Gemme n° 85

Propongo una delle canzoni che più mi affascinano per il tema che tratta : il suicidio della razza umana. Mi interessa molto il video, zeppo di scritte che riportano dati e con alcune citazioni di poeti, scrittori, scienziati… Una di quelle che più mi ha colpito è in apertura: “la razza umana si estinguerà per civilizzazione” di Ralph Waldo Emerson. Se civilizzazione significa portare cemento e inquinamento là dove esistono foreste concordo pienamente”. Questo è stato il modo con cui F. (classe quarta) ha presentato il video di Serj Tankian, cantante dei System of a down, dal titolo emblematico “Harakiri”.

Un’altra frase che mi ha colpito è quella di Jean Paul Sartre: “L’uomo è pienamente responsabile della propria natura e delle proprie scelte”. Si può ferire anche con le parole non solo con i fatti.
In apertura il testo dice: “Siamo il branco ingrigito, ci feriamo a vicenda con le nostre vite” a dire che l’unico pericolo per l’uomo è l’uomo stesso. L’accusa è esplicita: “Il futuro vedrà la storia come un crimine”. In fondo, penso sia quello che abbiamo fatto e stiamo facendo alla terra.”
Nel video compare un indiano con una lacrima a rigargli il volto. In classe ho letto una frase con cui avrei voluto commentare il video di F., ma avendola già pubblicata qui sul blog, ne metto un’altra che è un proverbio navajo: “Non ereditiamo la terra dai nostri antenati, la prendiamo in prestito dai nostri figli”. E il poliedrico Andy Warhol ha affermato: “Credo che avere la terra e non rovinarla sia la più bella forma d’arte che si possa desiderare”.

Gemme n° 84

Ho deciso di portare la canzone “Blue” che parla fondamentalmente del rapporto madre-figlia. In questo periodo mia mamma sta soffrendo molto, ed io non riesco a starle molto vicina perché ho molto da studiare e non le posso dedicare lo stesso tempo di una volta. Mamma è a casa con me, anche se a volte mi sembra lontanissima.” Profondamente commossa, così V. (classe terza) ha presentato la sua gemma; e ha proseguito: “Da un po’ di tempo mamma sta cercando lavoro; apparentemente, spero che riesca a trovarlo. In realtà ho timore che il nostro rapporto possa in qualche modo cambiare. Da quando mamma ha perso suo padre fa fatica a sorridere. Oggi ho portato anche tre foto da cui traspare tutta la sua premura nei miei confronti, tutto il suo sostegno, in tutto. Mamma è speciale, è il mio primo pensiero. Spero davvero, durante le vacanze di Natale, di riuscire a trovare più tempo per lei”.
Mi è venuta in mente una canzone di Christina Aguilera, “I turn to you”: “Quando sono persa nella pioggia, nei tuoi occhi so che troverò la luce per illuminare la mia strada e quando sono spaventata e mi manca la terra sotto i piedi, quando il mio mondo impazzisce, tu puoi ribaltare la situazione. E quando sono giù tu ci sei, spingendomi verso l’’alto. Sei sempre lì, dandomi tutto quello che hai”.

Gemme n° 83

Non è la mia canzone preferita ma l’ho ascoltata in corriera e l’ho scelta come gemma. Le parole mi hanno colpita: mi sono ritrovata in esse. Questo per me è un periodo molto intenso: studio, problemi personali, c’è un po’ di tutto. In certi momenti sono persa e non trovo punti di riferimento. Parlare con un amico non mi fa sentire sola e mi fa sentire bene. Avere degli amici è fondamentale.”

https://www.youtube.com/watch?v=dvvJ7MYaK8o
Direi che il testo di James Taylor, proposto da D. (classe quinta), sia emblematico: “Quando sei giù, pieno di problemi e hai bisogno di un aiuto e niente, niente va nel modo giusto, chiudi gli occhi e pensami e subito io sarò là per illuminare anche le tue notti più buie. Semplicemente urla il mio nome e sai che ovunque sarò verrò di corsa per rivederti ancora. Inverno, primavera, estate o autunno tutto ciò che devi fare è chiamare ed io arriverò, sì, tu hai un amico. Se il cielo sopra di te dovesse diventare scuro e pieno di nuvole e se quel vecchio vento del nord iniziasse a soffiare, mantieni salda la tua testa ed urla forte il mio nome e subito busserò alla tua porta semplicemente urla il mio nome e sai che ovunque sarò verrò di corsa per rivederti ancora. Inverno, primavera, estate o autunno tutto ciò che devi fare è chiamare ed io arriverò, sì, tu hai un amico…”
Dice Kahlil Gibran: “E condividete i piaceri sorridendo nella dolcezza dell’amicizia, poiché nella rugiada delle piccole cose il cuore ritrova il suo mattino e si ristora”.

Gemme n° 82

Pecorella

Era piuttosto emozionata ed imbarazzata E. (classe terza) al momento di presentare la sua gemma, per cui ha chiesto di poter essere sintetica. “Ho portato un peluche, il regalo che due amiche mi hanno portato dall’Irlanda. Mi ricorda la loro amicizia e il fatto che mi pensassero anche se io non ero con loro. Ci sentivamo spesso”.
Sarò breve anche io attraverso una frase di Alessandro Baricco tratta da “Oceano mare”: “Non si è mai lontani abbastanza per trovarsi”.

Gemme n° 81

Ho scelto questa canzone perché mi ha fatto riflettere molto sull’importanza della famiglia e della relazione tra genitore e figlio e o capito che, anche se apparteniamo a due mondi differenti e magari noi ci sentiamo incompresi e soli, dobbiamo ritenerci fortunati ad avere persone come loro che ci aiutano ad affrontare la vita proteggendoci, come dice la canzone, dalle nostre paure, dai turbamenti e dalle ingiustizie e ci sostengono nei dolori e nei fallimenti.”
E’ così che S. (classe seconda) ha presentato e poi commentato “La cura” di Franco Battiato. Personalmente uno degli aspetti che più mi piace di questo brano è quello del sollevamento-sollievo, parole che hanno la stessa etimologia e che fanno riferimento alla dinamica dell’innalzamento a cui mi pare corrisponda il verso “Supererò le correnti gravitazionali”. Quello di allontanarsi verso l’alto dalle vicende terrene, anche solo per osservarle da lontano per valutarle meglio, è un tema molto caro a Battiato e a molti uomini spirituali. Afferma Richard Bach ne “Il gabbiano Jonathan Livingston”: “Più alto vola il gabbiano, e più vede lontano”.

Gemme n° 80

Ho proposto una canzone sulla capacità di stupirsi: spesso le nostre giornate si succedono molto simili e penso sia importante dare rilievo anche a piccole cose, magari a stupidaggini, che hanno la capacità di renderci felici”: sono le parole con cui S. ha commentato questo brano di Povia:

E’ vero, S., a volte basta veramente poco, anche solo un modo diverso di vedere le cose:

Gemme n° 79

Luca

Quello di cui ho bisogno per presentare la mia gemma ce l’ho tutto addosso”. Ha esordito così L. (classe quarta) e ha proseguito: “Ho portato: il braccialetto della mia migliore amica Monica col mio nome; la collana regalatami dai nonni materni; l’orologio che la nonna paterna ha regalato al nonno per l’anniversario e che poi il nonno ha regalato al papà, e che il papà ha regalato a me per il mio diciottesimo compleanno e che poi un giorno spero di regalare a mio figlio; infine il tatuaggio di Giulia Sofia, mia sorella più piccola che amo alla follia.”
Mi è venuta in mente una frase di Novalis che ho letto in un libro di Hans Kung: “«Dove andiamo poi?» La risposta è: «Sempre a casa». Sempre a casa? Dov’è, ci si chiede, la casa dell’uomo? E qual è la strada che lo conduce fin là, il suo percorso di vita? Questa però e un altra questione.” Ho avuto la sensazione di visitare la casa di L.
Bello.

Gemme n° 78

Ho portato come gemma l’ultimo episodio di una serie tv a cui sono legato anche per il modo di trattare “leggermente” argomenti profondi da un punto di vista etico. Qui c’è il monologo del protagonista poco prima di lasciare l’ospedale in cui ha lavorato. Il dottor Cox è il suo mentore per tutte le 8 stagioni e per lui non aveva mai mostrato affetto. Qui però succede qualcosa di diverso.”

E dopo il primo video G. (classe quarta) ha aggiunto: “L’altra sequenza la sento corrispondente ai miei pensieri attuali: in questo periodo sto pensando spesso a cosa fare della mia vita, all’università… e alle cose che ci lasciamo indietro, magari uscendo di casa. Mi chiedo cosa sarà di noi a livello di conoscenze, persone incontrate ed emozioni provate. Provo a darmi delle risposte: qui il protagonista se ne dà alcune.”

A commento una sequenza tratta da “Il curioso caso di Benjamin Button”:

Gemme n° 77

E’ una gemma storico-letteraria quella proposta da R. (classe quarta). E’ il libro “Il mio nome è Nessuno. Il ritorno” di Valerio Massimo Manfredi. “Di solito è un genere che non piace molto, ma a me sì. E’ la storia della vita di Ulisse, del suo ritorno: mette in luce il percorso verso gli affetti e le cose importanti della vita e penso sia una cosa che si possa vivere ogni giorno. Mi è piaciuta questa modernizzazione della storia. Lo consiglio anche per l’equilibrio tra le descrizioni e i dialoghi. Ci tengo a leggere un breve pezzetto del dialogo tra Penelope e Ulisse poco prima della partenza dell’uomo per l’ultimo viaggio”.

Ulisse

Nella canzone “Buon sangue” Jovanotti canta:
Un mio parente era il cuoco sulla nave di Ulisse
al grande eroe e ai suoi uomini faceva pranzi e cene
anche a lui fu dato l’ordine che non ascoltasse
passando da quell’isola il canto delle sirene.
Ma lui si addormentò e non si mise la cera
e quando si svegliò credette di avere sognato,
ma invece l’esperienza era stata vera:
quel canto misterioso lui l’aveva ascoltato
e misteriosamente anche dimenticato.
Restò dentro di lui quel richiamo del vuoto
che hanno tutti gli uomini che hanno vissuto
un tuffo inconsapevole nell’assoluto.
Da lui ho imparato a vivere la realtà come un sogno
e i sogni come fossero una cosa reale,
a vivere ogni viaggio come fosse un ritorno
e che anche i grandi eroi han bisogno di mangiare.”

Gemme n° 76

Questa gemma è già stata presentata in un’altra classe e quindi appare già qui sul blog, ma non ho impedito la ripetizione della gemma, in quanto la stessa cosa può essere diversamente significativa per ciascuno di noi.
Commentandola, S. (classe seconda) ha affermato: “Ritengo sia un video molto importante per sfatare lo stereotipo secondo cui l’uomo sarebbe migliore della donna. Penso che le donne siano troppo sottovalutate e non trovo sia giusto: siamo tutti uguali con uguali diritti”.
Riprendo un breve racconto emblematico: «Un professore di inglese una volta ha scritto alla lavagna questa frase: “woman without her man is nothing” e ha chiesto ai suoi alunni di inserire la punteggiatura; i ragazzi hanno scritto “woman, without her man, is nothing”; le ragazze hanno scritto “woman! without her, man is nothing!”». Purtroppo lungo è ancora il sentiero per arrivare al concetto di umanità che comprenda tutti sullo stesso livello.

Gemme n° 75

Vorrei che si vedesse prima il video, poi leggerò una breve riflessione” ha detto C. (classe quarta).

https://www.youtube.com/watch?v=OgN-1OK0PlY

Questa scena mi fa venire i brividi ogni volta che la vedo e non mi stufa mai, mi fa sempre emozionare. La mia gemma è l’amore, in tutte le sue forme. In questa scena si vede un uomo rischiare la propria vita per riportare la speranza e l’amore nel cuore della sua donna, anche quando tutto è miseria e sconforto. Perché l’amore trova sempre uno spazio per esistere, in qualsiasi momento. Ad esempio, quando facciamo ciò che ci piace lo facciamo con amore, così da farlo bene. Ne è una testimonianza il fatto che la gente consideri gli “hobby” come delle passioni, che implicano a loro volta la presenza dell’amore.
Ma cos’è l’amore? E’ un sentimento che ha diverse sfumature, volti, colori e profumi perché posso provare amore verso il mio piatto preferito, verso un ricordo, una persona o un momento particolare, ma che, secondo la mia modesta e ancora giovane opinione, solo quando raggiunge il suo apice diventa l’Amore con la A maiuscola. L’Amore vero e travolgente ti fa letteralmente impazzire e sì, Ariosto aveva ragione, arrivi a perdere il senno. Ti rende felice e un attimo dopo triste e in tutte le sue fasi riesce a plasmarti e a cambiarti. Si muta con lui, nel bene e nel male. E’ un sentimento che cercano tutti, quasi più della felicità ormai. C’è chi lo cerca per non stare da solo e chi, invece, perché ha troppo amore per poter essere contenuto in un cuore solo. E c’è anche chi viene trovato dall’amore stesso quando meno se lo aspetta. E’ dunque l’Amore una persona? Può assumere infinite forme, anche un nome e un cognome. Ma non ha importanza se essa sia maschio e femmina, bianca o di colore, orientale o argentino. Basta con le barriere, l’amore non ha limiti. Più viene oppresso e più cerca di divincolarsi. Ho scelto di portare questo argomento perché sono un’inguaribile romantica e perché so che è un argomento molto importante fra noi giovani, anche se a volte ce ne dimentichiamo e non gli attribuiamo alcun valore.
Questo è il mio punto di vista, anche se si sa che in amore ce ne vogliono due! Potrei stare qui seduta a parlarne per ore, ma per adesso quel “Buongiorno Principessa” ha scatenato in me questa riflessione.”
A commento riporto una frase tratta dal film “Christine e la macchina infernale” sulla forza e la potenza dell’amore: “Ti dirò qualcosa sull’amore, Dennis: ha un appetito insaziabile, si divora tutto, famiglia, amicizia… Non hai idea di quanto sia vorace… Ma ti dirò un’altra cosa: basta nutrirlo, e può essere stupendo”.

Gemme n° 74

https://www.youtube.com/watch?v=jsGMHgddwPw

«Change» di Taylor Swift è una canzone che vuole incoraggiare coloro che stanno subendo una determinata situazione, come degli atti di bullismo. Arriverà giorno in cui si vincerà: e bisogna resistere”. Il testo proposto da T. (classe quarta) fa riferimento a momenti e sensazioni non facili da sopportare: “Così, siamo stati superati di numero, abbiamo subito un’incursione e siamo stati messi all’angolo. E’ dura combattere quando la lotta non è alla pari”. Sembra che il momento di soccombere, perdere e cedere sia molto vicino; e proprio quello in cui si deve cercare di resistere è il momento più difficile, quando servono maggiori forze e risorse. “Stanotte noi restiamo, non rimaniamo in ginocchio, combattiamo per quello per cui abbiamo lavorato in tutti questi anni. E la battaglia sarà lunga, è la lotta delle nostre vite, ma noi ci alzeremo da campioni stanotte”.
Riporto ora alcuni versi de “La notte dei desideri” di Jovanotti, perché vi trovo delle affinità con quanto proposto da T.: “È una notte come tutte le altre notti, è una notte che profuma di avventura. Ho due chiavi per la stessa porta per aprire il coraggio e la paura; vedo un turbinio di gente colorata che si affolla dietro a un ritmo elementare. Attraverserò la terra desolata per raggiungere qualcosa di migliore… Vedo Cristoforo Colombo il marinaio: è arrivato il mio momento per partire. Cosa pensa il trapezista mentre vola? Non ci pensa mica a come va a finire!”.

Gemme n° 73

Buzzfeed

Per la prima volta come gemma è stato presentato un sito internet: I. (classe terza) ha voluto mostrare il sito che visita praticamente ogni sera. “E’ un sito interessante che non ha solo news; è sia divertimento che conoscenza generale. Il creatore è anche colui che ha fondato l’Huffington Post. L’ho voluto presentare perché magari può essere utile per qualcuno”.
A commento riporto due frasi di Roberto Vacca che mi sembrano utili per una riflessione:
Internet offre una ricchezza inestimabile di informazioni, conoscenza, contatti umani. E’ così grande che ha gli stessi pregi e gli stessi difetti del mondo reale: pieno di cose meravigliose e anche di porcherie e cose inutili.”
Il vantaggio enorme di Internet è di essere accessibile a velocità e con flessibilità molto più alte del mondo reale. Però in ambo i casi non ci possiamo districare bene né col mondo vero, né con Internet se non abbiamo prima acquisito solidi criteri di giudizio. Occorre, cioè, avere cultura (non solo informatica). La cultura si acquisisce anche a scuola e poi da libri, giornali, discorsi, conferenze, maestri. Attenti, però, ci sono maestri buoni e maestri cattivi; il criterio di giudizio deve permettere anche di evitare i secondi.”

Gemme n° 72

Ho portato il mio vecchio ipod: mi interessa quello che c’è dietro e quello che c’è dentro. Dietro perché è con me da 9 anni, per cui ad esso sono legati tutti i ricordi, i viaggi in barca, in nave, in aereo, le amicizie e le persone. Dentro per la musica: mi rilassa, mi proietta, mi fa pensare e riflettere. Mi fa sentire a mio agio.”
Si parla spesso di quella occidentale come di una società materialista nel senso proprio del termine per il suo eccessivo dedicarsi agli oggetti e alle cose materiali. La gemma di E. (classe quarta) mi ha fatto pensare alla mia difficoltà a separarmi dal mio vecchio walkman regalatomi dai miei dopo gli esami di terza media, o dalle musicassette da me assemblate quando ero adolescente. La paura è quella di provare nostalgia un giorno futuro. Nostalgia per quegli oggetti che contengono dentro di sé emozioni e sensazioni. E concludo sempre dicendomi: “E perché buttarli? Un posticino in qualche armadio lo trovo!” 😛

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Gemme n° 71

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Desidero regalare come gemma dei pezzettini di un viaggio che ho fatto in India. Ho quindi portato alcune foto di questo paese che mi ha trasmesso molte emozioni, colori, profumi, paesaggi. Vi sono stata per due settimane, e ho visitato cinque città.”
Quando V. (classe quarta) ha detto ciò che le ha trasmesso l’India (emozioni, colori, profumi, paesaggi) mi è venuto in mente il modo con cui Mango ha cantato il Mar Mediterraneo: non il mare da spiaggia, quello caotico delle giornate sotto gli ombrelloni, dei tormentoni estivi che entrano nelle orecchie e non se ne vogliono andare, delle voci agli altoparlanti che cercano genitori a bambini dal costumino rosso, dei piazzisti di frutti esotici venduti a 30 euro al chilo e di uomini e donne di tutte le parti del mondo che cercano corpi da massaggiare e tatuare stando con un occhio all’orizzonte in cerca della polizia. No, Mango canta un Mediterraneo dell’anima, canta quello che posso definire, prendendo a prestito il bellissimo film di Alejandro Amenábar, il mare dentro. Alla fine del film si sente una voce fuori campo: “Mare dentro, mare dentro, senza peso nel fondo, dove si avvera il sogno, due volontà fanno vero un desiderio nell’incontro. Il tuo sguardo e il mio sguardo, come un’eco che ripete senza parole: più dentro, più dentro, fino al di là del tutto, attraverso il sangue e il midollo.” Penso che viaggiare sia un po’ questo.

Gemme n° 70

Ho scelto questa canzone perché nell’ultimo mese mi ha accompagnato. Mi fa pensare al nonno, scomparso da poco; penso di lui le cose positive, il bene che mi ha fatto. Penso che il rapporto nipote-nonno sia una di quelle cose che restano per sempre. Nella canzone anche i termini pregare e piangere sono importanti per me. Questa canzone è dedicata al nonno”.

Penso sia una canzone molto significativa quella scelta da A. (classe seconda). Ne riporto il testo:
Ora che ti guardo, vedo solo il buono che rimane quando sai che tutto è perso, tutto è rotto ormai. Considerando noi soli in queste circostanze nuove, lasciamoci così perché un legame sempre resterà. Pregherò, piangerò per desiderarti tanto, per lasciare ogni rimpianto e no. Non lo sò che farò quando avrò finito il tempo e sarà tardi per l’inverno che nel cuore ho, per te io pregherò. Tu non hai mai creduto che se noi siamo qui è per cambiare faccia, per cambiare tutto quello che si può. E mi hai lasciato sola senza una parola, senza fiato e senza peso, un inferno condiviso mai. Pregherò, piangerò per desiderarti tanto per lasciare ogni rimpianto e no. Non lo sò che farò quando avrò finito il tempo e sarà tardi per l’inverno che nel cuore ho, per te io pregherò. Io non ti aspetto più, non hai coraggio tu come un pugno in faccia adesso sei. Sarà possibile tornare a vincere contro il disincanto che mi dai ma tu come fai…”
Giunto ormai alla settantesima gemma, mi guardo indietro e noto che un certo numero di esse sono dedicate al ricordo di persone che non ci sono più. La cosa mi piace, perché lo scopo delle gemme è quello di regalare agli altri una cosa che si ritiene preziosa. Vuol dire che si sono vissuti rapporti significativi, importanti e che si desidera immortalare anche in questo modo. Grazie ragazzi 🙂

Gemme n° 69

La prima volta che ho sentito questa canzone è stato tre giorni fa. Mi ha trasmesso subito qualcosa; dopo di che l’ho ascoltata altre volte e ogni volta mi ha dato i brividi. E’ una canzone significativa che vuole aiutare gli stati colpiti dall’ebola; inoltre, mi piace che abbia a che fare col tema del Natale, con la speranza. Non è che una canzone risolva tutti i problemi, però può far nascere la speranza o la forza di superare gli ostacoli in chi è colpito direttamente o nei famigliari.” Queste sono le parole con cui M. (classe quinta) ha presentato la sua gemma.
La prima versione di questa canzone, sempre per merito di Bob Geldof, è del 1984 e qui sotto pubblico il video. In entrambe c’è Bono Vox degli U2 che ha detto una frase che mi piace riprendere a commento delle parole di M.: “In una canzone i sentimenti sono più forti delle idee o delle parole. Si possono avere mille idee, ma finché non catturano l’emozione, rimangono una sterile dissertazione.”

Gemme n° 68

Questo video rispecchia la mia passione: la danza. Ma mostra anche un’altra cosa fondamentale: l’importanza dell’amicizia. Le due protagoniste sono cresciute insieme, condividendo molte esperienze e anche se una delle due se n’è andata, ha combattuto strenuamente per la sua passione. Penso che ognuno ne abbia una e debba viverla fino in fondo.”
Le parole di C. (classe quinta) si sono soffermate sul termine passione. Mi ha sempre colpito il legame, presente in questo termine, tra la sofferenza del patire e la travolgente forza del trasporto che si può provare per qualcuno o qualcosa. In una sua canzone poco nota (“Passionalità”) Mario Lavezzi canta così: “Tradito umiliato lasciato, offeso e mortificato, ma molto peggio ignorato; col cuore spezzato ma sicuro di aver amato anche se non ricambiato, consapevole di aver vissuto una passione che rivivrei”.

Gemme n° 67

fede

Ho portato come gemma una cosa che porto sempre con me. E’ un anello particolare: è la fede di mio papà, che mi ha dato poco prima di andarsene. Sono fiero di portarla e la sento molto mia anche perché l’ho scelta io insieme alla mamma e l’ho portata io al loro matrimonio. Quando sono giù, mi dà la forza, mi aiuta a pensare al passato, a come lui abbia combattuto fino all’ultimo e ne sia uscito comunque vincitore, nonostante tutto.” Forte è stata la commozione di A. (classe terza) e di tutti mentre presentava la sua gemma. Penso che ricordare nell’amore chi non c’è più sia una delle maniere per mantenere viva quella persona; mi piace immaginare che chi se ne va lasci un testamento d’amore aperto che spetta a chi rimane portare a termine, col ricordo ma anche col proprio essere e il proprio fare. Quello di A. è stato un modo di dare ancora vita a suo padre.

Gemme n° 66

hesse

Un libro di Herman Hesse è stato portato in aula da T. (classe quarta): “Narciso e Boccadoro”. “Ce l’aveva consigliato in estate la prof. Ero riluttante perché avevo i miei libri da leggere; poi a fine estate ho ceduto e ho scoperto un libro fantastico, che fa apprezzare il bello della vita, un bello legato alla spiritualità. Mi ha avvicinato anche alle arti figurative. Parla di donne, di amore. E’ scritto in un modo particolare, come se fosse distaccato dalla realtà, dai problemi, e questo mi mette serenità.”
Riporto due citazioni che amo particolarmente:

  • «Mai più!» Diceva imperiosa la sua volontà. «Domani ancora!» Supplicava il cuore singhiozzante.”
  • Talvolta scrivo una lettera greca, un theta o un omega, e girando appena un pochino la penna vedo la lettera che guizza; è un pesce, mi ricorda in un attimo tutti i ruscelli e i fiumi del mondo, tutto ciò che esiste di fresco e di umido, l’oceano di Omero e l’acqua su cui camminava Pietro; oppure la lettera diventa un uccello, mette la coda, rizza le penne, si gonfia, ride, vola via… Ebbene, Narciso, tu non dai molta importanza a lettere di questo genere, vero? Ma io ti dico: con esse Dio scrisse il mondo.”