Gemma n° 2295

“Ho scelto di portare come gemma questo braccialetto in quanto è il primo regalo che mi ha fatto il mio ragazzo e lo ricollego a momenti di serenità e felicità” (B. classe terza).

Gemma n° 2294

“Quest’anno come gemma ho deciso di portare una canzone di Cesare Cremonini, intitolata Nessuno vuole essere Robin; ho scelto proprio questa perché mi ricorda un periodo felice e di cambiamento della mia vita, dal momento che ha caratterizzato l’inizio della relazione con il mio fidanzato e tutt’ora quando la ascolto penso a quel periodo molto bello della mia vita” (A. classe terza).

Gemma n° 2291

“La mia gemma di quest’anno è mio padre. Nonostante io non abbia sempre un buon rapporto con lui, mi sono resa conto, soprattutto in questi ultimi anni, di quanto bene gli voglia veramente e di quanto sia fondamentale nella mia vita. So che sono cose scontate da dire ma penso che a volte non ci si fermi a pensare abbastanza all’importanza dei genitori. Spesso mi sento in colpa per tutto l’affetto che si merita e che io non sono in grado di esprimere. Scusa papà se non riesco ad abbracciarti o dirti che ti voglio bene ma sei una delle cose più importanti per me, anche se sembra scontato che un genitore sia importante nella vita di un figlio.
Non smetterò mai di ringraziarti per ogni cosa che fai per me. Ti amo papà” (V. classe quarta).

Gemma n° 2290

“Questo bigliettino mi è stato dato da una persona molto importante e speciale per me: il mio ragazzo, F.
Lui non è friulano: è veneto, ma ha imparato il friulano sia per passione linguistica che per amore (io sto cercando di fare lo stesso con la lingua veneta).
La nostra è una relazione a distanza (anche se riusciamo, per fortuna, ad incontrarci), ma nonostante ciò siamo legatissimi.
Questo bigliettino mi è capitato tra le mani in una giornata nuvolosa di metà aprile, al termine di una partita a briscola (persa da me) sugli scalini di piazza San Giacomo a Udine. F. mi aveva già annunciato che, durante la gita a Bolzano, mi avrebbe preso un regalo, e così è stato. Vedermi recapitare un bigliettino contenente una frase in tedesco e un testo in friulano PERFETTO è stato qualcosa di meraviglioso, un pensiero tenero che ancora adesso mi fa sorridere tanto. Mi ritengo una persona fortunata: ho al mio fianco un ragazzo d’oro, una perla rara dall’animo gentile e dal sorriso e dallo sguardo più dolci che io abbia mai visto.
Vorrei passare il resto della mia vita al suo fianco…”
(A. classe quinta).

Gemma n° 2288

“La gemma che ho deciso di portare è il mio peluche Tui. Lo porto con me da quando sono nata, e per il momento non ho intenzione di lasciarlo. Tui è per me un oggetto di conforto, un qualcosa con cui so di essere al sicuro durante la notte. Spesso mi ritrovo a stringerlo, per colmare il vuoto dentro di me nel cuore della notte. Il mio desiderio è quello di tenerlo sempre con me, e magari darlo ai miei bambini; voglio che loro capiscano che questo animaletto, che per molti può essere insignificante, era qualcosa di molto importante per la mamma” (V. classe seconda).

Gemma n° 2286

“Quest’anno, come gemma di religione, ho deciso di portare una fotografia che risale a un bel po’ di anni fa e che ritrae me, due delle mie sorelle e mia cugina. Questa foto appartiene alla mia infanzia e ogni volta che la guardo mi fa viaggiare nei ricordi di tutte quelle estati passate nel divertimento e nella spensieratezza di bambine, e a tutte le esperienze e le avventure vissute. Per questo motivo mi porta anche a riflettere; perché in fin dei conti non è questo un po’ il senso della vita? Portarsi a casa più bei ricordi e bei momenti possibili? perché la vita è piena di brutti momenti e quelli più belli ti servono a ricordarti che nonostante tutto la vita è bella e va vissuta veramente per questo.
Inoltre questa foto è molto significativa per me perché le mie sorelle e mia cugina sono sempre state delle figure molto importanti nella mia vita. Nonostante il fatto che con le mie sorelle ci siano sempre stati litigi, dai più stupidi ai più importanti, le ho sempre viste come delle figure di riferimento, spesso e volentieri anche come delle amiche. Lo stesso vale per mia cugina, nonostante ci siamo sempre viste poco più di una volta all’anno; con lei c’è sempre stato un legame molto forte e l’ho sempre vista quasi come una sorella e soprattutto come una vera amica. Voglio moltissimo bene a tutte e tre e mi sento sempre fortunata ad averle perché ormai sono una parte di me” (B. classe seconda).

Gemma n° 2284

“Abbiamo adottato Nemo quando io avevo 7 anni. È un gatto arancione prevalentemente tranquillo e molto affettuoso, ed è il mio primo animale. Il prossimo anno lui compirà 10 anni e io 17. In questi quasi 10 anni siamo letteralmente cresciuti insieme, e abbiamo sviluppato un legame molto importante per entrambi. Io ho imparato a prendermi cura di lui, a volergli bene, a leggere il suo linguaggio del corpo. Lui ha ricambiato con una quantità immensurabile di amore e coccole, e prendendosi lui cura di me. Infatti, anche se vuole bene a tutta la famiglia, non si può negare che sia io la sua persona preferita.
Di recente ho iniziato a pensare all’università, a cosa voglio fare dopo il liceo. Ho deciso di non voler vivere a casa mentre studio, e ho realizzato quanto Nemo per me sia una stabilità, una sicurezza.
Durante il lockdown e i vari periodi negativi di questi ultimi anni, lui è sempre stato qui, una presenza stabile e amorevole, a rassicurarmi anche solo con la sua presenza.
Anche quando questo non sarà più possibile, so che lo porterò con me dovunque, nel mio cuore”.
(G. classe quarta).

Gemma n° 2283

“Questo è il cane che vive con me e la mia famiglia da ormai 17 anni. Il nome, Boomer, alla prima impressione potrebbe far sorridere, ma in realtà nessuno sa il perché, semplicemente i miei genitori l’hanno voluto chiamare così.
Ogni volta che chiedevo da piccola di raccontare il suo arrivo sorridevo sempre: nato in una cucciolata numerosa, veniva spesso maltrattato dai suoi fratelli (così racconta papà) ed è anche stato l’unico che rimaneva in disparte dal gruppo perché pauroso. Mio padre lo ha adottato un giorno qualsiasi dell’estate del 2006 per fare una sorpresa a mia madre quando sarebbe rincasata da lavoro. Infatti, così è stato: mia mamma tutt’ora si ricorda che l’ha visto per la prima volta sui gradini di casa a nascondersi dietro la gamba di mio padre.
Ora, più vecchio che mai, senza udito, olfatto e vista non salta più e neppure corre, bensì dedica le sue ore a fare ciò che gli piace di più: dormire. Noi supponiamo che si stia allenando per andare dall’altra parte.
Quando arriverà il giorno in cui ci lascerà sarò sicuramente triste, ma felice per tutta la gioia e l’amore che ci ha donato” (G. classe seconda).

Gemma n° 2281

“Lei è E., la mia migliore amica e compagna di banco prima che si creasse la nostra bellissima amicizia. Io ed E. ci siamo conosciute in prima superiore quando, parlando totalmente a caso, abbiamo scoperto di avere molte cose in comune e mai avrei immaginato di creare questa amicizia bellissima. La nostra è sempre stata un’amicizia molto altalenante; io ed E. siamo così simili che probabilmente per questo all’inizio non ci capivamo e non riuscivamo ad essere stabili. Poi da maggio/giugno della seconda la nostra amicizia è diventata qualcosa di stupendo, fino all’estate della seconda superiore quando ci siamo rese conto che la nostra amicizia non era una come le altre, ma si trattava di migliore amicizia. Questa estate abbiamo passato così tanto tempo insieme da diventare quasi una persona unica, e ad oggi non c’è un momento in cui riesco a immaginarmi la mia vita senza di lei. Non ho mai avuto una migliore amica da definirla tale fino a quando è arrivata lei che mi ha dimostrato cosa è la vera amicizia e quanto possa diventare importante una persona tanto da definirla “sorella”, mi ha insegnato tante cose anche senza rendersi conto. Penso che ogni persona meriti un’amica  come lei perché quando ce l’hai ti rendi conto di quanto sia bello creare questo tipo di rapporto con qualcuno” (L. classe terza).

Gemma n° 2280

“Ho deciso di parlare dell’importanza dell‘amicizia mostrando un video che per me è molto significativo. Il video mostra un’amicizia con un legame molto forte tra 2 amici che una volta erano nemici; tale rapporto è stato stroncato da un incidente ad alta velocità. La scena finale del film di Fast & furious è commemorativa di un grandissimo attore, ma anche di una persona che ha purtroppo perso la vita in modo tragico lasciando un vuoto incolmabile dentro i suoi cari e in tutti quelli che lo conoscevano. Ma ha anche lasciato una parte di sé in ognuno di noi, in tutti quelli che lo hanno amato e sanno che tipo di persona fosse. Quest’anno la gemma sapevo che l’avrei dedicata a lui, per i 10 anni di commemorazione dalla sua morte. We Miss you Paul💔” (D. classe quinta).

Gemma n° 2279

“Quest’anno come gemma ho deciso di portare una calamita che mi è stata regalata da una persona che di recente si è aggiunta nella mia vita.
Presa al Museo Moco dell’arte moderna e contemporanea di Barcellona, rappresenta per me il regalo più semplice e al contempo più originale e apprezzato che abbia mai ricevuto. La frase tradotta significa: “sii il motivo per cui qualcuno sorride oggi”, un concetto che sin da piccola ho sempre avuto, e forse è anche per questo che il regalo mi ha sorpresa così tanto; l’ho trovato vicino a me.
Tutti possono avere un “giorno no”, in cui l’unico obiettivo che si ha è quello di arrivare al termine della giornata. La frase mi ha ricordato proprio i miei “giorni no”, in quanto anche se rappresentano dei momenti negativi ci tengo molto che gli altri non ne vengano influenzati” (D. classe quarta).

Gemma n° 2278

“Come gemma ho deciso di portare le scarpe che uso per andare a correre con mio papà.
Anche se non saranno molto belle o all’ultima moda hanno un significato simbolico per me, rappresentano tutte le volte che io e lui abbiamo passato e passiamo un bel momento padre e figlia. 
Lo stimo molto, soprattutto per il fatto che ha sempre il sorriso stampato sul viso, torna a casa da lavoro stanco e invece di riposarsi a casa la domenica mattina, decide di correre per farmi felice” (I. classe seconda).

Gemma n° 2275

“Quest’anno la gemma che porto è per me un simbolo molto importante. È un charm che mi è stato regalato al mio compleanno dalla mia amica G. Io e G. ci conosciamo da ben 13 anni, cioè da prima dell’asilo perché abbiamo entrambe frequentato il tempo per la famiglia a R. Il nostro è stato un rapporto abbastanza particolare e turbolento; infatti, durante l’asilo ci volevamo un sacco di bene e, assieme ad un’altra nostra amica, avevamo perfino formato un trio; alle elementari, invece, era tutto il contrario: non ci sopportavamo e ogni volta che litigavamo cercavamo di farci dei torti a vicenda con il supporto di altre amiche. Arrivate le medie, ci siamo ritrovate in classe insieme e abbiamo ricominciato a frequentarci e questo ci ha permesso di riavvicinarci un po’, ma non eravamo così convinte di questa “amicizia” perché mantenevamo sempre un certo distacco. Lo scorso anno, dato che non sono potuta entrare nella prima scuola che avevo scelto e sapevo che lei sarebbe venuta in questa scuola, abbiamo chiesto di poter essere nella stessa classe e dall’anno scorso abbiamo legato così tanto che ad oggi posso definirla la mia migliore amica. Infatti, adesso ci raccontiamo qualsiasi cosa, anche la più assurda, e troviamo sempre un pretesto per scoppiare a ridere. Tutto ciò lo abbiamo voluto riassumere in una piccola frase che era già stata pensata qualche anno fa e che è quella incisa sul ciondolo: guerra per amore, perché pur avendo preferito la rivalità per molto tempo, abbiamo creato un’amicizia speciale e, anche se non lo ammettiamo, non possiamo stare l’una senza l’altra” (A. classe seconda).

Gemma n° 2271

“Quest’anno le gemme le leggevo solo: dall’altra parte del mondo guardavo le storie di “s del mondo” ma per la prima volta da quando sono al Percoto non stavo pensando a cosa valesse di diventare la mia gemma per l’ora di reli.
Però poi sono tornata, fuori programma, e io ufficialmente non c’entrerei niente con la classe, ma il prof appena mi ha vista mi ha inclusa offrendomi di presentare la mia gemma. Ed è stato l’unico anno in cui mi è subito venuto in mente cosa portare, non avevo dubbi su quale fosse la mia cosa speciale. È questo ciondolino di Pandora. Me l’ha regalato la mia famiglia ospitante l’ultima sera prima che dovessi lasciarli. Una delle tante caratteristiche che amavo di loro è che ogni sera facevamo qualcosa tutti insieme dopo cena, poteva essere un film o ci eravamo appunto appassionati ai puzzle. E quindi questo è il primo significato associabile a questo ciondolo. Il secondo può essere invece spiegato da questa lettera che mi ha scritto M., la mia sorella ospitante” (A. classe quarta).

Gemma n° 2268

“Ho deciso di portare questo braccialetto perché mi è stato regalato dai miei genitori, dicendomi delle parole importanti. L’anno scorso mi si è rotto sul bus, mi era dispiaciuto e quindi ho chiesto a mio padre di portarlo a sistemare; quest’anno per il compleanno l’ho riavuto.
Questo bracciale, che io considero un po’ un compagno di squadra e un po’ me stessa, simboleggia una rottura tra la me del passato e quella di adesso, che dopo un momento difficile è diventata più forte” (G. classe seconda).

Gemma n° 2260

“La mia gemma è questa collana che mi è stata regalata l’anno scorso in occasione del mio compleanno.
Me l’hanno regalata le mie tre migliori amiche.
Per me questa collana è molto importante perché mi porta sempre fortuna e la considero quindi un oggetto molto prezioso.
È un quarzo rosa che rappresenta l’amicizia e i sentimenti legati al cuore”.
(M. classe seconda).

Gemma n° 2259

“Ho portato la foto della mia nonna materna: si chiama H. Lei per me è la persona più importante; da piccolo preferivo stare a casa sua, non a che casa mia ci fossero litigi, ma lei mi ha insegnato l’educazione, il rispetto e, visto che è parecchio brava a cucinare, anche qualche tipico piatto albanese. Da poco mio nonno è morto, quindi cerco di starle più vicino possibile anche se lei abita in Albania. Questo Natale e per il mio compleanno è venuta qui in Italia, ci siamo divertiti e abbiamo riso tanto. Poi, quando se n’è dovuta andare, mi sono molto rattristito. Se la conosceste anche voi, pensereste la stessa cosa perché lei è così affettuosa e carina con tutti” (L. classe prima).

Gemma n° 2257

“Ho portato una foto di Firenze. Due settimane fa vi sono andata per un weekend: è stata la sorpresa di anniversario del mio fidanzato. Il venerdì me l’ha detto e il sabato mattina siamo partiti” (L. classe quinta).

Gemma n° 2256

“I nonni sono una delle cose più preziose che esistano, un dono che purtroppo non tutti sono così fortunati da ricevere. Io sono stata la bambina più fortunata del mondo, non solo ho conosciuto i miei nonni, ma anche i bisnonni. Purtroppo però, non c’è cosa peggiore che vedere giorno dopo giorno questo dono stupendo sgretolarsi.
Mi ricordo quando giocavo a carte con il bisnonno , tutti i pomeriggi. Lui entrava in casa e appoggiava il suo cappello sullo scalino, sempre lo stesso, mi guardava con i suoi occhi blu dolcissimi e mi chiedeva in friulano: “hai fatto la pipì nel letto stanotte?”. E io ridevo, ridevo tantissimo. Ridevo quando non mi faceva mai vincere ai giochi di carte, quando faceva delle sciocche battute e quando faceva le sue solite espressioni o boccacce sceme. Ma poi, tutto un tratto, i suoi occhi sono diventati assenti e io un ricordo vago nella sua mente, non ero più la sua nipotina che faceva la pipì nel letto e che rideva con lui, ero solo un ricordo sbiadito, un’immagine sfocata e poi più nulla.
Così anche per nonna, che sta convivendo ora con l’Alzheimer e che ogni tanto mi chiede se sono la sua vicina di casa venuta dalla Francia e io le devo ricordare che sono io, sua nipote e che Daniele, il mio papà, è suo figlio e lei risponde che c’è sempre una prima volta per conoscerlo.
Inizialmente mi faceva sorridere il fatto che mi chiedesse 50 volte se volessi l’insalata o quando perdeva le cose e le ritrovava solo mesi dopo tra grandi risate, ma ora è lei ad essersi persa. Anche il nonno sta girovagando tra gli ospedali, il Parkinson è una brutta bestia.
Nonostante ciò ho ancora quasi tutti i miei nonni e continuo a ridere e sorridere insieme a loro e mi reputo fortunata anche solo ad averli conosciuti, ma vederli andare via o essere per loro solamente un’immagine indefinita, mi ferisce”.
(S. classe quinta).