Gemma n° 2934

Immagine creata con Gemini®

“Prima o poi lo troviamo tutti. Quel posto in cui quando ci vai, ti senti completamente a casa. Non importa con chi sei, non importa quando, ma una volta che ci sei la tua vita diventa un po’ più rassicurante.
Io ho la fortuna immensa di averlo trovato da sempre quel posto in cui la paura di sbagliare non esiste, come la parola “impossibile” che diventa inesistente in un secondo. Quel posto in cui come per magia le maschere cadono nel vuoto, ed io posso semplicemente essere me stessa. Il palcoscenico è come casa per me, i riflettori puntati su di me sono una cosa bellissima, ma non perché mi facciano sentire al centro dell’attenzione, ma perché so che in quel momento per le persone del pubblico sono qualcuno che vale la pena di essere guardato.
Divento improvvisamente importante, ed è bello avere qualcosa come una coreografia da far vedere al pubblico che ti sta guardando. Per questo quando ballo cerco sempre di essere me stessa più che mai, perché so benissimo che più sono vera e sincera mentre ballo, più sono le emozioni che trasmetto.
Dagli applausi capisco se sono riuscita a catturare davvero l’attenzione del pubblico. Con gli anni ho imparato a fare attenzione al ritmo dei palmi che sbattono l’uno contro l’altro, e al tempo che ci mettono per smettere del tutto di fare rumore.
A quel punto arriva l’inchino. Quella fase che avviene per ultima, in cui hai gli occhi che brillano e le labbra che si distendono nel più sincero dei sorrisi, e in cui vorresti solo tornare indietro nel tempo, e rivivere tutto da capo”.
(J. classe prima).

Gemma n° 1889

“Ho portato un’esperienza vissuta in prima persona tra danza e teatro. Il regista dello spettacolo, amico della mia maestra di danza, le ha chiesto due ballerine della sua scuola. Una delle due sono stata io. Abbiamo prima imparato la coreografia per conto nostro e poi abbiamo provato con gli attori a Palmanova, Latisana e Udine. Per me è stata una novità, un inizio nel mondo del teatro, diverso da quello della danza: abbiamo dovuto imparare nuovi movimenti, nuove espressioni e maggiore espressione, abbiamo imparato i diversi ruoli (sarta, costumista, truccatrici). Ho conosciuto nuove persone. Ho ballato per la prima volta da sola sul palco. E’ stata un’esperienza che mi ha fatto crescere e ha rinforzato la mia autostima”.

Così G. (classe quinta) ha presentato la sua gemma. Giorgio Strehler, uno dei più grandi registi teatrali che ha avuto l’Italia, diceva: “Io so e non so perché lo faccio il teatro ma so che devo farlo, che devo e voglio farlo facendo entrare nel teatro tutto me stesso, con quello che sono e penso di essere e quello che penso e credo sia vita. Poco so, ma quel poco lo dico”.

Gemma n° 1869

“Ho deciso di portare come gemma una cosa a me molto cara, ovvero il mio primo copione; infatti ricordo che quando il mio insegnante di teatro me l’ha consegnato ho sentito una forte emozione che è aumentata quando sono salita per la prima volta sul palco ed ho iniziato a recitare davanti al pubblico.
Da quel momento il teatro è diventato un elemento per me molto importante al quale non voglio rinunciare perché attraverso la recitazione riesco (come se indossassi una maschera) a esprimere molte emozioni che nella quotidianità faccio fatica ad esprimere.
Attraverso il teatro sono riuscita a migliorare un aspetto del mio carattere che non mi piaceva e che alle volte mi metteva in difficoltà, ossia la timidezza che in alcune situazioni rischia di precludere alcune opportunità e non mi permetteva di mettermi in gioco.
Infatti, grazie al teatro si impara ad acquisire gli strumenti per gestire i propri momenti di imbarazzo e a non lasciarsi sopraffare dalle emozioni.
Grazie anche al mio insegnante ho imparato a superare la paura di parlare in pubblico e ho imparato a mettermi in gioco in diverse situazioni.
Il gruppo di teatro è simile ad una squadra, infatti si sta insieme per raggiungere un grande obiettivo comune che è lo spettacolo ed è molto importante conoscere ogni compagno proprio perché  bisogna avere fiducia l’uno nell’altro e rispetto reciproco.
Il teatro mi ha aiutato anche ad avere maggiore autostima ed a superare il giudizio altrui che mi ha sempre creato personalmente un po’ di difficoltà.
Infatti, ricevere dal pubblico gli applausi e la forza che mi trasmette il mio gruppo sono elementi che hanno rafforzato il mio senso di autostima e mi hanno gratificato molto aiutandomi anche a capire meglio me stessa.”

Dopo che L. (classe terza) ha presentato la sua gemma avevo in testa una frase di Victor Hugo che sapevo starci bene, ma non la ricordavo nei dettagli. Eccola: “Il teatro non è il paese della realtà: ci sono alberi di cartone, palazzi di tela, un cielo di cartapesta, diamanti di vetro, oro di carta stagnola, il rosso sulla guancia, un sole che esce da sotto terra. Ma è il paese del vero: ci sono cuori umani dietro le quinte, cuori umani nella sala, cuori umani sul palco”. E’ il teatro che ha anche permesso a L. una gemma così: due anni fa sarebbe stato impensabile. Quanta bellezza!