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E l’Armenia?

48b2fbbd97bf77beb1a321911a28d589.jpgSi celebra oggi 24 aprile 2008, la 93esima “Giornata della memoria del popolo armeno” per ricordare il “Metz Yeghern” , lo sterminio di un milione e mezzo di armeni ad opera dei “Giovani turchi”, a partire proprio dal 24 aprile del 1915. La Comunità Armena italiana ha già lanciato in questi giorni una campagna di sensibilizzazione dal titolo “Una tragedia che non ha parole”.

Si legge nel comunicato che “Il Consiglio per la comunità armena di Roma, sempre attento, vigile e sensibile alla salvaguardia della memoria del Metz Yeghern (Grande Male) e avverso ad ogni sorta di negazionismo, vuole sensibilizzare l’opinione pubblica ed in particolare le giovani generazioni perché tragedie simili non accadano mai più e affinché la memoria di un milione e mezzo di armeni non sia calpestata in nome di biechi interessi politici od economici”.

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Fenomenali bambini

Rassegna di preghierine

 

– Caro Gesù, per noi la messa è molto noiosa. Perché non ci aggiungi anche dei cartoni? (Andrea)
– Caro Gesù, ti prego, prenditi cura del mondo. Ci sono due grandi problemi, l’inquinamento e la guerra. Comincia pure con quello che vuoi (Nicola)
– Caro Gesù, con chi ti vedi nel tempo libero, con gli apostoli? (Valentina)
– Caro Gesù, posso mandare delle preghiere per il campionato? (Edoardo)
– Caro Gesù bambino, grazie per i gormiti che mi hai portato, scommetto che piacciono anche a te. Chi è il tuo preferito? Il mio è Helicon (Leo)
– Caro Gesù, perché hai fatto quelle bestie brutte come gli scarafaggi e i ragni? Ti servivano a qualcosa? (Teresa)
– Caro Gesù, cosa ne pensi di chi dice che non esisti? Li consideri come tifosi di un’altra squadra? Per esempio “milanisti”? (Paolo)
– Caro Gesù, mi piace tanto disegnare e vorrei farti un ritratto. Puoi venire giù dal cielo così ti guardo bene da vicino? (Carolina)
– Caro Gesù bambino, ci vediamo a Natale, non vedo l’ora…(Clara)
– Caro Gesù Bambino, era bella la sveglia di Pooh che hai portato a me e a mia sorella. Peccato che era rotta. La prossima volta puoi controllare prima, per favore? (Amalia)
– Caro Gesù, secondo me il wrestling è tutto una finta. Giusto? (Giovanna)
– Caro Gesù, il papà dice che il calcio è diventato brutto perché girano troppi soldi. Puoi prenderne un po’? Così ritorna più bello (non dire che sono stato io a darti l’idea) (Enrico)
– Caro Gesù, vado in una scuola di suore. Sono gentili, ma non potevi farle vestire un po’ meglio? I preti invece sono eleganti secondo me (Lucia)
– Caro Gesù, ti voglio chiedere una cosa: più pace nel mondo. E già che ci siamo, un paio di Reebok per Natale (Edoardo)

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Ecstasy

Visto che ne stiamo parlando in II …

 

 

Droghe: 19enne uccisa dall’ecstasy, arrestato lo spacciatore

(Il Giorno, 16 aprile 2008) Sono state due pasticche di ecstasy acquistate in discoteca da un ventitreenne di Lecco a uccidere Kristel Marcarini, la 19enne di Clusone (BG) morta ieri mattina agli Ospedali Riuniti di Bergamo dopo due giorni di coma. In serata i carabinieri della compagnia di Clusone hanno eseguito un decreto di fermo a carico del giovane, M.P., 23 anni, residente nella provincia di Lecco, che sabato notte, avrebbe venduto alla ragazza le pasticche all’interno della discoteca Fluid di Orio al Serio, in provincia di Bergamo.
L’inchiesta condotta dai Carabinieri e coordinata dal pubblico ministero Mauro Clerici, è stata avviata dopo il ricovero in ospedale della ragazza, le cui condizioni, già nella giornata di domenica, erano apparse molto gravi. Le indagini hanno permesso ai militari di ricostruire la serata trascorsa da Kristel Marcarini insieme ad alcune amiche nel locale alle porte di Bergamo, che, peraltro, era già stato chiuso più volte dagli stessi carabinieri, proprio a causa delle attività di spaccio di stupefacenti.
Il giovane arrestato, già pregiudicato per reati legati allo spaccio di stupefacenti, al momento è rinchiuso nel carcere di Lecco. Per le stesse ipotesi di reato i carabinieri hanno denunciato a piede libero un altro giovane lecchese, anche lui di 23 anni, che al momento della cessione delle due pasticche si trovava in compagnia dell’arrestato.

 

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Lotta USA contro il terrorismo

Visto che in quinta stiamo parlando di terrorismo ho trovato sul sito di Limes questo articolo, magari un po’ complicato, ma decisamente interessante se qualcuno vuole approfondire l’argomento

 

Nuova strategia antiterrorismo cercasi

di Fabrizio Maronta

Il consigliere per la sicurezza nazionale Stephen Hadley presenta una nuova politica antiterrorismo. A prima vista niente di nuovo, ma in realtà la novità c’è e non è di poco conto.

Lo scorso 8 febbraio, presso il Center for International Security and Cooperation dell’università di Stanford, il consigliere per la Sicurezza nazionale Stephen Hadley ha pronunciato un discorso passato quasi inosservato nel clamore dello sfibrante duello Clinton-Obama. È un peccato, perché le implicazioni potenziali di quel discorso vanno ben oltre il voto presidenziale del prossimo novembre.
Di fronte ad un uditorio selezionato, Hadley ha dichiarato che gli Stati Uniti hanno adottato recentemente “una nuova politica per scoraggiare i terroristi dall’usare armi di distruzione di massa contro gli Stati Uniti, i loro amici ed alleati”. La novità consiste nel minacciare di serie ritorsioni “quegli Stati, organizzazioni o anche singoli individui che possano consentire o facilitare l’acquisizione e l’uso di armi di distruzione di massa da parte dei terroristi”. A prima vista, niente di nuovo sotto il sole. In realtà, la novità c’è e – come alcuni analisti statunitensi hanno segnalato – non è di poco conto.
Il nuovo approccio contraddice uno dei capisaldi della politica antiterrorista fin qui seguita dall’amministrazione Bush, secondo il quale la deterrenza (ovvero la minaccia di ritorsioni) verso l’ambiente di “coltura” del terrorismo sarebbe quasi o del tutto ininfluente sulle capacità offensive degli attori ostili agli Stati Uniti. Le quali, viceversa, possono essere fiaccate solo mediante un’azione offensiva, meglio se preventiva (ovvero precedente al verificarsi dell’azione terroristica ostile). Nel suo discorso, invece, Hadley non solo conferma la necessità di fare pressione sugli “Stati-santuario” del terrorismo internazionale, ma si spinge più in là, estendendo la minaccia di ritorsione agli attori non statali che si rendessero colpevoli di complicità con il nemico o anche solo di negligenza rispetto ai loro compiti di controllo.
La svolta parte dalla constatazione che dietro ogni attentatore suicida vi è una rete di persone che finanzia, sostiene, rifornisce, addestra gli esecutori materiali dell’attentato. Una rete fatta di falsari, corrieri, doganieri corrotti, addestratori, magazzinieri, impresari compiacenti e quant’altro, senza i quali gli attentatori, per quanto fanaticamente motivati, non andrebbero lontano. Da qui la consapevolezza di dover far sentire ad ogni potenziale “complice”, più o meno diretto e volontario, dell’azione terroristica, la minaccia della vendetta statunitense.
Hadley è rimasto sul vago per quanto concerne la natura e l’estensione della ritorsione americana, salvo specificare che questa sarà “schiacciante”. Al suo discorso, peraltro, non sono seguite altre esternazioni dell’amministrazione Bush al riguardo, ragion per cui i contorni della nuova strategia rimangono sfumati. La loro definizione spetterà, probabilmente, alla prossima amministrazione, che erediterà una situazione non facile in Iraq, Afghanistan e sugli altri fronti aperti della guerra al terrorismo.
In ogni caso, la correzione di rotta disegnata da Hadley rappresenta insieme un’opportunità e un rischio. L’opportunità sta nell’apparente presa di coscienza, da parte dell’amministrazione in carica, dell’effettivo peso dell’elemento “sociale” nella fisionomia della minaccia terroristica. Un peso, questo, ripetutamente sottolineato da più parti, negli Stati Uniti e non. L’incognita risiede nel modo in cui il governo americano farà fronte a quest’aspetto, finora sottovalutato, della guerra asimmetrica: con un’“offensiva” d’intelligence, ovvero (come le parole di Hadley sembrerebbero indicare) con l’ulteriore estensione dell’approccio punitivo, prettamente militare, alle entità sub-statali, ivi compresi i singoli individui? Su questa non trascurabile alternativa potrebbe giocarsi, in parte, lo scontro politico per la Casa Bianca.

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Preoccupazioni

Traggo da peacereporter l’inizio di 2 notizie di oggi:

Mattatoio Sri Lanka

Ieri la più feroce battaglia degli ultimi anni

E’ stata la più feroce battaglia da un anno e mezzo a questa parte. Ieri, migliaia di soldati dell’esercito governativo e guerriglieri delle Tigri tamil (Ltte) si sono scontrati sul fronte nord, nella penisola di Jaffna, lungo quella che viene chiamata la Linea Muhamalai : sette chilometri di trincee scavate nella sabbia e bunker di cemento nascosti tra prati riarsi dal sole e punteggiati da poche palme. Ieri pomeriggio, al termine dei combattimenti, che sono durati per dieci ore consecutive e hanno visto il massiccio impiego di artiglieria pesante da entrambe le parti, sul terreno sono rimasti almeno centocinqunata, forse duecento morti e un migliaio di feriti.

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Somalia, la fine delle speranze

Dopo i 100 morti del weekend i colloqui di pace sono in pericolo

“La situazione oggi in città è calma rispetto ai giorni scorsi” riferisce a PeaceReporter Bashiir Yusuf, residente a Mogadiscio, “Ma in generale la situazione peggiora in continuazione”. Più di cento morti in tre giorni di scontri, uno tra i bilanci più pesanti degli ultimi due anni di guerra. Dopo mesi di un conflitto a bassa intensità, i miliziani vicini alle Corti islamiche da una parte e gli eserciti somalo ed etiope dall’altra, sono tornati a darsi battaglia per le strade di Mogadiscio. Compromettendo, soprattutto, il lavoro diplomatico degli inviati Onu, che puntavano ai colloqui di pace del prossimo 10 maggio, in programma a Gibuti. 

 

 

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Io non guardo le Olimpiadi

Qualche settimana fa avevo già manifestato sul blog l’idea di non guardare le Olimpiadi di Pechino come forma di contrapposizione alla politica cinese nei confronti del Tibet. Chi mi conosce sa quanto mi costi rinunciare allo sport…

Ieri sera ho ricevuto da Marta questa mail che volentieri condivido con tutti coloro che sono interessati.

 

Cari amici,

Non guardiamo le Olimpiadi di Pechino 2008
La CINA sta perpetrando un GENOCIDIO in TIBET dal 1959,
Non lasciamo che genocidi passino in silenzio, non premiamo i colpevoli con l’onore di ospitare le ‘OLIMPIADI’, antichi giochi nati in segno di CIVILTA’ e PACE !

Diamo un segnale noi che abbiamo ancora una voce………..
Ribelliamoci pacificamente:
– in memoria del Tibet, una volta cuore pulsante della spiritualità mondiale (più di 6000 monasteri distrutti, rimasti circa 15)
– in onore di tutti i Tibetani pacifici e disarmati uccisi a sangue freddo (più di 1milione di vittime, circa 1/6 della popolazione, e decine di migliaia esiliati, imprigionati, torturati e deportati nei campi di concentramento)3bd8250c979b87ef37dbec3aa89f9ace.jpg
– ribelliamoci alla sterilizzazione subita dalle donne Tibetane per non aver accettato matrimoni con l’invasore (più di 7.5 milioni di Cinesi vivono in Tibet)
– ribelliamoci all’incapacità dell’ONU (per mancati poteri effettivi) di difendere i diritti civili, assistendo impotenti ad uno sterminio di massa ed alla cancellazione di una civiltà, nonostante le continue accuse di genocidio mosse ufficialmente dalle Nazioni Unite alla Cina fin dal 1959.
Insieme di fatti che rendono la Cina luogo’inadeguato’ad ospitare le Olimpiadi… Sarebbe bello se tutto questo non fosse vero, ma tutti i documenti ufficiali dell’ONU parlano chiaramente, vedi sito
www.tibet.com
– MANIFESTIAMO IL NOSTRO DISSENSO EVITANDO DI SEGUIRE LE OLIMPIADI 2008 IN CINA
– TENIAMO SPENTI TUTTI I MONITOR/TV IN DIRETTA DA PECHINO PER TUTTO IL TEMPO DELLA CERIMONIA INAUGURALE
Se volete unirvi a questo abbraccio di solidarietà in nome di tutte le vittime del male e della follia del potere, comunichiamo via mail questo pensiero a chi crediamo lo possa ‘condividere’.
L’ONU siamo noi, gli stati siamo noi, il pianeta siamo noi.
L’autodeterminazione è un diritto di tutti i popoli E anche se pensiamo che ci sia poco da fare…, come disse Ghandi ‘sii tu il cambiamento che vorresti dal mondo’.
Copia questo testo e incolla su nuovo msg per inoltrarlo a più persone possibile.
NON SI GIOCA CON I DIRITTI UMANI……….. NON GUARDIAMO LE OLIMPIADI DI PECHINO 2008.
www.sostibet.org
Grazie a tutti
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Materiale 5Cl

Ciao ragazzi. Ecco il materiale che avete prodotto: non ho avuto tempo di guardarlo, quindi lo metto così come me l’avete trasmesso. A martedì

Action Directe.doc

Al Kaeda.doc

Al Qaeda.doc

Banda Stern.doc

Brigate Rosse.doc

ETA.doc

HAMAS.doc

Hezbollah.doc

Irish Republican Army.doc

Rote Armee Fraktion 2.doc

Settembre Nero + OLP.doc

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Ancora sul Tibet

Ho ricevuto questa mail dal centroi buddhistico di Polava

 

 

Vi invito a guardare la foto!0245037013cef6287324ec740ef34ca2.jpg

(via satellite, from:Britain’s GCHQ, the government
communications agency)scattata prima degli scontri
e la rivolta di Lhasa in Tibet.

Questi monaci hanno causato violenze a in tibet?

Pechino orchestrava la rivolta nel Tibet.
Canada Free Press [Venerdi, 21 Marzo, 2008 10:20]

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Tibet

marcia di solidarietà

per il popolo tibetano

UDINE 

giovedì 3 aprile 2008

ore 19.30/20.00

ritrovo e partenza

da piazza matteotti

“la non violenza non è solo assenza della violenza. Essere

non-violenti significa astenersi dal far male quando se ne avrebbe

l’occasione. La non-violenza è come il riflesso dell’espressione

dell’amore umano e della compassione umana”

S.S. il XIV° Dalai Lama