Gemma n° 2062

“Ho scelto di portare come gemma questa canzone perché da quando l’ho ascoltata per la prima volta, è stata una delle canzoni che ho ascoltato di più. Non sono una grande amante dei Foo fighters, ascolto qualcosina ogni tanto ma non rientrano pienamente nel mio genere (sebbene riesca a passare da jazz a nu-metal, da indie a reggae, da shoegaze a dream pop etc in poche canzoni!). Ciononostante, questa canzone è una delle poche canzoni di cui non riuscirei mai a stancarmi, credo abbiate presente. Mi fa sentire viva, ma allo stesso tempo canticchiandola mi fa stare meglio, sia che sia triste sia che sia nel bel mezzo di un “attacco” d’ansia o panico. Uno dei motivi principali del mio amore incondizionato verso questa canzone è principalmente il testo. Ciascuno imita i testi delle canzoni a proprio modo, e io questa canzone la vedo come un “inno all’amore”. Sono sempre stata innamorata dell’amore e forse un po’ troppo impaziente di trovare qualcuno con cui condividere il mio amore, e questa canzone, a parer mio, nonostante non abbia mai sperimentato a pieno il concetto di amare una persona o cose simili, rispecchia la mia idea di amore e di quello che si prova quando si è vicino o si pensa alla persona che si ama” (R. classe seconda).

Gemme n° 368

I Foo Fighters sono un gruppo che conosco da una vita, il loro è stato il mio primo concerto, nel 2006. Nonostante nel testo si dica “He’s ordinary”, dedico questa canzone a mia madre; con lei ho molto legato ultimamente anche se attraverso un brutto periodo, anche con la scuola. Lei è la mia eroina che mi salva dalle brutte situazioni della vita.” Ecco come K. (classe terza) ha presentato la propria gemma.
C’è una canzone in cui Alex Britti (“Mamma e papà”) canta così: “Hey, mamma, guardami adesso, sempre lo stesso figlio anche se non parliamo spesso, come quando da bambino che sembravi mia sorella ti vedevo in mezzo agli altri ed eri sempre la più bella. Mi ricordo che stavamo praticamente sempre insieme, tua unica missione era farmi stare bene anche quando invece non era tutto a posto, mi guardavi sorridendo e soffrivi di nascosto. E quando arrivava l’estate andavamo sempre al mare con la macchina senza radio pensavamo noi a cantare le canzoni di Bennato, Battisti e De Gregori. Eravamo sull’asfalto ma sembrava in mezzo ai fiori. E poi la sera non volevo mai dormire e tu anche se eri stanca mi venivi a coccolare e ancora adesso che non stiamo tanto insieme, penso a quei momenti d’oro se ho bisogno di star bene. Passa il tempo, siamo grandi in un istante e sei ancora la mia voce più importante. Quante volte vi ho pensato nei momenti più importanti quando solo sopra un palco affrontavo i miei giganti, quando in macchina di notte con l’Europa da scoprire, fare finta di star bene per non farvi preoccupare. Quante volte ho detto “basta, ma chi me lo fa fare?”, però poi pensando a voi non riuscivo mai a mollare. Questa vita di speranze ma piena di emozioni, questa vita che racconto spesso nelle mie canzoni, qualcosa che va oltre la realtà e che non finirà mai”.