“Dopo l’anno scorso, non ho avuto dubbi su chi portare come gemma quest’anno, se non la persona che mi é stata più accanto di tutte in un periodo in cui credevo non valesse la pena vivere. Questa persona è mia madre. So che posso sembrare infantile, però dopo aver attraversato un periodo così buio lei é stata la mia luce che mi ha portata all’uscita di un tunnel e mi ha permesso di sorridere quando io da sola non riuscivo. lo le devo tutto. Tutti i miei traguardi sono grazie a lei, e purtroppo non riuscirò mai a ripagarla abbastanza per tutto quello che mi ha dato. Ha fatto di tutto per rendermi felice, io ho sempre saputo che ci sarebbe sempre stata per me, ma dopo il 2024 ne ho avuto la prova. Non ho mai sperimentato, prima dello scorso anno, tante persone che provano un grande odio nei miei confronti, forse ingiustificato, o forse era una prova della vita, una di quelle prove che fanno male ma che ti rendono più forte, e se mia madre oggi è così forte, vuol dire che ne ha passate tante. Nonostante io la ami tantissimo, continuerò a romperle le scatole raccontandole i miei aneddoti che non le interessano minimamente e a tartassarla con le mie paranoie sui ragazzi, sul mio valore e sulla scuola”. (S. classe seconda).
“Questo braccialetto me lo ha regalato mia nonna esattamente un anno fa quando era il mio compleanno. Questo bracciale per me vale molto perché quando lei stava male lontana da me e dalla mia famiglia sentivo la sua vicinanza semplicemente guardandolo” (A. classe prima).
“Circa 6 anni fa, in estate, io e la mia famiglia ci trovavamo in un campeggio nei pressi di Roma. Quest’ultimo era anche la casa di numerosissimi gatti e gattini. Come sempre io impazzivo dalla voglia di poterne acchiappare uno, soprattutto se piccolo, per tenerlo tra le braccia e fargli tante coccole. Una mattina, dietro ad un cancello socchiuso, sorpresi due piccoli gattini giocare teneramente tra di loro, il mio cuore iniziava a battere e la voglia di provare ad acchiapparne uno aumentava. Lentamente mi avvicinai, cauta, poi feci un balzo e iniziai a corrergli dietro, ma svelti come sono, avevano già trovato un nascondiglio adatto al loro corpicino minuto. Allora mi arresi e trovai altre distrazioni e passatempi anche se questa era la più spassosa. Quel pomeriggio, io e mio fratello ci avviammo per andare in piscina, lui camminava sbadatamente guardando sempre dritto, io continuavo a volgere la testa da tutte le parti ansiosa di avvistare qualche animaletto. All’improvviso, scendendo le scale, mi voltai a sinistra e vidi un piccolo gattino grigio accovacciato davanti ad un tunnel. Era il mio momento, dovevo fare qualcosa, dovevo approfittare del fatto che non si era accorto della mia presenza. Svelta mi piegai e l’afferrai, presa! Finalmente ero riuscita a prendere un gattino ma poco dopo averlo sollevato notai che era molto magra, troppo per la sua età, aveva anche un occhio chiuso dalle croste pieno di pus per via dell’herpes che se non viene curato subito rischia di creare danni permanenti. Provai subito compassione e mi avviai decisa verso il camper dove stavano i miei genitori. Mia mamma non fu sorpresa di vedermi con un gatto in braccio, ci era abituata, ma questa volta io scoppiai a piangere e continuai a ripetere che dovevamo salvarlo, che stava male e che se non l’avessimo fatto sarebbe morto visto lo stato in cui era. Mio padre non mi diede retta, continuava a dire che prima o poi mi sarei stufata e sarebbero stati loro a doversene occupare, io non lo ascoltavo e insistevo con le lacrime agli occhi che dovevamo portarla da un veterinario. Riuscii a convincere mia madre e pensandoci adesso, ne sono ancora sorpresa. Arrivammo alla clinica veterinaria verso sera, al gatto, che scoprimmo essere una femmina, vennero tolte le larve di mosca che aveva attaccate vicino alla coda, gli fu pulito l’occhio e gli furono dati i sali minerali in vena. Ci dissero che forse non sarebbe sopravvissuta, dovevamo attendere una chiamata il giorno dopo. La mattina seguente andammo a visitare Veio, un’antica città etrusca vicino a Roma. Percepivo che anche la mamma era agitata, eravamo entrambe preoccupate ma speranzose. Squillò il telefono, era la clinica! Mia mamma rispose e le dissero che potevamo andare a prendere la gattina. Ero felicissima, avrei avuto il primo gatto della mia vita. Durante il viaggio del ritorno scegliemmo un nome. Fu mia mamma a dirlo e dato che piaceva a tutti e ci riuniva venne scelto: Veia”. (E. classe quinta).
“Osservando le persone che mi circondano, mi sono fermata a riflettere su quanto siano preziose le persone che mi sono sempre accanto e di quanto io ne sia grata, ogni giorno. Eppure, guardando più da vicino, ho notato una piccola stella che, fin dal primo momento, è stata al mio fianco in ogni situazione, senza mai farmi sentire sola. Quella stella si chiama A., ed è mia cugina. È sempre stata lì per me, supportandomi in ogni circostanza e sopportandomi anche nei miei momenti più difficili. Con lei ho condiviso risate, segreti e sogni, ma anche paure e sfide. A. non è solo una cugina, ma una sorella, la mia migliore amica, la persona che sa sempre come farmi sentire meglio, la mia compagna di avventure. Nonostante la distanza che ci separa, nemmeno i continenti che ci tengono lontane sono riusciti a spezzare il nostro legame. Ogni estate, ogni Natale, ogni piccolo momento che trascorriamo insieme riesce a tirare fuori la parte migliore di me. E anche quando la mia parte più fragile si fa vedere, lei è sempre lì, pronta a sostenermi senza mai giudicare, con una pazienza che solo lei sa avere. È stata la mia sorella maggiore, quella su cui ho sempre potuto contare, e ogni giorno la ammiro sempre di più. Anche se quest’anno compirà 18 anni e diventerà adulta, per me rimarrà per sempre la mia cuginetta, quella che porto sempre nel cuore e di cui parlo con orgoglio a tutti, e per cui conto i giorni che mancano all’estate, con la certezza che non importa quanto tempo passi, il nostro legame non cambierà mai. Una delle cose che più mi fanno sorridere di lei è che, come dice la canzone, Why everybody so serious? Perché con A. non posso fare a meno di ridere e scherzare sempre. Non importa quanto la vita possa essere complicata o seria, con lei ogni momento diventa un’occasione per divertirci, per essere spensierate come due bambine. Avrei potuto dedicarle una di quelle canzoni sdolcinate, piene di parole dolci e romantiche, ma sono sicura che non sarebbe stato giusto. A. non è solo una persona con cui condividere momenti teneri e riflessivi, ma è anche la mia compagna di risate, la persona con cui posso essere completamente me stessa, senza filtri o convenzioni. Con lei, non c’è bisogno di frasi melense o gesti eccessivamente dolci. Ho scelto invece questa canzone, Pricetag, poiché l’abbiamo cantata a squarciagola quest’estate, mentre andavamo in vacanza, e in quel momento è come se il tempo si fosse fermato. Siamo tornate due bambine che si divertono senza pensieri, con il cuore leggero e mille idee in testa. È questo che amo di più: con lei, anche nei momenti più ordinari, tutto diventa speciale, perché insieme ci sentiamo invincibili. A. è la mia stella, quella che rende ogni giorno migliore, quella che è sempre stata al mio fianco, in ogni momento della mia vita, e per tutto questo le sono immensamente grata”. (V. classe seconda).
“Ogni anno, durante le settimane del centro estivo, viene scelto un tema su cui riflettere insieme ai bambini, e quest’anno il tema è stato quello della “Gioia piena”. A prima vista, potrebbe sembrare complicato spiegare questa parola a dei bambini, ma in realtà la gioia si manifesta in modi diversi nella vita di ognuno. Durante quest’estate, ho avuto l’opportunità di riflettere sul significato di questa parola e, alla fine, ho capito cosa rappresenta veramente per me la gioia piena. In particolare, sono convinta di averla sperimentata veramente durante la settimana di luglio trascorsa in montagna, a Rigolato. È stata una settimana ricca di impegni per noi animatori, una settimana che ci ha visto dedicare interi pomeriggi alla preparazione delle attività, dei giochi, delle squadre e di tutto il resto. Nonostante la stanchezza di quei giorni, i ricordi più belli che conservo di quella settimana sono quelli legati ai momenti passati insieme ai miei amici, le lunghe camminate in montagna animate dalle risate dei bambini e dalle canzoni che cantavamo lungo i sentieri, i pasti condivisi in una piccola sala da pranzo, dove ci trovavamo stretti ma felici, le sere trascorse a chiacchierare, tutti chiusi in una sola stanza, con la paura di essere scoperti e mandati nelle nostre camere, la fretta delle pulizie e, soprattutto, le risate dei bambini che mi seguivano ovunque, facendomi mille domande a cui, nonostante tutto, cercavo sempre una risposta. A rendere questi momenti indimenticabili sono state le persone con cui li ho vissuti: il gruppo di animatori, che è stato semplicemente il più bello che potessi desiderare, ma anche i bambini, che sono il vero collante di tutte le situazioni. Ricordo un momento preciso in cui ho capito davvero quanto tutto questo fosse importante per me. Era la mattina dell’ultimo giorno del camposcuola. Ci trovammo tutti insieme fuori dalla casa, pronti per entrare nella sala da pranzo per fare colazione. Quando entrai, vidi che sui tavoli c’erano i libretti che noi animatori avevamo preparato la sera prima, riempiendoli di dediche fino alle due di notte, uno per ogni bambino presente. E ricordo anche di aver trovato al mio posto un foglio, riempito delle firme dei bambini che mi avevano accompagnato durante questa esperienza. È stata una sorpresa inaspettata vedere che ogni animatore aveva ricevuto qualcosa di simile, e non riuscivo a trattenere l’emozione. Quel momento, circondata dalle espressioni gioiose dei bambini che si leggevano le dediche a vicenda, mi ha riempito il cuore. Quella giornata, passata a ricordare i momenti più belli della settimana con gli altri animatori, abbracciandoci, consolandoci a vicenda e cantando le nostre canzoni dell’estate, mi ha fatto comprendere quanto questo lavoro mi faccia bene al cuore. Le persone con cui condivido queste esperienze non sono soltanto dei “colleghi”, ma sono degli amici con cui ho una complicità che va oltre il ruolo dell’animatore. Per me, loro sono la luce e il sale della mia vita!” (C. classe quinta)
“Come gemma di quest’anno ho deciso di portare una serie: Hawaii-Five-0. Ho scelto questa serie perché da piccola la guardavo ogni pomeriggio con mio padre sul divano a casa. Oggi questa serie mi riporta indietro a quelle ore passate insieme con spensieratezza e felicità senza nessuna preoccupazione per la scuola o il lavoro” (A. classe seconda).
“Come gemma ho scelto la mia ragazza, E. Posso iniziare col dire che è la persona più importante per me: da quando eravamo amici fino ad ora, c’è sempre stata una sintonia inspiegabile tra me e lei, anche se siamo piccoli e stiamo insieme da quasi 8 mesi, rimarrà per sempre una delle persone più importanti della mia vita e avrà per sempre un posto speciale dentro di me. Mi ha aiutato molto a maturare e migliorare come persona, lei è una delle poche persone della mia vita che ha sempre cercato di far uscire la parte migliore di me e ci è sempre riuscita. I miei “giorni no”, con lei diventano migliori: riesce sempre in qualche modo a rendermi felice e a tirarmi su il morale. Nonostante tutti i problemi che abbiamo sempre avuto, siamo sempre riusciti a risolverli, non penso ci sia mai stato qualcosa a separarci; riuscire a farsi capire da una persona non è una cosa da poco e mi sento davvero fortunato ad averla nella mia vita. In questi 7 mesi di relazione e mesi di amicizia ne abbiamo passate molte, dalle più tristi alle più felici e non c’è un momento in cui ho pensato che lei fosse sbagliata per me. Quello che provo per lei non lo proverò per nessun’altra persona, ogni giorno cresciamo insieme e impariamo dai nostri sbagli. La amo più di ieri, ma meno di domani”. (C. classe terza).
“Per la mia prima gemma ho deciso di portare questa foto che ritrae me e la mia famiglia durante la Prima Comunione di mia sorella. La mia famiglia è molto importante per me, perché con loro passo la maggior parte del tempo e quindi mi conoscono molto bene. Mi piace molto passare il tempo in compagnia della mia famiglia, in vacanza ma anche stando semplicemente a casa insieme. Questa foto rappresenta molto bene quello che siamo ovvero una famiglia molto unita. Devo veramente tanto alla mia famiglia che mi fa sempre sorridere e non saprei veramente come fare senza di loro”. (L. classe prima).
“Come mia prima gemma, voglio portare mia sorella G. Oramai lei non è solo mia sorella, ma è anche la mia migliore amica perché qualcuno migliore di lei non esiste. Però il nostro rapporto non è sempre stato così; infatti, fino a 5 anni fa, lei era molto più scontrosa nei miei confronti, però crescendo, entrambe siamo cambiate e ora siamo inseparabili. Le cose che facciamo più spesso sono ridere e scherzare: cose banali? Probabilmente per molti sì, ma per me no. Ogni tanto penso: e se noi non avessimo il rapporto che c’è adesso tra di noi, sarei diversa? Beh, direi di sì, perché lei fa parte di me e della mia vita, quindi senza G., mi mancherebbe un pezzo. In conclusione spero che tutti abbiamo una persona come lei cosicché la vita la si possa vivere a colori” (G. classe prima).
“Come ultima gemma del liceo ho deciso di portare la mappa della metropolitana di Londra. Innanzitutto parto col dire che la capitale del Regno Unito è sicuramente la mia città preferita, ci sono stata la prima volta nel 2018, e l’ho amata talmente tanto che per i diciotto anni che ho compiuto a settembre ho chiesto ai miei genitori di tornarci. La settimana che ho vissuto lì per festeggiare la maggiore età è stata qualcosa di indimenticabile, soprattutto perché ho avuto l’occasione di condividerla con i miei genitori, le figure di riferimento più importanti nella mia vita. Ultimamente il nostro rapporto sta migliorando un sacco, e mi ritengo davvero molto fortunata ad andare così tanto d’accordo con loro. Quindi oltre all’aspetto del viaggio abbiamo anche quello della famiglia, un valore per me fondamentale. Ho portato questa mappa anche come auspicio per il mio futuro, dato che il mio sogno più grande sarebbe quello di diventare guida turistica e tour leader a Londra, una città che porterò per sempre nel mio cuore” (A. classe quinta).
“Come gemma ho deciso di portare la serie tv Una mamma per amica. Per me ha un significato speciale perché l’ho guardata e la riguardo ogni anno, come tradizione, assieme a mia madre: una persona fondamentale nella mia vita. Grazie a questa serie tv abbiamo passato molto più tempo insieme, e condiviso dei momenti bellissimi” (V. classe seconda).
“Come gemma ho deciso di portare le mie prime punte. Per me significano molto e le ho indossate per la prima volta a 10 anni. È stato un momento molto importante per me perché ha segnato un nuovo inizio nella mia vita e nella mia passione” (G. classe seconda).
“Questo anello può sembrare banale o un semplice anello per molti, ma in realtà dietro c’è una storia ben più emotiva e profonda. Questo anello è stato l’ultimo regalo che mi è stato fatto da mia zia, lei era affetta da un cancro che dal seno si è diffuso lungo la colonna vertebrale fino al cervello, facendola soffrire di più nelle ultime settimane di quei 4 anni agonici di malattia. Lei quando morì era piuttosto giovane, aveva appena 42 anni e avrebbe voluto passare più tempo con me, con la mia famiglia e con le sue due figlie, le mie cugine, una di 4 anni e l’altra di 12 anni; avrebbe voluto anche fare più regali, infatti nell’ultimo periodo fece a me e a mio fratello un sacco di regali. Lei ci lasciò il 13 maggio del 2024, una data che la mia famiglia non potrà facilmente dimenticare, giacché questa morte ci ha lasciato un vuoto indescrivibile e inimmaginabile, visto che tutti eravamo molto legati a lei”. (S. classe seconda).
“La collana in foto è soltanto il punto iniziale della mia gemma perché quello su cui mi voglio concentrare è la persona che me l’ha regalata. Questa persona si chiama S. ed è il nuovo compagno di mia madre, nonché suo collega di lavoro. La loro relazione è iniziata già qualche anno fa, tre o quattro, e da figlia posso dire che vedo entrambi molto più felici e sereni di prima, cosa che mi rende contenta a mia volta. S. è una persona fantastica, gentile, generosa e sicuramente molto simpatica: si comporta bene con tutti, è sempre disponibile e, una cosa di cui sono assai grata, si comporta come se fosse un secondo padre per me. Mi ha insegnato tanto da quando lo conosco, è sempre stato e sempre sarà disponibile se mi dovesse servire qualcosa e, parlando francamente, il rapporto che abbiamo è talmente genuino che sembra quasi io sia sua figlia. Siamo diventati legati così tanto in relativamente poco tempo e posso dire di volergli bene come se fosse mio padre” (M. classe quinta).
“Quest anno la mia gemma sarà la danza. Ho iniziato il mio percorso da ballerina quando ero molto piccola, avevo circa 3/4 anni, e da subito è diventata la mia passione. Tra alti e bassi c’è sempre stata e mi ha sempre confortata. L’anno scorso mi è stato proposto di fare assistenza durante le lezioni delle bambine più piccole e mi sono subito affezionata un sacco a loro. Questo non ha fatto altro che farmi appassionare ancora di più alla danza, rendendola ancora più speciale” (S. classe quinta).
“Per me questa coccarda è molto importante. Ho fatto equitazione per quattro anni e per me è stato uno sport importante e che mi ha resa felice. Nel 2022 sono andata alla Fiera Cavalli a Verona, è stata un’esperienza interessante e mi è piaciuta molto. Questa coccarda è quella che ho vinto al primo posto e che mi ha fatto diventare campionessa italiana. L’ho vinta grazie alla mia vecchia cavalla Daisy che purtroppo è venuta a mancare l’anno scorso. Ho passato tanti bei momenti con lei ed è una cavalla che non dimenticherò mai” (M. classe prima).
“La mia gemma racconterà dello stretto legame che ho con mio cugino. Sin da piccoli siamo sempre stati assieme e ci siamo sempre aiutati a vicenda, anche se litigavamo spesso; ogni giorno andavamo insieme all’asilo o dai nostri nonni e ci divertivamo molto a giocare all’aperto. Mi è sempre stato vicino nei momenti più difficili, come quando ero ricoverato in ospedale e quasi ogni giorno mi veniva a trovare, facendomi divertire e tirandomi su il morale. Purtroppo adesso con i numerosi impegni che abbiamo non passiamo più molto tempo insieme, ma solitamente in estate ci vediamo molto di più, andando al centro estivo e stando anche in compagnia con dei nostri cari amici. Insomma potremmo stare mesi e mesi senza vederci, ma il nostro legame rimarrà sempre lo stesso” (M. classe prima).
“La gemma di quest‘anno l‘ho scelta in seguito ad un incontro con la mia famiglia in occasione del compleanno di mio papà. Mio zio ci ha mostrato un video della nostra vecchia casa delle vacanze in Austria che purtroppo abbiamo dovuto vendere con l’arrivo del covid. È stato molto bello ricordare con le persone a cui voglio bene alcuni dei momenti più felici e spensierati della mia vita. Quella per me era casa, mi sentivo sempre bene e rilassata dentro e lo stretto contatto con la natura la rendeva unica. A due passi c’era un bosco, un lago e davanti alla finestra vedevamo i cerbiatti… Mi dispiace tanto pensare di non potere più passare del tempo lì, specialmente ora che crescendo ci sarei potuta andare anche in autonomia con amici ecc… La casa in Austria resterà sempre nel mio cuore”. (C. classe quinta).
“Come gemma quest’anno ho deciso di portare qualcosa di diverso; tramonto e alba hanno sempre rappresentato qualcosa di importante e piacevole per me, ragione per la quale cerco sempre di immortalarle. Il cielo in tutte le sue forme e sfumature assume significati diversi ed è in grado di influire, spesso in modo positivo, sul mio stato d’animo. Con questi scatti, infatti, cerco sempre di racchiudere lo stato di calma, gioia o semplice stupore che ognuno di questi istanti mi ha portato per poterlo ricordare per sempre ripercorrendo questi momenti: ognuna delle numerose fotografie è unica e con un suo particolare significato. Nonostante queste siano solo semplici fotografie quindi rappresentano nella loro unicità un qualcosa di diverso e personale” (P. classe quinta).
“Ho deciso di portare questa gemma per ringraziare la persona più importante della mia vita: mia madre. Lei è stata la luce che ha illuminato i miei momenti più bui, mi ha aiutato a superare le mie paure e ad affrontare ogni mio problema, dal più piccolo al più grande. Mi ha insegnato ad essere umile, grata e resiliente. Mia madre è stata la mia salvezza, non mi ha mai abbandonata, neanche quando ero io a voltarle le spalle. È stata l’unica a credere in me quando nemmeno io riuscivo a vedere in me stessa qualcosa di buono. Sono profondamente grata di avere accanto una donna così forte e intelligente. Il mio desiderio più grande è renderla orgogliosa di me e farla felice, proprio come lei ha fatto con me” (C. classe quinta).