La colpa

Sono nervoso, arrabbiato. Scriverò poco. Una brevissima frase presa sempresenso-di-colpa da “Centomila giornate di preghiera”: «Per rispondere alla tua domanda: tuo padre non era un assassino. Ma per chi lo aveva messo in prigione era colpevole: di essere un cinese, un chirurgo, una persona colta». Penso, e qui mi allontano dalla citazione, che ci siano colpe che non sono colpe, quanto meno non sono colpe pure, ma provocate o motivate, almeno spiegabili. E allora sento il bisogno di capire, di comprendere, di sentire tutte le parti, il presunto innocente e il presunto colpevole. Soprattutto se poi sono chiamato a esprimere una scelta: non voglio stare per partito preso dalla parte del presunto innocente. Non mi piace la presunzione. Non voglio per forza condannare chi ha la presunta colpa. La colpa… Senso di colpa… Assunzione di colpa… Complesso di colpa… Complemento di colpa… Concorso di colpa… Presunzione di colpa… Verbi di colpa… “Colpa in canna” è quella che non voglio per forza sparare su chi tu mi chiedi di colpire. Amen.

 

Tra sapere e non sapere

Se fossi stato a casa invece che nell’aula insegnanti nel momento in cui ho girato l’ultima pagina di “Centomila Centomilagiornate di preghiera”, sarebbero scese calde lacrime di commozione ed emozione. Pochi i disegni forti, di quelli che da soli fanno volgere lo sguardo da un’altra parte, direi quasi inesistenti. Molti quelli che fanno pensare, riflettere, muti per lasciare spazio ad un attonito silenzio. Bellissime alcune intuizioni (un canarino prima ascoltatore muto delle confidenze del ragazzino protagonista, poi mentore che racconterà al giovane la storia del padre; un buco nero nel pavimento della camera a indicare l’intimo, l’interiorità; l’atmosfera cineraria della Cambogia di Pol Pot). Su tutto i reali protagonisti del fumetto: il rapporto tra il passato e il presente, la fatica della memoria, il tentativo di rimozione del doloroso ieri, una riconciliazione che non può significare far finta di nulla. C’è un breve scambio che dice tutto:
– “Non lo so cosa preferisco”
– “Tra cosa e cosa?”
– “Tra sapere e non sapere”.