Gemma n° 2776

“Quando ho presentato questa gemma io e D. stavamo ancora insieme. Siamo state fidanzate per quasi due anni ed è stata una relazione meravigliosa e da persone mature, ma purtroppo io non posso amare per entrambe. Tuttavia non mi pento di aver scelto questa gemma. Qui si possono vedere Pippo, il gatto che considero come mio figlio, e D. quella che considero la sua seconda mamma. Sono le due anime più importanti della mia vita. Non entrerò nei dettagli della mia storia con D., sarebbe sbagliato, ma questa foto è per me il simbolo di come le esperienze che sto vivendo mi stiano continuando ad insegnare ad essere la versione migliore di me stessa, seppur sia un percorso ancora molto lungo. Tutto finisce, ciononostante terrò per sempre nel mio cuore i ricordi e gli insegnamenti che D. e Pippo mi hanno regalato e continuano a regalare” (S. classe quinta).

Gemma n° 2775

Immagine creata con ChatGPT®

“La mia più grande passione è sempre stata il pattinaggio. Pratico pattinaggio artistico a rotelle da 10 anni, ho iniziato da veramente molto piccola, avevo circa 4 anni. La mia passione è nata grazie a mia zia, che mi faceva sempre vedere le gare di pattinaggio su ghiaccio. Quando ho iniziato, per me era tutto un gioco, ma è durato ben poco perché a partire già dal primo anno ho iniziato a fare gare. Ero ancora piccola, ma crescendo gli allenamenti cominciavano ad aumentare sempre di più, gli allenatori diventavano sempre più severi e pretendevano da me il massimo, ovviamente. Mi allenavo per 6 volte a settimana, in cui 3 giorni a settimana facevo 4 ore e mezza di allenamento. Nonostante tutti i sacrifici e tutto l’impegno che ci mettevo, non mi è mai passato per la testa di mollare. Mettevo il pattinaggio al primo posto e non andava molto bene come cosa. Non saltavo mai un allenamento e per studiare mi riducevo sempre all’ultimo. Ho preso molte botte nei denti che mi hanno fatto crescere, ma grazie alla motivazione che mi davano le mie allenatrici ho sempre avuto la forza di rialzarmi. Dopo 9 anni di singolo, quest’anno ho deciso di cambiare specialità e di iniziare gruppo spettacolo. Siamo un gruppo di 16 ragazze e ad aprile parteciperemo ai campionati nazionali. So che questi sacrifici non sono stati vani e sono fiera di aver insistito con la mia passione” (E. classe prima).

Gemma n° 2774

“Ho deciso di portare come gemma due videogiochi che mi stanno a cuore: il primo rappresenta la mia infanzia, mentre il secondo rappresenta la mia passione per i videogiochi. Il primo gioco è “Skylanders Spyro’s Adventures” un gioco uscito nel 2011 che lanciò una linea di giocattoli compatibili con i videogiochi. Infatti il gioco consisteva nel posizionare delle statuine sopra un portale collegato alla console e giocare con quel personaggio in un gioco fatto a livelli in cui c’erano enigmi, combattimenti ed esplorazione. Sono legato a questo gioco perché è stato ciò che mi ha introdotto al mondo videoludico e ogni volta che lo rigioco mi fa tornare in mente quei giorni spensierati in cui, tornato da scuola, accendevo la PS3 e giocavo con mio fratello, unico momento in cui non litigavamo. L’altro gioco è “Assassin’s Creed Revelations” Quarto capitolo della saga e ultimo capitolo della trilogia di Ezio Auditore da Firenze. In questo gioco impersoniamo un Ezio ormai anziano alla ricerca di risposte incontrando molti ostacoli nel suo cammino e il vero amore. Se Skylanders è stato ciò che mi ha introdotto al mondo videoludico Assassin’s Creed è stato quello che mi ci ha fatto appassionare. Sono molto legato a questa saga perché è capace di raccontarti storie di persone che dal nulla si ritrovano immerse in faccende più grandi di loro che si intrecciano con la storia studiata a scuola partendo da lontani periodi storici come l’antica Grecia arrivando fino alla Londra vittoriana. Se oggi sono appassionato di storia devo ringraziare Assassin’s Creed e se sono fan di questa saga lo devo a mio padre che mi ha spronato a giocarci” (F. classe quarta).

Gemma n° 2773

“Ho scelto questa foto poiché raffigura un momento del viaggio in Grecia che ho fatto a febbraio. La foto è stata scattata in cima all’Acropoli di Atene, alle spalle del Partenone. La ritengo molto significativa per me in quanto, oltre all’esperienza in sé, ho potuto passare dei gran bei momenti con i miei amici più cari” (F. classe quinta).

Gemma n° 2772

“9 aprile 2024
Oggi finalmente partiamo per New York. Il viaggio dei miei sogni. Questo giorno sembrava non arrivare mai, eppure i 4 mesi che separavano l’iscrizione dalla partenza sono volati in un attimo. Arriviamo a Malpensa. Era ora. Era arrivato il momento che tanto temevo. No no, non il decollo dell’aereo. La puntura che devo fare. Sono terrorizzata dagli aghi, tanto che per un attimo mi è anche passato per la testa il pensiero di non prendere l’aereo per quei 0,3 ml di liquido. Cose da pazzi. È stato disgustoso ma ce l’ho fatta. Finalmente possiamo partire e goderci l’esperienza più bella fatta finora.

19 aprile 2024
Mi sveglio, guardo l’ora. 15:42. Ieri sera siamo tornate da New York. Mi ci è voluto un quarto d’ora per metabolizzare se è stato tutto un sogno o se l’ho vissuto veramente. Apro la galleria. Le foto c’erano. Era tutto vero. Mi prendo 20 minuti per riguardare tutte le foto scattate. Sarò per sempre grata di aver avuto la fortuna di vivere un’esperienza del genere a 17 anni con le mie persone del cuore. Ma che ora è? Già le 4 e mezza??? Devo andare a ginnastica. Mi cambio subito. Questo allenamento non lo posso proprio saltare. 

24 aprile 2024
Finita una ne inizia un’altra. Oggi io e la squadra di ritmica partiamo per i campionati nazionali nelle Marche. Il viaggio è stato lungo. Sto cercato di non pensarci ma nella mia testa frulla solo un pensiero. E se questa sarà la mia ultima gara? Non riesco a capacitarmi. Non oso immaginare la mia vita senza ginnastica. 

27 aprile 2024
È il giorno della gara. Mi sono svegliata con il solito mal di pancia. Ho un mix di emozioni dentro di me che non riesco a controllare. Da una parte sono agitata, mi sento una grande responsabilità addosso. Se dovesse andare male lo rimpiangerei per tutta la vita. Però dall’altra parte sono felicissima. Ho avuto la fortuna di compiere questo bellissimo percorso durato ben 12 anni e ci tengo a dargli una degna conclusione.
S. mi schiaccia le spalle, mi alza il mento e entro in pedana. È andata. Sono contentissima, indipendentemente da quello che sarà il risultato. È l’ora delle premiazioni. Sento “e il primo posto per la categoria serie b, senior 3, attrezzo clavette va a S_________”. Non realizzo. Mi tremano le gambe, non riesco neanche a camminare dritta per andare a prendere la coppa. Non ci potevo credere. La sera mi arriva un messaggio dalla mia allenatrice che purtroppo non è potuta essere presente alle gare. “ciao S, volevo scriverti questo messaggio prima ma sono stata presa da 1000 cose. Quello che hai fatto quest’anno è stato prenderti un rischio abbastanza grande perché prendere in mano due attrezzi che hai usato poco in tutta la tua carriera di ginnastica per il fine di portarli alle nazionali, cercare di farli bene e guadagnarsi il punteggio e il posto non era un’impresa facile. poi sono comunque due attrezzi difficili perché palla devi saperla un po’ maneggiare e gestire, Clavette è difficile perché fanno paura e perché sono comunque due attrezzi da gestire quindi in realtà 2 cose non una sola quindi è difficile in generale.  Mi hai proprio stupita da un punto di vista di scelta perché ero un po’ indecisa, conoscendoti, su quello che avresti potuto scegliere però mi hai comunque stupita perché è una scelta che hai pensato, hai fatto e alla fine hai lavorato te la sei portata a casa con tutte le difficoltà del caso: le prime gare andate male, le perdite e tutto quanto che fanno parte del percorso per arrivare poi al fine della della gara. Con questo voglio dirti una cosa: hai fatto benissimo, nella vita bisogna prendersi dei rischi anche se le cose fanno paura bisogna farle e cercare di portarsele a casa a volte va bene, a volte va male, in questo è andata bene e va bene così però sei stata molto coraggiosa e questa cosa nella vita paga quindi ricordatela,  mi raccomando questa cosa deve rimanerti in testa per cui momenti in futuro in cui magari hai delle paure oppure fallisci in qualcosa perché ci sta fallire, e ti devi ricordare sempre di questa cosa come promemoria.” Mi scende una lacrima.

8 giugno 2024
Oggi è l’ultimo giorno di scuola. Finalmente libera. Adesso posso dedicarmi a scuola guida, ai miei amici che non vedo quasi mai e soprattutto a organizzare il mio diciottesimo, che aspetto da tantissimo. Domani andrò a trovare il nonno che purtroppo hanno dovuto ricoverare in ospedale. È da qualche giorno che non si muove più dal letto quindi meglio fare degli accertamenti.

30 giugno 2024
Stasera c’è il compleanno di G. Quella bambina che conosco dall’asilo domani fa 18 anni. Come è possibile che il tempo passi così in fretta? La mamma mi accompagna a casa sua prima della festa. Aveva un atteggiamento strano, frettoloso, come se dovesse scappare da qualche parte. Non le do peso. Penso a divertirmi e godermi la serata. 

1 luglio 2024
Oggi finalmente inizia il centro estivo. Sveglia presto e alle 7 e mezza siamo già al lavoro. Finalmente rincontro i miei amici, non li vedevo da 1 anno, mi erano mancati. Inizia a piovere. Non diluviava così da tanto. È pioggia fitta e pungente. Sono arrivate le 5, è ora di tornare a casa. Perché c’è la macchina della mamma e non quella del papà nel parcheggio? Salgo in macchina. “Come è andata?” Mi chiede. “Bene bene” rispondo. “Perché sei venuta tu?” “Mi hanno dato mezza giornata di ferie”. Non mi aveva convinto questa risposta. Riattivo i dati del cellulare. Mi arrivano 3 messaggi da zii e amici di famiglia che dicevano tutti la stessa cosa. “Mi dispiace S. ti sono vicina”, oppure, “ti abbraccio forte, qualsiasi cosa sono qua”. “Cos è successo?” Dico con la voce tremante. “Niente perché?” Mi risponde. “Dimmi cosa è successo” ripeto con la voce sempre più tremante. “Il nonno non ce l’ha fatta”.  Mi sento cadere nel vuoto. Scoppio a piangere. Non era uno dei soliti pianti. Non riuscivo a respirare. Parcheggia, saliamo in casa. Mi butto sul divano. Mi gira la testa. Arriva il papà e mi abbraccia. Non mi dava un abbraccio del genere da tanto, anzi forse non me ne aveva mai dato uno così. Non mi aspettavo questa notizia. Non me la aspettavo proprio. Come è possibile? Una settimana fa ero stata a trovarlo in ospedale e mi aveva promesso che avrebbe fatto di tutto per farsi dimettere per il mio compleanno 15 giorni dopo. Non me ne capacito. Esco in terrazza a prendere un po’ d’aria. Vedo l’arcobaleno. È il nonno ne sono sicura.

2 luglio 2024
Vado a trovare la nonna. Occhi pieni di dolore. Una guerra che avevano combattuto insieme vinta però solo da uno dei due. “Ricordati che sei stata la soddisfazione più grande che ha avuto il nonno”. Mi dice.
Se penso che mentre lui stava tirando i suoi ultimi respiri io ero a ballare mi vengono i brividi.

17 luglio 2024
È arrivato il giorno che aspettavo da tutto l’anno. Oggi divento maggiorenne. Cos’è cambiato da ieri a oggi? Ho più responsabilità? Rispondo io delle mie azioni? Mi sento più adulta?
È stata una bella giornata, ho festeggiato con i miei amici e ho avuto l’occasione di risentirne altri. Arrivo a casa verso l’1:00. La mamma mi dà un regalo. Mi dice che è da parte della nonna. Apro la busta e leggo il biglietto. “Cara S. questo è un regalo che nonno diede a me quando ci siamo conosciuti. Voglio che tu abbia questo anello come simbolo dell’amore infinito che il nonno ed io abbiamo e che avrai per sempre da noi, ti voglio bene, tua nonna.”

21 luglio 2024
La festa dei 18 anni. Da quanto aspettavo questo giorno. Ho indossato l’anello della nonna. Mentre vado verso la villa della festa lo fisso. Alzo lo sguardo verso il finestrino e vedo un arcobaleno. Il nonno mi stava guardando. Mi aveva detto più volte che ci teneva ad essere presente alla festa, e così ha fatto.
Ho avuto Il compleanno da principessa che ho sempre sognato. Per la prima volta dopo 18 anni ho capito veramente il significato della frase qualità è meglio di quantità. È vero non avevo 100 invitati ma quelli che c’erano hanno reso veramente la mia festa indimenticabile, E quasi sicuramente se fossero venuti tutti quelli che avevo invitato non mi sarei divertita così tanto.

11 settembre 2024
Oggi ricomincia la scuola. In che senso sono già in quinta? Guardandomi indietro non mi capacito di come possano essere passati già 4 anni da quel 19 settembre 2020. Siamo arrivati all’ultimo capitolo dell’adolescenza senza neanche accorgercene. Ma me li sono goduti questi hanni? Ho fatto le mie esperienze? C’è qualcosa che potevo fare meglio? Tornassi indietro sceglierei ancora questa scuola? Non voglio pensarci, in fondo la fine è ancora lontana.

27 febbraio 2025
Finalmenteeeeeeee! È arrivata la patenteee. L’esame è stato terrificante ma l’abbiamo portata a casa. Si inizia a sentire profumo di libertà.

12 marzo 2025
Guardo l’ora. 2:14. Non riesco a dormire. Inizio a sentire il peso della quinta. Ultimo anno, ultime verifiche, ultimi sforzi. E poi tutto questo non tornerà più. Le facce che sono stata abituata a vedere ogni giorno 6 giorni su 7 dal nulla spariranno e resteranno solo un ricordo.
Mi sembra assurdo. Abbiamo passato anni a lamentarci, a contare i giorni che mancavano alla fine, a dire “non vedo l’ora che arrivi giugno”. E adesso che ci siamo, che la fine è dietro l’angolo, fa paura. Perché fino ad ora, ogni anno c’era una certezza: a settembre saremmo tornati in quella classe, con le solite lezioni, i soliti compiti e le solite verifiche. Ma questa volta no. Questa volta siamo solo noi di fronte a infinite possibilità. È una sensazione strana. Da una parte non vedo l’ora che finisca perché non ce la faccio più, sono esausta, dall’altra però spero quel momento arrivi il più tardi possibile, perché vorrebbe dire iniziare a prendere in mano la propria vita diventando responsabili a tutti gli effetti delle proprie scelte. Sono pronta? Sono abbastanza matura? Se faccio la scelta sbagliata? Mi sento infinitamente piccola rispetto al mondo fuori dalle mura della scuola. Però alla fine lo so. Anche questo passerà, usciremo tutti da quella porta una volta per tutte e questi anni rimarranno solo un ricordo lontano.”
(S. classe quinta).

Gemma n° 2771

“Ho scelto la canzone Il mondo insieme a te degli 883 perché mi è stata dedicata ed è stato inaspettato, poiché la persona che l’ha fatto non è da gesti romantici. Mi ricorda molti momenti belli passati insieme e avrà sempre un posto speciale nel mio cuore” (K. classe quarta).

Gemma n° 2770

“L’amicizia è un dono raro, e io ho avuto la fortuna di trovarlo in quattro persone speciali: S, L, M e A. Da quando avevamo sette anni, siamo sempre state insieme, condividendo risate, segreti e momenti indimenticabili.
Abbiamo affrontato gioie e difficoltà, sostenendoci a vicenda senza mai lasciarci indietro. Ogni giorno passato insieme è un pezzo della nostra storia, un legame che il tempo non potrà spezzare, memorie incancellabili.
Queste mie amiche sono i pilastri più importanti della mia esistenza.
Sapete, io credo negli universi paralleli, ma sono certa che non ce ne sia neanche uno senza di loro.
Grazie per essere le migliori amiche che potessi mai desiderare, ogni giorno, fino alla fine.
Spero che rimanga così per sempre”.
(V. classe prima).

Gemma n° 2769

“Come gemma ho portato il testo scritto da una cara amica. E’ un testo sull’amore. Lo leggo in classe, ma non lo metto in rete. Per il blog del prof propongo un passo di Gramellini:
“E l’amore?”
“Lo prenderei a morsi, senza appesantirlo con la costruzione di qualcosa di durevole. Smetterei di inseguire l’impossibile e mi innamorerei a tempo determinato, come tutti. Cavalcando le emozioni fin quando resistono, per poi staccarmene senza rimpianti, perché nessuna storia può durare per sempre”[…]
“Ne percepì la forza e la paura.
Le disse che l’amore muore per strangolamento, ogni volta che Io soffoca Noi.
Le disse che l’amore muore di stenti, ogni volta che Io dirotta tutto il nutrimento su di sé e si dimentica di Noi. Le disse che l’amore muore di noia, ogni volta che Io si concentra soltanto sulle emozioni e non coltiva progetti per Noi” (Massimo Gramellini, L’ultima riga delle favole).
(G. classe quarta).

Però, cara amica di G., fattelo dire: il tuo testo è più bello, coltiva la tua capacità di scrivere e di leggere i sentimenti 😉

Gemma n° 2768

“Ho deciso di portare questi orecchini che mi ha regalato mia mamma a Natale del 2022. Ogni volta che li indosso mi ricordano il bellissimo rapporto che ho con lei e per questo li collego a dei ricordi positivi” (S. classe prima).

Gemma n° 2767

“Quest’anno come gemma ho deciso di portare New York. In quegli otto giorni ho vissuto emozioni che difficilmente riuscirò a dimenticare. Ogni angolo della città mi ha trasmesso qualcosa di unico: l’energia di Times Square, la maestosità di Central Park, la vista mozzafiato dall’Empire State Building. Ogni passo che facevo per le strade di Manhattan mi faceva sentire parte di qualcosa di più grande, come se quella città, che avevo sempre sognato, mi stesse finalmente accogliendo a braccia aperte. Ma oltre ai luoghi, ciò che ha reso questo viaggio davvero speciale sono state le persone. Ho avuto la possibilità di condividere questa esperienza con persone straordinarie, con cui ho riso, mi sono emozionata e ho creato moltissimi ricordi indimenticabili. Alcune di loro le conoscevo già, altre le ho incontrate per la prima volta, ma con tutte ho sentito un legame sincero e profondo. Ogni sera, dopo giornate intense a esplorare la città, ci ritrovavamo nella stanza mia e di B., la 2823, a raccontarci le emozioni vissute, ridendo fino a tarda notte e rendendo ancora più speciale ogni momento. New York mi ha insegnato tanto: l’importanza di buttarsi nelle esperienze senza paura, di adattarsi alle novità e di apprezzare ogni piccolo momento. Camminare tra i grattacieli, prendere la metro senza sapere esattamente dove saremmo finite, scambiare qualche parola con perfetti sconosciuti: tutto questo mi ha fatto sentire viva e indipendente, dandomi la conferma che i sogni, con determinazione e passione, possono davvero diventare realtà. Un momento che non dimenticherò mai è stato vedere la Statua della Libertà da vicino: mi sono fermata qualche istante a osservarla, pensando a tutte le persone che l’avevano vista prima di me con la speranza di un futuro migliore. In quel momento ho realizzato quanto fossi fortunata a essere lì, a vivere quel sogno che fino a poco tempo prima sembrava irraggiungibile. New York non è solo una città, è un’emozione continua, un luogo che ti mette alla prova, ti sorprende e ti lascia senza fiato. Questo viaggio resterà sempre una gemma preziosa nel mio cuore, un simbolo di crescita, indipendenza e felicità. So che prima o poi ci tornerò, perché una parte di me è rimasta lì, tra le luci di Broadway, i taxi gialli e il cielo che si riflette nei grattacieli” (S. classe quarta).

Gemma n° 2765

“Come prima gemma ho scelto questa foto che ritrae mia mamma, mia zia, mio zio, mio cugino e me nel 2018. L’ho scelta perché mi ricorda da dove vengo e le tradizioni presenti in questo piccolo paese della Romania. Questo tipo di indumento tipico del territorio si indossa solo ad eventi/festività importanti, come in questo caso il matrimonio in comune (per quello in chiesa ci si veste eleganti e basta). Per me è anche molto importante perché il vestito che indosso io me lo ha fatto mia nonna che purtroppo adesso non c’è più” (S. classe prima).

Gemma n° 2764

“Ieri 19 marzo era la festa del papà, con questa gemma volevo ringraziarlo per tutto quello che fa e che continua a fare per me. Mi ritengo molto fortunato ad avere un papà molto presente, così come mia mamma, perché non tutti hanno questa fortuna; anche se non lo dimostro gli voglio un sacco di bene, spero un giorno di poter ripagare tutto quello che lui ha fatto per me. Grazie papà” (W. classe seconda).

Gemma n° 2763

“Tornata dal Canada per due giorni non ho mangiato e non ho dormito, ho pianto. Forse sembrerà irrispettoso verso la mia famiglia, felicissima di vedermi dopo sei mesi, ma bisognosa di una doccia dopo ore di viaggio, ho accompagnato la frase “Mi siete mancati” a “Mi mancano già”. Ora chiamo mamma anche un’altra donna e sono la sorella maggiore di due bimbi, oltre che S. Alcuni dei miei amici, i miei genitori non li hanno mai conosciuti e forse non lo faranno mai. Mi sono affezionata e sono cambiata. Ho capito che non sono mai stata una brava sorella, ho dato priorità alla scuola e agli impegni piuttosto che a coloro che qua, in Italia, arricchiscono la mia esistenza. So che le relazioni devono essere nutrite e per questo ogni giorno passo ore al telefono parlando in inglese, ma do priorità anche al Fight Club, luce nel buio, e agli altri gruppi di amici con cui sto crescendo. Forse la cosa più importante l’ho capita alla fine dell’esperienza: “If goodbyes hurts, you know you’ve spent your time well.” Sono così grata di questo dolore” (A. classe quarta).

Gemma n° 2762

“Ho deciso di portare questa foto che ritae me e mia madre quando ero molto piccola. Quel giorno rappresenta un momento molto importante nella mia vita perché si tratta della prima volta che i miei genitori mi hanno messo sugli sci. Quel momento è significativo per me perché mi è stata trasmessa una passione che tuttora porto avanti” (E. classe quarta).

Gemma n° 2760

“Per questa gemma ho deciso di portare una foto di mio cugino, D., perché penso che sia la persona con cui ho più confidenza anche se viviamo lontani e la differenza di età rende divertente passarci il tempo: lui ha 4 anni” (F. classe prima).

Gemma n° 2758

“Questo braccialetto è un simbolo di un legame speciale, un regalo che contiene affetto, ricordi e emozioni che io ho vissuto con questa persona. Al centro c’è un cuore e una scritta che mi tocca nel profondo, perché mi è stata detta durante uno dei miei periodi peggiori e racchiude tutto l’affetto che questa persona aveva nei miei confronti. Ogni volta che lo guardo, sento ancora la presenza di quella persona che me lo ha regalato, e il cuore inciso diventa un segno del suo amore e della sua importanza nella mia vita. È un piccolo tesoro che porto sempre con me, come un abbraccio che non mi lascia mai, un promemoria di quanto fossi fortunata ad avere quella persona al mio fianco” (A. classe quarta).

Gemma n° 2757

Immagine creata con ChatGPT®

“Di solito la scelta della gemma non mi è mai stata difficile ma quest’anno volevo portare qualcosa di veramente caro a me. Ho sempre portato come gemme cose materiali, quest’anno invece non saprei come nominare la mia gemma. Potrei dire che la mia gemma è stata la mia estate 2024, o anche tutto l’anno intero, ma in verità quello che intendo dire è che la mia gemma di quest’anno sono io. Sono io perché sono cresciuta e ho realizzato delle cose che ora sono diventate dei valori fissi nella mia vita.
Per esempio
Quest’estate mi sono lasciata andare, ho esagerato, ho sbagliato, ho perso la pazienza e mi sono arrabbiata. Ma quest’estate ho anche riscoperto l’amore per il mare, l’amore per le risate serali tra amici ma soprattutto l’amore per me stessa.
Quest’estate ho imparato a raccogliere il buono e il cattivo da tutte le cose. Che sia un bel concerto o un brutto litigio ho imparato a masticare le delusioni e a trasformarle in  lezioni di vita senza le quali adesso sarei ancora totalmente persa.
Prima di quest’anno ero una persona molto arrabbiata e chiusa. Arrabbiata con me e con gli altri. Questo mi impediva di essere felice. Invece mese per mese ho imparato a vivere delle piccole cose e questa è stata come una medicina per me. Imparare a notare il canto degli uccellini la domenica mattina o le foglie che poco a poco iniziano a cadere dagli alberi. Anche semplicemente sentire la risata di un bambino, prima mi passava inosservato perché vedevo solo il colore nero intorno a me.
Il modo in cui sono cambiata nell’ultimo anno è stato il cambiamento più radicale della mia vita e nonostante tutti gli errori che ho commesso risbaglierei tutto da capo.
Mi sono guardata dentro per mesi e mesi non comprendendo nulla della mia persona ma alla fine sono riuscita per la prima volta in tutta la mia vita a far uscire parti di me nascoste da sempre.
Potrei dire di essere maturata quest’anno ma mi sento di aver ancora tanta strada da fare. Sì, perché in verità non vedo l’ora di sbagliare ancora, arrabbiarmi, perdermi se serve. Ma soprattutto di sentire i brividi quando i miei piedi toccano la sabbia del mare per la prima volta, di scoprire nuovi posti con le mie amiche e di ricordare il rumore delle nostre risate.
La mia visione del mondo è cambiata radicalmente insieme a quella della mia persona, e a volte mi piace ricordare i momenti di totale spensieratezza insieme ai miei amici e quelli di riflessione in solitudine.
La mia gemma di quest’anno sono io, ma non la me di adesso che é solo risultato dei miei 17 anni di vita. La mia gemma sono le esperienze che mi hanno fatto soffrire ma scoprire la felicità dietro a tutto come se fossi tornata bambina.”
(A. classe quarta).

Gemma n° 2756

Immagine creata con ChatGPT®

“Dopo tanti ripensamenti, finalmente anche quest’anno ho scelto la mia gemma!
Ho deciso di portare qualcosa di veramente personale: i miei genitori 🙂
Non sono solita esplicitare i miei sentimenti verso di loro, ma sono delle persone a cui devo veramente tantissimo in ogni aspetto della mia vita, delle persone che ammiro profondamente, non solo per il loro esempio umano, ma anche per i valori giusti ed esemplari che hanno trasmesso sia a me che a mio fratello.
Nonostante ogni tanto tendano ad esserci delle divergenze tra noi, rimangono sempre e comunque delle brave persone di grande valore, che meritano di essere orgogliose per ciò che sono, anche se probabilmente non è così. Ma sono io fiera per loro.
Mi fanno sentire amata in un modo che non credo si possa spiegare con semplici parole. Io colgo che sono un motivo di orgoglio per loro e loro lo sono per me.
Mi ascoltano, mi accolgono, mi lasciano essere me stessa, permettendomi di “sbocciare” e diventare la versione migliore di me, supportandomi in tutto ciò che faccio.
Se dovessi utilizzare una metafora, mi descriverei come una piantina che sta crescendo proprio perché il terreno in cui si trova è fertile, e le radici sono ben nutrite.
Sono veramente grata di avere dei genitori come loro, che sceglierei non solo in questa vita, ma in tutte quelle che potrei vivere.”
(F. classe quarta).

Gemma n° 2755

“Quest’anno come gemma ho deciso di portare la musica. La musica è sempre stata una parte molto importante della mia vita, ma soprattutto da due anni a questa parte è diventata del tutto indispensabile. Io sono cresciuta in una famiglia in cui fin da piccola mi hanno esposto a qualunque tipo musica: non c’era un giorno in cui mio nonno non ascoltasse l’orchestra della Rai alla televisione, e mio padre mi faceva ascoltare più generi di musica possibile, insegnandomi anche a suonare il pianoforte. Da piccola non mi piaceva abbastanza e quindi ho suonato per cinque anni, per poi smettere per un po’. In quella pausa relativamente breve ho capito quanto effettivamente fosse importante per me. Ogni volta che sentivo suonare mi si creava un vuoto dentro, come se mi mancasse qualcosa di veramente importante, e così ho ripreso. Adesso per certi versi rimpiango quel periodo, perché se non avessi smesso di suonare per quell’anno e mezzo/due adesso sarei di sicuro più brava. Però mi sono anche accorta che se non avessi smesso adesso non sarei così attaccata dalla musica: infatti da sei anni suono più o meno tutti i giorni, e anche se non ho tempo trovo sempre dieci minuti anche solo per ripassare il brano che mi piace di più. Negli ultimi due anni ho effettivamente notato quanto la musica mi faccia stare bene. E’ come un cerotto che ripara i buchi dell’anima e pian piano li fa riassorbire. Inoltre la musica è un modo per unire le persone. C’è stato infatti un periodo in cui io e mio padre non andavamo molto d’accordo, ma grazie alla musica ci siamo ritrovati. La musica è infinite cose per me, ottantotto tasti che racchiudono l’universo e la felicità” (G. classe quarta).

Gemma n° 2754

“Ho scelto di portare come gemma questa foto del mio diciottesimo, per me una serata memorabile… con tutte le persone per me più care…
Ho avuto una serata davvero spensierata, un augurio per questo inizio di percorso da maggiorenne.
Ho deciso di mettere la foto della macedonia perché questo è stato il dessert per terminare il rinfresco, un mio desiderio che ho espressamente chiesto per dare un tocco di originalità al rinfresco.
Alla festa c’era musica, abbiamo ballato senza pensieri (come dice la canzone) tutta la sera, ero stata molto felice di avere accanto tutte le persone per me più importanti, questa serata resterà per sempre nei miei ricordi.
Insomma il diciottesimo, meritava di diventare la gemma di quest’anno✨✨🤩” (G. classe quarta).