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Gemme n° 309

L’11 ottobre se n’è andato mio nonno, e questa è stata la prima canzone che ho sentito dopo averlo saputo. Mi è venuto spontaneo pensare a lui come il guerriero che ha protetto la sua famiglia, ha fatto molti sacrifici, soprattutto durante la II guerra mondiale. In una lettera che ha lasciato ai figli emerge tutto il suo interesse nel salvaguardare il benessere della famiglia. Aveva un motto che mi ripeteva spesso: sor, serietà, onestà e rettitudine. Con esso mi dava forza per tutto quello che sarebbe potuto accadere nella vita. Lui mi ha sempre tirato su il morale o per telefono o con la presenza seppur fisicamente lontana”. Questa è stata la gemma di C. (classe terza).
Mi sono venute alla mente le parole di un’altra persona scomparsa da pochi mesi in tarda età, Rita Levi Montalcini: “Il male assoluto del nostro tempo è di non credere nei valori. Non ha importanza che siano religiosi oppure laici. I giovani devono credere in qualcosa di positivo e la vita merita di essere vissuta solo se crediamo nei valori, perché questi rimangono anche dopo la nostra morte.”

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Gemme n° 288

Per molti mesi questa canzone è stata continuamente trasmessa alla radio; so anche che molti in classe non amano Mengoni, però penso che il testo sia molto bello e dica cose vere. Ritengo sia una canzone che si possa dedicare a chi si vuol bene e il cui bene sta prima del nostro. Io la dedico a mia sorella che ha 6 mesi e mezzo. Gliela farò sentire quando sarà più grande cercando di mettere in pratica quello cui il testo si riferisce. Penso serva a tutti avere accanto una persona a cui dedicare queste parole”. Così M. (classe terza) ha presentato la sua gemma.
La fedeltà, l’esserci, l’interessarsi, l’aprire il cuore all’esistenza di un tu, l’alzare lo sguardo dall’ombelico, il posare l’attenzione un po’ più in là, l’essere volpe per un piccolo principe… sono strade che penso valga la pena provare a percorrere.

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Gemme n° 155

Ho trovato questo video per caso… stavo cercando altro… ma mi ha molto colpita: accettarsi alla nostra età è difficile, siamo continuamente giudicati da altri, da riviste. Se potessimo modificarci saremmo forse tutti uguali. E’ importante accettarsi per quello che si è, tanto si viene comunque giudicati e comunque chi giudica non è perfetto. Perché farmi giudicare da chi avrà sempre qualcosa da dire su di me?”. Così E. (classe quarta) ha presentato la sua gemma.
Una delle ultime canzoni di Marco Mengoni gira molto in radio in questi giorni. Non mi piace molto perché la trovo eccessivamente ripetitiva, ma il testo lo trovo molto calzante:
Oggi la gente ti giudica, per quale immagine hai.
Vede soltanto le maschere, non sa nemmeno chi sei.
Devi mostrarti invincibile, collezionare trofei.
Ma quando piangi in silenzio, scopri davvero chi sei.
[…] Ma che splendore che sei, nella tua fragilità”.
Inoltre, aggiungo anche un’altra cosa: amo fotografare. Una delle cose che mi piace immortalare è il primo piano delle persone, anzi il primissimo piano, se non addirittura un particolare del volto. Quando lo faccio mi accorgo di quanto bello sia. Più mi avvicino, più aumenta la bellezza. Potessi entrare nel cuore, ne sarei travolto.