“Quest’anno come gemma ho deciso di portare una foto di me da piccola con mio papà: io e lui abbiamo un bellissimo rapporto, ci raccontiamo sempre tutto e ci fidiamo reciprocamente. Mi piace condividere i miei pensieri e le mie preoccupazioni con lui perché so che sicuramente mi capirà e non mi giudicherà. Mi ha sempre supportato nelle mie scelte e mi ha fatto capire che, qualunque cosa accadesse, avrei sempre potuto contare su di lui. Sia per me che per mia sorella è sempre stato un punto di riferimento, un esempio da seguire e non ci ha mai fatto mancare nulla. Mi sento fortunata ad avere un padre come lui e anche se qualche volta discutiamo non lo cambierei con nulla al mondo” (R. classe terza).
“Era una notte d’inverno, ricordo perfettamente che il cielo era limpido e c’era la luna piena. Io ero fuori sul balcone a sognare ed a fare la romanticona. Arrivò mio padre che mi porse la sua felpa enorme: così calda, con il suo profumo preferito travolgente. Ad un certo punto, il mio papà mi pose davanti agli occhi il suo telefono e mi disse queste tre parole: “Te la dedico”. Era una canzone e mi misi ad ascoltarla. “Viaggia insieme a me e io ti guiderò e tutto ciò che so te lo insegnerò finchè arriverà il giorno in cui tu riuscirai a fare a meno di me. Io ti porterò dove non sei stato mai E ti mostrerò le meraviglie del mondo E quando arriverà il momento in cui andrai, Tu, tu guiderai, Tu lo insegnerai Ad un altro o un altro Come te… “ La canzone in questione era “Viaggia insieme a me” degli Eiffel 65.
Dopo aver capito il testo mio padre chiamò il mio nome e mi girai. I suoi occhi brillavano di una luce che non avevo mai visto: forse era l’orgoglio, l’amore che un padre prova verso la figlia. Mi disse “Nessun uomo ti amerà come ti amo io. Sì, un giorno ti dovrò lasciar andare, perché è giusto che tu faccia la tua vita. Ma ricordati che per te e per i tuoi fratelli la porta sarà per sempre aperta. Anche se un giorno non ci sarò più, non preoccuparti, perché sarò in tutte le stelle e ti darò il mio amore eterno da lassù”. Questa è la mia prima gemma: l’amore della famiglia. (N. classe quarta).
“Come gemma, quest’anno ho deciso di portare mio fratello. Non riuscirei a immaginare la mia vita senza di lui anche se molto spesso non siamo d’accordo quasi su niente e finiamo per litigare dalla mattina alla sera: non posso fare a meno di essere grata di averlo come fratello. Se potesse leggere quello che ho scritto in questa gemma molto probabilmente non ci crederebbe, perché queste cose a lui non le dico mai. Nonostante tutto, però, è l’unica persona con cui mi sento davvero sicura di poter parlare liberamente senza sentirmi giudicata o vergognarmi. Anche se non glielo dico sono sicura che lui sappia che gli voglio davvero molto bene e che lo ringrazio di essere nella mia vita” (S. classe terza).
“Dopo l’anno scorso, non ho avuto dubbi su chi portare come gemma quest’anno, se non la persona che mi é stata più accanto di tutte in un periodo in cui credevo non valesse la pena vivere. Questa persona è mia madre. So che posso sembrare infantile, però dopo aver attraversato un periodo così buio lei é stata la mia luce che mi ha portata all’uscita di un tunnel e mi ha permesso di sorridere quando io da sola non riuscivo. lo le devo tutto. Tutti i miei traguardi sono grazie a lei, e purtroppo non riuscirò mai a ripagarla abbastanza per tutto quello che mi ha dato. Ha fatto di tutto per rendermi felice, io ho sempre saputo che ci sarebbe sempre stata per me, ma dopo il 2024 ne ho avuto la prova. Non ho mai sperimentato, prima dello scorso anno, tante persone che provano un grande odio nei miei confronti, forse ingiustificato, o forse era una prova della vita, una di quelle prove che fanno male ma che ti rendono più forte, e se mia madre oggi è così forte, vuol dire che ne ha passate tante. Nonostante io la ami tantissimo, continuerò a romperle le scatole raccontandole i miei aneddoti che non le interessano minimamente e a tartassarla con le mie paranoie sui ragazzi, sul mio valore e sulla scuola”. (S. classe seconda).
“Questo braccialetto me lo ha regalato mia nonna esattamente un anno fa quando era il mio compleanno. Questo bracciale per me vale molto perché quando lei stava male lontana da me e dalla mia famiglia sentivo la sua vicinanza semplicemente guardandolo” (A. classe prima).
“Osservando le persone che mi circondano, mi sono fermata a riflettere su quanto siano preziose le persone che mi sono sempre accanto e di quanto io ne sia grata, ogni giorno. Eppure, guardando più da vicino, ho notato una piccola stella che, fin dal primo momento, è stata al mio fianco in ogni situazione, senza mai farmi sentire sola. Quella stella si chiama A., ed è mia cugina. È sempre stata lì per me, supportandomi in ogni circostanza e sopportandomi anche nei miei momenti più difficili. Con lei ho condiviso risate, segreti e sogni, ma anche paure e sfide. A. non è solo una cugina, ma una sorella, la mia migliore amica, la persona che sa sempre come farmi sentire meglio, la mia compagna di avventure. Nonostante la distanza che ci separa, nemmeno i continenti che ci tengono lontane sono riusciti a spezzare il nostro legame. Ogni estate, ogni Natale, ogni piccolo momento che trascorriamo insieme riesce a tirare fuori la parte migliore di me. E anche quando la mia parte più fragile si fa vedere, lei è sempre lì, pronta a sostenermi senza mai giudicare, con una pazienza che solo lei sa avere. È stata la mia sorella maggiore, quella su cui ho sempre potuto contare, e ogni giorno la ammiro sempre di più. Anche se quest’anno compirà 18 anni e diventerà adulta, per me rimarrà per sempre la mia cuginetta, quella che porto sempre nel cuore e di cui parlo con orgoglio a tutti, e per cui conto i giorni che mancano all’estate, con la certezza che non importa quanto tempo passi, il nostro legame non cambierà mai. Una delle cose che più mi fanno sorridere di lei è che, come dice la canzone, Why everybody so serious? Perché con A. non posso fare a meno di ridere e scherzare sempre. Non importa quanto la vita possa essere complicata o seria, con lei ogni momento diventa un’occasione per divertirci, per essere spensierate come due bambine. Avrei potuto dedicarle una di quelle canzoni sdolcinate, piene di parole dolci e romantiche, ma sono sicura che non sarebbe stato giusto. A. non è solo una persona con cui condividere momenti teneri e riflessivi, ma è anche la mia compagna di risate, la persona con cui posso essere completamente me stessa, senza filtri o convenzioni. Con lei, non c’è bisogno di frasi melense o gesti eccessivamente dolci. Ho scelto invece questa canzone, Pricetag, poiché l’abbiamo cantata a squarciagola quest’estate, mentre andavamo in vacanza, e in quel momento è come se il tempo si fosse fermato. Siamo tornate due bambine che si divertono senza pensieri, con il cuore leggero e mille idee in testa. È questo che amo di più: con lei, anche nei momenti più ordinari, tutto diventa speciale, perché insieme ci sentiamo invincibili. A. è la mia stella, quella che rende ogni giorno migliore, quella che è sempre stata al mio fianco, in ogni momento della mia vita, e per tutto questo le sono immensamente grata”. (V. classe seconda).
“Come gemma di quest’anno ho deciso di portare una serie: Hawaii-Five-0. Ho scelto questa serie perché da piccola la guardavo ogni pomeriggio con mio padre sul divano a casa. Oggi questa serie mi riporta indietro a quelle ore passate insieme con spensieratezza e felicità senza nessuna preoccupazione per la scuola o il lavoro” (A. classe seconda).
“Come gemma ho scelto la mia ragazza, E. Posso iniziare col dire che è la persona più importante per me: da quando eravamo amici fino ad ora, c’è sempre stata una sintonia inspiegabile tra me e lei, anche se siamo piccoli e stiamo insieme da quasi 8 mesi, rimarrà per sempre una delle persone più importanti della mia vita e avrà per sempre un posto speciale dentro di me. Mi ha aiutato molto a maturare e migliorare come persona, lei è una delle poche persone della mia vita che ha sempre cercato di far uscire la parte migliore di me e ci è sempre riuscita. I miei “giorni no”, con lei diventano migliori: riesce sempre in qualche modo a rendermi felice e a tirarmi su il morale. Nonostante tutti i problemi che abbiamo sempre avuto, siamo sempre riusciti a risolverli, non penso ci sia mai stato qualcosa a separarci; riuscire a farsi capire da una persona non è una cosa da poco e mi sento davvero fortunato ad averla nella mia vita. In questi 7 mesi di relazione e mesi di amicizia ne abbiamo passate molte, dalle più tristi alle più felici e non c’è un momento in cui ho pensato che lei fosse sbagliata per me. Quello che provo per lei non lo proverò per nessun’altra persona, ogni giorno cresciamo insieme e impariamo dai nostri sbagli. La amo più di ieri, ma meno di domani”. (C. classe terza).
“Per la mia prima gemma ho deciso di portare questa foto che ritrae me e la mia famiglia durante la Prima Comunione di mia sorella. La mia famiglia è molto importante per me, perché con loro passo la maggior parte del tempo e quindi mi conoscono molto bene. Mi piace molto passare il tempo in compagnia della mia famiglia, in vacanza ma anche stando semplicemente a casa insieme. Questa foto rappresenta molto bene quello che siamo ovvero una famiglia molto unita. Devo veramente tanto alla mia famiglia che mi fa sempre sorridere e non saprei veramente come fare senza di loro”. (L. classe prima).
“Come mia prima gemma, voglio portare mia sorella G. Oramai lei non è solo mia sorella, ma è anche la mia migliore amica perché qualcuno migliore di lei non esiste. Però il nostro rapporto non è sempre stato così; infatti, fino a 5 anni fa, lei era molto più scontrosa nei miei confronti, però crescendo, entrambe siamo cambiate e ora siamo inseparabili. Le cose che facciamo più spesso sono ridere e scherzare: cose banali? Probabilmente per molti sì, ma per me no. Ogni tanto penso: e se noi non avessimo il rapporto che c’è adesso tra di noi, sarei diversa? Beh, direi di sì, perché lei fa parte di me e della mia vita, quindi senza G., mi mancherebbe un pezzo. In conclusione spero che tutti abbiamo una persona come lei cosicché la vita la si possa vivere a colori” (G. classe prima).
“Come ultima gemma del liceo ho deciso di portare la mappa della metropolitana di Londra. Innanzitutto parto col dire che la capitale del Regno Unito è sicuramente la mia città preferita, ci sono stata la prima volta nel 2018, e l’ho amata talmente tanto che per i diciotto anni che ho compiuto a settembre ho chiesto ai miei genitori di tornarci. La settimana che ho vissuto lì per festeggiare la maggiore età è stata qualcosa di indimenticabile, soprattutto perché ho avuto l’occasione di condividerla con i miei genitori, le figure di riferimento più importanti nella mia vita. Ultimamente il nostro rapporto sta migliorando un sacco, e mi ritengo davvero molto fortunata ad andare così tanto d’accordo con loro. Quindi oltre all’aspetto del viaggio abbiamo anche quello della famiglia, un valore per me fondamentale. Ho portato questa mappa anche come auspicio per il mio futuro, dato che il mio sogno più grande sarebbe quello di diventare guida turistica e tour leader a Londra, una città che porterò per sempre nel mio cuore” (A. classe quinta).
“Come gemma ho deciso di portare la serie tv Una mamma per amica. Per me ha un significato speciale perché l’ho guardata e la riguardo ogni anno, come tradizione, assieme a mia madre: una persona fondamentale nella mia vita. Grazie a questa serie tv abbiamo passato molto più tempo insieme, e condiviso dei momenti bellissimi” (V. classe seconda).
“Questo anello può sembrare banale o un semplice anello per molti, ma in realtà dietro c’è una storia ben più emotiva e profonda. Questo anello è stato l’ultimo regalo che mi è stato fatto da mia zia, lei era affetta da un cancro che dal seno si è diffuso lungo la colonna vertebrale fino al cervello, facendola soffrire di più nelle ultime settimane di quei 4 anni agonici di malattia. Lei quando morì era piuttosto giovane, aveva appena 42 anni e avrebbe voluto passare più tempo con me, con la mia famiglia e con le sue due figlie, le mie cugine, una di 4 anni e l’altra di 12 anni; avrebbe voluto anche fare più regali, infatti nell’ultimo periodo fece a me e a mio fratello un sacco di regali. Lei ci lasciò il 13 maggio del 2024, una data che la mia famiglia non potrà facilmente dimenticare, giacché questa morte ci ha lasciato un vuoto indescrivibile e inimmaginabile, visto che tutti eravamo molto legati a lei”. (S. classe seconda).
“La collana in foto è soltanto il punto iniziale della mia gemma perché quello su cui mi voglio concentrare è la persona che me l’ha regalata. Questa persona si chiama S. ed è il nuovo compagno di mia madre, nonché suo collega di lavoro. La loro relazione è iniziata già qualche anno fa, tre o quattro, e da figlia posso dire che vedo entrambi molto più felici e sereni di prima, cosa che mi rende contenta a mia volta. S. è una persona fantastica, gentile, generosa e sicuramente molto simpatica: si comporta bene con tutti, è sempre disponibile e, una cosa di cui sono assai grata, si comporta come se fosse un secondo padre per me. Mi ha insegnato tanto da quando lo conosco, è sempre stato e sempre sarà disponibile se mi dovesse servire qualcosa e, parlando francamente, il rapporto che abbiamo è talmente genuino che sembra quasi io sia sua figlia. Siamo diventati legati così tanto in relativamente poco tempo e posso dire di volergli bene come se fosse mio padre” (M. classe quinta).
“Ho deciso di portare questa gemma per ringraziare la persona più importante della mia vita: mia madre. Lei è stata la luce che ha illuminato i miei momenti più bui, mi ha aiutato a superare le mie paure e ad affrontare ogni mio problema, dal più piccolo al più grande. Mi ha insegnato ad essere umile, grata e resiliente. Mia madre è stata la mia salvezza, non mi ha mai abbandonata, neanche quando ero io a voltarle le spalle. È stata l’unica a credere in me quando nemmeno io riuscivo a vedere in me stessa qualcosa di buono. Sono profondamente grata di avere accanto una donna così forte e intelligente. Il mio desiderio più grande è renderla orgogliosa di me e farla felice, proprio come lei ha fatto con me” (C. classe quinta).
“Per la gemma di quest’anno ho deciso di portare un disegno fatto dal mio cuginetto. Me l’ha regalato per ringraziarmi del tempo che ho passato con lui durante l’estate, giocando e facendogli da babysitter. Mi piace moltissimo trascorrere del tempo con lui e vederlo crescere. Nonostante sia ancora piccolo, abbiamo un legame davvero speciale!” (M. classe quarta).
“Quest’anno sono stata molto indecisa su cosa portare come gemma, ma alla fine ho deciso che la scelta perfetta sarebbe stata mio fratello D. Nonostante i soliti litigi e discussioni tra fratelli, lui è una delle cose migliori che mi siano mai successe ed è parte integrante della mia felicità ogni giorno. Molto spesso ripenso a quando lui non c’era e provo ad immaginarmi se fossi rimasta figlia unica: impossibile. Gli voglio un bene dell’anima e spero che il nostro rapporto possa durare anche quando saremo grandi e ognuno prenderà la propria strada” (C. classe quarta).
“Mia madre è la persona più importante della mia vita, anche se a volte il suo modo di essere può risultare severo. So che il suo rigore nasce dal desiderio di vedermi crescere come una persona migliore, capace di affrontare le difficoltà della vita. Ogni volta che mi corregge o mi spinge a fare di più, lo fa perché vuole il meglio per me, anche se in quei momenti può essere difficile da accettare. È una donna forte e determinata, e ammiro il modo in cui affronta le situazioni difficili senza mai perdere di vista ciò che conta davvero. Da lei ho imparato tanto, non solo dalle sue parole, ma anche dai suoi gesti. Ci sono momenti in cui non sono d’accordo con lei e ci scontriamo, ma alla fine so che tutto ciò che fa è per il mio bene. Se penso alla mia vita senza di lei, mi rendo conto che sarebbe vuota” (M. classe seconda).
“Ricordo ancora quelle estati trascorse in cantina, al fresco, con l’odore della tempera che si mescolava all’aria calda e la compagnia di nonno. Lo osservavo in silenzio mentre, concentrato, cercava il prossimo soggetto da dipingere. Nonno ha un talento unico, un amore per la pittura che si vedeva in ogni suo gesto. Durante le lunghe giornate d’estate, se non riuscivo a trovarlo, sapevo che sarebbe stato da qualche parte in casa, con il pennello in mano. La sua passione era così grande che sembrava riempire tutta la casa. Io, nel frattempo, aspettavo con ansia di vedere l’opera finita, immaginando cosa sarebbe uscito da quella sua mano che sapeva trasformare ogni pennellata in qualcosa di speciale. Di nonno conservo due quadri che non lascerò mai. Il primo è il mio “primo” quadro. È ironico dirlo, perché in realtà io non ho dipinto proprio nulla: era la mano di nonno che creava meraviglie, io gli dicevo solo cosa disegnare. Eppure, quella volta la mia mente ingenua lo ha portato a dipingere un mare notturno, con una barca al centro, immersa in un silenzio che mi sembrava infinito. Speravo che fosse lui a firmare il quadro, ma per farmi fare bella figura davanti a mamma e nonna, prese il pennello e, con un sorriso, firmò con il mio nome. Quel gesto mi riempì di felicità. Purtroppo, nonno si è ammalato di una malattia che gli ha rubato la lucidità, ma non la passione per la pittura. Nonostante tutto, continua a cercare una tela e un pennello, come se quel bisogno di esprimersi non possa essere fermato (neppure dalla malattia). Ora, però, i suoi quadri non rappresentano più qualcosa di significativo. Ascolta solo la sua mente, che gli suggerisce immagini che può comprendere solo lui. E, per quanto sia difficile, io lo osservo e cerco di non perdere quel filo che ci lega attraverso l’arte. Quest’anno, il giorno del mio compleanno, è stato ancora più speciale perché stavo per varcare la soglia della maggiore età. Nonno, con la sua memoria fragile, non si è dimenticato. Quando sono andata a trovarlo, mi ha dato un piccolo quadro con tre girasoli su uno sfondo verde. L’ho guardato e ho sentito una commozione che non riesco a descrivere. È il quadro più bello che io abbia mai visto, perché in ogni pennellata c’era tutto l’amore che lui ha sempre avuto per me. Ora è appeso sopra il mio letto, come un piccolo pezzo di lui che mi accompagna ogni giorno. Grazie a nonno, ho imparato fin da piccola ad amare l’arte, a vedere il mondo attraverso gli occhi di chi sa cogliere la bellezza nelle piccole cose. Nell’arte, rivedrò sempre una parte di lui, una parte che non perderò mai: l’arte per me è eterna, quindi anche nonno lo è. Nonostante il tempo e la malattia, rimarrà sempre con me, nei suoi quadri e nei miei ricordi”. (J. classe quinta).
“Quest’anno come l’anno scorso porterò una città. La città in questione è Riga e sarà il punto focale di tre grandi argomenti: la famiglia, i viaggi e l’amicizia. Mio padre si è trasferito a Riga il 30 marzo per lavoro. Era un’offerta troppo buona per rifiutare. Abbiamo deciso tutti assieme ed alla fine ha accettato. È stato molto difficile e lo è tuttora. Vivere senza una figura paterna non è facile soprattutto in questa parte dell’adolescenza. Nell’ultimo periodo mio padre era una delle poche persone che mi capivano e che mi appoggiavano. Ora è lontano e diverso. Riga è diventata un punto di riferimento ormai, una seconda casa. Spero che un giorno potremmo tutti riunirci lì, a livello di famiglia, e porre “fine” a questa separazione. Riga mi ha fatto capire quanto sia bello viaggiare e di come quest’ultima sia una mia ambizione per il futuro. Sono stata a Riga tre volte quest’estate ed ogni volta era sempre più bello. Riga è stata anche la meta dell’estate. Io e la mia amica abbiamo fatto un viaggio a Riga in quel periodo e abbiamo avuto l’opportunità di conoscere la città e di conoscere nuove realtà. Riga infatti la definisco proprio come punto d’incontro di tante belle cose”. (M. classe quinta).