Pubblicato in: Gemme, Letteratura, libri e fumetti

Gemma n° 1831

“Quest’anno come gemma ho deciso di portare qualcosa che ricordasse mio nonno ma che allo stesso tempo fosse importante per me e quindi ho portato questa farfalla in vetro. Diciamo che è un po’ contraddittorio da parte mia in quanto le farfalle rappresentano una delle mie più grandi paure; questa apparteneva a mio nonno. Lui fin da piccolo ha sempre avuto questa grande passione e ne ha collezionate di tutti i tipi, di stoffa, metallo, rame. Ora la collezione la possiede mia nonna e si trova all’interno di una vetrina. Una cosa che mi ricordo particolarmente è che quando ero piccolina e andavo da loro, passavo davanti a questa vetrina e, pur avendo tanta paura e ribrezzo, venivo catturata e restavo lì a osservarle”.

G. (classe quinta) ha raccontato così la sua gemma. Anche questa gemma la commento con un testo letterario, questa volta proveniente dal lontano oriente. E’ Haruki Murakami a scrivere: “No, non do nomi alle farfalle. Ma anche senza nomi, le distinguo l’una dall’altra dal disegno e dalla forma. Inoltre, quando si dà loro un nome, chissà perché muoiono subito. Queste creature non hanno nome e vivono per un tempo molto breve. Ogni giorno vengo qui, le incontro, le saluto e faccio con loro vari discorsi. Ma, quando il tempo è giunto, le farfalle scompaiono da qualche parte, in silenzio. Penso siano morte, ma sebbene le cerchi, non ne trovo mai i resti. Svaniscono senza lasciare traccia, come se si fossero dissolte nell’aria. Le farfalle hanno una grazia incantevole, ma sono anche le creature più effimere che esistano. Nate chissà dove, cercano dolcemente solo poche cose limitate, e poi scompaiono silenziosamente da qualche parte. Forse in un mondo diverso da questo.” (1Q84)

Pubblicato in: Gemme, Letteratura, musica

Gemme n° 492

Ho portato questa canzone nonostante non mi piaccia molto la musica italiana; questo brano lo ascoltavo da piccolo, poi era un po’ passato di moda e non si sentiva più. L’ho riascoltato qualche mese fa e ritrovarlo è stato bello e divertente”. Questa è stata la gemma di M. (classe terza).
Un’espressione di Murakami sull’importanza dei ricordi: “I ricordi sono solo un combustibile per alimentare la vita (…) E se per caso quel combustibile non ce l’avessi, se il cassetto dei ricordi dentro di me non esistesse, penso che già da un bel po’sarei stata spazzata in due di netto. Sarei morta sul ciglio della strada, raggomitolata in qualche miserabile buco.”

Pubblicato in: Etica, Gemme, Letteratura, libri e fumetti, musica, sfoghi, Società

Gemme n° 356

Questa canzone l’ho scelta perché mi rappresenta, esprime quello che provo e che non riesco a dire a parole, come spesso sa fare la musica”. Questa la gemma di R. (classe seconda).
E’ un vero e proprio sfogo quello dei Simple Plan: “Ti sei mai sentito come se stessi crollando? Ti sei mai sentito fuori posto? Come se in qualche modo non fossi adatto e nessuno ti capisse. Vuoi mai scappare via? Ti rinchiudi nella tua stanza? Con il volume della radio cosi’ alto che nessuno ti sente urlare. No non sai com’è quando niente ti sembra a posto. No non sai com’è essere come me. Essere ferito, sentirsi perso. Essere lasciato fuori al buio, essere colpito quando sei giù. Sentirti come preso in giro, essere sul punto di crollare e non c’è nessuno lì a salvarti…”. Mi sento di citare Murakami, da Norvegian wood: “Smettila di tormentarti tanto. Ogni cosa segue comunque il suo corso, e per quanto uno possa fare del suo meglio, a volte è impossibile evitare che qualcuno rimanga ferito. È la vita. Faccio un po’ il grillo parlante ma è ora che tu cominci a imparare certi meccanismi della vita. A volte tu ti sforzi troppo di adattare la vita ai tuoi meccanismi. Se non vuoi finire anche tu in una clinica psichiatrica cerca di essere un po’ più aperto e di abbandonarti di più alla vita così come viene. Anche una donna debole e imperfetta come me ogni tanto arriva a rendersi conto di quanto meravigliosa sia la vita.”