Gemma n° 2365

Vivi d’amore… ho scelto questa frase, che mi disse mia madre durante una conversazione, tra una frase e l’altra.
Lo disse senza darci un peso, quasi un po’ a caso, ma da quel momento mi è rimasta particolarmente impressa.
Penso sia la cosa più vera che qualcuno abbia detto di me, mi rispecchia appieno. Io vivo veramente d’amore, trovo che senza non possa esserci vita che possa essere degna d’essere chiamata tale.
Parlo dell’amore platonico per un amico, dell’amore per la musica, dell’amore per un libro, per uno sport e per praticamente tutto quello che caratterizza la vita e l’essere di ognuno di noi.
Poi, ovviamente, c’è anche l’amore inteso come, secondo definizione, “sentimento di viva affezione verso una persona che si manifesta come desiderio di procurare il suo bene e di ricercarne la compagnia”.
Io in prima persona attualmente sto provando, come la maggior parte dei miei coetanei, un amore adolescenziale; tra esattamente due settimane saranno due anni che staremo insieme, e trovo che, guardando anche le esperienze di altri, al giorno d’oggi sia un grande traguardo per due diciassettenni.
Ho notato che spesso le relazioni che si hanno a quest’età possono essere “denigrate” da altri, più grandi e con più esperienza sicuramente… “siete troppo piccoli cosa volete saperne dell’amore” … ecco, non trovo che si possa valere la stessa cosa per me ed il mio ragazzo. Sarò sicuramente anche di parte, ma sono sicura che se altri avessero dovuto passare le situazioni che abbiamo passato noi due avrebbero preso strade separate, invece noi abbiamo avuto la forza di rimanere insieme, uno accanto all’altra, al momento del bisogno e non solo.
C’è voluta forza di volontà sicuramente, ma, alla fine, se non mettiamo tutti noi stessi per l’altro che senso ha?
Siamo letteralmente cresciuti insieme, siamo maturati insieme e, so che può sembrare banale come cosa, ma non pensavo di poter mai provare sentimenti del genere per qualcuno.
Non glielo dico spesso, ma ho la sensazione che me l’abbia mandato qualcuno da lassù per curare le mie ferite”.
(K. classe terza)

Gemma n° 2364

“Quest’anno come Gemma ho deciso di portare G., o come la conoscono tutti i miei amici e la mia famiglia, Nonna G. La nonna è sempre stata nel cuore di tutte le persone che l’hanno conosciuta. Da quando sono nata, dati i turni più vari e improbabili dei miei genitori, lei mi ha fatto da seconda mamma: dormivo da lei nel suo letto perché il nonno se n’è andato poco dopo la mia nascita , mangiavo da lei, andavo lì dopo scuola… Di solito durante il periodo dell’asilo mi svegliavo alle 7 e il papà mi portava a casa sua per fare colazione mentre mi faceva le trecce ogni mattina. A 12 anni ho litigato con i miei genitori perché, nonostante casa sua non fosse così moderna, volevo a tutti i costi comprarla una volta cresciuta e abitarci.
Con lei ho passato anni a colorare rigorosamente dentro ai bordi, a guardare la tv, a cercare di fare esercizi di matematica che lei purtroppo con la quinta elementare sapeva risolvere ancora meno di me che già non ci capivo niente. E nonostante questo mi è stata sempre vicino. Ho avuto la fortuna di aver avuto una nonna che abitava vicino a tutte le scuole che ho frequentato prima di scoprire Udine. Infatti, al contrario dei ragazzi del mio paese chiusi nella stessa dimensione, io mi sentivo speciale, anche se un po’ esclusa da loro, ad avere una doppia vita perché il pomeriggio ero fuori con i miei amici a P. e infatti le persone importanti sono diventati loro.
Ho avuto la fortuna di aver avuto una nonna che dentro è sempre stata una bambina, che faceva il contrario di quello che le dicevano i miei per vedermi felice, come comprarmi gli ovetti kinder: è stata la persona con cui bisognava mantenere i primi segreti infatti, con cui si mangiava di tutto, ci si riempiva di gelato senza che la mamma lo venisse a sapere.
E se lo veniva a sapere si sghignazzava comunque sotto i baffi. Lei mi ha insegnato non tutto, ma buona parte, come ci si arrangia, come vedo la nonna ideale, come si raccontano battute in friulano che non sono divertenti ma che fanno ridere per la loro banalità, come reagire ai primi atti di bullismo nei miei confronti. A 5 anni mi aveva già reso una discreta giocatrice di scala quaranta.
Ora la vedo quasi ogni giorno ma sono cambiate delle cose: io non ho la scusa per andare da lei, anzi spesso mi è logicamente scomodo, lei in 17 anni è invecchiata e ci sente la metà, il che diminuisce la comunicazione e certe volte la pazienza. Cerco di andare a pranzo una volta a settimana ma è complicato. Eppure la nonna è sempre lì che mi aspetta con un sorrisone, a braccia sempre aperte con il gelato, gli ovetti e le carte in mano, mentre io maledico il tempo che è passato troppo in fretta e vorrei starle vicino più che mai”.
(E. classe quarta)

Gemma n° 2363

“Introduco la mia gemma partendo da qualche settimana fa. Questo è l’anno della 5a superiore, l’ultimo anno. Poi c’è l’università. Proprio qualche settimana fa stavo parlando con i miei genitori del mio futuro, quali facoltà mi piacerebbe intraprendere e quali invece scarterei, c’è ancora molta indecisione sulla mia scelta ed è proprio lì che, tra me e me, penso: “quanto vorrei essere G. in questo momento”.
G. é mio fratello. È un ragazzo buono, generoso e dal cuore grande. È un ragazzo dai grandi valori e le sue idee sono sempre ben schierate. 18 anni che io sopporto lui e 18 anni che lui sopporta me. Se la me di qualche anno fa vedesse la gemma di quest’anno mi riderebbe addosso. Io e G. siamo completamente due opposti ed è per questo che ci siamo scontrati e ci scontriamo tutt’ora. Io dico cane e lui dice gatto, io dico bianco e lui nero; e lì iniziano le litigate. Siamo opposti in tutto, anche in aspetto fisico: io sono mora con gli occhi marroni, lui è biondo con gli occhi azzurri. Lui parla troppo, io sto più per le mie, lui vuole avere sempre ragione, SEMPRE, io ogni tanto capisco anche di sbagliare (forse). Io mangerei frutta per tutta la vita, lui non riesce neanche a guardarla. Non sembra neanche mio fratello :).Che cos’è cambiato dalla me di qualche anno fa e la me di adesso? Niente. Forse lo vedo con altri occhi, forse più maturi. Non sto dicendo che le discussioni non ci sono più anzi, si raddoppiano perché le mie idee e le sue sono sempre più contrarie e in contrasto. Per farvi un esempio, l‘ultima discussione (anche interessante) ce l‘ho avuta ieri sera e il punto focale erano gli avvocati di difesa. Lui continuava a dire che non difenderebbe mai qualcuno in torto per una semplice questione morale “è giusto che chi ha procurato del male paghi la punizione (chiamiamola così)”, io invece, la pensavo in maniera diversa ovviamente.
Ahimè, c’è da dire che mio fratello è acculturatissimo e sa davvero tante, troppe cose ed è affascinante ascoltarlo parlare.
Se c’è una cosa che invidio di G., non è sicuramente la capacità di parlare per ore senza stancarsi, ma la sua determinazione e voglia di fare. Lui dice che le cose, “se si fanno si fanno bene, altrimenti non le faccio proprio”. Fa quello che gli piace e questo si vede. Ha un cuore grande (che non è da tutti e forse fin troppo grande) ed è così determinato che riesce a portare a termine gran parte delle cose che inizia e se proprio una non riesce terminarla gli rimane l’amaro in bocca. Questa è una cosa che lo ha sempre caratterizzato e contraddistinto dagli altri. Ecco, io vorrei avere questa determinazione, saper iniziare e finire un lavoro, dedicarmi al 100%, portarlo a termine e vedere nei miei occhi quello che io ora vedo negli occhi di mio fratello: soddisfazione e tanto amore”.
(V. classe quinta).

Gemma n° 2362

“Come gemma ho deciso di portare un film che s’intitola The Notebook o in italiano Le pagine della nostra vita. Ho deciso di portarlo perché è il mio film preferito e i temi che tratta, di cui il principale è quello dell’amore, mi stanno molto a cuore. Questo film mi ha trasmesso delle sensazioni uniche e indimenticabili. Io sono oltretutto una ragazza assai sensibile e le sensazioni che mi ha trasmesso mi sono rimaste davvero impresse” (B. classe terza).

Gemma n° 2361

“Quest’anno come gemma ho deciso di portare il concerto di Harry Styles a cui sono andata a luglio. È stato a dir poco il giorno più bello della mia vita, dove mi sono sentita capita, rilassata, e in famiglia, nonostante fossi in mezzo ad altre 100 mila persone che non conoscevo. In particolare, ho deciso di portare il video che è stato postato pochi giorni dopo il concerto, che andava a mettere un punto ai quasi 3 anni di tour. Questo video è molto speciale per me, perché rappresenta perfettamente come mi sono sentita durante quella giornata e l’esperienza che ho avuto. Ogni volta che lo guardo la mia mente torna indietro a quel giorno, e mi sento immediatamente meglio, nonostante tutto” (A. classe terza).

Gemma n° 2360

“Come gemma quest’anno ho deciso di portare questa foto, che nella sua semplicità racchiude gran parte della mia estate.
Guardarla infatti mi porta un senso di nostalgia ricordando la calma, la tranquillità e il divertimento che queste giornate ormai passate hanno portato.
Dall’altro lato però mi ricorda di come sia e di come farà sempre parte dei miei ricordi piacevoli quando la mia mente tornerà a pensarci. E mi farà sempre tener presente come alla fine di tutte le “fatiche” c’è sempre la calma, in questo caso rappresenta dall’estate” (P. classe quarta).

Gemma n° 2359

“Ho deciso di portare questa foto in cui siamo io e una mia compagna di nuoto nel settembre 2019. Io e lei in quel periodo non andavamo d’accordo visto che mi piaceva dire alle mie compagne cosa fare e quindi stavo loro antipatica. Il momento scattato nella foto rappresenta un momento importante per me perché da lì in poi nonostante ci conoscessimo già da un po’ di anni abbiamo iniziato a diventare amiche e a conoscerci meglio. In questa “gita” ho capito l’importanza di ascoltare anche le opinioni degli altri e per questo ho deciso di portare questa foto” (E. classe terza).

Gemma n° 2358

Twice.
Quest’anno come gemma, ho deciso di portare un gruppo veramente importante per me.
Ma perché è così tanto importante?
Nel 2020 non mi sarei mai aspettata che questo gruppo sarebbe diventato la mia terapia per tutte le medie e oltre.
Le medie sono un periodo che vorrei cancellare dal mio archivio.
Ogni scusa era buona per buttarmi giù: i vestiti di marca, perché non avevo l’ultimo modello di scarpe o non indossavo dei vestiti di un costo maggiore ai 70 euro, perché ero sempre pronta ad aiutare, perché ascoltavo il K-pop, perché ero diversa.
In quel periodo mi passavano continuamente pensieri oscuri e drastici.
Nessuno mi aiutava e nessuno mi capiva, il mondo lo vedevo grigio scuro e incolore.
Nell’agosto del 2020, dopo molto tempo che ne avevo sentito parlare, conobbi le Twice, un gruppo femminile coreano nato nel 2015 composto da 9 ragazze.
Non so né come né perché ma quelle ragazze riportarono nel mondo… i colori che alle elementari vedevo e tutt’oggi sono tornata a vedere.
Nel 2021 le Twice pubblicarono la canzone che, ancora oggi, è la mia preferita: Alcohol-Free la canzone dell’estate 2021 per eccellenza. Ricordo ancora la faccia di mia madre quando dicevo i nomi dei cocktail presenti nel testo della canzone e cantavo in una lingua straniera… CHE SICURAMENTE NON ERA COREANO!

E come in una relazione sana, il nostro rapporto era benevolo e non ero una di quei fan tossici e possessivi, anzi volevo condividere questo mio amore con qualcuno.
Nel 2022 il mio bellissimo mondo colorato stava perdendo di nuovo colore, la terza media è stato un periodo di bullismo che non scorderò mai, sono stata più di qualche volta ferita e… in quel periodo la musica, ma in particolare modo le Twice con i loro time to twice (i loro vlog), mi hanno veramente salvato la vita.
Ed è grazie a loro e ad alcune persone, amici e famiglia, se oggi sono qui, in classe a raccontarvi di come 5 ragazze coreane, 3 giapponesi e una taiwanese hanno impedito atti estremi, improvvisi e disperati.
Il 2023 è agli sgoccioli e anche quest’anno, anche se ascoltate di meno, le Twice con il loro album Ready to be mi hanno dato la forza e la gioia.
Loro non mi hanno solo donato la felicità che oggi tutti vedono, ma mi hanno anche regalato un sogno, la danza, il salire sul palco e rendere le persone felici e in pace.
Spero tanto di vederle dal vivo un giorno, se in Italia o all’estero non mi interessa, spero al prossimo tour mondiale di esserci.
Quindi si, amo le Twice, il K-pop e dopo molto tempo posso affermare apertamente che non me ne vergogno… d’altronde ognuno ha i propri gusti!”
(E. classe seconda).

Gemma n° 2357

“La gemma che voglio portare oggi è una cantante famosa: Britney Spears. È stata da sempre una grande ispirazione per me e l’ho sempre stimata per ciò che fa, poiché con la sua musica mi ha dato sempre la forza per rialzarmi in momenti difficili.
Ho incominciato ad ascoltare le sue canzoni in prima media, e anche se adesso ascolto un altro tipo di musica, sarà sempre la mia cantante preferita” (V. classe seconda).

Gemma n° 2356

“Quest’anno ho deciso di condividere una canzone che s’intitola Da zero di Nayt. Ero molto indecisa se portarla o meno, in quanto parla dell’amore, e non mi sento molto a mio agio a discuterne, dal momento che su ciò sono molto riservata. Però ho pensato che questa potesse essere anche un’opportunità per aprirmi. Questa canzone per me significa molto, perché descrive perfettamente i miei sentimenti nei confronti della persona che è stata sempre presente in questo ultimo anno e mezzo. Nonostante sia molto un anno e mezzo a quest’età, i nostri sentimenti non sono mai cambiati, anzi, forse sono diventati ancora più forti. Non mi vengono in mente molte parole per descrivere i miei sentimenti, ma penso che il testo di questa canzone li riesca a spiegare in modo molto più completo e con delle parole decisamente migliori di quelle che potrebbero mai venirmi in mente. Forse, dopotutto, è proprio a questo che servono le canzoni” (G. classe terza).

Gemma n° 2355

“Il nostro cervello produce una sostanza chiamata endorfina che aiuta ad alleviare il dolore e lo stress provocando una sensazione di benessere e buonumore. Questa sostanza nel mio cervello viene prodotta dalla pallavolo.
La pallavolo è la mia unica certezza nonostante in questo sport io abbia più delusioni che traguardi, ma è la mia certezza dopo una giornata difficile: mi aiuta a dimenticare tutto ciò che è successo prima, se ho dei dolori prima di pallavolo, ho la certezza che per due ore non li sentirò.
Non so esattamente cosa mi piaccia della pallavolo ma so benissimo cosa odio. Odio sudare, il martedì in cui c’è la parte fisica, i pesi, la palla medica, sentirmi indietro rispetto alle mie compagne, non sentirmi abbastanza ma soprattutto odio sbagliare. Ma sbagliare nel mio sport è fondamentale. Sbagliare mi serve a crescere infatti solo sbagliando per 6 mesi adesso riesco a fare una battuta in salto. 6 mesi di stress e allenamento.
Ricordo ancora quando mio padre, il mio precedente allenatore, mi teneva 10 minuti in più in palestra in un angolo e mi faceva provare le battute.
Ma ricordo ancora tutte le cose belle che ho provato l’anno scorso, ovvero il mio primo anno in cui praticavo pallavolo, per esempio quando sono entrata in campo spaventata a battere, eppure, grazie alle mie compagne, sono riuscita a far recuperare 7 punti, oppure, un esempio più recente, nel mio primo torneo con una nuova squadra ho fatto il punto finale e tutte le mie compagne, sapendo quanta ansia avevo prima di entrare in campo, sono venute ad abbracciarmi.
Detto questo, non so cosa significhi quel pallone rosso, verde e bianco per me, ma so che giocare a pallavolo mi piace e non voglio smettere” (S. classe seconda).

Gemma n° 2354

“Quest’anno come gemma ero indecisa su cosa portare. Quest’anno è stato un anno di tanti cambiamenti, sia belli che brutti, ma che in qualche modo mi hanno aiutata a crescere ancora di più.
Ho avuto modo di conoscere tante persone nuove, ma soprattutto rinsaldare il rapporto con altre, soprattutto grazie allo sport ma anche grazie alla scuola.
Quest’anno sarà l’ultimo anno di liceo, e volevo cogliere l’occasione di quest’ultima gemma per ringraziare uno per uno i miei compagni di classe.
Partiamo dalle mie vicine di banco:
A: la conosco praticamente da quando sono nata, abbiamo frequentato la scuola materna, l’asilo, le elementari, le medie, le superiori e chissà magari finiremo insieme nella stessa università. A. forse è uno dei motivi per cui mi alzavo e alzo ancora la mattina per venire a scuola anche se molto spesso non ne avrei voglia: i minuti di lezioni con lei passano più veloci, cerchiamo sempre di aiutarci e dividerci le cose da fare. Forse, anzi sicuramente, senza di lei l’esperienza del liceo non sarebbe stata la stessa.
C: a C. non piace quando la chiamo col suo nome intero, ma ormai si è rassegnata. È stato facile voler bene a C.: è una ragazza solare che sa diffondere il buon umore; è una ragazza speciale, che merita tanto. Mi riesce ad ascoltare e sopportare tutto il giorno e soprattutto ha tanta pazienza (mi lascia usare i suoi pennarelli che le rubo puntualmente ogni giorno).
E: io e E. siamo in un certo senso molto simili: entrambe sportive, competitive (lei un po’ più di me), ed abbiamo anche lo stesso umorismo. Penso che sia la persona che dal punto di vista sportivo possa capirmi di più, e mi spiace sentire che non può nuotare, perché so cosa significa rinunciare a qualcosa che ti ha accompagnato per tutta la vita. (Anche se mi sta antipatica le voglio bene.)
L: L. è un ragazzo d’oro. Anche se quando abbiamo verifiche e interrogazioni mi mette ansia anche quando non ce l’ho, sa portare il buon umore in classe e in qualche modo sa sempre mettermi di buon umore, che sia con un abbraccio, un sorriso o una parola.
C: C. ha una grande forza. Sia al di fuori della scuola che nel contesto scolastico. Ammiro molto la sua padronanza dell’italiano, il modo in cui parla in qualsiasi lingua e in qualsiasi altra materia. Penso che sia tra le persone che sanno infondere più calma e razionalità in classe (insieme a L. o L. che dir si voglia).
C: anche C. è stata tanto forte: mi ha reinsegnato cos’è la motivazione e che non bisogna mai mollare e lei infatti non l’ha mai fatto: l’anno scorso sicuramente non è stato facile per lei ma ha comunque cercato di continuare a coltivare i suoi interessi e le sue passioni nonostante tutto.
A: A. non ha avuto neanche lei un periodo facile, però ha saputo rialzarsi, ed è assolutamente una cosa di cui deve andare fiera. La sua risata da scimmietta e la sua solita domanda “andiamo al sushi” mi fanno sempre sorridere.
S: che dire, S. è una persona impulsiva, diretta e onesta, ed è questo quello che mi piace di lei: ti dice le cose come stanno, senza fare troppi giri di parole.
L: L. rappresenta per me l’allieva modello, e non vuole essere un’offesa: ha un modo di pensare e scrivere che secondo me supera tutti noi. Leggere i suoi temi, le sue risposte mi fa capire che ho ancora tanta strada da fare, e che se mi impegnassi di più  forse potrei ottenere anch’io qualcosa di più (di sicuro però non al suo livello).
A: A. oggi non è qua, ma di lei mi piace la sua organizzazione e la sua voglia di portarsi avanti con le cose da fare (la voglia che dovrei avere anche io, che puntualmente mi riduco sempre all’ultimo a fare tutto).G: G. è arrivata quest’anno nella nostra classe. Non ci conosciamo ancora bene, ma di lei mi piace il modo in cui parla di certi argomenti che si vede che le piacciono, perché attraverso le parole riesce a trasmettere questa sua passione. Le auguro di poter proseguire al meglio questo anno scolastico e di continuare a provarci perché purtroppo o per fortuna il nostro ultimo anno è ancora lungo”.
(E. classe quinta).

Gemma n° 2353

“Quando ho scoperto il giorno in cui avrei dovuto presentare la mia gemma ho subito iniziato a pensare a ciò a cui avrei dovuto dedicare il mio e il vostro tempo e dunque a ciò che ritengo talmente significativo da poter essere il soggetto della mia ultima gemma in assoluto. Per questo motivo ho deciso di parlarvi di una delle persone più importanti per me, dell’amore della mia vita: mia madre, anche conosciuta come T.
Molti affermano che il legame di sangue è come un giuramento di fedeltà e di eterno amore ma se c’è una cosa che la vita mi ha insegnato è che non è sempre così, eppure io ho avuto la fortuna di nascere sua figlia e dunque, di poter sempre trovare conforto tra le braccia della persona più buona che esista. Spesso mi chiedo infatti se qualsiasi altra madre si sarebbe comportata come lei si è comportata con me nei momenti più bui.
Oltre ad essere letteralmente la madre migliore al mondo (e giuro che non è il classico modo di dire) è anche la moglie che chiunque desidererebbe perché quando all’altare ha giurato di rimanere al fianco di mio padre in salute e in malattia di certo non stava scherzando.
Ma non sarebbe giusto parlarvi di lei riducendola a madre e moglie perché è prima di tutto Donna, una donna generosa, altruista, attenta e premurosa, un’anima pura. Insomma , spero un giorno di poter essere anche solo la metà della donna che è lei” (E. classe quinta).

Gemma n° 2352

“Come gemma ho deciso di portare dei braccialetti che mi sono stati dati (scambiandoli con gli altri fan) quando ero in fila per il concerto dei 5 Seconds of Summer. Ci sono andata con S., una mia amica di quinta. Ho deciso di portarli perché per me sono un bellissimo ricordo, visto che è il primo concerto a cui vado da sola insieme ad una mia amica a cui voglio un mondo di bene e inoltre è una delle mie band preferite” (G. classe terza).

Gemma n° 2351

“Inizialmente non sapevo cosa portare come gemma finché, poco tempo fa, ho sentito la canzone A modo tuo di Elisa e ho capito che come gemma avrei scritto una lettera a mio fratello S.
“Caro S., so che questa canzone è stata scritta da parte di una madre alla propria figlia, ma io mi sento di dedicarla a te perché, anche se non sei mio figlio, il mio amore per te è infinito, come quello di una madre per il proprio figlio. Sarà per il tanto tempo che passiamo insieme, per la differenza d’età o per il fatto che sei l’unico modo in cui riesco a dare un perché alla perdita di mia mamma e di nostro fratello N. Infatti, se mia mamma fosse ancora qui, papà non avrebbe avuto te con la tua mamma e se N. non fosse nato così presto tu non saresti stato concepito.
Mi hai insegnato tante cose, ma più di tutte è che quando si cade, anche se ci si fa male, bisogna rialzarsi, asciugare le lacrime e sorridere di nuovo alla vita. Bisogna apprezzare le piccole cose e ogni momento con le persone che ci vogliono bene.
In questa canzone Elisa dice “Camminerai e cadrai, ti alzerai, sempre a modo tuo”. È vero, per imparare dovrai cadere e rialzarti. Vorrei impedirti di cadere, ma non è possibile e non sarebbe giusto. L’unica cosa che posso fare per attenuare il tuo dolore, è starti vicino ogni volta che inciampi, per attutire la causa e ti prometto che lo farò, sarò al tuo fianco ogni giorno, anche se non mi vedrai fisicamente.
Ricorderò per sempre la prima volta che hai detto il mio nome. Era il 9 luglio, eravamo in Puglia e io stavo facendo una videochiamata con S., mentre ti incitavo a dire il mio nome. Tu, tutt’un tratto, hai detto “Dada” e non mi sembrava vero, tanto che ho dovuto chiedere a S. se avevo sentito bene.
Come in quel momento, tu ogni giorno mi rubi un pezzo di cuore e lo fai tuo. Sono grata che tu e S. vi vogliate bene, per me è fondamentale. Ho tenuto il body che ti ha preso a Parigi, prima ancora che tu nascessi, come ricordo materiale del vostro rapporto, nella speranza che sia per sempre.
Sono felice di averti insegnato tante cose, soprattutto il verso di quattro dei tuoi animali preferiti: il cavallo, la pecora, l’elefante, e l’orango.
Ti rinfaccerò per sempre in modo scherzoso tutti i pannolini che ti ho cambiato e tutti i bagnetti che ti ho fatto.
Sarai sempre la mia polpettina.
Con tutto l’amore del mondo,
Dada”.
(G. classe quinta).

Gemma n° 2350

“Ho scelto di portare mia mamma. Si chiama F. e con lei ho un legame bellissimo. Ci somigliamo molto soprattutto caratterialmente e proprio per questo riesce a capirmi benissimo. Per me mia mamma è una spalla destra, una mano sempre tesa ad aiutarmi, un sorriso quando la giornata è tutta buia, un caldo abbraccio quando tutto sembra freddo. Soprattutto in questo periodo difficile a causa della scuola e altri vari problemi lei c’è sempre per me. Nonostante lavori molto riesce a dedicarsi a me perché so che ci tiene moltissimo. Voglio ringraziarla per tutto quello che fa ogni giorno per me e non penso lo sappia, ma la amo veramente tanto” (C. classe seconda).

Gemma n° 2349

“Ad aprile di quest’anno ho visitato una mostra immersiva dedicata a Gustav Klimt intitolata Sinfonia di arte immersiva.
Il filo conduttore della mostra era la “sinfonia”, il suono che nasce da ogni immagine, da ogni quadro, da ogni decorazione e dai pensieri dell’artista.
Verso la fine del percorso si entrava in una enorme sala con alcuni divanetti e su tutte le pareti, perfino sul pavimento, erano proiettati motivi geometrici, dipinti dell’artista e immagini relative al suo stile ma anche alla sua biografia. Da questo luogo era possibile accedere ad altre due salette minori: la prima conteneva un’installazione intitolata “La danza dei sensi” che consisteva in un recinto dentro al quale erano installati dei teli che si alzavano e si abbassavano, grazie a delle ventole, a creare delle onde.

La seconda si chiamava “Stanza degli specchi” ed era una saletta interamente ricoperta di specchi, anche il pavimenti e il soffitto, a eccezione della parete di fondo dove si trovava uno schermo sul quale erano proiettati diversi motivi scintillanti e glitterati che si riflettevano in tutta la stanza in modo tale che sembrasse di essere all’interno di un caleidoscopio. Ricordo di essermi seduta in un angolo di questa stanza in modo tale da essere completamente circondata dalle immagini e di essermi sentita estremamente piccola in confronto a quello che sembrava essere l’infinito.

Stanza degli specchi

La musica classica e maestosa che si sentiva rendeva il tutto ancora più avvolgente e pareva proprio di stare dentro ad un vortice.
Nella prima sala sono invece rimasta seduta per minuti interi a osservare quei teli che si muovevano e che mi donavano una sensazione di leggerezza e spensieratezza, tanto che il mio respiro vi si era quasi sincronizzato.
Ho apprezzato molto questa esperienza perché mi ha permesso di staccare la testa, almeno per qualche ora, dalla vita quotidiana e di dimenticarmi completamente della realtà, proiettandomi in un’altra dimensione più calma e meno frenetica”.
(A. classe quarta).

Gemma n° 2348

“Volevo usare la mia gemma per condividere un pensiero rivolto a tutti voi.
Ormai, e oserei dire finalmente, siamo in quinta, a giugno avremo gli esami e poi ognuno andrà per la sua strada. Magari ci vedremo in futuro e rimarremo in buoni rapporti di amicizia. Però finché siamo qui tutti assieme volevo solo ringraziarvi per il tempo passato assieme, i compiti che ci siamo passati sperando che la prof non ci scoprisse, il ripassone il giorno prima della verifica, il teatro (una delle mie passioni che mi porterò sempre nel cuore), le note più disparate e le gite più belle che abbiamo fatto assieme (ovviamente aspettando con ansia Praga e di andare in disco con …). Detto ciò, voglio augurarvi il meglio per qualsiasi scelta facciate e per il vostro futuro.
Vorrei ringraziare anche il prof. Del Mondo che ci ha accompagnato per 5 anni con le sue gemme durante l’ora di reli, ho trovato questi momenti di condivisione molto intimi e allo stesso tempo ricchi di sentimenti che abbiamo provato tutti assieme qui.
Perciò grazie.
Voglio condividere con voi una cartella con i momenti migliori di questi anni in cui anche voi potrete aggiungere i vostri.”
(M. classe quinta).

Gemma n° 2347

“La mia gemma di oggi è una figura speciale: un attore che, nonostante non abbia mai incontrato di persona, mi ha lasciato un’impronta indelebile. Parlo di Matthew Perry, noto per il suo ruolo in Friends. La scelta di renderlo la mia gemma risiede nel legame intimo che ho con la serie: fin da bambina, mia madre, appassionata della sitcom, mi ha accompagnato nelle serate guardando insieme episodi, diventando parte integrante della mia crescita. Mi ha trasmesso un amore così profondo per questa serie che ad oggi la sto rivedendo per la decima volta, perché non riuscirà mai a stancarmi. Di conseguenza, sono cresciuta ereditando alcuni atteggiamenti o qualità dei personaggi, in quanto i bambini cercano sempre di imitare i loro idoli.
Ho deciso di portare Matthew come mia gemma in quanto mi ha sempre accompagnata in ogni momento fin da bambina, facendomi innamorare ogni giorno del suo modo di fare e facendomi ridere anche quando non me la sentivo di farlo. Ho deciso di portarlo perché è grazie a lui se ad oggi so come scherzare e far divertire le persone, anche se devo ammettere che è anche a causa sua se a volte cerco di nascondere le mie emozioni con una battuta. Ho scelto lui perché mi ricordo che quando avevo 7 anni ed ero al parco con mia mamma, un bambino si era avvicinato per chiedermi se potevamo essere amici ed io gli avevo risposto dicendo: “tu non sei Chandler”, perché effettivamente nessuno era come lui. Ho portato lui come mia gemma perché alle elementari non vedevo l’ora di uscire da scuola per poter accendere la televisione e fare merenda in sua compagnia. E perché ogni volta che ho una giornata brutta, mi basta vederlo sullo schermo per farmi spuntare un sorriso. Ho scelto lui perché esattamente 24 giorni fa quando ho acceso il telefono e ho letto la notizia della sua scomparsa, ho provato un dolore indescrivibile, e quando 2 giorni dopo ho riguardato la prima puntata della serie, l’unica cosa a cui riuscivo a pensare era che lui non c’era più e questo mi provocava ancora più tristezza. Ho deciso di portare lui come mia gemma perché volevo rendergli omaggio per tutte le cose che lui ha fatto per me, anche se non sa di averle fatte.
Penso che la perdita di figure come Matthew Perry venga percepita come personale non solo per la scomparsa di un attore della tua serie preferita, ma perché rappresentava colui che rendeva migliore anche i giorni più difficili. Era come il fantasma di un vecchio amico con cui si è cresciuti, o di qualcuno che vorresti aver avuto come amico. Ed ora, ogni volta che guardi un episodio, la consapevolezza della sua assenza diventa tangibile. Tuttavia, una parte di te continua a essere legata a lui, poiché è difficile dimenticare chi ha donato così tanto da lasciare un segno indelebile. Forse è proprio questo che succede quando qualcuno lascia un segno profondo nella tua vita: se ne va, ma ciò che ha lasciato dietro di sé rimane”.
(M. classe quarta).

Gemma n° 2346

“La foto ritrae uno dei momenti più belli che ho vissuto durante il corso di quest’anno. Questa foto è stata scattata a giugno, durante il mio viaggio negli Stati Uniti. Le persone intorno a me sono state i miei compagni di viaggio per due settimane, dei compagni di viaggio che si sono tramutati poi in una seconda famiglia. Ci trovavamo esattamente a Forsyth Park, a Savannah, in Georgia. In questa attività organizzata abbiamo avuto la possibilità di scoprire come gli eserciti romani marciavano nell’antichità, e tra la pesantezza degli scudi, gli ordini in latino urlati dalle guide, il sole estivo che batteva forte su di noi, le occhiatacce strane lanciate dai passanti e le videocamere e i telefoni puntati addosso non ci stavamo rendendo conto di star vivendo uno dei momenti più divertenti e spensierati di tutta la nostra vita. Era tutto così fuori dal normale che sembrava di vivere in un film, ed è per questo che voglio ricordare con piacere questo momento, per ripensare ai sentimenti positivi vissuti e alle persone importanti con le quali li ho condivisi” (V. classe quinta).