Gemma n° 2512

“Alla mia G.
come Meredith e Cristina siamo legate da un’intesa profonda, forgiata attraverso i momenti brutti e i trionfi che abbiamo condiviso. Ricordo le notti senza sonno, quando il peso del mondo sembrava troppo da sopportare, ma tu eri lì, con la tua presenza rassicurante, come un porto sicuro in mezzo alla tempesta.

Come Rachel e Monica, abbiamo riso insieme, pianto insieme e attraversato ogni altalena emotiva che la vita ci ha lanciato addosso. I nostri momenti di gioia sono incisi nella mia memoria come pagine di un libro, scritte con amore e complicità.

E proprio come Blair e Serena, abbiamo attraversato periodi di distanza e di riavvicinamento, ma alla fine siamo sempre tornate l’una verso l’altra, più forti e più unite di prima. Abbiamo condiviso segreti, sogni e aspirazioni, creando un legame che nessun’altra potrà mai comprendere completamente.


Le risate che quasi ci facevano soffocare e i pianti fatti mentre ci stringevamo in un abbraccio.
Ogni momento trascorso insieme è un tesoro prezioso che tengo nel mio cuore, un riflesso della bellezza e della forza della nostra amicizia, che possiamo continuare a coltivare insieme, mano nella mano, affrontando tutto ciò che il destino ha in serbo per noi, sapendo che una accanto all’altra, non c’è niente che non si possa superare.
Non sono una persona che riesce facilmente a dimostrare affetto e magari non lo dico spesso come dovrei ma grazie per essere la mia migliore amica, la mia persona e la mia compagna di avventure in questo viaggio chiamato vita” (S. classe quarta).

Gemma n° 2491

“Quest’anno come mia prima gemma ho deciso di portare mio zio.
Ho scelto lui perché è una delle persone più importanti della mia vita ed inoltre negli ultimi anni è quella con cui mi confido di più. Il rapporto che c’è tra di noi in certi casi potrei definirlo come fraterno perché come fratello e sorella la maggior parte del tempo ci diamo fastidio facendoci scherzi e dispetti. Io e mio zio condividiamo molte passioni come il tennis e la F1 che ogni fine settimana da quand’ero piccola guardiamo assieme sdraiati sul divano di casa sua. Sono grata di avere uno zio come lui che ogni volta che sono triste mi fa tornare il sorriso e non mi fa pensare ai problemi e anche se non glielo dico quasi mai lui sa che gli voglio un mondo di bene” (G. classe prima).

Gemma n° 2472

“Come gemma ho deciso di portare una delle attività che preferisco fare: scout. Per me lo scoutismo è un posto in cui puoi essere te stesso senza essere giudicata, dove si può imparare dalle avventure che vivi, dalle esperienze che possono essere utili anche nella quotidianità. Scout è diventato il mio “posto felice” dove mi sento a casa e stare con i miei amici lo rende ancora più bello.
Ormai faccio scout da almeno 7 anni ma io non mi annoio mai, aspetto che ritorni sabato solo per stare a scout e alla fine di ogni riunione non vedo l’ora di rivedermi con i miei amici. Durante l’estate aspetto solamente il campo estivo per scollegarmi dalla vita normale e poter immergermi nella natura per 15 giorni, per stare con le persone che conosco da una vita, per cantare al fuoco serale, per cucinare anche nei giorni di pioggia e per condividere i nostri pensieri sotto la tenda quando non riusciamo a dormire” (S. classe prima).

Gemma n° 2468

“Oggi ho deciso di portare come gemma questa collana che è molto importante per me. È importante perché a regalarmela è stata una delle persone più significative della mia vita. Non lo conosco da molto, da solo qualche mese, ma fin da subito mi sono sentita bene, come se lo conoscessi da una vita. Purtroppo non abbiamo modo di stare assieme essendoci di mezzo la distanza, ma nonostante questo so che lui per me ci sarà sempre come io per lui. Mi ha aiutata e mi aiuta ancora oggi a dare il massimo di me, quando ho bisogno di qualcuno con cui parlare so che lui è sempre pronto ad ascoltarmi e per questo sono grata di averlo nella mia vita” (B. classe seconda).

Gemma n° 2465

“Mi é andata bene la data della gemma, in quanto si colloca a quasi esattamente un anno da questa gita a Bruxelles che mi/ci ha svoltato la vita.
Eravamo già abbastanza legati come classe ma questa gita ci ha fatto diventare compagni di vita. Ho imparato ad apprezzare veramente tanto i compagni di classe, cosa che prima non facevo, e ho tratto da ognuno un insegnamento diverso. Ho conosciuto molti dei loro lati e aspetti del carattere e di come sono loro nella vita quotidiana.
D’altronde é stato come vivere assieme per 4 giorni. Abbiamo scoperto di avere molte cose in comune. Ci sono stati malintesi ma questi ultimi ci hanno portato al maturamento.
Spero che quando ognuno prenderà la propria strada potremo sempre trovarci in 106 (per pochi)”.
(M. classe quarta).

Gemma n° 2436

“1^ PARTE
Questa è l’ultima gemma che porto, quindi ci ho riflettuto abbastanza su quali potessero essere i contenuti adatti, tra i tanti che avevo in mente, da essere degni di nota per la gemma di 5^.
Non molto tempo fa ho iniziato ad ascoltare assiduamente i Rolling Stones, non mi avevano mai attirato tanto, per quanto mi piaccia il rock e la “roba vecchia”, come la definirebbe più di qualcuno.
Dopo qualche canzone, spunta fuori questa, e dopo svariati ascolti ho detto: “ecco, questa è da portare!”. Si tratta di Dead Flowers, del 1971.

La canzone affronta svariati temi, tra cui quello dell’amore non corrisposto.
Inviare fiori morti simboleggia un gesto contorto e beffardo, è un modo passivo-aggressivo di esprimere sdegno verso qualcuno.
Esplorando la canzone più a fondo ho capito che il testo ci suggerisce che anche se si può essere lasciati indietro feriti, si può trovare la forza di affrontare le avversità e canalizzare l’energia negativa per sbocciare di nuovo, quello che i fiori morti ormai non possono più fare.
Quello che mi ha colpito è che il fulcro a cui il cantante nel ritornello si aggrappa è una figura femminile, Susie, in questo caso.
Allora ho riflettuto: “perché non dedicare la gemma finale alle ragazze (tutte, in generale) in particolare alle ragazze della mia classe?”.
Sembrava carino, dopotutto…
Noi ragazzi lo dimentichiamo troppo spesso (e purtroppo lo si vede) che è grazie alla figura femminile che siamo ciò che siamo.
Non sarei così se fossi stato in una classe di soli maschi.
La ragazza DEVE essere rispettata, amata, ringraziata (che ci sopporta), protetta… e NON è oggetto.
Ha le proprie libertà, i propri spazi, esigenze, proprie ragioni (ha SEMPRE ragione), le proprie voglie e l’uomo non deve permettersi di invadere queste barriere.
La donna, volendo, darebbe 10-0 all’uomo, ma forse ci evita una tale umiliazione perché ha un po’ più di sesto di noi e sa ragionare con il cervello e non con il madrac e basta…
Auguro a tutte le ragazze di questa classe e del mondo di non sentirsi mai come dei semplici fiori morti, ma di trarre da umiliazioni, abusi, insulti e violenze di ogni genere che siano, la forza necessaria per fiorire di nuovo su un terreno migliore e di vivere la loro vita come è giusto la vivano.
Ovvero come dei fiori rigogliosi!

2^ PARTE
L’altra parte di gemma è dedicata ad una persona molto speciale: la mia ragazza.
Esattamente oggi (01/02/2024) facciamo due anni assieme e io non potrei essere più felice.

Le dedico Happy, sempre dei Rolling Stones, una canzone semplice scritta dal chitarrista della band, che non sapendo come chiamarla, dopo la fine della registrazione in studio, alla domanda: “come ti senti?”, rispose: “felice!”.
Da qui il titolo della canzone ed è esattamente come mi sento anche io quando sono con la mia ragazza: FELICE.
In questi due anni mi ha aiutato tantissimo nella mia crescita, a vedere i miei lati negativi e a farmi riflettere su come io possa migliorarmi.
Mi dà una mano con la scuola, crede sempre in me, dice di non abbattermi davanti alle difficoltà ma di andare avanti. È una ragazza davvero speciale!
Ha un bellissimo rapporto con la mia famiglia, aiuta le mie sorelle con i compiti, parla con loro se hanno dei problemi da risolvere e tutto questo è davvero bello.
Stamattina quando sono uscito di casa mia mamma mi ha urlato dietro: “hai una ragazza d’oro!”.
Auguro a tutti di trovare un ragazzo o una ragazza come lei, perché guardandomi intorno ho scoperto che sono davvero rare le persone così, con un cuore grande e con la testa sulle spalle.”
(S. classe quinta).

Gemma n° 2421

“Come gemma quest’anno ho voluto portare una canzone molto importante per me ovvero Non fare così di Capo Plaza. Questa canzone non ha un vero significato in sé per me, è semplicemente speciale, è la canzone che accomuna me e le mie due migliori amiche S. e V., è quasi come un nostro tipo di legame, un’unione che non è facile da definire. Questo è nato da un semplice giorno dopo scuola: in corriera l’abbiamo cantata come ad un concerto, eravamo molto felici solo noi tre e basta. Questa cosa potrebbe risultare un po’ stupida o senza senso, ma solo le persone che sono nel mio stesso stato possono capire l’importanza. V. la conosco da tantissimo tempo, la nostra amicizia va avanti da 12 anni ormai e S. da 4 anni; in tutto questo tempo ci sono stati alti e bassi, litigate, allontanamenti e riavvicinamenti, ma nonostante tutto siamo ancora qua. Qualche volta penso a che cosa ci aspetta nel futuro, quante cose dobbiamo fare insieme e quante cose belle e brutte accadranno. Loro per me sono “casa”, un posto sicuro dove posso essere me stessa al 100%” (A. classe prima).

Gemma n° 2402

“Cara classe, siamo cresciuti insieme, abbiamo passato 5 anni assieme, passando attraverso sfide, vittorie, e momenti indimenticabili che ci hanno accompagnato nel nostro percorso comune. Ora, ci troviamo alla fine di questo viaggio, all’ultimo anno di superiori, pronti a concludere questo capitolo con i ricordi che abbiamo costruito insieme, uno accanto all’altro.
Nel corso di questo periodo, abbiamo condiviso risate, lacrime, e la scoperta di noi stessi. Siamo diventati non solo compagni di classe, ma veri e propri amici, anzi ancora meglio una famiglia. Le lunghe giornate di studio, le risate durante le pause, e le gite  fuori dalla scuola sono diventate le tessere di un mosaico unico che piano piano si sta concludendo e rappresenta la nostra esperienza insieme.
Siamo diventati una squadra, una famiglia, sostenendoci durante i momenti difficili e celebrando insieme i successi.
Ora, mentre ci avviciniamo alla fine di questo capitolo, è inevitabile guardare indietro e riflettere sul nostro cammino.
Siamo maturati insieme, abbiamo affrontato le incertezze del futuro e sostenuto i nostri sogni. La nostra classe è diventata un rifugio sicuro, un luogo dove siamo cresciuti, imparando non solo dagli insegnamenti dati dai nostri insegnanti, ma anche dalla vita.
Voglio dirvi Grazie, grazie per essere diventati una delle parti più importanti della mia vita, anche quando essa mi sembrava scivolare tra le mani, voi siete riusciti ad aiutarmi.
Siete e sarete un pezzo cruciale della mia vita. Grazie
(A. classe quinta).

Gemma n° 2397

“Come gemma quest’anno ho scelto la classe.
Non sono un ragazzo che per primo inizia a parlare con estranei e a fare amicizia, e a causa di ciò i tre anni di medie per me sono stati di sofferenza, se non per una sola persona.
Fortunatamente l’anno scorso ho incontrato persone più sane e con cui mi sono trovato meglio.
Di solito cerco di farmi piacere ogni persona, ma anche se qualcuno nella classe mi sta meno simpatico di qualcun altro, ho passato uno dei migliori anni scolastici della mia vita.
Ogni giorno speravo di vedere quelle persone che mi avrebbero migliorato la giornata, e così è stato per tutto l’anno” (L. classe seconda).

Gemma n° 2396

“E. e M. sono due ragazze che conosco da quando sono nata. La nostra amicizia va avanti da 16 anni quasi 17, in tutto questo tempo ci sono stati alti e bassi, allontanamenti e riavvicinamenti ma siamo ancora qua, più unite di sempre. Io ed E. litighiamo spesso, quasi ogni giorno anche per stupidaggini ma ci chiediamo sempre scusa in qualche modo. M. invece è quella più pacifica, ormai si è abituata alle litigate quotidiane e non ci fa neanche più caso. Con loro ho imparato che casa non deve essere necessariamente un luogo, ma può essere anche una persona o più e ho appreso che vivere con loro al mio fianco risulta più semplice” (G. classe terza)

Gemma n° 2395

“Quest’anno come gemma ho deciso di portare questo portachiavi che ho preso durante le due settimane di viaggio-studio in Germania, a Monaco.
È molto importante per me perché durante quelle due settimane ho imparato tante cose nuove, fatto esperienze nuove e conosciuto persone che provenivano da paesi diversi.
Sono cresciuta sia dal punto di vista personale perché mi sento più indipendente nelle decisioni da prendere, sia collettivo perché rappresenta il benessere che ho provato con le persone con cui ho condiviso questa esperienza e a cui sono grata per averla vissuta con me.
Per me rappresenta anche un desiderio di ritornare in quel luogo, di visitare di nuovo la città e di poter visitare altre città e altri luoghi.
Questo oggetto mi trasmette tanta felicità perché ogni volta che lo prendo in mano rivivo di nuovo tutti i momenti passati durante quelle settimane seppur brevi ma piene di ricordi”
(V. classe quinta).

Gemma n° 2394

“Come gemma ho scelto di portare mio fratello. Mio fratello è la mia persona preferita. Io e lui abbiamo un rapporto particolare perché molto spesso ci insultiamo e ci urliamo contro però entrambi siamo consapevoli del fatto che ci saremo sempre l’uno per l’altra. Mia mamma mi racconta spesso di quando lo vidi per la prima volta, avevo paura di tenerlo in braccio perché era troppo piccolo e delicato. Da piccoli giocavamo sempre insieme e ci somigliavamo un sacco, tanto che la gente chiedeva se fossimo gemelli. Quando sto male mio fratello è il primo a chiedermi come sto e ad abbracciarmi. Gli voglio un mondo di bene e spero che il nostro rapporto duri per sempre perché senza di lui non saprei come fare” (M. classe prima).

Gemma n° 2391

“Ho deciso di portare come gemma questi biglietti e lettere che hanno scritto al mio compleanno le mie amiche più strette e mia sorella.
Io e le mie amiche ci conosciamo da quando abbiamo 3 anni, praticamente non ho ricordi senza di loro, la maggior parte della scuola l’abbiamo fatta insieme e adesso ci vediamo ancora molto spesso.
Nonostante i litigi e le incomprensioni ci siamo sempre state l’una per l’altra.
Ricevere queste lettere da parte loro per me è stato strano, infatti di solito noi non ci diciamo mai cose così sentimentali. Ma leggendo ciò che mi hanno scritto ho capito quanto ci tengono a me e mi ha fatto molto piacere.
Queste lettere le custodirò per sempre e spero che anche in futuro la nostra amicizia rimanga tale, nonostante tutto.”
(V. classe quinta).

Gemma n° 2381

“Ho scelto di portare questa foto perché rappresenta la mia esperienza da animatrice al centro estivo. Fare l’animatrice mi ha insegnato a prendermi delle responsabilità e inoltre mi ha dato l’opportunità di conoscere persone tuttora molto importanti. Anche se spesso mi dovevo svegliare presto e tornavo a casa tardi, specialmente i bambini mi hanno dato e insegnato molto. Sono grata di aver avuto questa opportunità e di averla condivisa con un gruppo di amici con i quali sto bene” (A. classe terza).

Gemma n° 2379

“Proprio ieri mi è capitata tra le mani questa piccola boccetta di profumo che ho comprato durante la gita a Nizza di marzo. Ciò mi ha fatto tornare in mente tutti i bei ricordi che ho condiviso con i miei compagni di classe, sia durante la gita che nel quotidiano tra i banchi di scuola.
Per me loro sono stati una piccola seconda famiglia, a volte anche una prima. Mi hanno aiutato quando ne avevo bisogno, mi sono stati vicini nei momenti di difficoltà, mi hanno supportata e motivata a continuare gli studi. A loro devo tanto del mio percorso scolastico, e soprattutto dei miei progressi a livello personale. Con alcuni di questi ho condiviso 5 anni di scuola, con altri addirittura pochi mesi, ma sono davvero grata di essere circondata da un gruppo così genuino di persone, che prima di essere miei compagni di classe, sono miei amici. Vi voglio tanto bene ragazzi” (T. classe quinta).

Gemma n° 2369

“Quest’anno, come gemma, ho deciso di portare questo Diario di una Schiappa. E’ un libro che mi rievoca molti momenti allegri della mia infanzia, e mi riporta alle vacanze passate al mare, o con mio cugino, una persona che mi è stata molto cara, e lo è tutt’ora. Lui è sempre stato un elemento molto importante della mia infanzia, anche se negli ultimi tempi, purtroppo, riusciamo a vederci soltanto una o due volte all’anno.
Il primo dei tanti diari di una Schiappa, mi è stato regalato al mio settimo o ottavo compleanno, ed è stato il primo libro “complesso” che ho letto al di fuori dei testi che ci facevano leggere alla scuola elementare, e al quale mi ero appassionato molto. Anche a mio cugino, che aveva due anni più di me, piaceva molto leggerlo, il tempo passava veloce mentre io lo leggevo in italiano, e lui in tedesco, essendo nato in Germania, e ogni tanto ci fermavamo e facevamo un commento e una risata sul pezzo al quale eravamo arrivati. In genere questo accadeva mentre eravamo insieme in Ungheria, ma è capitato anche durante le vacanze al mare a Bibione. Dopo questo primo libro, entrambi, li abbiamo continuati ad acquistare man mano che ne uscivano di nuovi, ed entrambi abbiamo costruito una vasta collezione. Essendo cresciuti, di questi momenti purtroppo non ne accadono più molti, ma sono stati dei momenti davvero spensierati e allegri per me.
Avendoli già letti tutti, probabilmente, la mia collezione la passerò al mio fratellino, sperando che anche lui li possa apprezzare”.
(G. classe prima).

Gemma n° 2344

“Sin dalla prima lezione di religione sapevo già quale sarebbe stata la gemma che avrei portato. Avevo pensato a cosa dire e a mostrarla a tutta la classe. Ci ho pensato fino a due settimane fa, fino a quando l’ho persa. Ho deciso però di “portarla” lo stesso perché per me ha, o aveva, un valore immenso.
Come gemma ho deciso di portare la borraccia che usavo per giocare a pallavolo. Non era una semplice borraccia, come si può pensare, bensì una sicurezza, un tranquillante nei miei momenti di ansia, “un’amica” che mi consolava. Ma cos’aveva di speciale questa borraccia? Erano i cerotti che vi erano attaccati sopra a renderla speciale.
Questi cerottini erano semplici ma al tempo stesso “magici” e a renderli magici erano i momenti in cui venivano attaccati alla borraccia, oltre al significato che trasmettevano. Quando ero in ansia per una partita abbiamo attaccato il cerottino con su scritto “don’t worry” e leggendolo mi tranquillizzavo ogni volta prima di entrare in campo, quando invece una partita era andata male abbiamo attaccato il cerottino con su scritto “don’t cry” e ogni volta che lo rileggevo capivo che non bisognava demoralizzarsi per una sola partita brutta. Abbiamo poi attaccato un cerotto per bambini dove c’erano disegnate delle mucche molto carine e un cerotto rosso a forma di cuore su cui poi ne abbiamo incollato un altro identico sopra perché si stava staccando. Il mio preferito però era quello rosa con 5 cuoricini rossi e una scritta fatta a mano in pennarello che diceva “POCA ANSIETTA, LA GIUSTA QUANTITÀ”.
Non vorrei darlo per scontato quindi mi sento in dovere di dirlo: a rendere speciale questa borraccia non erano tanto i cerotti, ma la persona con cui li attaccavo. Persona senza la quale non sarei riuscita ad affrontare la scorsa stagione. E ogni volta che mi capitava di rileggerli, pensavo ai momenti passati insieme e mi scappava un sorriso”.
(R. classe seconda).

Gemma n° 2336

“Se la gemma parla di cose o persone a cui teniamo, credo che la mia debba parlare di A.
A fine giugno, ho avuto il piacere e la fortuna di conoscere colui che mi è stato a fianco questi ultimi mesi, facendomi scoprire nuove passioni e luoghi che, molto probabilmente, non avrei mai conosciuto se lui non ci fosse stato. Assieme a lui ho passato momenti belli e brutti, felici e tristi. È una delle mie preoccupazioni per il futuro perché sono certa che ne farà parte.
Una mia compagna parlava di un libro nella sua gemma, un libro dal finale triste che veniva più volte riletto nella speranza di un cambiamento ma che mai avveniva. Io spero solo che il mio libro sia lungo e che quando arriverò al termine delle sue pagine sarò così vecchia da non poterle leggere” (G. classe seconda).

Gemma n° 2323

“La mia ultima gemma è una lettera che dedico alla mia classe, grazie alla quale sono cresciuto molto in questi cinque anni e alla quale darei il mondo per quanto mi hanno dato.

Alla lettera ho unito anche due canzoni: Sunny side of London dei Joker Out e On my way di Alex Lahey (dal film “I Mitchell contro le macchine”).

La prima canzone è speciale per me perché nel ritornello viene cantato “hug your best friends (abbraccia i tuoi migliori amici)” e non è un segreto il fatto che io ami abbracciare i miei amici, ma soprattutto nell’urlo che si sente dopo “scream as loud as you can” ci sono anche le voci mia e di una mia cara amica, con la quale sono stato al concerto in cui la band ha registrato l’urlo usato nella canzone; perciò l’ho scelta come simbolo dell’affetto che provo per i miei compagni.

La seconda canzone invece parla del proprio percorso di vita, del procedere verso il futuro guardando con felicità al passato; poche canzoni sono riuscite a commuovermi come questa e a farmi sentire nostalgia di qualcosa che non ho ancora superato. L’ho scelta perché nonostante sarà molto difficile per me separarmi dalla mia classe, so che dovrò andare avanti per me stesso e per i miei amici.
(T. classe quinta).