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Gemme n° 233

Buongiorno alle persone sensibili che sanno andare oltre le apparenze, alle persone che non sono mai banali o scontate, che danno sempre la priorità ai sentimenti, che hanno imparato a vivere serenamente apprezzando le piccole cose di ogni giorno; alle persone che sono capaci di darci grandi emozioni, a quelle che hanno cento difficoltà ma non smettono di affrontarle guardandole con gli occhi del cuore. Alle persone che hanno sempre un sorriso da regalare, a quelle che trovano il tempo per ascoltare nonostante i mille impegni. Ho portato un buongiorno trovato in hotel, scritto da Antonio Degas; l’ho scelto perché per la prima ora mi sembrava carino. Mi hanno colpito due frasi in particolare: quando fa riferimento alle persone che sanno andare oltre le apparenze, perché oggi si basa spesso la vita su di esse e non si coglie l’interiorità delle persone, e quando parla delle persone che apprezzano le piccole cose e affrontano le difficoltà, perché mi ricorda una persona molto importante per me, che riesce a essere felice e apprezza quello che ha mentre noi tendiamo spesso a lamentarci per sciocchezze”
Questa la gemma di S. (classe quinta).
C’è una canzone di Giuni Russo di una profondità incredibile e che ogni volta che ascolto mi fa pensare all’essenziale. E’ un brano che fa parte del lato più mistico e nascosto al grande pubblico della cantante, nota ai più per “Alghero” o “Un’estate al mare” o “Limonata cha cha cha”.
Primizia del mio tempo, orlo del velo che copre la presenza, dal vivo occhio mi penetra un raggio di pura luce. Fai cantare alla mia lingua melodie sconosciute dell’amore che buca l’opacità del mondo e crea. Io nulla, io nulla, io nulla, io nulla. Sciamano pensieri di pura luce, la via dell’assoluto rischiara, primizia del mio tempo alla presenza. Io nulla, io nulla, io nulla, io nulla, io nulla. Oso fiorir… Alla tua presenza. Io nulla, io nulla, io nulla. Fai cantare alla mia lingua melodie sconosciute che nascono nel cuore. La notte se ne va primizia del mio tempo. Alla tua presenza. Io nulla, io nulla, io nulla. Davanti a te. Io nulla”.

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Gemme n° 227

Il testo della canzone non rispecchia in maniera precisa e puntuale la mia situazione, ma vi ritrovo le emozioni mie e di mia sorella, a cui ho scritto la lettera che chiedo al prof di leggere. Non so se mai gliela consegnerò; adesso sicuramente no perché è troppo piccola”. Questa la gemma di V. (classe terza), di cui riporto solo la canzone.
Mentre riprendo in mano le parole di V. le casse del mio impianto stereo diffondono le note di una canzone poco nota di una cantante italiana scomparsa da un po’ di anni e molto sottovalutata. Si tratta di “Il vento folle” di Giuni Russo e il mio pensiero va all’amore di una sorella maggiore verso quella minore: “Ho piantato un giardino di pensieri e sentimenti in piena terra agitati dal vento, dal vento di un desiderio che non vuole, non vuole darsi per vinto. E poi vederti passare nel rumore del mare su tappeti di schiuma nelle spiagge sognate, poterti parlare mi commuove. Il vento folle porta un atomo d’amore dentro il cuore. Un respiro come un’onda del mare e la pienezza dell’amore che mi assale ed io foglia nel vento, quel vento di un desiderio che non vuole, non vuole darsi per vinto. E poi ti vengo a cercare nel rumore del mare su tappeti di schiuma nelle spiagge sognate, poterti abbracciare mi commuove. Il vento folle porta un atomo d’amore dentro il cuore”.