Gemma n° 2766

“Il top floreale in foto è stato creato con le mie stesse mani ed è la mia gemma, così come tutti i lavori che nel corso di questo anno mi sono cimentata a fare all’uncinetto. È una passione relativamente recente, ma che è subito diventata una delle mie preferite.
Ho iniziato ad usare uncinetto e filo non sapendo calibrare la tensione, non riuscendo ancora a vedere i punti dove inserire l’uncinetto e non capendo neanche come si facessero le catenelle. Pensare di essere arrivata fino a qua è per me assurdo ma mi fa comprendere qualcosa di importante: che in tutto occorre pazienza e perseveranza. Se mi fossi fermata al primo tentativo, oggi non avrei ottenuto questi risultati, non avrei coltivato una nuova passione e non avrei presentato questa gemma, solamente perché avrei abbandonato tutto subito, vedendo che non ne ero capace. La costanza con cui invece ho continuato a perseverare mi ha permesso di migliorare. Non penso che si sia negati in qualcosa, ma che occorra solamente allenamento. Con la pratica tutti possono migliorare, così come io ho constatato con l’uncinetto” (A. classe quarta).

Gemma n° 2762

“Ho deciso di portare questa foto che ritae me e mia madre quando ero molto piccola. Quel giorno rappresenta un momento molto importante nella mia vita perché si tratta della prima volta che i miei genitori mi hanno messo sugli sci. Quel momento è significativo per me perché mi è stata trasmessa una passione che tuttora porto avanti” (E. classe quarta).

Gemma n° 2755

“Quest’anno come gemma ho deciso di portare la musica. La musica è sempre stata una parte molto importante della mia vita, ma soprattutto da due anni a questa parte è diventata del tutto indispensabile. Io sono cresciuta in una famiglia in cui fin da piccola mi hanno esposto a qualunque tipo musica: non c’era un giorno in cui mio nonno non ascoltasse l’orchestra della Rai alla televisione, e mio padre mi faceva ascoltare più generi di musica possibile, insegnandomi anche a suonare il pianoforte. Da piccola non mi piaceva abbastanza e quindi ho suonato per cinque anni, per poi smettere per un po’. In quella pausa relativamente breve ho capito quanto effettivamente fosse importante per me. Ogni volta che sentivo suonare mi si creava un vuoto dentro, come se mi mancasse qualcosa di veramente importante, e così ho ripreso. Adesso per certi versi rimpiango quel periodo, perché se non avessi smesso di suonare per quell’anno e mezzo/due adesso sarei di sicuro più brava. Però mi sono anche accorta che se non avessi smesso adesso non sarei così attaccata dalla musica: infatti da sei anni suono più o meno tutti i giorni, e anche se non ho tempo trovo sempre dieci minuti anche solo per ripassare il brano che mi piace di più. Negli ultimi due anni ho effettivamente notato quanto la musica mi faccia stare bene. E’ come un cerotto che ripara i buchi dell’anima e pian piano li fa riassorbire. Inoltre la musica è un modo per unire le persone. C’è stato infatti un periodo in cui io e mio padre non andavamo molto d’accordo, ma grazie alla musica ci siamo ritrovati. La musica è infinite cose per me, ottantotto tasti che racchiudono l’universo e la felicità” (G. classe quarta).

Gemma n° 2753

“Come gemma di quest’anno, ho deciso di portare il primo concerto della mia vita, un’esperienza che non dimenticherò mai. Ho scelto di assistere al live dei Cigarettes After Sex a Milano, senza sapere che quella serata avrebbe lasciato un segno così profondo dentro di me.
Non avevo mai capito davvero la magia dei concerti, fino a quando non mi sono ritrovata in uno stadio gremito di persone, tutte pronte a cantare all’unisono le stesse canzoni, a condividere emozioni pure e intense. È stato un momento unico, quasi surreale, che ho avuto la fortuna di vivere accanto a una delle mie migliori amiche, S. Lei è una persona speciale, una di quelle che restano, che ti accompagnano nelle follie e nei momenti difficili, che c’è sempre, anche quando non serve parlare.
Quel concerto è stato più di una semplice serata di musica: è stato un viaggio emotivo, un turbine di sensazioni nuove e profonde. Mi sono sentita sopraffatta dalla felicità, dall’emozione pura di essere lì, di vivere quell’istante che sapevo sarebbe rimasto impresso nel cuore. Sono infinitamente grata a S. per aver condiviso con me questa esperienza, una delle più significative della mia vita. Senza di lei, quel momento non sarebbe stato lo stesso” (G. classe quarta).

Gemma n° 2749

“Questo è il primo anno che porto una gemma ed ero all’inizio molto indecisa su cosa portare. Ho deciso di portare il mio sport: la danza.
Io pratico un tipo di danza molto particolare che in tanti non conoscono e si chiama danza latino-americana.
Sono molto legata a questo sport perché è da 5 anni che lo pratico e mi ha insegnato che la perseveranza è sempre la risposta per ottenere risultati.
Da piccola, ero letteralmente incantata da questi bellissimi abiti indossati dai ballerini che mi sono imposta l’obiettivo di diventare anche io così e adesso posso dire di avercela fatta!
Ѐ emozionante salire sul palco davanti a tante persone per mostrare a tutti che sai ballare e, alla fine, prendersi gli applausi: una bella sensazione che ti fa guadagnare sicurezza e ti rende orgogliosa dei passi che hai esercitato a lungo.
Durante le gare, invece, sei molto nervoso perché è una competizione e hai paura di sbagliare, di andare fuori tempo, che ti cada l’acconciatura, che la musica si inceppi. Con il tempo, però, capisci che l’unica cosa che ti serve per ballare bene è la passione che ci metti.
Me lo dicono da quando sono piccola: la passione è tutto nella danza, perché con quella ti diverti e segui in modo più sciolto la musica.
Sono stata molto fortunata a trovare i migliori compagni e insegnanti che qualcuno potesse desiderare: loro ti supportano (e sopportano), ti fanno ridere e rilassare e non smettono mai di rialzarti se cadi.
Sicuramente ci sono stati alti e bassi, momenti sereni e di fatica, sudore e lacrime (e ancora ci saranno), ma ne è assolutamente valsa la pena perché sono orgogliosa del percorso che ho fatto, delle scelte che ho fatto, dello sport che faccio.
Ballare è qualcosa di liberatorio per me e non lo cambierei per nulla al mondo.
Ѐ la mia seconda casa e la mia seconda famiglia!”
(A. classe prima).

Gemma n° 2744

“Quest’anno ho deciso di dedicare lo spazio della mia gemma alla mia intera associazione di basket perché vi faccio parte da ormai tre anni e ci sono particolarmente affezionato” (D. classe prima).

Gemma n° 2741

“Quest’anno ho scelto come gemma una foto della mia squadra di pallavolo. I motivi sono tanti. In primis la pallavolo è uno sport che fa parte della mia vita da anni e che mi lega molto a mio padre: infatti anche lui è appassionato di questo sport e lo pratica ancora. Quando ero bambina, lui passava il tempo a lanciarmi la palla e insegnarmi a prenderla al volo, ed era uno dei miei giochi preferiti. Quest’anno in particolare la pallavolo mi ha dato tanto perché non faccio parte di un semplice gruppo ma di una vera squadra, in cui ho trovato amicizia, supporto, divertimento e motivazione per dare il massimo. Così gli allenamenti sono diventati un momento in cui liberare la mente dai problemi e concentrarmi sul giocare al meglio” (G. classe quinta).

Gemma n° 2734

“Questa canzone per me ha un significato molto importante perché simboleggia un po’ in generale la musica che più mi caratterizza e la ricollego anche ad un persona molto importante per me.
Nonostante sia una canzone un po’ triste per me ha un significato molto forte e rispecchia ciò che amo” (B. classe quarta).

Gemma n° 2727

“Quest’anno, essendo l’ultima gemma, ho deciso di portare un balletto che ho fatto l’anno scorso per il saggio di fine anno accademico della mia scuola di danza. Per me danza è sinonimo di casa, famiglia, risate, consiglio e supporto. Per una ragione o per l’altra questo o probabilmente il prossimo saranno gli ultimi anni di danza e pensare che una cosa così importante per me, che c’è da sempre nella mia vita da quando ho tre anni, non ci sarà più, fa male. La mia insegnante di danza è solita fare un balletto per il gruppo di moderno avanzato, cioè il gruppo composto da ragazzi che dovranno affrontare l’ultimo anno di superiori e ragazzi che hanno già fatto l’ultimo anno di superiori e quindi devono andare all’università o comunque andranno a lavorare e prenderanno un’altra strada. Il balletto è sempre composto da un significato di augurio per la vita, augurio di continuare a sognare, di seguire i propri sogni e di non smettere mai di lottare per ciò che si vuole. Fare questi balletti è sempre molto dura a livello emotivo anche durante l’anno perché comunque sai che si avvicina sempre di più il momento di allontanarsi come gruppo di danza in sala e quindi è sempre difficile. Allora, il balletto che ho portato si intitola “Sogna ragazzo sogna” e ha come canzone quella di Vecchioni. È un balletto che porterò sempre nel cuore. Questa registrazione era dell’ultima serata, quindi l’ultima volta che ballavamo insieme questo pezzo per noi importante. Il balletto non è venuto perfetto però nonostante magari ci fossero alcune imperfezioni, ci siamo goduti il momento e alla fine dello spettacolo, quando si sono spente le luci, ci siamo emozionati insieme” (A. classe quinta).

Gemma n° 2719

“Quest’anno ho scelto come gemma questa foto. Qua eravamo al concerto di Taylor Swift quest’estate, ed è stata scattata a nostra insaputa da una ragazza seduta dietro di noi, che poi ci ha chiesto di airdropparcela perché eravamo “troppo carine”.
È stato uno dei momenti più belli della mia vita fino ad ora, non solo perché sono riuscita a vedere finalmente dal vivo una dei miei artisti preferiti, ma anche perché ero insieme ad una delle mie migliori amiche. Perciò per me questa foto rappresenta un ricordo molto importante per questi diversi motivi” (S. classe quarta).

Gemma n° 2714

“È arrivato quell’anno che tanto speravo non arrivasse, l’anno in cui alla domanda della mia maestra “questo è l’anno dell’attestato?” risposi di sì. Durante questi anni ho sempre cercato di conciliare danza e studio, perché per quanto sia difficile non volevo rinunciare alla mia passione più grande. Quest’anno però è diverso, ho preso la decisione di non andare all’università vicino alla mia scuola di danza, e inevitabilmente questo sarà il mio ultimo anno lì. Probabilmente non sarà l’ultimo anno in cui ballerò in assoluto però sarà l’ultimo in questa scuola e con queste persone, che sono diventate per me come una seconda famiglia. Queste foto sono state scattate l’anno scorso durante i giorni del saggio di danza, che rappresentano momenti che rivivrei all’infinito. Ogni secondo di quei di giorni è magico; l’adrenalina prima di salire sul palcoscenico, gli applausi del pubblico, il panico del non ricordare la coreografia due secondi prima di entrare in scena, le risate e la complicità dietro le quinte e nei camerini, il truccarsi a vicenda, i mazzi di fiori che ricevi dopo lo spettacolo, il riscaldamento nella platea del teatro, le prime prove con il tutù, i pezzi di coppia con B, l’amica con cui ballo da quando ho 4 anni, le bambine piccole che ti ammirano con quegli occhi incantati, gli stessi che io rivolgevo alle ragazze più grandi quando ero piccola, gli abbracci alla fine di ogni spettacolo in cui puntualmente si piange sono momenti che mi fanno bene al cuore e che so che mi mancheranno come non mai. La danza è sempre stata fondamentale per me, un porto sicuro a cui aggrapparmi, una valvola di sfogo dallo stress, dove posso essere me stessa. È strano pensare che tra qualche mese non sarà più parte della mia quotidianità. Sarò sempre grata per tutti i momenti che mi ha regalato; mi ha reso chi sono oggi e sarà sempre una parte di me” (G. classe quinta).

Gemma n° 2694

“La mia gemma, quest’anno, è aver ritrovato me stessa attraverso la danza.
Dopo un lungo periodo in cui per ragioni di salute non mi era stato possibile ballare, il mio corpo ha potuto nuovamente muovere i suoi passi verso la felicità.
Sento che la danza va ben oltre la coreografia e la tecnica. Mi permette di esprimermi senza bisogno di parole e di affrontare stress, ansia e tristezza, trasformandoli in energia positiva.
E’ un modo per connettermi alla parte più profonda di me, di incontrare gli altri, di creare legami e condividere esperienze.
“In choreis, anima libertatem invenit”, “Nella danza, l’anima trova la libertà”. Questa frase descrive a pieno come mi sento quando salgo sul palco: leggera.
Il corpo si muove sulla musica, finalmente libero da ogni vincolo e libero di esprimere la forza e l’essenza di quello che sono. La danza regala la libertà più grande che possa esistere: mostrare la persona che si è senza inibizioni, fragilità e paure. La danza é stata la mia piú grande passione fin da quando ero piccola, mi fa sentire viva”.
(E. classe seconda).

Gemma n° 2690

“Come gemma di quest’anno ho voluto portare Can’t Help Falling In Love di Elvis ed Elvis stesso. Da piccola sentivo spesso la musica di Elvis perché a mio papà e a mio fratello piaceva molto, soprattutto a mio padre, ma non l’ho mai seguito fino a maggio 2024, quando ho visto il film “Elvis” su Netflix. Mi sono immediatamente innamorata di questa persona e del suo modo di cantare e atteggiarsi durante i concerti, mi sono appassionata tantissimo, specialmente alla sua voce stupenda; qualcuno potrà dire “ma è morto e non l’hai mai conosciuto, come fai ad essere così affezionata a lui?”. Ebbene la verità è che Elvis con la sua musica e la sua voce mi ha fatto staccare la spina dal mondo più di una volta; inoltre dopo aver saputo tutte le cose brutte che ha passato nella sua vita mi ci sono affezionata ancora di più. Ho scelto questa canzone perché è la mia preferita e ha una melodia fantastica; spero un giorno di riuscire ad andare a Memphis a visitare casa sua che ora è un museo” (B. classe terza).

Gemma n° 2665

Immagine creata con ChatGPT®

“Ho deciso di portare il referto di una partita di basket a cui ho partecipato, perché per me è una delle più importanti. In questa partita, risalente al 2017, ho stabilito il mio record di punti (37) in soli venti minuti. Ero veramente bravo, ma purtroppo ho deciso di smettere di giocare. Ancora oggi, quando guardo il referto, provo un po’ di nostalgia di quei tempi” (F. classe terza).

Gemma n° 2646

“Come gemma ho deciso di portare le mie prime punte. Per me significano molto e le ho indossate per la prima volta a 10 anni. È stato un momento molto importante per me perché ha segnato un nuovo inizio nella mia vita e nella mia passione” (G. classe seconda).

Gemma n° 2643

“Quest anno la mia gemma sarà la danza. Ho iniziato il mio percorso da ballerina quando ero molto piccola, avevo circa 3/4 anni, e da subito è diventata la mia passione. Tra alti e bassi c’è sempre stata e mi ha sempre confortata.
L’anno scorso mi è stato proposto di fare assistenza durante le lezioni delle bambine più piccole e mi sono subito affezionata un sacco a loro. Questo non ha fatto altro che farmi appassionare ancora di più alla danza, rendendola ancora più speciale” (S. classe quinta).

Gemma n° 2642

“Per me questa coccarda è molto importante. Ho fatto equitazione per quattro anni e per me è stato uno sport importante e che mi ha resa felice. Nel 2022 sono andata alla Fiera Cavalli a Verona, è stata un’esperienza interessante e mi è piaciuta molto. Questa coccarda è quella che ho vinto al primo posto e che mi ha fatto diventare campionessa italiana. L’ho vinta grazie alla mia vecchia cavalla Daisy che purtroppo è venuta a mancare l’anno scorso. Ho passato tanti bei momenti con lei ed è una cavalla che non dimenticherò mai” (M. classe prima).

Gemma n° 2636

“Quest’anno ho deciso di portare come gemma il concerto di Taylor Swift a cui sono stata quest’estate e, in generale, l’intera esperienza che ho vissuto. Oltre al concerto in sé, che è stato a dir poco magico, tutta la giornata è stata speciale.
Dal viaggio fino a Milano, con l’emozione che cresceva a ogni chilometro, allo scambio dei braccialetti dell’amicizia con persone che condividevano la mia stessa passione, ogni momento è stato unico e indimenticabile. Entrare per la prima volta nello stadio, vedere il palco enorme, la folla di persone e sentire quell’atmosfera è stato qualcosa di indescrivibile.
Le luci, la musica e la voce di Taylor mi hanno fatta sentire in una dimensione totalmente diversa, come se il mondo fuori non esistesse. Cantare insieme a migliaia di persone che provavano le stesse emozioni mi ha fatto sentire libera e parte di qualcosa di molto più grande.
In particolare, ho deciso di portare questo momento del concerto in cui canta la mia canzone preferita in assoluto, Wonderland. Ogni sera del tour Taylor sceglieva quattro canzoni extra dalla sua discografia, diverse per ogni concerto, e io ho avuto la fortuna di ascoltare proprio questa. Questo momento in particolare, così come il resto dell’esperienza, è stato davvero indimenticabile e qualcosa che augurerei a chiunque di vivere almeno una volta nella vita” (A. classe quarta).

Gemma n° 2585

Immagine creata con ChatGPT®

“Dopo una lunga riflessione sulla scelta della gemma, ho pensato a ciò che sono, a ciò che mi è più conosciuto e vicino e sono giunta alla conclusione che non c’è nulla di più importante per me della musica, ma in particolare del canto. Le sono talmente legata che quasi ogni mio ricordo è collegato ad una canzone o melodia.
Sento il canto come la mia più grande passione, nonché un modo per esprimere le mie emozioni e sensazioni. Cantando mi sento libera di essere me stessa, mi rilassa portandomi in uno stato meditativo che mi aiuta a gestire i miei stati d’animo.
Non è importante ciò che canto, ma il fatto che lo faccio per me stessa. Perfino quando mi esibisco davanti a centinaia di persone, mi dimentico del pubblico e riesco a contattare una sensazione di serenità che mi mette totalmente a mio agio.
Trovo che la musica sia un mezzo per avvicinarsi alle persone, indipendentemente dall’età o dagli stili di vita, proprio per questo mi dispiace che viviamo in un paese che dà così poca importanza a questo aspetto.
Spero di non abbandonare mai questa mia passione e di riuscire a trasmetterla ad altri”.
(G. classe terza).

Gemma n° 2577

“Quest’anno come mia gemma ho deciso di portare qualcosa di diverso, non una persona bensì un’esperienza intera. Frequento il campus Anbima da tre anni, anche se da piccola andavo spesso con mio padre, perciò per me è come una seconda casa. Questo campus consiste in una settimana intensa di prove con due concerti alla fine dove si riuniscono giovani provenienti dalle bande di tutto il Friuli, perciò quella che io chiamo la mia seconda famiglia raggiunge ogni anno circa le 160/170 persone. Appena il campus finisce inizio il conto alla rovescia per il campus seguente, e mi capita ogni volta di passare i giorni seguenti al ritorno nel letto a piangere: è un’esperienza che sento veramente molto e mi insegna sempre qualcosa di nuovo. Lì conosco di anno in anno nuove fantastiche persone, ognuna diversa da un’altra, persone che lasciano un segno indelebile nella mia vita e con le quali si stabiliscono sempre rapporti diversi e sorprendenti. Non so spiegare il sentimento che provo verso queste persone e verso questa esperienza, non riesco a spiegare le emozioni che provo quando guardo le foto o quando qualcuno mi nomina Piani di Luzza, però i miei occhi brillano ad ogni ricordo, come questo, catturato in questa foto: avevamo una settimana in cui potevamo contare massimo 2 ore di sonno a notte, 9/10 ore di prove al giorno, era l’una di notte eppure stavamo cantando Maledetta primavera sulle spalle dei nostri amici. Mi manca tutto e tutti di Piani e non vedo l’ora che questi 293 giorni finiscano e che sia finalmente il 25 agosto”.
(R. classe terza).