Gemma n° 2931

“Quest’anno ho deciso di portare come gemma mia sorella: la persona più importante che ho.
Crescere con lei ha significato avere sempre qualcuno davanti da seguire, qualcuno che mi insegnava le cose anche senza che me ne accorgessi.
Non è solo mia sorella: è la persona che c’è sempre stata per me, nei momenti belli e in quelli brutti. È la prima che chiamo quando mi succede qualcosa di importante, sia una cosa bella sia una cosa che mi fa stare male. Con lei posso essere me stessa senza vergognarmi di niente. So che con lei posso parlare di tutto e che ci sarà sempre per me.
Da tre anni non viviamo più insieme perché si è trasferita a Milano, e per me non è stato per niente facile. Prima era tutto più semplice: bastava andare nella sua stanza per parlarle, chiederle un consiglio o anche solo stare insieme. Adesso invece possiamo sentirci solo al telefono e ci vediamo poche volte all’anno. E non è la stessa cosa.
Mi mancano le cose più normali, quelle che sembrano piccole ma in realtà non lo sono: ridere insieme senza motivo, raccontarci la giornata la sera, condividere le cose di tutti i giorni.
Però questa distanza mi ha fatto capire una cosa importante: anche se è lontana, per me non è mai davvero distante. So che c’è sempre e che posso contare su di lei in qualsiasi momento. La distanza non ha cambiato quello che è per me, e non lo cambierà mai. Anzi, mi ha fatto capire ancora di più quanto sia fondamentale nella mia vita.
Per me non è solo mia sorella: è la mia migliore amica, il mio esempio e il mio punto fermo”.
(G. classe terza).

Gemma n° 2930

“Quest’anno, come ultima gemma, ho deciso di portare A. e S. Loro due racchiudono perfettamente tutto il mio percorso di questi cinque anni: sono state le persone che mi sono sempre state accanto, senza mai mollarmi, nemmeno per un attimo. Le considero vere e proprie sorelle, perché con loro ho condiviso tutto: le risate, le lacrime, le giornate leggere e quelle pesanti, i momenti più belli e quelli più difficili. Per qualsiasi cosa ho sempre potuto contare su di loro, anche, e soprattutto, nei momenti più bui, quando sembrava impossibile andare avanti. Mi hanno sostenuta, capita, spronata e fatta sentire meno sola. Senza di loro questo percorso non sarebbe stato lo stesso, e probabilmente nemmeno io sarei la persona che sono oggi. Sono state un punto fermo, una certezza, un rifugio sicuro. E per questo le ringrazierò sempre. Spero davvero con tutto il cuore che, una volta uscite da qui, resti tutto così: che la nostra amicizia continui a crescere, a rafforzarsi, e che possiamo portarci dietro questo legame speciale anche fuori da queste mura, nella vita vera. Perché loro non sono state solo delle compagne di classe, ma la famiglia che mi sono scelta” (S. classe quinta).

Gemma n° 2929

“Ho pensato tanto a cosa poter portare come ultima gemma e sono stata veramente molto indecisa: l’unica cosa che sapevo fin dall’inizio era che volevo che fosse qualcosa che aveva attraversato tutti i 5 anni e, perché no, tutta la mia vita. Quindi ho deciso di portare questi due anelli. Ovviamente non sono solo due gioielli, ma un ricordo molto molto importante: mia nonna paterna. Nonostante fosse sempre la prima a “dirmi su di tutto” quando facevo qualcosa che non andava, è stata la donna che mi ha cresciuta. I miei hanno lavorato entrambi fino a tardi per quasi tutta la mia vita e quindi era lei che mi portava, mi veniva a prendere a scuola, mi preparava il pranzo, mi teneva il pomeriggio. Lei, come in realtà tutti i miei nonni, è stata colei che mi ha passato quella forte motivazione e dedizione nello studio. È con lei che parlavo di storia come di politica o letteratura. È da quando mi ha raccontato di quanto avrebbe voluto studiare, ma al tempo non ha potuto, che mi ripeto che tutto questo studio lo voglio fare per lei, per “vendicarla”, raggiungere ciò che per lei non è stato possibile a causa della sua situazione economica e familiare del tempo. Tutti i miei nonni sono stati molto importanti, ma lei è stata un po’ più importante perché, alla fine, è grazie a lei se sono la persona che sono oggi, nel bene e nel male” (C. classe quinta).