Tramonti differenti su orizzonti uguali

scuola, motivazioni, cotroneo, ritornare

Scrive sul suo blog Roberto Cotroneo:

“Non lo so se ritornare vuol dire quello che tutti pensano: vuole dire rivisitare gli stessi luoghi, la stessa memoria, essere di nuovo dove si era prima. Nessuno può ritornare, eppure nessuno riesce a rinunciare all’idea che si possa ritornare: come una via di uscita, una breve immortalità. Se io posso tornare allora io sono ancora quello che ero, e tutto è ancora possibile. Se io posso rivivere quanto ho vissuto, vuol dire che ho fermato il tempo. Ma il tempo è un dio minore, e una delle manifestazioni del tempo è dare illusione del ritorno.

Così il ritornare è un modo per affrontarlo questo tempo strano: e quando ti rendi conto che tutto è cambiato capisci che il tempo del ritorno non è altro che il tempo del cambiamento. E che c’è un orizzonte del ritorno come c’è un orizzonte del futuro. Ma la sorpresa è che si tratta dello stesso orizzonte.”

Sono molto simili le sensazioni che provo alla fine di ogni anno scolastico, quando finisce anche il tempo degli scrutini, degli esami di stato, dell’organizzazione dei corsi di recupero e degli esami dei “sospesi”. Metto via tutte le carte, gli appunti, le scartoffie burocratiche. E mi preparo al ritorno: verso le radici del mio essere insegnante, verso le motivazioni che mi hanno fatto scegliere, nel 1995, di lasciare Scienze Geologiche per essere un prof. Lo faccio ogni anno per rimettere carburante nel motore, per alimentarmi a una fonte per me necessaria. E mi trovo concorde con Cotroneo: ogni anno mi scopro cambiato e sento la necessità del ritorno per aprirmi al futuro di un orizzonte che è sì uguale a se stesso se visto con un grandangolo, ma che se venisse esplorato con un teleobiettivo mostrerebbe caratteristiche peculiari sempre diverse. Queste ultime fanno sì che i colori del tramonto su quell’orizzonte uguale siano sempre differenti.

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Quanto la giustizia esige

A volte ho bisogno di ricaricare le pile, di rimotivare il mio lavoro, le mie ricerche, il mio percorso. A volte ho bisogno di fare il punto della situazione, di mettere le cose a una certa distanza per osservarle meglio nel loro complesso. Però mi capita anche di smarrirmi nel fare questo e di faticare a trovare il bandolo della matassa; e allora, aprendo un libro succede di leggere le parole giuste, quelle che ti mettono la pace nel cuore. “Non bisogna mai cercare di fare al prossimo altro bene che trattarlo con giustizia. Per provare una gratitudine pura (il caso dell’amicizia a parte) ho bisogno di pensare che mi si tratta bene non per pietà o per simpatia o per capriccio o a titolo di favore o di privilegio, e neppure per un effetto naturale del temperamento; ma per desiderio di fare quanto la giustizia esige” (Simone Weil).

giustizia, motivazioni, etica, bene, male, agire, buonismo, realismo