“Ho voluto dedicare questa gemma a mio fratello P. P. per me è sempre stato una persona da cui prendere spunto, il mio spirito guida, perché ho sempre voluto diventare la persona che è, cioè una persona che aiuta gli altri, che si prende cura degli altri se sono in difficoltà e che è sempre disposto a dare una mano agli altri. Lui mi è sempre stato vicino, mi ha sempre consolata quando ero giù di morale e si è sempre preso cura di me. In questi ultimi 2 anni abbiamo passato dei momenti difficili però grazie al nostro legame stiamo riuscendo a superarli. Anche se alcune volte litighiamo alla fine facciamo sempre pace. Io voglio un mondo di bene a mio fratello e farei di tutto per lui” (E. classe seconda).
“Migliore amica = La persona con cui si ha il rapporto di amicizia più stretto, profondo e privilegiato, caratterizzato da grande fiducia, affetto e condivisione. Certo, i dizionari di italiano cercano di dare la definizione migliore a questo termine, ma secondo me ognuno ha la sua. Per me, migliore amica = B., C. e S.. Banale, sì; ma non ci sono parole per esprimere cosa loro rappresentano per me. B. è la mia migliore amica dalle elementari, siamo veramente l’una l’opposto dell’altra. Lei bionda, io mora, lei occhi azzurri, io occhi scuri, lei carnagione chiara, io scura, lei paziente e sempre sorridente, io… insomma… il contrario. Sin da piccole abbiamo trovato un equilibrio vincente: in 12 anni di amicizia non abbiamo mai litigato, mai una volta che una delle due ha alzato la voce, mai una volta che non ci siamo capite. Quando siamo insieme tutto ciò che ha anche solo un piccolo aspetto negativo, si trasforma in qualcosa di divertente e sensato. Insieme abbiamo fatto taaante, ma tante cose, tra cui: travestimenti assurdi, muffin spettacolari, giornate in spiaggia con la pioggia (e no, non perché avevamo scelto di provare l’ebbrezza di una fresca giornata estiva piovosa, ma semplicemente perché, sfigate come siamo, sceglievamo sempre di andare al mare nei giorni sbagliati, pioggia, vento… insomma mai una volta che ci siamo godute una bella spiaggia con il sole). “Siete sempre insieme”, classica frase dei nostri genitori. Sì, sempre insieme, una a fianco all’altra, a supportarci e sopportarci in tutti i momenti difficili, in tutti quelli di gioia e di tristezza. Sempre insieme a giudicare tutto ciò che ci circonda senza mai, o almeno quasi, mostrare i nostri pensieri. Sempre insieme a tutte le noiosissime mostre in cui i nostri genitori ci portano lasciandoci ogni volta ampia scelta per la partecipazione. Sempre insieme a divertirci tra i bambini, tipo a intagliare e colorare una zucca. Insomma, chiaro il concetto? Da sempre, sempre e per sempre insieme. Tutti i miei amici, anche quelli che magari non hanno mai visto B., la conoscono. Lei è una parte fondamentale della mia vita, è la prima persona che chiamo quando mi succede qualcosa, è la prima che bombardo di messaggi quando ho bisogno di un consiglio. Siamo state separate da scuola, sport, hobby, ma siamo sempre riuscite a ritagliare un momento solo per noi, per vederci, per raccontarci di tutto e di tutti. Questo credo sia il segno del fatto che, se veramente tieni a una cosa o a una persona, fai di tutto pur di viverla. Si, nella mia vita ho conosciuto altre “b.”, ma lei sarà sempre l’unica “mia B.”.
C. e S., pronunciate sempre insieme una dopo l’altra. Le ho ri-conosciute nell’estate del 2023, quando durante una vacanza in barca da lontano ho sentito chiamare il nome di mia mamma. Da lì hanno iniziato a far parte della mia vita due ragazze meravigliose. In soli pochi giorni abbiamo legato come se fossimo migliori amiche da anni, ci capivamo con uno sguardo. Complicità, fiducia, sincerità, c’era e c’è tutto. Purtroppo abitiamo tutte abbastanza distanti, ma non appena troviamo un weekend libero organizziamo un’uscita per vederci e passare un po’ di tempo insieme. Ponderatezza, entusiasmo e responsabilità, ognuna bilancia le altre. In loro tre ho trovato la mia seconda famiglia. Mi auguro veramente di poter essere per sempre al loro fianco e viceversa, perché in questo momento io un mondo senza loro non me lo immagino proprio”. (M. classe quarta).
“L’amicizia per me è una delle cose che si trovano alla base della vita, in quanto un amico è colui che sai sempre ci sarà, sia nei momenti difficili che in quelli semplici; è colui che ti sostiene nelle tue scelte, che ti incita a fare qualcosa se sa che ti farebbe stare bene e che non ti giudica quando sbagli, bensì ti aiuta a comprendere i tuoi errori e ti aiuta a migliorare. Purtroppo, soprattutto al giorno d’oggi, è difficile trovare amici che possano essere definiti tali, perché spesso è più facile sparlare o girare le spalle quando è più conveniente. Quando ero piccola ho sempre avuto tanti amici, ma poi, la maggior parte di questiultimi, si è dimostrata non tale e ha dimostrato di non tenere a me come pensavo. Così ero quasi arrivata alla convinzione che le amicizie fossero, per la maggioranza delle volte, false. Fino a quando non è arrivata lei: E. Solo lei mi ha dimostrato, nel corso degli anni, cosa vuol dire essere veramente amico di qualcuno e tenerci davvero a quella persona. E. mi ha fatto capire cosa vuol dire sapere di avere una persona a fianco che è sempre pronta a supportarti in qualsiasi momento, nonostante tutto. Questo non vuol dire che E. sia perfetta, anzi, è piena di difetti, ma proprio come lo sono anche io, ma la perfezione in lei sta nel non farmi pesare ogni mio difetto e ogni mio sbaglio e a farmi sentire sempre apprezzata. Ogni persona che mi conosce, conosce pure lei e sa quanto io ci tenga, in quanto ormai la reputo come mia sorella. Io sono inoltre dell’idea che nell’amicizia si dimostri amore, ovviamente non come quello che si prova nelle relazioni, perché E. è la forma di amore più vera e genuina che io conosca e che da sempre mi ha fatta sentire perfetta. Spero e auguro a tutti di trovare una persona come E. nella vostra vita e un’amicizia così pura e vera”. (M. classe prima).
“Ho un rapporto speciale con mia mamma: è un po’ come un’amica, ma diversa da tutte le altre. Pratico pattinaggio fin da piccola e lei non si è mai persa una gara; è la mia fan numero uno e se oggi continuo a pattinare è anche merito suo. Ha sempre fatto di tutto per non farmi mancare mai un allenamento, perché sapeva quanto io ci tenessi. In quel periodo alcune persone si sono allontanate, ma lei, consapevole della situazione, è rimasta al mio fianco. Durante il weekend passiamo molto tempo insieme, come due amiche, e ci raccontiamo tutto quello che non siamo riuscite a dirci durante la settimana. È diventata la persona a cui invio il primo messaggio quando mi succede qualcosa di bello, perché so che non prova invidia e quando sono felice io lo è pure lei e inoltre le basta uno sguardo per capirmi. In un mondo dove le persone spesso vanno e vengono, lei è la mia costante” (E. classe seconda).
“Due anni fa giurai a me stessa di non portare mai più un ragazzo come gemma. Oggi, romperò quella promessa per parlare di San Valentino. San Valentino è entrato nella mia vita in maniera piuttosto inaspettata e bizzarra e, da quel giorno, non ha mai smesso di migliorare le mie giornate. Insomma, ha fatto il suo lavoro, quello del santo: mi ha curata, salvata, protetta e supportata in ogni situazione, anche in quelle che sembravano impossibili da affrontare. Da un anno a questa parte mi aiuta ad affrontare ogni giorno, per quanto possa essere triste, difficile o pesante; ma non solo. La parte migliore è poter condividere con lui le giornate belle, quelle che, a ripensarci, strappano un sorriso o fanno scendere una lacrima di gioia. Solo da poco ho realizzato quante cose la sua presenza abbia introdotto nella mia vita: l’improvvisa passione per una lingua sempre detestata, nuove prospettive sul futuro, l’amore per il rosa, l’apprezzamento della mia femminilità, una dolcezza più consapevole e, incredibilmente, l’abitudine a bere più acqua, con la conseguente risoluzione di molti problemi di salute. Piccoli cambiamenti, forse, ma capaci di trasformare profondamente ciò che sono. A volte mi sembra di essere monotematica: nella mia testa c’è quasi esclusivamente lui. Ma poi, riflettendoci, è da più di un anno che c’è sempre e soltanto lui, al mio fianco quando le persone a cui tenevo di più mi hanno voltato le spalle; quando i miei genitori non credevano in me, era lui a farlo; quando l’unica soluzione sembrava gettare la spugna, era lui a raccoglierla e a restituirmela, spingendomi a riprovare. Non ho abbastanza parole per descrivere quanto io sia grata per il suo arrivo e per la sua presenza nella mia vita, perché è probabile che, senza di lui, oggi non sarei qui. Una cosa che mi ha fatto sorridere, è stata la coincidenza della data della mia gemma con l’argomento che volevo trattare. Mi piace considerarlo un segno del destino, per quanto la sua esistenza mi sia dubbia” (G. classe quarta).
“Quest’anno ho scelto di portare come gemma questo braccialetto che mi ha regalato una mia amica durante un concerto. Questo braccialetto per me rappresenta soprattutto la forte amicizia che ho con lei, ma anche il legame profondo che ho creato quella sera con un’altra ragazza, con cui ho instaurato un rapporto importante e a cui sono stata vicina durante un periodo difficile. Quella serata è stata speciale sotto ogni punto di vista. Prima del concerto aveva piovuto tantissimo e si pensava addirittura che lo annullassero. Eravamo rimaste sotto la pioggia per molto tempo, completamente bagnate e stanche. Quando però è iniziato il concerto, tutto il resto è passato in secondo piano. Durante il concerto ero completamente presa dal momento e mi sono goduta ogni istante fino alla fine. È stata un’esperienza indimenticabile, non solo per la musica, ma soprattutto per le persone con cui l’ho condivisa e per quello che ha rappresentato per tutte noi. In qualche modo mi ha fatto stare meglio e mi ha aiutata a capire quanto per me sia importante l’amicizia. Questo braccialetto mi ricorda che per me l’amicizia viene prima di tutto, e quando ce l’hai non senti il bisogno di altro”. (G. classe quinta).
“Come gemma di quest’anno ho deciso di non portare un oggetto, come gli anni precedenti, ma una persona fondamentale nella mia vita: la mia migliore amica G. Ci siamo conosciute in prima media e ricordo che c’è stata subito affinità tra di noi. Abbiamo iniziato fin da subito a condividere tutto: esperienze belle e brutte, momenti felici e difficili che ricorderemo per sempre. G. è una persona sensibile e premurosa, un’amica unica che c’è sempre stata nei momenti di bisogno. Mi è stata vicino anche nei periodi più brutti, a volte senza fare nulla di speciale, ma semplicemente ascoltandomi, ed è proprio questo che per me ha fatto la differenza. Finite le medie eravamo preoccupate che le nostre strade si separassero. Non essendo più in classe insieme, il nostro rapporto è cambiato, ma non si è mai indebolito. Anche se le nostre vite hanno preso direzioni leggermente diverse, riusciamo comunque a vederci tutti i giorni e a condividere esperienze assieme. In 6 anni di amicizia G. è diventata una delle persone più importanti della mia vita, è davvero speciale per me e sono felice di averla al mio fianco e di poter condividere con lei ogni momento, sapendo che ci saremo sempre l’una per l’altra”. (A. classe terza).
“Quest’anno come mia ultima, ma sicuramente non meno importante, gemma ho scelto di portare le mie due amiche più care. Sicuramente non avrei potuto chiedere delle amiche migliori. Nei momenti in cui mi sento giù loro in qualche modo sono sempre presenti, ad esempio con una parola di conforto o semplicemente un sorriso. Qualche giorno fa ho cambiato scuola e quando sono arrivata alla fermata dell’autobus alle 7 del mattino avevo molta paura, ma subito dopo quel timore è svanito quando ho visto le mie amiche aspettarmi per accompagnarmi fino a scuola. Questo loro gesto mi fa capire quanto io sia fortunata ad avere delle persone cosí belle al mio fianco e ne saró sempre molto grata” (A. classe seconda).
“Come gemma ho voluto portare una delle persone più importanti della mia vita: E. L’ho scelta perché per me rappresenta l’amicizia vera, quella che nasce quasi per caso ma che poi diventa indispensabile, una di quelle che ti cambiano la vita senza chiedere permesso. Io ed E. abbiamo iniziato a conoscerci meglio nell’estate della prima superiore. All’inizio eravamo semplicemente due compagne di classe, nulla di più. Poi, giorno dopo giorno, tra una chiacchierata, una risata e del tempo passato insieme, quel rapporto semplice si è trasformato in qualcosa di enorme. Senza nemmeno accorgercene è nata un’amicizia profonda, sincera, che col tempo è diventata una delle parti più importanti della mia vita. Da quel primo “conosci anche tu gente di Pagnacco?” è iniziato tutto, e da lì non ci siamo più fermate. Con E. ho capito davvero cosa significa non sentirsi mai soli. È una di quelle persone di cui non riesci a fare a meno, perché sai che c’è sempre. Siamo una spalla l’una per l’altra in ogni momento: in quelli felici, quando ridiamo fino alle lacrime e ci divertiamo come matte, ma soprattutto in quelli difficili, quando basta la sua presenza per stare un po’ meglio. Condividiamo tutto, senza maschere, sapendo di poterci fidare completamente. E. è una persona che sa esserci davvero. Mi sostiene, mi incoraggia, è fiera di me anche quando io faccio fatica ad esserlo. Mi calma quando sto male, mi ascolta per ore senza stancarsi, mi capisce anche solo da uno sguardo. È quella che mi ha asciugato le lacrime, che è rimasta nonostante il mio carattere difficile, che non se n’è mai andata nei momenti complicati. È quella che mi abbraccia quando sa che ne ho bisogno, anche senza che io dica nulla. Grazie a lei sono cresciuta, ho imparato a conoscermi meglio e a credere di più in me stessa. La sua presenza è un regalo enorme: è solare, altruista, premurosa…speciale e unica. Una di quelle persone rare che illuminano la vita di chi hanno accanto. Non servono mille amici, ma una che ne vale un milione, e lei per me è esattamente questo”. (G. classe quinta).
“Oggi ho scelto di portare come gemma i miei fratelli: T. e O. T. è il fratello più grande con cui il rapporto è diventato davvero “più bello” solo col tempo. All’inizio si sentiva tantissimo il distacco d’età: otto anni sono tanti, soprattutto da piccoli, infatti non eravamo molto uniti. Ho iniziato a notare un vero cambiamento pochi mesi prima che si trasferisse con la sua morosa L.; sentivo che mi cercava di più, che mi chiedeva cose che prima non chiedeva. Non pensavo potessimo andare così d’accordo: ho scoperto che abbiamo lo stesso tipo di ironia, gli stessi “problemi con la mamma” e che la pensiamo allo stesso modo su tante cose. Mi ha aiutata molto quando a scuola non andava bene: lo faceva sempre un po’ prendendomi in giro, “sfottendomi”, ma in realtà mi aiutava a tranquillizzarmi e a non sentirmi sbagliata. Per fortuna lavora nell’azienda dei miei genitori, quindi ho ancora la possibilità di vederlo tutti i giorni, e questo per me conta tantissimo. O., invece, è stato il fratello dei “traumi”. Quello che ti faceva mettere in porta promettendo che avrebbe tirato piano (spoiler: non lo faceva mai). Quello che provava su di me tutte le mosse di wrestling e che, quando ti faceva male, la prima cosa che diceva non era “stai bene?”, ma “non dirlo alla mamma”. In quei momenti lo odiavo, ma se potessi tornare indietro non rifiuterei più neanche una di quelle proposte, perché solo oggi so che erano momenti preziosi. A differenza di T, O. lo vedo di meno. Anche lui lavora nell’azienda, ma è sempre fuori casa per lavoro e, quando torna, deve subito andare ad allenamento. Però quel poco tempo che lo vedo mi basta, perché riesce sempre a farmi ridere. Sicuramente un momento che porto nel cuore è il viaggio a New York, quando siamo andati tutti e tre insieme, più L. È stata proprio la vacanza dei sogni e non volevo che finisse. Non nego che abbiamo litigato, ma anche questo l’ha resa “nostra”. Amo i miei fratelli, amo vederli giocare a calcio, amo quando ci ritroviamo per fare merenda, amo quando ci prendiamo in giro, amo quando mi dicono “ma tu sei la sorella di…”, amo come riescono a farmi ridere, amo anche quando litighiamo, amo quando scherziamo su chi sia il figlio preferito, amo essere cresciuta con loro. Amo tutto di loro e sono davvero grata di non essere figlia unica… anche se, in fondo, una sorellina me la meritavo”. (P. classe quarta).
“Quest’anno come gemma ho deciso di portare mia sorella. Per me mia sorella è un esempio, una guida, qualcuno che riesce a farmi sentire al sicuro anche quando dentro ho solo confusione. Lei c’è sempre stata. Mi ha sempre aiutata senza farmi sentire sbagliata, mi ha ascoltata davvero e mi ha sostenuta quando ne avevo più bisogno. Quindi so che, qualunque cosa accada, non sarò mai sola. Il suo amore è diventato la mia forza, e il mio affetto per lei non finirà mai” (V. classe terza).
“Questa volta, come gemma, ho deciso di portare qualcosa di diverso: non più una singola e precisa cosa o persona, bensì un insieme di persone. Quest’anno è un anno speciale ma allo stesso tempo doloroso, perché sarà il mio ultimo anno qui. Questo mi provoca una sensazione di curiosità, ma anche di nostalgia. Questa gemma non vuole essere melodrammatica né ricordare la sofferenza che inevitabilmente la distanza mi provocherà; al contrario, vuole celebrare con felicità tutte le persone che per me ci sono sempre state in modo incondizionato. Queste persone mi hanno insegnato ad apprezzare la vita e mi hanno regalato momenti indimenticabili. Ho scelto di non dedicare questa gemma a una persona specifica proprio perché ogni mia amica è stata indispensabile per me. C., a cui avevo dedicato la gemma l’anno precedente, mi ha insegnato il significato dell’amore incondizionato e fraterno, pur non essendo sangue del mio sangue. C. è sempre stata quella bambina calma e serena che, fin dal primo giorno, mi ha trasmesso fiducia e lealtà. Ricordo che la prima volta che la vidi le chiesi di mettermi un cerotto sulla schiena, per coprire la mia più grande insicurezza da bambina, affinché gli altri bambini non potessero vederla e giudicarla. Da quel giorno diventammo inseparabili, due pezzi di puzzle che si completano, proprio come il braccialetto che portiamo al polso. M., invece, era quella bambina che da piccola faticavo a tollerare a causa dei nostri caratteri forti e spesso in contrasto. Con il tempo abbiamo imparato ad accettare questa nostra diversità e a costruire un legame solido e indistruttibile. S. è stata la mia compagna di avventure e di divertimento sfrenato. È sempre stata l’amica più simile a me, e con lei ho imparato a fregarmene di tutto e di tutti, come se insieme il resto del mondo scomparisse. E. e V. sono le mie amiche d’avventura: con loro ho scalato montagne senza conoscere la strada, ho dormito nel Tagliamento nel bel mezzo di una tempesta perché il telefono non prendeva, ho organizzato scherzi indimenticabili e sono scappata da inseguimenti di animali. L. è la persona a cui mi sono legata di più negli ultimi anni. Nonostante all’inizio non mi avesse fatto una buona impressione, ho scoperto quanto la sua presenza quotidiana fosse capace di rendermi felice e viva, tanto da provare una sensazione di vuoto nei giorni della sua assenza. Anche se la conosco solo da due anni, mi sembra di conoscerla da una vita intera, e questo mi fa capire quanto tenga a questo nostro legame. S. è il mio compagno di vita e il mio amico di viaggi: con lui ho lasciato libero il mio lato più selvaggio e istintivo, permettendomi di fare le pazzie tipicamente associate al mondo maschile. Anche L., con il suo umorismo, mi ha fatto vivere momenti unici e irripetibili, riuscendo ad allontanarmi dai momenti no e dai pensieri negativi. Tutte queste persone, e molte altre, nel loro piccolo mi hanno trasformata e mi hanno resa la persona solare e socievole che sono oggi. Hanno accettato e abbracciato i miei difetti, talvolta con difficoltà, diventando parti fondamentali del mio cuore e della mia vita”. (S. classe quinta).
“Quest’anno ho deciso di portare come gemma la mia migliore amica G. Ci siamo conosciute tre anni fa, quando io cominciavo le superiori e lei era in seconda, grazie ad una persona che ringrazio ancora profondamente per averci fatto incontrare. Il legame fra me e lei è speciale. Fin dal primo giorno, ci siamo sentite a nostro agio assieme e ci siamo rese conto di avere molte cose in comune. Una delle passioni più grandi che condividiamo è la musica; ogni giorno la ascoltiamo in corriera, quando siamo assieme ci sono sempre le canzoni di sottofondo e poi ci siamo noi due, che cantiamo facendo il nostro piccolo concerto, ricordando quello della scorsa estate. All’inizio dello scorso luglio, siamo andate insieme al concerto di Irama, il nostro cantante preferito. Era il primo concerto per entrambe e non lo dimenticheremo mai, sia per il contesto che per le persone che abbiamo conosciuto. G. sa tutto di me, sia le cose belle che quelle brutte e io so tutto di lei. Quando mi vede la mattina, se è successo qualcosa o se sono triste perchè la giornata è cominciata male, lei lo capisce subito. Un secondo dopo essere scese dalla corriera, mi chiede cosa c’è che non va e lo stesso faccio io con lei. Le voglio un mondo di bene e, nonostante fra pochi giorni diventi maggiorenne, per me resterà sempre la mia piccola G.” (F. classe terza).
“Ci sono persone che arrivano nella nostra vita senza fare troppo rumore e con il passare del tempo diventano fondamentali, A. per me è una di quelle. Mi entusiasma sempre ripensare a quanto velocemente abbiamo legato, in modo semplice e spontaneo, quando entrambe ne avevamo più bisogno, infatti mi piace pensare alla nostra amicizia come un raggio di sole arrivato al momento giusto. Con lei riesco a essere completamente me stessa e posso parlare di tutto, senza la paura di essere giudicata o criticata. Per quanto ami ridere non potrei mai stare con qualcuno che non mi faccia morire dalle risate, per questo lei è una parte fondamentale della mia vita. È la prima persona che chiamo quando mi succede qualcosa, bella o brutta, ma anche quella che mi fa ragionare e ha il coraggio di dirmi la verità quando ne ho più bisogno. È una presenza costante nella mia vita, infatti mi spaventa l’idea di non averla accanto fisicamente quando finiremo il liceo e prenderemo strade diverse, ma so che qualsiasi cosa accada il nostro legame non potrà sciogliersi, e questo penso riassuma quanto A. sia importante per me” (G. classe quarta).
“La scelta di questa gemma è stata particolarmente difficile, in quanto mi sembrava di non avere nulla o nessuno di cui parlare che fosse davvero speciale, anche perché le persone più importanti per me le ho già portate nelle due gemme precedenti: i miei nonni nella prima e mio zio nella seconda. Mi sembrava, insomma, di non avere più nulla di davvero unico, speciale e insostituibile, finché non mi sono resa conto che l’unica cosa che per me è davvero unica, speciale e insostituibile abita con me, mi vive ogni giorno, pranza e cena sempre al mio fianco e condivide la cameretta con me: io dormo nella parte superiore del letto a castello e lei dorme sotto. Sto parlando di mia sorella A. A. è una bambina vivace, scherzosa e divertente, ma quando si trova in compagnia di gente al di fuori di me, mamma o papà, si chiude… si chiude talmente tanto da sembrare la bambina più timida del mondo, anche se in realtà non lo è, ed ha solamente bisogno di ambientarsi. Viene infatti spesso etichettata come una bambina di poche parole, anche se non è vero affatto perché quando è a casa si sente solo lei. Ricordo ancora il momento in cui mia mamma mi disse che era incinta, dopo anni in cui io continuavo a chiedere un fratellino o una sorellina, e finalmente fui accontentata, e il giorno della sua nascita lo ricordo come se fosse ieri. Con lei ho passato dei bellissimi momenti, come i weekend passati a guardare film o serie tv, i bagni al mare quando andiamo dai nostri parenti in Sicilia o anche delle semplici risate in momenti totalmente casuali senza alcun motivo. Ricordo anche momenti meno belli, come quando è svenuta ed è stata portata in ospedale in ambulanza o quando mentre ballava è caduta e ha spaccato il labbro. Per fortuna, però la maggior parte dei ricordi sono positivi. Tra meno di 2 settimane mia sorella compirà 9 anni, ma io la vedo sempre come la bambina piccola, allegra e spensierata nella quale vedo anche una parte di me quando avevo la sua età. Anche se ogni tanto litighiamo io le prometto che rimarrò per sempre al suo fianco e non la lascerò mai” (A. classe terza).
“Ho deciso di portare come gemma mio fratello, perché il nostro legame è davvero speciale. Fin da quando eravamo piccoli, è stato sempre al mio fianco, pronto ad aiutarmi in ogni momento, anche nei periodi più difficili. Non solo è una persona di cui mi fido ciecamente, ma è anche la mia spalla su cui posso contare senza esitazioni. Crescendo insieme, abbiamo condiviso tante esperienze, risate e anche momenti di fatica, ma ogni volta ci siamo tirati su a vicenda. Lui è la persona che mi capisce meglio di chiunque altro e che, anche senza parole, riesce sempre a darmi il sostegno di cui ho bisogno” (M. classe terza).
“Anche quest’anno la scelta della gemma non è stata semplice, anzi non è stata nemmeno completata, oggi infatti parlerò di due persone molto importanti per me: la mia migliore amica e il mio fidanzato. Io e B. ci conosciamo da quando eravamo bambine, siamo cresciute insieme e siamo sempre state legate nonostante qualche disaccordo. Condividiamo tutto, dai vestiti ai segreti più profondi, ci fidiamo l’una dell’altra e sappiamo che non ci giudicheremo mai e poi mai. Quando siamo insieme non esiste nessun altro, ridiamo e scherziamo sempre, anche se la gente ci guarda male. Riusciamo a parlare di qualsiasi cosa e passiamo dal ridere per cose inutili al parlare e fare discorsi riguardanti argomenti molto più seri, come l’amore. Ci consigliamo e confidiamo tutto, lei sa tutto di me e io so tutto di lei. È stata proprio lei a sapere per prima di me e G. (il mio ragazzo), è stata lei a starmi vicina quando credevo di non avere possibilità ed è ancora lei a supportarmi in qualsiasi cosa. G. invece è un ragazzo che è entrato nella mia vita da circa un anno. L’ho conosciuto quasi per caso e abbiamo legato tantissimo. Gli voglio un sacco di bene anche se non sono sempre brava a dimostrargli i miei sentimenti. Mi ritengo molto fortunata ad averlo accanto perché è un ragazzo fantastico, pensa sempre al bene degli altri e cerca di essere disponibile per tutti. Abbiamo avuto fin da subito un legame sincero e ci siamo fidati l’uno dell’altro come se ci conoscessimo da una vita. Siamo due persone molto simili e allo stesso tempo molto diverse, ci piacciono le stesse cose e siamo molto timidi entrambi ma lui è ordinato e io no, lui è organizzato e io no, io sono orgogliosa e lui no. Mi fa sempre ridere e ogni volta che stiamo insieme mi sento bene, mi sento libera di essere me stessa perché so che non devo cambiare per piacergli ma gli piaccio così come sono. Nonostante io lo conosca da relativamente poco lo ritengo una persona importantissima per me, come lo è B. Per loro farei di tutto”. (B. classe terza).
“Come gemma quest’anno ho deciso di portare una persona: mio fratello. Nonostante i nostri tre anni di differenza abbiamo un rapporto bellissimo sin da quando eravamo piccoli; infatti, ci raccontiamo sempre tutto, ci copriamo e ci supportiamo. Quest’anno non vive più con me e i miei genitori e sento tantissimo la sua mancanza ed è per questo che ho deciso di portarlo come gemma” (E. classe terza).
“Come gemma quest’anno ho deciso di portare mia cugina S. Nonostante la differenza di età di 10 anni, abbiamo un legame molto forte e lei è tra le persone della mia famiglia con cui passo più tempo e a cui tengo di più. Siamo molto uniti e con lei ho condiviso moltissimi momenti belli e brutti della mia vita, da concerti, vacanze e giri con la sua moto a incidenti, perdite e momenti bui attraverso i quali mi ha supportato e per questo le sono molto riconoscente e le voglio un mondo di bene” (G. classe terza).
“Questa foto l’abbiamo scattata lo scorso anno io e il mio gruppo di amici. Ho deciso di portare loro come gemma di quest’anno già verso la fine della seconda. E ciò perché loro sono stati per me un punto di riferimento in questi 5 anni di liceo. Nella foto però manca un membro perché ha cambiato scuola qualche anno fa e purtroppo non avevo foto col gruppo intero. Nonostante ciò, ogni singolo membro è estremamente importante per me e tengo tantissimo ad ognuno di loro e spero vivamente che dopo il diploma resteremo in contatto e riusciremo a ritrovarci in futuro” (V. classe quinta).