Gemma n° 2738

Immagine creata con ChatGPT®

Perché in fin dei conti questo siamo.
Esseri fragili.
Deboli ramoscelli attaccati fievolmente al grande albero della vita.
Pronti a spezzarsi da un momento all’altro.

È l’inizio di una poesia che avevo letto qualche anno fa e che avevo salvato sul telefono. Ma non ne avevo mai capito il significato, fino a quest’estate.
Finisce la scuola, sono finalmente libero e tra due settimane parto per Toronto, per il viaggio che sto sognando da mesi. Non potrei essere più contento. Ma c’è qualcosa che non va, o qualcuno: sono quasi 2 mesi infatti che mio nonno, che abita nella mia stessa casa, che ho visto ogni giorno della mia vita, non sta bene; gli hanno diagnosticato un grande tumore ai polmoni e siamo tutti in pensiero per lui. Ora che ho finito scuola, ho più tempo da spendere con lui; mi ero promesso di farlo, ma purtroppo non l’ho sempre mantenuto, non quanto avrei voluto. Arriva domenica, è sera, sono con lui e stiamo parlando. Improvvisamente comincia a sentirsi sempre peggio, chiamo giù mio padre e tutti insieme decidiamo che forse è meglio chiamare un’ambulanza e farlo visitare in ospedale. Lunedì i miei vanno a trovarlo e dicono a me e mia sorella che non sta benissimo ma neanche male. Dal giorno dopo andiamo anche noi a trovarlo, non siamo mai stati così felici di vederlo. E così mercoledì e giovedì. Poi arriva venerdì, il giorno prima di partire per il Canada: sono le 8, mi alzo, vado in cucina e trovo un biglietto dei miei: “siamo in ospedale”. Era strano che fossero andati a quell’ora, avevo già capito cos’era successo. Passano 10 minuti, i miei tornano a casa e li vedo entrare pieni di lacrime agli occhi, so cosa stanno per dirmi, ma non ho il coraggio di chiederlo. Si avvicina mio padre: “Il nonno se n’è andato”. Io scoppio a piangere e abbraccio mio padre così forte come non ho mai fatto in tutta la vita. Ma ora come faccio a partire, ad andare a migliaia di chilometri di distanza, da solo, in queste condizioni, non andando neanche al suo funerale? Nonostante ciò, i miei mi dicono di andare, perché in fondo anche mio nonno l’avrebbe voluto per me. E allora parto, vivo un mese incredibile, pieno di emozioni, conosco gente stupenda da tutto il mondo e visito posti unici. Torno a casa e continuo a vivere la mia estate come meglio posso, certo con un vuoto dentro. Poi arriva domenica 25 agosto. Il giorno prima avevo finalmente compiuto 18 anni ed ero felicissimo. La mattina mentre vado alla sagra del paese per aiutare, scrivo sul gruppo del calcetto “Martedì calcetto?”. Spengo il telefono e lo riprendo solo dopo pranzo dopo aver finito di lavorare. Il primo messaggio che trovo è quello di un mio amico: “R, non so se è il caso di andare martedì, L. non c’è più”. Rimango paralizzato, in mezzo alla sagra, in mezzo a centinaia di persone. Non ci posso credere. Dopo qualche settimana, riportano su il corpo dalla Puglia, dov’era in vacanza quando se n’è andato. Andare al funerale di un tuo amico che conosci dalla terza elementare, un ragazzo di soli 20 anni, con tutti i tuoi amici, non era qualcosa che avrei voluto vivere. Vederli tutti piangere, abbracciarsi, cercando di farsi forza a vicenda, è straziante e non lo augurerei nemmeno al mio peggior nemico.
Ora capisco perché siamo esseri fragili, deboli ramoscelli attaccati fievolmente al grande albero della vita, pronti a spezzarsi da un momento all’altro.
Ora capisco che bisogna vivere ogni giorno al meglio, come fosse l’ultimo, o almeno anche solo provarci, infatti io non ci riesco sempre, guardarsi allo specchio e sentirsi realizzati, andare a dormire la sera ed essere contenti di chi si è e di cosa si è fatto. Per se stessi. Per gli altri. Per chi non c’è più.”
(R. classe quinta).

Gemma n° 2736

Immagine creata con ChatGPT®

“Questa gemma voglio dedicarla a mia nonna perché è una delle persone più importanti della mia vita.
Lei c’è sempre stata e non mi ha mai fatto mancare nulla.
Ha sempre creduto in me e mi ha sempre incoraggiata e sostenuta. Mi ha vista ridere, mi ha vista piangere, mi ha vista sbagliare, mi ha vista crescere.
Riesce sempre a farmi sorridere, anche nei momenti difficili, anche quando penso di non farcela” (G. classe seconda).

Gemma n° 2733

“Quando si tratta di un rapporto stretto, io sono sicura che il tempo non gioca un fattore importante.
Per molti anni della mia vita non ero al corrente dell’esistenza dei miei stessi zii (di secondo grado). Mia nonna per qualche ragione aveva preferito allontanare me ed i miei fratelli da loro. Ha sempre tenuto il motivo nascosto e non abbiamo mai avuto modo di sapere il perché. Il rapporto con suo fratello (mio zio) è sempre stato d’amore e odio, crescendo hanno preso strade molto diverse ma erano comunque rimasti in contatto. Ho conosciuto i miei zii per la prima volta alla mia comunione, allora non avevo compreso fossero miei parenti. In quell’occasione mi regalarono questo bracciale, la collezione a cui appartiene viene venduta con un libricino che descrive la personalità che ognuno possiede. Senza conoscermi l’avevano azzeccata alla perfezione. Solo due anni dopo mia nonna ha iniziato a portarmi a casa degli zii e quando è venuta a mancare le visite sono diventate più e più frequenti. In famiglia avevamo bisogno di sostegno e loro ci hanno aiutato a lavorare sul nostro dolore. Ho imparato a conoscerli e a volergli bene ed ora sono infinitamente grata del rapporto genuino che condividiamo. Quindi, sì, posso dire con certezza che il tempo non è rilevante quando delle persone si capiscono così bene” (E. classe seconda).

Gemma n° 2732

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“Come gemma quest’anno ho deciso di portare una persona: mio fratello M.
Ovviamente portarlo in classe con me sarebbe stato un pò difficile quindi ho optato per una foto di noi due insieme.
Ho deciso di portare lui come gemma perché nell’ultimo periodo mi sono soffermata spesso a riflettere su quanto mio fratello rappresenti una colonna portante della mia vita e su quanto lui mi abbia insegnato nel corso degli anni pur essendo più piccolo di me.
M. è un ragazzino di 13 anni affetto probabilmente dalla malattia rara di Lennox-Gastaut. Dico probabilmente perché non ne siamo certi al 100% visto che ci sono sia somiglianze ma anche differenze tra la sua situazione e le caratteristiche della sindrome e io preferisco aggrapparmi a quelle differenze visto che quella è una malattia che sembra non poter mai migliorare ma solo peggiorare.
E’ nato quando avevo 4 anni e ricordo che mi fece un certo effetto quando i miei genitori tornarono a casa con mio fratello, in primo luogo perché non era la sorellina che avevo chiesto e poi perché inizialmente facevo fatica a capire perché quel bambino stesse rubando tutte le attenzioni dei miei parenti. Poi col tempo ho capito che sarebbe potuto non essere lì e che io potevo fare da sola cose che lui invece non poteva fare.
Se oggi sono la persona che sono lo devo in buona parte a lui che senza rendersene conto mi ha dimostrato quanto valore avesse la vita.
Mio fratello ne ha passate di tutti i colori fin da quando era piccolissimo. Più di una volta è stato per mesi in ospedale per svariate ragioni e altrettante sono state le volte in cui abbiamo avuto paura di non poterlo più riabbracciare e una di queste è stata qualche settimana fa quando mi è sembrato di rivivere un incubo di qualche anno fa.
Nonostante la sua apparente fragilità lui si è sempre aggrappato alla vita con i denti e con le unghie dimostrandomi quanto possano essere stupide certe preoccupazioni quotidiane.
M. è stato incoscientemente il mio maestro di vita da quando è nato fino ad ora e spero vivamente che posso continuare a insegnarmi l’amore per la vita per tanto tempo ancora” (A. classe quarta).

Gemma n° 2730

“Come gemma ho deciso di portare due persone molto importanti per me. J., la mia migliore amica e D., il mio fidanzato. Io e J. siamo amiche da quando abbiamo 7 anni e non ci siamo mai separate, la considero una sorella perché c’è stata sempre in qualche modo, è la mia spalla destra. D. ed io invece stiamo insieme da circa un anno anche se abbiamo fatto tira e molla; è come un padre per me anche perché è più grande e ci conosciamo da quando ho 12 anni, con lui spero che il tempo non passi mai, ormai fa parte della mia famiglia” (A. classe prima).

Gemma n° 2728

“Ho deciso di portare come gemma mio fratello, perché il nostro legame è davvero speciale. Fin da quando eravamo piccoli, è stato sempre al mio fianco, pronto ad aiutarmi in ogni momento, anche nei periodi più difficili.
Non solo è una persona di cui mi fido ciecamente, ma è anche la spalla su cui posso contare senza esitazioni. Crescendo insieme, abbiamo condiviso tante esperienze, risate e anche momenti di fatica, ma ogni volta ci siamo tirati su a vicenda. Lui è la persona che mi capisce meglio di chiunque altro e che, anche senza parole, riesce sempre a darmi il sostegno di cui ho bisogno” (M. classe seconda).

Gemma n° 2726

“Quest’ anno come gemma ho deciso di portare il mio fratellino.
Mio fratello è la persona che ammiro di più, è sempre molto dolce e ha sempre una parola buona per tutti.
Il mio fratellino, a differenza mia, è molto sensibile e questo lo dimostra con abbracci e parole gentili.
Io e lui abbiamo un bellissimo rapporto e ci vogliamo un mondo di bene.
Penso che mio fratello sia una bellissima persona e spero che non cambi mai” (A. classe prima).

Gemma n° 2718

“Come gemma quest’anno ho scelto di portare questa maglietta. L’ho scelta perché me l’ha fatta mia nonna, che purtroppo è venuta a mancare qualche mese fa. Mia nonna era una delle persone più importanti per me, e ogni volta che andavamo in Albania dai miei parenti io rimanevo sempre a dormire da lei. La cosa di cui mi pento di più è di non averla vista più spesso, e prima che se ne andasse, perché appunto i miei parenti vivono tutti in Albania. Mi ricordo che ogni volta che le chiedevo, mi faceva sempre delle maglie, delle borse e varie cose e penso che ora siano le cose che tengo più strette a me per avere un ricordo di lei” (N. classe quarta).

Gemma n° 2708

“Come gemma ho deciso di portare mio fratello gemello D. Anche se a volte mi capita di pensare che sia una delle persone più fastidiose del mondo, so che è uno dei pochi, se non l’unico, che effettivamente mi capisce fino in fondo. Con lui posso parlare di qualsiasi cosa senza sentirmi giudicata, e mi è sempre stato vicino, anche nei momenti in cui mi è sembrato di toccare il fondo e non essere in grado di risalire. D. è l’unico che non mi ha mai guardata con occhi che mi giudicavano, bensì ci siamo sempre sostenuti e supportati a vicenda. Nei giorni in cui a stento ho le forze di alzarmi dal letto, in qualche modo D. riesce sempre a strapparmi un sorriso anche se avrei solo voglia di cacciarlo via. Concludo dicendo che mio fratello è una spalla su cui posso sempre contare, e so che è una delle pochissime persone che non mi volterebbe mai le spalle (E. classe seconda).

Gemma n° 2707

Immagine creata con ChatGPT®

“Questa foto rappresenta i miei nonni quando erano giovani (18/19 anni) e per me è un oggetto molto importante perché innanzitutto mi ricorda le nostre origini, ma anche tutte le storie della nostra famiglia. I miei nonni per me sono un esempio di vita poiché hanno affrontato ogni difficoltà con determinazione e ottimismo e per questo li ammiro” (M. classe prima).

Gemma n° 2704

“Ho deciso di portare questo peluche come gemma perché è stato uno degli ultimi regali da parte di mia zia.
Nel 2020 a mia zia viene diagnosticato un tumore. Eravamo tutti molto preoccupati, ma lei, lei era quella più calma. Lo ha combattuto per 3 anni e mezzo fino allo stremo. Vederla in quelle condizioni è stata una delle cose che mi ha più segnata, perché quando lei stava morendo io ero lì.
Non voglio che questa gemma sia un ricordo triste, anzi voglio ricordare come sia importante la vita e soprattutto quanto sia prezioso poterla vivere. Lei mi ha insegnato a vedere il mondo in modo positivo e trarre vantaggio da ogni sbaglio” (M. classe prima).

Gemma n° 2703

“Quest’anno come gemma ho portato mio fratello M. Lui è sempre stato il mio punto di riferimento. Non è una persona che dimostra apertamente il suo affetto, ma so che ci tiene a me. Anche quando non sembra, mi ha sempre aiutata, magari con un consiglio anche detto con modi un po’ burberi.
Abbiamo sempre fatto tutto insieme fin da piccoli. Molte volte se per esempio c’era una nuova giostra o qualche nuova attività che mi spaventava, farla insieme a lui mi tranquillizzava e mi dava più sicurezza. Poi, però, quando ha iniziato le medie, ci siamo allontanati e abbiamo iniziato a litigare molto spesso. Sentivo che tra di noi si era alzato un muro e questa cosa mi dispiaceva tanto.
Ora fortunatamente ci stiamo piano piano riavvicinando e il nostro rapporto sta tornando un po’ come quello di prima” (A. classe quarta).

Gemma n° 2697

“Come gemma quest’anno ho deciso di portare il mio ragazzo. L’ho conosciuto a marzo dell’anno scorso, ormai sono quasi 8 mesi che stiamo insieme e ci tengo veramente tantissimo a lui. Le sue braccia per me sono come un rifugio da tutto e da tutti e quando mi abbraccia tutto si ferma, le litigate, i temporali, i rumori e le brutte sensazioni. Essendo 2 anni più grande di me mi sento protetta quando usciamo, anche la sera, ma oltre all’età mi sento protetta perché so che ci tiene a me e farebbe qualsiasi cosa perché non mi succeda niente. Ci sono alti e bassi nella nostra relazione come è normale che sia ma poi, anche dopo non esserci parlati per giorni, torniamo felici come prima. Spero che non ci lasceremo mai e spero di passare il resto della mia vita con lui” (F. classe seconda).

Gemma n° 2696

“Fa strano dirlo, ma questa è la mia ultima gemma. Proprio per questo motivo ho pensato a lungo a cosa o chi portare, ma alla fine sono andata sul sicuro. Come ultima mia gemma infatti, ho deciso di parlare della mia nonna materna, B., per ringraziarla un po’ per tutto quello che ha sempre fatto per me.
Io e mia nonna siamo sempre state molto legate, anche perché ho passato la maggior parte della mia infanzia e della mia adolescenza a casa sua.
Molti dei ricordi più vividi della mia infanzia infatti sono proprio con mia nonna.
Ricordo perfettamente tutti i pomeriggi passati a farla disperare, dato che non riuscivo ad addormentarmi in nessun modo e allora la costringevo a prepararmi la mia tazza a forma di orso piena di spremuta di arancia e zucchero e portarmi fino alla discarica di T. per vedere i gabbiani, promettendole che solo così mi sarei addormentata (ovviamente non mi addormentavo mai).
Inoltre ogni tragitto in auto con mia nonna era sempre accompagnato da un’accurata selezione di CD di canzoni estive anni cinquanta e sessanta o di canzoni natalizie dello Zecchino d’Oro, che ascoltavamo indipendentemente dal periodo dell’anno (al 90% se ci avessero fermate in un pomeriggio di novembre ci avrebbero beccate mentre ascoltavamo Sapore di sale di Gino Paoli).
Ricordo ancora perfettamente i pomeriggi passati a preparare le frittelle, a bere il the, a cucire, a trasformare la sua casa in un museo con i miei disegni o a ripeterle disperatamente gli argomenti delle mie interrogazioni. Infatti, nonostante mia nonna non abbia mai potuto continuare a studiare, ha sempre cercato di aiutarmi come poteva nei compiti e nello studio quando non potevano farlo i miei genitori, ricordandomi quanto io fossi fortunata a poter andare a scuola e dandomi quel pizzico di motivazione in più.
Mia nonna inoltre è sempre stata (ed è ancora) un po’ la mia complice. Quando litigavo con le mie amiche o una verifica non andava come speravo infatti, era sempre lei la prima a saperlo (anche se poi andava subito a dirlo a mia mamma, pure quando le facevo promettere che non lo avrebbe fatto).
Avrei ancora tantissime cose da dire, ma meglio finire qua perché sennò non la finisco più.
Insomma, ci tenevo a concludere la mia serie di gemme ringraziando per bene la nonna B. per tutto quello che ha fatto e continua a fare per me”.
(B. classe quinta).

Gemma n° 2693

“Quest’anno non ho avuto alcun dubbio su chi scegliere per la mia gemma: avrei parlato di A. e di mio fratello F., due tra le persone più importanti della mia vita. F. è sempre stato un punto fondamentale per me, il mio posto sicuro fin da quando è nato; un fratello è molto più di un semplice legame di sangue, è un compagno di avventure e a volte anche un complice. Con lui passo gran parte del tempo e a volte non mi sembra abbastanza; ormai ha già quasi nove anni e ogni compleanno sembra portarlo sempre più lontano da me. Lo ammiro profondamente, poiché nonostante la sua malattia non ha mai perso il sorriso; non l’ho mai confidato a nessuno, ma mio fratello ha una malattia rara e fin dai suoi primi giorni di vita ha dovuto affrontare moltissime sfide, tra cui anche vari ricoveri; ammetto di avere sempre avuto paura, anche quando affrontava per esempio un semplice ricovero, poiché il terrore di perderlo era ed é ancora molto; ammetto che a volte lo tratto male oppure gli rispondo in malo modo, però in cuor mio gli voglio estremamente bene e farei qualsiasi cosa per vederlo felice, anche prendermi tutto il dolore che ha affrontato in questi anni. Adora passare il tempo con me, soprattutto quando sono in compagnia delle mie amiche ed è la persona più solare che io conosca. Gli auguro di realizzare tutti i suoi sogni e di non farsi mai abbattere da nessuno.
Nonostante conosca A. da poco più di cinque mesi, è diventata una persona veramente speciale nella mia vita. Fin da subito mi sono sentita a mio agio con lei, tantoché le racconto ogni cosa, bella o brutta che sia. Ammetto che all’inizio non mi stava tanto simpatica e sinceramente non so neanche il perché, ma poi ho iniziato a fidarmi e ho capito che mi sbagliavo di grosso. É una persona fantastica, una di quelle che semplicemente rendono tutto migliore e non saprei veramente cosa fare senza di lei. Ogni volta che siamo insieme ogni problema sparisce e se sto male, riesce sempre a tirarmi su il morale. Nonostante abbiamo avuto, soprattutto ultimamente, alcuni alti e bassi, ci siamo sempre state l’una per l’altra e non gliene sarò mai grata abbastanza. Ogni risata, ogni battuta e ogni avventura che abbiamo vissuto assieme rimarranno per sempre scolpite nel mio cuore. In classe basta un semplice sguardo per capirci e se dovessi parlare di un’amicizia senza odio o invidia, parlerei sicuramente della nostra. Ho sempre pensato che l’amicizia nata tra due banchi non facesse rumore, ma poi ho sentito la sua e la mia risata assieme e ho capito di sbagliarmi” (A. classe seconda).

Gemma n° 2692

“La mia gemma è questo tatuaggio che ho fatto circa una settimana fa con mia mamma. Ho scelto di tatuarmi due farfalle perché, per me, le farfalle sono creature stupende: libere, leggere e piene di vita, anche se breve ma intensa. Per me queste due farfalle rappresentano me e mia mamma. Lei è la persona più importante della mia vita, quella che mi è sempre stata accanto e mi sostiene in tutto. Facciamo molte cose insieme, come andare in palestra o a yoga, e ci raccontiamo sempre tutto. Ci sosteniamo e ci consoliamo a vicenda, e proprio per questo ho scelto due farfalle: perché so che mia mamma ci sarà sempre per me, così come io ci sarò sempre per lei.
Ovviamente, non ho obbligato mia mamma a fare lo stesso tatuaggio, soprattutto perché era anche per lei la prima volta. Lei ha scelto invece un altro tatuaggio con lo stesso significato: due fiori che si intrecciano, simbolo del nostro legame” (M. classe quarta).

Gemma n° 2691

“Quest’anno come gemma mi sento di portare G. Lo so che è ormai il terzo anno di fila in cui porto una persona come gemma, ma la trovo la cosa più adeguata a cui attribuire così tanta importanza. Mi spiego meglio: credo di non poter porre così tanta importanza in un unico oggetto che mi ricordi questa persona, rispetto a quanto io possa recarne nella persona stessa.
Perciò quest’anno porto G., il che potrà sembrare banale a chi qua dentro mi conosce meglio.
Mi sento di dire che grazie a lui sono molto maturata, ma non lo dico per rendere la gemma più accattivante o come banalità, ma è proprio così: vedo le cose da più punti di vista senza giudicarle dal principio e dandogli una possibilità, cosa che prima non facevo, e ora so quando e con quale scopo vale la pena intraprendere una discussione e quando invece è solo per sfogare un po’ di rabbia repressa contro qualcuno che non l’ha causata. Ho scoperto che i litigi servono, non accadono solo perché “la relazione sta per finire”, ma hanno lo scopo di risolvere problemi che a lungo termine potrebbero avere un pessimo impatto sulla relazione in sé.
Se ora mi mettessi a parlare del significato della parola “innamorata” o “amore”, oltre ad essere abbastanza banale, non saprei che dire a riguardo. Le trovo due parole con un significato così profondo che si può notare ed esprimere tramite i gesti piuttosto che a parole. Una volta G. mi disse che nessun bacio di quelli che ci saremmo mai dati sarebbe stato privo di significato, poiché a suo parere sono il gesto più bello fra tutti. Dunque, se vi dovessi dire cos’è per me l’amore, vi direi che è ogni bacio datomi da G., che mi regala sempre le stesse emozioni del primo.
Tirando le fila del discorso, mi dispiace se vi ho annoiati, dato che alla fin fine non ho parlato granché di lui come persona, ma l’unica cosa che c’è da sapere quando si parla di me e lui è che è una relazione inaspettata (o almeno lo è per me) ma è la cosa migliore che potesse mai capitarmi. Mi dispiace cadere nel banale con queste frasi, però non trovo modo migliore per esprimere ciò che penso”.
(V. classe terza).

Gemma n° 2689

“Come gemma ho deciso di portare mio padre. Per me lui è la persona più importante, lui è la spalla su cui so di poter piangere. Il mio papà c’è sempre stato per me, e non è una cosa da dare per scontata. Sono sempre andata molto d’accordo con mio padre, soprattutto perché abbiamo lo stesso carattere, anche se ci scontriamo qualche volta per questo motivo. Sono grata di tutto quello che fa per me, mi è stato vicino quando stavo più male e non volevo parlarne, e penso che questo conti più di mille parole” (G. classe prima).

Gemma n° 2676

“Questa è la mia mamma. Per me lei rappresenta un punto fermo nella mia vita, è la mia spalla destra ed è colei che ci sarà sempre per me in ogni attimo della mia vita. Sono davvero grata di avere una mamma come lei, sempre pronta ad aiutarmi e sostenermi in ogni cosa e in ogni sfida che mi viene posta davanti. Anche se litighiamo, ogni tanto ci urliamo, resterà sempre la persona più importante della mia vita e non avrei mai potuto chiedere mamma migliore” (A. classe quarta).

Gemma n° 2672

“A differenza degli scorsi anni, dove non sapevo bene che cose portare come gemma, quest’anno mi sono ritrovata ad avere più argomenti di cui parlare.
Ieri pomeriggio (dato che sono una persona molto indecisa) ho chiesto a mia sorella più piccola cosa secondo lei potessi portare. Dopo averle spiegato cosa fosse mi ha detto scherzando “porta me”. 
Io in realtà avevo già pensato di parlare di lei, ma quando me l’ha detto ho deciso. Io ho due sorelle più piccole di qualche anno.
La più piccola, da quando è andata alle medie (l’anno scorso), ha avuto un grandissimo cambiamento che per fortuna ci ha permesso di andare più d’accordo e di poter parlare di tutto, cosa che prima non succedeva così spesso data la differenza di età. Sono molto contenta del rapporto che abbiamo e penso che ciò derivi anche dal fatto che siamo molto simili e ci piacciono quasi le stesse cose. Con la mia altra sorella invece litigo di più, ma ciò non significa che non le voglia bene.
Essendo la sorella più grande ho sempre cercato di dare il buon esempio e spero di starci riuscendo. I nostri genitori da piccole ci dicevano sempre che siamo molto fortunate ad avere delle sorelle, perché in futuro sarà come avere sempre una persona su cui contare. Spero veramente che il nostro rapporto rimarrà più o meno lo stesso nel tempo.”
(S. classe quinta)