
“Questo luogo è sempre stato particolarmente importante per me. Se di solito il luogo di incontro tra i cugini é la casa dei nonni, per me non era così: era nel nostro ristorante di famiglia dove ci incontravamo sempre. Questo luogo che per molti era una cena il sabato sera, per me era come una seconda casa in cui passavo pomeriggi. Quando ero più piccola io e mia cugina passavamo il tempo a correre tra le sale, in cucina e dietro al bar. Col tempo penso che i camerieri abbiano imparato a schivare teste di bambine euforiche coi vassoi pieni di piatti e bicchieri. Ovviamente ci siamo prese molte sgridate ma questi sono i ricordi che faccio più fatica a ricordare. Invece ricordo quando pregavamo mio papà ogni giorno di darci il permesso di mangiare un ghiacciolo, oppure quando, da grandi appassionate di Harry Potter, vedevamo i bastoncini per diffusori d’ambiente come bacchette magiche: mia cugina era Hermione, io Ginny e le ore passavano senza accorgercene. Ogni pomeriggio provavamo a convincere i nostri genitori a farci dormire assieme e non funzionava mai, eppure noi non ci arrendevamo. Inoltre in osteria avevamo una stanzetta, in cui ci rifugiavamo ogni volta che le sgridate aumentavano; lì abbiamo passato la maggior parte del nostro tempo a cantare, ballare e a divertirci, a impersonificare personaggi di storie assurde. Più di una volta mia cugina si impegnava a scrivere finte lettere provenienti da “nostri vecchi antenati” che ci lasciavano tesori nascosti e che noi avremmo dovuto trovare; io, ingenua come ero ed essendo più piccola di due anni, ci credevo. E purtroppo ci capitava anche di rompere oggetti: di quelle bacchette magiche, poche sono le superstiti, l’anta di un armadio è rotta e le doghe di un piccolo letto sono cadute da dove avrebbero dovuto stare. Comunque, in silenzio, ce la siamo sempre cavata a sistemare tutto. Ora passo meno tempo in quelle stanze, ma rimarrà per sempre un posto pieno di ricordi”.
(E. classe seconda).





















