Gemma n° 2625

“Quest’anno come gemma ho voluto portare la mia migliore amica, si chiama M. e ci siamo conosciute nel 2022 grazie alla pallavolo. Quando ho iniziato pallavolo lei era già nella squadra e io ero quella appena arrivata, io e M. ci stavamo stra-antipatiche da subito, finché non abbiamo notato entrambe quanto avevamo in comune e quanto stavamo bene in compagnia. È come se la conoscessi da sempre, come se, appena conosciuta, avessi capito che mi mancava un amicizia così, dove poter andare se stavo male o solo per parlarle di com’era la mia giornata. In campo io e lei eravamo sempre le più cariche e davamo forza a tutta la squadra nonostante le difficoltà in campo. Lei mi ha aiutato tantissimo in tutto, nei miei problemi e in tutto il resto. Purtroppo quest’anno non siamo più nella stessa squadra, ma comunque ci  supportiamo l’un l’altra e lo faremo sempre. Penso sia una delle migliori persone che ho incontrato. È una di quelle persone senza filtri, che non finge di essere qualcuno che non è, e che ti dice le cose che sbagli, facendoti capire come migliorare e aiutarti, e riconosce quando sbaglia. Per me la sua famiglia è come una seconda casa, ho un bellissimo rapporto con i suoi genitori e la sua sorellina, difatti abbiamo passato tutte le vacanze insieme. Le voglio davvero un bene dell’anima” (V. classe seconda).

Gemma n° 2570

“Ho deciso di portare queste due foto. La prima foto è lo spogliatoio con la mia divisa prima della prima partita di questa stagione che ho fatto nelle vesti da arbitro. Quando arbitro mi sento sereno e felice, ho intrapreso la carriera a gennaio 2024 e ho intenzione di continuare ancora per molto. E’ un’esperienza da provare: mi ha migliorato molto e mi ha aiutato a maturare ed a combattere la mia timidezza.

La seconda è la foto con la mia fidanzata A. al mio diciottesimo compleanno e mi sentivo di portarla perché con lei sto bene” (M. classe quinta).

Gemma n° 2565

“Ho voluto scegliere una foto della mia squadra di basket. 10 anni fa presi la decisione di provare per due allenamenti questo sport che non conoscevo e fu subito amore a prima vista. Non mi innamorai solamente del gioco, ma soprattutto del gruppo squadra che si andò a creare. Con la maggior delle persone in foto ci ho condiviso una marea di ricordi, tante vittorie ed altrettante sconfitte, viaggi e trasferte fuori casa ad orari improponibili. Sono grato di aver fatto parte e di essere ancora parte di questo gruppo e spero nel futuro di continuare a fare parte di questa squadra. Auguro il meglio a tutti quelli che hanno mollato prima di poter scattare questa foto e con quelli che ci sono spero di vincere il campionato regalandoci delle esperienze indimenticabili. Mi sento inoltre di ringraziare col cuore il mio vecchio allenatore, che ha sempre creduto in me anche quando io non lo facevo. Grazie” (F. classe terza).

Gemma n° 2551

“Oggi ho scelto di portare la sciarpa della partita Barcellona-Lione. Sabato 21 maggio 2022, dopo aver fatto un giro per la città di Torino, io, tre mie compagne di squadra e le nostre rispettive famiglie, siamo andati all’Allianz Stadium a vedere la finale di Champions League femminile. Il Lione ha vinto 3 a 1 contro il Barcellona ed è stata una partita magnifica; lo stadio, lo spettacolo di inizio partita e anche la premiazione finale erano stupendi, ci siamo tutti divertiti tantissimo. Il giorno dopo, invece, siamo andati in provincia di Vicenza perché, questa volta, abbiamo dovuto giocare noi ragazze; non ricordo che squadra fosse ma so che abbiamo vinto” (E. classe terza).

Gemma n° 2545

“Ho pensato a lungo quale fosse l’argomento giusto per la mia gemma di quest’anno e alla fine ho deciso che non la volevo dedicare a una persona, bensì alla danza. Ho con Lei un rapporto di amore e odio, è come se fosse una mia vecchia amica che nonostante tutto c’è sempre stata, nel bene e nel male. Grazie a Lei ho conosciuto tante persone fantastiche e ho fatto esperienze nuove. Penso che senza di essa mi sentirei vuota, senza quotidianità, abbandonata da questa attività che mi ha accompagnata per quasi tutta la vita. A volte ho avuto delle difficoltà. Ho pensato più volte di lasciare ma alla fine non ho mollato mai e ne è sempre valsa la pena. Mi ha portato tanta felicità anche in giornate dove vedevo tutto nero. Mi ha spronata quando pensavo di non farcela, quindi è stata per me una grande maestra di vita” (L. classe seconda).

Gemma n° 2532

“Quest’anno ho deciso di portare come gemma una foto che rappresenta il finale dello spettacolo della compagnia di danza a cui ho preso parte ad agosto dell’anno scorso. Ho avuto l’opportunità di svolgere l’audizione in un momento di difficoltà in cui avevo bisogno di nuovi stimoli. Dopo aver passato una settimana a Nizza, una volta al mese svolgevamo uno spettacolo in diverse città del nord e centro Italia. Fare quest’esperienza mi ha cambiato molto come persona. Ho conosciuto ballerine di diverse città italiane e ho avuto l’opportunità di confrontarmi con loro. Spesso la danza come tanti altri sport é un ambiente molto competitivo e seppure si lavori in gruppo si cerca sempre di esaltare  il proprio potenziale, di conseguenza spesso si tendono a creare dei fraintendimenti. In questo progetto non è stato così però, in una settimana e nel corso delle diverse tappe ci siamo confrontate molto sugli ambienti in cui balliamo, sulle nostre debolezze e abbiamo cercato dei modi per abbatterle. Viaggiare senza i miei genitori mi ha portato ad avere molta indipendenza e al contempo mi ha fatto diventare più responsabile. Il fatto che gli spettacoli fossero sempre in posti piuttosto lontani, da una parte poteva essere pesante perché le ore di treno erano parecchie, ma dall’altra la lontananza da casa e da scuola mi faceva bene per staccare la mente temporaneamente dalle difficoltà e dai problemi che dovevo affrontare, permettendomi così di impegnarmi nella danza appieno” (K. classe quarta).

Gemma n° 2519

“Il pallone da pallavolo rappresenta lo sport che ho cominciato a praticare da settembre, il quale ha avuto una certa ricorrenza nel corso della mia vita. Con la pallavolo è sempre stato un tira e molla ma dall’inizio dell’anno scolastico ho preso la decisione di ricominciare e non smettere più una volta per tutte, combattendo così le sensazioni di inferiorità e di ansia al confronto con i miei coetanei. Ho fatto molti progressi sia psicologicamente che tecnicamente nello sport e continuerò senza più arrendermi” (A. classe quarta).

Gemma n° 2499

“Ho portato questa foto perché mi ricorda, non solo un momento bello della mia vita, ma è la prima partita ufficiale di calcio che ho giocato da bambino. Da quella partita ho iniziato un percorso che continua tutt’ora” (M. classe quarta).

Gemma n° 2443

“L’11 dicembre 2023 mi sono state dette quelle parole che un atleta non vorrebbe mai sentirsi dire da un medico: “il tuo crociato è rotto, la tua stagione è finita”. Non so neanche io bene come, ma non appena mi sono state pronunciate quelle parole sono riuscita a trattenere le lacrime, forse perché sotto sotto lo sapevo o forse solo perché volevo sembrare forte. Eppure questo infortunio mi ha portato un grande vuoto dentro.
Era da mesi che combattevo contro un dolore al ginocchio senza che si riuscisse a capire bene che cosa io avessi.
A giugno 2023 durante un allenamento è suonato quel primo campanello d’allarme, quel CRACK che a ripensarci mi vengono ancora i brividi.
Durante l’estate si sono susseguite una serie di visite, ma nessuna risposta concreta, finché a settembre l’ortopedico che mi ha visitata mi ha detto che sarei potuta tornare a giocare. Ero contentissima, ma dentro di me sapevo che c’era qualcosa che non andava.
Ho ripreso gli allenamenti e piano piano ho ritrovato la sicurezza che avevo perso a causa dell’infortunio.
Fino a quando, SBAM, un’altra porta in faccia, un’altra ricaduta. Mi cede il ginocchio durante una partita.
Non c’era più nulla da fare, avevo lottato fino a quel momento, ma la paura era riemersa.
Decido di farmi visitare da un altro ortopedico il quale pronunciò quelle fatidiche parole.
Nella mia testa, prima di quella visita, c’era ancora quella piccola speranza di poter tornare a giocare e di nascondere quella che sapevo fosse la verità, ma la verità ha avuto la meglio su quel piccolo spiraglio di luce.
Nonostante il dolore e le lacrime sono grata a questo infortunio perché mi ha fatto capire che ci sono persone che ci tengono tanto a me, quanto io sia fortunata ad avere una squadra che mi supporta in questo momento difficile e degli allenatori che ci tengono veramente al fatto che io stia bene. Spero di non deluderli e di tornare più forte di prima. Non so cosa mi riserverà il futuro o se ritornerò a giocare, ma ciò di cui sono certa è che uscirò da questi 6 mesi un po’ più consapevole e sicura delle mie capacità”.
(G. classe quarta).

Gemma n° 2418

“Questo trofeo l’ho vinto all’età di 11 anni circa, è il primo trofeo come miglior marcatore in un torneo. Mi ricorda i tempi in cui giocavo a calcio per divertirmi ed ero molto spensierato rispetto ad ora dove comunque c’è molta tensione e bisogna metterci molto impegno” (T. classe terza).

Gemma n° 2405

“Anche quest’anno, come tutti gli altri, ero indecisa su che gemma portare, quindi ho scelto le due più significative.
La prima è un video che ho realizzato circa un mese fa e che riassume alcuni dei momenti più belli del mio 2023. Ho cercato di inserire tutte le persone che hanno migliorato le mie giornate anche se purtroppo ho perso molte foto e molte ne sono rimaste escluse.
Come seconda gemma ho deciso di portare questa foto che non vuole rappresentare le medaglie in sé ma lo sport che c’è dietro di esse. Pratico ginnastica ritmica da quando avevo sette anni, quindi da ormai 10 anni. È sempre stato il mio posto sicuro, la mia seconda casa, un luogo in cui ho sempre avuto l’opportunità di esprimermi e di sentirmi libera. Tanto sudore e tanta fatica, ma alla fine anche tante soddisfazioni. Questo è quello che questo sport mi ha trasmesso, dei valori importantissimi che fanno bagaglio per la vita di tutti i giorni. Con tanto impegno e determinazione si può arrivare ad un traguardo, ma solo con le persone giuste al proprio fianco la fatica non peserà. A pensare che questo è l’ultimo che pratico ginnastica mi piange il cuore. Purtroppo gestire studio, sport e ulteriori corsi è diventato veramente impossibile e quindi mi trovo costretta a rinunciare a qualcosa. Le cose che mi mancheranno di più saranno sicuramente le chiacchierate durante l’allenamento, l’ansia nel momento prima di entrare in pedana, la settimana dei campionati nazionali, ma soprattutto la gioia e la fierezza che si prova dopo aver concluso un esercizio. Ricorderò questi anni come i più belli della mia vita, non dimenticherò mai i bellissimi momenti che ho vissuto e sarò sempre grata per le emozioni che questo sport mi ha regalato”.
(S. classe quarta).

Gemma n° 2403

“Come gemma ho deciso di portare le mie scarpe da pallavolo, ho iniziato questo sport 3 anni fa quando ero in seconda media e da quel giorno la mia vita è cambiata.
Queste scarpe le ho comprate di recente e ogni volta che le metto mi piace ripensare a quella giornata di ottobre, quando sono entrata per la prima volta in palestra per il mio primo allenamento, a quanto ero timida all’inizio, al periodo in cui avevo ancora un altro ruolo, ma soprattutto ai miglioramenti che ho fatto.
Le mie scarpe essendo nuove mi vedranno ancora sbagliare e farmi male; ma mi vedranno anche crescere e migliorare, e io non vedo l’ora perché sono molto legata a questo sport” (V. classe prima).

Gemma n° 2359

“Ho deciso di portare questa foto in cui siamo io e una mia compagna di nuoto nel settembre 2019. Io e lei in quel periodo non andavamo d’accordo visto che mi piaceva dire alle mie compagne cosa fare e quindi stavo loro antipatica. Il momento scattato nella foto rappresenta un momento importante per me perché da lì in poi nonostante ci conoscessimo già da un po’ di anni abbiamo iniziato a diventare amiche e a conoscerci meglio. In questa “gita” ho capito l’importanza di ascoltare anche le opinioni degli altri e per questo ho deciso di portare questa foto” (E. classe terza).

Gemma n° 2355

“Il nostro cervello produce una sostanza chiamata endorfina che aiuta ad alleviare il dolore e lo stress provocando una sensazione di benessere e buonumore. Questa sostanza nel mio cervello viene prodotta dalla pallavolo.
La pallavolo è la mia unica certezza nonostante in questo sport io abbia più delusioni che traguardi, ma è la mia certezza dopo una giornata difficile: mi aiuta a dimenticare tutto ciò che è successo prima, se ho dei dolori prima di pallavolo, ho la certezza che per due ore non li sentirò.
Non so esattamente cosa mi piaccia della pallavolo ma so benissimo cosa odio. Odio sudare, il martedì in cui c’è la parte fisica, i pesi, la palla medica, sentirmi indietro rispetto alle mie compagne, non sentirmi abbastanza ma soprattutto odio sbagliare. Ma sbagliare nel mio sport è fondamentale. Sbagliare mi serve a crescere infatti solo sbagliando per 6 mesi adesso riesco a fare una battuta in salto. 6 mesi di stress e allenamento.
Ricordo ancora quando mio padre, il mio precedente allenatore, mi teneva 10 minuti in più in palestra in un angolo e mi faceva provare le battute.
Ma ricordo ancora tutte le cose belle che ho provato l’anno scorso, ovvero il mio primo anno in cui praticavo pallavolo, per esempio quando sono entrata in campo spaventata a battere, eppure, grazie alle mie compagne, sono riuscita a far recuperare 7 punti, oppure, un esempio più recente, nel mio primo torneo con una nuova squadra ho fatto il punto finale e tutte le mie compagne, sapendo quanta ansia avevo prima di entrare in campo, sono venute ad abbracciarmi.
Detto questo, non so cosa significhi quel pallone rosso, verde e bianco per me, ma so che giocare a pallavolo mi piace e non voglio smettere” (S. classe seconda).

Gemma n° 2344

“Sin dalla prima lezione di religione sapevo già quale sarebbe stata la gemma che avrei portato. Avevo pensato a cosa dire e a mostrarla a tutta la classe. Ci ho pensato fino a due settimane fa, fino a quando l’ho persa. Ho deciso però di “portarla” lo stesso perché per me ha, o aveva, un valore immenso.
Come gemma ho deciso di portare la borraccia che usavo per giocare a pallavolo. Non era una semplice borraccia, come si può pensare, bensì una sicurezza, un tranquillante nei miei momenti di ansia, “un’amica” che mi consolava. Ma cos’aveva di speciale questa borraccia? Erano i cerotti che vi erano attaccati sopra a renderla speciale.
Questi cerottini erano semplici ma al tempo stesso “magici” e a renderli magici erano i momenti in cui venivano attaccati alla borraccia, oltre al significato che trasmettevano. Quando ero in ansia per una partita abbiamo attaccato il cerottino con su scritto “don’t worry” e leggendolo mi tranquillizzavo ogni volta prima di entrare in campo, quando invece una partita era andata male abbiamo attaccato il cerottino con su scritto “don’t cry” e ogni volta che lo rileggevo capivo che non bisognava demoralizzarsi per una sola partita brutta. Abbiamo poi attaccato un cerotto per bambini dove c’erano disegnate delle mucche molto carine e un cerotto rosso a forma di cuore su cui poi ne abbiamo incollato un altro identico sopra perché si stava staccando. Il mio preferito però era quello rosa con 5 cuoricini rossi e una scritta fatta a mano in pennarello che diceva “POCA ANSIETTA, LA GIUSTA QUANTITÀ”.
Non vorrei darlo per scontato quindi mi sento in dovere di dirlo: a rendere speciale questa borraccia non erano tanto i cerotti, ma la persona con cui li attaccavo. Persona senza la quale non sarei riuscita ad affrontare la scorsa stagione. E ogni volta che mi capitava di rileggerli, pensavo ai momenti passati insieme e mi scappava un sorriso”.
(R. classe seconda).

Gemma n° 2318

“Quest’anno ho deciso di tornare a parlare del mio sport del cuore.
Il nuoto è molto più di un semplice sport per me. So che può sembrare banale dare così tanta importanza a qualcosa che potrebbe sembrare solo un hobby o un passatempo, ma per me è stato molto di più. Attraverso il nuoto, ho conosciuto alcune delle persone più importanti per me, con cui ho condiviso tantissimi momenti indimenticabili.
Dedicare 14 anni della mia vita a questo sport è stato un impegno incredibile, e ora, dire addio a tutto ciò senza avere voce in capitolo è una sfida difficile da affrontare. Chi non ha vissuto questa stessa passione non può comprendere appieno l’importanza che uno sport può avere per qualcuno. Per me nuotare mi ha dato e tolto altrettanto, ma ha plasmato chi sono oggi.
Lo sport agonistico richiede di credere nelle proprie capacità e non lasciarsi abbattere dalle sconfitte. Un elemento chiave è non avere paura della fatica, difatti le ore di allenamento e il duro lavoro per una gara che dura meno di un minuto possono sembrare sproporzionate, ma è la guerra contro se stessi che rende il nuoto così significativo.
Ciò che fa veramente male, è quando piano piano inizi a ottenere più delusioni che soddisfazioni dalla disciplina alla quale hai dedicato tanto tempo e impegno per colpa di un semplice infortunio.
Ogni volta che qualcuno mi fa domande riguardo la spalla o riguardo a quando tornerò a nuotare, dentro di me sento come una sensazione di vuoto, perché mi tornano in mente tantissimi ricordi. È vero che ci sono molte altre cose nella vita, ma il nuoto è stato il mio mondo per così tanto tempo che perderlo è stato come perdere una parte di me stessa.”
(E. classe quinta).

Gemma n° 2267

“Per la Gemma di quest’anno ho deciso di portare il mio primo body di twirling. Può darsi che qualcuno di voi si stia chiedendo “cos’è il twirling?”, ora ve lo spiego io così vi risparmiate il tempo della ricerca. Il twirling è una disciplina agonistica tecnico-combinatoria che esalta i fattori fisici individuali, mettendo in evidenza l’aspetto estetico del movimento. Unisce a movimenti propri della danza, ginnastica ritmica ed artistica, l’uso di un bastone che viene lanciato in aria o fatto roteare sul corpo. Ma il twirling non è solo uno sport, è anche un’ arte.
Arte perché si richiede stile e bellezza, sport perché combina intensa coordinazione nel mantenere il bastone in movimento mentre il corpo si muove con grazia, attraverso vari movimenti adattati con interpretazione musicale, alti livelli di concentrazione e sforzo fisico.
Io pratico questo sport da ormai 12, quasi 13, anni, quindi dalla stagione 2010/2011; ho deciso di portare il primo body proprio perché per me ha un ricordo veramente speciale, per me è l’inizio di una storia che va avanti da tempo. Per me il twirling è tutto, è una valvola di sfogo quando tutto va male, parecchie volte mi sono anche arrabbiata, sono caduta molte volte, a volte mi sono fatta così tanto male che ho pensato “no ora smetto, non ce la faccio più”, ma poi ho pensato, “voglio veramente buttare via tutti questi anni di sforzo”? La risposta era sempre no, quindi mi sono rialzata, mi sono fatta forza e sono andata avanti. Quando le persone mi chiedono “ma non ti sei stufata? É dodici anni che vai avanti” la risposta è NO, perché io mi ricordo ancora la me bambina che sognava di arrivare in nazionale, e adesso ce la sto facendo, sto realizzando il mio sogno. La me di 11/12 anni fa non avrebbe mai immaginato di arrivare fino a qui, la me che indossava questo body, non avrebbe mai pensato che potesse accadere una cosa così grande. Quindi questo body per me è tutto, qua rivedo tutti i miei ricordi passati, e spero in futuro di vederne ancora di più belli”.
(S. classe seconda).

Gemma n° 2243

“Oggi ho portato le mie prime scarpe da calcio come gemma. Le ho prese quando avevo 7 anni e, anche se non mi vanno più bene, le volevo tenere perché significano molto per me: rappresentano quella bambina di 7 anni che voleva a tutti i costi giocare a calcio, che aveva in testa solo quello sport. A volte, quando per esempio va male un allenamento, penso a quella bambina che non ha mai smesso di giocare e che non ha mollato; mi aiuta a riprovarci sempre ed a arrivare al successo. Da quando ho messo quelle scarpe ho iniziato a sognare la nazionale e la serie A, ci sto provando ancora oggi ad arrivare in alto ed essere una grande giocatrice” (E. classe prima).

Gemma n° 2242

“Ho portato questa gemma perché è stata la prima gara che ho fatto e la prima medaglia d’oro che ho vinto; soprattutto l’ho portata per due miei amici che hanno smesso di fare atletica con me e con cui ero amico anche fuori dall’ambito sportivo” (A. classe prima).

Gemma n° 2240

“Come gemma ho deciso di portare una delle mie prime divise da basket della squadra.
Ormai gioco a basket da 11 anni, e non mi ha ancora stancato. La pallacanestro, per me, oltre ad essere uno dei modi per sfogarmi, è anche una famiglia, dove, insieme ai miei compagni di squadra, futuri e passati, rappresenteremo ed abbiamo rappresentato, oltre ad una semplice squadra, la nostra città” (L. classe prima).