

Gemme n° 138

Questo video dell’allenatore Julio Velasco è stato la gemma presentata da S. (classe quarta): “Non ho mai giocato a pallavolo né penso che mai ci giocherò. Quest’anno faccio da catechista a bimbi di prima elementare. Nel corso di formazione che ho seguito, il prof ha presentato vari video, utili a tutte le età, tra cui questo. Penso che il succo sia che a volte scarichiamo gli errori sugli altri quando invece dovremmo partire da noi…”.
Mi è venuto in mente questo proverbio cinese: “Questa è la storia di quattro persone, chiamate ognuno, qualcuno, ciascuno e nessuno. C’era un lavoro importante da fare e ognuno era sicuro che qualcuno lo avrebbe fatto. Ciascuno poteva farlo, ma nessuno lo fece, qualcuno si arrabbiò perché era il lavoro di ognuno. Ognuno pensò che ciascuno potesse farlo, ma nessuno capì che ognuno l’avrebbe fatto. Finì che ognuno incolpò qualcuno perché nessuno fece ciò che ciascuno avrebbe potuto fare”.