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Cos’è un mandala?

Quale l’origine dei mandala? Come si costruiscono? Da dove arrivano? Un’immagine arricchita per scoprire qualcosa di più…

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Gemme n° 384

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La mia gemma è un lavoretto di carta datomi sabato scorso da un bimbo di 10 anni a cui faccio catechismo: si è instaurato un rapporto profondo e mi colpisce la sua gentilezza nei confronti degli altri, cosa che non riscontro frequentemente in altre persone”. Questa è stata la gemma di C. (classe quarta).
Mi sento di dare ragione a C. riguardo alla scarsa presenza della gentilezza nella società contemporanea, tuttavia voglio riportare qui le frasi di due grandi rappresentanti religiosi contemporanei:
Tre parole chiave: chiediamo “permesso” per non essere invadenti;
diciamo “grazie” per l’amore, quante volte al giorno dici grazie a tua moglie e tu a tuo marito, quanti giorni passano senza dire grazie;
e l’ultima, “scusa”: tutti sbagliamo e a volte qualcuno si offende nella famiglia e nel matrimonio, e alcune volte volano i piatti, si dicono parole forti, ma il mio consiglio è non finire la giornata senza fare la pace, la pace si rifà ogni giorno in famiglia, e chiedendo scusa si ricomincia di nuovo.
Permesso, grazie, scusa” (papa Francesco)
La felicità non può nascere dalla rabbia o dall’odio. Nessuno dice: “Oggi sono felice perché stamattina mi sono arrabbiato assai”. Al contrario, la gente si sente a disagio e dice: “Oggi non sono contento perché stamattina ho perso le staffe”. Tramite la gentilezza, tanto al livello personale, quanto a livello nazionale e internazionale, col rispetto reciproco e la reciproca comprensione, otterremo la pace, unitamente a una genuina soddisfazione.” (Tenzin Gyatzo, XIV Dalai Lama)

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Gemme n° 129

Il video parla da sé, sembra descrivere un mondo idilliaco, una realtà impossibile. Ma è anche vero che un gesto carino può cambiare la giornata a chiunque; ci dovremmo sforzare di aiutare gli altri anche se per noi personalmente è brutta giornata, anche solo per il piacere di farlo. Sono attori quelli che recitano qui, ma mi piacciono questi video; penso sia importante andare oltre i pregiudizi e gli stati sociali”. Così A. (classe quinta) ha presentato la sua gemma.
Mi sono venute in mente due frasi. Una è una frase semplicissima del Dalai Lama, contraddistinta da semplicità hepburne concisione di cui lui è capace: “Sii gentile quando possibile. È sempre possibile”. L’altra frase arriva dal mondo cinematografico del passato, da quell’icona di fascino e bellezza che risponde al nome di Audrey Hepburn: “Per avere labbra attraenti, pronuncia parole gentili…”.

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Il mio sangue è il tuo sangue

Ho scoperto in rete il sito Notizie Geopolitiche, da cui ho preso questo articolo di Enrico Oliari.

277-0-34092_dalai-lama trento.jpg“Nel corso della recente visita a Trento, Tenzin Gyatso, il XIV Dalai Lama premio Nobel per la Pace nel 1989 e fino al 2011 capo del Governo tibetano in esilio, ha ribadito la dottrina della non-violenza e della fratellanza universale: “quando incontro voi – ha spiegato in occasione della conferenza stampa indetta presso il Palazzo della Provincia – mi sento univoco, uguale a tutti. Tutti noi cerchiamo la felicità e, come si dice presso le isole Hawaii, il mio sangue è il tuo sangue, le mie ossa sono le tue ossa: sulla Terra siamo sette miliardi, dobbiamo essere tutti fratelli, senza discriminazione di alcuno. Se non siamo ‘noi’, ma ‘io e gli altri’, io mi isolo e questo è alla base di tutte le ansietà e di tutti i conflitti; per questo motivo è necessario liberarsi dell’‘io’ e, per raggiungere la felicità, vedere gli ‘altri’. Se ci stringiamo le mani, ma nella mente ci sono sentimenti di differenza, allora dobbiamo prendere delle decisioni. L’amicizia, invece, va donata agli altri senza aspettative e l’essere sinceramente amici non è qualcosa che deriva dalla pratica religiosa: io ho un gatto che capisce che gli sono amico, per cui mi viene vicino; mentre se ho nella mia testa ansietà, questi si allontana. Ecco, noi dovremmo prendere esempio come se quel gatto fosse un guru”.

Riferendosi agli operatori della stampa presenti ha poi indicato che “la felicità nasce dentro e proprio voi giornalisti potreste far capire messaggi di felicità e non vedere solo gli aspetti economici della professione: voi giornalisti avete questa missione”.

Notizie Geopolitiche ha posto al Dalai Lama domande di carattere politico, ovvero quale messaggio dà al popolo tibetano a fronte dei 105 arsi vivi dal 2009 in segno di protesta per l’occupazione della loro terra ed i soprusi da parte dei cinesi e se vede spiragli per un possibile dialogo con la nuova dirigenza cinese guidata da Xi Jinping e da Li Kequiang: “Non appena avvenne il primo caso di tibetano immolatosi in segno di protesta – ha raccontato il Dalai Lama – , ho cercato di mandare messaggi ed inviti a desistere da tali gesti. Sono un sintomo importante di malessere ed io, che vivo al di fuori del Tibet, ho chiesto ai cinesi di prendere provvedimenti. Coloro che si danno fuoco sono persone offese, non ubriaconi. Spesso escono dalle prigioni traumatizzati e persino menomati. Quello tibetano è un popolo di sei milioni di persone che soffrono ed io sono qui per servirli: si tratta di un problema che, come aveva detto lo stesso Deng Xiaoping, non può essere risolto con la forza ed io auspico che questi nuovi leader politici usino la saggezza, non la forza”.”

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Ciao

14009985_14000134_magdiallamdentro.jpgLeggo, in realtà con poco stupore, sul Corriere della Sera che Magdi Cristiano Allam ha deciso di abbandonare la Chiesa, ritenuta troppo morbida nei confronti dell’Islam. Su di lui avevo già scritto nel 2008 citando la Nostra Aetate. Con questo post desidero semplicemente avvisarlo di non avvicinarsi al “pericoloso” Buddhismo, in quanto il Dalai Lama afferma: “A coloro che affermano che il Dalai Lama sta perdendo il contatto con la realtà nel predicare questo ideale di amore incondizionato, rispondo di cominciare a sperimentarlo. Scopriranno che quando si varcano i confini di un ristretto interesse personale i nostri cuori si riempiono di forza. La pace e la gioia diventano i nostri compagni. Ogni barriera si rompe”. Resto tuttavia poco speranzoso, visto che Magdi Allam afferma: “Continuerò a credere nel Gesù che ho sempre amato e a identificarmi orgogliosamente con il cristianesimo come la civiltà che più di altre avvicina l’uomo al Dio che ha scelto di diventare uomo”. Visti i presupposti mi chiedo chissà quale Tenzin Gyatso sarebbe in grado di conoscere!

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Un po’ qua, un po’ là

Dato che sono stato sul sito di Asianews vi segnalo qualche articolo.

Il primo è sulle proteste in Egitto sul lavoro dell’assemblea costituente che pare abbia inserito nell’articolo sulla parità dei diritti tra uomo e donna una postilla “scomoda”: “le donne hanno uguali diritti rispetto agli uomini, in accordo con i precetti della tradizione islamica”. Altri aspetti sono approfonditi nell’articolo.

Il secondo è sul Kashmir, dove più di cinquanta sarpanch (capo-villaggio) hanno annunciato le loro dimissioni, dopo le minacce di morte ricevute da gruppi fondamentalisti islamici.

Il terzo e ultimo, per cambiare argomento, è sulle parole del Dalai Lama in un recente discorso: “Anche se il mondo immaginato da Marx ha alcuni punti che possono essere condivisibili, il modo in cui i regimi controllano la vita e il pensiero degli esseri umani è inaccettabile”.