Gemma n° 2436

“1^ PARTE
Questa è l’ultima gemma che porto, quindi ci ho riflettuto abbastanza su quali potessero essere i contenuti adatti, tra i tanti che avevo in mente, da essere degni di nota per la gemma di 5^.
Non molto tempo fa ho iniziato ad ascoltare assiduamente i Rolling Stones, non mi avevano mai attirato tanto, per quanto mi piaccia il rock e la “roba vecchia”, come la definirebbe più di qualcuno.
Dopo qualche canzone, spunta fuori questa, e dopo svariati ascolti ho detto: “ecco, questa è da portare!”. Si tratta di Dead Flowers, del 1971.

La canzone affronta svariati temi, tra cui quello dell’amore non corrisposto.
Inviare fiori morti simboleggia un gesto contorto e beffardo, è un modo passivo-aggressivo di esprimere sdegno verso qualcuno.
Esplorando la canzone più a fondo ho capito che il testo ci suggerisce che anche se si può essere lasciati indietro feriti, si può trovare la forza di affrontare le avversità e canalizzare l’energia negativa per sbocciare di nuovo, quello che i fiori morti ormai non possono più fare.
Quello che mi ha colpito è che il fulcro a cui il cantante nel ritornello si aggrappa è una figura femminile, Susie, in questo caso.
Allora ho riflettuto: “perché non dedicare la gemma finale alle ragazze (tutte, in generale) in particolare alle ragazze della mia classe?”.
Sembrava carino, dopotutto…
Noi ragazzi lo dimentichiamo troppo spesso (e purtroppo lo si vede) che è grazie alla figura femminile che siamo ciò che siamo.
Non sarei così se fossi stato in una classe di soli maschi.
La ragazza DEVE essere rispettata, amata, ringraziata (che ci sopporta), protetta… e NON è oggetto.
Ha le proprie libertà, i propri spazi, esigenze, proprie ragioni (ha SEMPRE ragione), le proprie voglie e l’uomo non deve permettersi di invadere queste barriere.
La donna, volendo, darebbe 10-0 all’uomo, ma forse ci evita una tale umiliazione perché ha un po’ più di sesto di noi e sa ragionare con il cervello e non con il madrac e basta…
Auguro a tutte le ragazze di questa classe e del mondo di non sentirsi mai come dei semplici fiori morti, ma di trarre da umiliazioni, abusi, insulti e violenze di ogni genere che siano, la forza necessaria per fiorire di nuovo su un terreno migliore e di vivere la loro vita come è giusto la vivano.
Ovvero come dei fiori rigogliosi!

2^ PARTE
L’altra parte di gemma è dedicata ad una persona molto speciale: la mia ragazza.
Esattamente oggi (01/02/2024) facciamo due anni assieme e io non potrei essere più felice.

Le dedico Happy, sempre dei Rolling Stones, una canzone semplice scritta dal chitarrista della band, che non sapendo come chiamarla, dopo la fine della registrazione in studio, alla domanda: “come ti senti?”, rispose: “felice!”.
Da qui il titolo della canzone ed è esattamente come mi sento anche io quando sono con la mia ragazza: FELICE.
In questi due anni mi ha aiutato tantissimo nella mia crescita, a vedere i miei lati negativi e a farmi riflettere su come io possa migliorarmi.
Mi dà una mano con la scuola, crede sempre in me, dice di non abbattermi davanti alle difficoltà ma di andare avanti. È una ragazza davvero speciale!
Ha un bellissimo rapporto con la mia famiglia, aiuta le mie sorelle con i compiti, parla con loro se hanno dei problemi da risolvere e tutto questo è davvero bello.
Stamattina quando sono uscito di casa mia mamma mi ha urlato dietro: “hai una ragazza d’oro!”.
Auguro a tutti di trovare un ragazzo o una ragazza come lei, perché guardandomi intorno ho scoperto che sono davvero rare le persone così, con un cuore grande e con la testa sulle spalle.”
(S. classe quinta).

Gemma n° 2433

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“Come gemma ho scelto di parlare di mia nonna da parte di mia madre.
Mia nonna è una delle persone più importanti per me, non soltanto perché parte della mia famiglia, ma anche perché mi capisce bene. Lei è una delle persone più gentili che io conosca insieme ai miei genitori, mio fratello e dei miei pochi amici. Quando io e mio fratello eravamo piccoli ci portava in centro a Udine a fare una camminata, mi ricordo che lei ci dava tanti cioccolatini e caramelle.
Adesso che vado a Udine a scuola io mangio da lei. Lei è sempre gentile con tutti anche se ogni tanto quando qualcuno urla rimane zitta.
Io sono grata a lei per tutti gli sforzi che ha fatto per tutti noi, soprattutto sono grata che lei sia mia nonna” (L. classe prima).

Gemma n° 2429

“Quest’anno, come gemma, ho deciso di portare il rapporto che ho con le mie cugine, ovvero le figlie delle sorelle di mio papà. La nostra amicizia è misurata attraverso l’estate perché è l’unico periodo in cui possiamo vederci e stare insieme dato che viviamo in due paesi diversi e lontani fra loro.
Nonostante la distanza ci scriviamo ogni giorno e facciamo videochiamate e sono molto grata che il nostro rapporto non cambi, ma allo stesso tempo ho paura che crescendo ci allontaneremo di più e non ci potremmo vedere tutte le estati.
Nonostante ciò sono una parte fondamentale della mia vita e spero lo siano per sempre” (A. classe quarta).

Gemma n° 2426

“Come mia prima gemma ho deciso di portare la persona più importante per me, ovvero, mio fratello. Mio fratello è nato a novembre 2022; ha soltanto 1 anno, ma mi sembra di star con lui da una vita, io non lo conosco e lui non conosce me, ma stiamo sempre insieme, almeno 3 ore delle mie giornate sono dedicate a lui; almeno 3 ore dove dimentico il mondo esterno e mi concentro solo sul suo sorriso.
Le emozioni che regalano i bambini, sono emozioni che mai si provano se non grazie a loro, la felicità che si prova quando un bambino dice la prima volta mamma o papà,  quando fa i primi passi o quando inizia a sorridere, non è la comune felicità che si prova quando qualcuno fa una battuta divertente; perché in quella felicità ci sono anche fierezza e orgoglio; felicità che si prova spesso soltanto una volta nella vita” (S. classe prima).

Gemma n° 2421

“Come gemma quest’anno ho voluto portare una canzone molto importante per me ovvero Non fare così di Capo Plaza. Questa canzone non ha un vero significato in sé per me, è semplicemente speciale, è la canzone che accomuna me e le mie due migliori amiche S. e V., è quasi come un nostro tipo di legame, un’unione che non è facile da definire. Questo è nato da un semplice giorno dopo scuola: in corriera l’abbiamo cantata come ad un concerto, eravamo molto felici solo noi tre e basta. Questa cosa potrebbe risultare un po’ stupida o senza senso, ma solo le persone che sono nel mio stesso stato possono capire l’importanza. V. la conosco da tantissimo tempo, la nostra amicizia va avanti da 12 anni ormai e S. da 4 anni; in tutto questo tempo ci sono stati alti e bassi, litigate, allontanamenti e riavvicinamenti, ma nonostante tutto siamo ancora qua. Qualche volta penso a che cosa ci aspetta nel futuro, quante cose dobbiamo fare insieme e quante cose belle e brutte accadranno. Loro per me sono “casa”, un posto sicuro dove posso essere me stessa al 100%” (A. classe prima).

Gemma n° 2416

“La gemma che ho deciso di portare quest’anno è il mio migliore amico, F.
Lui è come un piccolo raggio di sole che illumina le giornate grigie della mia difficile adolescenza,è il compagno di mille risate, il confidente dei segreti più profondi e il pilastro su cui posso contare in ogni situazione.
Insieme abbiamo condiviso risate alle volte incontrollabili ma anche lacrime silenziose nei momenti che per l’uno o per l’altro erano complicati.
Abbiamo vissuto molte “avventure”, se così possiamo definirle, ma anche momenti duri e tristi ed è forse proprio grazie a quelli che il nostro legame si è rafforzato.
F. è il tipo di amico che non giudica mai, ma che ti sostiene sempre, anche quando commetti gli errori più banali e la cosa più bella di lui è che nonostante mi dia dei consigli ed io chiaramente non gli do retta non mi rinfaccia il fatto che ciò che mi aveva detto lui era corretto.
Lui è l’unica persona che riesce a capirmi anche solo con uno semplice sguardo, che capisce subito se sono giù di morale e che mi conosce veramente.
Non c’è momento troppo piccolo o problema troppo grande che non possiamo affrontare purché sia insieme.
La sua presenza in questo periodo è fondamentale perché è un rifugio in cui posso essere completamente me stessa senza paura di essere giudicata”.
(A. classe seconda).

Gemma n° 2415

“Ricordo di “una tanta vacanza…”
La gemma che voglio portare quest’oggi -dopo molti cambi di programma, ripensamenti e altro…- è quella di uno, o meglio, di tanti ricordi che assieme ne formano uno grande: le vacanze estive con i miei nonni nella loro casa estiva a Prato Carnico.
Nonostante ne siano passati ben oltre 10 anni dall’ultima, ricordo ancora piuttosto bene le giornate trascorse lassù, in quella grande casa dai mille cunicoli e dal tetto appuntito, accanto al ruscello in cui mettevamo le angurie al fresco.
Ricordo la ripida salita per arrivarci, nella quale i nonni trovavano sempre qualcuno con cui parlare, facendola diventare una scalata eterna, se invece trovavi una macchina dal verso contrario, dovevi tornare giù in retromarcia fino alla piazza… ricordo poi quel grande prato di morbido muschio che solo io e nonna conoscevamo (o almeno, io ne ero convinto), dove la strada in salita terminava in un sentiero, per il quale varie volte mi sono addentrato con il nonno andando a cercare funghi, che mai trovavamo.
Ricordo la domenica, le domeniche, quelle in cui si andava tutti assieme in piazza per prendere il pane, il giornale, e dove io venivo lasciato al parchetto sulle altalene, ascoltando le campane della chiesa e mangiando il panino all’uva passa che nonna comprava in bottega.
Ricordo quando il nonno mi portava nella vicina Pesariis a vedere gli orologi sparsi per il paese…e si finiva sempre all’osteria, dove però ho assaggiato per la prima volta lo sciroppo di menta artigianale, da lì non ne ho più potuto fare a meno.
Ricordo quanto il vicino di casa dei nonni mi aveva accusato di aver scassinato la serratura del suo capanno degli attrezzi, nonostante io quel giorno non fossi presente nemmeno da via-wireless (e comunque, avevo 5 anni…).
Ricordo il clima sempre fresco, le coperte comode, il lavandino bizzarro del bagno di sotto, la maxi-taverna e il lucernario in soffitta dal quale guardavo il cielo, la camera di metà pianerottolo, la campanella dell’ingresso, ma soprattutto il mobile cilindrico a tre piedi dove il nonno custodiva bottiglie di vini paleolitici…e pieni di polvere.
Nonostante i miei nonni abbiano deciso di vendere la casa nel 2013, mi ricordo e ricorderò per sempre i bei giorni passati lassù, però sono anche molto felice che adesso quella casa sia stata acquistata da persone che la abitano per tutto l’anno…chissà se mai tornerò a vederla, magari comparandola con le vecchie fotografie che avevo fatto con la Panasonic del nonno (ammesso che non l’abbia smontata in tutti i suoi componenti, come fa di solito)…”
(L. classe quarta).

Gemma n° 2414

“Come gemma quest’anno ho deciso di portare i miei nonni che sono una parte fondamentale della mia vita. Da quando sono nata mi sono sempre stati vicini e mi hanno sempre sostenuta, anche adesso quando qualcosa va storto o litigo con i miei genitori so che posso andare da loro, i quali mi accoglieranno sempre a braccia aperte e mi daranno qualcosa da mangiare per tirarmi su il morale. La mia vita sarebbe incompleta senza la loro presenza, e so che non mi abbandoneranno mai e continueranno a proteggermi come hanno sempre fatto” (S. classe seconda).

Gemma n° 2413

“Quest’anno come gemma ho deciso di portare una parte molto importante della mia vita, ovvero il gruppo animatori. Sono ormai 3 anni che ne faccio parte e a novembre, con l’entrata dei 2010, siamo arrivati a essere in 60. Ogni anno facciamo molte attività tra cui animazioni alle sagre di paese, il carnevale comunale, e tante altre. Tutte queste attività sono solo delle piccole prove per riuscire ad affrontare la prova finale, il centro estivo. Oltre a tutto questo riusciamo ad organizzare anche delle giornate da passare insieme e fare gruppo. I momenti che preferisco sono sicuramente i pomeriggi d’estate passati a dipingere le scenografie per la festa finale, pomeriggi in cui ci ritroviamo a ridere, scherzare e raccontare storie e momenti divertenti degli anni passati. Come dico spesso, per me questo gruppo è una seconda grande famiglia, con loro mi sento bene e posso sentirmi me stessa” (G. classe seconda).

Gemma n° 2410

“Come gemma quest’anno ho deciso di portare questa foto, in cui ci siamo io e mia sorella. Ciò che per me è importante non è la foto in sé, ma il luogo dove si trova. Questa foto infatti è appesa sul muro della mia cameretta a casa dei miei nonni, la casa in cui io e mia sorella siamo cresciuti e abbiamo passato buona parte della nostra infanzia, perché i miei genitori, essendo sempre occupati al lavoro, ci portavano da loro per non lasciarci soli e lì passavamo praticamente tutta la giornata. I miei nonni sono delle persone molto importanti per me, perché li ho sempre visti come i miei secondi genitori, dal momento che sono stati loro a insegnarmi tante delle cose che so, dalle più banali come ad esempio camminare, andare in bicicletta, nuotare, a quelle un po’ più di valore come essere sempre educati e gentili con tutti, anche con chi non se lo meriterebbe, e cercare di rendere sempre felici gli altri, anche quando noi non lo siamo, e questo è uno dei quei messaggi che mi porterò per sempre dentro di me.
Ora sfortunatamente non ho più tanto tempo per vederli, tra la scuola e altre cose, ma cerco sempre di andare a trovarli almeno una volta a settimana, e ogni volta che vado da loro e vedo questa foto, mi tornano in mente i tanti bei ricordi che abbiamo avuto assieme”.
(R. classe quarta).

Gemma n° 2402

“Cara classe, siamo cresciuti insieme, abbiamo passato 5 anni assieme, passando attraverso sfide, vittorie, e momenti indimenticabili che ci hanno accompagnato nel nostro percorso comune. Ora, ci troviamo alla fine di questo viaggio, all’ultimo anno di superiori, pronti a concludere questo capitolo con i ricordi che abbiamo costruito insieme, uno accanto all’altro.
Nel corso di questo periodo, abbiamo condiviso risate, lacrime, e la scoperta di noi stessi. Siamo diventati non solo compagni di classe, ma veri e propri amici, anzi ancora meglio una famiglia. Le lunghe giornate di studio, le risate durante le pause, e le gite  fuori dalla scuola sono diventate le tessere di un mosaico unico che piano piano si sta concludendo e rappresenta la nostra esperienza insieme.
Siamo diventati una squadra, una famiglia, sostenendoci durante i momenti difficili e celebrando insieme i successi.
Ora, mentre ci avviciniamo alla fine di questo capitolo, è inevitabile guardare indietro e riflettere sul nostro cammino.
Siamo maturati insieme, abbiamo affrontato le incertezze del futuro e sostenuto i nostri sogni. La nostra classe è diventata un rifugio sicuro, un luogo dove siamo cresciuti, imparando non solo dagli insegnamenti dati dai nostri insegnanti, ma anche dalla vita.
Voglio dirvi Grazie, grazie per essere diventati una delle parti più importanti della mia vita, anche quando essa mi sembrava scivolare tra le mani, voi siete riusciti ad aiutarmi.
Siete e sarete un pezzo cruciale della mia vita. Grazie
(A. classe quinta).

Gemma n° 2401

“Buongiorno, oggi vorrei parlare di mio padre, che è un vero eroe per me. Per questo ho portato questa fotografia. Qui siamo per la prima volta in Italia. Mio padre è il mio miglior amico, che amo profondamente. Abbiamo momenti speciali insieme e condividiamo gli stessi gusti musicali. Nonostante parliamo poco, è molto importante per me” (V. classe terza).

Gemma n° 2400

“Come gemma ho deciso di portare il tatuaggio che mi sono fatta questa estate. L’ho fatto in un momento molto doloroso della mia vita. Ero appena uscita da una relazione tossica con un ragazzo manipolatore, sessista e narcisista. Mi ha lasciata a maggio perché voleva divertirsi con altre ragazze durante l’estate. Verso metà giugno mi ha pregata di ritornare con lui, probabilmente perché nessuna se lo filava. Quella estate é stata una montagna russa di emozioni. Lui era tutto ciò che conoscevo e avevo il terrore a restare da sola. Inoltre non avevo amici perché gli unici che avevo erano i suoi. Mi sono ritrovata completamente sola ed emotivamente distrutta. Ho deciso quindi di fare questo tatuaggio, un girasole perché rappresenta la speranza, la gioia e la capacità di andare sempre verso una via luminosa. L’ho fatto in quel brutto periodo in modo da riuscire a guarire nello stesso tempo del tatuaggio senza stare a gongolare nel dolore. Questo tatuaggio l’ho disegnato io, come farò con tutti i miei futuri tatuaggi, e quindi é imperfetto. Ogni volta che lo guardo attentamente vedo tutte le imperfezioni, come faccio con me stessa. Ogni sguardo al mio tatuaggio è un allenamento ad amare ed accettare le imperfezioni. Infine ho fatto solo i petali colorati ma ho in programma di colorare il resto a seconda dei successi che avrò nella vita, in modo da arrivare alla vecchiaia con il tatuaggio tutto colorato e ricordare i miei successi e non solo le cose che rimpiango” (A. classe quinta).

Gemma n° 2399

“Come gemma di religione quest’anno ho deciso di portare i miei nonni materni: D. e G. I miei nonni sono la mia infanzia e il dono più prezioso che ho; ricordo i pomeriggi passati da loro, talvolta cucinando con la nonna, talvolta uscendo a camminare con il nonno o giocando a briscola assieme; cose semplici che però mi hanno lasciato dentro grande serenità. Oggi, per diversi motivi, trascorro meno tempo con loro, ma conservo nel mio cuore ogni singolo istante di spensieratezza e gioia passato in compagnia e non li ringrazierò mai abbastanza per tutto quello che hanno fatto e fanno tuttora per me e la mia famiglia. I miei nonni ci sono sempre stati, senza se e senza ma, sempre, qualsiasi cosa non andasse loro c’erano, qualsiasi cosa di cui fossi felice glielo dicevo, qualsiasi cosa, loro sono sempre stati disponibili e lo sono tuttora, fanno tutto quello che possono per vedere sempre tutti felici. Ci tengo tanto a loro, come ci tengo tanto a questa foto che gli ho scattato nel corso dell’estate 2022, durante le vacanze trascorse assieme a Lignano. Sono dunque passati due anni da quando l’ho scattata, e non nego che non sia cambiato nulla, gli incidenti di percorso ci sono stati, ma d’altronde è normale che sia così, con l’amore e la forza si supera tutto. Ho scelto questa foto perché ritrae perfettamente, anche dopo 50 anni di matrimonio, quello che è ancora adesso il loro rapporto, basato sulla complicità e l’affetto, nonostante la vita li abbia messi più volte alla prova di fronte a situazioni difficili. Se mi chiedessero come vorrei arrivare a 70 anni, forse direi: “vorrei essere come mia nonna per la sua semplicità, la pazienza, la complicità e la tenacia nel saper andare avanti sempre, soprattutto nei momenti difficili e vorrei essere come mio nonno per il suo altruismo, bontà d’animo e la costante attenzione verso il prossimo… insomma, spero da grande di renderli fieri di me” (G. classe seconda).

Gemma n° 2398

“Quest’anno ho deciso di portare come gemma i miei migliori amici: E., V., E. e L.
E. è una delle mie amiche più care dalle elementari, E. dalla terza media, mentre con L. e V. ho legato soprattutto durante gli ultimi due anni di superiori.
Forse all’inizio nemmeno me lo aspettavo che avremmo legato così tanto in questi anni, e invece alla fine abbiamo creato il nostro bel gruppetto che continua a resistere con lo stesso nome da ormai tre anni.
Nonostante io li veda praticamente ogni giorno (forse anche troppo), non dico mai quanto effettivamente io tenga a loro e quanto mi siano d’aiuto.
Per questo motivo li ho scelti come mia gemma per questo quarto anno, perché alla fine sono proprio loro che rendono le mie giornate scolastiche un po’ più leggere e meno faticose” (B. classe quarta).

Gemma n° 2394

“Come gemma ho scelto di portare mio fratello. Mio fratello è la mia persona preferita. Io e lui abbiamo un rapporto particolare perché molto spesso ci insultiamo e ci urliamo contro però entrambi siamo consapevoli del fatto che ci saremo sempre l’uno per l’altra. Mia mamma mi racconta spesso di quando lo vidi per la prima volta, avevo paura di tenerlo in braccio perché era troppo piccolo e delicato. Da piccoli giocavamo sempre insieme e ci somigliavamo un sacco, tanto che la gente chiedeva se fossimo gemelli. Quando sto male mio fratello è il primo a chiedermi come sto e ad abbracciarmi. Gli voglio un mondo di bene e spero che il nostro rapporto duri per sempre perché senza di lui non saprei come fare” (M. classe prima).

Gemma n° 2388

“Quest’anno ho deciso di portare come gemma la mia migliore amica.
L’ho conosciuta in prima media e abbiamo iniziato a passare sempre più tempo insieme, lei è una delle persone più importanti della mia vita e dovrei ringraziarla di molte cose, ma le più importanti sono due: mi è sempre vicina e riesce a rendermi le giornate più belle.
Spero che il nostro rapporto duri per molto altro tempo e spero che resteremo unite anche se a volte le cose non andranno sempre bene” (B. classe prima).

Gemma n° 2385

“Quest’anno come gemma ho deciso di portare una persona molto importante per me con cui ho un rapporto di astio e amore: mio fratello. Io e lui abbiamo 4 anni di differenza ed è molto difficile relazionarci senza litigare almeno una volta al giorno. Mio fratello ha un carattere molto competitivo e soprattutto egoista, ma riesce comunque ad essere dolce. Io sono più tranquilla e ho un carattere molto empatico, ma spesso mi trovo in difficoltà per la paura di dargli un cattivo esempio a causa di certi comportamenti, perché so quanto lui mi veda come un punto di riferimento. In quest’ultimo periodo stiamo litigando molto meno e spero che questa cosa migliorerà sempre più con la sua crescita, anche se rimarrà per sempre il rompiscatole di casa” (G. classe seconda).

Gemma n° 2384

“Io ho deciso di portare questa foto perché è stato l’ultimo Natale che ho passato con i miei cugini. Questa foto l’abbiamo fatta a casa mia quando loro sono venuti a trovarmi per Natale e mi hanno fatto una sorpresa. Ormai sono anni che non passiamo i Natali assieme perché mia cugina vive a Genova e mio cugino nel mio paese d’origine, lo Sri Lanka. L’unico modo per vederli e parlarecon loro è tramite le videochiamate che facciamo quasi ogni giorno. Mia cugina l’ho vista la scorsa estate ma mio cugino non lo vedo da 6 anni, però la sua presenza non è mai svanita perché mi chiama e s’interessa di come io stia sempre. Questa foto può sembrare insignificante, però per me vale tanto perché grazie a questa foto li sento molto vicini a me e sento di meno la loro mancanza. Comunque so che li rivedrò presto, non più a Natale come prima, ma durante l’anno perché cerchiamo sempre di organizzare le nostre vacanze in modo da poterci vedere” (A. lcasse terza).

Gemma n° 2379

“Proprio ieri mi è capitata tra le mani questa piccola boccetta di profumo che ho comprato durante la gita a Nizza di marzo. Ciò mi ha fatto tornare in mente tutti i bei ricordi che ho condiviso con i miei compagni di classe, sia durante la gita che nel quotidiano tra i banchi di scuola.
Per me loro sono stati una piccola seconda famiglia, a volte anche una prima. Mi hanno aiutato quando ne avevo bisogno, mi sono stati vicini nei momenti di difficoltà, mi hanno supportata e motivata a continuare gli studi. A loro devo tanto del mio percorso scolastico, e soprattutto dei miei progressi a livello personale. Con alcuni di questi ho condiviso 5 anni di scuola, con altri addirittura pochi mesi, ma sono davvero grata di essere circondata da un gruppo così genuino di persone, che prima di essere miei compagni di classe, sono miei amici. Vi voglio tanto bene ragazzi” (T. classe quinta).