Gemma n° 2711

“Per concludere il percorso delle gemme, ma anche quello delle superiori, ho deciso di parlare dei miei diari. Li ritengo perfetti come ultima gemma perché coincidono esattamente con il mio percorso alle superiori: ho cominciato il primo diario nel settembre 2020, quindi all’inizio della prima.
Da quando ho cominciato questa tradizione, scrivo principalmente per lasciare una testimonianza della me attuale alla me del futuro. O almeno, la pensavo così fino ad un mese fa, quando, prima di inaugurare il diario 2025, ho deciso di rileggere i diari vecchi. E ho scoperto tanto.
Ho realizzato con una nuova profondità quanto sono realmente cambiata in questi 5 anni. Il primo giorno di prima superiore mi sembra una vita fa, ma è anche l’altroieri. Ho scoperto anche che, rileggendo le parole che ho scritto 5 anni fa, mi sembra di leggere le parole di qualcun altro, oppure è come se avessi scritto in una lingua diversa, non completamente comprensibile dalla me di adesso (il fatto che avessi una calligrafia veramente terribile non aiuta, ma lasciamo stare).
Ho anche realizzato che adesso non scrivo principalmente per la G. del futuro. Scrivo principalmente per la G. di adesso. Scrivo anche per lasciare una testimonianza storica e psicologica, perché ho realizzato che rileggere le mie parole e rendermi conto dei miei cambiamenti è importante. Scrivo per organizzare le mie emozioni e i miei pensieri attraverso carta e inchiostro. Scrivo per introspezione, per conoscere me stessa meglio. Scrivo, ma non solo: i miei diari sono una continua ricerca artistica e stilistica, di scrittura ma anche di disegno. Scrivo per essere consapevole di cosa faccio nei miei giorni, di come utilizzo il tempo e per valorizzarlo, per ricordarmi sempre che è la risorsa più preziosa che abbiamo: non possiamo comprare tempo extra, abbiamo solo quello che ci viene dato, ma siamo noi che scegliamo come usarlo” (G. classe quinta).

Gemma n° 2702

“Quest’anno, come gemma, ho scelto di portare il mio diario. Sono sempre stata una persona molto poco creativa, ma con molta voglia di creare. Fin da piccola ho sempre voluto tenere un diario (e ne ho anche avuti diversi), ma per me ciò rappresentava solamente una cosa estetica: lo facevo perché mi piaceva l’idea di avere il diario come oggetto, in cui potevo scrivere, disegnare, incollare… Dall’estate scorsa, però, sto riuscendo finalmente a mantenere un diario con una certa costanza, non vedendolo più solamente come “oggetto estetico”. Ultimamente, infatti, scrivere mi sta aiutando ad esprimere in qualche modo le mie emozioni. Non sono mai stata una persona a cui piace esternare le proprie emozioni, positive o negative che siano. In particolare, è stato fondamentale per me potermi sfogare all’inizio di quest’anno, dopo aver passato alcuni dei giorni peggiori della mia vita. Spero di poter continuare con questa abitudine a lungo, anche come motivazione per diventare una persona più organizzata e costante” (M. classe quarta).

Gemma n° 2086

“Ho deciso di portare questo album dei ricordi che ho iniziato a fare a maggio: è un semplice quaderno suddiviso in 12 mesi. Ogni volta che faccio un’esperienza nuova o faccio qualcosa che mi piace e ho un oggetto legato ad esse, lo attacco alla pagina del mese corrispondente. Ho scelto di farlo anche perché voglio rendermi un po’ conto delle tante cose che faccio durante l’anno e conservarne memoria” (E. classe quarta).

Gemma n° 2059

“Quest’anno come gemma ho deciso di portare un diario che possiedo dalla quarta elementare, infatti è piuttosto malconcio. Sono stata molto indecisa fino alla fine se portarlo o meno, perché rappresenta una parte di me che condivido a fatica, ovvero la mia passione per la scrittura. Uno dei miei più grandi sogni è infatti è quello di scrivere un mio libro. Può sembrare banale, ma ho sempre avuto la paura del giudizio degli altri e questo mi ha sempre impedito di rendere nota questa mia passione e di far leggere i miei scritti ad altre persone. Con questa gemma vorrei fare un passo, per quanto piccolo che sia, per provare a superarla. 
Allora ho iniziato a tenere questo diario a 9 o dieci anni e qualche volta, quando mi capita o ne ho il tempo, ci aggiungo qualcosa. Però non è un diario scritto dal mio punto di vista. È scritto dal punto di vista di un personaggio fittizio di un mondo che avevo creato insieme ad una mia amica delle elementari ai tempi. Ho scelto in particolare questo diario tra tutti i miei scritti perché, avendo iniziato a scriverci fin da piccola, il mio modo di scrivere è cambiato nel tempo.  A volte mi ritrovo a sfogliarlo e rileggerlo, osservando tutte le evoluzioni che ho compiuto nel corso degli anni” (A. classe quarta).

Gemma n° 1939

“Ho portato questi due quadernetti. Il primo è più importante: alle medie avevo una professoressa molto brava che ci faceva scrivere i nostri pensieri. Dopo che questa prof se n’è andata, alcuni compagni hanno smesso di scrivere, mentre io ho continuato a tenerli come dei diari di viaggio. Nel primo sono racchiusi pensieri e disegni da cui ho preso spunto per scrivere dei testi; in altri due ho messo degli spunti da cui poi ho tratto la storia scritta per il compleanno di mia madre e dei pensieri durante il lockdown, uno dei momenti per me più bui ma anche di grande crescita”.

L’ho utilizzata in classe e l’ho sicuramente già ripubblicata sul blog, ma non posso fare a meno di citare nuovamente una delle più belle sequenze de L’attimo fuggente per commentare la gemma di G. (classe prima).

Ne pubblico anche il testo della parte finale:
“Non leggiamo e scriviamo poesie perché è carino. Noi leggiamo e scriviamo poesie, perché siamo membri della razza umana. E la razza umana è piena di passione.
Medicina, legge, economia, ingegneria sono nobili professioni, necessarie al nostro sostentamento. Ma la poesia, la bellezza, il romanticismo, l’amore, sono queste le cose che ci tengono in vita!
Citando Walt Whitman: “O me, o vita domande come queste mi perseguitano. Infiniti cortei di infedeli, città gremite di stolti, che v’è di nuovo in tutto questo, o me, o vita? Risposta: che tu sei qui, che la vita esiste, e l’identità. Che il potente spettacolo continua e tu puoi contribuire con un verso.” …Quale sarà il tuo verso?”.

Gemma n° 1914

“Ho scelto questo quadernino di Barbie che mi era stato regalato come diario segreto quando avevo circa 7 anni. Ho iniziato anche a scriverlo, non sono tante pagine, una decina circa tra 2014 e 2016. E’ bello vedere come scrivevo quella volta e come raccontavo le mie giornate”.

Mi soffermo sulle ultime parole di F. (classe prima) e le sintetizzo con un “che bello vedermi crescere”, che bello vedere questo processo potenzialmente infinito e che può durare tutta una vita. E che può essere anche quotidiano. Oggi mi hanno regalato uno di quei calendari che hanno una frase per ogni giorno dell’anno. La prima frase, quella del 1° gennaio è di Eckhart Tolle e dice “Il viaggio esteriore può contenere milioni di passi, il viaggio interiore ne ha uno solo, il passo che compi adesso”. Insomma, tornando al quadernino di F., pagine di diario da scrivere ogni giorno.

Gemma n° 1857

“Io ho portato il mio diario segreto: lo scrivo da quando ero piccola e ho sempre scritto tutte le cose, quelle belle, quelle più importanti, e anche quelle brutte. Mi piace scrivere, mi aiuta a mettere in chiaro le mie idee a me stessa”.

L’ho detto anche in classe a S. (classe terza): conservo ancora i miei diari di quando ero al liceo, in particolare tra la seconda e la quarta ho scritto molto. Con la stessa identica funzione descritta da S. Rileggerli ora è altra cosa, è guardarmi con tenerezza a quel che sono stato, è guardare con tenerezza chi ho davanti agli occhi ogni giorno, ciò che ciascuno di noi è stato.

Gemma n° 1755

“Ho deciso di portare il Diario di Anna Frank perché l’ho letto in terza media e sono rimasta molto colpita dal modo in cui scriveva: aveva la mia età ed ha espresso cose molto profonde e piene di significato. L’ho letto durante la quarantena e mi ha molto aiutato quand’ero triste. L’ho portato anche per un altro motivo: alcune persone dicono che quei momenti siano da dimenticare, oppure vadano tolti dalla storia o addirittura non siano mai esistiti. Penso ciò sia molto brutto e non vorrei proprio che potesse accadere di nuovo il verificarsi di tali eventi. Ricordare questa ragazza che ha passato due anni in un rifugio senza poter uscire e soltanto guardando il cielo da uno spiraglio della sua finestra penso sia importante. Il libro mi è piaciuto molto e mi ha colpito profondamente”.

I. (classe seconda) ha illustrato così la sua gemma. Mi piace stendere qui uno dei passaggi secondo me più belli e “difficili” da mettere in pratica: “Semplicemente non posso fondare le mie speranze sulla confusione, sulla miseria e sulla morte. Vedo il mondo che si trasforma gradualmente in una terra inospitale; sento avvicinarsi il tuono che distruggerà anche noi; posso percepire le sofferenze di milioni di persone; ma, se guardo il cielo lassù, penso che tutto tornerà al suo posto, che anche questa crudeltà avrà fine e che ritorneranno la pace e la tranquillità”.

Gemme n° 404

20160217_081706 (2)

Volevo portare una cosa che potesse rappresentare qualcosa della mia vita o della mia infanzia e allora ho pensato ai miei diari: anche se sembrano due libricini inutili, dentro sono racchiusi i momenti più belli dell’infanzia (e anche quelli brutti, in ogni caso significativi). Secondo me sono molto importanti perché capita di avere qualcosa da dire ma di non sapere con chi confidarsi: i diari ti aiutano a sentirti sollevato per aver esternato pensieri e sentimenti.

Inoltre ho voluto portare un video tratto da un videogioco: lo porto per il significato profondo che racchiude riguardo l’amicizia. Questo è il mio preferito per il percorso educativo mostrato. In particolare sono importanti le ultime parole: “non si è spento ma è morto”. Questa è stata la gemma di M. (classe seconda).
Ecco cosa scriveva Tolstoj a proposito del diario: “Sono due anni che non riprendo in mano il diario, e pensavo che non avrei più ripreso questa abitudine infantile. Ma non è una ragazzata, è dialogare con se stessi, con la parte vera, divina, che vive in ogni uomo.”

Gemme n° 294

diario

L’agenda che ho portato ho iniziato a scriverla un paio di anni fa, quando ho cambiato scuola. Mi è stato consigliato di farlo come sfogo, ma all’inizio non scrivevo molto. Poi ho effettuato un viaggio a Londra e la scrittura si è fatta più frequente: da diario di viaggio è diventato diario di vita. Scrivo circa due volte al mese per rilassarmi un po’ e devo dire che funziona.” Così A. (classe quarta) ha presentato la sua gemma.
Conservo ancora i miei diari delle superiori; confesso che non li amo leggere, perché vi sono delle cose che non desidero rivivere, ma ammetto che mi hanno aiutato molto. “Scrivere su un diario è come prendere fotografie con la matita” (Wim Kan).