Gemma n° 2849

“Ho portato mio fratello come gemma perché è il più piccolo della casa e quindi ha ricevuto più attenzioni ed è quello più vivace della casa” (F. classe seconda).

Gemma n° 2848

“Questo bracciale l’ho preso durante il viaggio di istruzione a Bruxelles. A esso sono collegati molti ricordi e molte nuove amicizie” (S. classe seconda).

Gemma n° 2846

“Questi sono i miei gatti, e sono passati anni da quando sono diventati i nostri animali da compagnia. I due hanno un anno di differenza di età e li ho presi circa 7-8 anni fa. Di solito i due fanno fatica ad andare d’accordo, però riescono sempre a trovare un modo per convivere in armonia.
Quella a macchie bianche e nere si chiama Macchia. Lei ha una pelliccia soffice, ma è estremamente sensibile e spesso ha una reazione negativa se la tocchi, specialmente se non è dell’umore giusto. Ha mantello nero e pancia bianca e le sue zampe sono ricoperte da macchie nere. Ha gli occhi verdi oliva ed è spesso brava a convincere le persone con il suo sguardo dolce e tenero.
Invece Stella si ritrova con un nome femmile perchè inizialmente avevamo pensato che lui fosse una femmina, ma non ci siamo preoccupati di cambiarlo. Infatti si ritrova ad avere molti soprannomi, come ad esempio “Bob”. E’ un gatto tigrato con gli occhi verde oliva, adora stendersi come una lucertola alla luce del sole ed ha una personalità allegra e scaltra. E’ piuttosto pigro e a volte fa quello che gli pare, però sa essere affettuoso e può farti compagnia nei momenti più bui”.
(K. classe seconda).

Gemma n° 2845

“Come gemma ho deciso di portare il gruppo degli animatori e il gruppo degli sbandieratori di cui faccio parte ormai da 4 anni. Questi due gruppi, per me, sono tra i più importanti e i ragazzi che ne fanno parte sono quelli con cui passo più tempo: infatti mi alleno due volte a settimana con gli sbandieratori e ogni sabato faccio un’ora di catechismo ai bambini di prima e seconda elementare, poi a seguire due ore di oratorio. Può sembrare una cosa molto pesante ma in realtà lo faccio molto volentieri, anzi mi sentirei vuota senza questi impegni.
Gli animatori del gruppo sono le persone migliori che conosca, sempre disponibili per tutto e tutti. Grazie al centro estivo e all’oratorio, ho conosciuto un sacco di animatori super simpatici, da cui sono nate tante amicizie e molto altro. I bambini mi fanno stare bene e soprattutto senza pensieri, sono così spontanei e felici, così tanto che, con il loro sorriso, riescono a strapparne uno anche a me. Il gruppo degli sbandieratori è un gruppo tanto grande (che comprende anche persone del gruppo animatori) quanto bello e accogliente. Abbiamo un legame molto forte, soprattutto tra i più “piccoli”. Con loro ogni uscita, allenamento ed esibizione diventa un bellissimo ricordo, poi condividere la stessa passione rende tutto migliore. Senza questi due gruppi non so come farei!” (G. classe seconda).

Gemma n° 2843

“I gatti, secondo me, sono animali speciali e non sono solo semplici animali domestici. Quando vivi con un gatto, diventa quasi un amico vero e proprio, uno di famiglia. Anche se non parla, riesce comunque a farti compagnia e a farti sentire meno solo. Per me il gatto è un amico a quattro zampe che ti ascolta senza giudicare. Quando sei stanco o triste, lui si avvicina e sembra capirti. La sua presenza tranquilla aiuta a rilassarsi e a sentirsi meglio dopo una giornata difficile.
I miei gatti sono sempre stati per me come due fratelli che non ho mai avuto: sono cresciuto con loro, condividendo momenti belli e momenti difficili, e in qualche modo sono sempre stati al mio fianco. Anche se non parlano, riescono a capirmi e a farmi sentire meno solo, e per questo, a volte, sono stati persino meglio di due veri fratelli” (A. classe prima).

Gemma n° 2842

Immagine creata con Gemini®

“Come gemma ho voluto portare il mio gruppo di amici. Ci conosciamo da una vita: qualcuno c’è sempre stato, qualcun altro è arrivato dopo, ma comunque abbiamo sempre fatto tutto assieme. Con loro ho condiviso molti ricordi, molte risate e anche molte incazzature e, nonostante tutto, siamo sempre rimasti legati come fossimo una famiglia. Non so cosa ci riserverà il futuro: molti di loro hanno in programma di andare a studiare lontano, ma sono sicuro che il legame che abbiamo creato in questi anni non andrà perso e sono certo che, tra qualche anno, ci ritroveremo al bar di sempre, a parlare delle solite cose come se non fosse passato un solo giorno” (F. classe quarta).

Gemma n° 2840

“Quest’anno la scelta della gemma non è stata affatto semplice ma alla fine ho scelto di portare una foto, che mi hanno scattato i miei amici, dove siamo presenti io e i miei genitori. Era il giorno del mio compleanno nonché giorno in cui ho organizzato la mia festa. Certo i 17 anni mi spaventano un pochino, perché mi rendo conto che è il mio ultimo anno da minorenne e le responsabilità iniziano ad aumentare sempre più, però sono tranquilla perché sono sicura che riuscirò a godermi appieno questa estate vivendola ogni giorno al massimo.
Ho deciso di portare più precisamente la mia festa non perché fosse il giorno in cui tutti mi festeggiano, bensì perché quel giorno mi sono resa conto di quante persone illuminano la mia vita. Alla festa erano presenti tutti coloro a cui tengo di più.
Inizio parlando dei miei genitori nonché gli unici pilastri della mia vita. Senza loro io sarei completamente persa. È vero litighiamo spesso, io specialmente con mia madre perché abbiamo due caratteri molto diversi infatti sono la copia esatta di mio padre. Però nonostante i mille litigi loro sono e saranno sempre le persone che amo di più al mondo. Dopo loro voglio passare a M. ed A., le mie migliori amiche. Io e M. ci conosciamo dall’asilo e il nostro duo è diventato poi un trio alle medie conoscendo A. Con A. ormai sono già 6 anni di amicizia e lei è veramente la mia metà. È stata la mia salvezza perché mi ha fatto aprire gli occhi e uscire da un amicizia tossica mentre io sono stata la sua prima vera migliore amica perché lei non si fidava di nessuno causa il suo passato molto duro. Senza di lei io non esisto e ormai ci siamo promesse di passare tutta la vita assieme. Con M. invece avevo perso i rapporti per 1 anno circa ma sarò per sempre grata al 2025 che ci ha avvicinate più che mai facendoci ritornare inseparabili come un tempo. Loro due sono le anime più belle e rare che io possa aver mai trovato. Il 2025 mi ha aperto tante amicizie rafforzando ancora di più alcuni rapporti. Quell’anno però mi ha anche fatto riflettere sul concetto vero di amicizia facendomi maturare e compiere scelte dolorose ma necessarie per raggiungere la serenità. Adesso voglio passare alle mie compagne ad A, C, S, E, C, L. Averle avute con me al mio compleanno è stato il regalo più bello perché  loro ormai sono diventate il mio posto sicuro. Assieme affrontiamo le dure giornate scolastiche e senza di loro non riuscirei a liberarmi dall’ansia dei voti e dalla paura di fallire. Loro sono la mia forza e il bene che voglio a queste ragazze è veramente indescrivibile perché alla fine per me non sono solo delle compagne di classe bensì le sorelle che ho sempre desiderato di avere.
Al mio compleanno erano presenti anche altri amici che spero di portare con me anche nel 2026 e negli anni che verranno.
Infine c’è lui, M. il mio primo e unico amore.
Lo avevo già portato l’anno scorso come gemma quando eravamo solo migliori amici o almeno quando avevamo ancora troppa paura di esternare i nostri sentimenti.
La verità è che io e M. ci amiamo dal primo giorno che ci siamo conosciuti, solo che ci è voluto tempo prima di comprendere questo grande sentimento ma va bene così perché non rimpiango affatto i 2 anni di amicizia che hanno solo migliorato il rapporto di adesso. Lui è il primo ragazzo che io abbia mai avuto e con lui voglio passare il resto della mia vita perché senza lui il mio futuro non c’è.
Ecco con questa gemma voglio ringraziare tutte queste persone per avermi scelta al loro fianco. Sono eternamente grata al destino per aver messo nella mia strada queste persone ma che sia chiaro che con loro voglio passare il resto della mia vita.
Perché alla fine sono loro che compongono la mia famiglia”.
(A. classe terza).

Gemma n° 2839

“Come ultima gemma ho deciso di portare il mio cane, Rocky.
Da dieci anni è una presenza fondamentale nella mia vita. C’è sempre stato, in ogni momento, ed è l’unica presenza di cui ho sempre avuto davvero bisogno, indipendentemente da ciò che stessi attraversando.
Rocky mi ha vista crescere. È stato accanto a me nei momenti più belli, ma soprattutto in quelli più difficili, senza condizioni o pretese, quando non sapevo spiegare cosa provavo e non ne avevo la forza. Con lui non è mai servito parlare, ed è per questo che ritengo mi abbia aiutata molto più di tante altre persone.
Ho deciso di portarlo come mia ultima gemma perché rappresenta l’amore più grande della mia vita.
So che perdere Rocky significherebbe perdere me stessa, ed è proprio per questo che è così importante”.
(A. classe quinta).

Gemma n° 2838

“La mia gemma è il ricordo del primo viaggio a Parigi con una mia amica. È stato un momento speciale perché abbiamo vissuto la città con leggerezza, riso insieme e scoperto posti nuovi. C’era anche la neve, che ha reso tutto più magico e indimenticabile. Mi ha lasciato una bella sensazione di libertà e spensieratezza, per questo lo porto con me come un ricordo prezioso” (F. classe quinta).

Gemma n° 2837

“Anche quest’anno la scelta della gemma non è stata semplice, anzi non è stata nemmeno completata, oggi infatti parlerò di due persone molto importanti per me: la mia migliore amica e il mio fidanzato. Io e B. ci conosciamo da quando eravamo bambine, siamo cresciute insieme e siamo sempre state legate nonostante qualche disaccordo. Condividiamo tutto, dai vestiti ai segreti più profondi, ci fidiamo l’una dell’altra e sappiamo che non ci giudicheremo mai e poi mai. Quando siamo insieme non esiste nessun altro, ridiamo e scherziamo sempre, anche se la gente ci guarda male. Riusciamo a parlare di qualsiasi cosa e passiamo dal ridere per cose inutili al parlare e fare discorsi riguardanti argomenti molto più seri, come l’amore. Ci consigliamo e confidiamo tutto, lei sa tutto di me e io so tutto di lei. È stata proprio lei a sapere per prima di me e G. (il mio ragazzo), è stata lei a starmi vicina quando credevo di non avere possibilità ed è ancora lei a supportarmi in qualsiasi cosa. G. invece è un ragazzo che è entrato nella mia vita da circa un anno. L’ho conosciuto quasi per caso e abbiamo legato tantissimo. Gli voglio un sacco di bene anche se non sono sempre brava a dimostrargli i miei sentimenti. Mi ritengo molto fortunata ad averlo accanto perché è un ragazzo fantastico, pensa sempre al bene degli altri e cerca di essere disponibile per tutti. Abbiamo avuto fin da subito un legame sincero e ci siamo fidati l’uno dell’altro come se ci conoscessimo da una vita. Siamo due persone molto simili e allo stesso tempo molto diverse, ci piacciono le stesse cose e siamo molto timidi entrambi ma lui è ordinato e io no, lui è organizzato e io no, io sono orgogliosa e lui no. Mi fa sempre ridere e ogni volta che stiamo insieme mi sento bene, mi sento libera di essere me stessa perché so che non devo cambiare per piacergli ma gli piaccio così come sono. Nonostante io lo conosca da relativamente poco lo ritengo una persona importantissima per me, come lo è B. Per loro farei di tutto”.
(B. classe terza).

Gemma n° 2836

“All’inizio di quest’anno, ho trascorso una settimana in montagna, assieme a tutti gli altri animatori dell’Oratorio. In questa settimana, oltre che a divertirci e ad avere alcuni momenti seri di riflessione, abbiamo avuto l’occasione di formare un gruppo ancora più unito e di conoscere i nuovi animatori. Questo ci ha permesso non solo di creare un unico grande gruppo, ma anche di conoscere molto meglio ciascuno di noi, nonostante tra di noi ci fosse già un rapporto di amicizia” (M. classe seconda).

Gemma n° 2835

“Come mia prima gemma ho deciso di portare una persona molto importante per me: mia cugina A. È una persona un po’ pazzerella, nel senso più bello del termine: le piace cantare, ballare ed essere semplicemente se stessa. Con lei posso fare lo stesso, senza sentirmi giudicata, cosa che purtroppo spesso mi capita con altre persone. Proprio per questo, stare con lei mi fa sentire libera e a mio agio.
Con lei mi diverto sempre. Mi porta a fare shopping, cosa che in generale detesto, ma con lei non mi annoio mai. Mi fa visitare posti nuovi, provare cibi diversi e scoprire ristoranti nuovi. E’ sempre pronta ad aiutarmi, con piacere e senza mai farmelo pesare.
In poche parole, è la migliore amica che tutti desiderano, e io mi ritengo davvero fortunata ad averla come cugina. Nonostante il nostro divario di età di due anni e il fatto che viviamo in paesi diversi, con abitudini e vite differenti, riusciamo a capirci perfettamente e a trovare sempre il giusto equilibrio”.
(M. classe terza).

Gemma n° 2834

“È un braccialetto semplice di bigiotteria, con piccoli diamantini. Non ha un grande valore economico, ma per me è importante perché me l’ha regalato mia madre qualche anno fa. Lo indosso ogni giorno infatti ho perso qualche pezzo. È diventato un’abitudine e in un certo senso mi fa sentire più tranquilla, come se mi portasse fortuna. Non sono solita indossare gioielli, ma questo mi ricordo ogni mattina di metterlo. Anche se è una cosa semplice, è legata a un ricordo e per questo per me vale molto” (M. classe terza).

Gemma n° 2833

“Come ultima gemma ho deciso di portare la famiglia: il luogo dove la vita inizia e l’amore non finisce mai. Il mio papà è il mio eroe, la mia roccia, il mio sorriso. La mia mamma è la mia migliore amica, la mia forza e il mio punto di riferimento.
Infine, P. è il mio fratellone, il mio scudo e il mio bodyguard. C. è il mio fratellino, il mio umorismo e la mia protezione.
Mi hanno insegnato valori che si possono trasmettere con l’amore del nido familiare: il rispetto, l’educazione, affrontare i problemi con grinta e adrenalina. Di certo senza di loro non sarei la N. di oggi. Sono molto orgogliosa di loro e sono onorata di far parte di questa famiglia stupenda da 19 anni.
Però, è anche vero che la famiglia è dove c’è casa.

E questa è la mia seconda casa. Le vere amicizie sono quelle che si trasformano in famiglia e ci si sente sempre a casa con loro. D., B., M., A., M., B., F. e M. hanno contribuito a perfezionare la N. che sono oggi. Con loro ho imparato a lasciarmi andare, a mettere al primo posto la mia felicità e a pensare di meno al giudizio degli altri.
Con loro, ho finalmente capito che “vera amicizia” non è solo un concetto: non vuol dire condividere certe passioni, certi hobby… ma significa esserci sempre l’un per l’altra e unire le forze per raggiungere un obiettivo comune.
Tutti loro hanno messo un mattoncino per costruire la casa che ci ospita ogni volta che siamo assieme e un cerotto per aiutare quelle ferite piccole ma profonde degli anni  precedenti”.

Gemma n° 2832

“Ho riflettuto molto su quale sarebbe stata la mia gemma di quest’anno. Non riuscivo a trovare un oggetto tanto importante per me (che io non abbia già portato), non riuscivo a pensare a una determinata giornata che ho vissuto, non riuscivo a descrivere una singola persona. Ho deciso quindi di condividere con voi una delle cose più significative per me, che raccoglie oggetti, momenti e persone tutti insieme: la mia scatola dei ricordi. Da qualche anno ormai conservo in questa scatola oggetti di ogni tipo ma che per me hanno un valore inestimabile. Se scelgo di conservarli c’è un motivo: hanno un significato talmente tanto profondo per me che non voglio dimenticarli.
Come ho già detto , in questa scatola c’è di tutto:
-varie fotografie che ho accumulato nel tempo (fotografie dell’infanzia, foto con amici, foto di persone a me care)
-oggetti/foto legati alla montagna (come ad esempio i buoni pasto della sagra di Collina)
-vari disegni di vari bambini e alcuni braccialetti fatti con loro
-oggetti/foto legati alla pallavolo (biglietto prima partita serie A nel 2017, laccio di una scarpa, cartoncino della Super Coppa Italia)
-(alcune cose non stanno tutte in una scatola e ho avuto bisogno di un altra)
-cartoline che mi sono state date
-vari ricordi dei viaggi che ho fatto (abbonamenti per i mezzi di trasporto di Vienna, Roma e Nizza; biglietti dei musei, giornali, un sasso, scontrini vari, biglietti del treno, biglietto della ruota panoramica…ecc.)
-biglietti del cinema di film che mi sono piaciuti
-biglietti/ braccialetti di concerti
-oggetti vari che mi hanno regalato
-lettere che ho ricevuto
-bigliettini vari che sebbene piccoli per me significano molto
-carte di auguri
Ogni volta che sono di cattivo umore, per sentirmi meglio mi basta aprire questa scatola e viaggiare tra i ricordi che ho deciso di conservare”.
(R. classe quarta).

Gemma n° 2831

“Come prima gemma, ho pensato di portare qualcosa che potesse raccontarmi. La mia gemma è questo libro, si intitola: “11 favole di felicità”. Mia madre me lo regalò quando ero piccola, avevo più o meno 8 anni; ero una bambina molto ansiosa e avevo bisogno di sentirmi più tranquilla.
Questo libro rappresenta il mio bisogno di pace, che mi accompagna da sempre. Mi ricorda che fin da piccola ho avuto un mondo interiore molto forte, ed è una parte importante del mio percorso con l’ansia. Ho scelto questo libro perché racconta un percorso, e io vorrei raccontare un po’ la bambina che sono stata, sperando di non annoiare nessuno.
Da piccola avevo molte preoccupazioni, ed era più raro vedermi tranquilla che agitata. Avevo paura della morte e di morire, dei ladri; il mondo esterno mi spaventava, e quello che sentivo al telegiornale mi terrorizzava. Spesso avevo quelli che chiamavo “pensieri cattivi”, e che oggi definirei “pensieri intrusivi”.
Ero molto sensibile e pensavo tanto, e come spesso succede alle persone sensibili, attribuivo un’enorme importanza a dettagli che per altri erano insignificanti. Alla classica domanda: “preferisci mamma o papà?” rispondevo sempre “entrambi”, perché non volevo che nessuno dei due ci rimanesse male. Davo molta importanza alle parole che usavo, notavo gli sguardi, i toni di voce; percepivo molto gli altri, e questo spesso mi rendeva incomprensibile ai loro occhi. Tutto questo mi faceva sentire diversa. Non capivo perché io fossi così e ricordo che cercavo qualcuno che mi somigliasse.
A questa mia ansia personale si aggiungeva lo stress che vivevo a scuola. Alle elementari ho avuto parecchie difficoltà: con le maestre, con i compagni e con lo studio. Quando sei piccolo credi a tutto quello che ti viene detto, e sei fortemente influenzato dall’ambiente in cui passi gran parte della tua vita; se ti dicono che non sei capace, finisci per crederci. Avevo difficoltà a studiare e a fare i compiti, soprattutto in matematica. Volevo essere brava come gli altri, ma mi sentivo diversa, più lenta. Spesso mi sentivo stupida, incapace. La maestra mi teneva in classe durante la ricreazione a fare le operazioni mentre i miei compagni erano fuori a giocare. Non dimenticherò mai la frustrazione di capire un problema di matematica ma non riuscire a spiegarlo poco dopo; l’ansia di andare alla lavagna, gli sguardi di disapprovazione. I miei genitori tornavano a casa dai colloqui tesi e frustrati, e l’immagine che ne usciva era quella di una bambina che non si impegnava abbastanza.
Nonostante ciò, ho sempre cercato di difendere me stessa. Non avevo autostima, ma avevo carattere e un forte senso di giustizia, che però spesso mi portava a uscire dalla classe quando provavo a parlare. Ho scoperto solo alla fine delle elementari di avere un DSA, e di essere discalculica.

Questa pagina fa riferimento a una delle favole del libro: Oscar, il coccodrillo che rischiò di annegare nelle proprie lacrime per colpa dei suoi pensieri.


Leggere il libro e ripetermi la “coccostrocca” mi rasserenava un po’, mi faceva sentire al sicuro.
La danza è stata la mia salvezza, il mio appiglio per non perdermi: quando entravo in sala non mi sentivo più stupida o sbagliata, mi sentivo capace, brava. Essere in prima fila ai saggi mi appagava e mi spingeva a voler rendere fiero qualcuno.
Nei momenti più difficili mi ripetevo: “resisti che Lunedì c’è danza”.
Sono cresciuta con la mia testa, con i miei pensieri e con la mia ansia. Ho imparato a non scappare da ciò che provo, ma ad affrontarlo. A un certo punto capisci che non puoi lasciare che le emozioni ti controllino, perché altrimenti smetti di vivere, e arrivi a una consapevolezza difficile ma fondamentale: sei tu a scegliere come vivere la tua vita. E questo significa anche che nessuno verrà a salvarti, perché sei tu che devi farlo.
È così che sono cambiata. Oggi sono felice della persona che sono, perché voltandomi indietro mi rendo conto di tutto ciò che ho affrontato e dei principi che mi guidano. L’ansia c’è ancora, probabilmente fa parte di me, ma ora so riconoscerla: la osservo e non scappo”.
(A. classe quarta).

Gemma n° 2829

“Come gemma quest’anno ho deciso di portare la gita a Bruxelles che abbiamo fatto nel periodo natalizio. È stato tutto bellissimo, partendo dal viaggio in aereo, che è stato il primo per me, la città tutta decorata, le mie compagne di stanza, le nostre lamentele per la stanza decisamente piccola, se camminavamo un po’ troppo, per il cibo in hotel, la porta della camera troppo pesante e per le attese, insomma un po’ tutto, poi c’erano le nostre canzoni, le notti a dormire tutte insieme, il gioco dell’impostore, la serie dopo cena e infine l’allarme antincendio e “la donna con il coltello”. Ma soprattutto le continue risate anche per il nulla. Mi sono divertita moltissimo, non tanto per la gita in sé, ma stando con delle persone che mi fanno ridere, piangere e stare bene” (G. classe seconda).

Gemma n° 2828

Immagine creata con Gemini®

“Come gemma, quest’anno ho deciso di portare i miei amici.
A fine dicembre, ho partecipato ad un campo animatori in cui ho avuto modo di riflettere su chi o cosa fosse il mio rifugio e chi la mia casa. Inizialmente non trovavo molta differenza tra queste due parole, ma pian piano ho capito che il rifugio è dove andiamo se cerchiamo di scappare da qualcosa che non ci fa stare bene, mentre la casa è dove puoi andare sempre, nel bene e nel male. Ho fatto fatica nel trovare qualcosa di diverso per entrambe, ma sono finita per dire la stessa cosa sia per la casa che per il rifugio… I miei amici.
I miei amici sono la cosa più importante che ho. Mi stanno vicino in ogni situazione e non mi giudicano mai, di conseguenza so che per loro non sarò mai sbagliata. Sono il mio rifugio perché quando mi succede qualcosa di brutto sono i primi da cui vado a raccontare tutto e sono i primi che stanno ad ascoltarmi per ore. Sono la mia casa, invece, perché con loro basta vedersi 5 minuti e già si sta bene. Con loro faccio di tutto e di più e sono felice di condividere le mie esperienze con loro. Sono molto fortunata ad averli perché penso che molta gente, specialmente della mia età, non abbia un gruppo di amici così e mi rendo conto che senza di loro sono persa. Mi fanno ridere in ogni momento e sono felice che sono proprio loro a farmi sorridere.
Ovviamente non è sempre tutto rose e fiori, anzi, capita molte volte che discutiamo, però penso che le discussioni ci aiutino a crescere e a diventare più maturi. Sono contenta di aver avuto l’opportunità di litigare con qualcuno di loro perché siamo riusciti a migliorare e a legare di più.
Sono grata di averli nella mia vita e spero davvero che rimangano per sempre”.
(C. classe seconda).

Gemma n° 2826

“La mia gemma è la mia gatta Sixi, che è arrivata a casa nostra a luglio dell’anno scorso.
Sin da subito mi sono affezionata a lei dato che ho sempre voluto un animale domestico, ma mia mamma rifiutava sempre, dicendo di essere allergica. Alla fine era solo una scusa per zittirmi.
Spero che rispetto all’inizio si sia legata di più con la nostra famiglia” (D. classe prima).

Gemma n° 2825

“Anche quest’anno si è rivelato difficile dover scegliere soltanto una tra tutte le cose che mi porto nel cuore e, proprio per questo, ne sono profondamente grata. Sono stati tanti i momenti, le esperienze e le persone che hanno reso speciale questo anno, ma ce n’è uno che più di tutti ha catturato il mio cuore.
Questa foto ritrae uno degli ultimi scatti della vacanza studio a Londra che ho avuto l’opportunità di vivere quest’estate, un’esperienza che porterò con me per sempre. È stata resa ancora più emozionante dalla compagnia di due delle persone più importanti della mia vita: una mia cara amica e il mio migliore amico. Era la nostra prima esperienza all’estero da soli, siamo partiti in tre e siamo tornati con un bagaglio colmo di emozioni, ricordi e consapevolezze che ci accompagneranno per sempre.
Durante questo viaggio abbiamo conosciuto un gruppo di persone uniche, con le quali abbiamo condiviso ogni momento della vacanza. In poco tempo siamo diventati una vera e propria famiglia, come se ci conoscessimo da sempre. Abbiamo riso, scherzato, parlato a lungo e creato legami sinceri tra noi.
Questa fotografia, in particolare, rappresenta l’ultima serata trascorsa su quella che ormai era diventata la nostra spiaggia del cuore: un luogo che ci vedeva arrivare ogni sera alla stessa ora, restando fino a tardi, spesso rischiando di perdere il bus pur di non andare via. È uno scatto spontaneo, nato quasi per caso, ma che racchiude uno dei momenti più intensi e significativi di tutta l’esperienza.
Con un sottofondo malinconico, quella sera ci siamo fermati a riflettere, ognuno traendo le proprie conclusioni su ciò che quella vacanza ci aveva lasciato. In quel silenzio carico di emozioni ho capito quanto fosse stato prezioso quel viaggio: non solo per i luoghi visitati, ma soprattutto per le persone con cui l’ho condiviso e per ciò che mi ha insegnato.
Questa gemma non è solo una foto, ma il simbolo di un’estate che mi ha fatta crescere, sentire libera e profondamente felice. È il ricordo di un momento che continuerà a vivere dentro di me, ogni volta che ripenserò a Londra, a quella spiaggia e a chi era al mio fianco”.
(G. classe quarta).