“Quest’anno come gemma ho deciso di portare una persona molto importante per me: V., la mia compagna di banco da ottobre della prima superiore. Ho deciso di portare lei più che altro per ringraziarla per essermi stata sempre vicino, infatti, senza di lei probabilmente non avrei superato molti ostacoli della mia vita. V. è una di quelle persone che sanno sempre aiutarti e capirti nei momenti difficili. Lei per me è una parte fondamentale della mia vita proprio perché è la prima persona che mi fa ridere, è la prima persona a cui racconto ciò che mi succede, è la prima persona che mi aiuta a scuola ed è la prima persona che c’è sempre per me” (A. classe seconda).
“Come gemma di quest’anno ho deciso di portare la Polonia, il Paese d’origine dei miei genitori. In questi anni mi sono sempre chiesta se sia anche il mio Paese d’origine o meno. Tutta la mia famiglia vive lì, ci passo ogni vacanza di Natale e parte delle vacanze estive e a casa parlo polacco con i miei genitori; sicuramente le mie origini sono legate alla Polonia ma non ho mai capito se quello fosse mai stato il mio posto o meno. Per questo ho sempre avuto un rapporto di amore e odio con il fatto di vivere in Italia e avere una diversa nazionalità. Questo stile di vita mi ha sempre creato molta confusione riguardo a quello che sarà il mio futuro. Non credo che riuscirò mai ad attardarmi allo stile di vita che c’è lì, e in particolare al freddo e all’alimentazione; per me è un posto dove posso andare in vacanza, visitare i miei parenti e prendermi una pausa terapeutica dalla mia vita qui in Italia. Pur sentendomi molto meglio in Italia, mi ricorderò sempre delle mie radici perché mi hanno aiutata tanto ad avere una sensibilità e una prospettiva più ampia riguardo a certe cose, a prendere in considerazione due modi di vivere molto diversi nelle mie scelte future” (K. classe quinta).
“Come gemma, quest’anno ho deciso di portare mio fratello. Non riuscirei a immaginare la mia vita senza di lui anche se molto spesso non siamo d’accordo quasi su niente e finiamo per litigare dalla mattina alla sera: non posso fare a meno di essere grata di averlo come fratello. Se potesse leggere quello che ho scritto in questa gemma molto probabilmente non ci crederebbe, perché queste cose a lui non le dico mai. Nonostante tutto, però, è l’unica persona con cui mi sento davvero sicura di poter parlare liberamente senza sentirmi giudicata o vergognarmi. Anche se non glielo dico sono sicura che lui sappia che gli voglio davvero molto bene e che lo ringrazio di essere nella mia vita” (S. classe terza).
“Nella mia gemma vorrei raccontare delle mie esperienze memorabili e indeminticabili come animatrice di un gruppo formato da volontari, chiamato “Ragazzi Si Cresce”. Faccio l’animatrice quasi da 2 anni e posso dire che sacrificando il mio tempo durante le riunioni serali per organizzare le attività e i giochi per bambini solo poi per vedere i loro sorrisi sul viso e sentirsi dire “mi sei mancata”, è un’altro tipo di gioia. Ogni volta che il bambino si diverte, mi regala un abbraccio o mi confessa di volermi bene, mi riscalda il cuore e mi fa venire ancora più voglia di continuare a dare tutta me stessa per farli stare bene. Il momento più fantastico con cui premiamo i bambini per aver passato il mese assieme a noi, è la serata finale. Una serata dove si balla, si fa festa, si mostra ai genitori cosa si è imparato durante il mese ed è un momento bellissimo di sfogo e uno splash di emozioni. Di certo non nego che durante il percorso ci siano state difficoltà, certo, ci sono sempre, ma gli ostacoli si superano se siamo tutti uniti e ognuno fa la sua parte. Mi ricordo come la mia coordinatrice una volta ci disse “il centro estivo non è formato solo dai bambini, ma parte tutto da voi animatori”. Quella frase è come se fosse una motivazione che ci fa andare avanti. Per me è sempre un piacere trascorrere il mio tempo all’interno del gruppo, perché col tempo si è allargato e abbiamo formato un gruppo solido e unito, dove ognuno viene accettato e capito, dove ognuno può sempre sentirsi libero di fare la sua scelta e di esprimere la propria opinione e allo stesso tempo creare nuove amicizie e rapporti. Avete presente un prato appena fiorito d’estate con dei fiori? Ecco questa metafora rappresenta il mio centro estivo. Noi animatori siamo il prato, la base da cui partono tutte le nostre idee sfruttando al massimo la creatività, mentre i bambini sono i fiorellini che abbelliscono questo prato con i loro sorrisi, abbracci e affetto. Questi ricordi passati me li terrò sempre nel cuore con cura e tenerezza. Ringrazio le persone con cui ho legato moltissimo all’interno del gruppo e i bambini che mi danno la positività, e se potessi dare un consiglio agli adolescenti di oggi, è di provare queste sensazioni e conoscere un po’ il mondo della bontà com’è”. (V. classe prima).
“Per la mia prima gemma ho voluto portare una foto del mio cane, Olga. Negli ultimi anni mi sono resa conto che per me non è un semplice cane, come molti pensano, ma è come una persona; infatti prova sentimenti e cerca di aiutare gli altri ma soprattutto non ti giudica, al contrario di molte persone. Per farvi un esempio: capita a volte che sono di cattivo umore e l’unica cosa che mi fa sorridere in una giornata storta è Olga che è sempre pronta a guardarmi con quei suoi gioiosi occhi! Non voglio essere ripetitiva ma ripensandoci a lei basta qualcuno che le tiri il frisbee per farla felice e sinceramente questo mi fa riflettere molto. Ricordiamoci che a volte essere felici è più semplice di quanto sembri!” (G. classe prima).
“Come gemma ho scelto di portare la mia cagnolina Chloe. É entrata nella mia vita l’11 maggio 2021 ed é stato un mio desiderio di tante candeline spente. Ho sempre desiderato avere un cane perché mi hanno sempre raccontato quanto un animale possa dare amore inconsapevolmente. Da quando è arrivata a casa la nostra vita è cambiata, é diventata un membro della famiglia e ogni giorno ci regala momenti di gioia e affetto. Offre amore incondizionato, fedele e sempre presente; sa leggere i nostri stati d’animo, dona conforto nei momenti di tristezza, felicità nei giorni più grigi e compagnia nei momenti di solitudine. L’affetto che un cane regala è genuino e disinteressato, senza chiedere nulla in cambio se non un po’ di attenzione e cura. Ogni cosa che faccio, c’è sempre un pensiero per lei: ogni pomeriggio cerco di ritagliarmi del tempo per portarla a fare una passeggiata, anche quando la giornata è piena di impegni perché so che le piace e non vede l’ora di andare, anche nei gesti più banali, come mangiare un mandarino, penso a lei, so che le piace e mi viene naturale chiamarla. Ogni giorno, quando torno a casa da scuola, so che c’è qualcuno che mi aspetta, il pensiero che lei mi stia aspettando lì, pronta a darmi tutto il suo affetto, mi riempie il cuore di gratificazione. È un senso di accoglienza che non ha pari, mi fa sentire amata e attesa. Quella sensazione di essere sempre la priorità di qualcuno, che non ha bisogno di parole per esprimere il suo amore, è qualcosa di impagabile e che non smette mai di farmi sorridere” (G. classe quarta).
“Quest’anno vorrei portare come gemma la collana con il mio nome che mi ha regalato la mia ex migliore amica delle medie in seconda. Questa collana l’aveva fatta lei, uguale per tutte e due: sulla mia aveva scritto Vunni e sulla sua Guga perché era il soprannome che lei aveva dato ad entrambe. Era fatta da un materiale simile alla madreperla a forma di cuore legata a un laccio di cuoio. L’aveva fatta durante un suo viaggio in Serbia. Quando mel’ha consegnata mi ha detto una frase che mi é rimasta impressa e non riuscirò mai a cancellare: “Vunni adesso che abbiamo queste collane uguali non ci dimenticheremo mai l’una dell’altra perché abbiamo l’una il cuore dell’altra”. Però la vita ha voluto separarci, infatti lei è andata a vivere in Serbia e ci siamo perse di vista, ma nonostante tutto ho sempre tenuto al collo la collana finché non si è rotta e ora la conservo sul mio comodino” (V. classe seconda).
“Dopo l’anno scorso, non ho avuto dubbi su chi portare come gemma quest’anno, se non la persona che mi é stata più accanto di tutte in un periodo in cui credevo non valesse la pena vivere. Questa persona è mia madre. So che posso sembrare infantile, però dopo aver attraversato un periodo così buio lei é stata la mia luce che mi ha portata all’uscita di un tunnel e mi ha permesso di sorridere quando io da sola non riuscivo. lo le devo tutto. Tutti i miei traguardi sono grazie a lei, e purtroppo non riuscirò mai a ripagarla abbastanza per tutto quello che mi ha dato. Ha fatto di tutto per rendermi felice, io ho sempre saputo che ci sarebbe sempre stata per me, ma dopo il 2024 ne ho avuto la prova. Non ho mai sperimentato, prima dello scorso anno, tante persone che provano un grande odio nei miei confronti, forse ingiustificato, o forse era una prova della vita, una di quelle prove che fanno male ma che ti rendono più forte, e se mia madre oggi è così forte, vuol dire che ne ha passate tante. Nonostante io la ami tantissimo, continuerò a romperle le scatole raccontandole i miei aneddoti che non le interessano minimamente e a tartassarla con le mie paranoie sui ragazzi, sul mio valore e sulla scuola”. (S. classe seconda).
“Questo braccialetto me lo ha regalato mia nonna esattamente un anno fa quando era il mio compleanno. Questo bracciale per me vale molto perché quando lei stava male lontana da me e dalla mia famiglia sentivo la sua vicinanza semplicemente guardandolo” (A. classe prima).
“Circa 6 anni fa, in estate, io e la mia famiglia ci trovavamo in un campeggio nei pressi di Roma. Quest’ultimo era anche la casa di numerosissimi gatti e gattini. Come sempre io impazzivo dalla voglia di poterne acchiappare uno, soprattutto se piccolo, per tenerlo tra le braccia e fargli tante coccole. Una mattina, dietro ad un cancello socchiuso, sorpresi due piccoli gattini giocare teneramente tra di loro, il mio cuore iniziava a battere e la voglia di provare ad acchiapparne uno aumentava. Lentamente mi avvicinai, cauta, poi feci un balzo e iniziai a corrergli dietro, ma svelti come sono, avevano già trovato un nascondiglio adatto al loro corpicino minuto. Allora mi arresi e trovai altre distrazioni e passatempi anche se questa era la più spassosa. Quel pomeriggio, io e mio fratello ci avviammo per andare in piscina, lui camminava sbadatamente guardando sempre dritto, io continuavo a volgere la testa da tutte le parti ansiosa di avvistare qualche animaletto. All’improvviso, scendendo le scale, mi voltai a sinistra e vidi un piccolo gattino grigio accovacciato davanti ad un tunnel. Era il mio momento, dovevo fare qualcosa, dovevo approfittare del fatto che non si era accorto della mia presenza. Svelta mi piegai e l’afferrai, presa! Finalmente ero riuscita a prendere un gattino ma poco dopo averlo sollevato notai che era molto magra, troppo per la sua età, aveva anche un occhio chiuso dalle croste pieno di pus per via dell’herpes che se non viene curato subito rischia di creare danni permanenti. Provai subito compassione e mi avviai decisa verso il camper dove stavano i miei genitori. Mia mamma non fu sorpresa di vedermi con un gatto in braccio, ci era abituata, ma questa volta io scoppiai a piangere e continuai a ripetere che dovevamo salvarlo, che stava male e che se non l’avessimo fatto sarebbe morto visto lo stato in cui era. Mio padre non mi diede retta, continuava a dire che prima o poi mi sarei stufata e sarebbero stati loro a doversene occupare, io non lo ascoltavo e insistevo con le lacrime agli occhi che dovevamo portarla da un veterinario. Riuscii a convincere mia madre e pensandoci adesso, ne sono ancora sorpresa. Arrivammo alla clinica veterinaria verso sera, al gatto, che scoprimmo essere una femmina, vennero tolte le larve di mosca che aveva attaccate vicino alla coda, gli fu pulito l’occhio e gli furono dati i sali minerali in vena. Ci dissero che forse non sarebbe sopravvissuta, dovevamo attendere una chiamata il giorno dopo. La mattina seguente andammo a visitare Veio, un’antica città etrusca vicino a Roma. Percepivo che anche la mamma era agitata, eravamo entrambe preoccupate ma speranzose. Squillò il telefono, era la clinica! Mia mamma rispose e le dissero che potevamo andare a prendere la gattina. Ero felicissima, avrei avuto il primo gatto della mia vita. Durante il viaggio del ritorno scegliemmo un nome. Fu mia mamma a dirlo e dato che piaceva a tutti e ci riuniva venne scelto: Veia”. (E. classe quinta).
“Osservando le persone che mi circondano, mi sono fermata a riflettere su quanto siano preziose le persone che mi sono sempre accanto e di quanto io ne sia grata, ogni giorno. Eppure, guardando più da vicino, ho notato una piccola stella che, fin dal primo momento, è stata al mio fianco in ogni situazione, senza mai farmi sentire sola. Quella stella si chiama A., ed è mia cugina. È sempre stata lì per me, supportandomi in ogni circostanza e sopportandomi anche nei miei momenti più difficili. Con lei ho condiviso risate, segreti e sogni, ma anche paure e sfide. A. non è solo una cugina, ma una sorella, la mia migliore amica, la persona che sa sempre come farmi sentire meglio, la mia compagna di avventure. Nonostante la distanza che ci separa, nemmeno i continenti che ci tengono lontane sono riusciti a spezzare il nostro legame. Ogni estate, ogni Natale, ogni piccolo momento che trascorriamo insieme riesce a tirare fuori la parte migliore di me. E anche quando la mia parte più fragile si fa vedere, lei è sempre lì, pronta a sostenermi senza mai giudicare, con una pazienza che solo lei sa avere. È stata la mia sorella maggiore, quella su cui ho sempre potuto contare, e ogni giorno la ammiro sempre di più. Anche se quest’anno compirà 18 anni e diventerà adulta, per me rimarrà per sempre la mia cuginetta, quella che porto sempre nel cuore e di cui parlo con orgoglio a tutti, e per cui conto i giorni che mancano all’estate, con la certezza che non importa quanto tempo passi, il nostro legame non cambierà mai. Una delle cose che più mi fanno sorridere di lei è che, come dice la canzone, Why everybody so serious? Perché con A. non posso fare a meno di ridere e scherzare sempre. Non importa quanto la vita possa essere complicata o seria, con lei ogni momento diventa un’occasione per divertirci, per essere spensierate come due bambine. Avrei potuto dedicarle una di quelle canzoni sdolcinate, piene di parole dolci e romantiche, ma sono sicura che non sarebbe stato giusto. A. non è solo una persona con cui condividere momenti teneri e riflessivi, ma è anche la mia compagna di risate, la persona con cui posso essere completamente me stessa, senza filtri o convenzioni. Con lei, non c’è bisogno di frasi melense o gesti eccessivamente dolci. Ho scelto invece questa canzone, Pricetag, poiché l’abbiamo cantata a squarciagola quest’estate, mentre andavamo in vacanza, e in quel momento è come se il tempo si fosse fermato. Siamo tornate due bambine che si divertono senza pensieri, con il cuore leggero e mille idee in testa. È questo che amo di più: con lei, anche nei momenti più ordinari, tutto diventa speciale, perché insieme ci sentiamo invincibili. A. è la mia stella, quella che rende ogni giorno migliore, quella che è sempre stata al mio fianco, in ogni momento della mia vita, e per tutto questo le sono immensamente grata”. (V. classe seconda).
“Ogni anno, durante le settimane del centro estivo, viene scelto un tema su cui riflettere insieme ai bambini, e quest’anno il tema è stato quello della “Gioia piena”. A prima vista, potrebbe sembrare complicato spiegare questa parola a dei bambini, ma in realtà la gioia si manifesta in modi diversi nella vita di ognuno. Durante quest’estate, ho avuto l’opportunità di riflettere sul significato di questa parola e, alla fine, ho capito cosa rappresenta veramente per me la gioia piena. In particolare, sono convinta di averla sperimentata veramente durante la settimana di luglio trascorsa in montagna, a Rigolato. È stata una settimana ricca di impegni per noi animatori, una settimana che ci ha visto dedicare interi pomeriggi alla preparazione delle attività, dei giochi, delle squadre e di tutto il resto. Nonostante la stanchezza di quei giorni, i ricordi più belli che conservo di quella settimana sono quelli legati ai momenti passati insieme ai miei amici, le lunghe camminate in montagna animate dalle risate dei bambini e dalle canzoni che cantavamo lungo i sentieri, i pasti condivisi in una piccola sala da pranzo, dove ci trovavamo stretti ma felici, le sere trascorse a chiacchierare, tutti chiusi in una sola stanza, con la paura di essere scoperti e mandati nelle nostre camere, la fretta delle pulizie e, soprattutto, le risate dei bambini che mi seguivano ovunque, facendomi mille domande a cui, nonostante tutto, cercavo sempre una risposta. A rendere questi momenti indimenticabili sono state le persone con cui li ho vissuti: il gruppo di animatori, che è stato semplicemente il più bello che potessi desiderare, ma anche i bambini, che sono il vero collante di tutte le situazioni. Ricordo un momento preciso in cui ho capito davvero quanto tutto questo fosse importante per me. Era la mattina dell’ultimo giorno del camposcuola. Ci trovammo tutti insieme fuori dalla casa, pronti per entrare nella sala da pranzo per fare colazione. Quando entrai, vidi che sui tavoli c’erano i libretti che noi animatori avevamo preparato la sera prima, riempiendoli di dediche fino alle due di notte, uno per ogni bambino presente. E ricordo anche di aver trovato al mio posto un foglio, riempito delle firme dei bambini che mi avevano accompagnato durante questa esperienza. È stata una sorpresa inaspettata vedere che ogni animatore aveva ricevuto qualcosa di simile, e non riuscivo a trattenere l’emozione. Quel momento, circondata dalle espressioni gioiose dei bambini che si leggevano le dediche a vicenda, mi ha riempito il cuore. Quella giornata, passata a ricordare i momenti più belli della settimana con gli altri animatori, abbracciandoci, consolandoci a vicenda e cantando le nostre canzoni dell’estate, mi ha fatto comprendere quanto questo lavoro mi faccia bene al cuore. Le persone con cui condivido queste esperienze non sono soltanto dei “colleghi”, ma sono degli amici con cui ho una complicità che va oltre il ruolo dell’animatore. Per me, loro sono la luce e il sale della mia vita!” (C. classe quinta)
“Come gemma di quest’anno ho deciso di portare una serie: Hawaii-Five-0. Ho scelto questa serie perché da piccola la guardavo ogni pomeriggio con mio padre sul divano a casa. Oggi questa serie mi riporta indietro a quelle ore passate insieme con spensieratezza e felicità senza nessuna preoccupazione per la scuola o il lavoro” (A. classe seconda).
“Come gemma ho scelto la mia ragazza, E. Posso iniziare col dire che è la persona più importante per me: da quando eravamo amici fino ad ora, c’è sempre stata una sintonia inspiegabile tra me e lei, anche se siamo piccoli e stiamo insieme da quasi 8 mesi, rimarrà per sempre una delle persone più importanti della mia vita e avrà per sempre un posto speciale dentro di me. Mi ha aiutato molto a maturare e migliorare come persona, lei è una delle poche persone della mia vita che ha sempre cercato di far uscire la parte migliore di me e ci è sempre riuscita. I miei “giorni no”, con lei diventano migliori: riesce sempre in qualche modo a rendermi felice e a tirarmi su il morale. Nonostante tutti i problemi che abbiamo sempre avuto, siamo sempre riusciti a risolverli, non penso ci sia mai stato qualcosa a separarci; riuscire a farsi capire da una persona non è una cosa da poco e mi sento davvero fortunato ad averla nella mia vita. In questi 7 mesi di relazione e mesi di amicizia ne abbiamo passate molte, dalle più tristi alle più felici e non c’è un momento in cui ho pensato che lei fosse sbagliata per me. Quello che provo per lei non lo proverò per nessun’altra persona, ogni giorno cresciamo insieme e impariamo dai nostri sbagli. La amo più di ieri, ma meno di domani”. (C. classe terza).
“Per la mia prima gemma ho deciso di portare questa foto che ritrae me e la mia famiglia durante la Prima Comunione di mia sorella. La mia famiglia è molto importante per me, perché con loro passo la maggior parte del tempo e quindi mi conoscono molto bene. Mi piace molto passare il tempo in compagnia della mia famiglia, in vacanza ma anche stando semplicemente a casa insieme. Questa foto rappresenta molto bene quello che siamo ovvero una famiglia molto unita. Devo veramente tanto alla mia famiglia che mi fa sempre sorridere e non saprei veramente come fare senza di loro”. (L. classe prima).
“Come mia prima gemma, voglio portare mia sorella G. Oramai lei non è solo mia sorella, ma è anche la mia migliore amica perché qualcuno migliore di lei non esiste. Però il nostro rapporto non è sempre stato così; infatti, fino a 5 anni fa, lei era molto più scontrosa nei miei confronti, però crescendo, entrambe siamo cambiate e ora siamo inseparabili. Le cose che facciamo più spesso sono ridere e scherzare: cose banali? Probabilmente per molti sì, ma per me no. Ogni tanto penso: e se noi non avessimo il rapporto che c’è adesso tra di noi, sarei diversa? Beh, direi di sì, perché lei fa parte di me e della mia vita, quindi senza G., mi mancherebbe un pezzo. In conclusione spero che tutti abbiamo una persona come lei cosicché la vita la si possa vivere a colori” (G. classe prima).
“Come ultima gemma del liceo ho deciso di portare la mappa della metropolitana di Londra. Innanzitutto parto col dire che la capitale del Regno Unito è sicuramente la mia città preferita, ci sono stata la prima volta nel 2018, e l’ho amata talmente tanto che per i diciotto anni che ho compiuto a settembre ho chiesto ai miei genitori di tornarci. La settimana che ho vissuto lì per festeggiare la maggiore età è stata qualcosa di indimenticabile, soprattutto perché ho avuto l’occasione di condividerla con i miei genitori, le figure di riferimento più importanti nella mia vita. Ultimamente il nostro rapporto sta migliorando un sacco, e mi ritengo davvero molto fortunata ad andare così tanto d’accordo con loro. Quindi oltre all’aspetto del viaggio abbiamo anche quello della famiglia, un valore per me fondamentale. Ho portato questa mappa anche come auspicio per il mio futuro, dato che il mio sogno più grande sarebbe quello di diventare guida turistica e tour leader a Londra, una città che porterò per sempre nel mio cuore” (A. classe quinta).
“Come gemma ho deciso di portare la serie tv Una mamma per amica. Per me ha un significato speciale perché l’ho guardata e la riguardo ogni anno, come tradizione, assieme a mia madre: una persona fondamentale nella mia vita. Grazie a questa serie tv abbiamo passato molto più tempo insieme, e condiviso dei momenti bellissimi” (V. classe seconda).
“Come gemma ho deciso di portare le mie prime punte. Per me significano molto e le ho indossate per la prima volta a 10 anni. È stato un momento molto importante per me perché ha segnato un nuovo inizio nella mia vita e nella mia passione” (G. classe seconda).
“Questo anello può sembrare banale o un semplice anello per molti, ma in realtà dietro c’è una storia ben più emotiva e profonda. Questo anello è stato l’ultimo regalo che mi è stato fatto da mia zia, lei era affetta da un cancro che dal seno si è diffuso lungo la colonna vertebrale fino al cervello, facendola soffrire di più nelle ultime settimane di quei 4 anni agonici di malattia. Lei quando morì era piuttosto giovane, aveva appena 42 anni e avrebbe voluto passare più tempo con me, con la mia famiglia e con le sue due figlie, le mie cugine, una di 4 anni e l’altra di 12 anni; avrebbe voluto anche fare più regali, infatti nell’ultimo periodo fece a me e a mio fratello un sacco di regali. Lei ci lasciò il 13 maggio del 2024, una data che la mia famiglia non potrà facilmente dimenticare, giacché questa morte ci ha lasciato un vuoto indescrivibile e inimmaginabile, visto che tutti eravamo molto legati a lei”. (S. classe seconda).