Serenità o sgomento?

bruxIn una quinta stamattina avrei voluto leggere questo passo di Henry Newman (in rapporto a questa frase di Riccardo Pampuri “In questi bei giorni sereni in cui tutta la natura sembra si risvegli a nuova vita sotto il soffio della primavera come più dovremmo sentire la infinita bontà del nostro Padre celeste che tante cose belle e buone e perennemente crea per noi.”), ma non l’avevo a disposizione. Ho promesso di portarlo sabato prossimo, ma per evitare di scordarmelo, lo pubblico qui, così lo recupero sicuramente… Faccio notare che è un testo del 1864 e che a scrivere è un teologo cardinale (beato dal 2010).
“Ad osservare il mondo in lungo e in largo, le vicende della sua storia, la molteplicità delle razze umane, i loro inizi, le loro sorti, il loro contrapporsi l’una all’altra, le loro lotte; e i loro usi, costumi, governi, forme di culto; le loro imprese, il loro procedere senza meta, la casualità delle conquiste, la misera fine di realtà millenarie, i segni così deboli e dispersi di un disegno superiore (the tokens so faint and broken of a superintending design), l’evoluzione cieca (the blind evolution) di quelle che poi si rivelano grandi forze o grandi verità, il procedere delle cose, come da elementi privi di ragione, non verso cause finali, la grandezza e la miseria dell’uomo, la grandiosità delle sue aspirazioni, la brevità della sua vita, il velo che nasconde il suo destino futuro, le delusioni della vita, la sconfitta del bene, il successo del male, il dolore fisico, l’angoscia morale, il dominio e la forza del peccato, la diffusione dell’idolatria, la corruzione, la tristezza di una religione senza speranza, quella condizione dell’intero genere umano che l’apostolo descrive con così tremenda precisione: «senza speranza e senza Dio in questo mondo»; si ha una visione che dà sgomento e vertigine, e impone all’anima un senso di profondo mistero, assolutamente al di là di una possibile soluzione umana. Che dire di fronte a questa realtà che strazia il cuore e disorienta la ragione?” (John Henry Newman, Apologia pro vita sua)

Verità, passione, torto

non-sto-zitta-se-ho-torto«Se ciò che cerchi è la verità, c’è una cosa che devi avere innanzitutto».

«Lo so. Una passione travolgente per essa».

«No. Un’incessante disponibilità ad ammettere che puoi avere torto».

(Un minuto di saggezza, Anthony De Mello)

Il riassunto dell’intelligenza

Ieri sera, verso le 22.30 ho iniziato a leggere “Il peso della farfalla” di Erri De Luca, verso l’1.00 l’ho terminato. Intanto in tv stava passando il film su Alessandro Magno. A pag. 25 De Luca scrive:

“Sono scarsi i sensi in dotazione alla specie dell’uomo. Li migliora con il riassunto della intelligenza. Il cervello dell’uomo è ruminante, rimastica le informazioni dei sensi, le combina in probabilità. L’uomo così è capace di premeditare il tempo, progettarlo. E’ pure la sua dannazione, perché dà la certezza di morire”.

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